Migrazioni e cooperazione, emancipazione sociale e democratica, innovazione economica, nuove relazioni di cooperazione con i paesi di origine e di transito dei migranti. È quanto chiedono FOCSIV, Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, Centro Astalli di Roma e Fondazione Missio nella lettera aperta ai candidati europei su migrazioni e cooperazione resa pubblica in questi giorni (in allegato).
“La lettera, che chiediamo a quanti condividono di sottoscrivere attraverso Change, propone ai candidati alle elezioni europee impegni precisi in tema di migrazioni – spiega il Presidente Focsiv Gianfranco Cattai – per promuovere una nuova politica europea di accoglienza dei migranti fondata sul rispetto dei diritti umani, su una diffusa rete di servizi in sussidiarietà con le comunità locali, con azioni alternative ai centri e alla inumana detenzione amministrativa”.
L’appello a votare per una Europa aperta, coraggiosa, rivolta allo sviluppo umano integrale e al bene comune, dove i migranti costituiscono un valore aggiunto, e a sottoscrivere la lettera, è rivolto a tutti ma in particolare ai giovani che il 25 maggio eserciteranno per la prima volta il loro diritto di voto.
“La democrazia, infatti, è un bene prezioso di cui godiamo in Europa, ma a cui non siamo più abituati a dare il giusto peso e valore” aggiunge Cattai sottolineando l’importanza di andare a votare con coscienza e consapevolezza e ricordando come ancora oggi troppi fratelli e sorelle in tutto il mondo, dalla Siria all’Ucraina, per vedere riconosciuto questo diritto stanno immolando la propria vita.
Come ha affermato Papa Francesco nella sua visita privata al Centro Astalli di Roma (Jesuit Refugee Service/ Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati), “siamo profondamente convinti – conclude Cattai – citando il Papa, della necessità di mostrare che con l’accoglienza e la fraternità si può aprire una finestra sul futuro, più che una finestra, una porta, e più si può avere ancora un futuro!”.
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giovedì 8 maggio 2014
giovedì 26 settembre 2013
Mirko, in Bolivia con i giovani detenuti
Mirko Olivati, classe 1985, si prepara a raggiungere i giovani detenuti boliviani che popolano il Centro Qalauma.
Il giovane veronese, che ha già alle spalle varie esperienze di insegnamento e di attività educative rivolte ai minori, oltre che doppia laurea in sociologia della letteratura e in letterature comparate, è infatti stato selezionato da ProgettoMondo Mlal per un’esperienza di sei mesi nel paese andino con il Servizio Volontario Europeo.
All’inizio di novembre, Mirko lascerà quindi l’Italia per trasferirsi a La Paz fino al 30 aprile, dove affiancherà la nostra equipe locale nella pianificazione e gestione di workshop artistici con i giovani detenuti e di atelier ludico ricreativi nel primo carcere minorile di tutta la Bolivia,inaugurato da ProgettoMondo Mlal nel febbraio del 2011.
Il volontario, dovrà inoltre promuovere le attività di Qalauma nella comunità boliviana, aggiornando portale web e blog e comunicando quindi il lavoro svolto per il reinserimento nella società, utile all’intera collettività, di chi, non ancora maggiorenne, si è ritrovato a dovere fare i conti con la giustizia.
La Bolivia presenta un Indice di Sviluppo Umani tra i più bassi dell’America Latina. Il 40% della popolazione ha meno di 15 anni. I giovani appartenenti alle classi sociali più vulnerabili sono a forte rischio di emarginazione e la criminalità è vista come una via d'uscita dalla povertà. Ai giovani detenuti viene spesso negato l'accesso a beni sociali primari: istruzione, salute e cultura, compromettendo così le loro capacità di reintegrazione. A fronte di ciò, ProgettoMondo Mlal e ISEAT collaborano alla piena inclusione di attività culturali nel programma di riabilitazione del Centro di recupero giovanile “Qalauma” di La Paz. In questo contesto, il progetto SVE “Giovani per Qalauma” offre a 2 ragazzi europei (uno italiano e uno polacco) la possibilità di essere protagonisti di un’esperienza formativa unica e stimolante.
La prossima opportunità, per i giovani italiani, arriverà nei primi giorni di ottobre, con la pubblicazione del bando per il Servizio civile in Italia e all’estero 2014 (con partenza in febbraio). I posti disponibili per partecipare all’esperienza tramite ProgettoMondo Mlal sono 16 (4 in Italia e 12 all’estero), e le destinazioni senz’altro affascinanti : dal Marocco al Mozambico fino alla Bolivia e al Guatemala. Per informazioni sul bando www.serviziocivile.it – www.progettomondomlal.org.
Il giovane veronese, che ha già alle spalle varie esperienze di insegnamento e di attività educative rivolte ai minori, oltre che doppia laurea in sociologia della letteratura e in letterature comparate, è infatti stato selezionato da ProgettoMondo Mlal per un’esperienza di sei mesi nel paese andino con il Servizio Volontario Europeo.
All’inizio di novembre, Mirko lascerà quindi l’Italia per trasferirsi a La Paz fino al 30 aprile, dove affiancherà la nostra equipe locale nella pianificazione e gestione di workshop artistici con i giovani detenuti e di atelier ludico ricreativi nel primo carcere minorile di tutta la Bolivia,inaugurato da ProgettoMondo Mlal nel febbraio del 2011.
Il volontario, dovrà inoltre promuovere le attività di Qalauma nella comunità boliviana, aggiornando portale web e blog e comunicando quindi il lavoro svolto per il reinserimento nella società, utile all’intera collettività, di chi, non ancora maggiorenne, si è ritrovato a dovere fare i conti con la giustizia.
La Bolivia presenta un Indice di Sviluppo Umani tra i più bassi dell’America Latina. Il 40% della popolazione ha meno di 15 anni. I giovani appartenenti alle classi sociali più vulnerabili sono a forte rischio di emarginazione e la criminalità è vista come una via d'uscita dalla povertà. Ai giovani detenuti viene spesso negato l'accesso a beni sociali primari: istruzione, salute e cultura, compromettendo così le loro capacità di reintegrazione. A fronte di ciò, ProgettoMondo Mlal e ISEAT collaborano alla piena inclusione di attività culturali nel programma di riabilitazione del Centro di recupero giovanile “Qalauma” di La Paz. In questo contesto, il progetto SVE “Giovani per Qalauma” offre a 2 ragazzi europei (uno italiano e uno polacco) la possibilità di essere protagonisti di un’esperienza formativa unica e stimolante.
La prossima opportunità, per i giovani italiani, arriverà nei primi giorni di ottobre, con la pubblicazione del bando per il Servizio civile in Italia e all’estero 2014 (con partenza in febbraio). I posti disponibili per partecipare all’esperienza tramite ProgettoMondo Mlal sono 16 (4 in Italia e 12 all’estero), e le destinazioni senz’altro affascinanti : dal Marocco al Mozambico fino alla Bolivia e al Guatemala. Per informazioni sul bando www.serviziocivile.it – www.progettomondomlal.org.
mercoledì 21 agosto 2013
In Bolivia con la proposta SVE di ProgettoMondo Mlal
Questa volta la destinazione è La Paz, al fianco dei giovani detenuti boliviani. Continuano le proposte di ProgettoMondo Mlal per i ragazzi europei alla caccia di nuove esperienze di crescita personale e formativa.
Ancora una volta l’occasione arriva dal Servizio volontario europeo che offre l’opportunità, a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e non ha già svolto un servizio Sve superiore ai 2 mesi, di volare fino in Bolivia.
La durata del servizio, a cui bisogna candidarsi entro il 13 settembre, è di sei mesi e prevede un’esperienza ad alto contenuto formativo, affiancando gli operatori sul campo nella realizzazione di laboratori artistici e ludico-ricreativi con i giovani detenuti del carcere minorile Qalauma.
In Bolivia il 40% della popolazione ha meno di 15 anni e i giovani delle classi sociali più vulnerabili sono a forte rischio di emarginazione, scambiando la criminalità per una via d'uscita dalla povertà. Una volta che vengono reclusi, sono spesso privati dell’accesso a beni sociali primari, come istruzione, salute e cultura, il che non fa che compromettere le loro capacità di reintegrazione. A fronte di ciò, ProgettoMondo Mlal e ISEAT collaborano alla piena inclusione di attività culturali nel programma di riabilitazione del Centro di recupero giovanile “Qalauma” di La Paz, dove sono attesi due volontari europei: uno italiano e uno polacco.
La partenza è fissata al primo novembre, con ritorno il 30 aprile, e le attività dei ragazzi selezionati, oltre alla pianificazione e all’affiancamento in workshop artistici, prevedono anche la promozione delle attività artistiche e ricreative di Qalauma e la loro visibilità alla comunità, anche tramite aggiornamento del portale web e del blog.
Si tratta della seconda proposta SVE offerta dalla nostra organizzazione, dopo la recente selezione della giovane veronese, Marta Barin, che nei prossimi giorni raggiungerà la Polonia per prestare servizio in un asilo comunale di Czestochowa con attività educative e di pianificazione.
Clicca qui per il link diretto a informazioni e candidatura!
martedì 13 agosto 2013
Marta, volontaria Sve per i bambini della Polonia
È veronese e sta per compiere 21 anni
la giovane selezionata da ProgettoMondo Mlal per un'esclusiva
esperienza di volontariato in Polonia.
Marta Barin, già educatrice in asili
nido e scuole materne, ha un diploma come dirigente di comunità, e a
settembre raggiungerà Czestochowa per la prima proposta SVE della
nostra organizzazione.
L´opportunità, riservata ai giovani
tra i 18 e i 30 anni, prevede proprio di prestare servizio in un
asilo comunale di Czestochowa, la città che ospita il celebre
santuario dedicato alla Madonna nera, con attività quindi educative
e di pianificazione. L´asilo comprende 14 insegnanti e 145 allievi
dai tre ai sei anni e le ore settimanali di servizio sono 35.
La durata dell´esperienza di volontariato internazionale che avrà per protagonista Marta, durerà nove mesi e vedrà la giovane impegnata a collaborare con gli insegnanti, supportandoli nello svolgimento delle attività scolastiche ed extra scolastiche con i bambini.
Le attività giornaliere comprendono lo sviluppo del linguaggio, l´approccio ai concetti matematici, laboratori d´arte, di musica, di ecologia, laboratori per lo sviluppo sociale ed emotivo, attività sportive e all´aperto.
La durata dell´esperienza di volontariato internazionale che avrà per protagonista Marta, durerà nove mesi e vedrà la giovane impegnata a collaborare con gli insegnanti, supportandoli nello svolgimento delle attività scolastiche ed extra scolastiche con i bambini.
Le attività giornaliere comprendono lo sviluppo del linguaggio, l´approccio ai concetti matematici, laboratori d´arte, di musica, di ecologia, laboratori per lo sviluppo sociale ed emotivo, attività sportive e all´aperto.
giovedì 25 luglio 2013
A possible world
I ragazzi di 4 Paesi d’Europa si mettono in gioco per un nuovo Mondo possibile. Si fanno cioè essi stessi protagonisti e provano a rispondere con le proprie testimonianze ed esperienze alla sfida posta dal Settimo Obiettivo del Millennio: la sostenibilità del pianeta è alla nostra portata?
Per avere una risposta –seppure parziale- alla domanda del secolo bisognerà naturalmente attendere la fine del Progetto “A Possible world”, promosso da ProgettoMondo Mlal (Italia) insieme alle Ong Kate (Germania), Czart (Polonia), Breza (Croazia), in partenariato con l’associazione africana AN KA HERE SO (Burkina Faso), e grazie all’appoggio e finanziamento dell’Unione Europea. Ma nel frattempo c’è moltissimo da lavorare.
La prima condizione sine qua non per la riuscita del progetto è infatti che alla sfida aderiscano e scelgano di partecipare molti altri ragazzi (dai 15 ai 24 anni). Le modalità sono tante e a misura di ciascuno: si può semplicemente partecipare al dibattito su Facebook (A possible world – Italy) con idee, consigli e materiali di approfondimento e postandoli a propria volta ad amici e conoscenti; ma si può anche diventare protagonisti del progetto e, in prima persona, contribuire alla denuncia, discussione e anche alla progettazione di nuove proposte; si può intervenire nei tanti eventi pubblici in programma in altrettante piazze d’Europa misurandosi con provocazioni e approfondimenti proposti dalla apposite installazioni multimediali ideate dal Progetto e da giovani di Haiti e Burkina Faso; si può e si deve registrare la propria voce perché risuoni alta e chiara in molte altre piazze di ragazzi dichiarando un proprio impegno concreto; si può crescere grazie alle esperienze di volontario cittadino co-progettate da ragazzi ed educatori per una città sostenibile e amica dell’ambiente, e si possono coinvolgere i propri amici nella pianificazione di iniziative civiche (flash mobs, piccoli eventi..) per diventare attivisti per il 7° Obiettivo del Millennio!
Si può infine fare parte del gruppo di 12 ragazzi che andranno a conoscere la realtà del Burkina Faso e saranno ponte ideale tra Europa e continente africano in nome di un Possible World per tutti.
Pionieri del primo evento europeo di A Possible world sono stati, nelle settimane scorse, i ragazzi tedeschi di Stoccarda che partecipando all’annuale Festa della Cultura, hanno testato le proposte multimediali e affidato le loro opinioni ora pubblicate sul web. Il prossimo appuntamento è già per il 2 agosto di nuovo a Stoccarda e successivamente in Croazia e in Polonia.
In Italia sono previsti eventi a Verona (in settembre Al Vrban Festival e alla Notte Bianca di Villafranca, in ottobre al Palazzetto dello Sport e in novembre in Fiera alla manifestazione Job&Orienta).
Sfondo e strumento del progetto è l’omonimo video pubblicato su youtube in 5 lingue che con immagini spettacolari, condensate nello spot qui sotto, racconta i tanti habitat del nostro pianeta. Riscoprendo in un’unica veloce carrellata i deserti, le pianure incontaminate, le cime immacolate, le campagne rigogliose, i mari, i laghi e i fiumi, e anche le città, i villaggi, gli animali, le piante e i fiori che ancora rendono unico e sempre diverso il nostro pianeta sarà forse un po’ più difficile, anche per i più giovani, continuare a delegare al mondo degli adulti la custodia del nostro pianeta e, forse, verrà spontaneamente più facile provare a rispondere alla domanda di partenza con un primo concreto contributo: “Questo è il mio mondo possibile, My Possible world!”.
Per avere una risposta –seppure parziale- alla domanda del secolo bisognerà naturalmente attendere la fine del Progetto “A Possible world”, promosso da ProgettoMondo Mlal (Italia) insieme alle Ong Kate (Germania), Czart (Polonia), Breza (Croazia), in partenariato con l’associazione africana AN KA HERE SO (Burkina Faso), e grazie all’appoggio e finanziamento dell’Unione Europea. Ma nel frattempo c’è moltissimo da lavorare.
La prima condizione sine qua non per la riuscita del progetto è infatti che alla sfida aderiscano e scelgano di partecipare molti altri ragazzi (dai 15 ai 24 anni). Le modalità sono tante e a misura di ciascuno: si può semplicemente partecipare al dibattito su Facebook (A possible world – Italy) con idee, consigli e materiali di approfondimento e postandoli a propria volta ad amici e conoscenti; ma si può anche diventare protagonisti del progetto e, in prima persona, contribuire alla denuncia, discussione e anche alla progettazione di nuove proposte; si può intervenire nei tanti eventi pubblici in programma in altrettante piazze d’Europa misurandosi con provocazioni e approfondimenti proposti dalla apposite installazioni multimediali ideate dal Progetto e da giovani di Haiti e Burkina Faso; si può e si deve registrare la propria voce perché risuoni alta e chiara in molte altre piazze di ragazzi dichiarando un proprio impegno concreto; si può crescere grazie alle esperienze di volontario cittadino co-progettate da ragazzi ed educatori per una città sostenibile e amica dell’ambiente, e si possono coinvolgere i propri amici nella pianificazione di iniziative civiche (flash mobs, piccoli eventi..) per diventare attivisti per il 7° Obiettivo del Millennio!
Si può infine fare parte del gruppo di 12 ragazzi che andranno a conoscere la realtà del Burkina Faso e saranno ponte ideale tra Europa e continente africano in nome di un Possible World per tutti.
Pionieri del primo evento europeo di A Possible world sono stati, nelle settimane scorse, i ragazzi tedeschi di Stoccarda che partecipando all’annuale Festa della Cultura, hanno testato le proposte multimediali e affidato le loro opinioni ora pubblicate sul web. Il prossimo appuntamento è già per il 2 agosto di nuovo a Stoccarda e successivamente in Croazia e in Polonia.
In Italia sono previsti eventi a Verona (in settembre Al Vrban Festival e alla Notte Bianca di Villafranca, in ottobre al Palazzetto dello Sport e in novembre in Fiera alla manifestazione Job&Orienta).
Sfondo e strumento del progetto è l’omonimo video pubblicato su youtube in 5 lingue che con immagini spettacolari, condensate nello spot qui sotto, racconta i tanti habitat del nostro pianeta. Riscoprendo in un’unica veloce carrellata i deserti, le pianure incontaminate, le cime immacolate, le campagne rigogliose, i mari, i laghi e i fiumi, e anche le città, i villaggi, gli animali, le piante e i fiori che ancora rendono unico e sempre diverso il nostro pianeta sarà forse un po’ più difficile, anche per i più giovani, continuare a delegare al mondo degli adulti la custodia del nostro pianeta e, forse, verrà spontaneamente più facile provare a rispondere alla domanda di partenza con un primo concreto contributo: “Questo è il mio mondo possibile, My Possible world!”.
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mercoledì 1 agosto 2012
Centri didattici per uno sviluppo sostenibile
Da un lato i bambini e i giovani protagonisti
dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Dall’altro, l’arte sociale come
veicolo di una nuova consapevolezza sul 7° Obiettivo del Millennio, quello che
lega ambiente, economia sostenibile e
lotta alla povertà estrema. Sono questi i cardini del progetto “We are the planet”, cofinanziato dall’Unione europea, guidato dalla Provincia di Teramo e
al quale partecipano ProgettoMondo Mlal, l’associazione di artisti “Solstizio”,
la Diputacion provincial di Avila
(Spagna), la Municipalità di Strovolos (Cipro) e quella di Nova Gorica
(Slovenia).
La prima fase del progetto ha visto la nascita di un Centro
didattico per il 7° Obiettivo del Millennio in ciascuno dei quattro territori
coinvolti. Si tratta di centri permanenti che svolgeranno attività sia di
formazione (rivolta a insegnanti, educatori, animatori e direttamente agli
stessi bambini e giovani), sia di informazione e documentazione. A Teramo il
centro è ospitato nell’università locale, a Nova Gorica in una struttura
dedicata all’educazione non formale degli adulti, ad Avila è invece nel
laboratorio di educazione ambientale
“Naturavila” e a Strovolos si trova in uno spazio pubblico ricavato in una
grotta all’interno di un parco urbano.
Chiuderà il progetto, nel 2014, la realizzazione di
quattro installazioni di arte urbana e
sociale e la creazione di una piattaforma web – l’ “Architettura
dell’Intelligenza” - che connetta stabilmente tutte le persone e le
organizzazioni impegnate sui temi della sostenibilità ambientale, economica e
sociale.
ProgettoMondo Mlal ha svolto un ruolo determinante
nell’ideazione e presentazione del progetto e sta lavorando adesso sulla parte
didattica e sulla costruzione di
rapporti di amicizia e cooperazione
tra bambini e giovani europei e africani.
venerdì 25 maggio 2012
Servizio volontario europeo
La nostra Organizzazione ha ottenuto l'accreditamento da parte dell'Agenzia Nazionale Giovani che le consentirà di coordinare progetti e inviare volontari nell'ambito del Servizio Volontario Europeo (SVE).
Il SVE è l'Azione 2 del Programma “Gioventù in Azione” dell’Unione Europea che, quale Servizio di apprendimento, offre la possibilità ai giovani europei, dai 18 ai 30 anni, di fare un'esperienza nel mondo del volontariato, apprendere nuove competenze, nuove lingue e vivere un'esperienza di impegno e crescita. E' un Servizio di apprendimento nel senso che riconosce valore all'apprendimento non formale che favorisce lo sviluppo personale e sociale, e all’apprendimento informale che permette di imparare attraverso la pratica. I principi del SVE sono la dimensione interculturale dell’esperienza, il ruolo attivo del volontario e la piena accessibilità per i giovani, anche con minori opportunità, ad esempio ostacoli economi o sociali.
Il SVE prevede, infatti, che i giovani vengano selezionati più per la motivazione che li spinge a mettersi in gioco in un'esperienza di volontariato in Europa come nel resto del mondo, che per la formazione accademica o professionale.
Come tutti i Programmi europei, anche per il SVE, è necessario concorrere a un bando. Per ProgettoMondo Mlal si tratta di utilizzare il SVE per promuovere esperienze di volontariato brevi (minimo 15 giorni) e più lunghe (massimo 1 anno) nei nostri progetti nei Paesi in Via di Sviluppo. Uno strumento in più per favorire la partecipazione e il protagonismo dei giovani.
info: educazione@mlal.org
Il SVE è l'Azione 2 del Programma “Gioventù in Azione” dell’Unione Europea che, quale Servizio di apprendimento, offre la possibilità ai giovani europei, dai 18 ai 30 anni, di fare un'esperienza nel mondo del volontariato, apprendere nuove competenze, nuove lingue e vivere un'esperienza di impegno e crescita. E' un Servizio di apprendimento nel senso che riconosce valore all'apprendimento non formale che favorisce lo sviluppo personale e sociale, e all’apprendimento informale che permette di imparare attraverso la pratica. I principi del SVE sono la dimensione interculturale dell’esperienza, il ruolo attivo del volontario e la piena accessibilità per i giovani, anche con minori opportunità, ad esempio ostacoli economi o sociali.
Il SVE prevede, infatti, che i giovani vengano selezionati più per la motivazione che li spinge a mettersi in gioco in un'esperienza di volontariato in Europa come nel resto del mondo, che per la formazione accademica o professionale.
Come tutti i Programmi europei, anche per il SVE, è necessario concorrere a un bando. Per ProgettoMondo Mlal si tratta di utilizzare il SVE per promuovere esperienze di volontariato brevi (minimo 15 giorni) e più lunghe (massimo 1 anno) nei nostri progetti nei Paesi in Via di Sviluppo. Uno strumento in più per favorire la partecipazione e il protagonismo dei giovani.
info: educazione@mlal.org
lunedì 4 luglio 2011
Per la riduzione del 30% dei gas serra
Le crisi alimentari del 2007-2008 hanno segnato profondamente la lotta alla fame e alla povertà mettendo a rischio i limitati progressi raggiunti nell'ultima decade. Il Segretario Generale della FOCSIV, Sergio Marelli, ha inviato una lettera agli europarlamentari italiani per ricordare che l’Unione Europea “deve assumere la leadership della comunità internazionale in tema di lotta ai cambiamenti climatici aumentando gli impegni degli Stati membri per la riduzione delle emissioni inquinanti” cominciando a votare, senza esitazione, il taglio del 30% dei gas serra rispetto ai livelli del 1990.
Di seguito la lettera completa:
Roma 4 luglio 2011
Ai Sigg. Europarlamentari italiani
OGGETTO: votazione per la riduzione del 30% dei gas serra – Strasburgo 5 luglio 2011
Egregio/Gentili Onorevole,
Le crisi alimentari del 2007-2008 hanno segnato profondamente la lotta alla fame ed alla povertà mettendo a rischio i limitati progressi raggiunti nell'ultima decade. Allo stesso tempo hanno mostrato come il problema della volatilità dei prezzi delle commodities agricole è paradigmatica dei problemi strutturali dei loro mercati. Contemporaneamente sempre più Paesi in Via di Sviluppo si trovano a dover fronteggiare modelli estremi di clima e a dover competere per l’uso della terra, mettendo ulteriormente a rischio di povertà molte persone e indebolendo il lavoro di sviluppo fatto dalle passate generazioni.
L’Unione Europea, nell’insieme, non solo detiene il potere politico per sviluppare azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico, ma deve riconoscere il vincolo morale di muoversi in tale direzione.
CISDE, la rete di Organizzazioni di Sviluppo della Chiesa di Europa e Nord America che raggruppa 14 membri europei tra cui la FOCSIV, ha potuto costatare direttamente gli effetti immediati dei cambiamenti climatici sulle comunità più povere in termini di danni ambientali e umani, nonché l’aumento di costi economici provocati da tali stravolgimenti.
L’Unione Europea deve assumere la leadership della comunità internazionale in tema di lotta ai cambiamenti climatici aumentando gli impegni degli Stati membri per la riduzione delle emissioni inquinanti. Secondo gli esperti in materia, nessuna riduzione inferiore al 40% potrà facilitare la prevenzione di un catastrofico cambiamento del nostro clima.
Questa settimana, siete chiamati a votare il taglio del 30% dei gas serra rispetto ai livelli del 1990. Vi chiediamo di farlo senza esitazione contrastando lo scetticismo regnante riguardo la reale possibilità di contrastare i cambiamenti climatici.
Una riduzione del 30% costituisce un grande passo avanti e l’avvio di una transizione europea verso un’ economia a basso impatto ambientale, che favorisce l’occupazione nelle energie rinnovabili, meno dipendente dalle importazioni di combustibili fossili e che tutela la salute dei cittadini della UE e del mondo.
Il successo della lotta ai cambiamenti climatici dipende da un’azione concertata a livello internazionale nella quale la UE può e deve giocare un ruolo di primo piano.
Il Segretario Generale
Sergio Marelli
Di seguito la lettera completa:
Roma 4 luglio 2011
Ai Sigg. Europarlamentari italiani
OGGETTO: votazione per la riduzione del 30% dei gas serra – Strasburgo 5 luglio 2011
Egregio/Gentili Onorevole,
Le crisi alimentari del 2007-2008 hanno segnato profondamente la lotta alla fame ed alla povertà mettendo a rischio i limitati progressi raggiunti nell'ultima decade. Allo stesso tempo hanno mostrato come il problema della volatilità dei prezzi delle commodities agricole è paradigmatica dei problemi strutturali dei loro mercati. Contemporaneamente sempre più Paesi in Via di Sviluppo si trovano a dover fronteggiare modelli estremi di clima e a dover competere per l’uso della terra, mettendo ulteriormente a rischio di povertà molte persone e indebolendo il lavoro di sviluppo fatto dalle passate generazioni.
L’Unione Europea, nell’insieme, non solo detiene il potere politico per sviluppare azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico, ma deve riconoscere il vincolo morale di muoversi in tale direzione.
CISDE, la rete di Organizzazioni di Sviluppo della Chiesa di Europa e Nord America che raggruppa 14 membri europei tra cui la FOCSIV, ha potuto costatare direttamente gli effetti immediati dei cambiamenti climatici sulle comunità più povere in termini di danni ambientali e umani, nonché l’aumento di costi economici provocati da tali stravolgimenti.
L’Unione Europea deve assumere la leadership della comunità internazionale in tema di lotta ai cambiamenti climatici aumentando gli impegni degli Stati membri per la riduzione delle emissioni inquinanti. Secondo gli esperti in materia, nessuna riduzione inferiore al 40% potrà facilitare la prevenzione di un catastrofico cambiamento del nostro clima.
Questa settimana, siete chiamati a votare il taglio del 30% dei gas serra rispetto ai livelli del 1990. Vi chiediamo di farlo senza esitazione contrastando lo scetticismo regnante riguardo la reale possibilità di contrastare i cambiamenti climatici.
Una riduzione del 30% costituisce un grande passo avanti e l’avvio di una transizione europea verso un’ economia a basso impatto ambientale, che favorisce l’occupazione nelle energie rinnovabili, meno dipendente dalle importazioni di combustibili fossili e che tutela la salute dei cittadini della UE e del mondo.
Il successo della lotta ai cambiamenti climatici dipende da un’azione concertata a livello internazionale nella quale la UE può e deve giocare un ruolo di primo piano.
Il Segretario Generale
Sergio Marelli
martedì 1 febbraio 2011
Buone pratiche di sostenibilità a Terra Futura
Chi può decidere delle risorse della Terra? Chi stabilire quali uomini e quali popoli possano goderne più di altri? E ancora, chi decretare dove e cosa produrre? Di buone pratiche di sostenibilità e cura dei beni comuni si parlerà nella nuova edizione di Terra Futura, che si terrà a Fortezza da Basso (Firenze) dal 20 al 22 maggio. A dieci anni dal primo World social Forum, l’evento della sostenibilità mette quindi al centro “La cura dei beni comuni”. Una cura che - considerato il disinteresse evidente o l’incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni.Una tematica che sta particolarmente a cuore anche a ProgettoMondo Mlal, impegnata in programmi di edilizia popolare e sviluppo locale partecipativo, come quello in corso nelle province di Cordoba e Santa Fe in Argentina (“Habitando”), ma anche in progetti come quello appena avviato ad Haiti (“Nuove energie”) a partire dalle nuove politiche ambientali promosse dall’Unione Europea a favore dei paesi in via di sviluppo.
Nel 2010, secondo il Global Footprint Network, si è varcata la soglia critica oltre la quale il consumo globale delle risorse naturali ha superato il tasso con cui la natura le rigenera. Il ritardo è già grave e una gestione finalmente responsabile e sostenibile non si può più rimandare: oltre all’irrimediabile danno ambientale, altrimenti, c’è anche il rischio che vengano meno molti diritti come la salute, l’equità sociale, il lavoro, la sicurezza, l’educazione e l’informazione… Così si legge nel Position Paper, il documento condiviso che riassume la visione politica dei partner di Terra Futura
«Ciò che Terra Futura chiede da anni - spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, – è un nuovo contratto sociale “a responsabilità collettiva”. Le contraddizioni del modello di sviluppo attuale se da una parte generano continue crisi dall'altra hanno prodotto pratiche e idee di economia di mercato basate sulla responsabilità, la relazione, la sostenibilità. Finalmente la necessità di riconvertire l’economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un’esigenza e un’opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile».
martedì 16 novembre 2010
Cooperazione locale, sviluppo internazionale
La cooperazione sociale non teme troppo la crisi e, anzi, si candida a fornire un possibile modello per affrontarla anche in tema di cooperazione internazionale allo sviluppo. Il movimento della cooperazione risulta in forte crescita. Nata in Italia, Spagna e Francia la cooperazione sociale oggi costituisce la metà dell’intero impegno in Europa. Ma Cina e Paesi dell’Est non stanno certo a guardare: forti di un maggior dinamismo e tensione al cambiamento, il movimento cooperativo più “giovane” si prepara anzi a mettere in rete il mondo.
La ricetta pare semplice: più leggerezza uguale maggiore flessibilità. Più flessibilità uguale più dinamismo, e quindi accesso semplificato a un ventaglio più ricco di scelte e opportunità di lavoro. Che, a fronte di una congiuntura come quella di questi mesi, non è poca cosa.
Questo almeno è quanto ha sostenuto Bruno Roelants, segretario generale del Cicopa e membro del Cecop - ospite a Verona mercoledì mattina di ProgettoMondo Mlal per un incontro di approfondimento sul tema della cooperazione sociale e cooperazione internazionale allo sviluppo.
All’incontro erano presenti i rappresentanti delle cooperative socie di ProgettoMondo Mlal (Consorzio Trait d’Union della Valle d’Aosta, la cooperativa piemontese ORSo e Coopsse di Genova), vicepresidente e direttore della Ong veronese e appunto il segretario generale del Cicopa.
Partendo da una base comune, che è poi quella dei grandi valori comuni, entrambe le realtà si ritrovano oggi a scommettere sullo sviluppo del territorio locale. E per territorio s’intende qualcosa di molto concreto: quello spazio fisico che conosciamo palmo palmo, per difetti e potenzialità.
“Salvare un’impresa in perdita è più semplice ed economico di avviarne una nuova“, ha spiegato Roelants. E soprattutto, dietro un’impresa in percolo di vita, c’è molta più gente (in termini di risorse umane, di interessi coinvolti, di potenzialità minacciate), interessate a partecipare al progetto di rilancio.
Ecco dunque un ottimo motivo di partenza per sostenere una comunità (o un sistema di cooperative) nello sviluppo locale. Creando poi sistemi non troppo grandi ma “meso”, come ha puntualizzato il segretario del Cicopa, infatti un sano modello di sviluppo locale si esporta e si scambia in tutto il mondo. “Una ricetta che funziona lì dove ci sono movimenti di cooperative già organizzati, ma anche dove un Paese, come ad esempio il Brasile, può favorire scambi triangolari sud-sud, per esempio con il Mozambico”.
Roelants è poi convinto che le opportunità di lavoro e di ridistribuzione delle ricchezze portino con sé vantaggi che vanno in circolo, che creano cooperazione sì ma anche sviluppo. “Neanche l’Unione Europea ha capito da subito le potenzialità di un simile strumento nella cooperazione internazionale. Come se la tutela dei diritti delle donne, ad esempio, non fosse anche una questione di pari opportunità nel lavoro e nella crescita economica”.
Da qui la proposta concreta di sperimentare nuove partnership anche con ProgettoMondo Mlal, presente e buon conoscitore di tanti territori del Su del mondo.
Tra le prime idee, quella di un laboratorio Marocco su un tema quanto mai attuale come quello della migrazione. Su come mettere in cantiere un progetto di sviluppo “integrato” si è già cominciato a parlare mercoledì scorso a Verona: rientro nel paese di origine, iniziative di welfare misto pubblico-privato e microimprese giovanili, potrebbero essere i primi punti su cui costruire un nuovo modello di sviluppo locale/globale.
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martedì 5 ottobre 2010
Territori in gioco... per un mondo sostenibile
Giocare ma con argomenti molto seri. E’ la scommessa del nutrito gruppo di associazioni e organizzazioni che, come la nostra, fanno parte del progetto "Territori di Soldarietà".Un’iniziativa di Educazione allo Sviluppo promossa dall’Unione Europea al fianco di un centinaio di associazioni italiane, spagnole, tedesche e lettoni, e con la collaborazione di tutte le amministrazioni locali della valpolicella.
In tutte le principali piazze della Valpolicella, nel fine settimana dell’8,9 e 10 ottobre, sono state quindi promosse 3 giornate di cultura, gioco e sensibilizzazione per parlare di temi importanti –quali intercultura e decrescita- con un linguaggio tutto nuovo.
Per valorizzare al massimo lo spunto serio che avrà il gioco di piazza e la partecipazione di tante comunità, per una volta realmente in rete tra loro, all’iniziativa è stato dato il nome di “Territori in gioco”.
Saranno quindi presenti 10 ludobus provenienti da tutta Italia, con proposte di laboratori, escursioni, danze popolari e numerose altre iniziative, locali e straniere. Tra queste anche quella particolarmente intensa del progetto “Place&Space”, con l’esperienza fatta nel campo profughi “Aida” di Betlemme, e quella del tutto originale che ci svelerà l’inaspettata realtà del campionato Italiano di Kubb, antico gioco di origini vichinghe.
Queste sono naturalmente solo alcune delle proposte che si susseguiranno in Valpolicella tra l'8, il 9 e il 10 ottobre e che permetteranno a tutti di gustarsi, mappa guidata alla mano, uno spettacolo teatrale in dialetto il venerdì, di passare di sabato da una piazza all'altra per sperimentare giochi e attività, per poi concludere la domenica a S. Pietro In Cariano in una grande festa di piazza.
Per il programma completo: www.hermetecoop.altervista.org
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lunedì 4 ottobre 2010
Giocare per vincere la guerra
Far vivere i bambini nel più sano e sereno dei modi possibili un contesto di guerra. È questa la sfida raccolta dall’associazione palestinese Al Rowwad, impegnata quotidianamente ad animare il campo profughi di Aida in Palestina, attraverso attività culturali e artistiche che puntano ad arginare e vincere lo "stress" a cui questi bambini sono loro malgrado sottoposti.Due giovani rappresentanti di questa associazione saranno a Verona nei prossimi giorni, ospiti del nostro partner Cooperativa Hermete per la manifestazione “Territori in gioco”, organizzata in Valpolicella tra l’8 e il 10 ottobre nell’ambito del nostro Progetto di Educazione allo sviluppo “Territori di Solidarietà”.
I due educatori palestinesi sono invitati a partecipare ad alcune delle attività proposte da questo evento europeo, portando come proprio contributo la propria esperienza particolarmente delicata e senz’altro unica.
Anche loro, come gli educatori delle altre associazioni protagoniste della manifestazione, animeranno le 10 piazze della Valpolicella ricorrendo a strategie e mezzi innovativi quali i Ludobus, vere e proprie ludoteche viaggianti, gestite e organizzate da specifici animatori e piene zeppe di giochi delle diverse tradizioni culturali europee e anche innovativi per materiali e contenuti. Una metodologia, quella dell’educazione di strada e del furgone attrezzato e itinerante, sperimentata anche nel campo profughi di Aida alle porte di Betlemme, in cui vivono 5mila dei più di 4 milioni di palestinesi raccolti nei 59 campi profughi sparsi in tutto il Medio Oriente.
I due operatori di Al Rowwad saranno ospiti della nostra associazione venerdì 8 ottobre per incontrare gli operatori ProgettoMondo Mlal e raccontare la propria esperienza in un contesto educativo ancora poco conosciuto. Un ambito, quello della metodologia "ludica", che ormai si sa avere una grande efficacia sul coinvolgimento e la partecipazione soprattutto delle giovani generazioni.
martedì 20 aprile 2010
ProgettoMondo aderisce alla Convenzione sui beni comuni europei
Una Convenzione dei cittadini europei del Veneto sui beni comuni europei. E ad aderirvi è anche Progetto Mondo Mlal.
Con l’ultima firma apposta dal Presidente della Repubblica Ceca si è concluso il processo di ratifica del Trattato di Lisbona, che è entrato in vigore il 1° dicembre 2009.
Il Trattato di Lisbona, sebbene mantenga ancora il diritto di veto e non abbia esteso la codecisione del Parlamento Europeo a numerose materie fondamentali per il rafforzamento dell’Unione Europea, presenta notevoli innovazioni del quadro politico e normativo europeo. Il nuovo trattato non solo introduce la Carta dei Diritti fondamentali all’interno della normativa dell’Unione, ma attribuisce anche un ruolo di iniziativa, prima assente, alle organizzazioni della società civile europea.
Per sviluppare un confronto su questi temi il Movimento Federalista Europeo, il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova e il Centro Europeo di Eccellenza “Jean Monnet” dell’Università di Padova hanno deciso di organizzare una Convenzione dei cittadini europei del Veneto sui beni comuni europei, che verrà posta in discussione sabato 24 aprile nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Padova.
ProgettoMondo Mlal, già abituata al lavoro in rete con organizzazioni ed enti locali nazionali ed europei, sarà presente all'incontro proprio perché convinta dell'importanza di scambiare opinioni, riflessioni e metodologie per accrescere la cultura della solidarietà internazionale.
Con i progetti di educazione allo sviluppo che porta avanti in alcuni paesi europei, ProgettoMondo è si confronta su tematiche come l'ambiente, la migrazione, l'intercultura, l'educazione alla cittadinanza... Lavorando per la sensibilizzazione e l'individuazione di nuove possibili soluzioni.
Il Trattato di Lisbona è entrato in vigore ma il futuro dell’Europa è ancora da costruire: pace, democrazia, sviluppo sostenibile sono beni da tutelare e perseguire, per i quali la società civile può e deve rilanciare l’azione a livello europeo.
Scarica il programma della giornata
Con l’ultima firma apposta dal Presidente della Repubblica Ceca si è concluso il processo di ratifica del Trattato di Lisbona, che è entrato in vigore il 1° dicembre 2009.
Il Trattato di Lisbona, sebbene mantenga ancora il diritto di veto e non abbia esteso la codecisione del Parlamento Europeo a numerose materie fondamentali per il rafforzamento dell’Unione Europea, presenta notevoli innovazioni del quadro politico e normativo europeo. Il nuovo trattato non solo introduce la Carta dei Diritti fondamentali all’interno della normativa dell’Unione, ma attribuisce anche un ruolo di iniziativa, prima assente, alle organizzazioni della società civile europea.
Per sviluppare un confronto su questi temi il Movimento Federalista Europeo, il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova e il Centro Europeo di Eccellenza “Jean Monnet” dell’Università di Padova hanno deciso di organizzare una Convenzione dei cittadini europei del Veneto sui beni comuni europei, che verrà posta in discussione sabato 24 aprile nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Padova.
ProgettoMondo Mlal, già abituata al lavoro in rete con organizzazioni ed enti locali nazionali ed europei, sarà presente all'incontro proprio perché convinta dell'importanza di scambiare opinioni, riflessioni e metodologie per accrescere la cultura della solidarietà internazionale.
Con i progetti di educazione allo sviluppo che porta avanti in alcuni paesi europei, ProgettoMondo è si confronta su tematiche come l'ambiente, la migrazione, l'intercultura, l'educazione alla cittadinanza... Lavorando per la sensibilizzazione e l'individuazione di nuove possibili soluzioni.
Il Trattato di Lisbona è entrato in vigore ma il futuro dell’Europa è ancora da costruire: pace, democrazia, sviluppo sostenibile sono beni da tutelare e perseguire, per i quali la società civile può e deve rilanciare l’azione a livello europeo.
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