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martedì 24 gennaio 2017

Il Papa ai Caschi Bianco: "Siete indispensabili per il bene della società"

«Il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli». Sono queste le parole pronunciate da Papa Francesco in occasione dell’incontro con i giovani del Servizio Civile Nazionale che si è svolto alla fine dello scorso novembre per festeggiare il quindicesimo anniversario dell’istituzione del Servizio Civile in Italia.
Il Papa ha poi esortato ragazzi e ragazzi a «esercitare una funzione critica rispetto all’odierna logica mondana» e le sue parole sono state accolte come un spunto di riflessione e valido punto di partenza anche dalla nostra Annalisa Moretto che sta svolgendo un anno di servizio civile nella sede veronese di ProgettoMondo Mlal.
Racconta Annalisa: “Andare a Roma è stato molto più di un semplice incontro con il Papa. È stata un’occasione di confronto e di forte motivazione personale per noi, ragazze e ragazzi volontari del Servizio Civile Nazionale, credenti, o non credenti. Il Papa è una persona unica, e averlo potuto vedere e ascoltare a un metro di distanza e ascoltare, insieme ad altri tremila ragazze e ragazzi, ha smosso in me un senso di forte responsabilità attiva per il servizio che sto facendo.
Alle 8.30 di quel sabato ero fuori dai cancelli della Sala Nervi, dietro il colonnato di piazza San Pietro dove papa Francesco avrebbe tenuto l’udienza qualche ora dopo. È stata una dolce attesa, allietata dalla compagnia di Elisa, Huda e Chiara, conosciute durante la formazione dei Caschi Bianchi della FOCSIV, Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario di cui ProgettoMondo Mlal è socia.
L’appuntamento con il Papa è stato preceduto da incontri informali e testimonianze del giornalista Luca Abete di Striscia la Notizia e del sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba.
Due personaggi che ho scoperto essere diversi per incarichi, ma vicini per esperienza. Entrambi infatti hanno alle spalle un’esperienza importante: il primo come volontario del Servizio Civile Nazionale e il secondo come obiettore di coscienza.
Abete ha esordito svelando che l’anno di servizio civile è stata per lui un’esperienza da cui è cominciata una nuova fase della sua vita, avendo l’occasione di sperimentarsi in prima persona, anche sbagliando. Lo sbaglio quindi lo si può vedere come occasione di crescita personale, e non come un fallimento. Sbagliare è umano, ma insegna molto a tutti noi se si guarda al di là dell’immediato.
Bobba ha poi rimarcato quanto bella e importante sia l’esperienza che abbiamo deciso di intraprendere”.

martedì 1 novembre 2016

Francesca, italiana da un mese e già cittadina attiva


Francesca, nata e cresciuta a Verona, a diciotto anni compiuti ha finalmente ottenuto la cittadinanza italiana. E subito ha pensato di restituire al Paese di adozione 1 anno di suo servizio, candidandosi come volontaria in Servizio civile con l’Organismo di cooperazione internazionale ProgettoMondo Mlal.
Nonostante il nome italianissimo, Francesca Yeboah Hammond è nata da genitori ghanesi che venticinque anni fa scelsero l’Italia come Paese in cui emigrare e come nido in cui far crescere la famiglia. Oggi, terminati gli studi all’Istituto Marco Polo, si è candidata per svolgere un anno di Servizio Civile Nazionale per il paese in cui è nata e cresciuta, e di cui ora è anche cittadina a tutti gli effetti. Ma nemmeno la scelta di un organismo di volontariato internazionale è casuale.
Francesca porta infatti nel cuore il legame con le sue radici: lingua, cibi, tradizioni e valori del Ghana restano vivi e praticati tutt’ora in famiglia. Per questo Francesca vuole riscoprirli, valorizzarli e farli crescere con lei anche in Italia.
Dunque, Francesca, è tra i 21.359 caschi bianchi italiani dell’anno 2016-2017 e, da un paio di settimane, la si può incontrare nella sede di ProgettoMondo Mlal, Ong che da cinquant’anni porta avanti progetti di cooperazione allo sviluppo in America Latina e in Africa. Francesca, in particolare, si era candidata, ed è stata selezionata, per collaborare con l’ufficio Educazione nella promozione di progetti e laboratori di cittadinanza attiva nelle scuole o sul territorio veronese. E oggi è già in prima linea per organizzare gli incontri con gli studenti degli scuole elementari, medie e superiori di Verona e provincia -in occasione del 36°Festival del Cinema Africano.
Un grande arricchimento per lei sul piano personale. Soddisfatta della scelta, Francesca ripete infatti: «Di sicuro sarà un’occasione di crescita dal punto di vista professionale, e soprattutto personale. Credo infatti che quest’anno di servizio all’interno di ProgettoMondo Mlal mi permetterà di conoscere di più le mie origini, di approfondire temi e problemi connessi con la storia di Paesi lontani, e magari anche di aiutare a portare queste informazioni all’attenzione dei miei coetanei veronesi e in un modo del tutto speciale».
Questi dodici mesi le daranno inoltre la possibilità di conoscere più da vicino i progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi del Sud del mondo, settore a cui Francesca guarda con particolare interesse per gli studi che ha in programma di iniziare al termine dell’esperienza. Quello di Francesca si può dire che è un esempio positivo, e, non da ultimo, costituisce una testimonianza particolare sul come è possibile riscoprire una parte particolare di sé attraverso un’esperienza di servizio attivo.

Annalisa Moretto
Servizio civile 2016-17
ProgettoMondo Mlal Italia 

venerdì 28 ottobre 2016

Sei caschi bianco di ProgettoMondo Mlal pronti a vivere una nuova avventura!

Otto pronti a partire per Perù, Bolivia e Marocco, mentre gli altri sei, Andrea, Annalisa, Giulia, Francesca, Michela e Marianna, tutti veronesi, affronteranno l’esperienza di servizio civile nella loro città. E’ infatti da poco terminata la settimana di formazione e si respira grande positività tra i 14 giovani selezionati per il 2016 da ProgettoMondo Mlal.
Valorizzare, sensibilizzare, e diffondere in modo corretto le storie dei progetti di cooperazione, è il compito che attende Andrea Palmieri, 27 anni, Giulia de Lellis, 23 anni ed Annalisa Moretto, 24 anni, impiegati nell’ufficio Comunicazione della Ong veronese. E lo faranno organizzando eventi di promozione sociale e piccole campagne di raccolta fondi.
Andrea, all’ultimo anno dell’istituto universitario salesiano IUSVE, ha deciso di mettersi in gioco per accrescere le sue competenze in materia di comunicazione rivolte all’ambito del no profit.
Giulia, laureata in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali, è interessata a capire come funziona un’Ong, poiché crede che sia il miglior modo attraverso il quale comunicare le problematiche che uniscono il Nord e Sud del Mondo.
Annalisa, sta per laurearsi in Comunicazione e ha voglia di mettere in pratica quello che fino ad ora è stato “teoria” e conoscere da vicino un’organizzazione che guarda a temi ormai diventati imprescindibili con uno sguardo critico e sensibile.
Marianna Marchesini, 26 anni, Francesca Yeboah Hammond, 18 anni e Michela Belloni, 26 anni sono invece nell’equipe dell’ufficio Educazione per la promozione di attività di Global education e di cittadinanza attiva.
Marianna, con una Laurea Magistrale francese in Lingue applicate all’internalizzazione delle organizzazioni, vuole contribuire alla diffusione di una cultura di apertura, solidarietà e sostenibilità sociale.
Francesca, nata in Italia da genitori ghanesi, dopo 18 anni è appena diventata cittadina italiana a tutti gli effetti e si è da poco diplomata. Ha deciso di affrontare questa esperienza per arricchire il suo bagaglio di conoscenze e per capire quale sarà la strada che vorrà intraprendere.
Non da ultima, Michela che sta terminando la Magistrale in Cooperazione Internazionale all’Università di Ravenna, ed è molto affascinata dal lavoro svolto a livello locale e dall’importanza che riveste il ruolo della partecipazione e cittadinanza attiva per far emergere il mondo solidale.
Nonostante i vari dubbi e le paure che possono, si percepisce già da ora la voglia di fare, scoprire e scoprirsi, imparare e conoscere nuovi contesti e persone. Questo è ciò che un anno di servizio civile riesce ad offrire a chi sceglie di capire meglio il mondo che oggi ci circonda e vuole allo stesso tempo concretizzare le proprie idee.

Giulia De Lellis
Servizio civile
Comunicazione ProgettoMondo Mlal

lunedì 27 ottobre 2014

Verona festeggia i 30 anni dei Senza Terra in Brasile

I 30 anni dei Senza Terra in Brasile diventano spunto per parlare di giustizia. Di quella giustizia che, come proclama il titolo dell’incontro fissato per venerdì 31 ottobre al Centro unitario missionario (Cum) in via Seminario a San Massimo, “deve essere di questo mondo”.
L’appuntamento, organizzato dall'Editrice Missionaria Italiana in collaborazione con il Centro Missionario di Verona, la rivista ComboniFem, l’associazione MLAL, Rete Radié Resh e il Centro Unitario Missionario di Verona con inizio alle 20.45, avrà per protagonista il leader stesso del Movimento Sem Terra, João Pedro Stédile, eccezionalmente a Verona per dare voce al movimento contadino nato nel 1984, dalle occupazioni di terra nel sud del Brasile. Coordina la serata il teologo Marco Dal Corso.
L’occasione è offerta dall’uscita del libro “La lunga marcia dei Senza Terra”, scritto a tre mani da Claudia Fanti, Marinella Correggia, Serena Romagnoli e pubblicato da EMI, per raccontare la prima storia del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra, nato 30 anni fa in Brasile per coordinare le lotte dei contadini schiacciati dai latifondisti. Il Movimento ha creato una vera e propria nuova cultura popolare, grazie anche all'alleanza con la "Pastorale della terra" della chiesa brasiliana, con le comunità di base, i vescovi e i teologi della liberazione, ed è oggi presente in 24 stati del Paese, coinvolgendo un milione e mezzo di persone.
La figura di Stédile è particolare e rilevante. Il coordinatore del Movimento è nato a Rio Grande del Sud da piccoli agricoltori di origine italiana, le cui famiglie erano emigrate dal Veneto e dal Trentino Alto Adige. Fin da ragazzo si è legato alla Commissione Pastorale della Terra, dove è iniziato il suo lavoro a favore dei contadini senza terra, che ancora oggi è più vivo che mai.

venerdì 3 ottobre 2014

Sprecare è sinonimo di rubare

“Sprecare è sinonimo di rubare. Se sprechiamo, rubiamo risorse e possibilità al futuro del nostro pianeta”, così Mario Lonardi, presidente della Ong veronese Progettomondo Mlal, ha aperto ieri, nel corso di un seminario alla Loggia Fra Giocondo incentrato sui temi di sostenibilità ambientale e sviluppo sostenibile delle moderne città globali, informali ed emergenti, la prima delle tre giornate di “Settimo non sprecare”. La manifestazione è promossa insieme alla Provincia di Verona, Architetti senza Frontiere e Iuav, World Biodiversity Association, Jardin de los Ninos, grazie al contributo della Regione Veneto. Per governare coerentemente con questi principi, sostiene Mario Lonardi, è necessaria la partecipazione diretta e attiva dei cittadini, garantita solo se il territorio è pensato e progettato “a misura dell’uomo”. D'altra parte, però, c'è il rischio di cadere in quello che lui chiama “decorativismo mimetico”: una pratica fintamente partecipativa, svolta più per obbligo che per scelta, dove la forma prende il sopravvento sulla sostanza; nella quale non avviene, dunque, una reale mediazione e discussione delle esigenze e delle prospettive sentite dalla comunità.
Per questo l’approccio di ProgettoMondo Mlal nei processi di sviluppo in America Latina e in Africa prevede che si lavori principalmente nelle periferie promuovendo cittadinanza attiva e dando voce alle famiglie, alle comunità di contadini e alle istituzioni locali, affinché siano queste protagoniste dei propri precorsi di sviluppo e di rivendicazione dei diritti. Allo stesso modo, in Italia e in Europa l’organizzazione, grazie a percorsi di educazione alla cittadinanza e alla responsabilità, lavora a diretto contatto con la società civile. Perché per creare la comunità è necessario condividere le analisi e rendere trasparenti e accessibili gli obiettivi di sviluppo che si vogliono raggiungere. Perché bisogna riconoscere la centralità della domanda sociale, che non può essere data per scontata. Perché per ridurre il conflitto sociale bisogna anticiparlo ascoltando le esigenze che lo generano.
Per questo “lo sforzo che facciamo”, continua il presidente di ProgettoMondo Mlal, “è quello di evitare i processi decorativi e mimetici”, poiché “nei nuovi scenari che si scorgono per la cooperazione internazionale, siamo motivati a continuare il nostro lavoro con un’attenzione sempre maggiore alla nostra società e alle importanti ricadute esperienziali e culturali che la relazione con le altre comunità, culture e religioni potranno assicurarci.”
Il programma della manifestazione "Settimo non sprecare" è continuato stamattina a Villa Buri con attività, workshop e conferenze sui temi del risparmio di risorse, riciclo e riuso, sotto la guida di professionisti e docenti universitari, e si concluderà domani con altrettante attività dedicate alla Giornata della Biodiversità che, con l’accompagnamento di Giovanni Onore della Fundacion Otonga impegnata nella salvaguardia dell’omonima foresta in Ecuador, coinvolgeranno 50 studenti degli istituti superiori Copernico, Messedaglia, Montanari, Cangrande e Bolisani di Villafranca a cui verrà richiesto di esporre le proprie idee per un mondo più sostenibile e di attivarsi per questo a cominciare dal nostro territorio.

Comunicazione ProgettoMondo

mercoledì 9 luglio 2014

La lezione di Enzo

Il 10 luglio di 12 anni fa ci lasciava Enzo Melegari, sociologo veronese tra i primi obiettori di coscienza che pagò con il carcere a Peschiera la disobbedienza civile. Volontario in America latina e poi dirigente e Presidente di Mlal, Enzo Melegari verrà ricordato sabato 12 luglio a Verona con una cerimonia religiosa nella parrocchia di Sezano (ore 18:00) celebrata da Don Giulio Girardello. A seguire è previsto un momento conviviale a cui tutti possono partecipare e contribuire portando qualcosa.
Enzo Melegari ha quindi trasformato il suo impegno per la società civile nella scelta di partire per l’America latina dove, a cominciare dal Venezuela, ha portato la sua testimonianza di uomo e il suo impegno di volontario laico al fianco dei più deboli.
Una scelta riconfermata poi anche negli anni a venire con una militanza appassionata e complice con le comunità latinoamericane e un lavoro costante e convinto di solidarietà sul territorio italiano, prima come formatore, quindi come dirigente dell’allora Movimento laici America latina, infine come presidente di ProgettoMondo Mlal.
Enzo Melegari è stato e resta punto di riferimento per quanti hanno ancora a cuore temi quali giustizia, solidarietà, pace, fede, protagonismo, impegno sul territorio.

Comunicazione ProgettoMondo


lunedì 30 giugno 2014

Sarà nuova cooperazione?

“Per le Associazioni come la nostra, per decenni protagoniste delle politiche di cooperazione italiana allo sviluppo, il testo del Disegno di Legge di riforma approvato dal Senato giovedì scorso, con 201 voti favorevoli, 15 astenuti e nessun voto contrario, contiene più di un elemento di preoccupazione: primo tra tutti l’assenza di qualsiasi accenno a forme di concertazione per la discussione delle linee progettuali e delle priorità della Cooperazione Italiana”.
Questo, all’indomani del nuovo passaggio della legge in Parlamento, è il primo commento di Mario Lonardi, presidente di ProgettoMondo, la neonata Fondazione che da qualche mese, proprio in vista delle nuove sfide della cooperazione, vede associate insieme 4 storiche ong del norditalia (Mlal, Cisv, Adp, Gvcs).
Lonardi considera più che mai necessario garantire che la versione definitiva della legge preveda un coinvolgimento diretto e concreto, già nella fase di elaborazione delle strategie del Ministero, di tutte quelle realtà che hanno fino ad oggi contribuito a fare della cooperazione internazionale un reale strumento di co-sviluppo. Il Ddl, che ora passerà all’esame della Camera dei deputati, amplia tra l’altro i soggetti della cooperazione riconosciuti, includendo oltre alle organizzazioni della società civile anche le imprese, e prevede l’istituzione di una Agenzia per la cooperazione allo sviluppo che avrà sede a Roma.
“Parallelamente – fa notare il presidente di ProgettoMondo – nel nuovo testo di riforma non viene però trattato il tema del volontariato e questo pone problemi a tutte le associazioni nelle quali si esprime tale forma di impegno, anche con periodi all’estero, dal punto di vista del rapporto con i datori di lavoro, da quello assicurativo e amministrativo anche con le delegazioni nei Paesi”.
“Inoltre – conclude Lonardi - è saltato il principio che riconosceva come Onlus le ONG e priva le organizzazioni non governative di tutta una serie di diritti acquisiti, tra i quali la possibilità di partecipare al 5 per mille”.
La riforma è stata votata da Pd, Scelta Civica, Nuovo Centro Destra, Movimento 5 Stelle e Fi-Pdl. Astenuti Lega Nord e Misto-Sel.
Poche le modifiche apportate al Ddl presentato dal governo, che si basa sul testo approvato dalla commissione Esteri del Senato nella scorsa legislatura, specifica le finalità della cooperazione (sviluppo sostenibile, sradicamento della povertà, affermazione dei diritti umani, pacificazione e prevenzione dei conflitti), oltre a definire gli ambiti di applicazione dell’aiuto pubblico allo sviluppo, e attribuisce la responsabilità politica della cooperazione al ministero degli Affari esteri e poteri di indirizzo e controllo al Parlamento sul documento di programmazione triennale sulle attività di cooperazione. Scomparirà l’idoneità delle ONG, un Comitato congiunto fisserà i parametri e i criteri sulla base dei quali vengono verificate le competenze e l’esperienza acquisita nella cooperazione allo sviluppo dai diversi soggetti che saranno iscritti, a seguito di tali verifiche, in un apposito elenco pubblicato e aggiornato periodicamente dall’Agenzia.
Per i primi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge e, in ogni caso, finché non siano fissati i criteri per l’iscrizione all’elenco rimangono validi gli effetti del riconoscimento dell’idoneità concessa ai sensi della legge 49, alle organizzazioni non governative purché nell’ultimo triennio abbiano realizzato iniziative nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.
Il relatore Giorgio Tonini ha sottolineato che la cooperazione ”non ha più un carattere paternalistico ma si configura come un partenariato tra soggetti di pari dignità e costituisce un elemento essenziale della politica estera nazionale. La proliferazione nel settore di attori, pubblici e privati, richiede un coordinamento delle attività, mentre le risorse devono essere adeguate agli impegni assunti dall’Italia in sede internazionale”.
Il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, in replica, ha sottolineato il carattere strutturale della riforma, esito di un lungo e approfondito confronto. ”La cooperazione è ormai un sistema con diversi attori istituzionali, sociali ed economici. La riforma introduce un’unica regia e individua un soggetto garante della coerenza delle politiche. L’Agenzia sarà una struttura snella e dotata di professionalità specifiche”, ha detto Pistelli.
Il Ddl, dal titolo ”Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo” definisce una nuova architettura di ”governance” del sistema della cooperazione, la cui coerenza e coordinamento delle politiche saranno garantiti attraverso il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (Cics), una regia costituita dai dicasteri che hanno competenze in materie che sono oggetto di attività di cooperazione allo sviluppo.

Comunicazione ProgettoMondo Mlal

martedì 27 maggio 2014

Cercansi giovani creativi e interessati

Chiamare i giovani a rispondere alle sfide dello sviluppo sostenibile con iniziative concrete e pubbliche, costruite a partire dalla loro creatività e con modalità innovative. Questo è l'ambizioso obiettivo del progetto europeo “A possible world” di ProgettoMondo Mlal che già oggi coinvolge giovani dai 15 ai 24 anni di 4 città europee: Verona, Czestochowa, Osijek e Stoccarda.
Sono state perciò programmate due giornate di workshop, venerdì 30 maggio all’Arsenale di Verona e sabato 31 all’Auditorium di Villafranca, dalle 9 alle 14, durante le quali verranno raccolte le istanze dei ragazzi presenti e individuati i criteri utili a rendere più appetibili le proposte di volontariato nel territorio veronese.
Successivamente, con le associazioni interessate e i giovani che si saranno dimostrati più disponibili, si procederà a costruire, sulla base di questi criteri, alcune nuove offerte di impegno. Si tratta sicuramente una sfida per le stesse associazioni promotrici, ma è anche una occasione per rinnovare l’offerta attuale e renderla più efficace.
Dopo una prima fase di sensibilizzazione e di promozione, durante la quale è stato fatto conoscere il progetto e contattato centinaia di ragazzi, si è ora arrivati a una svolta cruciale per il successo dell'iniziativa: individuare nuove proposte di volontariato che siano appetibili per i giovani. Proposte diverse per durata, tipologia, quantità e qualità di impegno richiesto. Proposte che spazino su tutto l'arco dei temi riconducibili alla sostenibilità: ambiente, economia sostenibile, solidarietà sociale, cooperazione internazionale. Per fare questo si vogliono mettere a confronto le esigenze dei giovani con le opportunità offerte dal variegato mondo dell'associazionismo.
Il catalogo dei servizi offerti dalle associazioni a quei giovani che vogliono impegnarsi è già molto vario, ma non sempre le esigenze organizzative incontrano la disponibilità e i desideri dei ragazzi. Con “A possible world” si vogliono quindi costruire delle proposte di volontariato che, da una parte, soddisfino le aspettative dei giovani e dall'altra i bisogni delle associazioni.

info: apossibleworld@mlal.org – www.progettomondomlal.org

 

martedì 20 maggio 2014

Notte Verde a Rovereto

Alimentazione e diritto al cibo saranno i temi della quarta edizione della Notte Verde di Rovereto (sabato 31 maggio, 17-23). E Mlal Trentino onlus, che attraverso la propria Fondazione ProgettoMondo è impegnata da quasi 50 anni sugli stessi temi anche nei Paesi in via di sviluppo di America Latina e Africa, parteciperà alla manifestazione con due proposte di approfondimento e partecipazione multimediale. Questa nuova iniziativa di sensibilizzazione di Mlal Trentino onlus rientra nel più ampio progetto “Conto Anch'io” con cui, grazie alla collaborazione con il Liceo Antonio Rosmini e l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, e al contributo della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Rovereto, da mesi lavora sul territorio trentino rivolgendosi al mondo della scuola e agli educatori.
In particolare gli stand di Mlal Trentino onlus approfondiranno nelle proprie installazioni multimediali e altro materiale espositivo i temi della “sovranità alimentare” e dello “sviluppo sostenibile”, offrendo perciò, alla luce della propria esperienza nella cooperazione internazionale, uno spaccato sulle realtà che risultano più svantaggiate dalle attuali politiche economiche globali, come sono appunto quelle a sud del pianeta, mettendole anche visivamente a confronto con quelle in cui viviamo noi, affinché sia chiaro a tutti quanto la stretta interdipendenza tra paesi e continenti debba essere la chiave di lettura di ogni nuovo fenomeno socio-politico che coinvolge le popolazioni lontane da noi.
Nello specifico la mostra didattica “Mangiare Bene Mangiare Tutti” pone visivamente a confronto la situazione nel nord e nel sud del pianeta sul diritto al cibo, mentre l’installazione “A possible world” permetterà a tutti i visitatori di misurare la sostenibilità ambientale del proprio stile di vita e di registrare dei messaggi video personali su un “nostro” mondo possibile.

info: mlaltrentino@mlal.org
Informazioni
 

lunedì 19 maggio 2014

Turismo, opportunità e ricchezza

Un pubblico numeroso e interessato ha partecipato sabato 17 maggio all’incontro organizzato dal Mlal Piacenza e dal Progetto Policoro: “Dalle Ande all’Appennino. Il turismo comunitario come opportunità di sviluppo per il nostro territorio”.
Un incontro che ha presentato l’idea di un turismo diverso, lontano da canoni tradizionali di accoglienza quantitativa, per promuovere invece un’idea di turismo che promuove l’incontro, la riscoperta e la valorizzazione culturale del luogo visitato, l’impatto economico positivo a favore delle comunità. E si è partiti dalle impervie alture andine, dove il turismo comunitario offre ottimi risultati sotto il profilo sociale ed economico, per approdare alle montagne di Piacenza, gioielli grezzi di immenso valore, poco incentivati, in declino demografico e di risorse.
L’idea di proporre in città questo incontro è nata dai giovani che animano il gruppo Mlal Piacenza che, dopo aver visitato nel 2012 i progetti di ProgettoMondo Mlal in Bolivia, hanno continuato il loro impegno all’interno dell’associazione e soprattutto hanno continuato una riflessione che ieri si è tradotta in questo interessante tavolo di confronto con Istituzioni, cooperative e la nostra ong. La domanda da cui si è partiti, tipica di un mondo al rovescio: “Nelle montagne piacentine, il turismo comunitario come quello del modello boliviano può essere un sentiero da percorrere per rivalutare il nostro territorio?”.
Padrone di casa Danila Pancotti, Mlal Picenza e Federica Lugani, animatrice del Progetto Policoro, hanno aperto la riflessione avviata da Gianni Cappellotto, referente per il turismo di ProgettoMondo Mlal, che ha delineato lo sviluppo turistico a livello internazionale, e in Italia, e il ruolo delle ong su questo tema.
Alberto Rossi del Mlal Piacenza, a partire dalle bellissime immagini scattate durante il viaggio in Bolivia, ha fatto emergere l’analogia tra comunità boliviane e piacentine. “Entrambe soffrono problematiche economiche, umane e demografiche, si assiste ad una continua perdita di risorse, di ricchezza e di identità culturale, di fronte a ciò è necessario un riscatto”- ha sottolineato. Una possibile strada da seguire è stata delineata, molto concretamente, dall’intensa testimonianza di Renato Farina, membro della Cooperativa “I Briganti di Cerreto”, il quale ha spiegato come un’idea di turismo di comunità possa essere realizzata, con fatica e difficoltà, specialmente burocratiche, non in Bolivia o Mozambico, ma nell’Appennino di Reggio Emilia, con risultati semplicemente strepitosi. Renato ha presentato dati oggettivi, che lasciavano poco all’immaginazione: fare un turismo rispettoso della cultura locale, realizzato dalla comunità locale e dalle maestranze autoctone porta benefici in termini di riscoperta identitaria, distribuzione di risorse economiche per il bene del territorio e scoperta di tradizioni storico-architettoniche centenarie, prima in decadenza. E i visitatori apprezzano la semplicità di una notte sotto le stelle o di una cantata in un essiccatoio rivitalizzato, senza pretendere chissà quali confort o servizi.
Utopia? Caso isolato? No, I gentili ‘ Briganti’, nell’incontro di ieri, hanno dimostrato che volontà e determinazione, affiancate da valori e principi, possono ricostruire un paese in rovina (quanti ce ne sono nella Provincia di Piacenza!) e farne un centro turistico di eccellenza europeo, con criteri di sostenibilità, semplicità e attaccamento alla propria terra.
La conclusione dell’incontro è stata affidata a Massimo Castelli, presidente dell’Unione Val Trebbia-Val Luretta, che ha spronato le istituzioni a credere in questa progettualità, con prospettive concrete anche per i giovani e per il bene dell’appennino piacentino.
Doverosi i ringraziamenti, che hanno reso possibile questo risultato. “Confcooperative, Unione Commercianti e il fondamentale appoggio della Caritas diocesana, nonché le istituzioni provinciali e comunali, in primis l’Assessore alle Politiche Giovanili Giulia Piroli e i suoi collaboratori, Michela Riboni e Giuseppe Magistrali”.
Quale modo migliore di festeggiare i 10 anni del Mlal Piacenza, che con tenacia continua il suo impegno a fianco dell’ong veronese e ha scelto di dare spazio e voce proprio ai giovani, che, grazie al loro impegno e al loro entusiasmo, hanno voluto portare nella loro città il grande valore che hanno scoperto grazie al viaggio in Bolivia. Largo ai giovani, si direbbe, ma, per chi ha partecipato all’incontro di sabato e ancora crede nel cambiamento, è stato davvero un bel esercizio di cittadinanza! Auguri Mlal Piacenza e auguri ragazzi per la strada che avete iniziato a tracciare!!

Marina Lovato
ProgettoMondo Mlal


giovedì 15 maggio 2014

Diritto al cibo e i 5 sensi

Attraverso l’ascolto e l’uso dei 5 sensi, i bambini trentini tra i 5 e gli 8 anni potranno conoscere una nuova amica, Melita, che dal lontano Guatemala insegnerà loro a fare i conti con il diritto al cibo, diritto universale di tutti ancora oggi non rispettato in molti Paesi del mondo.
L’iniziativa è dell’associazione MLAL Trentino onlus che, a fianco della Biblioteca civica Tartarotti di Rovereto, offrirà sabato 17 maggio (dalle 17.00 alle 18.30) nella sede di Corso Angelo Bettini 43, una lettura animata del fotoracconto “Un giorno con Melita” e un laboratorio ludico in cui i piccoli partecipanti potranno poi immediatamente mettere in pratica quanto imparato da Melita, e dunque piantare semi e piccole speranze per assicurare che davvero in un prossimo futuro tutti possano mangiare bene e a sufficienza.
Questo nuovo appuntamento promosso da MLAL Trentino onlus per i più piccoli fa parte di un più ampio progetto di educazione allo sviluppo, “Conto anch’io”, cofinanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, che in questi mesi sta coinvolgendo tutto il mondo della scuola sui temi della sicurezza alimentare e della difesa dell’ambiente. Le prossime occasioni per tornare ad approfondire, in modo dinamico e divertente, gli stessi temi legati allo sviluppo, saranno la Festa del Riuso di Borgo Sacco la Notte Verde di Rovereto (31 maggio), appuntamenti in cui l’associazione MLAL Trentino onlus sarà presente con diversi stand e altre proposte didattiche.

La lettura animata di sabato 17 maggio a Rovereto, tutti possono partecipare, è però necessario prenotarsi (allo 0464.452500).

venerdì 2 maggio 2014

Un premio per Aristide e Rosalba

Aristide e Rosalba, cooperanti storici del Mlal in Ecuador e fondatori dell’attivissimo gruppo Mlal Brianza, riceveranno sabato 3 maggio dal Rotary Club Colli briantei il Signum Honoris Causa, riconoscimento assegnato a personalità del territorio che si siano distinte per comportamenti esemplari. La premiazione avverrà in occasione delle Giornate Rotariane di Arte e Cultura organizzate al Monastero della Misericordia, Missaglia (Lecco).
Entrambi insegnanti delle scuole superiori (Rosalba per le materie scientifiche, Aristide invece letterarie) hanno insieme costruito molto di più di una famiglia. Entrambi, infatti, fin da giovanissimi hanno dedicato tutto il proprio tempo utile agli altri. A partire dalle due esperienze fatte in Ecuador dalla fine degli anni Settanta, al fianco delle comunità indigene più fragili delle Ande, hanno contribuito allo sviluppo del Paese a livello sanitario ed educativo.
Dall’84 all’87 Aristide e Rosalba sono nella provincia di Pichincha a 3.000 metri con un progetto della Ong veronese Mlal. L’obiettivo è sostenere la crescita dell’intera comunità (poi duramente colpita nell’87 da un terremoto) con diversi interventi di assistenza sanitaria ed educativa. Un’ulteriore esperienza di volontariato all’estero, perciò, che li segnerà per sempre.
Al loro rientro in Italia, a Casatenovo, insieme ad altre realtà locali costituiscono un’associazione, L’Arco, per la prevenzione del disagio femminile per la quale lavorano entrambe, soprattutto nell’attività di doposcuola e animazione sociale di cui, Rosalba, diviene ben presto la coordinatrice. Nel frattempo l’instancabile Aristide si offre volontario anche in un’altra associazione, “Fabio Sassi” di Merate, per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici.
Nel 1993, proprio a Casatenovo, nasce il gruppo Mlal Brianza a sostegno dei progetti che l’ong madre andava realizzando in molti Paesi di America latina e Africa e, parallelamente, promuovono una sensibilizzazione sui temi dello sviluppo e della solidarietà nelle scuole e nella ormai comune rete di associazioni. Dal 2007, supportati dalla figlia Sara, fanno nascere anche una biblioteca interculturale, L’Angologiro, per l’insegnamento della lingua italiana nelle nuove comunità di origine straniera e, in generale, per assicurare sostegno e assistenza alle famiglie che vivono a tutt’oggi situazioni di grave povertà.
Aristide Nannini insieme a sua figlia Sara ha poi recentemente scritto un libro, “Gli porterò un vasetto di miele”. In uno stile, apparentemente asciutto, quasi cronachistico, vengono espressi l’incertezza e la precarietà dell’essere umano. Sara, infatti, nata sanissima, per una disattenzione del personale paramedico, era stata subito infettata da un germe: a partire da questo fatto ha subito numerosi interventi, resi difficili e preoccupanti per la criticità della situazione. E il padre, autore del libro, se da una parte cerca di far tacere le sue emozioni e quelle della sua famiglia, dall’altra riconosce il sostegno morale offertogli da parenti e amici, e soprattutto l’aiuto proveniente da un’incrollabile fede in Dio.
Il Mlal deve molto a entrambi, come alla loro figlia Sara, per l’impegno assolutamente gratuito e indefesso che dedicano a ogni iniziativa che possa contribuire a offrire solidarietà e aiuto al prossimo.
Ogni anno, attraverso il gruppo Mlal Brianza, portano sul nostro territorio un diverso progetto di cooperazione allo sviluppo sviluppandone temi, problemi e risorse. Ospitano infatti testimoni dei progetti in cui lavoriamo in America latina e Africa facendoli incontrare con la popolazione e le istituzioni casatesi. Insieme sono garanti della parte di mission che più sta a cuore alla nostra associazione. Che è poi quella che, nelle parole del nostro ex presidente Enzo Melegari, punta soprattutto ad “abbattere muri e costruire ponti. Instancabilmente”. Al nord come al sud del mondo.

Info Mlal Brianza

Lucia Filippi
Comunicazione ProgettoMondo

lunedì 14 aprile 2014

Investire sull’infazia

Dopo quasi 5 anni dall’ultima, si è tenuta, a Bari il 27 e 28 marzo scorsi, la 4° Conferenza Nazionale sull’Infanzia e sull’Adolescenza organizzata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
L'appuntamento, dall’incoraggiante titolo "Investire sull’infanzia", e dedicato quest'anno a Cocò e Domenico, i due bambini uccisi dalle cosche mafiose a Cassano Jonio e Palagiano, ha voluto richiamare l'attenzione sull'importanza di un investimento precoce sui bambini in termini di ritorno economico per la comunità e ha rappresentato un importante momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione sui temi che interessano, non solo gli addetti ai lavori, ma anche bambini, ragazzi e famiglie.
Invece degli 800 partecipanti previsti, la segreteria ha registrato circa 1400 presenti, tra operatori, amministratori, studiosi, rappresentanti di istituzioni, associazioni e altre realtà, esperti del settore, gruppi di giovani e studenti desiderosi, come noi, di capire come si muoverà il Governo a proposito del prossimo Piano Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza.
Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha affermato che investire sull'infanzia "è una scelta fondamentale per ogni comunità e che occorre pensare al futuro, costruire politiche che ci aiutino ad arrivare agli obiettivi". Obiettivi che possono realizzarsi –ha sostenuto il Ministro–  solo con "una grande collaborazione tra tutti i soggetti che si occupano di infanzia e adolescenza" e ha sottolineato che "investire sull"infanzia non è solo una scelta di ordine etico, ma è conveniente", e ha parlato di temi cruciali, quali il calo delle nascite, la povertà minorile, la dispersione scolastica e l'emergenza educativa.
"La relazione educativa è sempre una relazione di reciprocità. I bambini non sono solo persone da educare, ma anche persone da cui apprendere", ha poi ricordato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, confermando la posizione che sul tema "infanzia" ha abbracciato da sempre anche la nostra organizzazione.
Nel pomeriggio si sono tenute invece quattro sessioni parallele, dedicate ad argomenti legati tra loro dal tema del convegno "Investire sull'infanzia", filo rosso della conferenza: Bambini e povertà delle famiglie; Bambini e ragazzi fuori dalla propria famiglia; Dall'integrazione all’inclusione; Servizi socio educativi per la prima infanzia: pari opportunità di partenza?
Come associazione Mlal abbiamo partecipato nello specifico al terzo atelier dove abbiamo ritrovato esperti che già conoscevamo e che ci hanno accompagnato nel nostro percorso sull’educazione all'intercultura e allo sviluppo, al protagonismo e alla partecipazione delle nuove generazione a Sud come a Nord del mondo.
L'evento è proseguito il giorno dopo con un intervento dei ragazzi coinvolti nel progetto "Partecipare, infinito presente", promosso dal "Pidida", Coordinamento per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a cui aderisce anche ProgettoMondo Mlal. Due ragazze poi si sono fatte portavoce di tutti i giovani che hanno partecipato al percorso svolto in alcune regioni italiane, dove ormai da qualche anno si sono costituiti i gruppi Pidida regionali: ad esempio Liguria e Veneto sui quali anche noi siamo coinvolti.
A seguire molto interessante è stata la restituzione dei lavori di gruppo (che potrete trovare a questo link qui) e una tavola rotonda a cui hanno preso parte i referenti di alcuni network (Pidida – Per i diritti dell’Infanzia e Adolescenza, Batti il 5 - Agesci, Arciragazzi, Cgil, CNCA, Ordine Assistenti Sociali, Save the Children Italia, UNICEF Italia, Gruppo CRC – Gruppo di Lavoro sulla Convenzione dell’Infanzia e Adolescenza) che hanno dato voce al mondo dell'associazionismo nazionale e internazionale perché fosse rimarcata la necessità di istituire un Osservatorio Nazionale sull'Infanzia e Adolescenza, fin troppe volte promesso e mai realizzato, ed esposto le aspettative rispetto al Piano nazionale infanzia annunciato dal Ministro Poletti.
L'affermazione, trasversale nella successiva restituzione dei quattro gruppi di lavoro e dei network del mondo associativo, è stata la necessità di una cultura dei diritti umani più diffusa e su cui investire, anche in termini economici.
Questo perché siano esigibili i diritti dei bambini soprattutto in un momento come questo, dove la crescita delle diseguaglianze sociali è in aumento e nel quale la crisi colpisce soprattutto l'educazione, rendendo fragile il nostro capitale umano.

Rossella Lomuscio
Mlal Onlus

venerdì 28 marzo 2014

PACE e DISARMO vanno in scena in ARENA

Anche Mlal Onlus per la pace e il disarmo. La nostra associazione è infatti tra i tanti promotori che aderendo al movimento pacifista e nonviolento, laico e religioso, della solidarietà e del volontariato, saranno protagonisti il prossimo 25 aprile, in Arena a Verona, di una giornata di resistenza in nome della pace.
Ridurre le spese militari, investire nella prevenzione dei conflitti armati, costruire i corpi civili di pace, rilanciare il servizio civile, smilitarizzare i territori: saranno infatti i dei temi forti dell'appuntamento che vedrà, tra gli altri, la presenza di Alex Zanotelli (missionario comboniano), Lidia Menapace (partigiana e femminista), don Luigi Ciotti (sacerdote antimafia), Alice Mabota (leader pacifista del Mozambico), Gad Lerner (giornalista e scrittore) e di molte testimonianze dirette delle iniziative nonviolente e campagne antimilitariste promosse dal variegato movimento per la pace in Italia e all'estero. Sarà anche una giornata di festa, con tanta musica proposta dagli artisti che hanno aderito: Simone Cristicchi, Grazia De Marchi, Vittorio De Scalzi, Farabrutto, Eugenio Finardi, Deborah Kooperman, Alessio Lega, Alessandro Mannarino, Nardo Trio, Alberto Patrucco, Pippo Pollina, David Riondino e con la partecipazione delle "Bocche di rosa".La manifestazione è promossa da un lungo elenco di reti, organismi, fondazioni, media e centri studi ed organizzata dall'associazione "Arena di Pace e Disarmo". Padre Venanzio Milani, della Fondazione Nigrizia, la descrive come "un racconto di ciò che si sta facendo per costruire la pace", e Mao Valpiana, direttore di Azione nonviolenta, aggiunge "metteremo in scena le proposte del movimento disarmista e nonviolento" mentre Michela Faccioli, del comitato organizzatore, conclude "sul prestigioso palco dell'Arena vedremo e sentiremo testimonianze, parole e musica che sapranno rappresentare le miriadi di azioni politiche, culturali, sociali che ogni giorno lavorano per la pace e contro la guerra".
Venerdì 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazi-fascismo, sarà celebrata dai pacifisti con lo slogan "La resistenza oggi si chiama nonviolenza, la liberazione oggi si chiama disarmo". Si inizierà alle ore 12 in piazza Bra con l'inaugurazione, che vedrà come testimonial Cecilia Strada, di mostre fotografiche e pittoriche, mentre la piazza si animerà di flash mob realizzati dagli studenti e dai giovani in servizio civile e arriveranno le biciclettate "resistere-pedalere-resistere" degli Amici della Bicicletta; i cancelli dell'Arena si apriranno alle ore 13 per prendere posto e allestire gli striscioni delle associazioni e i cartelli dei vari gruppi. Alle ore 14 inizierà lo spettacolo con alternanze di testimonianze, musica, letture, video; alle ore 18 verrà presentata la nuova campagna "disarmo e difesa civile non armata e nonviolenta" e poi proseguirà la maratona musicale fino all'imbrunire.
Una manifestazione-spettacolo, ad entrata gratuita, che vedrà la regia di Michelangelo Ricci, la direzione artistica di Enrico de Angelis, con la conduzione di Valeria Benatti e Antonio Silva.
Molti i media partner. La diretta streaming sarà curata da LanuovaecologiaTV, e la diffusione radiofonica dal Network Radio Popolare e Radio Articolo 1.

Arena di Pace e Disarmo
via Spagna, 8 – Verona
www.arenapacedisarmo.org

per info:
segreteria@arenapacedisarmo.org
per richiedere accrediti stampa:
ufficiostampa@arenapacedisarmo.org

mercoledì 26 marzo 2014

Assemblea d'Istituto "Educ-attiva"

Siamo spesso abituati a pensare alla scuola solo come al luogo di trasmissione di competenze tecniche e di formazione professionale, ma è piacevole ricordarsi a volte che essa è anche lo spazio in cui i giovani passano la maggior parte del proprio tempo, lo spazio dove, quindi, si formano come esseri umani ed assimilano molti dei valori che li accompagneranno nella loro vita.
Ed è piacevole soprattutto vedere una scuola che si adopera affinché i suoi studenti prendano coscienza del proprio ruolo nella società, come cittadini attivi e responsabili.
Ne è un esempio il Liceo Rosmini di Rovereto (TN) che, in vista dell'Assemblea d’Istituto tenutasi il 21 marzo 2014, grazie all’appoggio del dirigente Francesco De Pascale, ha dato spazio a un laboratorio di "educ-attivazione" in collaborazione con l’APSS, chiamato "In punta di piedi sul pianeta", dove gli studenti delle classi 1° BM e 1° CS, coordinati dalla professoressa Cinzia Azzolini e guidati da un’operatrice di Mlal Trentino Onlus, Federica Manfrini, hanno affrontato in sede di lezione un percorso di approfondimento legato alle tematiche ambientali, agli stili di vita e al concetto di cittadinanza attiva, a livello sia locale che globale, grazie in particolare allo spunto offerto dall’analisi di due progetti di cooperazione internazionale realizzati ad Haiti da ProgettoMondo, l’Ong di cui Mlal Trentino Onlus è anche tra i soci fondatori: "Haiti nella terra" e "Nuove Energie".
Durante il lavoro in aula, che ha preceduto l'Assemblea d’Istituto, i giovani hanno realizzato dei cartelloni sui temi dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità ambientale, che hanno poi esposto il 21 marzo in uno stand collocato nell'atrio dell'edificio scolastico. Da questa postazione, i ragazzi si sono quindi impegnati a coinvolgere gli altri studenti di passaggio a partecipare allo scambio di idee, attraverso attività creative e divertenti, come il test on-line sulla sostenibilità ambientale di A Possible World – uno specifico progetto di ProgettoMondo che intende appunto sollecitare la costruzione di una rete di sensibilizzazione sui temi cruciali del 7° obiettivo del millennio – oppure con il semplice gesto di apporre la sagoma della propria mano su un cartellone, come impegno tanto a continuare la collaborazione in eventi futuri, quali la "Notte Verde" di Rovereto e la giornata "Conto anch’io" del 2015, quanto, soprattutto, a farsi portavoce essi stessi di quell’idea di cittadinanza attiva che parte in primo luogo dalla scuola.
I giovani che hanno animato lo stand – Arianna Benedetti, Jacopo Benedetti, Irene Caporali, Matteo Dalle Vedove, Cesare Delucca, Enrica Emanuelli, Fabio Furchi, Antonio Innecco, Pietro Passarella, Lorenzo Rizzello, Giulia Ruscazio e Alessandra Zanvettor – insieme a tutti gli altri che hanno partecipato durante l’assemblea, hanno dimostrato che anche temi di tanta rilevanza possono essere affrontati con entusiasmo e protagonismo in una scuola che pone la crescita dello studente al centro del proprio interesse.

Filippo Fratta Pasini
ProgettoMondo Italia

venerdì 28 febbraio 2014

Ecco a voi i magnifici 16!

Lunedì 10 marzo, ore 9.30, i 16 giovani selezionati per l’anno di Servizio Civile varcheranno le porte di ProgettoMondo. Per loro una prima settimana di formazione nella sede di Verona e poi ognuno prenderà il proprio posto, chi in Italia, chi all’estero, per debuttare nel mondo della cooperazione. Tra pochi giorni avremo l’occasione di conoscerli di persona e di lavorare con loro, ma la curiosità è tale che gli abbiamo fatto già qualche domanda e così, ciascuno con il proprio stile, si sono liberamente raccontati.
Cominciamo dai tre veronesi e dalla trentina che saranno compagni di banco degli operatori ProgettoMondo nella sede italiana, a Verona, e s’impegneranno nel progetto “Ambientiamoci”. Lorenzo Marin e Filippo Fratta Pasini ancora non si conoscono, ma in comune hanno l’età e un’esperienza alle spalle con ProgettoMondo, il primo come volontario negli eventi di raccolta fondi, il secondo per aver partecipato ad un viaggio in Bolivia, visitando alcuni dei progetti dell’Ong. E poi ci sono le ragazze, Valeria Melegari che si propone di conoscere meglio la sua città, partecipando attivamente alle iniziative sul territorio, e Federica Manfrini, di Rovereto, che spera di cimentarsi e quindi di approfondire temi che riguardino l’ambiente e la cittadinanza attiva.
Voleranno in Marocco Elda Goci e Valentina Carrara, entrambe da sempre interessate alla tutela dei diritti umani, in particolare a quelli delle fasce più vulnerabili della società, per affiancare l’equipe del progetto “La forza delle donne”, e Maria Cristina Pilo e Cristiano Bassanini che lavorando nel progetto “Bambini in viaggio” potranno mettersi in gioco con l’entusiasmo che traspare dai loro profili e le esperienze professionali svolte. Sempre in Africa, ma molto più a sud, stanno aspettando Cristina Danna che, in quanto “figlia d’arte”, la cooperazione c’è l’ha nel sangue e non vede l’ora di fare la sua parte nel progetto “Responsabilidade”, in Mozambico.
Elisabetta Caglioni e Consuelo Conti stanno preparando la valigia per il Guatemala: entrambe con un curriculum di educatrici, verranno accolte a braccia aperte dai bambini e adolescenti di “Edad de Oro Monte Cristo”. Esperienza oltreoceano come Casco Bianco anche per Silvia Donato e Corinna Lennelli, le due ragazze selezionate per il Perù, che mettono a disposizione studi, professionalità, ma soprattutto la voglia di condividere idee ed esperienze. Infine, Eleonora Banfi, Eleonora Falchetti e Marco Goldin stanno scegliendo l’ultimo maglione per il loro anno in Bolivia. Oltre a perdersi nei paesaggi mozzafiato di questo Paese, le due Eleonora s’inseriranno rispettivamente nei progetti “Qalauma” e “Qutapiquiña” e sarà per entrambe una sorta di “ritorno in patria” dato che ognuna di loro in questo Paese ha già vissuto e lavorato. Esperienza del tutto nuova invece per Marco che qui, e in particolare nel progetto “Bolivia Campesina”, potrà mettere a frutto i studi nell’ambito agro-ecologico..
Eccoli qui, i nostri 16 magnifici compagni di viaggio. A tutti loro auguriamo di dare il meglio, perché possano ricevere la gratificazione umana e professionale che questa avventura , siamo certi, può offrire.

lunedì 3 febbraio 2014

16 ragazzi promossi caschi bianchi

Il prossimo 3 marzo entreranno in servizio i ragazzi e le ragazze italiani che avendo partecipato al bando dell’ottobre scorso, sono risultati idonei e quindi anche selezionati per svolgere un anno di Servizio civile in uno dei tanti progetti di cooperazione allo sviluppo, educazione o solidarietà che le diverse Ong italiane che aderiscono alla Focsiv stanno realizzando in Italia, Europa, America latina, Africa o Asia.
L'intensa attività di selezione, svoltasi tra ottobre e gli inizi di gennaio, ha infatti portato a risultati positivi: sono stati assegnati 239 posti sui 243 disponibili (di cui 8 in Italia e 231 all’estero), con dunque una copertura di più del 98%.
ProgettoMondo Mlal, in particolare, ha selezionato 4 ragazzi e 12 ragazze, di diverse città di origine (Verona, Rovereto, Padova, Roma, Firenze, Monza, Lodi, Otranto, Bergamo, Arezzo, Aosta, Imperia e Ferrara): 4 per le sedi italiane nel progetto “Ambientiamoci” (Valeria Melegari, Federica Manfrini, Filippo Fratta Pasini, Lorenzo Marin); 4 per il Marocco, 2 per il progetto “Bambini in viaggio” (Maria Cristina Pilo e Cristiano Bassanini) e 2 per il progetto “La Forza delle donne” (Elda Goci e Valentina Carrara), 1 per il Mozambico, progetto “Vita Dentro” (Cristina Danna); 2 per il Guatemala, progetto “Edad de Oro”, (Elisabetta Caglioni e Consuelo Conti), 3 per la Bolivia, 1 per il progetto “Bolivia Campesina” (Marco Goldin), 1 per il progetto “Qalauma” (Eleonora Banfi) e 1 per il progetto Qutapiqina (Eleonora Falchetti), 2 per il Perù, progetto “Il Mestiere di crescere” (Silvia Donato e Corinna Lennelli).
Dopo la formalizzazione da parte dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, oggi le graduatorie sono pubbliche e consultabili sul sito FOCSIV, l’organismo di cui fa parte anche ProgettoMondo.
La formazione generale partirà appunto in marzo con un corso a Torino dedicato ai Caschi bianchi (servizio civile all’estero) e uno a Roma per i Caschi Blu che rimarranno a lavorare nelle sedi italiane. Quindi seguirà per tutti una breve formazione nelle sedi delle Ong di cui faranno parte e, nei giorni successivi, ciascuno prenderà il volo per raggiungere la propria destinazione.
A tutti loro non ci resta che augurare "buon servizio 2014"!

Info: serviziocivile@mlal.orgwww.progettomondo@mlal.org

venerdì 24 gennaio 2014

Un altro Caribe. Arte e impegno solidale per Haiti

La musica ci diverte, ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane, ci infonde forza e speranza. Ed è forza e speranza anche in Centroamerica, ad Haiti, soprattutto ad Haiti, Paese martoriato dal giorno della sua nascita ad oggi, ininterrottamente, da ogni tipo di calamità, umana e naturale. Per questo, è stata scelta proprio la musica quale codice comunicativo, in assoluto più “globale”, per aiutare noi tutti a riflettere e a migliorare la nostra visione e il nostro ruolo sociale nel mondo.
Sabato 8 febbraio, dalle 20, al circolo Il Vecchio Mulino nel cuore del centro storico di Sassari (via Frigaglia 5), in collaborazione con l’Ong.ProgettoMondo Mlal, da quasi 50 anni protagonista della cooperazione allo sviluppo italiana in America Latina, il gruppo musicale Radioclave e il Circolo enogastronomico e culturale Il Vecchio Mulino racconteranno Haiti, la sua ricchezza e le sue problematiche, attraverso un connubio di musica, immagini, cucina caraibica e impegno solidale.
Le note dei Radioclave trasporteranno il pubblico nella mistica e briosa atmosfera caraibica, mentre le immagini del videodocumentario “Haiti nella Terra” (fresco vincitore di due premi alla VIa edizione dell’EcoFestiValPesio) accompagnate dalla diretta testimonianza di cooperanti ProgettoMondo Mlal ci aiuteranno a conoscere meglio questo piccolo Paese immerso nel mare dei Caraibi ma così distante dalle immagini da cartolina e ne metteranno in luce la situazione attuale che, a 4 anni dal terremoto, rimane ancora drammatica e, mai come oggi, il Paese avrebbe bisogno dell’aiuto concreto di tutti.
La serata propone infine un ricco buffet di assaggi caraibici. Ai partecipanti è richiesto un contributo di 20 euro. Il ricavato, escluso un rimborso per le spese vive organizzative, sarà devoluto ai progetti ad Haiti.

Haiti ha poco meno di 9 milioni di abitanti e rappresenta il Paese più povero dell’America Latina. Il grave terremoto del gennaio 2010, che ha provocato la morte di oltre 230 mila persone, ha scosso la sensibilità di tutti, in tutto il mondo portando alla ribalta delle cronache una realtà sconosciuta ai più, spesso confusa per una meta paradisiaca di vacanzieri facoltosi.
All’indomani del terremoto, si è così prontamente innescata la solidarietà e la partecipazione di Stati, Società Civile e semplici cittadini che hanno consentito di raccogliere ingenti somme di denaro e di donare un nuovo anelito di speranza per una ricostruzione profonda e integrale del Paese.
Si è detto che nulla sarebbe stato come prima. Ma oggi, a distanza di 4 anni, a che punto si trova la rinascita di Haiti? Cosa è cambiato dal quel tragico 12 gennaio 2010? Che ruolo ha giocato la Comunità Internazionale sino ad adesso?
La serata Un altro Caribe ci aiuterà a rispondere insieme a queste domande.
Per info e prenotazioni: 079.4920324 – 339 3407008

Guarda il video Haiti nella Terra



Chi sono i Radioclave?
La musica può essere rivoluzionaria? Leggendo una biografia su Gilberto Gil: Gil e un gruppo di giovanissimi musicisti brasiliani, alla fine dei ’60, oltre a inventare il tropicalismo, guidavano in piazza le manifestazioni contro il regime. Per questo hanno sofferto l’esilio, ma sono stati più forti e ora sono voci e volti che portano nel mondo note di amore e di libertà. Gil ha avvicinato Marley, gli ha dedicato un album e ne ha seguito il percorso. Chi più di Marley incarna il mito del profeta in musica di queste note di amore e libertà? Il reggae possiede mani carezzevoli e artigli aguzzi, affratella ma sa anche svegliare coscienze e denunciare ingiustizie. E che dire di Cuba? Essere giovani e non aver paura di nulla guida la coscienza/incoscienza di musicisti ribelli a Cuba: testi diretti contro i militarismi, nessuno sconto alla rivoluzione castrista, tanto amore per l’isola ed il popolo cubano, ma si guarda avanti. Dal son al funky. Teste pensanti, cuori pulsanti e tanta, tantissima libertà, questa è la rivoluzione della musica afro-latina. Cosi, nell’estate 2010, nasce RADIOCLAVE, un combo a cui partecipano musicisti appartenenti a generazioni fra loro lontane e provenienti da esperienze musicali alquanto diverse. RADIOCLAVE è un progetto musicale nato con l’idea di percorrere le rotte tracciate dalle percussioni afro-latine in un ipotetico viaggio sonoro nel mondo della musica dei nostri tempi. Lo spettacolo proposto, risente di influenze afro, infezioni cubane, febbri brasiliane e contaminazioni caraibiche. Tutto all’insegna dell’unione fra qualità e divertimento, in pieno afro-funk style, eseguito da un ensemble elettro-acustico che proviene da esperienze di musica cubana, reggae, jazz, rock-blues e etno-folk in diverse formazioni sarde. Un viaggio che non vuole essere solo musicale, ma anche di condivisione di temi globali di pace, libertà, solidarietà, giustizia sociale e vicinanza fra i popoli.
I musicisti che compongono RADIOCLAVE sono: Antonello Franca (voce), Valentina Casu (voce), Sebastiano Pacifico (congas), Jacopo Careddu (batteria), Alessandro Zizi (fisarmonica, organetto, voce), Francesco Ciuti (basso), Giuseppe Sassu (chitarra elettrica).

Cos’è ProgettoMondo Mlal?
ProgettoMondo Mlal, costituito nel 1966 con sede a Verona, è un'Organizzazione non governativa (Ong) di cooperazione internazionale che promuove Programmi di Sviluppo con l’invio di cooperanti in America latina e Africa e il sostegno dei gruppi di volontari sul territorio italiano. Presente da oltre 10 anni ad Haiti, attualmente ProgettoMondo Mlal sta realizzando 3 progetti:
Scuole per la Rinascita di Haiti: si propone la ricostruzione di 4 scuole distrutte dal terremoto del 2010, l'applicazione di nuovi programmi psico-pedagogici e la messa in atto di piani di gestione e prevenzione dei rischi, in un'area ad altissima vulnerabilità climatica e sismica.
Haiti Verde: intende costruire opportunità concrete di formazione e impiego per le donne madri di famiglia vittime del terremoto del 2010 e promuove attività di orticoltura famigliare e scolastica nella stessa area epicentro del sisma.
Nuove Energie: per fornire opportunità di accesso a fonti di energia alternative, per garantire che siano sostenibili ed ecocompatibili per l’uso domestico e per sostenere lo sviluppo del settore agricolo incrementando la qualità di vita delle famiglie rurali e contrastando il disboscamento selvaggio che contribuisce non poco ad aggravare le conseguenze dei cataclismi naturali..

In Italia, ProgettoMondo Mlal promuove l'incontro e lo scambio fra culture differenti. Con attività di informazione, educazione alla pace e allo sviluppo, incontri, seminari, campagne di solidarietà e campi scuola, per coinvolgere società civile, associazioni e il mondo della scuola.
Dal 2010 si è costituito a Sassari il gruppo ProgettoMondo Mlal Sardegna, che intende promuovere i valori che ispirano l’azione della ONG, attraverso iniziative di educazione allo Sviluppo in tutta la Sardegna. A maggio 2010, si sono realizzate a Sassari due giornate di studio su Haiti, rivolte, in particolare, ai giovani in età scolare e con la presenza di Suzy Castor, nota intellettuale haitiana che vive e lavora a Port au Prince .

martedì 21 gennaio 2014

Aggiungiamo un posto a tavola! Il 26 gennaio al PalaOlimpia di Verona

Aggiungiamo un posto a tavola!
26 gennaio, ore 17 

ProgettoMondo Mlal al PalaOlimpia di Verona
per sostenere le mamme del Burkina Faso


500 gr di riso vialone nano, offerto dall’Azienda Agricola LaPila (Verona), confezionato in coloratissime stoffe africane, per sostenere circa 50mila madri e i loro piccoli con un piatto sano e nutriente al giorno e garantire il diritto al cibo in Africa, laddove fame e malnutrizione colpiscono ancora milioni di persone.

Questa è la ricetta di ProgettoMondo Mlal che con la campagna “Io non mangio da solo” accompagnerà le mamme e future mamme della regione di Cascades del Burkina Faso nella crescita dei loro figli, perché possano disporre di strumenti e conoscenze utili per nutrirsi e nutrirli con alimenti sani ed equilibrati.

Per aiutarci in questo progetto, l’Ong veronese vi accoglierà con i suoi sacchettini di riso all’ingresso del PalaOlimpia il 26 gennaio, a partire dalle ore 17, in occasione della partita di volley Calzedonia Verona - Altotevere Città di Castello. Con una piccola offerta non solo porterete nelle vostre case un sacchettino di ottimo riso, ma regalerete un posto a tavola a un bambino e alla sua mamma, l’intero ricavato infatti andrà a finanziare il programma “Mamma!”, in Burkina Faso.

Non mangiamo da soli,
sentiamoci tutti un po’ più MAMME!

Per saperne di più, consultate il nostro sito www.progettomondomlal.org, telefonate allo 045 8102105, o scrivete all’Ufficio Solidarietà: sostegno@mlal.org.

venerdì 29 novembre 2013

Va in scena "Un mondo possibile". Sulla relazione tra uomo e ambiente

Dal Burkina Faso a Verona per metterci in guardia sulle possibili conseguenze che sul nostro ambiente può avere una cattiva gestione delle risorse comuni da parte dell’uomo. Suleimane Koumare e Olivier Some, dell’Associazione Siraba di Bobo Dioulasso, sono infatti protagonisti della piece “Un monde possible”, che porta in scena la relazione tra uomo e ambiente.
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, verrà rappresentato a Verona, al circolo Cañara giovedì 5 dicembre alle 20,30, e al Binario 0 (ex sala d’aspetto della stazione FFSS) di Villafranca venerdì 6 dicembre alle 20,45.
L’avvio è da commedia e racconta la creazione del mondo ma poi, quando con la creazione dell’uomo, il tono si fa meno comico per arrivare a un finale che consegna agli spettatori la responsabilità di evitare la tragedia di un mondo futuro, ostile e invivibile, a causa della nostra indifferenza riguardo ai temi dell’ambiente.
Una messa in scena apparentemente semplice e diretta, dunque, ma che raggiunge lo spettatore con musiche e immagini ideate in uno dei Paesi più vivaci e interessanti del panorama culturale africano, portandolo a riflettere sulla necessità di cambiare il proprio atteggiamento, sia a livello personale che sociale, verso l’ambiente e le risorse naturali del pianeta.
Lo spettacolo viene promosso da ProgettoMondo Mlal che in Burkina Faso sta realizzando diversi progetti di cooperazione legati alla risorsa acqua, alla lotta contro alla malnutrizione di mamme e bambini, e al recupero dei bambini di strada. Nello specifico lo spettacolo rientra nelle attività del progetto europeo “A possible world” che, grazie al coinvolgimento di scuole e associazioni, ha come obiettivo la sensibilizzazione e la mobilitazione soprattutto dei giovani in piccole azioni di cittadinanza attiva per salvaguardare e migliorare l’ambiente. Le iniziative del progetto si svolgono contemporaneamente anche a Osijek (Croazia), Stoccarda (Germania) e Czestokowa (Polonia).
Per info: apossibleworld@mlal.org