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martedì 12 gennaio 2016

Con Inez alla Fiera contadina

Inez è una giovane ragazza originaria della comunità di Agua Blanca, località a circa 250 km a nord di La Paz, sull’altipiano dell’Área Natural de Manejo Integral de Apolobamba e dove, insieme alla Organizzazione economica contadina AIQ, l’appoggio della nostra Ong ProgettoMondo Mlal e della Ong inglese Soluciones Practicas, si sta realizzando il progetto Qutapiquiña.
In occasione della Fiera Nazionale delle Organizzazioni economiche contadine, svoltasi a La Paz dal 19 al 22 novembre scorso, mi ritrovo appunto con Inez ad allestire lo stand del progetto Qutapiquiña per sponsorizzare, e far così conoscere al pubblico boliviano, quello che da ormai oltre 3 anni ProgettoMondo Mlal sta realizzando ad Apolobamba.
Con cura montiamo i banner del progetto e poi disponiamo i nostri prodotti: scialli e sciarpe finissime, maglioni da uomo e copri spalle per signore, tantissimi gomitoli di lana filati al fuso, tutto ovviamente in alpaca.  Ma il pezzo forte dello stand, la guest star mi verrebbe da dire, è sicuramente lo scialle di lana di vigogna, gelosamente custodito in una teca di vetro da esposizione per il suo valore inestimabile, l’oro del progetto. Insomma signori miei si guarda… ma non si compra!
Anch'io ho scoperto le vigogne, piccoli camelidi selvatici che sull’altipiano di Apolobamba si possono osservare dispersi per lo più in piccoli gruppi familiari o di giovani maschi e dalla cui addomesticazione sono derivati gli alpaca, con il progetto Qutapiquiña. Fa sorridere vederli correre con quell’incedere a scatti, quasi come al ritmo di “walking like an egyptian”.
Annualmente le vigogne vengono radunate in recinzioni caratteristiche a forma di manica, chiamate appunto “mangas”, e poi una volta radunate vengono tosate una ad una. La loro lana è per le sue caratteristiche la più costosa e pregiata del mondo e rappresenta un introito assolutamente non trascurabile per gli abitanti della riserva dell’ANMI-Apolobamba.
Negli anni precedenti purtroppo il valore di questa lana ha rappresentato una minaccia per questi buffi camelidi che hanno quasi rischiato di estinguersi poiché vittime di bracconaggio indiscriminato.
Per questa ragione, il governo boliviano è stato il primo, insieme a quello peruviano, a siglare con il “Tratado de La Paz” del 1969 le basi per un piano di conservazione di questo animale.
Le vigogne erano nell’appendice 1 del CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) che ne interdice qualsiasi utilizzo finché, nel 1997, sono state spostate nell’appendice 2 che ne permette invece un utilizzo, purché sostenibile.
Il progetto Qutapiquiña intende favorire uno sfruttamento sostenibile della fibra di vigogna, nel rispetto del benessere di questi animali e dell’ambiente in cui vivono, sostenere le associazioni locali con supporto economico, logistico e nella formazione di operatori specializzati nella cattura, tosatura e commercializzazione della fibra, al fine di offrire un’alternativa economica all’attività mineraria, altamente inquinante, legata soprattutto all’estrazione dell’oro, che in questa regione, così povera a ridosso della frontiera col Perù, ha rappresentato per decenni la prima fonte di guadagno per molte famiglie.
Se c’è una cosa che apprezzo del mio ruolo di volontario Casco Bianco è sicuramente l’opportunità di poter esplorare e toccare con mano argomenti tanto lontani dalla nostra quotidianità, come ad esempio proprio questo, che altrimenti, suppongo, non avrei mai avuto il piacere di conoscere. E visto che parliamo di Bolivia il verbo esplorare è più che azzeccato a mio parere!
È una giornata soleggiata e tutta la piazza del Parque Urbano è costellata di tendoni verdi sotto i quali, come formichine operose, contadini e contadine allestiscono i loro stand di prodotti locali.
Non riesco a trattenermi dalla curiosità e così, mentre Inez sistema gli ultimi dettagli, posso dare una sbirciata “alla concorrenza”. Sembra davvero la fiera dell’Est, c’è di tutto: frutta e verdura di ogni varietà, carni e formaggi, il charqui, ossia carne disidratata di lama, alimento in passato distintivo delle tavole dei poveri ma che adesso sta tornando ad essere rivalutato; poi ancora prodotti dell’artigianato, dal tessile al legno intagliato e, infine, quinoa, miele, marmellate, frutta secca, vino e l’immancabile Singani, un’acquavite molto apprezzata nel Paese e che ricorda vagamente la nostra grappa.
Ci sono anche alcuni produttori che hanno già beneficiato in passato di progetti di ProgettoMondo Mlal come quelli dell’Oeca Cotagaita, e ne approfitto per conoscerli.
Resto sorpreso alla vista di alcuni frutti e verdure che da noi troveremmo solo in estate; sebbene ormai sia qui da due mesi, mi viene ancora da sorridere al pensiero come quaggiù tutto sia invertito. Finalmente lo stand è pronto, e io e Inez, possiamo rilassarci un momento. Anzi no. Proprio in quel momento sfila davanti al nostro stand quello che poi avremmo scoperto essere il rappresentante della Comunità Europea in Bolivia, Emmanuel Hondrat. Si ferma proprio da noi, scambia alcune parole di cortesia con i coordinatori del Progetto, e poi, incuriosito dal liquore di Muña (liquore di erbe andine tipo Genepy con il quale prepariamo assaggini per adescare i potenziali acquirenti) ne compra una bottiglia contribuendo gentilmente alla causa.
Hondrat è ovviamente ospite della cerimonia d’inaugurazione della Fiera. Il palco è già pronto in testa allo spazio espositivo e grossi altoparlanti diffondono musica popolare latinoamericana, da queste parti apprezzata almeno quanto il Singani.
Oltre ad Emmanuel Hondrat salgono sul palco le varie rappresentanze delle OECAs, del CIOEC (Coordinadora de Integración de Organizaciones Económicas Campesinas Indígenas Originarias), del CSUTCB (Confederación Sindical Única de Trabajadores Campesinos de Bolivia) e della camera del Senato boliviano. Ma, in virtù dell’appoggio economico offerto alla realizzazione di questa Fiera, anche ProgettoMondo Mlal è presente sul palco con il suo rappresentante Paese Aurelio Danna.
Fra tutti gli interventi, forse, il più interessante per un pubblico occidentale, è il discorso del rappresentante europeo che fornisce i dati sull’agricoltura familiare: in America Latina nel 2013 circa 60 milioni di individui sono impiegati nel settore agricolo e tra questi il 94% è costituito da piccoli agricoltori che da soli assicurano la maggior parte dei prodotti destinati al consumo alimentare umano nel continente.
Esalta quindi l’importanza dell’agricoltura familiare nella lotta alla fame e alla povertà e afferma che l’Unione Europea in Bolivia sostiene da vari anni i piccoli imprenditori agricoli, artigiani e del settore del turismo sostenibile, specialmente nelle aree a nord di Potosì e di La Paz.
Nel 2016 è infatti previsto un nuovo finanziamento europeo intorno ai 20 milioni di euro per il rafforzamento dell’agricoltura familiare nelle zone di produzione di coca, affinché questo non sia più il principale ingresso dei piccoli produttori come merce d’esportazione legata evidentemente al narcotraffico internazionale.
Le donne hanno un ruolo sempre più importante nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti della piccola agricoltura e per questo -conclude Hondrat- i programmi di aiuti dell’Unione europea saranno rivolti specialmente a loro”.
È infatti sufficiente fare un giro fra gli stand ed accorgersi che dietro i banchi ci sono quasi solo donne e di tutte le età. E anche le mie vicine di stand sono guarda caso donne: alla mia destra una vende carne di lama essiccata, mentre proprio di fronte un’altra espone confezioni prodotte dalle donne di un laboratorio tessile di un’associazione di El Alto che si occupa di uguaglianza di genere, il Centro de Promoción de la Mujer Gregoria Apaza.
Sono poche le donne che mi rivolgono la parola: la diffidenza è il carattere distintivo sull’altipiano; però qualcuna incuriosita dal gringo (lo straniero) c’è e si riescono ad intavolare belle chiacchierate da retrobottega.
Con un po’ di risentimento neppure troppo velato le mie vicine di banco mi raccontano di quando hanno dovuto “sposare” loro malgrado anche la famiglia del marito fin dal momento del fatidico sì sull’altare.
La famiglia allargata è infatti ancora molto diffusa fra le classi medio-basse e le donne vi entrano attraverso il matrimonio; suocere e cognate, oltre che al padre di famiglia, hanno ovviamente pieno potere decisionale e intervengono anche nelle questioni più intime della coppia di sposi. Assolutamente disdicevole viene conosiderato il tradimento femminile, mentre quello maschile è tollerato, anzi, guai a lamentarsi delle cosiddette “corna”, come di tutto il resto ovviamente! La figura femminile che emerge da questi racconti sembra completamente asservita a quella maschile e, benché rispetto al passato siano in aumento i divorzi, le violenze domestiche non sembrerebbero in diminuzione.
Quello che più fa tenerezza è vedere in prima battuta difendere i buoni vecchi costumi da “angelo del focolare” per infine confessare come in effetti una maggiore uguaglianza, sopraggiunta sull’onda del nuovo ordine economico e politico che la Bolivia sta vivendo in quest’ultimo decennio, stia in realtà alleggerendo la vita delle donne, in primis quella delle mie nuove amiche.
 
Stefano Russo
Servizio civile La Paz
ProgettoMondo Mlal Bolivia

OECAS
Le Organizzazioni Economiche Contadine (Organizaciones Económicas Campesinas Indigenas y Originarias - OECAs), sono formate da più gruppi di produttori uniti sotto lo stendardo delle lotte indigene e originarie (quest’ultimo termine molto caro al governo Morales parrebbe). Il loro obiettivo è costituire un’alternativa al modello neoliberale che esclude le famiglie contadine dal mercato e nega la diversificazione della produzione agricola generando, come scriveva già Eduardo Galeano nel 1970, fame, disuguaglianza e impoverimento del suolo.
I due obbiettivi fondamentali di queste organizzazioni sono infatti quello economico e sociale: il primo è rivolto a generare del valore aggiunto dalle piccole produzioni, mentre il secondo prevede la creazione di servizi come corsi di aggiornamento, assistenza tecnica ed attività associative per i membri delle famiglie contadine; entrambi gli obbiettivi sono volti a migliorare la produzione e il benessere sociale degli associati.
Attualmente, solo per dare qualche cifra, esistono 778 organizzazioni produttive che rappresentano più di un milione di famiglie indigene e originarie con rappresentanze nazionali, dipartimentali e settoriali.
Il 59% degli associati, contrariamente ad ogni previsione, è rappresentato da donne, mentre il 41% da uomini. Fra i settori produttivi, seppur maggioritaria, non vi è solo l’agricoltura (61%), ma anche allevamento (24%), artigianato (12%) turismo (2%) ed altri settori minoritari (1%).

lunedì 14 dicembre 2015

Burkina, mamme coraggio contro la fame

“Non avrei mai creduto che una pappina potesse salvare mio figlio. E soprattutto che avrei potuto farlo io stessa cucinando per lui i prodotti del mio villaggio!”
La storia di mamma Salimata è la prova vivente di un lento ma inesorabile cambiamento culturale e generazionale che ha già come protagoniste centinaia di mamme del Burkina Faso. Così come Salimata, in due anni, altre 200 mila donne hanno infatti imparato a riconoscere la malnutrizione, a prevenirla e a curarla e, quindi, a insegnare ad altrettante donne a fare lo stesso. Non c’è infatti miglior aiuto dell’esempio e non c’è migliore risorsa del coraggio di una mamma.
Il programma di lotta alla fame “Mamma!” che sta portando avanti ProgettoMondo Mlal in Burkina Faso ha creato in 3 anni un piccolo miracolo. Praticamente, scommettendo sull’educazione delle madri e il protagonismo della donna, ha visto crescere un esercito pacifico di mamme che si sono appropriate di informazioni e ricette e hanno ingaggiato una battaglia lunga e silenziosa per fare ciò che non è riuscito al 1° Obiettivo del Millennio: sconfiggere la fame.
Le donne come Salimata non chiedono cibo, denaro o commiserazione. Hanno fame di informazioni, formazione, consigli, ricette perché possano loro stesse farsi carico del problema.
“Quando al nostro villaggio sono arrivate un gruppo di donne a chiederci di visitare i nostri bambini –confessa con naturalezza Salimata- io mi vergognavo di quanto fosse magro e poco vivace mio figlio rispetto agli altri. Poi gli hanno misurato il braccino e mi hanno spiegato che il motivo era che non mangiava bene, e che dovevo integrare, alla mia pappa di farina di miglio, anche dei fagiolini e dello zucchero. E mi hanno fatto vedere come avrei dovuto prepararla. Così mio figlio ha ricominciato a mangiare con gusto e finalmente ha iniziato a camminare…”.
Nelle aree rurali del Burkina Faso si contano ancora 35 mila morti all’anno per malnutrizione, i tassi di malnutrizione infantile cronica sono tra i più alti nel mondo. Eppure negli stessi villaggi si produce cibo a sufficienza, e anche l’accesso a quanto viene prodotto non sarebbe di per sé assolutamente proibitivo.
Le concause sono diverse, ignoranza, carenza di informazioni e di pratiche ormai per noi assodate.
Così, il non sapere quanto sia importante per esempio l’allattamento al seno fino ai 6 mesi, diventa decisivo. La donna, perché lavora o perché ha più figli piccoli, sostituisce troppo presto il latte con una inconsistente tisana di erbe. Non conosce le regole base dello svezzamento o i valori nutrizionali dei vari alimenti; non sa che la dieta giornaliera deve contare anche sulle proteine (che non sono per forza carne ma anche legumi, latte, uova), non conosce altre ricette se non quella a base di cereali che si tramanda da 100 anni di famiglia in famiglia. Senza contare che la donna, priva di un ruolo al di fuori della famiglia, non ha concretamente l’opportunità e l’appoggio dell’uomo e della comunità per cambiare le regole del gioco.
Il coraggio e l’orgoglio femminile possono muovere le montagne. Così, anche nel piccolo villaggio di Mapara, escluso dal programma di formazione dell’Ong italiana, le donne sono andate di persona ad assistere alle dimostrazioni negli altri villaggi. Hanno fatto tesoro di quanto visto e sentito e, da sole, hanno fedelmente replicato nel loro villaggio: “Non sapevamo di quale malattia si trattasse ma – ci dice una di queste donne, Lidiane- non passava mese che non seppellissimo un bambino di meno di 5 anni”. Quando abbiamo capito cos’era (malnutrizione, ndr.), e come evitarla abbiamo fatto in modo che gli agricoltori del villaggio mettessero a disposizione alcuni prodotti della zona e che 3 donne di noi imparassero a preparare delle pappe ipernutrienti.
Da quando si svolgono queste attività, la malnutrizione è praticamente sparita dal villaggio.

Lucia Filippi, ProgettoMondo Mlal

DONAZIONI
Iban IT 07 J 05018 12101 000000511320
Causale “progetto Mamma!”
Intestato a ProgettoMondo Mlal onlus

Bolivia, sicurezza alimentare per i campesinos

Emila Quispe avrà circa 65 anni, sorride a tre denti perché ormai ha solamente quelli. È seduta a fianco delle sue quattro amiche coltivatrici. Masticano foglie di coca per sopportare il sole, la fame, la sete e la fatica di quella giornata.
Emilia ha la pelle bruciata dal sole e le mani consumate dal lavoro. Ha avuto 9 figli che se ne sono andati tutti in città perché in campagna, nella comunità di Totorani del municipio di Calamarca, a 6km a piedi dalla strada principale e distante 40 km da El Alto, non hanno visto un futuro per loro. Non hanno tutti i torti.
Emilia però è rimasta sola, suo marito è morto. Fatica molto a camminare e dovrebbe essere operata alle ginocchia, ma ovviamente i soldi non li ha. Non parla molto bene il castigliano perché è una chola Aymara e con solo 3 denti è difficile articolare frasi comprensibili. Riesce comunque a farsi capire e ci racconta che ha un piccolo campo che lavora da sola: zappa la terra, semina e raccoglie i frutti della Pachamama (la Madre Terra) a cui è molto grata.
Quest'anno però, per la sua invalidità, ha seminato solo una piccola parte del suo campo e quindi vedrà crescere soltanto qualche patata e niente di più. Si sa, con qualche patata non si sopravvive, non si compra da mangiare a sufficienza per ogni giorno, né ci sono i soldi per andar in città, togliersi qualche sfizio, comprare un vestito nuovo e operarsi alle ginocchia.
La storia di Emilia è una fra tante, e lei come molti rientra in quel gruppo di persone che non hanno garantita una sicurezza alimentare.
La sicurezza alimentare è definita dalla FAO come la possibilità di "assicurare a tutte le persone e in ogni momento una quantità di cibo sufficiente, sicuro e nutriente per soddisfare le loro esigenze dietetiche e le preferenze alimentari per una vita attiva e sana", e questo in Europa è un diritto acquisito, certo ed inviolabile.
In un Paese in via di sviluppo come la Bolivia, invece, in cui si assiste all'abbandono delle campagne, in cui le città non posseggono le strutture adeguate ad accogliere la migrazione dalle zone rurali, in cui un pranzo costa 2 euro e fare la spesa per preparalo ne costa 3, non è possibile parlare di sicurezza alimentare.
Interessante è andare al supermercato che ha prezzi europei e trovare prodotti con etichette incomplete, con additivi e coloranti vietati in Europa. La mancanza di regolamentazioni in merito è evidente e un gap legislativo di questa portata costituisce un danno per la salute della gente.
È in questo quadro che si inserisce il lavoro di molte ONG che operano in Bolivia. Fundaciòn Sartawi Sayaryi, con il sostegno e la collaborazione di CVCS dal 2005 ad oggi, opera in particolar modo per fortificare il potenziale dei campesinos, i contadini boliviani, supportandoli nel creare sistemi di irrigazione, migliorare la qualità e la quantità del bestiame e delle sue produzioni, indirizzando i produttori a una agricoltura sostenibile e biologica nel totale rispetto dell'ambiente, per migliorare la commercializzazione e la trasparenza per il consumatore, grazie alla partecipazione a fiere sparse per tutto il dipartimento di La Paz e mettendo a disposizione nella propria sede uno spazio di vendita per i campesinos.
Biologico non significa migliore ma indica che considera tutto l'ecosistema, favorendo la biodiversità e la naturale fertilità del suolo e che esclude dal processo prodotti chimici e organismi geneticamente modificati.
Cosa c'è di più bello dell'ottenere sicurezza alimentare tramite una agricoltura sostenibile in cui i beneficiari siano sia il produttore che il consumatore?
Emilia anche se non ha niente è felice, ride e divide con le sue amiche il suo pranzo (patate, pomodori e un pezzetto di pollo) e brindano insieme con una bevanda dolce che conservano per le occasioni speciali.
Nicolò Villa

DONAZIONI
- c/c banca Credito Cooperativo Cassa Rurale di Lucinico, Farra e Capriva
- IBAN IT23 M086 2212 4010 0400 0060 012
- Intestato a CVCS – Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo
- Causale “Progetto Quinoa bio Bolivia”
- www.cvcs.it

lunedì 9 marzo 2015

Quattro seminari sulla cooperazione europea

FOCSIV e Pontificia Università Lateranense, in collaborazione con CeSPI e Concord Europe, presentano, nell’ambito del MASTER in Nuovi orizzonti di cooperazione e diritto internazionale, 4 Seminari di approfondimento sulla cooperazione dell’Unione Europea con particolare riferimento alla programmazione 2014-2020.
Con la nuova programmazione 2014-2020, l’Unione europea ha riordinato e aggiornato il suo approccio alla cooperazione allo sviluppo. Il nuovo pacchetto di strumenti e linee tematiche prevede un finanziamento di oltre 80 miliardi di euro. Alcuni strumenti sono rimasti pressoché identici, altri sono stati rinnovati. Contenuti e attori nuovi entreranno a far parte della cooperazione. Nuove opportunità ma anche nuove sfide si presentano. Per questo è necessario prepararsi e immaginare innovazioni.
L’obiettivo è di preparare professionisti capaci di operare sulle nuove linee finanziarie dell’Unione Europea, sui nuovi contenuti e attori, sulle procedure di progettazione, gestione e rendicontazione. Come metodologia i seminari prevedono accanto a presentazioni di esperti europei (si richiede conoscenza della lingua inglese) e italiani, sessioni di lavoro in comune, simulazioni ed esercizi, a cui si accompagnano incontri con rappresentanti istituzionali della Commissione e del Parlamento europeo, e di istituzioni italiane.
La partecipazione ai Seminari è aperta a operatori di organizzazioni della società civile, di Enti locali, del cooperativismo e dell’imprenditoria.

Programma dei seminari:

· 20/21 marzo “Il nuovo quadro di programmazione della cooperazione allo sviluppo dell'Unione Europea: strumenti e attori”
· 17/18 aprile “La cooperazione europea per gli attori locali”
· 8/9 maggio “Global challenges and common goods programme”
· 19/20 giugno “Nuovi meccanismi di gestione dei progetti comunitari”

Per ulteriori informazioni, iscrizioni, scadenze e costi:
· visita la sezione formazione del sito
· Scarica il Bando
· Scarica la scheda d’iscrizione · contatta la Segreteria Organizzativa (tel. 06.68 77 796 – spices@focsiv.it)

giovedì 8 gennaio 2015

A teatro il vaggio interiore di Mamita

Domenica 18 gennaio, alle 17, al teatro Ristori di Verona va in scena "Mamita": una nuova prima nazionale per le famiglie, nell’ambito della rassegna "Agorà. Le famiglie e la città incontrano la musica", organizzata dall’assessorato alla Famiglia del Comune di Verona con Fondazione Cariverona.
Proposto in collaborazione con l’Organizzazione veronese di volontariato internazionale ProgettoMondo Mlal e con il sostegno di Girardi Associati, lo spettacolo accompagnerà le famiglie in una riflessione sulle difficili condizioni di vita delle giovani mamme e dei bimbi in un paese andino.

"Nascere in un paese rispetto a un altro fa la differenza. La mia terra è nella mia pelle, nei miei occhi … nulla potrà cambiare il richiamo più profondo delle mie radici.
Quando si vive in paesi dove la povertà regna, per un’adolescente nulla rispetta i tempi di crescita, di trasformazione e di accoglienza… Avere un bambino a dodici anni rompe ogni tappa di vita e di rispetto…
"

Il delicato tema dell’essere bambine e diventare mamme, costrette poi a lasciare in altre mani il destino dei propri figli, viene introdotto da una storia intima, ricca di colori ed emozioni, scritta da Elisabetta Garilli e Mariarosa Dussin.
Le musiche di Elisabetta Garilli, fortemente evocative nei ritmi e nei suoni, accompagnano passo dopo passo il lungo viaggio di Mamita attraverso la cordigliera boliviana: per lei, raggiungere la montagna più alta significa scoprire se stessa e dare un senso alla vita e all’amore per un figlio. Ad interpretarle, l’ensemble Garilli Sound Project con Giuseppe Falco (oboe), Elisa Carusi e Adolfo Donolato (clarinetti), Elena Zavarise (flauto traverso), Alvise Stiffoni (violoncello), Ilaria Fantin (liuto), Costantino Borsetto (percussioni) e Gianluca Gozzi (basso elettrico), diretti da Elisabetta Garilli al pianoforte.
Alla narrazione, interpretata da Enrica Compri, fanno da sfondo alcune immagini fotografiche che, avvolgendo il palcoscenico, offrono squarci di paesaggi andini con identità forti, visioni di terre affascinanti e misteriose, discrete e solitarie come sono le persone che le abitano. La danza di Giulia Carli e le installazioni sceniche di Serena Abagnato accompagnano il viaggio interiore di Mamita, una storia che apre alla riflessione universale sul diritto di ogni bambino a vivere la propria infanzia e l’affetto di una famiglia.
Per la delicatezza e complessità del tema, lo spettacolo è consigliato ai ragazzi dagli 11 anni.

Nel corso del pomeriggio a Teatro Ristori sarà allestito uno spazio espositivo sui progetti di cooperazione internazionale di ProgettoMondo Mlal, a sostegno delle mamme e dei bambini in Africa e in America Latina e, nello specifico, il progetto “Casa de los niños” a Cochabamba – Bolivia che accoglie bambine e bambini abbandonati dai propri genitori, per necessità o altre cause maggiori, offrendo rifugio, cure mediche, alimentazione o formazione per il loro reinserimento nella società e, se possibile, nelle stesse famiglie d’origine.


18 gennaio 2015, ore 17.00
Mamita
PRIMA NAZIONALE
Testi di Elisabetta Garilli e Mariarosa Dussin.
Musiche di Elisabetta Garilli.
Fotografie di ProgettoMondo Mlal, Dimitri Avesani e Alberto Vaona (Progetto Pedalande 2014), Mariarosa Dussin e Bruno Colombini, Giuseppe Minciotti.
Interpretato da Garilli Sound Project:
Giuseppe Falco (oboe), Elisa Carusi e Adolfo Donolato (clarinetti), Elena Zavarise (flauto traverso), Alvise Stiffoni (violoncello), Ilaria Fantin(liuto), Costantino Borsetto (percussioni etniche), Gianluca Gozzi (basso elettrico), Enrica Compri (voce narrante), Giulia Carli (danza), Serena Abagnato (allestimento scenografico), Elisabetta Garilli (pianoforte e direzione).
Indirizzo: Via Teatro Ristori, 7 – Verona

Biglietto: 5 euro. Lo spettacolo è consigliato ai ragazzi dagli 11 anni. Ingresso gratuito bambini 0-3 anni e disabili +accompagnatore (per questi è necessaria la prenotazione al n. verde 800085570 sportelloinfosociale@comune.verona.it, fino ad esaurimento dei posti disponibili)
Prevendita: Box Office Via Pallone, 16 Verona tel. 045 8011154 www.boxofficelive.it www.comune.verona.it
FB Agorà per le famiglie
Contatti: tel. 045 8078526 3473702220 anna_malgarise@comune.verona.it

"Agorà. Le famiglie e la città incontrano la musica" è una rassegna di incontri musicali dedicati alle famiglie
come occasione di condivisione e crescita educativa, ma anche di sensibilizzazione e diffusione della cultura musicale a nuove fasce di pubblico.
L’iniziativa è proposta dall’Assessorato alla Famiglia del Comune di Verona nell’ambito della programmazione di servizi e progetti per la prevenzione dello svantaggio sociale e il sostegno alla genitorialità. Organizzata con il prezioso sostegno di Fondazione Cariverona, inserita nel cartellone del Teatro Ristori tra i Progetti Didattici della stagione 2014-2015, è a cura di Elisabetta Garilli, che ne ha curato lo sviluppo artistico, e dell’Associazione Culturale La Foglia e il Vento.
Gode del patrocinio della Regione Veneto e si pone in linea con gli obiettivi dei Progetti Nazionali Nati per la Musica,che sostiene attività mirate ad accostare precocemente il bambino al mondo dei suoni e alla musica, e Nati per Leggere, entrambi promossi dall’Associazione Culturale Pediatri.
Attraverso questo progetto pilota, sostenuto da importanti Istituzioni, realtà aziendali e fondazioni, il Comune di Verona vuole investire in azioni volte a migliorare il benessere dell’infanzia e delle famiglie, garantendo pari opportunità nella fruizione delle risorse educative e culturali anche nelle situazioni di privazione sociale e di esclusione.

ProgettoMondo Mlal da 49 anni opera in America Latina e Africa con progetti di cooperazione dedicati allo sviluppo e alla formazione delle comunità più svantaggiate.
Info: www.progettomondomlal.orgsostegno@mlal.org – 045.8102105

martedì 9 dicembre 2014

"Siete la Chiesa che si inchina ai poveri". Anche ProgettoMondo Mlal all'udienza di Papa Francesco per la Focsiv

"È stato un incontro molto intenso, Papa Francesco ci trasmette responsabilità, fiducia e serenità". Emozionata e orgogliosa del compito che, nel suo messaggio, Papa Francesco ha riassegnato agli organismi di servizio di volontariato internazionale, la nostra vicepresidente Ivana Borsotto, ci racconta l’esperienza vissuta a Roma. All’udienza del 4 dicembre, Ivana Borsotto rappresentava ProgettoMondo Mlal nella delegazione della Focsiv, Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio internazionale Volontario a cui apparteniamo.
“Abbiamo incontrato vecchi e nuovi amici delle tante Ong con cui, nel corso degli anni, abbiamo lavorato”, ci testimonia la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal. “A tutti noi Papa Francesco ha detto: Siete immagine di una Chiesa che si china a servire i fratelli in difficoltà. I poveri non possono diventare un'occasione di guadagno, ricordandoci che c'è tanto bisogno di testimoniare il valore della gratuità. E ribadendoci che, nel nostro impegno quotidiano, la solidarietà con i poveri significa innanzitutto pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull'appropriazione dei beni da parte di alcuni".

mercoledì 3 dicembre 2014

Papa Francesco incontra il Volontario dell'Anno della Focsiv

Papa_Udienza_FOCSIVSi avvicina la data più importante dell’anno per la Focsiv. In occasione della XXI Edizione del Premio del Volontariato Internazionale, la Federazione propone una giornata ricca di appuntamenti, dall'udienza con Papa Francesco a un pomeriggio di riflessione dedicato al Volontario dell'Anno, sul tema delle relazioni di fraternità. La giornata sarà così scandita.

Papa Francesco incontrerà FOCSIV e i suoi Soci il 4 dicembre in udienza privata, in occasione della XXI edizione del Premio del Volontariato Internazionale. Al Santo Padre sarà presentato il Volontario dell'Anno, selezionato per aver saputo creare "relazioni di fraternità, vera radice della pace" come sottolineato dallo stesso Pontefice.
Il Premio del Volontariato Internazionale è il tradizionale appuntamento promosso da FOCSIV in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, indetta dalle Nazioni Unite il 5 dicembre per riconoscere l'impegno concreto di migliaia di volontari nel mondo.
Visita la sezione del sito dedicata al Premio del Volontariato 2014save_cs
La giornata prosegue con la Conferenza Stampa per la Proclamazione e Premiazione del Volontario dell’Anno 2014.
Il Premio si svolge con l'Adesione del Presidente della Repubblica e la sua Medaglia di Rappresentanza.

Interverranno:
Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV,
Don Michele Autuoro, Direttore della Fondazione Missio,
Paolo Ruffini, Direttore di TV2000,
Don Antonio Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana
Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire.
Modera Luca Collodi, Caporedattore Radio Vaticana

Il pomeriggio si conclude con il seminario
“Nuove relazioni di fraternità: giovani e lavoro, agricoltura familiare, economia sociale”

Auditorium Centro Congressi Augustinianum, Via Paolo VI 25
Proiezione del video realizzato da TV2000 del Volontario dell’Anno
e cerimonia di premiazione

Ne discutono:
Andrea Olivero Vice Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali
Leonardo Becchetti Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”
Roberto Moncalvo Presidente nazionale Coldiretti
Carlo Mango Direttore Area Ricerca Scientifica Fondazione Cariplo
Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV

Nel corso dell'evento sarà lanciata la Campagna FOCSIV “Abbiamo RISO per una cosa seria” 2015

venerdì 21 novembre 2014

Servizio Civile: 32 posti con Focsiv

FOCSIV, insieme ai suoi Soci (tra cui ProgettoMondo Mlal), offre a 32 giovani, tra i 15 e i 29 anni non occupati o in formazione, l’opportunità di partecipare al Servizio Civile Nazionale – Garanzia Giovani, in Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Sicilia. I volontari selezionati collaboreranno nelle diverse sedi affiancando il personale delle organizzazioni promotrici in attività di sensibilizzazione, informazione ed educazione interculturale. Scadenza per la raccolta delle domande: 15 dicembre 2014.
L'area di intervento dei progetti è quella dell'Educazione e promozione culturale - Educazione alla pace. I giovani avranno la possibilità di conoscere le problematiche del territorio, di svolgere attività di promozione culturale, attività di sensibilizzazione e vivere esperienze di condivisione dei valori civili.
«Questi progetti di Servizio Civile Nazionale GARANZIA GIOVANI» afferma Lucia De Smaele, Responsabile Ufficio Servizio Civile FOCSIV e della selezione volontari «nascono con l’intento di offrire ai giovani coinvolti un’occasione di crescita umana e professionale, un impegno nella solidarietà internazionale e nella promozione di una cultura di pace. Un anno di servizio civile in Italia, inoltre, consente di mettere in pratica le proprie capacità e competenze e di svilupparne di nuove. Un’esperienza preziosa, per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro».

Per partecipare alla selezione del SCN – Garanzia Giovani, sono necessari i seguenti requisiti:
- Avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti alla data di presentazione della domanda – 28 anni e 364 giorni);
- Essere regolarmente residenti in Italia (cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti);
- Non essere impegnati in un’attività lavorativa o in un percorso formativo;
- Essere registrati al programma Iniziativa Occupazione Giovani;
- Non aver riportato condanne.

Non costituisce impedimento alla presentazione della domanda l’aver svolto il Servizio Civile Nazionale ai sensi della L.64/2001 o aver interrotto il Servizio Civile per un qualsiasi motivo.

La domanda di partecipazione potrà essere presentata entro e non oltre le ore 14:00 del 15 dicembre 2014, completa di allegati (allegato 2 e allegato 3 e/o curriculum vitae), secondo le seguenti modalità:
-a mano,
- tramite “raccomandata A/R”. La candidatura dovrà pervenire direttamente presso la sede dell'Organismo che attua il progetto per il quale ci si vuole candidare. (Gli indirizzi sono riportati alla fine di ogni scheda sintetica progetto),
- tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) di cui è titolare l'interessato, allegando la documentazione richiesta in formato pdf, a serviziocivile.focsiv@pec.it e avendo cura di inserire nell'oggetto "candidatura SCN GaranziaGiovani - nome del progetto - nome dell'Organismo" (essendo un unico indirizzo per tutte le candidature PEC è importante specificare per quale progetto/quale ONG si sta sottoponendo la propria candidatura).

Le schede sintetiche dei progetti possono essere consultabili sul sito FOCSIV nella sezione Servizio Civile.

Per ogni ulteriore informazioni contattare serviziocivile@focsiv.it.

mercoledì 26 febbraio 2014

Diritto al cibo, al via la campagna che risponde all'appello del Papa

Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro” è il titolo della campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione elaborata dagli organismi, dalle associazioni e dai movimenti cattolici italiani per rispondere unitariamente all’appello del Papa «a dare voce a tutte le persone che soffrono silenziosamente la fame, affinché questa voce diventi un ruggito in grado di scuotere il mondo».
«L’importanza di un forte impegno di consapevolezza circa le cause e le conseguenze degli squilibri globali, nazionali e locali, è una tematica ben presente nel Magistero della Chiesa, e nell’azione degli organismi di volontariato che sulla Dottrina sociale della Chiesa poggiano la propria ispirazione – si legge nel documento base della campagna -. Oltrepassare l’attuale crisi è possibile ricostruendo relazioni, strutture, comunità e comportamenti responsabili per il buon vivere a livello locale e globale, esplorando quelle periferie geografiche ed esistenziali di recente evocate da Papa Francesco».
Aspetto centrale della campagna è l’elemento educativo, mentre tre sono i filoni tematici in cui si articola: cibo giusto per tutti, una finanza al servizio dell’uomo, relazioni di pace.
L’iniziativa - che intende coinvolgere organismi, associazioni, gruppi e scuole nell'approfondire la conoscenza delle questioni della fame e della crisi e nel tradurla in impegno sociale e politico nei singoli territori - rappresenta un’occasione di impegno comune a livello nazionale e locale di numerosi enti ed organismi di origine ecclesiale. Insegnanti, educatori ed animatori sono le categorie interpellate innanzitutto dalla campagna, ma anche giovani imprenditori presenti nei diversi settori produttivi, in particolare in ambito alimentare ed in grado di interpretare una dimensione economico-produttiva e finanziaria responsabile e sostenibile.
Nell’ambito della campagna saranno elaborate precise richieste alla politica: a livello internazionale, europeo e italiano.
L’evento di lancio della campagna si terrà il 28 febbraio a Roma, presso Domus Pacis Torre Rossa Park Hotel – Via di Torre Rossa, 94 nell’ambito del seminario di approfondimento organizzato da Caritas Italiana (di seguito invito e programma).
La campagna è promossa da: CARITAS ITALIANA, FEDERAZIONE ORGANISMI CRISTIANI SERVIZIO IINTERNAZIONALE VOLONTARIO, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI, ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII, ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI, CINECIRCOLI GIOVANILI SOCIOCULTURALI, CENTRO SAVERIANO ANIMAZIONE MISSIONARIA/CENTRO EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ, CENTRO TURISTICO STUDENTESCO E GIOVANILE, FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA, MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI, MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI, PAX CHRISTI ITALIA, SALESIANI PER IL SOCIALE/FEDERAZIONE SERVIZI CIVILI E SOCIALI-CENTRO NAZIONALE OPERE SALESIANE, UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI. Aderiscono all’iniziativa: CENTRO TURISTICO GIOVANILE, CONFEREDAZIONE COOPERATIVE ITALIANE, COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA ITALIANA / LEGA MISSIONARIA STUDENTI, FEDERCASSE, MOVIMENTO GIOVANILE SALESIANO, MOVIMENTO RINASCITA CRISTIANA.
Media partner della campagna sono Famiglia Cristiana, Avvenire, Sir, Tv2000, Radio InBlu.


Roma, venerdì 28 febbraio 2014 – ore 10-13
presso Domus Pacis Torre Rossa Park Hotel, Via di Torre Rossa, 94


Un Seminario per:
– riflettere e condividere i temi portanti della campagna nazionale
elaborata dagli organismi, dalle associazioni e dai movimenti cattolici italiani:
cibo giusto per tutti | una finanza a misura d’uomo | relazioni di pace;
– orientare percorsi di partecipazione attiva, mobilitazione, formazione:
insegnanti, educatori e animatori sono le categorie interpellate,
ma anche giovani imprenditori presenti nei diversi settori produttivi.

PROGRAMMA (pdf) - Indicazioni per arrivare alla sede dell'incontro

Per informazioni e iscrizioni: areainternazionale@caritasitaliana.it – tel. 06 66177 245 / 259 comunicazione@caritasitaliana.it – tel. 06 66177 226 / 502

giovedì 20 febbraio 2014

TTF, la firma di tutti per una finanza giusta e al servizio della persona

Con l'avvio della negoziazione europea di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie, FOCSIV insieme con le organizzazioni della società civile italiana riunite nella campagna ZeroZeroCinque rilancia il nuovo corto delle campagne europee per la Robin Hood Tax realizzato da Oxfam e la petizione online #1MilionediFirme.
“Sembra che ancora l’Italia e l’Europa non abbiamo imparato ad andare oltre la finanziarizzazione speculativa che ci ha condotto alla peggiore crisi dal dopoguerra – dice il Presidente FOCSIV Gianfranco Cattai - sottolineando la debolezza delle iniziative italiana ed europea sull’applicazione della tassa sulle transazioni finanziarie. La tassa italiana è stata disegnata male e infatti sta funzionando poco, mentre quella in corso di elaborazione da parte della cooperazione rafforzata dell’Unione europea corre il pericolo di essere parziale e limitata. Non è possibile che dopo una crisi che ha prodotto disoccupazione, suicidi di lavoratori e imprenditori, fame nei paesi poveri, si stia ancora negoziando con le lobby finanziarie un indebolimento dell’applicazione della tassa. E’ necessario darci una mossa”.
Per questo FOCSIV sostiene la campagna ZeroZeroCinque e si impegna a divulgare il corto del regista David Yates con Javier Cámara, Andrew Lincoln, Heike Makatsch, Bill Nighy, Clémence Poesy, e chiede a tutti di firmare al più presto la petizione online per raccogliere un milione di firme a sostegno dell’adozione della TTF.
La tassa sulle transazioni finanziarie – TTF – è un'imposta estremamente ridotta, ad esempio dello 0,05%, su ogni compravendita di strumenti finanziari che permetterebbe di generare ogni anno un gettito di 200 miliardi di euro nella sola Europa e di 650 miliardi di dollari su scala globale, da destinare al welfare, alla cooperazione allo sviluppo e alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Guarda il video qui sotto:

martedì 11 febbraio 2014

Una campagna contro la violenza alle donne marocchine

Una campagna per dire “Nessuna tolleranza per la violenza contro le donne”. A lanciarla sono oltre 70 organizzazioni non governative con il sostegno di Amnesty International e il cofinanziamento dell'Unione Europea.
L’iniziativa è promossa da ProgettoMondo Mlal, Ong veronese da cinquant'anni in America Latina e Africa, che con il programma di cooperazione “La Forza delle donne”, dal 2007 lavora in Marocco proprio per la difesa dei diritti delle donne, soprattutto nelle regioni nelle provincie marocchine di Béni Mellal, Casablanca, Khouribga, Meknès et Rabat.
Proprio mentre è sotto esame un disegno di legge sulla violenza inflitta alle donne, l’iniziativa punta a rinforzare le capacità delle organizzazioni della società civile marocchina per favorire l’uguaglianza tra i sessi. Per tali realtà, infatti, è giunto il momento di far presente a governo e parlamento che devono prendere tutte le misure amministrative e giudiziarie necessarie per mettere fine all'impunità.
Dieci anni dopo l'adozione di un nuovo Codice della Famiglia, il coordinamento “la Forza delle donne" ha presentato a Rabat al capo del governo marocchino, Abdelilah Benkirane, un memorandum per la lotta contro tutte le forme di violenza contro le marocchine.
Tra le raccomandazioni spiccano la richiesta di uguaglianza nell’accesso al mondo del lavoro e nella formazione, oltre alla lotta contro gli stereotipi e l'abuso sessuale.
Il gruppo di organizzazioni ha lanciato quindi la campagna di sensibilizzazione “Nessuna tolleranza per la violenza contro le donne”, a cui si può aderire in una serie di appuntamenti che si terranno in varie regioni del Paese tra febbraio e marzo, oppure cliccando su questo link: http://petition.laforcedesfemmes.org.
L’urgenza è di promulgare una legge che incrimina in generale la violenza sulle donne, procedendo a una revisione del codice penale e alla promulgazione di una legge quadro per lottare contro tutte le forme di violenza di genere.
E’ quindi l’ora della mobilitazione per arrivare a formulare un quadro giuridico che protegga la donna della violenza.
Il progetto di legge che definisce le differenti forme di violenze coniugali è stato depositato nel 2010 davanti al Parlamento marocchino, ma non sempre è stato adottato dai deputati.

Per l'8 marzo, dai forza alle donne. Firma anche tu contro la violenza!

Immigrazione e referendum Svizzera: le vere divisioni solo tra ricchi e poveri

L'esito del referendum svizzero mostra come la popolazione in quel paese, ma in tutta Europa, sia profondamente divisa tra la paura del diverso e l’apertura allo straniero; tra la preoccupazione di perdere sovranità e benessere e la consapevolezza che l’accoglienza dello straniero faccia bene all’economia e alla società.
In questo contesto “è prioritario lavorare per la cultura della convivenza - dice Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV -. E' necessario andare oltre i facili slogan e le strumentalizzazioni, per capire come oggi ci sia bisogno di condividere con le persone una prospettiva di accoglienza e di lavoro in comune per costruire una nuova società, oltre tutte le frontiere, dove tutti abbiano la possibilità di condurre una vita dignitosa”.
Le vere divisioni non sono tra nazioni, tra cittadini e stranieri, ma tra ricchi e poveri, tra chi può circolare liberamente a livello globale perchè fa parte della piccola comunità delle persone ricche e cosmopolite, e chi non lo può fare perchè è povero ed escluso.
“La cultura della convivenza si crea quindi disvelando le ingiustizie – conclude Cattai - e impegnandosi per nuove politiche di cooperazione e accoglienza. E' su questa frontiera che FOCSIV e suoi organismi Soci cercheranno sempre più di lavorare quotidianamente con le persone nelle proprie città in Europa e nei paesi partner”.

mercoledì 29 gennaio 2014

FONDAZIONE PROGETTOMONDO, LE RAGIONI DI UNA SCELTA

ProgettoMondo Mlal, ong veronese da 50 anni impegnata nella cooperazione allo sviluppo in America latina e Africa, da sabato scorso ha una marcia in più: è la neonata Fondazione ProgettoMondo, formalmente costituita il 25 gennaio alla presenza del notaio Ruggero Piatelli e dei suoi soci fondatori: in primis l’associazione Mlal Onlus che continuerà naturalmente a essere cuore e promotore della Fondazione, quindi l’Ong piemontese Cisv, la Ong bolognese Amici dei Popoli e, infine, la Ong di Gorizia, Cvcs. Storie, esperienze e patrimoni che si saldano dunque assieme per affrontare con più forze e maggiori opportunità un mondo che cambia.
“Questa prima compagine – ha spiegato il neopresidente di ProgettoMondo, Mario Lonardi- costituisce il gruppo di lavoro di cui la Fondazione sarà perno, il nuovo soggetto attraverso cui tornare a esercitare il ruolo originario delle nostre rispettive associazioni, quando ancora riuscivamo ad orientare le scelte all’interno della nostra società. Per 50 anni il nostro motore sono stati infatti gli ideali. Ideali forti. La costituzione di un gruppo di soggetti diversi, oggi, ha proprio l’obiettivo di riacquistare capacità di incidenza sociale e politica e ridare gambe e voce ai nostri Progetti di cooperazione, ai tanti partenariati costruiti in America latina e Africa”.
“I grandi finanziatori – ha spiegato ancora Lonardi in occasione del dibattito pubblico dedicato a “Le ragioni di una scelta”- tenderebbero a stringerci in ambiti sempre più stretti. Ecco perché si rende urgente recuperare un nostro protagonismo, farci carico di temi da sempre scottanti e, dal piano degli ideali, farli ricadere concretamente sui processi in atto nei nostri territori”.
Naturalmente la sfida della neonata Fondazione ProgettoMondo non è a portata di mano. La crisi della cooperazione e della nostra società in generale ci dice chiaramente che la strada non è affatto in discesa. “Per questo motivo –dice Lonardi- un buon contenitore e buoni contenuti non sono più sufficienti. Dobbiamo anche saperci fare carico di una partecipazione efficace. È soltanto una partecipazione attiva, infatti, che potrà garantire, attraverso le necessarie mediazioni, una nuova condivisione tra soggetti diversi, e quindi una reale incidenza poi sulle politiche attuali”.
E di necessità di “risignificare il termine partecipazione” ha parlato a lungo anche uno dei partner di ProgettoMondo, il docente dell’Università di Bogotà (Colombia), Giangi Schibotto: “Oggi siamo tutti orfani dei tradizionali soggetti partecipativi e delle istituzioni partecipate, perché gli interessi sono dispersi e frammentati”. La ricetta –secondo lo studioso di processi politici in America latina- è dunque “sapere accettare l’attuale frammentazione, la carica di rivendicazione che c’è anche nell’inconformità,. Non ha più senso inseguire, cioè, visioni di “futuro” e di società figlie di ideologie non più attuali nelle quali ciascun soggetto occupava un posto pre-definito come in un puzzle. “Piuttosto –suggerisce il professor Schibotto- cominciamo a pensare, e lavoriamo, a un progetto comune che, adattandosi alla dinamicità del pensiero sociale e delle dinamiche economiche, restituisca un’immagine più simile al caleidoscopio. Assumiamo, insomma, la sfida della nostra complessità senza più pregiudizi antichi e resistenze moderne”.
Sabato 25 gennaio la Fondazione ProgettoMondo ha nominato il primo Cda. Oltre al presidente Mario Lonardi, ne fanno parte Federico Perotti, attuale presidente di Cisv, Paola Mariani, padovana e responsabile di Amici dei Popoli, Franco Gaggioli, goriziano e presidente di Cvcs, la bolognese Marialuisa Milani e il vicentino Gianni Cappellotto (già operatori di ProgettoMondo Mlal) e il commercialista veronese Paolo Fratta Pasini.

ufficio stampa ProgettoMondo



venerdì 24 gennaio 2014

Un altro Caribe. Arte e impegno solidale per Haiti

La musica ci diverte, ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane, ci infonde forza e speranza. Ed è forza e speranza anche in Centroamerica, ad Haiti, soprattutto ad Haiti, Paese martoriato dal giorno della sua nascita ad oggi, ininterrottamente, da ogni tipo di calamità, umana e naturale. Per questo, è stata scelta proprio la musica quale codice comunicativo, in assoluto più “globale”, per aiutare noi tutti a riflettere e a migliorare la nostra visione e il nostro ruolo sociale nel mondo.
Sabato 8 febbraio, dalle 20, al circolo Il Vecchio Mulino nel cuore del centro storico di Sassari (via Frigaglia 5), in collaborazione con l’Ong.ProgettoMondo Mlal, da quasi 50 anni protagonista della cooperazione allo sviluppo italiana in America Latina, il gruppo musicale Radioclave e il Circolo enogastronomico e culturale Il Vecchio Mulino racconteranno Haiti, la sua ricchezza e le sue problematiche, attraverso un connubio di musica, immagini, cucina caraibica e impegno solidale.
Le note dei Radioclave trasporteranno il pubblico nella mistica e briosa atmosfera caraibica, mentre le immagini del videodocumentario “Haiti nella Terra” (fresco vincitore di due premi alla VIa edizione dell’EcoFestiValPesio) accompagnate dalla diretta testimonianza di cooperanti ProgettoMondo Mlal ci aiuteranno a conoscere meglio questo piccolo Paese immerso nel mare dei Caraibi ma così distante dalle immagini da cartolina e ne metteranno in luce la situazione attuale che, a 4 anni dal terremoto, rimane ancora drammatica e, mai come oggi, il Paese avrebbe bisogno dell’aiuto concreto di tutti.
La serata propone infine un ricco buffet di assaggi caraibici. Ai partecipanti è richiesto un contributo di 20 euro. Il ricavato, escluso un rimborso per le spese vive organizzative, sarà devoluto ai progetti ad Haiti.

Haiti ha poco meno di 9 milioni di abitanti e rappresenta il Paese più povero dell’America Latina. Il grave terremoto del gennaio 2010, che ha provocato la morte di oltre 230 mila persone, ha scosso la sensibilità di tutti, in tutto il mondo portando alla ribalta delle cronache una realtà sconosciuta ai più, spesso confusa per una meta paradisiaca di vacanzieri facoltosi.
All’indomani del terremoto, si è così prontamente innescata la solidarietà e la partecipazione di Stati, Società Civile e semplici cittadini che hanno consentito di raccogliere ingenti somme di denaro e di donare un nuovo anelito di speranza per una ricostruzione profonda e integrale del Paese.
Si è detto che nulla sarebbe stato come prima. Ma oggi, a distanza di 4 anni, a che punto si trova la rinascita di Haiti? Cosa è cambiato dal quel tragico 12 gennaio 2010? Che ruolo ha giocato la Comunità Internazionale sino ad adesso?
La serata Un altro Caribe ci aiuterà a rispondere insieme a queste domande.
Per info e prenotazioni: 079.4920324 – 339 3407008

Guarda il video Haiti nella Terra



Chi sono i Radioclave?
La musica può essere rivoluzionaria? Leggendo una biografia su Gilberto Gil: Gil e un gruppo di giovanissimi musicisti brasiliani, alla fine dei ’60, oltre a inventare il tropicalismo, guidavano in piazza le manifestazioni contro il regime. Per questo hanno sofferto l’esilio, ma sono stati più forti e ora sono voci e volti che portano nel mondo note di amore e di libertà. Gil ha avvicinato Marley, gli ha dedicato un album e ne ha seguito il percorso. Chi più di Marley incarna il mito del profeta in musica di queste note di amore e libertà? Il reggae possiede mani carezzevoli e artigli aguzzi, affratella ma sa anche svegliare coscienze e denunciare ingiustizie. E che dire di Cuba? Essere giovani e non aver paura di nulla guida la coscienza/incoscienza di musicisti ribelli a Cuba: testi diretti contro i militarismi, nessuno sconto alla rivoluzione castrista, tanto amore per l’isola ed il popolo cubano, ma si guarda avanti. Dal son al funky. Teste pensanti, cuori pulsanti e tanta, tantissima libertà, questa è la rivoluzione della musica afro-latina. Cosi, nell’estate 2010, nasce RADIOCLAVE, un combo a cui partecipano musicisti appartenenti a generazioni fra loro lontane e provenienti da esperienze musicali alquanto diverse. RADIOCLAVE è un progetto musicale nato con l’idea di percorrere le rotte tracciate dalle percussioni afro-latine in un ipotetico viaggio sonoro nel mondo della musica dei nostri tempi. Lo spettacolo proposto, risente di influenze afro, infezioni cubane, febbri brasiliane e contaminazioni caraibiche. Tutto all’insegna dell’unione fra qualità e divertimento, in pieno afro-funk style, eseguito da un ensemble elettro-acustico che proviene da esperienze di musica cubana, reggae, jazz, rock-blues e etno-folk in diverse formazioni sarde. Un viaggio che non vuole essere solo musicale, ma anche di condivisione di temi globali di pace, libertà, solidarietà, giustizia sociale e vicinanza fra i popoli.
I musicisti che compongono RADIOCLAVE sono: Antonello Franca (voce), Valentina Casu (voce), Sebastiano Pacifico (congas), Jacopo Careddu (batteria), Alessandro Zizi (fisarmonica, organetto, voce), Francesco Ciuti (basso), Giuseppe Sassu (chitarra elettrica).

Cos’è ProgettoMondo Mlal?
ProgettoMondo Mlal, costituito nel 1966 con sede a Verona, è un'Organizzazione non governativa (Ong) di cooperazione internazionale che promuove Programmi di Sviluppo con l’invio di cooperanti in America latina e Africa e il sostegno dei gruppi di volontari sul territorio italiano. Presente da oltre 10 anni ad Haiti, attualmente ProgettoMondo Mlal sta realizzando 3 progetti:
Scuole per la Rinascita di Haiti: si propone la ricostruzione di 4 scuole distrutte dal terremoto del 2010, l'applicazione di nuovi programmi psico-pedagogici e la messa in atto di piani di gestione e prevenzione dei rischi, in un'area ad altissima vulnerabilità climatica e sismica.
Haiti Verde: intende costruire opportunità concrete di formazione e impiego per le donne madri di famiglia vittime del terremoto del 2010 e promuove attività di orticoltura famigliare e scolastica nella stessa area epicentro del sisma.
Nuove Energie: per fornire opportunità di accesso a fonti di energia alternative, per garantire che siano sostenibili ed ecocompatibili per l’uso domestico e per sostenere lo sviluppo del settore agricolo incrementando la qualità di vita delle famiglie rurali e contrastando il disboscamento selvaggio che contribuisce non poco ad aggravare le conseguenze dei cataclismi naturali..

In Italia, ProgettoMondo Mlal promuove l'incontro e lo scambio fra culture differenti. Con attività di informazione, educazione alla pace e allo sviluppo, incontri, seminari, campagne di solidarietà e campi scuola, per coinvolgere società civile, associazioni e il mondo della scuola.
Dal 2010 si è costituito a Sassari il gruppo ProgettoMondo Mlal Sardegna, che intende promuovere i valori che ispirano l’azione della ONG, attraverso iniziative di educazione allo Sviluppo in tutta la Sardegna. A maggio 2010, si sono realizzate a Sassari due giornate di studio su Haiti, rivolte, in particolare, ai giovani in età scolare e con la presenza di Suzy Castor, nota intellettuale haitiana che vive e lavora a Port au Prince .

martedì 21 gennaio 2014

ProgettoMondo Mlal raddoppia in nome della solidarietà. Nascono Fondazione e Onlus

ProgettoMondo Mlal raddoppia in nome della solidarietà.
Sabato 25 gennaio
sarà “battezzata” la nuova Fondazione ProgettoMondo e dato nuovo impulso alla Onlus Mlal.
Nel pomeriggio, al Tempio Votivo Cuore Immacolato di Maria di piazzale XXV aprile, dalle 14.30-17.30, incontro aperto alla cittadinanza.

La crisi finanziaria ed economica preoccupa tutti, ma volontariato e Terzo settore ne sono doppiamente coinvolti: perché a fronte di un drastico calo dei fondi a disposizione crescono a dismisura nella società i bisogni e le richieste di servizi.
Benché il Terzo Settore Italiano risulti a tutt’oggi un pilastro dell'economia e della società, con più di 300.000 organizzazioni, 1 milione di occupati, 4,8 milioni di volontari e il 4,5% del Pil di entrate, mai come oggi dimostra di non essere sufficientemente attrezzato dal punto di vista culturale, finanziario, strategico e professionale, e capace quindi di rapportarsi incisivamente con gli altri interlocutori (aziende, banche, media, istituzioni, chiese, grandi fondazioni).
“Il cambiamento profondo di cui l'Italia ha bisogno –dice Mario Lonardi presidente di ProgettoMondo Mlal- nessuno può garantirlo da solo. Né le istituzioni, né i partiti, né le organizzazioni sociali possono essere autosufficienti. Ma tutti questi attori possono e devono fare, nel reciproco rispetto dei loro diversi ruoli, la propria parte in uno sforzo collettivo”.
Dunque, alla soglia del suo cinquantesimo compleanno ProgettoMondo Mlal cambia e raddoppia. Ciò che, da fine anni Sessanta, è stato il primo movimento di missionari laici impegnati in America Latina (l’allora M.L.A.L.) al fianco di diseredati e oppressi, e che da allora, grazie all’alleanza con le nostre istituzioni, ha continuato ininterrottamente a costruire progetti di sviluppo per i Paesi più trascurati dai grandi organismi di aiuto internazionale, scommette oggi sull’innovazione e costituisce insieme ad altre organizzazioni non governative del nord e centro Italia la Fondazione ProgettoMondo.
Ciò nonostante non rinuncerà al suo cuore, anzi. L’ex movimento di volontari internazionali, protagonista per 4 decenni di un impegno incondizionato e coraggioso, resterà presidio sul territorio sotto forma di associazione di solidarietà, MLAL Onlus, socio fondatore della Fondazione, custode e motore del patrimonio di esperienze e relazioni accumulato fino ad oggi, ponte tra popoli e culture.
Così, sabato 25 gennaio, i soci di ProgettoMondo Mlal torneranno a riunirsi per l’ultima volta. Nel corso della mattina, sarà infatti “battezzata” la nuova Fondazione ProgettoMondo e dato nuovo impulso alla Onlus Mlal con l’apertura di nuove iscrizioni e un proprio statuto.
Nel pomeriggio, invece (14.30-17.30, Tempio Votivo Cuore Immacolato di Maria di piazzale XXV aprile), con un incontro al quale è invitata la cittadinanza, verranno tracciate le prossime sfide della cooperazione internazionale alla luce delle nuove esigenze di partecipazione e di cittadinanza (relatore prof Giangi Schibotto, università di Bogotà, Colombia) e dei modelli di sviluppo in atto in America latina (relatore Mario Mancini, Perù), sempre in relazione alla battaglia in difesa dei diritti umani che ancora oggi ci impegna come cittadini del mondo in più continenti (Viera Schioppetto, Marocco). Sarà Mario Lonardi, primo presidente della nuova Fondazione a dare le coordinate di questo nuovo impegno internazionale che, attraverso la Fondazione ProgettoMondo, ancora una volta, nasce nella capitale della solidarietà, Verona.
“Il no profit –dice Mario Lonardi già presidente di ProgettoMondo Mlal per 5 anni- non può più giocare da solo. La nostra società ha bisogno di ampie aggregazioni, reti aperte e pronte, network tra enti no profit e profit. Il mondo non profit rimane indispensabile per gestire le aree del Welfare che l'intervento pubblico lascia scoperte, per dare risposta a tutte le istanze provenienti dalla società. Ecco perché ProgettoMondo si rimette in gioco dopo quasi 50 anni di instancabile e riconosciuto impegno. Avrà naturalmente bisogno di tutte le realtà presenti nella nostra società alle quali a sua volta è in grado di offrire concrete opportunità per partecipare e cooperare a livello internazionale.

Aggiungiamo un posto a tavola! Il 26 gennaio al PalaOlimpia di Verona

Aggiungiamo un posto a tavola!
26 gennaio, ore 17 

ProgettoMondo Mlal al PalaOlimpia di Verona
per sostenere le mamme del Burkina Faso


500 gr di riso vialone nano, offerto dall’Azienda Agricola LaPila (Verona), confezionato in coloratissime stoffe africane, per sostenere circa 50mila madri e i loro piccoli con un piatto sano e nutriente al giorno e garantire il diritto al cibo in Africa, laddove fame e malnutrizione colpiscono ancora milioni di persone.

Questa è la ricetta di ProgettoMondo Mlal che con la campagna “Io non mangio da solo” accompagnerà le mamme e future mamme della regione di Cascades del Burkina Faso nella crescita dei loro figli, perché possano disporre di strumenti e conoscenze utili per nutrirsi e nutrirli con alimenti sani ed equilibrati.

Per aiutarci in questo progetto, l’Ong veronese vi accoglierà con i suoi sacchettini di riso all’ingresso del PalaOlimpia il 26 gennaio, a partire dalle ore 17, in occasione della partita di volley Calzedonia Verona - Altotevere Città di Castello. Con una piccola offerta non solo porterete nelle vostre case un sacchettino di ottimo riso, ma regalerete un posto a tavola a un bambino e alla sua mamma, l’intero ricavato infatti andrà a finanziare il programma “Mamma!”, in Burkina Faso.

Non mangiamo da soli,
sentiamoci tutti un po’ più MAMME!

Per saperne di più, consultate il nostro sito www.progettomondomlal.org, telefonate allo 045 8102105, o scrivete all’Ufficio Solidarietà: sostegno@mlal.org.

martedì 14 gennaio 2014

Laboratorio di cittadinanza europea a Verona

Per due giorni Verona diventa il laboratorio europeo della “Educazione alla cittadinanza mondiale”.
Giovedì 16 e venerdì 17 gennaio, infatti, si svolgerà nella città scaligera, precisamente nella sala conferenze dell’hotel San Marco, il primo meeting internazionale di lavoro del progetto “Eduglocal”, guidato da ProgettoMondo Mlal.
Il progetto è stato approvato e finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma LLP-Comenius, dopo una selezione durissima che ha visti approvate 34 idee progettuali sulle 274 presentate da organizzazioni di tutto il continente. Accanto a “ProgettoMondo Mlal” lavorano il Consorzio italiano degli Istituti Professionali, la Provincia spagnola di Avila, il provveditorato agli studi del Nord Egeo in rappresentanza della Grecia, la sezione nazionale rumena di “Save the Children” e il centro svedese di formazione degli insegnanti “Elderberry”.
Sono due gli obiettivi concreti di “Eduglocal”. Il primo è elaborare un manuale digitale che aiuti gli studenti e i loro insegnanti a navigare nell’arcipelago delle “sfide globali”: pace, diritti umani, ambiente, immigrazione, economia sostenibile, consumo responsabile. Non il classico “libro di testo”, perciò, ma uno strumento didattico costituito da materiali video, casi di studio, giochi, esercizi di “problem solving”, per aiutare i ragazzi, non solo ad acquisire nuove conoscenze, ma soprattutto a diventare cittadini attivi e responsabili, nella comunità locale come nel “villaggio globale”.
Il secondo obiettivo sarà studiare e diffondere, in tutta Europa, le buone pratiche di collaborazione tra scuole e associazioni della società civile, centrate sui temi della giustizia sociale e della tutela dell’ambiente: collaborazioni che, anche in questo caso, possono guardare “vicino e lontano”, sia alla situazione specifica di una comunità locale che all’ampio orizzonte della cooperazione internazionale, soprattutto con i paesi più poveri del Pianeta.
Il meeting di Verona si aprirà proprio con la presentazione, da parte di ProgettoMondo Mlal, di uno studio su una ventina di buone pratiche selezionate dai Partner di “Eduglocal”.

Per informazioni: educazione@mlal.orgwww.progettomondomlal.org