
“Vi ringrazio per il sostegno e i messaggi che – chiarisce lui stesso - non ho potuto leggere perchè le condizioni qui sono davvero minime.
So che sapete che sto bene – si legge ancora nella sua email -. Purtroppo una nostra collaboratrice del Cresfed (partner del progetto Piatto di Sicurezza coordinato da Nicolas, ndr.) è morta sotto una casa”.
E poi rivela: “Sembra che l’equipe della nostra sede a Leogane (situata appena a 37 chilometri ad est della capitale, ndr.) sia salva, ma al momento è impossibile raggiungerli. Di molti amici ho avuto buone notizie, di altri... purtroppo no, ed è molto dura…”.
Poi la mail prosegue: “Faccio base all’ambasciata perché ormai tutti gli edifici sono danneggiati o comunque non più sicuri. Ci stanno arrivando continue sollecitazioni, dall’Unione Europea e dalla Francia, per farci rientrare il prima possibile con i loro aerei”.
“Io – confessa Nicolas Derenne - avrei voluto restare... ma ho cambiato idea. Del mio caro Progetto che andava così bene.. rimane poca cosa adesso. Qui, in queste condizioni, mi sento inutile. Haiti di tre giorni fa non è la Haiti di oggi”.

L’appello a uno sforzo comune, e che guardi possibilmente anche al di là dei primi interventi di emergenza, parte ora da Verona, proprio dalla città in cui, 44 anni fa, la Conferenza Episcopale Italiana costituì l’allora Movimento Laici America Latina, oggi ProgettoMondo Mlal, Ong presente in 21 Paesi di America latina e Africa con all’attivo più di 400 progetti di cooperazione allo sviluppo.
“La variegata società veronese – ha dichiarato oggi Lonardi - ha da decenni un suo ambasciatore ad Haiti, proprio nel cuore della catastrofe, ed è ProgettoMondo Mlal. Consapevole di questo, il nostro Organismo, rappresentato in queste ore da un proprio operatore sul campo, Nicolas Derenne, scampato all’ecatombe e temporaneamente in salvo presso l’ambasciata francese, si candida a promuovere un intervento che pensi fin da ora alla fase della ricostruzione. Perché consumata la grande emozione di oggi, Haiti non torni troppo facilmente nel dimenticatoio”.
Già dal primo giorno dopo il terremoto, l’ufficio progetti della nostra Ong, sta studiando con una rete di propri partner ad Haiti, un’iniziativa mirata alla ricostruzione di alcune scuole. E questo per dare priorità prima di tutto ai tanti bambini e adolescenti, orfani, allo sbando o comunque privati di tutto; in secondo luogo per costituire da subito alcune prime strutture che, anche fisicamente, possano rappresentare il prima possibile un nuovo luogo di riferimento, aggregazione, aiuto, per tutta la comunità.
Per chi volesse partecipare alla ricostruzione delle scuole di Haiti, versamenti su
Banca Popolare Etica IBAN IT 07 J 05018 12101 000000511320
Dall'estero
Banca popolare etica
SWIFT/BIC CCRTIT02T84A
IBAN: IT 07 J 05018 12101 000000511320
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