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martedì 10 novembre 2015

Studenti nel buio della sala e dell'Africa

Se foste ancora dei giovani studenti delle Superiori, se vi capitasse di andare a vedere un film africano con la vostra scuola, cosa vi aspettereste?
Certo, il Festival del Cinema Africano a Verona è un’ottima occasione per perdere lezione, quindi per molti di loro magari è già una motivazione valida… e uno; ma a qualcun altro balenerà senz’altro nella testa: “ma che razza di film stiamo andando a vedere? Sarà una sottospecie di documentario o una cosa stramba tutta loro… Se no per quale motivo il prof mi porterebbe a vedere un film… africano?!?”
Sabato e lunedì mattina alle 9 e mezza questi ragazzi delle superiori, con più o meno queste domande, erano nella sala del Cinema-Teatro dello Stimate.
Io, volontario in Servizio civile con l'Ong ProgettoMondo Mlal, ero in galleria a svolgere il compito di tecnico-proiezionista, e mi immedesimavo in loro, sia mentre scorrevano le immagini del film Timbuktu di sabato, sia con Certified Halal di lunedì, e ci sono riuscito!
Timbuktu non è piaciuto molto. Sebbene il tema della Jihad fosse di grande attualità, ritmo e significati reconditi, hanno reso un po’ ostico il film ai ragazzi. Un film drammatico, nel quale si tratta dell’avvento della Jihad in Mali, nella città da cui poi prende il titolo il film.  Siamo in Mali e, all’inizio la Jihad appare come una dittatura all’acqua di rose in cui, gli stessi facenti parte dell’organizzazione, si muovono con imbarazzo nelle stesse regole che proprio loro impongono ai cittadini, ma non sarà così per tutto il film. Alla fine la Jihad si imporrà con durezza nel Paese. Nella trama e presentazione dei personaggi, il lungometraggio procede lentamente e con molte metafore di difficile interpretazione, eppure importanti per la comprensione del finale che dunque risulta sbrigativo.
Gran successo ha avuto invece Certified Halal che, nelle votazioni, ottiene anche il consenso dei giovani giudici. Il film è una commedia che tratta il tema della verginità in Algeria, con molta ironia e irriverenza, con un’esagerazione del cliché del “matrimonio combinato” e delle tradizioni di oggigiorno; il tutto, anche la casualità e lo scontro che danno inizio all’avventura per le famiglie delle due promesse spose, si svolge attraverso viaggi  che si possono riassumere in un unico grande viaggio che non finisce neanche al termine della “pellicola”.
Se foste quei ragazzi che in questi giorni erano in sala, avreste reagito anche voi allo  stesso modo? Non ci pensate troppo e venite a provare un film presentato al Festival. La settimana, così come questo bellissimo evento di Cinema Africano, sono solo all’inizio e, potersi immedesimare (non solo negli studenti, ma anche nei personaggi del grande schermo), ha appena il prezzo di un biglietto per il cinema.

Sandro Castaldelli
Casco Bianco Verona
ProgettoMondo Mlal

martedì 10 febbraio 2015

NEW WAVES. Il Festival del Cinema Africano tutto l'anno

Secondo appuntamento del Festival Tutto l’Anno. Anche per febbraio, la terza domenica del mese, al Cinema Teatro Santa Teresa, le luci di sala si spengono su un corto e un lungometraggio della 34esima edizione del Festival di Cinema Africano di Verona, ancora inediti per il pubblico veronese. Domenica 15 febbraio alle 21 al Cinema Teatro Santa Teresa sarà la volta di NI SISI (prima visione nazionale) e ZAKARIA.

Ni Sisi
, nato come progetto teatrale della compagnia S.A.F.E. GHETTO, in risposta alle violenze post elezioni del 2008, è stato replicato per due anni nelle baraccopoli di Nairobi, sugli altopiani del Kenya e in tutta la provincia. In seguito, in concomitanza con le elezioni del 2013, è diventato, grazie al regista Nick Reding, un lungometraggio.
Il film racconta il passaggio da una società multietnica e integrata a una realtà pre-elezioni, caratterizzata da un'atmosfera di tensioni razziali fomentate dalle campagne elettorali dei politici, che hanno fatto della diffidenza e della paura il loro manifesto elettorale.
A precedere Ni Sisi, sarà il cortometraggio Zakaria di Leyla Bouzid. Il corto, che ha ricevuto la menzione speciale da parte della Giuria ufficiale per la sezione SHORT AFRICA, racconta la storia di un uomo di origini algerine, Zakaria appunto, che conduce un'esistenza tranquilla, con la moglie e i suoi due figli, in un paesino nel Sud della Francia.
Alla notizia della morte del padre Zakaria decide di tornare in visita in Algeria portando con sé tutta la famiglia. Questa scelta però provocherà uno scontro con la figlia Sarah. Il cortometraggio di Bouzid mette a confronto due generazioni su un tema quanto mai attuale: le questioni dell'identità e della migrazione.

I REGISTI:

Nick Reding è un attore e regista inglese con una lunga esperienza di televisione, cinema e teatro. Nel 2002 fonda la compagnia teatrale S.A.F.E. GHETTO (Sponsored Arts For Education) in Kenya, progetto che utilizza il teatro di strada per educare, ispirare e far nascere un cambiamento sociale nelle comunità su temi di vitale importanza come, ad esempio, l'Hiv e il razzismo. Oltre ai corti Kandanda e Huruma ha diretto il pluripremiato lungometraggio Ndoto Za Elibidi. Nonostante la Compagnia teatrale assorba la maggior parte del suo tempo, Nick ha recitato in diversi film, tra i quali: The Constant Gardener, Soul Boy, Silent Witness, Blood Diamond, The First Grader e Strike Back. Attualmente vive e lavora in Kenya.

Leyla Bouzid nasce a Tunisi nel 1984, dove diventa attivista dell’Associazione dei giovani registi tunisini. A 18 anni, dopo il diploma, si trasferisce a Parigi per studiare letteratura francese presso l’università Paris-Sorbonne. Dopo aver frequentato il corso di regia alla Fémis, inizia la sua carriera nel cinema come assistente alla regia per diversi film e nel 2006 co-dirige il suo primo cortometraggio, Sbeh el Khir. Il suo vero esordio dietro la macchina da presa risale al 2010 con il cortometraggio Un ange passe. Nel 2012 con il film Soubresauts vince il Gran Premio della Giuria al Festival Premiers Plans. Zakaria è il primo cortometraggio che realizza anche come produttrice.

A questo appuntamento del FESTIVAL TUTTO L’ANNO seguiranno altre tre date, il:

15 MARZO con Keys, Money, Phone e Dakar trottoirs
19 APRILE con Shadow Tree e Rock the Casbah
17 MAGGIO con Mboté! e Printemps tunisien

venerdì 6 febbraio 2015

I nomi della giustizia per don Giulio Giradello

“Scartabellando fra le carte che ci ha lasciato in eredità don Giulio, ho trovato un poco la sua anima e il suo cuore, e mi sono lasciata investire dal suo messaggio. Naturalmente un messaggio che viene dal Brasile, dall’America Latina, rivolto in primis ai volontari, ma anche a tutti noi che siamo qui in Italia”.
Emilia Ceolan, ex dirigente e volontaria storica di ProgettoMondo Mlal, in occasione del
Trigesimo di don Giulio Girardello
che si è svolto il 30 gennaio nella parrocchia di San Nicolò a Verona, pensa a quali siano stati i nomi della giustizia per il sacerdote che ha profondamente segnato una stagione nella missionarietà della chiesa di Verona.
Scrive Emilia: “Ho pensato ai nomi della giustizia per Don Giulio. Si possono suddividere in cinque punti per fare chiarezza, ma in fondo si tratta di un unico concetto.
Il primo nome è quello di Dio. La giustizia per don Giulio va oltre il concetto giuridico di giustizia, è la giustizia che viene dalla sua fede. Vuol dire verità e amore misericordioso, significa rettitudine morale, conformità alla volontà di Dio, ricerca dell’amicizia di Dio, ricerca del Volto. Ma passa attraverso gli incontri, le relazioni, la consapevolezza della realtà delle disuguaglianze, della violenza delle strutture. Pensiamo alla grande amicizia di don Giulio con Enzo Melegari, uomo di fede e obiettore di coscienza, il cui messaggio cristiano della giustizia s’incarna come messaggio di non violenza e amore, che impegna anche nei confronti dei nemici.
Altro nome della giustizia sono i poveri. Voglio dirlo con le parole di Papa Francesco, ma che sono sempre state parole di Don Giulio: “l’imperativo morale di assicurare la giustizia e il rispetto della dignità umana”, “il dovere di ascoltare la voce dei poveri e di spezzare le catene dell’ingiustizia e dell’oppressione”, ma tutto questo richiede “una conversione della mente e del cuore”. Don Giulio ci ha sempre sostenuti, noi volontari, nelle nostre scelte, anche quando erano arrischiate, esageratamente radicali forse, magari però ci mandava una lettera personale richiamandoci sul cammino dei “giusti” (in senso biblico) o, se era presente, lanciava qualche urlo e guadagnavamo nomi di sua fantasia.
Ma la giustizia di don Giulio si chiamava anche riconciliazione, sempre a favore della persona umana, dei più deboli, anche di quelli che sbagliavano, c’era sempre uno spazio per la misericordia, per l’accoglienza e questo spazio arrivava prima del giudizio. Magari ci scherzava su con una battuta, con una osservazione spiritosa. Lui vulnerabile riconosceva la vulnerabilità degli altri, la sua tanto intensa e piena di senso anche in quest’ultimo anno.
Le sue carte mi hanno rimandato anche un’altra sfaccettatura della giustizia, che è il servizio. La sua preoccupazione era sempre il bene del “Movimento”, come lui lo chiamava, ma anche delle singole persone, di ciascuno di noi. È venuta a galla una vita spesa sempre al servizio.
Infine non dobbiamo dimenticare l’ottimismo e la speranza, la certezza di un “altro mondo possibile” e lo dico con un verso di una sua poesia: “perché venti di riscatto spirano sempre e gonfiano vele di coscienze giovani e di popoli nuovi, svegli, per esodi di liberà e giustizia”.

giovedì 8 gennaio 2015

A teatro il vaggio interiore di Mamita

Domenica 18 gennaio, alle 17, al teatro Ristori di Verona va in scena "Mamita": una nuova prima nazionale per le famiglie, nell’ambito della rassegna "Agorà. Le famiglie e la città incontrano la musica", organizzata dall’assessorato alla Famiglia del Comune di Verona con Fondazione Cariverona.
Proposto in collaborazione con l’Organizzazione veronese di volontariato internazionale ProgettoMondo Mlal e con il sostegno di Girardi Associati, lo spettacolo accompagnerà le famiglie in una riflessione sulle difficili condizioni di vita delle giovani mamme e dei bimbi in un paese andino.

"Nascere in un paese rispetto a un altro fa la differenza. La mia terra è nella mia pelle, nei miei occhi … nulla potrà cambiare il richiamo più profondo delle mie radici.
Quando si vive in paesi dove la povertà regna, per un’adolescente nulla rispetta i tempi di crescita, di trasformazione e di accoglienza… Avere un bambino a dodici anni rompe ogni tappa di vita e di rispetto…
"

Il delicato tema dell’essere bambine e diventare mamme, costrette poi a lasciare in altre mani il destino dei propri figli, viene introdotto da una storia intima, ricca di colori ed emozioni, scritta da Elisabetta Garilli e Mariarosa Dussin.
Le musiche di Elisabetta Garilli, fortemente evocative nei ritmi e nei suoni, accompagnano passo dopo passo il lungo viaggio di Mamita attraverso la cordigliera boliviana: per lei, raggiungere la montagna più alta significa scoprire se stessa e dare un senso alla vita e all’amore per un figlio. Ad interpretarle, l’ensemble Garilli Sound Project con Giuseppe Falco (oboe), Elisa Carusi e Adolfo Donolato (clarinetti), Elena Zavarise (flauto traverso), Alvise Stiffoni (violoncello), Ilaria Fantin (liuto), Costantino Borsetto (percussioni) e Gianluca Gozzi (basso elettrico), diretti da Elisabetta Garilli al pianoforte.
Alla narrazione, interpretata da Enrica Compri, fanno da sfondo alcune immagini fotografiche che, avvolgendo il palcoscenico, offrono squarci di paesaggi andini con identità forti, visioni di terre affascinanti e misteriose, discrete e solitarie come sono le persone che le abitano. La danza di Giulia Carli e le installazioni sceniche di Serena Abagnato accompagnano il viaggio interiore di Mamita, una storia che apre alla riflessione universale sul diritto di ogni bambino a vivere la propria infanzia e l’affetto di una famiglia.
Per la delicatezza e complessità del tema, lo spettacolo è consigliato ai ragazzi dagli 11 anni.

Nel corso del pomeriggio a Teatro Ristori sarà allestito uno spazio espositivo sui progetti di cooperazione internazionale di ProgettoMondo Mlal, a sostegno delle mamme e dei bambini in Africa e in America Latina e, nello specifico, il progetto “Casa de los niños” a Cochabamba – Bolivia che accoglie bambine e bambini abbandonati dai propri genitori, per necessità o altre cause maggiori, offrendo rifugio, cure mediche, alimentazione o formazione per il loro reinserimento nella società e, se possibile, nelle stesse famiglie d’origine.


18 gennaio 2015, ore 17.00
Mamita
PRIMA NAZIONALE
Testi di Elisabetta Garilli e Mariarosa Dussin.
Musiche di Elisabetta Garilli.
Fotografie di ProgettoMondo Mlal, Dimitri Avesani e Alberto Vaona (Progetto Pedalande 2014), Mariarosa Dussin e Bruno Colombini, Giuseppe Minciotti.
Interpretato da Garilli Sound Project:
Giuseppe Falco (oboe), Elisa Carusi e Adolfo Donolato (clarinetti), Elena Zavarise (flauto traverso), Alvise Stiffoni (violoncello), Ilaria Fantin(liuto), Costantino Borsetto (percussioni etniche), Gianluca Gozzi (basso elettrico), Enrica Compri (voce narrante), Giulia Carli (danza), Serena Abagnato (allestimento scenografico), Elisabetta Garilli (pianoforte e direzione).
Indirizzo: Via Teatro Ristori, 7 – Verona

Biglietto: 5 euro. Lo spettacolo è consigliato ai ragazzi dagli 11 anni. Ingresso gratuito bambini 0-3 anni e disabili +accompagnatore (per questi è necessaria la prenotazione al n. verde 800085570 sportelloinfosociale@comune.verona.it, fino ad esaurimento dei posti disponibili)
Prevendita: Box Office Via Pallone, 16 Verona tel. 045 8011154 www.boxofficelive.it www.comune.verona.it
FB Agorà per le famiglie
Contatti: tel. 045 8078526 3473702220 anna_malgarise@comune.verona.it

"Agorà. Le famiglie e la città incontrano la musica" è una rassegna di incontri musicali dedicati alle famiglie
come occasione di condivisione e crescita educativa, ma anche di sensibilizzazione e diffusione della cultura musicale a nuove fasce di pubblico.
L’iniziativa è proposta dall’Assessorato alla Famiglia del Comune di Verona nell’ambito della programmazione di servizi e progetti per la prevenzione dello svantaggio sociale e il sostegno alla genitorialità. Organizzata con il prezioso sostegno di Fondazione Cariverona, inserita nel cartellone del Teatro Ristori tra i Progetti Didattici della stagione 2014-2015, è a cura di Elisabetta Garilli, che ne ha curato lo sviluppo artistico, e dell’Associazione Culturale La Foglia e il Vento.
Gode del patrocinio della Regione Veneto e si pone in linea con gli obiettivi dei Progetti Nazionali Nati per la Musica,che sostiene attività mirate ad accostare precocemente il bambino al mondo dei suoni e alla musica, e Nati per Leggere, entrambi promossi dall’Associazione Culturale Pediatri.
Attraverso questo progetto pilota, sostenuto da importanti Istituzioni, realtà aziendali e fondazioni, il Comune di Verona vuole investire in azioni volte a migliorare il benessere dell’infanzia e delle famiglie, garantendo pari opportunità nella fruizione delle risorse educative e culturali anche nelle situazioni di privazione sociale e di esclusione.

ProgettoMondo Mlal da 49 anni opera in America Latina e Africa con progetti di cooperazione dedicati allo sviluppo e alla formazione delle comunità più svantaggiate.
Info: www.progettomondomlal.orgsostegno@mlal.org – 045.8102105

lunedì 22 dicembre 2014

Banchetti natalizi e tanta solidarietà per le mamme del Burkina

Fino al 28 dicembre presepi, calendari e tanti articoli di artigianato di America Latina e Africa animeranno il mercatino di Natale in piazza Cavalli a Piacenza. La nostra volontaria, Danila Pancotti, sarà al banchetto di Mlal Piacenza Onlus, allestito nella zona delle casette solidali, con borsellini, collane, zaini in plastica riciclata e i bavaglini della campagna “Io non mangio da solo”, per combattere la malnutrizione di mamme e bambini del Burkina Faso.
Quello a Piacenza è uno dei tanti banchetti che nelle ultime settimane si sono susseguiti in piazze, scuole, aziende private di tutta Italia. Da quello nella sede di Terna a Padova, a quelli nel Trentino, a Rango e Rovereto, fino alla mostra mercato realizzata nella sede della nostra stessa associazione. Ma la solidarietà è arrivata anche sui banchi di molte scuole veronesi: le elementari Giovanni Solinas, l’Istituto Lorgna Pindemonte e, il 23 dicembre, all’Istituto Provolo.
La generosità dei nostri promotori ha fatto il resto. Non solo quella dei singoli volontari che si sono cimentati in iniziative per diffondere la Campagna e le attività di ProgettoMondo Mlal tramite passaparola e contatti personali (in particolare le sostenitrici di Verona, Milano, Sondrio e Rovigo), ma anche quella di attività commerciali, farmacie, consultori che hanno scelto di darci una mano, con convinzione e grande impegno, per aiutarci ad assicurare una cura e un’alimentazione corretta a 60.000 bambini malnutriti del Burkina Faso e insegnare a 60mila mamme a guarire e prevenire la malnutrizione materno-infantile.

martedì 16 dicembre 2014

Social Day con ProgettoMondo Mlal... Una mano tira l'altra

Sono giovani, volonterosi e pronti a rimboccarsi le maniche per guadagnare il giusto compenso da devolvere al Sud del mondo.
Inizia oggi, in cinque scuole di Alba, il primo appuntamento di ProgettoMondo Mlal con il Social Day.
L’iniziativa, nata sia per raccogliere fondi da destinare a progetti di cooperazione, ma anche, e soprattutto, per promuovere, in una giornata simbolica, l’azione di una Città Sensibile in cui le giovani generazioni “chiamano” il territorio ad attivarsi in iniziative solidali, verrà infatti promossa dalla nostra Ong in Piemonte, Veneto e Trentino, dove prenderanno il via una serie di social team per formare i ragazzi in vista della giornata di lavoro fissata per il 18 aprile prossimo.
Quel giorno, gli studenti che hanno deciso di rispondere a questa chiamata alla responsabilità, lavoreranno per tutta la mattina in un’azienda, un’associazione, un ente locale o per un’attività commerciale individuata nel territorio che li ricompenserà in maniera adeguata e precedentemente concordata.
Il salario sarà quindi donato dai ragazzi al mondo della cooperazione per finanziare i progetti di solidarietà scelti. Nel caso di ProgettoMondo Mlal i contributi potranno andare a sostegno di mamme e bambini malnutriti del Burkina Faso, aderendo al Progetto “Mamma!”, oppure per garantire una pena adeguata ai minorenni alle prese con la giustizia boliviana e reintegrali poi nella società (Progetto Qalauma), o ancora per responsabilizzare i giovani marocchini a una migrazione responsabile e offrire loro lo sviluppo del proprio potenziale imprenditoriale tramite il progetto “Pronti per il domani”.
Nelle scuole di Alba (Liceo Scientifico "Cocito", Istituto Professionale Commerciale Turistico e Sociale "Cillario", Liceo Linguistico e Scienze Sociali "Da Vinci", Liceo Artistico "Gallizio" e Apro Formazione Professionale) il social team sarà composto da due referenti per ciascuna classe (formati dai volontari di ProgettoMondo Mlal insieme a quelli della Cooperativa Orso) che a loro volta presenteranno l’iniziativa ai compagni. Il primo incontro preventivo si terrà appunto oggi, seguito da un ulteriore appuntamento per parlare di cittadinanza attiva e far conoscere più da vicino i tre progetti proposti. In un ultimo incontro verrà approfondito il progetto scelto e messo a punto il piano di lavoro.
Giovedì 18 dicembre la formazione scatterà anche per 10 classi (pari a tutte le quarte) del Liceo Medi di Villafranca, in provincia di Verona.
Le classi terze del Liceo Antonio Rosmini di Roverto, in provincia di Trento, saranno coinvolte invece a partire dal 13 gennaio.
Grazie a Caricuneo, inoltre, a febbraio arriveranno in Italia i bambini e adolescenti lavoratori peruviani dell’associazione Manthoc, che porteranno così un’esperienza concreta ai loro coetanei di come, fin da piccoli, ci si possa mettere in prima linea e farsi sentire per la difesa dei propri diritti.

Per informazioni telefonare allo 045.8102105 o contattare educazione@mlal.org.


martedì 9 dicembre 2014

I ragazzi di Paese insegnano il diritto al cibo

Lotta alla malnutrizione e diritto al cibo vengono insegnanti tra i banchi della scuola media di Paese, in provincia di Treviso.
In questi giorni, infatti, ProgettoMondo Mlal sta allestendo negli spazi comuni dell'istituto scolastico, la mostra didattica "Mangiare Bene, Mangiare Tutti", realizzata per riflettere sulle molteplici dinamiche che ruotano attorno al nostro piatto.
La realizzazione, dinamica e coinvolgente, verrà illustrata dagli operatori di ProgettoMondo Mlal l'11 dicembre a gruppi di ragazzi delle singole classi che, a loro volta, faranno poi da ciceroni al resto dei compagni di scuola attraverso puntuali visite guidate sulla realtà complessa che sta dietro al cibo che mangiamo, e alla scoperta di qualcosa di più sulla fame del mondo e sulle sue cause.
Un modo concreto e originale per stimolar i ragazzi a sostenere anche la campagna "Io non mangio da solo" che quest'anno ProgettoMondo Mlal ha dedicato ai bambini del Burkina Faso e alle loro mamme.

venerdì 14 novembre 2014

African Summer school premia il miglior progetto di microimpresa

Sabato 15 novembre, nella Sala degli Arazzi del Comune di Verona, si svolgerà la cerimonia di consegna ufficiale degli attestati di partecipazione alla seconda edizione di African Summer school “Business incubator 4 Africa”, promossa dall’associazione veronese Africasfriends e inaugurata lo scorso 3 agosto a Villa Buri dall’Europarlamentare Cécile Kyenge.
Durante l’evento, che inizierà alle ore 16.30, sarà premiato il miglior progetto di microimpresa elaborato dai partecipanti. Grazie al sostegno della UIL (Unione Italiana del Lavoro) di Verona, il primo progetto riceverà 1000 euro all’atto di costituzione della Società in Africa e sarà seguito dalla Società Mutua per l'Autogestione Mag Verona, che ne assicurerà l’istruttoria per l’ottenimento di un micro finanziamento.

L’evento sarà coordinato da Anna Leso, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Verona. Interverranno: Prosper Nkenfack, presidente Africasfriends; Lucia Perina, Segretario UIL Verona; Piergiorgio Zingarlini, in rappresentanza della Banca Popolare di Verona; Vincent Kitenge Kasongo, RIA Money Transfer; Enrico Veronese, in rappresentanza della MAG Verona; Emanuela Gamberoni, Università degli Studi di Verona - Dipartimento Tempo, Spazio, Immagine e Società; e Laura Fregi, responsabile organizzazione e sviluppo African Summer School. Concluderà i lavori Fortuna Ekutsu Mambulu, Direttore della scuola, che darà una visione programmatica di African Summer School 2015.

African Summer school, di cui la nostra associazione è partner, intende favorire una nuova concezione del continente africano in Italia tramite la valorizzazione del sapere prodotto dagli intellettuali africani. I percorsi formativi sono interculturali e beneficiano anche della presenza dei docenti italiani. Traendo spunti dalle eccellenze italiane di piccola e media impresa, la scuola intende anche apportare innovazione nei mercati africani con la promozione di una nuova imprenditoria giovanile e dinamica.

L’iniziativa, realizzata insieme ad una quindicina di partner locali e nazionali, è stata patrocinata dal Comune di Verona (Assessorato alle Pari Opportunità) e dai Dipartimenti Tempo, Spazio, Immagine e Società (TeSIS) e Scienze della Vita e della Riproduzione (SVR) dell’Università degli Studi di Verona, con il contributo del medesimo Assessorato, della UIL di Verona, dell’ITAL Nazionale, di RIA Money Transfer e della Banca Popolare di Verona.

martedì 11 novembre 2014

Migliori si può. Il MLAL aderisce alla campagna contro il razzismo

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La storia ci ha insegnato che ogni discriminazione, ogni razzismo, ogni sterminio nasce con le parole: poi vengono i fatti.
Per questo la nostra associazione, MLAL Onlus, ha deciso di aderire alla Campagna contro il razzismo “Anche le parole possono uccidere”, lanciata da Famiglia Cristiana e da Avvenire, insieme alle 190 testate della Fisc, e patrocinata da Camera e Senato.
Il MLAL, da cinquant'anni, lavora in America Latina, in Africa e in Italia affinché i diritti umani, sociali e culturali siano effettivamente esercitati.
Le parole razziste sono pietre feroci e dobbiamo impedire che vengano scagliate.
Il razzismo, e le parole che ne sono espressione, mettono a repentaglio democrazia e diritti, ed è proprio tramite la democrazia e i diritti che vanno combattuti.

lunedì 10 novembre 2014

Mandela27: un progetto, non solo una mostra

Una mostra, un serious game e una mappa culturale. Tutto questo è MANDELA27. Un Progetto nato da una collaborazione biennale tra l’Unione Europea e il Sudafrica, la cui mostra sarà esposta dal 10 al 13 novembre nel Foyer del Teatro Camploy, in via Cantarane 32 a Verona, in occasione del Festival del Cinema Africano e in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
Un’iniziativa unica che intende introdurre le nuove generazioni alla conoscenza degli sviluppi culturali e politici che hanno portato il Sudafrica e l’Europa a essere ciò che sono oggi.

Figura rilevante del XX secolo e Premio Nobel per la Pace nel 1993, Nelson Mandela ha dedicato la propria vita alla creazione di un Sudafrica democratico. Dopo 27 anni di carcere, Madiba (questo il soprannome di Mandela) è diventato un modello di coraggio e perseveranza nella lotta contro il regime dell’apartheid in Sudafrica. Questo spiega la continua attenzione dei media per questo uomo di Stato che, all’età di 94 anni, ha continuato quasi quotidianamente a dominare le scene a causa del suo debole stato di salute.
I giovani di tutto il mondo oggi si stanno domandando chi è Nelson Mandela e cosa significa la sua eredità per l’umanità. Per questa ragione il Progetto Mandela27 è importante: per coinvolgere in modo appassionante, coinvolgente e interattivo le nuove generazioni.
Da qui le tre proposte:
UN SERIOUS GAME
progettato dalla North-West University – Vaal Triangle Campus (NWU Vaal) e la Coventry University in Inghilterra, realtà leader del settore, grazie al quale i visitatori del portale web potranno accedere al gioco e, attraverso un romanzo a fumetti digitale e interattivo, farsi un’idea di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island.
UNA MAPPA CULTURALE
Per facilitare la conoscenza dei giovani d’oggi sulle pietre miliari della democrazia, sono stati posizionati sulle mappe di Europa e Sudafrica 100 fatti culturali particolarmente rilevanti, che hanno contribuito al cambiamento politico: dalla caduta del muro di Berlino, ai concerti per la libertà che ci furono in tutta Europa e Sudafrica, all’euforia mondiale per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990.
UNA MOSTRA MANDELA27 per l’appunto. Pensata per essere itinerante, rappresenta una replica (con l’esatta ampiezza) della cella di Nelson Mandela a Robben Island, con l’esposizione nelle sue pareti esterne di pannelli con la progressione cronologica dei fatti dall’inizio dell’apartheid alla sua abolizione.

Il Progetto Mandela27 è stato reso possibile grazie al sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea ed ha visto la collaborazione dinamica fra la Coventry University nel Regno Unito, il museo di Robben Island e la North West University: Vaal Triangle Campus in Sudafrica, Elderberry Culture Projects in Svezia e TCS Digital World in Belgio.

L’ingresso alla mostra è libero
per le scuole solo su prenotazione dalle 15.00 alle 16.00
per la cittadinanza durante gli orari di proiezione dei film

giovedì 6 novembre 2014

Il Cinema africano inizia con un omaggio a Mandela

La 34esima edizione del Festival di Cinema Africano di Verona inizia il 7 novmbre con un omaggio a Mandela, in una serata, presentata da Malice Omondi, che vedrà la partecipazione del Console generale del Sudafrica, MR S. K. Molobi, e il direttore della rivista comboniana Nigrizia, Efrem Tresoldi, introdurre il film MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM, un lungometraggio fuori concorso.
La pellicola, proiettata alle 20.30 al Teatro Cinema Stimate, ripercorre la vita del leader africano dalla giovinezza, vissuta nella fertile valle del Capo Orientale, la formazione in legge, fino all’età adulta e all’impegno politico che lo vedrà diventare primo presidente nero del Sudafrica e una delle maggiori icone mondiali della lotta contro l’apartheid.
MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM è un ritratto che svela i lati più intimi del leader sudafricano, grazie al regista inglese Justin Chadwick, già autore di un altro lungometraggio che ha avuto un grande successo al Festival di Cinema Africano di Verona (e non solo) The First Grader.
Chadwick ha debuttato nel 1993 con il film televisivo Family Style interpretato da Ewan McGregor. Ha diretto e interpretato Shakespeare Shorts (serie che esplora la storia dei personaggi shakespeariani), diversi episodi di EastEnders, Byker Grove, The Bill, Spooks, Red Cap e della mini-serie Bleak House. Ha ricevuto diverse nomination e premi a concorsi televisivi di rilievo. Nel 2010 ha girato il lungometraggio The First Grader.

La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, sono anche al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32, che fa parte del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.

giovedì 30 ottobre 2014

A scuola di cinema, e non solo. Il Cinema Africano per le scuole e i ragazzi

Proiezioni a scuola e una mostra arricchita da un vero e proprio progetto per facilitare la conoscenza dei giovani sulle pietre miliari della democrazia, a partire dall’eredità lasciata da Nelson Mandela al mondo. Ma anche una lettura animata per conoscere, tramite la piccola Iko nata in Burkina Faso, un’Africa un po’ diversa da come solitamente ce la immaginiamo.
ProgettoMondo Mlal quest’anno triplica le proposte elaborate in occasione della 34esima edizione del Festival del Cinema Africano, e si rivolge ai giovani del territorio con una serie di iniziative e attività didattiche tutte da scoprire.

Come di consueto, l’associazione veronese si prepara a portare il cinema nelle scuole di ogni ordine e grado di Verona e provincia, direttamente nelle classi o attirando gli alunni nelle sale dei cinema che ospiteranno il festival. In entrambi i casi la presenza di esperti e ospiti internazionali (dal 7 al 15 novembre a Verona, e fino al 6 dicembre in Provincia) stimolerà dibattiti e riflessioni per guardare il mondo attraverso il cinema.
I numeri degli studenti coinvolti continua a crescere, e si sono superate di gran lunga le 5.500 adesioni (nel 2013 sono state 4mila), distribuite tra Verona (oltre 2mila), San Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Bussolengo, Villafranca, San Bonifacio, Bardolino, Lazie, Colà, San Martino Buon Albergo, Soave e i comuni della Val d’Alpone.
Anche quest’anno, oltre al Premio “pubblico scuole”, verrà rilanciato il Premio “Il Colombre”, che sarà assegnato da una giuria di 6 studenti dell’Enaip, appositamente formata e preparata con specifiche lezioni e approfondimenti.
Da diversi anni ormai la scuola si trova davanti al difficile compito di ripensare se stessa e il proprio ruolo nella società, soprattutto alla luce dei rapidi cambiamenti del mondo attuale, sempre più cosmopolita.
Nel variegato mondo delle proposte didattiche interculturali, quindi, quelle realizzate da realtà come il Cinema Africano, puntano a fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari a decodificare i messaggi e riconoscere gli stereotipi, mettendo in evidenza quegli elementi di novità che possono diventare un punto di partenza essenziale per comprenderne le influenze culturali, le condizioni di vita, le aspirazioni e le speranze.

Mutamenti e sviluppi culturali e politici sono anche al centro del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, saranno al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32. Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.

La cultura si fa leggendo, e quest'anno ProgettoMondo Mlal, propone anche la lettura animata del fotoracconto “Un giorno con Iko”, che si terrà lunedì 10 novembre alle 14 alla libreria Pagina 12, in Corte Sgarzarie 6/A a Verona.
Attraverso la lettura e alcune attività il pubblico potrà conoscere Iko, una bambina di 9 anni che vive in Burkina Faso, in una specie di piccolo condominio africano dove tutti si danno una mano per tirare avanti. Nel fotoracconto, Iko invita a visitare la sua casa, a conoscere i suoi familiari e amici, a giocare, mangiare e sognare con lei. La sua vita, seppur vissuta in povertà, alla resa dei conti non è per niente male, e restituisce l'immagine di un’Africa un po’ diversa da come ce la immaginiamo, dove non ci sono solo capanne di paglia, la danza della pioggia non è un ballo folcloristico, e la Tv si vede bene proprio come da noi.

Per maggiori informazioni: educazione@mlal.org – www.progettomondomlal.org – 045.8102105

mercoledì 29 ottobre 2014

Teatro e foto aprono il Festival del Cinema Africano

Teatro e suggestivi scatti fotografici annunciano la 34esima edizione del Festival del cinema africano.
L’annuale appuntamento con la kermesse cinematografica veronese inizierà fra poco più di una settimana, il 7 novembre, per proseguire fino al 16 novembre.
Giovedì 30 ottobre, alle 21, si terrà però un primo appuntamento di apertura del Festival, che porterà sul palco del teatro Camploy in via Cantarane 32 “Il sogno di King. Le parole di Martin Luther King e il suo sogno sono il filo rosso di questo inedito spettacolo teatrale prodotto dalla Compagnia La Formica, in collaborazione con le associazioni AfricaFriends e Asequagui.
Il giorno dopo, il 31 ottobre, sarà inoltre inaugurata alle 18 la mostra Je Reviens, un racconto fotografico di un viaggio che inizia a Lampedusa e arriva fino in Mali, attraversando Tunisia, Libia, Niger e Costa d’Avorio. Un percorso a ritroso, lungo le rotte dei migranti, compiuto da Giovanni Cobianchi e proposto a Verona negli spazi del Museo Africano in vicolo Pozzo 1, dove rimarrà esposto fino al 16 novembre.

Je reviens è il frutto di un’amicizia nata con un gruppo di giovani profughi centrafricani conosciuti a Verona presso un Centro di accoglienza in cui Cobianchi ha lavorato tra il 2012 e 2013. I drammatici racconti dei ragazzi sulla loro fuga da casa, la traversata del deserto, le morti di alcuni compagni durante il viaggio della speranza, hanno spinto l’autore della mostra a ripercorrere a ritroso il medesimo itinerario, raccogliendo esperienze e storie attraverso la fotografia.

lunedì 27 ottobre 2014

Verona festeggia i 30 anni dei Senza Terra in Brasile

I 30 anni dei Senza Terra in Brasile diventano spunto per parlare di giustizia. Di quella giustizia che, come proclama il titolo dell’incontro fissato per venerdì 31 ottobre al Centro unitario missionario (Cum) in via Seminario a San Massimo, “deve essere di questo mondo”.
L’appuntamento, organizzato dall'Editrice Missionaria Italiana in collaborazione con il Centro Missionario di Verona, la rivista ComboniFem, l’associazione MLAL, Rete Radié Resh e il Centro Unitario Missionario di Verona con inizio alle 20.45, avrà per protagonista il leader stesso del Movimento Sem Terra, João Pedro Stédile, eccezionalmente a Verona per dare voce al movimento contadino nato nel 1984, dalle occupazioni di terra nel sud del Brasile. Coordina la serata il teologo Marco Dal Corso.
L’occasione è offerta dall’uscita del libro “La lunga marcia dei Senza Terra”, scritto a tre mani da Claudia Fanti, Marinella Correggia, Serena Romagnoli e pubblicato da EMI, per raccontare la prima storia del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra, nato 30 anni fa in Brasile per coordinare le lotte dei contadini schiacciati dai latifondisti. Il Movimento ha creato una vera e propria nuova cultura popolare, grazie anche all'alleanza con la "Pastorale della terra" della chiesa brasiliana, con le comunità di base, i vescovi e i teologi della liberazione, ed è oggi presente in 24 stati del Paese, coinvolgendo un milione e mezzo di persone.
La figura di Stédile è particolare e rilevante. Il coordinatore del Movimento è nato a Rio Grande del Sud da piccoli agricoltori di origine italiana, le cui famiglie erano emigrate dal Veneto e dal Trentino Alto Adige. Fin da ragazzo si è legato alla Commissione Pastorale della Terra, dove è iniziato il suo lavoro a favore dei contadini senza terra, che ancora oggi è più vivo che mai.

lunedì 13 ottobre 2014

Bolivia, arte tessile in mostra

Gli artigiani sono venuti da tutta la Bolivia, non solo con i loro prodotti tessili tipici, ma anche con i loro vestiti, cappelli e sandali, diversi per ciascuna comunità. C’erano telai orizzontali e verticali, telai alla cintura e a pedali, nonché donne e uomini che filavano la lana. Una fantasia di colori incredibile.
A fine settembre, come ProgettoMondo Mlal, in collaborazione con l’Asociación Villa San Antonio de Qutapiqiña (AIQ), già nostro partner locale nel Progetto “Qutapiqiña”, abbiamo partecipato con il nuovo Progetto “Tessendo Culture” al 5° Incontro di Arte Tessile Indigena Originaria – “Tessendo l’anima dei popoli” – promosso dal Ministerio de Culturas y Turismo e organizzato dalla Fiera a La Inversa.
Personalmente, come Casco Bianco ProgettoMondo Mlal, nei primi due giorni ho aiutato l’Aiq nella vendita dei prodotti artigianali (sciarpe, guanti e cappelli di alpaca, nonché lana grezza e lana filata) e cercavo di dare risposte alle tante domande che la gente ci poneva sull’Associazione.
Accanto al nostro stand c’era un gruppo del Beni (Amazzonia) che realizzava prodotti con fibre vegetali: archi, frecce, cappelli, porta oggetti, ciotole, prodotti di ogni tipo.
E se l’artigiana dell’Aiq spiegava loro come i fili di alpaca potessero avere diverse dimensioni, loro spiegavano a noi come anche i fili delle piante potessero essere gli uni diversi dagli altri. Sempre la stessa artigiana ogni tanto prendeva una sciarpa e la sbatteva energicamente sugli altri capi. Io, stupita, gli ho chiesto il motivo: “è per scacciare la sfortuna”, mi risponde, in altre parole, per vendere molto.
Sull’altro lato, invece, c’era un altro stand di Apolobamba, le Bartolina Sisa di Pelechuco. Qui, oltre ai prodotti tessili, avevano collane, braccialetti e penne decorate.
Mi aiutavano traducendo dall’aymara e si mettevano in posa per farsi fotografare, contentissime di mostrare ai passanti le loro creazioni. I bambini seguono dovunque i loro genitori perché qui non esistono i nonni a cui lasciarli (lavorano anche loro!) o gli asili. Eppure si comportano bene, eccezion fatta quando le matasse di lana di alpaca finivano… nella minestra.
Per non lasciare lo stand incustodito, al momento del pranzo le “hermanitas” facevano a turno, e per la prima volta le ho osservate nella preghiera mentre, sedute in terra (sopra il suo awayo), prima di mangiare, fanno un ringraziamento alla Pachamama (la Madre Terra).
Nel frattempo l’artigiano del Beni finiva di costruire un flauto e provava a suonarlo, così durante il pranzo potevamo ascoltare una musica migliore di quella proposta dal Comune.

Eleonora Falchetti
Casco Bianco in Bolivia
Progetto Qutapiqiña

martedì 7 ottobre 2014

VeronaMarathon, di corsa contro la malnutrizione



Verona - Una bellissima giornata di sole all’insegna della solidarietà. Domenica 5 ottobre quasi 400 persone hanno corso la Verona Marathon per fermare la malnutrizione in Burkina Faso. Tra loro, il gruppo più cospicuo era rappresentato da 95 studenti del Liceo classico Maffei capitanati da 3 insegnanti di educazione fisica, ma hanno aderito all’appello di ProgettoMondo anche alcuni maratoneti di eccezione, come la parlamentare veronese Alessia Rotta e la calciatrice Brescia Acf Josefina Karlsson che, con altri 6 runner, hanno accettato la sfida di raccogliere essi stessi, tra amici e sostenitori, donazioni per la causa di ProgettoMondo. Infine hanno arricchito la corsa di ProgettoMondo Mlal gruppi di soci arrivati da Veneto, Lombardia e Sardegna, più mamme, giornaliste e commercianti di Verona che hanno costituito dei team sportivi per l’occasione.
La nuova edizione della VeronaMarathon (partenza e arrivo in piazza Bra) dava infatti la possibilità ad atleti, maratoneti, runner della domenica e semplici cittadini, desiderosi di farsi una passeggiata attraverso il centro storico, di dedicare la propria impresa a un’associazione di volontariato che avrebbe poi devoluto parte dell’incasso della vendita dei pettorali ai propri progetti o attività.
E così è stato. Scegliendo di acquistare il pettorale di ProgettoMondo si è infatti sostenuto il progetto “Mamma” in Burkina Faso che in tre anni ha già dato risultati più che significativi. In una regione dove maggiore era la malnutrizione materno infantile, il lavoro dell’Ong veronese, in stretta collaborazione con le donne dei villaggi e gli ambulatori pubblici, ha dimezzato il tasso di un fenomeno che è a tutt’oggi concausa di 6,6 milioni di morti all’anno tra i bambini sotto i 5 anni, e ha esteso l’intervento ad altre due regioni. La ricetta di ProgettoMondo pare semplice ma quanto mai efficace.
Invece di fermarsi alla distribuzione di preparati alimentari o di medicinali, l’equipe di operatori e medici del Burkina Faso fa leva sull’autosviluppo della popolazione locale. Ha infatti creato e formato dei gruppi di mamme che sono poi diventati essi stessi agenti e moltiplicatori della “cura” e dell’attività di prevenzione grazie alla preparazione di pappe ipernutrienti con ingredienti prodotti nei propri villaggi e dunque facilmente reperibili.

La manifestazione di Verona è stata anche la migliore delle cornici per il lancio della campagna “Io non mangio da solo 2014” che quest’anno è appunto dedicata al tema della malnutrizione materno-infantile e alle mamme burkinabè che con concretezza e ottimi risultati stanno davvero contribuendo a vincere la malnutrizione dei loro piccoli.

mercoledì 1 ottobre 2014

Il 5 ottobre corri a Verona per fermare la malnutrizione

Domenica 5 ottobre non correre da solo. Corri con ProgettoMondo Mlal per fermare la malnutrizione in Burkina Faso. La nuova edizione della VeronaMarathon (partenza e arrivo in piazza Bra, dalle ore 9) dà infatti la possibilità ad atleti, maratoneti, runner della domenica e semplici cittadini desiderosi di farsi una passeggiata attraverso il centro storico, di dedicare la propria impresa a un'associazione di volontariato che potrà poi devolvere parte dell’incasso della vendita dei pettorali ai propri progetti o attività.

Scegliendo di acquistare il pettorale di ProgettoMondo si parteciperà dunque ad appoggiare il progetto “Mamma” in Burkina Faso che in tre anni ha già dato risultati più che significativi. In una regione dove maggiore era la malnutrizione materno infantile, il lavoro dell’Ong veronese, in stretta collaborazione con le donne dei villaggi e gli ambulatori pubblici, ha dimezzato il tasso di un fenomeno che è a tutt’oggi concausa di 6,6 milioni di morti all’anno tra i bambini sotto i 5 anni, e ha esteso l’intervento ad altre due regioni. La ricetta di ProgettoMondo pare semplice ma quanto mai efficace. Invece di fermarsi alla distribuzione di preparati alimentari o di medicinali, l’equipe di operatori e medici del Burkina Faso fa leva sull’autosviluppo della popolazione locale. Ha infatti creato e formato dei gruppi di mamme che sono poi diventati essi stessi agenti e moltiplicatori della “cura” e dell’attività di prevenzione grazie alla preparazione di pappe ipernutrienti con ingredienti prodotti nei propri villaggi e dunque facilmente reperibili.

Alla campagna “Io non mangio da solo” di ProgettoMondo Mlal hanno già aderito in molti. Alcuni, come la parlamentare veronese Alessia Rotta e la calciatrice del Brescia Acf Maria J. Karlsson, hanno promosso una sottoscrizione su Facebook per raccogliere ulteriori donazioni tra i propri supporter; due insegnanti del Maffei hanno organizzato un gruppo di studenti che correranno al fianco delle mamme burkinabè; alcuni esercizi commerciali della città hanno promosso l’iniziativa tra i loro clienti creando dei team dedicati; gruppi di mamme con passeggini al seguito correranno per ProgettoMondo a nome delle scuole d’infanzia dei loro piccoli; giornalisti e altri operatori dell’informazione trascineranno in piazza i colleghi delle rispettive redazioni; e naturalmente volontari e simpatizzanti di ProgettoMondo hanno risposto con entusiasmo all’appello.
Per tutti loro l’adesione equivale a dare un doppio valore alla propria corsa di domenica. Iscriversi alla VeronaMarathon e contestualmente aderire alla campagna di ProgettoMondo equivarrà a dire: Io non corro né mangio da solo!

Per aderire all’iniziativa telefona allo 045 8102105 o rivolgiti allo stand ProgettoMondo allestito in piazza Bra da venerdì pomeriggio a domenica 5 all’interno del villaggio della VeronaMarathon.

Comunicazione ProgettoMondo
ufficiostampa@mlal.org


mercoledì 17 settembre 2014

Settimo, non sprecare!

Settimo, non sprecare” è un evento promosso dal 2 al 4 ottobre a Verona dall’Ong veronese ProgettoMondo Mlal con la Provincia di Verona, Architetti Senza Frontiere e IUAV, World Biodiversity Association, Jardin de los Ninos onlus e Asociation civil Jardin de los ninos, grazie al contributo della Regione Veneto.
Saranno tre giorni di educazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale a cui sono invitati a partecipare studenti degli Istituti superiori veronesi (alle attività in programma a Villa Buri) e contemporaneamente, alla Loggia di Frà Giocondo, l’appuntamento è per associazioni, amministratori, studenti universitari, cittadini. La scommessa è creare una task force di soggetti che, a diverso titolo, saranno più sensibili e orientati ad un cambiamento negli stili di vita propri e per una città più sostenibile.
Per organizzatori, promotori e sponsor, partire dal mondo della scuola è doveroso: 50 studenti degli Istituti superiori veronesi, si ritroveranno infatti immersi nel contesto naturalistico di Villa Buri, potranno sperimentarsi in workshop, laboratori dedicati al risparmio delle risorse, all’importanza del riuso e del riciclo. La proposta alle scuole culminerà sabato 4 ottobre, con 250 studenti che, dalle 9.00 alle 12.30 festeggeranno la XIV Giornata della Biodiversità, con la partecipazione di Giovanni Onore della Fundacion Otonga, in prima linea per la salvaguardia della foresta Otonga e del suo patrimonio di biodiversità.
Verrà anche dato spazio alle idee dei giovani per una cittadinanza attiva in cui l’ambiente abbia un Open Book Workshop che offrirà una metodologia partecipativa per far emergere idee innovative a tutela dell’ambiente, con l’impegno poi di tradurle in pratica.
ruolo centrale, grazie all’
Associazioni, amministratori, studenti universitari, cittadini potranno invece partecipare al workshop di approfondimento “Slum Twinning. Città globali, città informali, città emergenti. Il ruolo della cooperazione internazionale nello sviluppo sostenibile”, organizzato da Architetti Senza Frontiere.
Il workshop che si svolgerà alla Loggia di Fra Giocondo giovedì 2 ottobre dalle 9.30 alle 18.30 propone, grazie all’intervento di esperti del settore della cooperazione internazionale, attori istituzionali e professionisti del mondo dell’ingegneria e dell’architettura, una riflessione sulla vita negli slums e nelle periferie urbane per condividere esperienze a Nord e a Sud che possano invertire il processo ormai inarrestabile dell’inurbamento e del moltiplicarsi di periferie di megalopoli.

Comunicazione ProgettoMondo

Per info:educazione@mlal.org

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