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lunedì 18 novembre 2013

"Nicaragua in Skype. Un mondo mai visto". Un libro di Damiano Cosaro

Tornato in Italia a gennaio, dopo un anno di Servizio Civile trascorso in Nicaragua con ProgettoMondo Mlal, Damiano Cosaro ha scritto un libro sulla sua esperienza, che “fa sognare con speranza”.
Nicaragua in Skype. Un mondo mai visto”, il titolo della pubblicazione, scaricabile dalla rete come eBook.
Appena rientrato dall’America Latina, Damiano confessava, “guardo indietro e rifletto su cosa è stata per me questa esperienza. Un’esperienza vissuta tra alti e bassi, tra insicurezze e voglia di mettermi alla prova, tra incomprensioni e piccole soddisfazioni, scoperte e avventure.
Un’esperienza non sempre facile, ma che penso come a una delle più significative della mia vita”.
I mesi trascorsi in Nicaragua per il giovane hanno significato la necessità di misurarsi con i propri limiti, “imparando a non dare nulla per scontato o dovuto”.
E concludeva: “è stata un’opportunità per arricchire la mia persona grazie al confronto e allo scambio con un Paese e una cultura lontani da quelli di mia appartenenza; un’occasione per dare il mio piccolissimo contributo per un mondo più giusto, lavorando per i giovani e con i giovani di Chinandega”.
In un mondo così contraddittorio e ingiusto, in cui ogni giorno muoiono centomila persone di fame, soprattutto bambine e bambini, non solo abbiamo il diritto di sognare, ma il dovere di sognare e di sperare perché “senza sogni non ci saranno cambi”, e la nostra umanità ha bisogno di cambi radicali. Ecco perché il libro, scritto con Daniela Corzato, fa sognare con speranza.

mercoledì 5 dicembre 2012

Una rete di giovani imprenditori

In questi ultimi mesi abbiamo dato vita a una serie di incontri con lo scopo di creare un'organizzazione, o Rete, tra i giovani imprenditori di Chinandega che hanno partecipato al Progetto Futuro Giovane, integrando i vecchi partecipanti con i nuovi giovani che hanno appena concluso i corsi di formazione.
Dopo una prima fase, volta a favorire la conoscenza e la cooperazione tra tutti i partecipanti, e alcuni incontri settoriali, siamo giunti alla quarta assemblea generale. Nel corso degli incontri i ragazzi hanno iniziato a definire gli obiettivi, linee di lavoro e le attività che svolgeranno insieme come gruppo organizzato che prende il nome di “Red Futuro Joven Chinandega”. Tra gli obiettivi definiti fin’ora si può riscontrare la volontà dei partecipanti di crescere ancora non solo come singoli, ma in un’ottica di gruppo.
Sono infatti consapevoli che organizzati acquistano maggiore visibilità di fronte alle istituzioni e possono far sentire più forte la loro voce in rappresentanza dei bisogni e le esigenze dei giovani impresari di Chinandega. Sono inoltre coscienti che lo scambio continuo e reciproco con coetanei che vivono le loro stesse esperienze di imprenditori alle prime armi possa aiutarli a crescere e migliorarsi. Tra le attività previste si riscontra invece la volontà di promuovere e dare maggior visibilità sia ai ragazzi che alle loro piccole imprese: la creazione di un gruppo (per le comunicazioni interne della “Red” quali date delle prossime riunioni, memorie di tutti gli incontri, ecc.) e una pagina facebook (per pubblicizzare le storie dei ragazzi e le loro attività); l’installazione di stand, approfittando anche dell’avvicinarsi del periodo natalizio, con l’esposizione dei propri prodotti nelle differenti comunità.
Non poche sono le difficoltà riscontrate fin’ora nell’avanzamento di questo processo. Indubbiamente non è facile riuscire a conciliare il lavoro di tutti, con le riunioni per l’organizzazione della Red, ma i giovani sono animati e si impegnano a partecipare, dimostrando il loro interesse per un tipo di economia più comunitaria e partecipativa.

Marianna Costanzo
casco Bianco
Futuro Giovane
Nicaragua





giovedì 27 settembre 2012

Nicaragua: la consegna degli attestati ai futuri imprenditori

Si è recentemente concluso il secondo corso di formazione promosso da Futuro Giovane per i neoimprenditori di Chinandega. Questo secondo ciclo, che ha coinvolto 24 giovani, di cui 13 ragazze e 11 ragazzi, si è svolto anche grazie all’appoggio dell’Istituto Don Bosco che ha collaborato fornendo le aule dove si sono svolte le attività.
Il 3 agosto si è quindi celebrata, in un’atmosfera allegra e giovanile, la fine del corso con la consegna dei certificati di partecipazione per i ragazzi a cui, oltre ai neoimprenditori e alle loro famiglie, erano presenti una rappresentante dell’Istituto Don Bosco, un rappresentante dell’associazione ASJUSA (partner del progetto Futuro Giovane) e Pierangelo Rocco rappresentante di ProgettoMondo Mlal in Nicaragua.
L’ottimo lavoro svolto da educatori e facilitatori si è potuto riscontrare anche nel rapporto instaurato con i ragazzi basato sulla fiducia e la collaborazione.
Dopo aver intonato le note dell’inno nazionale del Nicaragua e assistito a alla rappresentazione di un ballo tradizionale eseguito da una delle 13 ragazze, si è passati alla consegna dei certificati. I giovani, tutti elegantissimi e accompagnati da un membro della famiglia, si sono avvicinati uno alla volta al tavolo per ritirare il proprio certificato tra gli applausi e il quasi tifo dei presenti.
Significativi sono stati i ringraziamenti dei ragazzi che hanno rivolto un pensiero non solo al progetto Futuro Giovane, ma anche a tutte le istituzioni che si sono impegnate per rendere possibile questo corso e alle loro famiglie che li hanno sempre appoggiati.
Un pensiero lo hanno dedicato anche a tutti gli altri giovani di Chinandega: “..ci piacerebbe che altri giovani abbiamo la stessa possibilità di vivere l’allegria che stiamo vivendo. Che accettino la sfida così come abbiamo fatto noi, perché ne vale la pena soprattutto se si tratta di cercare un modo per migliorare il nostro futuro..”. “L’unione fa la forza e ognuno di noi con il suo Piano di Impresa contribuisce alle attività, al cambiamento ed alla crescita del Nicaragua. Oggi stiamo iniziando, domani saremo degli imprenditori!”.
Prima di recarci tutti al buffet, cantando paso paso a la meta vamos a llegar (passo a passo raggiungeremo l’obiettivo), i ragazzi hanno salutato i partecipanti all’evento, trasformando così l’appuntamento formale, quale è di solito la consegna di un certificato, in una vera e propria festa.
Il loro entusiasmo di gruppo affiatato e unito è stato coinvolgente e da parte mia sono contenta di aver contribuito, anche se in minima parte come Casco Bianco con ProgettoMondo Mlal, a dare maggiore speranza ai loro sogni e progetti per il futuro.

Marianna Costanzo,
Casco bianco ProgettoMondo Mlal Nicaragua

martedì 25 settembre 2012

Nicaragua, non solo rifiuti

(Marianna Costanzo da Chinandega) Arrivata in Nicaragua sono rimasta subito colpita dalla quantità impressionante di rifiuti accumulata lungo i bordi delle strade e negli spazi pubblici in genere. Vivendo poi qui per un po’ di tempo, ho anche notato quanto sia abitudine comune buttare qualsiasi tipo di rifiuto in terra o gettarlo fuori da un finestrino degli autobus in corsa, senza nessun rispetto per l’ambiente circostante, deturpando con sacchetti di plastica e lattine paesaggi bellissimi. Dispiaciuta di trovarmi in un Paese così bello e così altrettanto sporco, sono venuta in contatto con un’altra Ong italiana, Africa 70, che in Nicaragua e Guatemala promuove un progetto sulla gestione dei rifiuti solidi.
Tra le diverse iniziative di Africa 70 anche una campagna sul riutilizzo dei rifiuti solidi per allungare la vita degli oggetti di uso quotidiano. Ho perciò deciso di dare anche io un mio piccolo contributo per cercare di cambiare un po’ questa mentalità, comune tanto in Nicaragua quanto anche nel nostro Paese, dell’ “usa e getta”, con la proposta di comportamenti diversi, e utili a ridurre i nostri rifiuti, e di modi facili anche per riutilizzarli. Ne è nato questo video...


lunedì 24 settembre 2012

Nicaragua: verso le elezioni tra polemiche e divisioni

Il 20 settembre è iniziata ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni municipali che ci saranno in Nicaragua il 4 novembre. Un inizio non senza critiche e polemiche, che del resto già si avvertivano nei giorni passati.
Rosario Murillo, la moglie del presidente in carica Daniel Ortega, ha annunciato infatti nei giorni scorsi che il Frente e Daniel sono già in campagna elettorale per il 2016 e che in queste elezioni municipali bisogna votare per il Frente, “perché il popolo è il Frente e il Frente è Daniel” e sarà quindi lui a vincere in ogni Governo Municipale.
Queste dichiarazioni hanno creato un po’ di malcontento in quanto manifesterebbero che i nuovi sindaci si muoveranno più in funzione delle prossime elezioni presidenziali del 2016 che non dei problemi locali dei municipi che dovrebbero rappresentare. Ed è proprio dovuto a questo malcontento che giovedì scorso, durante la tradizionale marcia che, passando per le vie di Chinandega, è arrivata fino alla piazza principale dove si è poi presentato il candidato ufficiale del FSLN (Frente Sandinista de Liberacion Nacional), si sono visti tre differenti cortei.
I tre cortei erano tutti formati da militanti sandinisti, ma oltre a quello ufficiale che sosteneva il candidato Indalecio Pastora detto “El Chino”, gli altri due proponevano i propri candidati, sostenendo la loro fedeltà al partito ma rivendicando la propria libertà di poter rifiutare un candidato imposto dall’alto. Si sono creati dei momenti di tensione quando uno dei due cortei si è incontrato con quello ufficiale nei pressi della piazza. Vi è stato un lancio di pietre e bottiglie di plastica placatosi quando è stato sciolto il corteo che sosteneva il candidato oppositore a El Chino.
La serata si è conclusa con le dichiarazioni ottimistiche fatte dal candidato Pastora dal palco nella piazza principale della città, ma tornando a casa ho sentito la gente lamentarsi di non aver mai visto il Frente tanto diviso come in queste elezioni.

Marianna Costanzo
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Nicaragua

mercoledì 5 settembre 2012

Piccoli imprenditori in aiuto dei giovani detenuti del Nicaragua

Imparare a fare il falegname, l’estetista o il cameriere. E impiegare il tempo da trascorrere dietro le sbarre acquisendo una specifica professione.
Dopo un primo contatto con il carcere penitenziario di Chinandega, il Centro Municipal de Servicios Juveniles (CMSJ) - istituzione creata dal progetto Futuro Giovane per favorire politiche giovanili nella città del Nicaragua - ha aperto le porte alla nuova iniziativa del Giudice Penale riservata agli adolescenti reclusi.
La riunione del 24 agosto scorso, a cui hanno partecipato l'equipe di Futuro Giovane, il CMSJ, i giovani imprenditori finanziati dal progetto e il giudice di area penale Marco Pereira, ha portato a un accordo importante che prevede l'inserimento di alcuni adolescenti, detenuti presso il carcere di Chinandega, in alcune delle piccole imprese del programma realizzato dalla nostra organizzazione per sviluppare opportunità di crescita economica per i giovani nicaraguensi.
L'iniziativa, prevista dalla legge 287 del Codice dei Bambini e degli Adolescenti, ha lo scopo di dare dignità ai detenuti offrendo loro l'opportunità di impiegare il tempo imparando appunto un mestiere.
Gli effetti positivi che si auspicano sono molteplici: gli adolescenti avranno l'opportunità di imparare abilità spendibili nel mercato del lavoro in un prossimo futuro e questo li allontanerebbe dalla strada e da potenziali crimini. Inoltre, durante le giornate lavorative, i giovani saranno tenuti a rispettare orari e regole di comportamento stabiliti dall'impresario di turno, favorendo così l'apprendimento di valori quali il rispetto e la disciplina.
Saranno tre i giovani che in questo avvio verranno inseriti in altrettante piccole imprese. I giovani detenuti, con età compresa tra i 14 e 17 anni, saranno costantemente seguiti dal giudice Marco Pereira e aiuteranno le imprese svolgendo le attività che di volta in volta verranno loro assegnate.
Da parte dei giovani imprenditori convocati vi è piena disponibilità ed entusiasmo, come spiega lo stesso Milton Montalban, proprietario di una falegnameria e beneficiario del progetto Futuro Giovane nel 2010.
“Io stesso prima di conoscere ed entrare a far parte del Progetto Futuro Giovane gironzolavo per la strada derubando i passanti. Ero solito bere molto alcol e non vedevo un futuro nella mia vita. Grazie al Progetto ho messo la testa a posto, sono stato formato, ho ricevuto un finanziamento e ora eccomi qui con la mia falegnameria. Sono un imprenditore. Ora do lavoro a 10 persone e mi sento realizzato.
Tutti meritano una seconda opportunità
e quindi io non ho nessun problema ad accogliere uno o più giovani detenuti. Insegnerò loro tutto ciò che ho imparato, sperando di dar loro la speranza di un futuro migliore”.
Il Centro Municipal di Chinandega e l'equipe del Progetto sono entusiasti di poter apoggiare questa iniziativa. Lo stesso Pablo Martinez, responsabile del CMSJ, si dichiara convinto che questa è la via giusta per aiutare i giovani di Chinandega e per creare una cultura di solidarietà e democrazia, tanto necessaria in Nicaragua.

Damiano Cosaro
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Nicaragua

mercoledì 25 luglio 2012

33° Anniversario della rivoluzione popolare sandinista


La giornata è iniziata da poco e la strada che porta da Chinandega verso Managua è bloccata. Non si tratta di un incidente, né di uno sciopero generale. È la carovana organizzata da Frente Sandinista de Liberacion Nacional (FSNL) e diretta alla capitale. Centinaia e centinaia di mezzi messi a disposizione dal partito in carica per permettere al “pueblo” di partecipare alla celebrazione dell'anniversario della rivoluzione.
È il 19 luglio e 33 anni sono passati dal giorno in cui la dittatura di Somoza cadde per mano del popolo nicaraguense, guidato dai principi e dai valori trasmessi dall'eroe nazionale Augusto Sandino, dando inizio a un processo che portò alla democrazia.
Oggi, ogni tipo di veicolo è diretto a Managua: bus di linea, camion merci, trattori, carretti, moto. E poco importa dove ci si siede o se lo spazio tra una persona e un'altra è pressochè inesistente. È l'anniversario della rivoluzione e tutti vogliono essere presenti.
Chi non può muoversi, si affaccia dalla finestra della propria casa, si arrampica sugli alberi, sfida il sole e rimane in piedi ai bordi della strada, solo per salutare la carovana. Si vedono genitori che spiegano ai loro figli cosa sta succedendo, gruppi di ragazzini che rincorrono i mezzi in movimento e persone anziane che salutano mostrando il segno di vittoria, esibendo un sorriso sdentato e urlando le parole magiche che provocano in ognuno dei presenti un senso di euforia !Viva Sandino!
Dappertutto spuntano bandiere rosso-nere o bianco-blu che sembrano danzare sulle note delle musiche rivoluzionare di Carlos Mejia Godoy trasmesse dalle autoradio. Si avanza a ritmo di musica circondati da un'atmosfera magica.
Quando la carovana si ferma per il forte traffico (e questo succede in continuazione), la gente esce dalle vetture. Le teste delle persone sbucano dai finestrini dei bus per prendere ossigeno. Alcuni ragazzi salgono sui tetti delle vetture e la strada si trasforma in un concerto con balli, canti e venditori di acqua che corrono su e giù approfittando del momento.
Dopo 6 ore di viaggio, questo infinito bruco rosso-nero-bianco-azzurro entra nella capitale scortato dalle vetture dei politici.
Finalmente si scende in strada e seguendo la massa mi dirigo verso la piazza Juan Pablo II, luogo in cui si terrà la celebrazione che culminerà con il discorso del presidente Daniel Ortega.
Entrando nella piazza, alle 2 del pomeriggio, mi trovo davanti a unimmagine maestosa: circa 300.000 persone provenienti da ogni angolo del paese sono oggi riunite in questo luogo.
Si vedono donne, bambini, anziani e un gran numero di ragazzi. Quest'anno, infatti, la giornata è dedicata alla Gioventù Sandinista.
Tra la gente si scorgono anche molti “gringos”, facilmente indentificabili per la loro carnagione chiara e il loro fare da curiosi. Giovani come me, turisti vogliosi di conoscere, vedere, ascoltare; e meno giovani, probabilmente giunti fin qui per ricordare e rivivere quegli anni della loro vita spesi in Nicaragua per dare il prprio contributo alla rivoluzione. Tutti riuniti in questo luogo in un tripudio di bandiere che sventolano alte tra la folla agitata che continua a danzare e a cantare musica rivoluzionaria. Tutti qui per celebrare l'evento e per ricordare cos'è stata e cosè la rivoluzione Sandinista.
A far da sfondo c'è il palco, imponente, con un gran sole colorato al centro, affiancato da file di bandiere nicaraguensi. Sul palco, con la coppia presidenziale, sono presenti esponenti politici di ogni paese “alleato” del Nicaragua. Cuba e Venezuela in primis.
Alle 5 del pomeriggio, dopo ore di viaggio e di attesa, la musica si spegne e la Prima Dama, la Signora Mourillo, prende la parola dando il via al discorso ufficiale e ricevendo l'attenzione del pubblico presente.
Non passa molto tempo e successivamente arriva il turno del Presidente. È in questo momeno che qualcosa cambia. Mi acorgo che qull'euforia, quell'energia che si respiravano nell'aria ora sembrano svanite improvvisamente.
Il discorso di Daniel Ortega si trasforma in una vera e propria propaganda Politica dove più che far cenno all'importanza di questa giornata viene esposto il programma politico che il governo porterà avanti durante il nuovo mandato, ricevuto con le elezioni del 2011.
Le bandiere si abbassano, la gente in massa inizia ad andarsene e la piazza si svuota velocemente. Nemmeno la metà delle persone giunte sin qui rimane sino alla fine della cerimonia.
Già ero a conoscenza delle varie critiche dirette al Governo e in particolare verso lo stesso Daniel.
 Sergio Ramirez descrisse la sua delusione verso il partito FSLN nel famoso libro “Adios Muchachos”; Dona Maria Tellez, lo fa tutt'ora dal suo blog in internet e il quotidiano più letto nel paese, La Prensa, attacca in continuazione il governo e la figura di Daniel, paragonandolo addirittura all'ex dittatore Somoza (solo per citare alcune fonti).
Nonostante ciò non mi aspettavo questa reazione da parte del pubblico durante la manifestazione del 19 Luglio. Non me lo aspettavo dopo aver visto e vissuto la gioia e l'emozione delle persone presenti durante tutto l'arco della giornata.
Incuriosito e ansioso di conoscere il parere diretto dei giovani nicaraguensi ho deciso di intervistarne alcuni. Per te cosa rappresenta il 19 luglio? Ho chiesto.
Originariamente la celebrazione di un popolo a seguito di una difficile epoca storica; oggigiorno un circo politico per accontentare la massa, mi ha detto qualcuno.
Il giorno dopo il 18 di luglio. Un giorno in più di vacanza, ha risposto qualcun altro.
Il ricordo che nel passato Nicaragua si ritovò unita a lottare contro la dittatura; oggi, uno spreco di denaro, e ancora la fine di una dittatura e l'inizio di un'altra. E poi cè ch sostiene che precedentemente era una celebrazione di libertà; ora è il giorno in cui il governo regala alcohol a tutti.
Nessuno nega l'importanza di quel momento, quel lontano 19 luglio 1979, giorno che porta un gran significato. Un significato di libertà a seguito dal grande sacrificio e dall'unione del popolo nicaraguense. Ma ciò che oggigiorno sembra prevalere tra lo stesso popolo che ha appoggiato e vissuto la rivoluzione è un generale malcontento e senso di indignazione. Dove il partito al governo e particolarmente la sua figura centrale, Daniel Ortega, vengono accusati di corruzione,  abuso di potere, sopprusi e ingiustizie.

Damiano Cosaro
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Nicaragua

giovedì 19 luglio 2012

In Nicaragua su un bus multiservizi

I coloratissimi autobus che girano per le strade del Nicaragua non sono proprio l’ultimo modello uscito sul mercato, anzi. Sono abbastanza vecchiotti e a volte dubito che possano affrontare viaggi che durano anche sei o sette ore su strade asfaltate e non, ma in quanto a intrattenimento non hanno niente da invidiare a un comune centro di ritrovo come può essere un bar. Non c’è infatti solo la musica, diffusa da un potente impianto stereo e a volte accompagnata anche da un maxischermo dove si possono vedere le immagini del video, a farti compagnia. Oltre ai passeggeri, sul bus c’è un vero viavai di gente. I primi a salire, appena aperte le porte, sono i venditori ambulanti che cercano di accaparrarsi i posti strategici dove sistemare le merci che venderanno. Si tratta soprattutto di pane, bibite gassate, snack di vario tipo e altre cibarie, cotte o crude.
Sul bus si vende e si compra di tutto. Il corridoio tra i sedili si trasforma in continuazione: da punto ristoro dell’autogrill (assente per le strade) a mercato ortofrutticolo, da cartoleria a farmacia e via dicendo. Le voci che sponsorizzano le merci in vendita si danno il cambio, ma tutte hanno lo stesso tono acuto e un po’ cantilenato accompagnato dall’immancabile “amor” alla fine di ogni frase. La merce viene presentata nel minimo dettaglio, mostrata e poi distribuita a tutti i passeggeri che possono analizzarla da vicino “sin compromiso” (senza impegno) e finalmente venduta o recuperata e pronta per passare su un nuovo autobus.
Se quello che ti serviva non è in vendita sul bus non c’è da disperarsi, soprattutto se si è al corrente di un “punto vendita” sulla strada. Infatti si può sempre chiedere all’autista di fare una breve sosta, il suo aiutante sarà ben lieto di scendere e farti la spesa personalizzata, passandoti poi le merci dal finestrino e chiedendo anche agli altri passeggeri se hanno bisogno di qualcosa. Più di 50 persone ferme dentro un autobus in mezzo a una strada aspettando che pochi di loro comprino un paio di angurie da portare a casa, ma mai nessuna lamentela.
Durante questi viaggi non si percepisce la fretta, sembra che nessuno abbia l’ansia di arrivare a destinazione. L’importante è salire, l’importante è mettersi in viaggio, tutto il resto conta poco.
E non importa se sull’autobus ci sono già più persone di quante ne potrebbe portare, non importa se non c’è più spazio neanche per le persone in piedi. Se sei un ragazzo giovane e relativamente in forma puoi sempre viaggiare sul tetto!
Se mi estraneo un attimo dalla confusione che mi circonda e mi guardo attorno con occhi da spettatore, mi accorgo che quelli che a me sembrano disagi, qui vengono affrontati con la calma e con il sorriso. Spesso si vedono persone sedersi sulle ginocchia del compagno di viaggio per far spazio a qualcun altro sul sedile, molti prendono in braccio i figli di persone che non conoscono, solo per rendergli il viaggio un po’ meno scomodo o si offrono di tenere borse della spesa di sconosciuti se non c’è più posto negli spazi appositi sopra i sedili. Ci si aiuta reciprocamente come si può, spontaneamente, e pochi sono quelli che si girano dall’altra parte facendo finta di niente. Si viaggia vicini, attaccati, anche se fuori ci sono 40° e nessuno sembra soffrirne, nessuno si lamenta, anzi. Si cerca un pretesto per iniziare una conversazione, per condividere il tempo che si è costretti a trascorrere a stretto contatto e si può parlare di tutto. Di studi, di lavoro, di religione e di riciclaggio, del cibo e dell’Italia, di quanto è bello il Nicaragua.. All’inizio, soprattutto con me che sono straniera, difficilmente la gente si mette a parlare, ma basta qualche sguardo e qualche sorriso in più che subito ti coinvolgono. E sono forse queste conversazioni che rendono il viaggio così interessante.
Il tempo alla fine passa velocemente e ogni spostamento rappresenta una storia a sé. È un viaggio all’interno di un viaggio: con l’autobus ti sposti da un luogo all’altro e nell’autobus si viaggia da una storia all’altra. Storie di persone che non rincontrerò più, ma che hanno voluto condividere con me un loro piccolo frammento di vita o cercato, attraverso qualche domanda e le mie risposte, di conoscere un Paese così lontano dal loro.
Per quanto a volte odi questi spostamenti scomodi e interminabili, dove esistono solo due fermate ufficiali (la partenza e l’arrivo), dove tutte le altre innumerevoli fermate intermedie sono su richiesta e possono anche essere a distanza di 5 metri l’una dall’altra, dove l’autobus si trasforma anche in un corriere express che riceve e consegna pacchi a domicilio, dove si avvisa il passaggio suonando un clacson che sembra una trombetta dello stadio che stordisce tutti, dove ti spingono per entrare, per passare, per vendere enchilladas e gassosa, per cercare uno spazio che è impossibile trovare o per prendersi giustamente i soldi del passaggio..per quanto odi tutto questo, non posso non ammettere che probabilmente gli spostamenti in bus hanno rappresentato per me l’esperienze più belle e vere vissute fino adesso in Nicaragua.
Quelle che più mi hanno avvicinato alla gente, quelle che mi hanno più emozionato e quelle che forse ricorderò con più piacere una volta tornata a casa.

Marianna Costanzo
Casco Bianco Nicaragua
ProgettoMondo Mlal

lunedì 16 luglio 2012

Tre giovani imprenditrici alla prova

Le ragazze, consapevoli delle grandi opportunità che l’esperienza poteva offrire loro, erano molto emozionate all’idea di partecipare a una serie di “rueda de negocio(piccole esposizioni fieristiche), organizzate a livello nazionale dall’Istituto nicaraguense di appoggio alla piccola e media impresa(INPYME). Appuntamenti realizzati proprio allo scopo di far conoscere alle grandi imprese i prodotti dei piccoli imprenditori, favorirne le relazioni e magari farne uscire anche qualche nuovo contatto!
Lo scorso 12 luglio è stata la volta dei settori tessile, cuoio, calzature, bigiotteria e oreficeria. E per la prima volta appunto, all’evento organizzato nelle sale dell’Hotel Intercontinetal di Managua - grazie al Progetto Futuro Giovane che le ha iscritte sostenendo poi le spese per trasporto e materiale pubblicitario, e del Centro di appoggio alle piccole e medie imprese (Campipyme) che promuoveva l’adesione alla manifestazione - hanno partecipato anche 3 giovani imprenditrici di Chinandega.
Si tratta di Aleicarg Elisa Delgado Villanueva, esperta in ricamo su asciugamani e vestiti, e di María Elizabeth Espinoza Torres e Junieth Ríos Mejía, specializzate in abiti da uomo, donna, bambino e divise.
Tra le quasi 30 piccole e medie imprese che hanno partecipato all’iniziativa, quella di Aleicarg, “Bordados Mace’s”, ha attirato molto l’attenzione, e una giornalista del canale televisivo CDNN 23 le ha fatto alcune domande sui suoi lavori sottolineando la bellezza dei ricami.
I ricami della nostra giovane imprenditrice si differenziavano infatti dagli altri presenti all’evento perché realizzati interamente a mano e con una tecnica che qui in Nicaragua purtroppo si va perdendo.
Le imprenditrici di Futuro Giovane sono tornate a casa contente e soddisfatte della loro esperienza. Benché nessuna abbia ricevuto la proposta di un contratto, questo non le ha scoraggiate. Sono consapevoli di star muovendo i primi passi, di dovere ancora crescere, e questa prima partecipazione è stata un’ottima occasione per confrontarsi con imprese di maggiore esperienza ed essere più consapevoli degli aspetti su cui impegnarsi maggiormente per migliorare.

Marianna Costanzo
Casco Bianco Nicaragua
Progetto Futuro Giovane

martedì 10 luglio 2012

Scuola di campagna in Nicaragua

Ha preso avvio lo scorso 4 luglio il programma di formazione chiamato “Escuela de Campo”, rivolto ai produttori agricoli della zona rurale di San Jun de la Penca, nel Municipio di Chinandega.
Il programma si avvale di una metodologia proposta dalla FAO, con la quale collaborano le varie organizzazioni che si occupano di sviluppo rurale in America Latina (e non solo).
Si tratta di una metodologia che permette ai componenti di un gruppo di decidere autonomamente gli argomenti specifici da trattare durante il corso, costruendo dunque il programma a seconda delle esigenze che vengono esposte man mano. Si tratta di “Aprender Haciendo” (imparare facendo) che significa promuovere un atteggiamento attivo e propositivo affiché i partecipanti stessi, guidati da facilitatori esperti in materia, possano trovare la soluzione adatta ai loro problemi.
Inoltre questo programma, articolato nelle comunità rurali, permette ad agricoltori (o allevatori) di una determinata zona di conoscersi meglio, instaurando così relazioni di collaborazione che favoriscono il lavoro in rete, in un contesto di economia solidale.
Il Progetto “Futuro Giovane”, i cui valori e obiettivi combaciano con il Programma della “Escuela de Campo”, ha scelto quindi di collaborare con l’Instituto Nacional de Tecnologia Agropecuaria (Inta) che da tempo si occupa di favorire lo sviluppo delle zone rurali.
Il Progetto “Futuro Giovane” assicurerà la parte logistica, offrendo tutto il materiale necessario e garantendo la partecipazione di giovani finanziati nell'ambito della prima fase del Progetto. INTA, dal canto suo, metterà a disposizione i propri tecnici e l'esperienza nel settore, garantendo la qualità dell'offerta formativa.
Data la forte presenza di allevamento di vacche da latte sul territorio, e di tanti giovani imprenditori interessati, si è stabilito di iniziare proprio con la cura del bestiame.
I giovani allevatori di bovini, beneficiari del programma, verranno formati su 2 tematiche: il test di gravidanza delle mucche, per saper riconoscere il loro periodo di fertilità; e l'inseminazione artificiale. Si tratta di due argomenti essenziali per un efficiente lavoro con il bestiame. La produzione del latte infatti, prodotto finale destinato alla vendita o alla trasformazione, dipende direttamente dalla gravidanza delle vacche. In questo modo, i partecipanti apprenderanno a gestire autonomamente questa fase, senza dover dipendere da tecnici esterni, a volte molto costosi e insufficienti.
La prima “lezione” si è svolta nella comunità “Cuatro Manzanas”, e più precisamente nella Fattoria di Carlita, giovane allevatrice finanziata dal primo Progetto, nel 2010. Con lei erano presenti altri 13 campesinos (numero idoneo per poter assicurare una buona qualità formativa), guidati da due tecnici agronomi e un medico veterinario.
Il sole battente, la polvere sollevata dal vento, la fattoria circondata da bestiame, il profumo di terra, lo spuntino a base di prodotti derivati dal latte, il via vai di carretti trainati da cavalli ossuti: un contesto molto familiare che ha favorito il successo della prima giornata. Insieme ai partecipanti, che hanno dimostrato interesse e partecipazione, si è a lungo ragionato sull'obiettivo da raggiungere con i prossimi incontri.
Nelle prossime 9 lezioni verranno affrontate le tematiche centrali, alternando ai momenti di teoria la pratica sul campo.
Non ci resta altro che garantire loro buon lavoro per lo sviluppo della zona rurale di Chinandega.

Damiano Cosaro
Casco Bianco Nicaragua