ProgettoMondo Mlal cerca un nuovo Finance Project Manager da inviare a Nampula, in Mozambico, a partire da luglio 2014 per una periodo di 14 mesi, all’interno del progetto “Responsabilidade” (Empresas Responsáveis: Análise do Dialógo social e Responsabilidade Social das Empresas Locais e Estrangeiras em Moçambique).
In collaborazione con il Rappresentante Paese e con il Capo Progetto locale, si occuperà del coordinamento progettuale e logistico in loco, della gestione dei rapporti con le imprese coinvolte e del coordinamento del personale locale e dei rapporti tra i partner internazionali; avrà inoltre il compito di monitorare la corretta contabilità del progetto, aggiornarne periodicamente il budget consuntivo e predisporre la rendicontazione agli enti finanziatori, controllando il corretto mantenimento e l’archiviazione dei documenti amministrativi del progetto.
I requisiti richiesti sono padronanza dei pacchetti office e dei programmi di contabilità, ottima padronanza del portoghese e buona dell’inglese, capacità di lavorare in team, oltre ad una spiccata abilità relazionale per rapporti istituzionali e interpersonali.
È richiesta inoltre una laurea, preferibilmente in discipline amministrative, gestionali o economiche e una buona capacità di redazione di relazioni progettuali.
Le esperienze pregresse nel settore della cooperazione e la conoscenza e la condivisione della missione e dell’identità dell’ONG costituiranno un titolo preferenziale.
Per partecipare alla selezione, inviare il proprio curriculum vitae aggiornato e lettera di motivazione (con autorizzazione al trattamento dei dati personali in base al D.Lgs 196/2003) indicando almeno una referenza con e-mail e telefono a selezione@mlal.org entro il 15 giugno 2014. Indicare nell’oggetto della candidatura “Finance Project Manager in Mozambico”.
Scarica qui la job description completa
Comunicazione ProgettoMondo
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venerdì 30 maggio 2014
mercoledì 14 maggio 2014
Dieci candeline per Mlal Piacenza
Il gruppo Mlal Piacenza si appresta a spegnere 10 candeline! “Sembra ieri, eppure sono già passati dieci anni da quando si è costituito il Mlal Piacenza - spiega Danila Pancotti, cuore centrale del gruppo. Lo definisco un gruppo “mobile”, nel senso che negli anni è stato attraversato da tante persone, da generazioni diverse e che oggi conta su una quindicina di attivisti, alcuni molto giovani, che continuano il loro impegno nella nostra città dopo aver conosciuto ProgettoMondo Mlal grazie all’incontro con i nostri progetti.
Il Mlal è stato presente nel territorio fin dagli anni ’70, grazie ai volontari che partivano e che, al loro ritorno, erano le prime antenne nelle loro città.
A partire dalla fine del ’95, al ritorno dell’esperienza di Danila in Brasile, le attività si fanno più strutturate con la promozione delle prime occasioni di scambio con i bambini di strada di Teresina e le loro attività circensi, con un gruppo teatrale del Nord Est del Brasile e, successivamente, con l’attività educativa “El Ventajo del Tiempo”, che, con l’obiettivo di affrontare il tema di anziani e giovani nel Nord e nel Sud del Mondo, insieme ad altre associazioni del territorio, ha restituito al Palazzo Gotico, cuore della città, il suo ruolo di spazio civico di cittadinanza.
“Nel 2004 è stato anche ufficialmente costituito proprio un gruppo Mlal Piacenza, quando al mio ritorno dall’Ecuador, insieme ad altre 4 persone, durante la Marcia della Pace che si era tenuta a Roma, abbiamo avuto questa idea”- spiega Danila Pancotti. ”Ricordo che i primi anni facevamo tantissimi mercatini e poi, piano piano, abbiamo iniziato a partecipare ai primi spazi di confronto della città: il Coordinamento “Piacenza Città di Pace” (poi Tavolo della Pace) e la Consulta del Comune.
In dieci anni di storia, il Mlal Piacenza si è impegnato nel proporre attività nelle scuole, scambi con testimoni e delegazioni, una presenza costante in tutti i tavoli di riflessione dedicati alla cooperazione internazionale e all’educazione alla cittadinanza, sia istituzionali, con il Comune e con la Provincia, che con il mondo dell’associazionismo, sia nel pregiato e storico appuntamento annuale con il Festival del Diritto. Un impegno, quest’ultimo, che ha portato a Piacenza e nei Comuni della Provincia, i temi e i protagonisti di cui ProgettoMondo Mlal si è sempre fatto portavoce: i diritti umani, il protagonismo dell’infanzia attraverso la voce dai bambini lavoratori, il turismo responsabile, i diritti dell’infanzia, il concetto di cittadinanza.
I giovani che oggi animano il gruppo provengono in gran parte dall’esperienza del progetto Kamlalaf, iniziativa promossa dal Comune con le associazioni locali, per dare l’opportunità ai ragazzi di visitare i progetti di cooperazione di diverse realtà impegnate a Piacenza. Un viaggio organizzato ogni anno che ha portato una ventina di giovani a conoscere i nostri progetti in Brasile, in Bolivia e in Guatemala, e che li ha avvicinati a ProgettoMondo Mlal, in alcuni casi stimolandoli anche a restare accanto alla nostra Ong per proseguire l’impegno nella loro città.
Ed è da qui che si è partiti, per festeggiare i 10 anni del gruppo Mlal Piacenza. Una storia che si intreccia con un’attualità in cui è parso naturale dare spazio alla visione dei giovani e al senso che loro danno alla partecipazione nel gruppo Mlal Piacenza.
Sabato 17 maggio si terrà a Piacenza (dalle 17,30 alle 19,30, presso l’Unione Provinciale Commercianti, Strada Bobbiese, 2), un incontro pubblico dedicato al turismo responsabile “Dagli Appennini alle Ande”, che parte proprio dall’esperienza di viaggio di qualche anno fa vissuto in Bolivia da un gruppo di giovani piacentini che hanno visitato il progetto di turismo comunitario “Bienvenidos”. “E’ un’iniziativa nata direttamente dai nostri giovani- spiega Danila- che hanno conosciuto il nostro modo di lavorare, l’impegno del partner locale TUSOCO e che, da qui, hanno avviato una riflessione parallela sulle nostre montagne che si stanno spopolando. È nata allora l’idea di avviare una riflessione in città per capire se, questa buona pratica avviata in Bolivia, non possa essere seme prezioso per rivalutare e creare nuove occasioni di sviluppo anche nel nostro territorio”. Un mondo che si ribalta, una visione che, come ProgettoMondo Mlal, abbiamo sempre voluto valorizzare: una buona pratica che nasce da un Sud spesso visto solo come vittima, e che invece sa impiantare grandi semi di speranza.
L’incontro pubblico, organizzato in collaborazione con il progetto Policoro, oltre all’intervento di Gianni Cappellotto, operatore di ProgettoMondo Mlal esperto di turismo responsabile, ospiterà la voce de “I Briganti del Cerreto”, bella esperienza italiana di avvio di un progetto di turismo comunitario negli Appennini emiliani, riconosciuto a livello europeo.
“Il traguardo raggiunto in questi 10 anni -conclude Danila Pancotti- credo sia stato quello di aver tenuto insieme le persone, con storie e percorsi diversi e averli accompagnati, a volte anche solo per un breve tratto, nel cammino di impegno di ProgettoMondo Mlal, e l’essere stata, ed esserlo ancora, portavoce con le Istituzioni delle lotte dell’organizzazione, di aver accresciuto queste relazioni, nel segno di un impegno civico che non è mai venuto a mancare”.
Tanti auguri allora al nostro Mlal Piacenza e appuntamento al 17 maggio per un brindisi insieme!!
Marina Lovato
Territori Mlal
Il Mlal è stato presente nel territorio fin dagli anni ’70, grazie ai volontari che partivano e che, al loro ritorno, erano le prime antenne nelle loro città.
A partire dalla fine del ’95, al ritorno dell’esperienza di Danila in Brasile, le attività si fanno più strutturate con la promozione delle prime occasioni di scambio con i bambini di strada di Teresina e le loro attività circensi, con un gruppo teatrale del Nord Est del Brasile e, successivamente, con l’attività educativa “El Ventajo del Tiempo”, che, con l’obiettivo di affrontare il tema di anziani e giovani nel Nord e nel Sud del Mondo, insieme ad altre associazioni del territorio, ha restituito al Palazzo Gotico, cuore della città, il suo ruolo di spazio civico di cittadinanza.
“Nel 2004 è stato anche ufficialmente costituito proprio un gruppo Mlal Piacenza, quando al mio ritorno dall’Ecuador, insieme ad altre 4 persone, durante la Marcia della Pace che si era tenuta a Roma, abbiamo avuto questa idea”- spiega Danila Pancotti. ”Ricordo che i primi anni facevamo tantissimi mercatini e poi, piano piano, abbiamo iniziato a partecipare ai primi spazi di confronto della città: il Coordinamento “Piacenza Città di Pace” (poi Tavolo della Pace) e la Consulta del Comune.
In dieci anni di storia, il Mlal Piacenza si è impegnato nel proporre attività nelle scuole, scambi con testimoni e delegazioni, una presenza costante in tutti i tavoli di riflessione dedicati alla cooperazione internazionale e all’educazione alla cittadinanza, sia istituzionali, con il Comune e con la Provincia, che con il mondo dell’associazionismo, sia nel pregiato e storico appuntamento annuale con il Festival del Diritto. Un impegno, quest’ultimo, che ha portato a Piacenza e nei Comuni della Provincia, i temi e i protagonisti di cui ProgettoMondo Mlal si è sempre fatto portavoce: i diritti umani, il protagonismo dell’infanzia attraverso la voce dai bambini lavoratori, il turismo responsabile, i diritti dell’infanzia, il concetto di cittadinanza.
I giovani che oggi animano il gruppo provengono in gran parte dall’esperienza del progetto Kamlalaf, iniziativa promossa dal Comune con le associazioni locali, per dare l’opportunità ai ragazzi di visitare i progetti di cooperazione di diverse realtà impegnate a Piacenza. Un viaggio organizzato ogni anno che ha portato una ventina di giovani a conoscere i nostri progetti in Brasile, in Bolivia e in Guatemala, e che li ha avvicinati a ProgettoMondo Mlal, in alcuni casi stimolandoli anche a restare accanto alla nostra Ong per proseguire l’impegno nella loro città.
Ed è da qui che si è partiti, per festeggiare i 10 anni del gruppo Mlal Piacenza. Una storia che si intreccia con un’attualità in cui è parso naturale dare spazio alla visione dei giovani e al senso che loro danno alla partecipazione nel gruppo Mlal Piacenza.
Sabato 17 maggio si terrà a Piacenza (dalle 17,30 alle 19,30, presso l’Unione Provinciale Commercianti, Strada Bobbiese, 2), un incontro pubblico dedicato al turismo responsabile “Dagli Appennini alle Ande”, che parte proprio dall’esperienza di viaggio di qualche anno fa vissuto in Bolivia da un gruppo di giovani piacentini che hanno visitato il progetto di turismo comunitario “Bienvenidos”. “E’ un’iniziativa nata direttamente dai nostri giovani- spiega Danila- che hanno conosciuto il nostro modo di lavorare, l’impegno del partner locale TUSOCO e che, da qui, hanno avviato una riflessione parallela sulle nostre montagne che si stanno spopolando. È nata allora l’idea di avviare una riflessione in città per capire se, questa buona pratica avviata in Bolivia, non possa essere seme prezioso per rivalutare e creare nuove occasioni di sviluppo anche nel nostro territorio”. Un mondo che si ribalta, una visione che, come ProgettoMondo Mlal, abbiamo sempre voluto valorizzare: una buona pratica che nasce da un Sud spesso visto solo come vittima, e che invece sa impiantare grandi semi di speranza.
L’incontro pubblico, organizzato in collaborazione con il progetto Policoro, oltre all’intervento di Gianni Cappellotto, operatore di ProgettoMondo Mlal esperto di turismo responsabile, ospiterà la voce de “I Briganti del Cerreto”, bella esperienza italiana di avvio di un progetto di turismo comunitario negli Appennini emiliani, riconosciuto a livello europeo.
“Il traguardo raggiunto in questi 10 anni -conclude Danila Pancotti- credo sia stato quello di aver tenuto insieme le persone, con storie e percorsi diversi e averli accompagnati, a volte anche solo per un breve tratto, nel cammino di impegno di ProgettoMondo Mlal, e l’essere stata, ed esserlo ancora, portavoce con le Istituzioni delle lotte dell’organizzazione, di aver accresciuto queste relazioni, nel segno di un impegno civico che non è mai venuto a mancare”.
Tanti auguri allora al nostro Mlal Piacenza e appuntamento al 17 maggio per un brindisi insieme!!
Marina Lovato
Territori Mlal
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venerdì 2 maggio 2014
Un premio per Aristide e Rosalba
Aristide e Rosalba, cooperanti storici del Mlal in Ecuador e fondatori dell’attivissimo gruppo Mlal Brianza, riceveranno sabato 3 maggio dal Rotary Club Colli briantei il Signum Honoris Causa, riconoscimento assegnato a personalità del territorio che si siano distinte per comportamenti esemplari. La premiazione avverrà in occasione delle Giornate Rotariane di Arte e Cultura organizzate al Monastero della Misericordia, Missaglia (Lecco).
Entrambi insegnanti delle scuole superiori (Rosalba per le materie scientifiche, Aristide invece letterarie) hanno insieme costruito molto di più di una famiglia. Entrambi, infatti, fin da giovanissimi hanno dedicato tutto il proprio tempo utile agli altri. A partire dalle due esperienze fatte in Ecuador dalla fine degli anni Settanta, al fianco delle comunità indigene più fragili delle Ande, hanno contribuito allo sviluppo del Paese a livello sanitario ed educativo.
Dall’84 all’87 Aristide e Rosalba sono nella provincia di Pichincha a 3.000 metri con un progetto della Ong veronese Mlal. L’obiettivo è sostenere la crescita dell’intera comunità (poi duramente colpita nell’87 da un terremoto) con diversi interventi di assistenza sanitaria ed educativa. Un’ulteriore esperienza di volontariato all’estero, perciò, che li segnerà per sempre.
Al loro rientro in Italia, a Casatenovo, insieme ad altre realtà locali costituiscono un’associazione, L’Arco, per la prevenzione del disagio femminile per la quale lavorano entrambe, soprattutto nell’attività di doposcuola e animazione sociale di cui, Rosalba, diviene ben presto la coordinatrice. Nel frattempo l’instancabile Aristide si offre volontario anche in un’altra associazione, “Fabio Sassi” di Merate, per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici.
Nel 1993, proprio a Casatenovo, nasce il gruppo Mlal Brianza a sostegno dei progetti che l’ong madre andava realizzando in molti Paesi di America latina e Africa e, parallelamente, promuovono una sensibilizzazione sui temi dello sviluppo e della solidarietà nelle scuole e nella ormai comune rete di associazioni. Dal 2007, supportati dalla figlia Sara, fanno nascere anche una biblioteca interculturale, L’Angologiro, per l’insegnamento della lingua italiana nelle nuove comunità di origine straniera e, in generale, per assicurare sostegno e assistenza alle famiglie che vivono a tutt’oggi situazioni di grave povertà.
Aristide Nannini insieme a sua figlia Sara ha poi recentemente scritto un libro, “Gli porterò un vasetto di miele”. In uno stile, apparentemente asciutto, quasi cronachistico, vengono espressi l’incertezza e la precarietà dell’essere umano. Sara, infatti, nata sanissima, per una disattenzione del personale paramedico, era stata subito infettata da un germe: a partire da questo fatto ha subito numerosi interventi, resi difficili e preoccupanti per la criticità della situazione. E il padre, autore del libro, se da una parte cerca di far tacere le sue emozioni e quelle della sua famiglia, dall’altra riconosce il sostegno morale offertogli da parenti e amici, e soprattutto l’aiuto proveniente da un’incrollabile fede in Dio.
Il Mlal deve molto a entrambi, come alla loro figlia Sara, per l’impegno assolutamente gratuito e indefesso che dedicano a ogni iniziativa che possa contribuire a offrire solidarietà e aiuto al prossimo.
Ogni anno, attraverso il gruppo Mlal Brianza, portano sul nostro territorio un diverso progetto di cooperazione allo sviluppo sviluppandone temi, problemi e risorse. Ospitano infatti testimoni dei progetti in cui lavoriamo in America latina e Africa facendoli incontrare con la popolazione e le istituzioni casatesi. Insieme sono garanti della parte di mission che più sta a cuore alla nostra associazione. Che è poi quella che, nelle parole del nostro ex presidente Enzo Melegari, punta soprattutto ad “abbattere muri e costruire ponti. Instancabilmente”. Al nord come al sud del mondo.
Info Mlal Brianza
Lucia Filippi
Comunicazione ProgettoMondo
Entrambi insegnanti delle scuole superiori (Rosalba per le materie scientifiche, Aristide invece letterarie) hanno insieme costruito molto di più di una famiglia. Entrambi, infatti, fin da giovanissimi hanno dedicato tutto il proprio tempo utile agli altri. A partire dalle due esperienze fatte in Ecuador dalla fine degli anni Settanta, al fianco delle comunità indigene più fragili delle Ande, hanno contribuito allo sviluppo del Paese a livello sanitario ed educativo.
Dall’84 all’87 Aristide e Rosalba sono nella provincia di Pichincha a 3.000 metri con un progetto della Ong veronese Mlal. L’obiettivo è sostenere la crescita dell’intera comunità (poi duramente colpita nell’87 da un terremoto) con diversi interventi di assistenza sanitaria ed educativa. Un’ulteriore esperienza di volontariato all’estero, perciò, che li segnerà per sempre.
Al loro rientro in Italia, a Casatenovo, insieme ad altre realtà locali costituiscono un’associazione, L’Arco, per la prevenzione del disagio femminile per la quale lavorano entrambe, soprattutto nell’attività di doposcuola e animazione sociale di cui, Rosalba, diviene ben presto la coordinatrice. Nel frattempo l’instancabile Aristide si offre volontario anche in un’altra associazione, “Fabio Sassi” di Merate, per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici.
Nel 1993, proprio a Casatenovo, nasce il gruppo Mlal Brianza a sostegno dei progetti che l’ong madre andava realizzando in molti Paesi di America latina e Africa e, parallelamente, promuovono una sensibilizzazione sui temi dello sviluppo e della solidarietà nelle scuole e nella ormai comune rete di associazioni. Dal 2007, supportati dalla figlia Sara, fanno nascere anche una biblioteca interculturale, L’Angologiro, per l’insegnamento della lingua italiana nelle nuove comunità di origine straniera e, in generale, per assicurare sostegno e assistenza alle famiglie che vivono a tutt’oggi situazioni di grave povertà.
Aristide Nannini insieme a sua figlia Sara ha poi recentemente scritto un libro, “Gli porterò un vasetto di miele”. In uno stile, apparentemente asciutto, quasi cronachistico, vengono espressi l’incertezza e la precarietà dell’essere umano. Sara, infatti, nata sanissima, per una disattenzione del personale paramedico, era stata subito infettata da un germe: a partire da questo fatto ha subito numerosi interventi, resi difficili e preoccupanti per la criticità della situazione. E il padre, autore del libro, se da una parte cerca di far tacere le sue emozioni e quelle della sua famiglia, dall’altra riconosce il sostegno morale offertogli da parenti e amici, e soprattutto l’aiuto proveniente da un’incrollabile fede in Dio.
Il Mlal deve molto a entrambi, come alla loro figlia Sara, per l’impegno assolutamente gratuito e indefesso che dedicano a ogni iniziativa che possa contribuire a offrire solidarietà e aiuto al prossimo.
Ogni anno, attraverso il gruppo Mlal Brianza, portano sul nostro territorio un diverso progetto di cooperazione allo sviluppo sviluppandone temi, problemi e risorse. Ospitano infatti testimoni dei progetti in cui lavoriamo in America latina e Africa facendoli incontrare con la popolazione e le istituzioni casatesi. Insieme sono garanti della parte di mission che più sta a cuore alla nostra associazione. Che è poi quella che, nelle parole del nostro ex presidente Enzo Melegari, punta soprattutto ad “abbattere muri e costruire ponti. Instancabilmente”. Al nord come al sud del mondo.
Info Mlal Brianza
Lucia Filippi
Comunicazione ProgettoMondo
venerdì 29 novembre 2013
Cercansi risorsa umana per il Burkina. Candidature entro il 15 dicembre!
La nostra organizzazione cerca una nuova risorsa umana da inviare a Bobo Dioulasso (con spostamenti nelle zone di intervento dei progetti), a partire dal primo gennaio del 2014.
Nell’ambito delle attività progettuali in Burkina, la risorsa si occuperà di assistere il coordinamento nell’elaborazione e revisione di documenti istituzionali e progettuali; preparare gli stati d’avanzamento dei progetti e gestire il flusso dei relativi dati; supportare il flusso di comunicazione tra la sede in Italia e la sede in Burkina, compresa la redazione di supporti e materiali e la loro archiviazione; supportare la comunicazione tra la sede in Italia e i partner di progetto nell’ambito delle iniziative EAS; assicurare il segretariato delle riunioni con l’équipe o con i partner di progetto; effettuare le traduzioni non ufficiali e all’occasione giocare il ruolo di interprete; effettuare le ricerche di documentazione secondo i bisogni.
I requisiti richiesti sono un’ottima padronanza degli strumenti informatici e dei sistemi operativi utilizzati, un’ottima padronanza del francese e buona dell’inglese. Le esperienze pregresse nel settore della cooperazione, nella gestione di progetti e in contesti simili sia in ambito geografico che tematico costituiranno titolo preferenziale.
Per partecipare alla selezione, inviare il proprio curriculum vitae aggiornato e lettera di motivazione (con autorizzazione al trattamento dei dati personali in base al D.Lgs 196/2003) indicando almeno una referenza con e_mail e telefono a selezione@mlal.org entro il 15 dicembre 2013. Indicare nell’oggetto della candidatura “Stagista in Burkina Faso”.
Scarica qui la job description completa
lunedì 19 agosto 2013
Buonismo, scoppia la moda 2013

Tra i fenomeni dell’estate, pare essere esplosa la moda della vacanza “buona”, ovvero quella formula di soggiorno all’estero che, tra un bagno al mare e un’escursione in montagna, è in grado di offrirti anche una mezza giornata in un orfanatrofio o la visita alla cooperativa contadina a 4.000 metri… Quel che basta a “nobilitare” il senso delle nostre ferie e a regalare facile gratificazione da portare come souvenir in Italia.
A confermare il trend “buonista”, è spuntato anche l’annunciatissimo reality di Rai 2 ambientato in un campo profughi del Congo, in cui vip di terza fila saranno chiamati a “sopravvivere” nella povertà e nel disagio allo scopo di sensibilizzare il telespettatore medio circa l’infelicità altrui, e magari provarsi a vincere la nomea del vip più “buono” dell’anno! Le polemiche non mancano ma provengono quasi esclusivamente dall’ambito della cooperazione, degli addetti ai lavori insomma, mentre il pubblico televisivo pare attendere fiducioso…
Approfittando della giovane veronese Martina Adami, rientrata da pochi giorni dal Mozambico, dove per un anno ha lavorato in un progetto di cooperazione nelle carceri di Nampula per conto di ProgettoMondo Mlal, proviamo a capire che impatto e riscontro possano avere, in contesti così complessi, queste nuove tendenze buoniste:
“Due amiche che ho conosciuto in Mozambico lavorano per l’ Unhcr e in un campo a Maratane, a 8 km da Nampula, e si occupano di nutrizione di donne e bambini. Conosco quindi abbastanza la situazione. Pur non volendo entrare nella sfera morale che appartiene a ciascuno di noi, trovo comunque di cattivo gusto irrompere artificiosamente in una situazione di sofferenza! Al di là che sia un campo profughi, una casa per donne che hanno subìto violenza o il reparto di un nostro ospedale, il rispetto per la dignità umana dovrebbe essere assoluto! Tanto più che non ci sarà contraccambio che tenga: sappiamo tutti che un reality in una situazione così “diversa” non potrà essere “realtà”, che nessuna delle parti in gioco avrà alcun desiderio di mostrarsi per quello che è. Quindi necessariamente verranno falsate dinamiche, rapporti, circostanze e iniziative. E il telespettatore stesso cosa ne ricava? La sua eventuale pietà non sarà sinonimo di “giustizia sociale”, come la natura specificatamente “politica della condizione di rifugiato non potrà essere certamente spiegata o approfondita da Albano o la Barale in diretta tv… E allora qual è il senso di tutto ciò?”.
Magari incentivare le donazioni.
“Anche in questo caso bisognerebbe pensarci bene. La carità in sé per sé non cambia il mondo. Lo so, è venuta spesso anche a me la tentazione di tirare fuori la monetina per l’uomo di strada. In Mozambico te la chiedono di continuo. Te la cavi con poco ma al ricevente non risolvi la vita, il giorno dopo starà come prima. E a quei bambini a cui distribuiamo caramelle a piene mani con così evidente soddisfazione, chi pagherà poi il dentista? Tutt’altro è invece contribuire operando alla pari con la popolazione locale, in uno scambio equilibrato, in cui si dà e si riceve. Soltanto questo ci darà, oltre che alla mera gratificazione personale, la garanzia che quello scambio frutterà anche quando avremo girato l’angolo…”.
Facile a dirsi ma cosa consiglieresti di fare ai tanti che vorrebbero rendersi utili in qualche modo?
“L’ottimale sarebbe potere fare un’esperienza all’interno di un progetto strutturato in cui tu porti a casa molto e dai il tuo contributo personale a livello di impegno e competenza. Quindi privilegerei organizzazioni di media grandezza che ti garantiscono capacità qualificata nell’intervento ma anche non eccessivi sprechi di fondi per il mantenimento di megastrutture e del personale. Infine investirei soprattutto nel campo dell’istruzione! Su un’istruzione di qualità che nella maggioranza di questi posti manca del tutto e finisce con condizionare pesantemente la crescita e sviluppo del Paese. Penso al Mozambico dove fanno addirittura 9 turni di 3 ore di lezione al giorno, 40 o 50 bambini per classe… A cosa possono servire? Come arriveranno a insegnare a loro volta? Con ProgettoMondo Mlal abbiamo lavorato in 5 diverse carceri del Paese. E abbiamo puntato molto su alfabetizzazione e formazione. Perché, potere crescere in consapevolezza, esperienza e capacità personale rappresenta in definitiva la vera ricchezza di ciascun essere umano”.
venerdì 28 giugno 2013
Giavarini, un boliviano "de oro"

"...perche Riccardo è una persona sensibile al tema dei detenuti, Riccardo é ..."un boliviano de oro"!!!
Sono queste le parole - uscite dalle bocche dei detenuti di Chonchocoro - che si è sentito urlare giovedì scorso in coro il nostro storico volontario Riccardo Giavarini.
Originario di Bergamo, ma da 35 in Bolivia con ProgettoMondo Mlal, Riccardo - con sua totale sorpresa - è infatti appena stato nominato boliviano "de oro" dalla tv locale Unitel. A chiamare gli operatori del noto canale andino sono stati i detenuti del carcere di Chonchocoro che Riccardo visita una volta alla settimana.
Ci racconta direttamente il nostro storico volontario:
"Come tutti i giovedí sono andato a Chonchocoro per visitare e appoggiare i prigionieri e giovedí scorso a sorpresa mi sono travato le telecamere davanti. Mi hanno intervistato per offrirmi l'opportunità di parlare dell'importanza di dare solidarietà a chi oggi non è ascoltato. Ho parlato dell'impegno di ProgettoMondo Mlal per i detenuti boliviani, ricordando tutti i protagonisti di questo sforzo, fra cui anche la Diocesi e il tavolo di Giustizia penale giovanile. Poi sono stati intervistati i prigionieri stessi".
Sono stati proprio quest'ultimi, i reclusi di Chonchocoro, a contattare il canale Unitel, e a sorprendere Giavarini.
Ogni settimanta, infatti, l'emittente boliviana dà voce a chi si distingue per il suo impegno sociale e agisce nella solidarietà, per inserirne la testimonianza nel programma "El Boliviano de oro".
El boliviano de oro è una persona che spicca per sensibilità sociale e impegno a favore di chi vive in condizioni di sofferenza o disagio, attento a occuparsi di problematiche solitamente lasciate in disparte.
Nel 2011 Giavarini aveva ricevuto un importante riconoscimento in Italia, ricevendo il premio “Volontario dell’anno Focsiv – Volontari nel mondo”.
venerdì 26 aprile 2013
5 maggio a Verona: Crisi, solidarietà e una "lezione" ricca di ricordi
In concomitanza con l'assemblea soci della nostra organizzazione, che inizia sabato 4 maggio, domenica 5 maggio il centro Carraro in lungadige Attiraglio 45 a Verona, sarà scenario di un primo piano sulla solidarietà della società civile seguito, nel pomeriggio, da una lettura delle riflessioni dello storico presidente di ProgettoMondo Mlal, Enzo Melegari, che si terrà invece al cinema teatro di San Massimo in via Brigata Aosta.
A presentare la sfida di una nuova cooperazione che ricomincia dai territori e si basa sul concetto di solidarietà nella sensibilità e nell’esperienza della società odierna, alle 9.30 sarà il presidente di ProgettoMondo Mlal, Mario Lonardi, che lascerà poi la parola a Lucio Babolin del Consiglio Nazionale CNC.
“La lezione di Enzo” prenderà il via alle 16.30, per dare spazio fino a sera a contributi e testimonianze di don Luigi Adami, Renzo Fior, Mao Valpiana, Paolo Bertezzolo, Sergio Paronetto, Emilia Ceolan, Efrem Tresoldi e don Renzo Beghini. A moderare l’incontro sarà il nostro presidente Lonardi che, invitando tutta la cittadinanza all’evento, dichiara: “Coscienti della grande eredità di pensiero che il sociologo veronese Enzo Melegari, scomparso il 10 luglio del 2002, ci ha lasciato, vogliamo ricordare insieme ai suoi amici e colleghi più cari, lui e le sue intuizioni che, a distanza di 10 anni dalla sua scomparsa, conservano intatti valore e visione. Melegari ha saputo pre-vedere i meccanismi che hanno poi portato all’attuale crisi della Cooperazione e degli organismi che si impegnano al suo interno. Oggi siamo chiamati a corrispondere all’esperienza vissuta da, e con, Enzo anche nella capacità di assumere degli indirizzi coraggiosi che possano rispondere in modo attivo alle sfide della crisi, sia dal punto di vista “tecnico” sia da quello socio-politico”.
Enzo Melegari, tra i primi obiettori di coscienza italiani, pagò con anni di carcere la sua disubbidienza civile e dunque la scelta di partire per l’America latina dove, a cominciare dal Venezuela, portò la sua testimonianza di uomo e il suo impegno di volontario laico al fianco dei più deboli. Una scelta che riconfermò poi anche negli anni a venire con una militanza appassionata e complice con le comunità latinoamericane e un lavoro costante e convinto di solidarietà sul territorio italiano, prima come formatore, quindi come dirigente dell’allora Movimento laici America latina, infine come presidente di ProgettoMondo Mlal.
Fu e resta punto di riferimento per quanti hanno ancora a cuore temi quali giustizia, solidarietà, pace, fede, protagonismo, impegno sul territorio.
moderatore MARIO LONARDI
16.30 introduzione don LUIGI ADAMI
16.50 La città degli ultimi: la scelta per i poveri RENZO FIOR
17.00 La città della nonviolenza: l’obiezione di coscienza e l’esperienza a Verona MAO VALPIANA
17.20 La città della Pace e salvaguardia del creato PAOLO BERTEZZOLO/SERGIO PARONETTO
17.40 pausa
18.00 La città solidale, solidarietà e diritti dei popoli EMILIA CEOLAN
18.20 La città dell’informazione, la giustizia come paradigma del messaggio EFREM TRESOLDI
18.40 La città del Concilio, alla luce del Concilio don RENZO BEGHINI
19.00 dibattito e conclusioni
lunedì 3 settembre 2012
Nella Giornata per la salvaguardia del creato, il pensiero va a Zavalloni
Ecologista e autentico uomo di pace, Gianfranco Zavalloni, volontario di ProgettoMondo Mlal negli anni '80, si è spento il 19 agosto a Cesena, dove era tornato a vivere rientrando dal Brasile, per sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. Non aveva ancora 55 anni.
L'associazione e tutti coloro che lo hanno conosciuto ne piangono la scomparsa.
Scrivono Orazio Menini e Paola Nalini, di Lugagnano di Sona a Verona, che facevano parte della famiglia volontaria Mlal in Brasile negli anni 1976-1980:
"Siamo rimasti davvero sorpresi e rattristati. Per quanto lo abbiamo conosciuto, onoriamo nella sua memoria un uomo di impegno per la pace, per la formazione dei giovani, per il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente e del creato. A tal proposito, troviamo singolarmente provvidenziale - e lo sottolineamo - la quasi concomitanza tra la sua dipartita e l'anniversario (1° Sett.2012) della 7^ Giornata per la salvaguardia del creato, promossa dalla CEI, che quest'anno ha per tema "Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra".
Vogliamo quindi onorare la memoria di Gianfranco divulgando opportunamente tale documento in cui per certo possiamo trovare aspetti di quelli che erano i suoi principi di vita e di impegno. Noi, tanto per dire, siamo grati a persone come lui se - pur con i nostri limiti - negli anni abbiamo fatto una certa ricerca e un certo cammino riguardo argomenti primari come pace, nonviolenza, ambiente, sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale.
L'associazione e tutti coloro che lo hanno conosciuto ne piangono la scomparsa.
Scrivono Orazio Menini e Paola Nalini, di Lugagnano di Sona a Verona, che facevano parte della famiglia volontaria Mlal in Brasile negli anni 1976-1980:
"Siamo rimasti davvero sorpresi e rattristati. Per quanto lo abbiamo conosciuto, onoriamo nella sua memoria un uomo di impegno per la pace, per la formazione dei giovani, per il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente e del creato. A tal proposito, troviamo singolarmente provvidenziale - e lo sottolineamo - la quasi concomitanza tra la sua dipartita e l'anniversario (1° Sett.2012) della 7^ Giornata per la salvaguardia del creato, promossa dalla CEI, che quest'anno ha per tema "Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra".
Vogliamo quindi onorare la memoria di Gianfranco divulgando opportunamente tale documento in cui per certo possiamo trovare aspetti di quelli che erano i suoi principi di vita e di impegno. Noi, tanto per dire, siamo grati a persone come lui se - pur con i nostri limiti - negli anni abbiamo fatto una certa ricerca e un certo cammino riguardo argomenti primari come pace, nonviolenza, ambiente, sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale.
Scarica qui il documento della 7^ Giornata per la salvaguardia del creato
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lunedì 25 giugno 2012
Scomparso il fondatore e primo presidente Mlal
Anche ProgettoMondo Mlal piange il suo fondatore e primo presidente Armando Oberti, scomparso il 21 giugno a Roma all’età di 86 anni. Verrà ricordato da tutti per il suo ruolo di laico di primo piano impegnato nella Chiesa post conciliare e per avere dato voce ai senza voce."Oberti è senz’altro colui che con maggiore autorevolezza ed efficacia interpretò la spinta postconciliare, trasportandone tutta la ventata di novità culturale e un rinnovato senso di impegno concreto nel volontariato laico". Dice Annalisa Bertolazzi, altra storica presidente del Mlal, aveva solo 23 anni quando conobbe Armando Oberti: "Era stato incaricato direttamente dalla Conferenza Episcopale italiana- ricorda ancora la volontaria veronese- per costruire, all’indomani del Concilio, il settore laici del Centro Ecclesiale Italiano per l’America Latina".
"Oberti dunque si mise immediatamente al lavoro. Incontrava uno a uno personalmente tutti coloro che già operavano o partivano per l’America Latina. Aveva una presenza fisica e un’autorevolezza che a me, giovinetta di 23 anni, intimidirono un po’, ma che davano anche il segno di quanto avesse a cuore quell’incarico. Si trattava infatti di missioni che ci avrebbero visti inseriti in contesti molto diversi e difficili, così Oberti voleva valutare attentamente lo spessore di ogni singolo volontario laico. Fu lui a dare vita al movimento di laici per l’America latina. Nel 1969, alla mia partenza, il suo movimento contava già 119 volontari".
Oberti era nato a Vailate, in provincia di Cremona, il 9 luglio 1926. Dopo una Laurea in Lettere classiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nei primi anni Cinquanta si era trasferito nella capitale per ragioni di lavoro fino a raggiungere, dopo diversi incarichi di responsabilità, la nomina ad amministratore delegato della Società degli Aeroporti di Roma, sempre però impegnato anche nell’ambito ecclesiale. E fu allora che venne convocato dalla Cei per attuare il progetto culturale postconciliare: "immediatamente cominciò a coagulare risorse culturali di grande spessore in Italia e in America latina. – ricorda ancora Annalisa Bertolazzi - Erano gli anni della dittatura in Brasile e lui cominciò a collaborare attivamente con le diocesi e i singoli laici partiti volontariamente, invitando in Italia i vescovi più impegnati, gli esuli, gli educatori più in vista (come il brasiliano Paolo Freire), e cominciando a diffonde in un unico ciclostile, “Lettera Agli Amici“ (così si chiama ancora la newsletter di ProgettoMondo Mlal, ndr) le lettere di riflessione che spedivano i volontari impegnati soprattutto in Brasile, Argentina Venezuela".
Fu da questa magnifica rete di uomini e volontari (ma la tesserata numero 1 la modenese Annamaria Mellini allora impegnata in Brasile, era una delle tantissime donne che storicamente ancora costituiscono l’ossatura di ProgettoMondo Mlal) che Oberti costruì poi il movimento anche indipendente Mlal di cui fu dunque primo presidente."Il contributo di Oberti anche all’interno della Chiesa fu enorme –sottolinea Don Giulio Girardelli, che all’epoca era vicerettore del Seminario per l’America latina di Verona e che poi a fine anni ’70, di ritorno dal Brasile, divenne anche assistente spirituale del Mlal – a lui si deve la diffusione del pensiero della liberazione in Italia. Anche scontrandosi a volte con una Chiesa non sempre benevola (Paolo VI ad esempio non agevolò le iniziative culturali di Oberti), fece arrivare in Italia tutto il meglio di ciò che esprimeva in quegli anni l’America latina. Benché lui interpretasse proprio le indicazioni postconciliari e un incarico che gli veniva direttamente dalla Conferenza Episcopale italiana, il suo lavoro non fu sempre facile. Ma non si arrese mai".
Oberti raccoglieva dal Brasile la grande spinta educativa che allora coinvolgeva le classi più povere in un lavoro di alfabetizzazione e riscatto, ma anche la lotta per la terra, e le prime battaglie civili in difesa dei Diritti Umani.
A questo scopo Armando Oberti fondò anche una collana editoriale Asal, grazie alla quale vennero pubblicati moltissimi pensatori e autori latinoamericani.
Anche Rinaldo Ghersi, altro volontario medico del Mlal, in partenza per l’Ecuador passò sotto il severo esame di Armando Oberti: "nel 1974, alla fine del corso di orientamento Mlal, - ricorda ancora oggi – c’era il colloquio dei candidati volontari con ”il dottor Oberti”. Lui sosteneva che lo specifico del laico era il lavoro, la professionalità... idea non banale in ambenti che a volte preferirebbero un pio ed obbediente macellaio a un agnostico e bravo chirurgo. L’idea della realizzazione nel lavoro è difficile, ed è comune anche a gruppi ecclesiali conservatori... ma Oberti amava il Concilio, il Ceial, il Mlal".
E Ghersi lo ricorda anche al suo rientro in Italia: "quando qualcuno nelle riunioni formulava una proposta impegnativa e Oberti concludeva: “idea interessante, cerca di realizzarla tu che l’hai proposta”, una piccola lezione di responsabilità. Grazie ad Armando, pace a lui, pace a noi tutti".
Il funerale del primo Presidente Mlal, e più tardi anche primo presidente della Federazione delle Organizzazioni Cristiane di Servizio internazionale Volontario (Focsiv), si è svolto sabato 23 giugno nella Parrocchia S. Gregorio, di via Gregorio VII a Roma.
Leggi anche l'articolo su Azione Cattolica
Lucia Filippi
Comunicazione ProgettoMondo Mlal
lunedì 7 maggio 2012
La solidarietà cresce in Italia. E' la scommessa di ProgettoMondo
Dal Sud del pianeta, ProgettoMondo Mlal si volge ora al territorio italiano per raccogliere la crescente domanda di servizi, formazione, opportunità di interscambio, apertura di nuovi orizzonti e creazione di giovani spazi di crescita, e sceglie di investire sui suoi testimoni naturali, ovvero sugli ex volontari che, dopo anni di esperienza di campo, nelle aree più fragili di America Latina e Africa, sono oggi tornati nelle rispettive città e regioni di origine, e hanno ripreso attivamente il proprio impegno nella società civile. Con la convinzione che possano essere i nostri territori la pietra angolare su cui ricostruire, in una situazione di impasse politica e sociale, il valore e l’impegno della solidarietà che, oggi più che mai, pare soccombere ovunque alla paura più profonda o a un qualunquistico “si salvi chi può”.
Ed è in questo quadro che, l’Assemblea dei Soci dell’Organizzazione non governativa ProgettoMondo Mlal, riunita a Verona sabato e domenica scorsi nel Centro Monsignor Carraro, ha rinnovato le sue cariche per i prossimi 4 anni, riconfermando appunto al proprio vertice proprio un amministratore locale, l’ex sindaco di San Martino Buon Albergo, Mario Lonardi, e allargando a 9 rappresentanti di altrettante regioni di Italia il proprio Comitato di Gestione: Ivana Borsotto per il Piemonte, Maria Luisa Milani per Bologna, Etta Rapallo per la Liguria, Fulvio Baldovin per Vicenza, Emilia Ceolan (Trentino-Alto Adige), Elisa Debernardi (Valle d’Aosta), Attilio Orecchio (Mantova), Danila Pancotti (Piacenza), Cristina Sanvito (Brianza).
Il tema del rinnovato rapporto con i territori e l’urgenza di stringere nuove partnership tra organismi di volontariato internazionale, così da affrontare insieme le nuove politiche europee in termini di cooperazione internazionale e la relativa drastica diminuzione di finanziamenti che, dopo aver interessato il governo italiano, ormai condiziona pesantemente anche l’Unione europea, è stato il cuore della relazione ai soci del presidente di ProgettoMondo Mlal, Mario Lonardi.
La mattinata di domenica ha ospitato una Tavola Rotonda su l’“Europa della cooperazione” a cui partecipavano come relatori il presidente dell’Associazione Ong italiane e della Focsiv, Gianfranco Cattai, il presidente della Ong Piemontese Cisv, Piera Gioda e il suo coordinatore ufficio Progetti Federico Perotti.
Nel pomeriggio, infine, è stata lanciata la campagna d’autunno di ProgettoMondo Mlal “Io non mangio da solo”: un programma di iniziative di informazione, approfondimento, laboratori didattici, mostre e piccoli eventi pubblici, sul tema del diritto al cibo, della sovranità alimentare nei Paesi in via di Sviluppo e su una corretta e più equa alimentazione in tutto il mondo. Su questo tema, ProgettoMondo Mlal, ha al momento in via di realizzazione ben 6 programmi di cooperazione in altrettanti Paesi di America Latina e Africa.
Ed è in questo quadro che, l’Assemblea dei Soci dell’Organizzazione non governativa ProgettoMondo Mlal, riunita a Verona sabato e domenica scorsi nel Centro Monsignor Carraro, ha rinnovato le sue cariche per i prossimi 4 anni, riconfermando appunto al proprio vertice proprio un amministratore locale, l’ex sindaco di San Martino Buon Albergo, Mario Lonardi, e allargando a 9 rappresentanti di altrettante regioni di Italia il proprio Comitato di Gestione: Ivana Borsotto per il Piemonte, Maria Luisa Milani per Bologna, Etta Rapallo per la Liguria, Fulvio Baldovin per Vicenza, Emilia Ceolan (Trentino-Alto Adige), Elisa Debernardi (Valle d’Aosta), Attilio Orecchio (Mantova), Danila Pancotti (Piacenza), Cristina Sanvito (Brianza).
Il tema del rinnovato rapporto con i territori e l’urgenza di stringere nuove partnership tra organismi di volontariato internazionale, così da affrontare insieme le nuove politiche europee in termini di cooperazione internazionale e la relativa drastica diminuzione di finanziamenti che, dopo aver interessato il governo italiano, ormai condiziona pesantemente anche l’Unione europea, è stato il cuore della relazione ai soci del presidente di ProgettoMondo Mlal, Mario Lonardi.
La mattinata di domenica ha ospitato una Tavola Rotonda su l’“Europa della cooperazione” a cui partecipavano come relatori il presidente dell’Associazione Ong italiane e della Focsiv, Gianfranco Cattai, il presidente della Ong Piemontese Cisv, Piera Gioda e il suo coordinatore ufficio Progetti Federico Perotti.
Nel pomeriggio, infine, è stata lanciata la campagna d’autunno di ProgettoMondo Mlal “Io non mangio da solo”: un programma di iniziative di informazione, approfondimento, laboratori didattici, mostre e piccoli eventi pubblici, sul tema del diritto al cibo, della sovranità alimentare nei Paesi in via di Sviluppo e su una corretta e più equa alimentazione in tutto il mondo. Su questo tema, ProgettoMondo Mlal, ha al momento in via di realizzazione ben 6 programmi di cooperazione in altrettanti Paesi di America Latina e Africa.
lunedì 19 marzo 2012
Nuove Energie per Haiti. Michele Magon si presenta
Michele Magon è il responsabile del progetto "Nuove Energie" appena avviato ad Hati per aumentare le opportunità di accesso della popolazione a fonti di energia alternative. In poche righe e qualche botta e risposta si presenta.Mi chiamo Michele Magon, sono nato a Verona nel 1977. La mia infanzia e adolescenza è stata arricchita da diversi periodi di residenza all’estero, in particolare Ecuador e Bolivia al seguito della mia famiglia. Ho terminato le scuole elementari a Riobamba (Ecuador), le scuole medie a Cochabamba (Bolivia) e mi sono diplomato a Verona. La carriera scolastica si conclude con la laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio conseguita presso l’università di Trento.
Dal 29 giugno 2008 sono sposato con Luisa.
Le mie passioni più grandi sono la musica, in particolare la batteria che mi accompagna da ormai quasi vent’anni, e lo sport, calcio, calcio a 5 e negli ultimi 10 anni la bicicletta. Estate, inverno, caldo, freddo, per andare in centro o in ufficio, l’importante è salire in sella e magari affrontare qualche salita.
Cosa ti ha spinto ad aderire a ProgettoMondo Mlal?
ProgettoMondo Mlal è entrato a far parte della mia vita nel 2005, quando serviva manovalanza in quello che era l’ufficio rendiconti. Dapprima part-time, fino a essere impegnato a tempo sempre più pieno in seno all’ufficio progetti da una parte e all’amministrazione generale dall’altra.
Cosa ti aspetti da questa esperienza professionale?
Grazie a questi anni di collaborazione con l’Ufficio Progetti di ProgettoMondo Mlal nelle fase di gestione e rendicontazione dei progetti, è cresciuto in me il desiderio di affrontare sul “terreno” quelle attività previste, descritte e rendicontate. A dir la verità credo che il seme del cooperante sia stato piantato dai miei genitori in tempi non sospetti.
L’occasione che mi è stata offerta dal progetto Nuove Energie in Haiti costituisce per me il taglio di un traguardo, la fusione tra i miei studi e la loro realizzazione pratica.
Credo che sarà un ottimo banco di prova e di interscambio di conoscenze tra tutti gli attori protagonisti di questo progetto.
Come ti proponi di contribuire al nostro ProgettoMondo Mlal?
Spero di continuare a essere utile alla causa, come in questi anni, continuando a essere me stesso, con i miei difetti e miei pregi, senza voler strafare e senza pretendere di avere tutte le risposte pronte e giuste.
Nuove Energie per Haiti. Luisa Zamperini si presenta
Luisa Zamperini ha appena raggiunto Haiti insime al marito Michele Magon, per entrare a far parte dell'equipe del progetto "Nuove Energie". Brevemente si presenta.Mi chiamo Luisa, sono nata a Verona il 28 febbraio 1978. Dopo essermi diplomata al liceo scientifico, ho deciso di continuare i miei studi presso la facoltà di ingegneria di Trento. Una volta laureata ho trovato lavoro come insegnante al centro di formazione professionale don Calabria di Verona, nel reparto meccanico.
Dal 29 giugno 2008 sono sposata con Michele.
Una delle mie grandi passioni è la pallacanestro: ho iniziato a giocare all’età di 10 anni, percorrendo tutti gli anni di giovanili fino ad arrivare in prima squadra, con il ruolo di capitano. L’altra passione è dipingere: dal 2000 partecipo a corsi per l’acquisizione di varie tecniche pittoriche e per ora quella che prediligo è la pittura a olio.
Cosa ti ha spinto ad aderire a ProgettoMondo Mlal?
Sono venuta a conoscenza di ProgettoMondo Mlal grazie a mio marito che ci lavora e con cui ho potuto condividere molte tematiche riguardanti il mondo della cooperazione. Abbiamo avuto la fortuna di visitare alcuni progetti in Guatemala nel 2002 e in Bolivia nel 2010 che mi hanno appassionata ed entusiasmata. Quando ci hanno fatto la proposta di venire a lavorare in Haiti con ProgettoMondo Mlal ci hanno letteralmente spiazzato...non ce lo aspettavamo. Quello che ci ha fatto decidere è stata la voglia di mettersi in gioco in prima persona per collaborare con culture differenti e arricchirsi vicendevolmente. Per contribuire, nel nostro piccolo, all’integrazione, alla crescita e al rispetto reciproco.
Cosa ti aspetti da questa esperienza professionale?
Da questa esperienza mi aspetto di poter dare il mio contributo nel miglior modo possibile, investendo con gioia le mie energie. Mi aspetto che sia un’esperienza positiva nella quale poter crescere sia professionalmente che personalmente. Augurandomi che il fatto di viverla anche come esperienza di coppia possa arricchirci giorno per giorno, dandoci la possibilità di trasmettere ciò che ci farà crescere a tutti quelli che vorranno.
Come ti proponi di contribuire al nostro ProgettoMondo Mlal?
Mi propongo di mettermi in gioco, giorno dopo giorno, cercando di non dimenticarmi di essere io la straniera in terra straniera.
martedì 6 dicembre 2011
Cerimonia e videodocumentario per il volontario dell'anno
C’erano tutti il 3 dicembre a Roma, alla cerimonia di premiazione di Riccardo Giavarini. C’era sua madre, insieme alla soddisfazione e la gioia, e c’era lo staff di ProgettoMondo Mlal al completo, con il presidente Mario Lonardi, la storica volontaria Emilia Ceolan e Sara Nannini in rappresentanza del comitato.
“Un’occasione per socializzare e dare visibilità alle problematiche racchiuse nelle carceri boliviane”, commenta Giavarini, volontario internazionale Focsiv per il 2011, con in mano l’attestato ricevuto nella sede centrale della Rai a Roma. Il che è stato reso possibile anche grazie alla proiezione del video realizzato dalla Federazione di Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia che raggruppa 65 organizzazioni, tra cui ProgettoMondo Mlal.
Un video che ha portato il silenzio nella sala degli Arazzi della Rai, insieme a un’autentica commozione per l’impegno di un uomo che ormai da 35 anni ha fatto della Bolivia e della cooperazione allo sviluppo il suo habitat e modus vivendi. In un paese che, dopo Haiti, sta nella scala più bassa dello sviluppo sociale ed economico tra quelli dell’America Latina.
Proprio a febbraio di quest’anno Giavarini, e ProgettoMondo Mlal con lui, ha avuto la soddisfazione di inaugurare il primo vero carcere minorile boliviano, nella provincia di El Alto, dopo un costante lavoro di dieci anni. Il centro per giovani trasgressori che si chiama Qalauma, è provvisto di 150 posti per avviare percorsi di reinserimento sociale a ragazzi e ragazze altrimenti reclusi nel famigerato e infernale carcere di San Pedro a La Paz.
Giovani le cui storie parlano di sconfinata miseria e mancanza di tutto, e a cui Giavarini – come racconta nel video documentario della Focsiv proposto qui sotto, riesce giorno dopo giorno ad offrire la speranza di un futuro di riscatto.
“Un’occasione per socializzare e dare visibilità alle problematiche racchiuse nelle carceri boliviane”, commenta Giavarini, volontario internazionale Focsiv per il 2011, con in mano l’attestato ricevuto nella sede centrale della Rai a Roma. Il che è stato reso possibile anche grazie alla proiezione del video realizzato dalla Federazione di Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia che raggruppa 65 organizzazioni, tra cui ProgettoMondo Mlal.
Un video che ha portato il silenzio nella sala degli Arazzi della Rai, insieme a un’autentica commozione per l’impegno di un uomo che ormai da 35 anni ha fatto della Bolivia e della cooperazione allo sviluppo il suo habitat e modus vivendi. In un paese che, dopo Haiti, sta nella scala più bassa dello sviluppo sociale ed economico tra quelli dell’America Latina.
Proprio a febbraio di quest’anno Giavarini, e ProgettoMondo Mlal con lui, ha avuto la soddisfazione di inaugurare il primo vero carcere minorile boliviano, nella provincia di El Alto, dopo un costante lavoro di dieci anni. Il centro per giovani trasgressori che si chiama Qalauma, è provvisto di 150 posti per avviare percorsi di reinserimento sociale a ragazzi e ragazze altrimenti reclusi nel famigerato e infernale carcere di San Pedro a La Paz.
Giovani le cui storie parlano di sconfinata miseria e mancanza di tutto, e a cui Giavarini – come racconta nel video documentario della Focsiv proposto qui sotto, riesce giorno dopo giorno ad offrire la speranza di un futuro di riscatto.
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mercoledì 30 novembre 2011
Emergenza Honduras. Mirco Bellagamba si presenta
Mirco Bellagamba è il capoprogetto del nuovo programma di cooperazione avviato "Emergenza Honduras". In poche righe e qualche botta e risposta si presenta.Sono un agronomo, vivo a Orvieto in Umbria. Dopo la laurea in Scienze delle Produzioni
Animali, conseguita alla facoltà di Agraria di Bologna, ho iniziato a lavorare in progetti di
cooperazione allo sviluppo in ambito agro- zootecnico.
La prima esperienza è stata da coordinatore di progetto nei Campi Profughi Saharawi,
Algeria, in un programma biennale che prevedeva il sostegno e lo sviluppo di attività
veterinarie e zootecniche. Successivamente, ho coordinato per un anno un progetto di sviluppo agro-zootecnico finalizzato al miglioramento dell’igiene e salubrità dei prodotti di origine animale, nel Sudan meridionale.
Negli ultimi 2 anni mi sono dedicato allo sviluppo dell’agricoltura sociale, promuovendo
attività agricole (coltivazione ortaggi e frutta e trasformazione in conserve e confetture)
rivolte a ragazzi minorenni ospiti di una casa famiglia.
• Cosa ti ha spinto ad aderire a ProgettoMondo Mlal?
In primo luogo la concretezza del programma di progetto, che ho potuto rilevare leggendo
la documentazione legata alla ricerca di personale per il progetto Emergenza Honduras.
Mi interessava lavorare nel Centro Sud America e ho creduto che questa potesse essere
una buona opportunità per migliorare le mie competenze nel campo della Cooperazione.
Altro aspetto, che sicuramente mi ha spinto a collaborare con ProgettoMondo Mlal, è la
pluriennale esperienza che questa Organizzazione ha in progetti nei Paesi in Via di
Sviluppo.
• Cosa ti aspetti da questa esperienza professionale?
Penso che il progetto a cui parteciperò come coordinatore mi consentirà di approfondire e
migliorare le mie capacità professionali, sia per ciò che riguarda strettamente i temi agrozootecnici e, sicuramente, per le relazioni umane.
Mi aspetto di conoscere un nuovo Paese con le sue tradizioni e consuetudini con cui
confrontarmi e farne bagaglio per esperienze future.
• Come ti proponi di contribuire al nostro ProgettoMondo Mlal?
Offrirò il mio contributo sviluppando il programma che ProgettoMondo Mlal ha promosso in
Honduras, impegnandomi a coordinare le attività, seguendo il cammino già intrapreso da
anni con i precedenti interventi. Metterò così a disposizione le mie conoscenze e la mia
esperienza nel campo, al fine di determinare azioni corrette e utili per migliorare le
condizione di vita dei contadini honduregni con cui lavorerò.
martedì 29 novembre 2011
A Giavarini la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica
Si terrà sabato mattina 3 dicembre, in vista della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite, la cerimonia del Premio del volontariato internazionale FOCSIV 2011. L’appuntamento, giunto quest’anno alla XVIII edizione, è previsto a Roma alla Sala degli Arazzi in RAI (viale Mazzini 14) e vedrà la partecipazione del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il volontario premiato - Riccardo Giavarini impegnato con ProgettoMondo Mlal, socio FOCSIV, nella città di La Paz in Bolivia - riceverà la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. Cinquantaseienne bergamasco che quest’anno compirà 35 anni di impegno ininterrotto in America Latina, ha promosso la costruzione e seguito di persona l’avvio delle attività del primo carcere minorile della Bolivia, un Centro rieducativo per minori che prevede percorsi di riabilitazione e di formazione per favorire il reintegro dei giovani detenuti nella società e un loro reale percorso di cambiamento e crescita sociale e personale. Il Centro è stato inaugurato il 22 febbraio di quest’anno davanti alle massime autorità del Paese.
Come spiega Sergio Marelli, Segretario Generale FOCSIV “data la coincidenza con la chiusura dell’anno europeo del volontariato e l’apertura del quarantesimo anniversario della nascita della Federazione, l’edizione 2011 del premio rappresenta un’occasione particolare sia per recuperare, insieme, lo spirito e le motivazioni che 40 anni fa ci hanno spinto ad iniziare questa storia, sia per trovare risposte alle sfide di oggi del volontariato internazionale”.
L’evento, realizzato in collaborazione con il Segretariato Sociale Rai e in media partnership con Famiglia Cristiana, si inserisce tra le attività e i progetti che rispondono allo spirito e agli obiettivi promossi dal Piano Italia 2011 dell'Organismo Nazionale di Coordinamento - Dg per il Terzo settore e le Formazioni sociali - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in coerenza con le linee di indirizzo europee.
Per scaricare il programma dell'evento (clicca qui)
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Linee guida per la sicurezza degli operatori umanitari e dei viaggiatori nelle aree a rischio
Con l’intento di fornire agli espatriati uno strumento agevole e il più possibile esaustivo, intorno ai problemi della sicurezza nelle regioni del mondo in grave crisi, il manuale di Antonio Kamil Mikhail e Marco Ramazzotti, “Linee guida per la sicurezza degli operatori umanitari e dei viaggiatori nelle aree a rischio”, sviluppa temi cruciali quali il fatto di trovarsi a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza e di quali strategie adottare per far fronte a tale realtà.ANTONIO KAMIL MIKHAIL si è laureato in scienze politiche all’Università Jean Moulin di Lyon (Francia) con indirizzo in studi strategici e ha frequentato la Scuola Ispettori della Polizia di Stato. Ha lavorato a Roma come investigatore della Polizia giudiziaria, ed è stato assegnato come ufficiale di collegamento della Polizia italiana all’estero. È passato al servizio dell’ONU nel 1996, come consigliere per la sicurezza dell’ACNUR. Dal 2003 è a Roma, a capo della Sicurezza dell’IFAD.
MARCO RAMAZZOTTI si è laureato in diritto internazionale dello sviluppo presso l’Università di Napoli. Ha studiato a New York, Padova e Londra. Socio-economista e antropologo, è Fellow del Churchill College di Cambridge (Regno Unito). In qualità di gestore esperto di programmi, svolge consulenze per tutte le fasi del ciclo del progetto (dall’identificazione alla valutazione). Ha seguito i corsi sullo sminamento commerciale e umanitario della Scuola del Genio dell’Esercito italiano ed è attualmente socio di HDIG, una ONG per progetti e consulenze sullo sviluppo, l’emergenza e lo sminamento umanitario. Ha lavorato per ONG italiane e straniere, imprese di progettazione italiane, inglesi, tedesche e francesi, la Commissione Europea, le Agenzie delle NU, della NATO e la Cooperazione Italiana.
LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA DEGLI OPERATORI UMANITARI E DEI VIAGGIATORI NELLE AREE A RISCHIO - p. 152, euro 25,00 coll. Logiche Sociali, 2011 (978-88-7892-190-X)
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