Continua la collaborazione tra la Fondazione San Zeno, il Festival di Cinema Africano e il Museo africano di Verona. Anche per l’edizione 2016 infatti, la Fondazione ha scelto di organizzare uno dei suoi momenti di approfondimento culturale all’interno del Festival e nelle sale del Museo africano, proponendo un volto nuovo dell’arte afro: i TINGA TINGA, opere di autori tanzaniani realizzate con il particolare e omonimo stile pittorico, divenuto noto in Europa grazie a una fortunata serie di cartoni animati, trasmessi in Italia da Rai Yoyo.
La corrente pittorica TINGA TINGA deve il nome al suo ideatore, Edward Said Tingatinga. Un uomo geniale, che iniziò a dipingere in Tanzania negli anni Sessanta, utilizzando materiale di recupero, come pannelli di scarto e masoniti utilizzando le vernici per biciclette.
I TINGA TINGA diventano in breve tempo una sorta di pittura corale, che viene tramandata di padre in figlio e in cui la creazione di un’opera da vita a un processo condiviso. Questo stile così originale ebbe fortuna, tanto che il suo ideatore, nel 1972, fondò una scuola cui si deve la diffusione di quest’arte in gran parte della Tanzania.
La mostra collettiva d’arte contemporanea, patrimonio iconografico dell’associazione trentina Kusaidia presente in Tanzania con progetti di sviluppo sociale, si articola in un percorso che ha l’intento di interpretare fedelmente lo stile tinga tinga proponendo cromie vivaci e affrontando temi allo stesso tempo naif e surreali. Le tonalità sgargianti che variano dall’ocra al rosso, al blu contraddistinguono figure caricaturali, elementi della flora e della fauna, ambientazioni urbane che caratterizzano le pitture. Gli animali sono soggetto privilegiato e ridondante, accompagnati da caratteristici elementi decorativi stilizzati che trasmettono atmosfere incantate e oniriche.
Ad accompagnare l’inaugurazione del 29 ottobre sarà Mario Cossali, critico d’arte, professore, scrittore ed estimatore di questa tecnica pittorica. La mostra proseguirà fino al 27 novembre, accompagnata da un’offerta didattica pensata dall’equipe del Museo africano. Un’offerta che prevede la realizzazione di laboratori creativi rivolti alle scuole (materna, primaria e secondaria di primo e secondo grado), alle famiglie e ai Centri diurni.
È possibile visitare la mostra TINGATINGA da martedì a venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19. Il costo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto); omaggio per chi presenta il biglietto d’ingresso a una delle proiezioni del Festival di Cinema Africano.
Per info e prenotazioni: 0458092199; info@museoafricano.org; Museoafricano.org; Fondazionesanzeno.org
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venerdì 28 ottobre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
E se i prossimi migranti fossimo noi? Se ne parla ai Martedì del mondo
Riparte il consueto appuntamento dei Martedì del mondo. Si riprende il 4 ottobre con una domanda: E se i prossimi migranti fossimo noi? Se domani ci svegliassimo in un mondo al rovescio, rispetto a quello in cui viviamo ora. Un mondo in cui l’Occidente ricco vive travolto da guerre e povertà ed è costretto a migrare, a chiedere accoglienza al Sud. Un Sud diventato improvvisamente una potenza economica blindata, che non vuol spartire niente del suo benessere, anche se è consapevole che il proprio status si mantiene con le ricchezze di questo Occidente che affama. Se si ribaltasse la scacchiera dei giochi mondiali e noi ci trovassimo dall’altra parte…
Partendo da
questa provocazione, che vuol mettere in discussione le nostre certezze, il
primo martedì del mondo inaugurerà la sua stagione con una doppia proiezione di
un film del Festival del Cinema Africano:
Africa Paradis del
regista Sylvestre Amoussou. Un
lungometraggio che ha partecipato e vinto l’edizione 2007 del Festival senza
perdere di attualità, diventando emblema di questo tempo che scorre senza che nulla cambi per
quel che riguarda la questione migrante e le politiche messe in atto da chi
decide chi si può salvare e chi no. Il registro della situazione di oggi appare
uguale a quello di ieri. E il film di Amoussou lo mostra attraverso una parodia
che vede una coppia di giovani francesi decidere di emigrare per cercare
fortuna in Africa. Lo fa senza documenti, pagando un traghettatore per
l’Africa, diventando (com’è che si dice da noi oggi?) “clandestini”. E ad
attenderli c’è quello che i migranti trovano qui: un cosiddetto centro
d’accoglienza, pregiudizi, sfruttamento e xenofobia. Si troveranno a dover
vestire panni oggi sconosciuti per un occidentale.
Il pomeriggio e
la serata vedranno la partecipazione, in apertura, di Stefano Gaiga della Direzione artistica del Festival di Cinema Africano, che presenterà il film e la 36esima
edizione del Festival che si terrà a Verona dal 4 al 13 di novembre. A seguito della proiezione ci sarà un
dibattito con il pubblico, che vedrà la presenza alle ore 18.00 di Jessica Cugini, redattrice di Combonifem, e alle ore 20,30 di Matteo Danese, direttore del Cestim, Centro studi immigrazione.
Il doppio
appuntamento, promosso dalla Fondazione Nigrizia dei missionari comboniani, dal
Centro missionario diocesano, dalla rivista Combonifem
e dal Cestim, si terrà come sempre presso
la Sala Africa dei missionari comboniani (vicolo Pozzo, 1).
Per informazioni: Fondazione Nigrizia onlus: 045.8092390/ 045.8092271
Centro Missionario diocesano:
045.8033519
Combonifem: 045.8303149
Cestim - Centro studi immigrazione: 045.8011032
venerdì 15 luglio 2016
Dalla teoria alla pratica, studenti in campo
Per sperimentare come si lavora in una Ong di cooperazione Martina
Coati e Edoardo Cappelletto, studenti del Liceo calssico Maffei di
Verona in Alternanza Scuola Lavoro sono stati “accolti”
nell’Ufficio Educazione di ProgettoMondo Mlal dove, dopo una
formazione generale su temi e ambiti dell'organizzazione, hanno
lavorato soprattutto sull’aspetto educativo del Cinema Africano.Dopo un incontro con Stefano Gaiga della direzione artistica del Festival, grazie al quale hanno acquisito degli strumenti per l’analisi e la selezione dei film africani e un ulteriore momento con Rossella Lomuscio di ProgettoMondo Mlal per entrare nel lavoro educativo legato allo Spazio Scuole del Festival, è iniziato il lavoro vero e proprio. I ragazzi hanno visionato tre lungometraggi e, utilizzando gli strumenti di lettura filmica, sia in chiave “estetica” che educativa, ne hanno redatto le schede di presentazione e hanno selezionato un lungometraggio da proporre nel prossimo anno scolastico nella propria scuola.
Sul contesto e sui contenuti di La Marche, il film da loro selezionato, hanno ricercato e preparato degli spunti di approfondimento per approcciare una lettura del film in chiave educativa e gestire loro stessi poi l’animazione e il dibattito.
Hanno anche avuto l’occasione di sperimentarsi come traduttori e addetti al sottotitolaggio e di formarsi sull’utilizzo di un programma specifico, si sono occupati di un primo inserimento di timecode e sottotitoli a un cortometraggio tunisino, Ghassra, che sarà in concorso nella prossima edizione del Festival del cinema africano di Verona.
“La Marche parla di un gruppo di ragazzi che, nel 1983, hanno deciso di mettersi in marcia da Marsiglia a Parigi in nome dell'uguaglianza tra tutte le persone. I giovani e le donne danno un tocco importante all'iniziativa che mi ha colpita”, racconta Martina. “Dopo quella manifestazione il permesso di soggiorno per gli stranieri si è allungato dal 3 ai 10 anni. Poi purtroppo si l'eco della manifestazione ha perso effetto e ora solo il 19 per cento delle persone si ricorda della marcia.
Penso però che anche in Italia i giovani dovrebbero essere più partecipativi e attivi”.
Edoardo sottolinea invece il valore dell'esperienza fatta. “All'inizio abbiamo affrontato una parte teorica e introduttiva ma poi siamo entrati nel vivo delle attività con una pratica molto interessante. Abbiamo visto film che non si vedono in giro e che hanno un taglio decisamente diverso da quelli americani ed europei a cui siamo abituati, e sottotitolare è stato molto più complicato di quanto pensassi. Il Cinema Africano d'ora in avanti mi avrà sicuramente in sala”.
martedì 10 novembre 2015
Studenti nel buio della sala e dell'Africa
Se
foste ancora dei giovani studenti delle Superiori, se vi capitasse di
andare a vedere un film africano con la vostra scuola, cosa vi
aspettereste?Certo, il Festival del Cinema Africano a Verona è un’ottima occasione per perdere lezione, quindi per molti di loro magari è già una motivazione valida… e uno; ma a qualcun altro balenerà senz’altro nella testa: “ma che razza di film stiamo andando a vedere? Sarà una sottospecie di documentario o una cosa stramba tutta loro… Se no per quale motivo il prof mi porterebbe a vedere un film… africano?!?”
Sabato e lunedì mattina alle 9 e mezza questi ragazzi delle superiori, con più o meno queste domande, erano nella sala del Cinema-Teatro dello Stimate.
Io, volontario in Servizio civile con l'Ong ProgettoMondo Mlal, ero in galleria a svolgere il compito di tecnico-proiezionista, e mi immedesimavo in loro, sia mentre scorrevano le immagini del film Timbuktu di sabato, sia con Certified Halal di lunedì, e ci sono riuscito!
Timbuktu non è piaciuto molto. Sebbene il tema della Jihad fosse di grande attualità, ritmo e significati reconditi, hanno reso un po’ ostico il film ai ragazzi. Un film drammatico, nel quale si tratta dell’avvento della Jihad in Mali, nella città da cui poi prende il titolo il film. Siamo in Mali e, all’inizio la Jihad appare come una dittatura all’acqua di rose in cui, gli stessi facenti parte dell’organizzazione, si muovono con imbarazzo nelle stesse regole che proprio loro impongono ai cittadini, ma non sarà così per tutto il film. Alla fine la Jihad si imporrà con durezza nel Paese. Nella trama e presentazione dei personaggi, il lungometraggio procede lentamente e con molte metafore di difficile interpretazione, eppure importanti per la comprensione del finale che dunque risulta sbrigativo.
Gran successo ha avuto invece Certified Halal che, nelle votazioni, ottiene anche il consenso dei giovani giudici. Il film è una commedia che tratta il tema della verginità in Algeria, con molta ironia e irriverenza, con un’esagerazione del cliché del “matrimonio combinato” e delle tradizioni di oggigiorno; il tutto, anche la casualità e lo scontro che danno inizio all’avventura per le famiglie delle due promesse spose, si svolge attraverso viaggi che si possono riassumere in un unico grande viaggio che non finisce neanche al termine della “pellicola”.
Se foste quei ragazzi che in questi giorni erano in sala, avreste reagito anche voi allo stesso modo? Non ci pensate troppo e venite a provare un film presentato al Festival. La settimana, così come questo bellissimo evento di Cinema Africano, sono solo all’inizio e, potersi immedesimare (non solo negli studenti, ma anche nei personaggi del grande schermo), ha appena il prezzo di un biglietto per il cinema.
Sandro Castaldelli
Casco Bianco Verona
ProgettoMondo Mlal
Casco Bianco Verona
ProgettoMondo Mlal
martedì 24 febbraio 2015
Il film Ghorba porta il Marocco a Torino
La parola araba “Ghorba” si può tradurre come “il sentimento di estraneità in un contesto in cui si è stranieri e lontani dalla patria”. Il film documentario "Ghorba. In terra straniera" dei Todomodo, Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio, è stato prodotto da ProgettoMondo Mlal e Suttvuess nel 2009, e verrà proiettato a ingresso libero mercoledì 25 febbraio alle 21 al Cecchi Point – Hub Multiculturale in Via Antonio Cecchi, 17 a Torino.
Il film documentario (di cui qui sotto è proposta un'esaustiva intervista extra), attraverso le storie di vita di alcuni migranti marocchini, che oggi vivono in Italia, cerca di dare forma al termine arabo, raccontando le difficoltà quotidiane che deve affrontare chi decide di lasciare il proprio paese: la lontananza dagli affetti, la mancanza di una rete sociale, i problemi con i documenti, il lavoro spesso irregolare, situazioni abitative precarie e infine la formulazione di prospettive per il futuro. Il film sarà introdotto da Luca Mandrile, dai rappresentanti dell'ong Progettomondo Mlal che ha sostenuto il progetto e da Stefano Grossi di Videocommunity; sono stati invitati a partecipare alcuni protagonisti del film che ora vivono a Torino.
Dopo il successo dell'appuntamento organizzato lo scorso 11 dicembre, la rete delle realtà culturali composta dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema, Associazione Riccardo Braghin, Videocommunity, Artemuda, Il Piccolo Cinema, INARA e Amnesty International organizza così un secondo appuntamento cinematografico dedicato alla cultura e alla comunità marocchina di Torino.
La proiezone seguirà all'apericena marocchina organizzata alle 19.30 al CecchiMangia. Il ricavato dell'appuntamento culinario (a offerta libera a partire da 10 euro) andrà a sostenere il progetto Io e mio fratello di Abdelmjid El Farji, che per l'occasione lancerà la campagna di crowdfunding internazionale del film che parte da esperienze direttamente vissute dall'autore; un lungometraggio autobiografico che racconta e denuncia un atto di razzismo subito da uno studente immigrato insieme a suo fratello e la sua decisione di protestare usando l'arte come arma. Per sostenere il progetto, potete donare a Banca Intesa San Paolo, Iban: IT81Q0306967684510323343247 intestato a Abdelmjid El Farji. Casuale: Io e mio fratello. Tel: 3272325175, mail: abdelfargi@yahoo.fr.
A fine serata, la produzione del film di Io e mio fratello omaggerà con una sorpresa il pubblico presente in sala. Nel corso della serata sarà presente Amnesty International con la raccolta firme “SOS Europe. Le persone, poi le frontiere’’ in difesa dei diritti umani di profughi e migranti.
Per maggiori informazioni: Associazione del Museo del Cinema 3475646645, cinema@cecchipoint.it; Il Piccolo cinema 3493191552, info.ilpiccolocinema@gmail.com; ArTeMuda 3357669611, artemuda@yahoo.it; Amnesty 3343335134, c.gottardi@amnesty.it
Il film documentario (di cui qui sotto è proposta un'esaustiva intervista extra), attraverso le storie di vita di alcuni migranti marocchini, che oggi vivono in Italia, cerca di dare forma al termine arabo, raccontando le difficoltà quotidiane che deve affrontare chi decide di lasciare il proprio paese: la lontananza dagli affetti, la mancanza di una rete sociale, i problemi con i documenti, il lavoro spesso irregolare, situazioni abitative precarie e infine la formulazione di prospettive per il futuro. Il film sarà introdotto da Luca Mandrile, dai rappresentanti dell'ong Progettomondo Mlal che ha sostenuto il progetto e da Stefano Grossi di Videocommunity; sono stati invitati a partecipare alcuni protagonisti del film che ora vivono a Torino.
Dopo il successo dell'appuntamento organizzato lo scorso 11 dicembre, la rete delle realtà culturali composta dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema, Associazione Riccardo Braghin, Videocommunity, Artemuda, Il Piccolo Cinema, INARA e Amnesty International organizza così un secondo appuntamento cinematografico dedicato alla cultura e alla comunità marocchina di Torino.
La proiezone seguirà all'apericena marocchina organizzata alle 19.30 al CecchiMangia. Il ricavato dell'appuntamento culinario (a offerta libera a partire da 10 euro) andrà a sostenere il progetto Io e mio fratello di Abdelmjid El Farji, che per l'occasione lancerà la campagna di crowdfunding internazionale del film che parte da esperienze direttamente vissute dall'autore; un lungometraggio autobiografico che racconta e denuncia un atto di razzismo subito da uno studente immigrato insieme a suo fratello e la sua decisione di protestare usando l'arte come arma. Per sostenere il progetto, potete donare a Banca Intesa San Paolo, Iban: IT81Q0306967684510323343247 intestato a Abdelmjid El Farji. Casuale: Io e mio fratello. Tel: 3272325175, mail: abdelfargi@yahoo.fr.
A fine serata, la produzione del film di Io e mio fratello omaggerà con una sorpresa il pubblico presente in sala. Nel corso della serata sarà presente Amnesty International con la raccolta firme “SOS Europe. Le persone, poi le frontiere’’ in difesa dei diritti umani di profughi e migranti.
Per maggiori informazioni: Associazione del Museo del Cinema 3475646645, cinema@cecchipoint.it; Il Piccolo cinema 3493191552, info.ilpiccolocinema@gmail.com; ArTeMuda 3357669611, artemuda@yahoo.it; Amnesty 3343335134, c.gottardi@amnesty.it
martedì 10 febbraio 2015
NEW WAVES. Il Festival del Cinema Africano tutto l'anno
Secondo appuntamento del Festival Tutto l’Anno. Anche per febbraio, la terza domenica del mese, al Cinema Teatro Santa Teresa, le luci di sala si spengono su un corto e un lungometraggio della 34esima edizione del Festival di Cinema Africano di Verona, ancora inediti per il pubblico veronese. Domenica 15 febbraio alle 21 al Cinema Teatro Santa Teresa sarà la volta di NI SISI (prima visione nazionale) e ZAKARIA.
Ni Sisi, nato come progetto teatrale della compagnia S.A.F.E. GHETTO, in risposta alle violenze post elezioni del 2008, è stato replicato per due anni nelle baraccopoli di Nairobi, sugli altopiani del Kenya e in tutta la provincia. In seguito, in concomitanza con le elezioni del 2013, è diventato, grazie al regista Nick Reding, un lungometraggio.
Il film racconta il passaggio da una società multietnica e integrata a una realtà pre-elezioni, caratterizzata da un'atmosfera di tensioni razziali fomentate dalle campagne elettorali dei politici, che hanno fatto della diffidenza e della paura il loro manifesto elettorale.
A precedere Ni Sisi, sarà il cortometraggio Zakaria di Leyla Bouzid. Il corto, che ha ricevuto la menzione speciale da parte della Giuria ufficiale per la sezione SHORT AFRICA, racconta la storia di un uomo di origini algerine, Zakaria appunto, che conduce un'esistenza tranquilla, con la moglie e i suoi due figli, in un paesino nel Sud della Francia.
Alla notizia della morte del padre Zakaria decide di tornare in visita in Algeria portando con sé tutta la famiglia. Questa scelta però provocherà uno scontro con la figlia Sarah. Il cortometraggio di Bouzid mette a confronto due generazioni su un tema quanto mai attuale: le questioni dell'identità e della migrazione.
I REGISTI:
Nick Reding è un attore e regista inglese con una lunga esperienza di televisione, cinema e teatro. Nel 2002 fonda la compagnia teatrale S.A.F.E. GHETTO (Sponsored Arts For Education) in Kenya, progetto che utilizza il teatro di strada per educare, ispirare e far nascere un cambiamento sociale nelle comunità su temi di vitale importanza come, ad esempio, l'Hiv e il razzismo. Oltre ai corti Kandanda e Huruma ha diretto il pluripremiato lungometraggio Ndoto Za Elibidi. Nonostante la Compagnia teatrale assorba la maggior parte del suo tempo, Nick ha recitato in diversi film, tra i quali: The Constant Gardener, Soul Boy, Silent Witness, Blood Diamond, The First Grader e Strike Back. Attualmente vive e lavora in Kenya.
Leyla Bouzid nasce a Tunisi nel 1984, dove diventa attivista dell’Associazione dei giovani registi tunisini. A 18 anni, dopo il diploma, si trasferisce a Parigi per studiare letteratura francese presso l’università Paris-Sorbonne. Dopo aver frequentato il corso di regia alla Fémis, inizia la sua carriera nel cinema come assistente alla regia per diversi film e nel 2006 co-dirige il suo primo cortometraggio, Sbeh el Khir. Il suo vero esordio dietro la macchina da presa risale al 2010 con il cortometraggio Un ange passe. Nel 2012 con il film Soubresauts vince il Gran Premio della Giuria al Festival Premiers Plans. Zakaria è il primo cortometraggio che realizza anche come produttrice.
A questo appuntamento del FESTIVAL TUTTO L’ANNO seguiranno altre tre date, il:
15 MARZO con Keys, Money, Phone e Dakar trottoirs
19 APRILE con Shadow Tree e Rock the Casbah
17 MAGGIO con Mboté! e Printemps tunisien
Ni Sisi, nato come progetto teatrale della compagnia S.A.F.E. GHETTO, in risposta alle violenze post elezioni del 2008, è stato replicato per due anni nelle baraccopoli di Nairobi, sugli altopiani del Kenya e in tutta la provincia. In seguito, in concomitanza con le elezioni del 2013, è diventato, grazie al regista Nick Reding, un lungometraggio.
Il film racconta il passaggio da una società multietnica e integrata a una realtà pre-elezioni, caratterizzata da un'atmosfera di tensioni razziali fomentate dalle campagne elettorali dei politici, che hanno fatto della diffidenza e della paura il loro manifesto elettorale.
A precedere Ni Sisi, sarà il cortometraggio Zakaria di Leyla Bouzid. Il corto, che ha ricevuto la menzione speciale da parte della Giuria ufficiale per la sezione SHORT AFRICA, racconta la storia di un uomo di origini algerine, Zakaria appunto, che conduce un'esistenza tranquilla, con la moglie e i suoi due figli, in un paesino nel Sud della Francia. Alla notizia della morte del padre Zakaria decide di tornare in visita in Algeria portando con sé tutta la famiglia. Questa scelta però provocherà uno scontro con la figlia Sarah. Il cortometraggio di Bouzid mette a confronto due generazioni su un tema quanto mai attuale: le questioni dell'identità e della migrazione.
I REGISTI:
Nick Reding è un attore e regista inglese con una lunga esperienza di televisione, cinema e teatro. Nel 2002 fonda la compagnia teatrale S.A.F.E. GHETTO (Sponsored Arts For Education) in Kenya, progetto che utilizza il teatro di strada per educare, ispirare e far nascere un cambiamento sociale nelle comunità su temi di vitale importanza come, ad esempio, l'Hiv e il razzismo. Oltre ai corti Kandanda e Huruma ha diretto il pluripremiato lungometraggio Ndoto Za Elibidi. Nonostante la Compagnia teatrale assorba la maggior parte del suo tempo, Nick ha recitato in diversi film, tra i quali: The Constant Gardener, Soul Boy, Silent Witness, Blood Diamond, The First Grader e Strike Back. Attualmente vive e lavora in Kenya.
Leyla Bouzid nasce a Tunisi nel 1984, dove diventa attivista dell’Associazione dei giovani registi tunisini. A 18 anni, dopo il diploma, si trasferisce a Parigi per studiare letteratura francese presso l’università Paris-Sorbonne. Dopo aver frequentato il corso di regia alla Fémis, inizia la sua carriera nel cinema come assistente alla regia per diversi film e nel 2006 co-dirige il suo primo cortometraggio, Sbeh el Khir. Il suo vero esordio dietro la macchina da presa risale al 2010 con il cortometraggio Un ange passe. Nel 2012 con il film Soubresauts vince il Gran Premio della Giuria al Festival Premiers Plans. Zakaria è il primo cortometraggio che realizza anche come produttrice.
A questo appuntamento del FESTIVAL TUTTO L’ANNO seguiranno altre tre date, il:
15 MARZO con Keys, Money, Phone e Dakar trottoirs
19 APRILE con Shadow Tree e Rock the Casbah
17 MAGGIO con Mboté! e Printemps tunisien
venerdì 16 gennaio 2015
New Waves, Festival tutto l'anno
Quasi 10.000 le presenze del XXXIV Festival di Cinema Africano conclusosi il 7 dicembre scorso in provincia. Forte dei numeri di un’edizione vincente, che ha visto crescere spettatori, scuole e sale coinvolte, il Festival di Cinema Africano di Verona è pronto a riprendere le proiezioni ogni terza domenica del mese al Cinema Teatro Santa Teresa, per dar vita all’ultima delle novità della 34esima edizione: il FESTIVAL TUTTO L’ANNO.Un format che prevede ulteriori cinque serate dedicate alla cinematografia delle Afriche, con le ultime dieci proiezioni, tra corti e lungometraggi, che hanno partecipato al Festival. Film visti dalle Giurie e non ancora dal pubblico in sala.
E se il numero complessivo degli spettatori partecipanti alla 34esima edizione lo avremo solo dopo maggio, quando si avrà la proiezione del film vincitore Printemps tunisien, i dati di novembre e dicembre segnalano già un successo. Gli spettatori, tra cittadinanza e studenti, di Verona e provincia, sono cresciuti di 2.146 unità rispetto all’edizione del 2013.
Sono infatti 7.750 gli spettatori della 34esima edizione (3.251 a Verona, 4.499 in provincia nei 16 comuni coinvolti). Un pubblico per lo più giovane, composto da 6.047 studenti (2.164 a Verona, 3.883 in provincia). A questi 7.750 si aggiungono poi i 2.055 fruitori degli eventi che hanno accompagnato il Festival: workshop, incontri con autori di libri, dibattiti di approfondimento sul cinema, mostre, intrattenimenti musicali e uno spettacolo teatrale… Senza dimenticare i 9.492 visitatori del sito del Festival solo nel mese di novembre!
Ma cosa ha in serbo ancora il Festival di Cinema Africano di Verona per il pubblico che vorrà recarsi domenica 18 gennaio alle 21 al Cinema Teatro Santa Teresa?
La proiezione di un lungometraggio nigeriano, HALF OF A YELLOW SUN di Biyi Bandele, e la prima visione italiana del corto algerino LES TROIS VÉRITÉS dei registi Louisa Beskri e Adehan Wakili.HALF OF A YELLOW SUN, tratto dall’omonimo e acclamato romanzo della scrittrice africana Chimamanda Ngozi Adichie, è una travolgente storia d'amore dai risvolti drammatici. Racconta la vita delle gemelle Olanna e Kainene al loro rientro dall’Inghilterra nella Nigeria del 1960, un Paese che ha appena conquistato l’indipendenza.
LES TROIS VÉRITÉS narra la storia del giovane Kossi, figlio di un venditore ambulante, che viene mandato dal padre morente a liquidare i creditori. È l’ultima volontà del genitore, che promette che al suo ritorno svelerà a Kossi tre verità importanti, che valgono più di tutto l’oro del mondo.
A questo primo appuntamento del FESTIVAL TUTTO L’ANNO seguiranno altre cinque date, il:
15 FEBBRAIO con Zakaria e Ni sisi
15 MARZO con Keys, Money, Phone e Dakar trottoirs
15 APRILE con Shadow Tree e Rock the Casbah
17 MAGGIO con Mboté! e Printemps tunisien
lunedì 17 novembre 2014
Gli studenti veronesi premiano "La Marche"
“La marcia è una metafora del cammino che ancora oggi tutti gli uomini devono compiere per raggiungere l’obiettivo di un’uguaglianza sociale”. Ne sono convinti i giovani studenti veronesi che hanno partecipato al Festival del Cinema Africano appena concluso nella città scaligera e che, all’unanimità, hanno premiato il film “La Marche” di Nabil Ben Yadir. Proiettato nelle sale del festival (Stimate e Camploy), e in sei aule magne degli istituti scolastici superiori del territorio, in cui ProgettoMondo Mlal ha promosso la manifestazione, il film è stato visionato da oltre 2mila studenti, e decretato vincitore sia dal Premio Spazio Scuole (a pari merito con Ni Sisi di Nick Reding), sia dai 6 membri della giuria ristretta Spazio Studenti dell’Istituto Enaip che ha partecipato alla formazione proposta dagli operatori della nostra associazione.
Nel 1983, in una Francia in preda all’intolleranza e agli atti di violenza razziale, tre giovani adolescenti e il curato del quartiere periferico di Lione, Minguettes, lanciano una grande marcia pacifica, da Marsiglia a Parigi, per l’uguaglianza e contro il razzismo. Al termine della marcia si uniscono a questa voglia di giustizia più di 100.000 persone venute da ogni dove, contribuendo a dare alla Francia degli immigrati la speranza per un futuro migliore.
“La giuria giovani E.N.A.I.P. Verona del cinema Africano 2014 ha decretato come film vincitore “La Marche”, l’ultimo film che abbiamo visionato, perché ha riscosso l’interesse di tutti noi giudici dall’inizio della proiezione fino alla fine”, scrivono i ragazzi, tra i 16 e i 18 anni, nelle motivazioni del premio. “L’interesse per lo più è stato suscitato dalla bellezza della multiculturalità, che rispecchia anche la composizione della nostra giuria e della nostra scuola.
Il film ci ha trasmesso i valori dell’amicizia, dell’uguaglianza, della libertà e della convivenza, mostrandoci un paese restio a concedere gli stessi diritti a tutti. La musica e il suono che hanno accompagnato il film hanno sottolineato magistralmente i diversi stati d’animo dei personaggi nelle tappe della lunga marcia pacifica. Anche se i personaggi hanno avuto tutti delle brutte esperienze, sono stati capaci di portare avanti i loro ideali, senza mai mollare nonostante le difficoltà e le violenze subite durante il loro viaggiare.
La marcia è una metafora del cammino che ancora oggi tutti gli uomini devono compiere per raggiungere l’obiettivo di una uguaglianza sociale. Concludiamo ringraziando i nostri docenti accompagnatori e tutta l’organizzazione del Cinema Africano”.
ProgettoMondo Mlal si augura che, l’anno prossimo, un altro istituto superiore della città aderisca alla “staffetta interculturale”, che ha preso il via l’anno scorso al Galilei e che quest’anno è passata appunto per l’Enaip con percorsi didattici e apposita formazione nella visione dei vari film in concorso al Festival.
Più in generale, questa 34esima edizione del Festival, sancisce il trionfo delle donne. È femminile il volto di chi ha vinto le sezioni Africashort, Panoramafrica e Viaggiatori&Migranti, e sono femminili i nomi dei cineasti di tre su quattro menzioni speciali della Giurie ufficiali.
Le proiezioni continueranno dal 18 gennaio, ogni terza domenica del mese, al Cinema Teatro Santa Teresa.
Le proiezioni continueranno dal 18 gennaio, ogni terza domenica del mese, al Cinema Teatro Santa Teresa.
PREMI E MOTIVAZIONI DELLE GIURIE UFFICIALI:
PREMIO GIURIA AFRICA SHORT E PANORAMAFRICA
Premio miglior cortometraggio: “Soko Sonko” di Ekwa Msangi-Omari
Con ritmo e vitalità Soko Sonko racconta mezza giornata di una famiglia keniota. L'universo del mercato diventa simbolo di una società in cambiamento.
Menzione cortometraggi Zacharia di Leyla Bouzid. La Giuria assegna una menzione speciale a Zacharia per la delicatezza narrativa con cui è costruita il personaggio di Zacharia , algerino, messo all'improvviso a confronto con i valori dei suoi figli nati e cresciuti in Francia.
Afronauts di Frances Bodomo. La giuria assegna una menzione speciale ad Afronauts per l'originalità con cui la regista affronta un tema caro allo cinematografia internazionale, anche africana, con grande forza narrativa ed estetica.
Premio miglior lungometraggio: “Printemps Tunisien” di Raja Amari
Le storie personali di quattro giovani sullo sfondo della caduta del regime di Ben Ali, ben raccontate e interpretate con efficacia. Il film ha il merito di delineare con grande maestria il momento non privo di incertezze immediatamente precedente le manifestazioni di piazza, organizzate dalle nuove generazioni, attraverso la rete.
Menzione lungometraggi: Des étoiles di Dyana Gueye. La Giuria assegna una menzione speciale a Des étoiles per la capacità di raccontare in forma non banale e poetica il viaggio e l'esperienza della migrazione, attorno a quattro personaggi costruiti in maniera assai convincente, i cui destini si incrociano senza però mai incontrarsi.
PREMIO VIGGIATORI&MIGRANTI
Film vincitore: “LesMessagers” di Hèlén Crouzzillat e Laetitia Tura
La Giuria, all’unanimità, assegna il premio della Sezione Viaggiatori & Migranti a Les Messagers. Le registe hanno dato voce con straordinaria forza espressiva alla guerra silenziosa dei migranti contro le inutili barriere e i confini che non fermano nessuno e provocano soltanto morte. La sensibilità delle interviste, la potenza delle immagini e il rigore della regia, restituiscono dignità a uomini e donne messaggeri di un’epoca che sembra aver perso l’Umanità.
E assegna una menzione speciale al cortometraggio Aissa di Clement Trehin-Lalanne per aver raccontato, in maniera asciutta, la violenza di un sistema di identificazione dell’età anagrafica che trasforma un corpo femminile in un oggetto da vivisezionare.
PREMI ALTRE GIURIE:
GIURIA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI AFRICANI DI VERONA è arrivata a una conclusione incredibilmente unanime, decretando come film vincitore: “Des Étoiles” di Dyana Gaye. Il film è stato scelto grazie alla convincente sinossi, al ritmo della narrazione e alla valorizzazione dell'unpublished ossia l'inedito, ciò che di solito non viene trattato e rappresentato nella cinematografia africana. Questo racconto riesce a farsi veicolo di nuovi valori, di nuove prospettive ed efficacemente rappresenta il mood del tema della rassegna cinematografica ossia New Waves, che noi abbiamo appunto interpretato come le nuove ondate cinematografiche innovative costituite da nuove visioni per fare cinema da parte dei registi africani emergenti. Caratteristiche di questo film sono: la freschezza, la disillusione, la narrazione dinamica della fabula che lo rende un moderno simbolo di un cinema psicologico-intimistico, che racconta emozioni, sentimenti, progetti, azioni come anche la crescita dei suoi stessi protagonisti. Un'altra caratteristica essenziale per la sua scelta è stata l'intreccio o meglio la connessione tra le storie dei protagonisti, un elemento che ci ha aiutati ad apprezzare e a comprendere al meglio la sinossi del film. Queste sono le motivazioni che a nostro avviso lo rendono completo e innovativo.
Giuria del PREMIO SPECIALE MONTORIO 2014 “AL DI LÁ DEL MURO”
Film vincitore: “O esphino da rosa” di Filipe Enriques.
Perché è un thriller ben architettato, girato in modo piacevole, coraggioso per come affronta tematiche universali particolarmente delicate senza mai scendere nel volgare. I temi del potere e della responsabilità sono pilastri nel messaggio del regista oltre che la denuncia delle fragilità umane mostrate senza veli.
giovedì 6 novembre 2014
Il Cinema africano inizia con un omaggio a Mandela
La 34esima edizione del Festival di Cinema Africano di Verona inizia il 7 novmbre con un omaggio a Mandela, in una serata, presentata da Malice Omondi, che vedrà la partecipazione del Console generale del Sudafrica, MR S. K. Molobi, e il direttore della rivista comboniana Nigrizia, Efrem Tresoldi, introdurre il film MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM, un lungometraggio fuori concorso.
La pellicola, proiettata alle 20.30 al Teatro Cinema Stimate, ripercorre la vita del leader africano dalla giovinezza, vissuta nella fertile valle del Capo Orientale, la formazione in legge, fino all’età adulta e all’impegno politico che lo vedrà diventare primo presidente nero del Sudafrica e una delle maggiori icone mondiali della lotta contro l’apartheid.
MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM è un ritratto che svela i lati più intimi del leader sudafricano, grazie al regista inglese Justin Chadwick, già autore di un altro lungometraggio che ha avuto un grande successo al Festival di Cinema Africano di Verona (e non solo) The First Grader.
Chadwick ha debuttato nel 1993 con il film televisivo Family Style interpretato da Ewan McGregor. Ha diretto e interpretato Shakespeare Shorts (serie che esplora la storia dei personaggi shakespeariani), diversi episodi di EastEnders, Byker Grove, The Bill, Spooks, Red Cap e della mini-serie Bleak House. Ha ricevuto diverse nomination e premi a concorsi televisivi di rilievo. Nel 2010 ha girato il lungometraggio The First Grader.
La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, sono anche al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32, che fa parte del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.
La pellicola, proiettata alle 20.30 al Teatro Cinema Stimate, ripercorre la vita del leader africano dalla giovinezza, vissuta nella fertile valle del Capo Orientale, la formazione in legge, fino all’età adulta e all’impegno politico che lo vedrà diventare primo presidente nero del Sudafrica e una delle maggiori icone mondiali della lotta contro l’apartheid.
MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM è un ritratto che svela i lati più intimi del leader sudafricano, grazie al regista inglese Justin Chadwick, già autore di un altro lungometraggio che ha avuto un grande successo al Festival di Cinema Africano di Verona (e non solo) The First Grader.
Chadwick ha debuttato nel 1993 con il film televisivo Family Style interpretato da Ewan McGregor. Ha diretto e interpretato Shakespeare Shorts (serie che esplora la storia dei personaggi shakespeariani), diversi episodi di EastEnders, Byker Grove, The Bill, Spooks, Red Cap e della mini-serie Bleak House. Ha ricevuto diverse nomination e premi a concorsi televisivi di rilievo. Nel 2010 ha girato il lungometraggio The First Grader.
La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, sono anche al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32, che fa parte del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.
giovedì 30 ottobre 2014
A scuola di cinema, e non solo. Il Cinema Africano per le scuole e i ragazzi
Proiezioni a scuola e una mostra arricchita da un vero e proprio progetto per facilitare la conoscenza dei giovani sulle pietre miliari della democrazia, a partire dall’eredità lasciata da Nelson Mandela al mondo. Ma anche una lettura animata per conoscere, tramite la piccola Iko nata in Burkina Faso, un’Africa un po’ diversa da come solitamente ce la immaginiamo.
ProgettoMondo Mlal quest’anno triplica le proposte elaborate in occasione della 34esima edizione del Festival del Cinema Africano, e si rivolge ai giovani del territorio con una serie di iniziative e attività didattiche tutte da scoprire.
Come di consueto, l’associazione veronese si prepara a portare il cinema nelle scuole di ogni ordine e grado di Verona e provincia, direttamente nelle classi o attirando gli alunni nelle sale dei cinema che ospiteranno il festival. In entrambi i casi la presenza di esperti e ospiti internazionali (dal 7 al 15 novembre a Verona, e fino al 6 dicembre in Provincia) stimolerà dibattiti e riflessioni per guardare il mondo attraverso il cinema.
I numeri degli studenti coinvolti continua a crescere, e si sono superate di gran lunga le 5.500 adesioni (nel 2013 sono state 4mila), distribuite tra Verona (oltre 2mila), San Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Bussolengo, Villafranca, San Bonifacio, Bardolino, Lazie, Colà, San Martino Buon Albergo, Soave e i comuni della Val d’Alpone.
Anche quest’anno, oltre al Premio “pubblico scuole”, verrà rilanciato il Premio “Il Colombre”, che sarà assegnato da una giuria di 6 studenti dell’Enaip, appositamente formata e preparata con specifiche lezioni e approfondimenti.
Da diversi anni ormai la scuola si trova davanti al difficile compito di ripensare se stessa e il proprio ruolo nella società, soprattutto alla luce dei rapidi cambiamenti del mondo attuale, sempre più cosmopolita.
Nel variegato mondo delle proposte didattiche interculturali, quindi, quelle realizzate da realtà come il Cinema Africano, puntano a fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari a decodificare i messaggi e riconoscere gli stereotipi, mettendo in evidenza quegli elementi di novità che possono diventare un punto di partenza essenziale per comprenderne le influenze culturali, le condizioni di vita, le aspirazioni e le speranze.
Mutamenti e sviluppi culturali e politici sono anche al centro del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, saranno al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32. Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.
La cultura si fa leggendo, e quest'anno ProgettoMondo Mlal, propone anche la lettura animata del fotoracconto “Un giorno con Iko”, che si terrà lunedì 10 novembre alle 14 alla libreria Pagina 12, in Corte Sgarzarie 6/A a Verona.
Attraverso la lettura e alcune attività il pubblico potrà conoscere Iko, una bambina di 9 anni che vive in Burkina Faso, in una specie di piccolo condominio africano dove tutti si danno una mano per tirare avanti. Nel fotoracconto, Iko invita a visitare la sua casa, a conoscere i suoi familiari e amici, a giocare, mangiare e sognare con lei. La sua vita, seppur vissuta in povertà, alla resa dei conti non è per niente male, e restituisce l'immagine di un’Africa un po’ diversa da come ce la immaginiamo, dove non ci sono solo capanne di paglia, la danza della pioggia non è un ballo folcloristico, e la Tv si vede bene proprio come da noi.
Per maggiori informazioni: educazione@mlal.org – www.progettomondomlal.org – 045.8102105
ProgettoMondo Mlal quest’anno triplica le proposte elaborate in occasione della 34esima edizione del Festival del Cinema Africano, e si rivolge ai giovani del territorio con una serie di iniziative e attività didattiche tutte da scoprire.
Come di consueto, l’associazione veronese si prepara a portare il cinema nelle scuole di ogni ordine e grado di Verona e provincia, direttamente nelle classi o attirando gli alunni nelle sale dei cinema che ospiteranno il festival. In entrambi i casi la presenza di esperti e ospiti internazionali (dal 7 al 15 novembre a Verona, e fino al 6 dicembre in Provincia) stimolerà dibattiti e riflessioni per guardare il mondo attraverso il cinema.
I numeri degli studenti coinvolti continua a crescere, e si sono superate di gran lunga le 5.500 adesioni (nel 2013 sono state 4mila), distribuite tra Verona (oltre 2mila), San Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Bussolengo, Villafranca, San Bonifacio, Bardolino, Lazie, Colà, San Martino Buon Albergo, Soave e i comuni della Val d’Alpone.
Anche quest’anno, oltre al Premio “pubblico scuole”, verrà rilanciato il Premio “Il Colombre”, che sarà assegnato da una giuria di 6 studenti dell’Enaip, appositamente formata e preparata con specifiche lezioni e approfondimenti.
Da diversi anni ormai la scuola si trova davanti al difficile compito di ripensare se stessa e il proprio ruolo nella società, soprattutto alla luce dei rapidi cambiamenti del mondo attuale, sempre più cosmopolita.
Nel variegato mondo delle proposte didattiche interculturali, quindi, quelle realizzate da realtà come il Cinema Africano, puntano a fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari a decodificare i messaggi e riconoscere gli stereotipi, mettendo in evidenza quegli elementi di novità che possono diventare un punto di partenza essenziale per comprenderne le influenze culturali, le condizioni di vita, le aspirazioni e le speranze.
Mutamenti e sviluppi culturali e politici sono anche al centro del progetto Mandela27, nato da una collaborazione fra l'Unione Europea e il Sudafrica, e proposto durante il Festival in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
La lotta contro l'apartheid e il ruolo di Mandela nella guida del cambiamento politico, saranno al centro della mostra esposta dal 10 al 13 novembre nel foyer del teatro Camploy in via Cantarane 32. Si tratta di una replica in scala reale della cella di Mandela a Robben Island, con l'esposizione di pannelli che ripercorrono i fatti dall'inizio dell'apartheid alla sua abolizione.
Mandela27 però è più di una mostra e comprende anche un serious game che propone una romanzo a fumetti digitale e interattivo, per farsi un'idea concreta di come fosse la vita di un prigioniero politico a Robben Island. Inoltre il progetto ha realizzato una mappa culturale con 100 fatti particolarmente rilevanti che hanno contribuito al cambiamento politico in Europa e Sudafrica, come la caduta del muro di Berlino, i concerti per la libertà e l'euforia per la liberazione di Nelson Mandela nel 1990. Gioco e mappa sono consultabili su www.mandela27.eu.
La cultura si fa leggendo, e quest'anno ProgettoMondo Mlal, propone anche la lettura animata del fotoracconto “Un giorno con Iko”, che si terrà lunedì 10 novembre alle 14 alla libreria Pagina 12, in Corte Sgarzarie 6/A a Verona.
Attraverso la lettura e alcune attività il pubblico potrà conoscere Iko, una bambina di 9 anni che vive in Burkina Faso, in una specie di piccolo condominio africano dove tutti si danno una mano per tirare avanti. Nel fotoracconto, Iko invita a visitare la sua casa, a conoscere i suoi familiari e amici, a giocare, mangiare e sognare con lei. La sua vita, seppur vissuta in povertà, alla resa dei conti non è per niente male, e restituisce l'immagine di un’Africa un po’ diversa da come ce la immaginiamo, dove non ci sono solo capanne di paglia, la danza della pioggia non è un ballo folcloristico, e la Tv si vede bene proprio come da noi.
Per maggiori informazioni: educazione@mlal.org – www.progettomondomlal.org – 045.8102105
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