Visualizzazione post con etichetta educazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione. Mostra tutti i post

mercoledì 10 dicembre 2014

Un murale di speranza

Fotografia di Stefano Pirovano
Pace, amore, comprensione, amicizia, e poi ancora vita, forza, felicità, onestà… Queste sono alcune delle parole che i ragazzi di prima media del Centro Edad De Oro Montecristo del dipartimento di Chimaltenango hanno deciso di scrivere sull’albero del murale realizzato insieme: colorati frutti, in spagnolo e katchiquel (la lingua maya di questa zona del Guatemala), di un laboratorio di espressione artistica durato due bimestri.
Molti dei ragazzi della scuola hanno difficoltà ad esprimersi, a far sentire la propria voce, a raccontarsi, semplicemente ad alzare la mano in classe, e questo si ripercuote poi nelle attività scolastiche (e non solo) di tutti i giorni. Da quest’osservazione, è sorta spontanea la proposta del laboratorio di espressione artistica, durante il quale attraverso disegni, tempere, pastelli e colori vari si è lavorato sull’espressione di sé e sulla comunicazione di se stessi ai compagni di classe. Il risultato è stato davvero soddisfacente: i ragazzi hanno realizzato lavori bellissimi, riuscendo a raccontarsi prima su un foglio, e poi a raccontare quel foglio a parole, di fronte a tutti. Accanto ai lavori individuali, si è avviato dopo le prime lezioni un lavoro collettivo: un murale, appunto. I ragazzi, armati di acrilici, pennelli, sedie e trabattello, hanno lavorato con costanza, e il risultato finale si può vedere nella fotografia. Il murale si vede anche dalla strada, ed è questa la cosa più bella; mentre lo realizzavamo, le persone che passavano si fermavano a guardare, e mentre le parole uscivano dal pennello, in strada venivano pronunciate da voci di passanti: esperanza, justicia, solidaridad. Da quelle parole nascevano brevi chiacchierate, sorrisi, curiosità di voci da un lato all’altro del muro; ed è sempre bello, credo, quando le parole scritte prendono vita.

Elisabetta Caglioni
Servizio Civile ProgettoMondo
Edad de Oro - Guatemala

martedì 9 dicembre 2014

I ragazzi di Paese insegnano il diritto al cibo

Lotta alla malnutrizione e diritto al cibo vengono insegnanti tra i banchi della scuola media di Paese, in provincia di Treviso.
In questi giorni, infatti, ProgettoMondo Mlal sta allestendo negli spazi comuni dell'istituto scolastico, la mostra didattica "Mangiare Bene, Mangiare Tutti", realizzata per riflettere sulle molteplici dinamiche che ruotano attorno al nostro piatto.
La realizzazione, dinamica e coinvolgente, verrà illustrata dagli operatori di ProgettoMondo Mlal l'11 dicembre a gruppi di ragazzi delle singole classi che, a loro volta, faranno poi da ciceroni al resto dei compagni di scuola attraverso puntuali visite guidate sulla realtà complessa che sta dietro al cibo che mangiamo, e alla scoperta di qualcosa di più sulla fame del mondo e sulle sue cause.
Un modo concreto e originale per stimolar i ragazzi a sostenere anche la campagna "Io non mangio da solo" che quest'anno ProgettoMondo Mlal ha dedicato ai bambini del Burkina Faso e alle loro mamme.

mercoledì 17 settembre 2014

Settimo, non sprecare!

Settimo, non sprecare” è un evento promosso dal 2 al 4 ottobre a Verona dall’Ong veronese ProgettoMondo Mlal con la Provincia di Verona, Architetti Senza Frontiere e IUAV, World Biodiversity Association, Jardin de los Ninos onlus e Asociation civil Jardin de los ninos, grazie al contributo della Regione Veneto.
Saranno tre giorni di educazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale a cui sono invitati a partecipare studenti degli Istituti superiori veronesi (alle attività in programma a Villa Buri) e contemporaneamente, alla Loggia di Frà Giocondo, l’appuntamento è per associazioni, amministratori, studenti universitari, cittadini. La scommessa è creare una task force di soggetti che, a diverso titolo, saranno più sensibili e orientati ad un cambiamento negli stili di vita propri e per una città più sostenibile.
Per organizzatori, promotori e sponsor, partire dal mondo della scuola è doveroso: 50 studenti degli Istituti superiori veronesi, si ritroveranno infatti immersi nel contesto naturalistico di Villa Buri, potranno sperimentarsi in workshop, laboratori dedicati al risparmio delle risorse, all’importanza del riuso e del riciclo. La proposta alle scuole culminerà sabato 4 ottobre, con 250 studenti che, dalle 9.00 alle 12.30 festeggeranno la XIV Giornata della Biodiversità, con la partecipazione di Giovanni Onore della Fundacion Otonga, in prima linea per la salvaguardia della foresta Otonga e del suo patrimonio di biodiversità.
Verrà anche dato spazio alle idee dei giovani per una cittadinanza attiva in cui l’ambiente abbia un Open Book Workshop che offrirà una metodologia partecipativa per far emergere idee innovative a tutela dell’ambiente, con l’impegno poi di tradurle in pratica.
ruolo centrale, grazie all’
Associazioni, amministratori, studenti universitari, cittadini potranno invece partecipare al workshop di approfondimento “Slum Twinning. Città globali, città informali, città emergenti. Il ruolo della cooperazione internazionale nello sviluppo sostenibile”, organizzato da Architetti Senza Frontiere.
Il workshop che si svolgerà alla Loggia di Fra Giocondo giovedì 2 ottobre dalle 9.30 alle 18.30 propone, grazie all’intervento di esperti del settore della cooperazione internazionale, attori istituzionali e professionisti del mondo dell’ingegneria e dell’architettura, una riflessione sulla vita negli slums e nelle periferie urbane per condividere esperienze a Nord e a Sud che possano invertire il processo ormai inarrestabile dell’inurbamento e del moltiplicarsi di periferie di megalopoli.

Comunicazione ProgettoMondo

Per info:educazione@mlal.org

Leggi il programma 

lunedì 4 agosto 2014

Diario dal Guatemala

Anche quest'anno il progetto Kamlalaf, patrocinato dal Comune di Piacenza in collaborazione con ProgettoMondo Mlal, ha permesso ad un gruppo di giovani italiani di vivere un'esperienza di turismo responsabile in America Latina, più precisamente in Guatemala.
Accompagnati da Danila Pancotti di Mlal Piacenza: Giulia Bosi, Alessandro Ferrari, Samuele Verzi e Martina Visalli sono stati ospiti del Cemoc, il Centro Educativo di Montecristo, dove ha avuto inizio il loro percorso di turismo responsabile.
Raccontano così la loro esperienza:
Solo Oceano. Quando le nuvole si diradano, finalmente la città: Ciudad de Guatemala è una massa densa che si dilata e si comprime; di colpo un barranco, una pausa all’interno del mosaico che si stende a perdita d’occhio.
Su un pulmino ha inizio il nostro viaggio verso Chimaltenango. È ora di punta sulla Panamericana e ci fondiamo nella moltitudine di auto che lasciano la capitale: le persone ritornano a casa dentro il cassone di un pick-up, affollati dentro un vecchio autobus americano o semplicemente camminando al bordo della strada.
La nostra attenzione viene catturata da una miriade di cartelli ed insegne pubblicitarie, sempre troppo grandi per i piccoli edifici su cui si affacciano serrati, rubando ogni brandello di spazio libero, come a voler essere ciascuno il primo della fila sulla lunga linea della strada.
Salendo verso nord ovest la città lascia spazio alla foresta, così si snoda tra piccole baraccopoli dove, davanti alle case in lamiera, le donne si arrangiano vendendo una moltitudine di oggetti su banchi di fortuna.
La nostra attenzione cade sulle transenne e sui sacchi di sabbia disposti disordinatamente ai lati della strada e dietro, sulla vedetta dei militari. Il nostro accompagnatore ci spiega che il governo predispone posti di blocco armati per il controllo del narcotraffico, ma che in realtà il presidente militare ottiene, in questo modo, un controllo della popolazione più diffuso sul territorio.
A Chimaltenango ci allontaniamo dalla strada principale e percorriamo la carretera in direzione Montecristo. Il panorama cambia di nuovo: i piccoli villaggi rurali sono intervallati dai campi di mais, la gente si muove lenta in moto, a piedi o a cavallo sulla strada sconnessa che sale fino al villaggio situato tra le montagne.
Arrivati a destinazione ci troviamo di fronte alla porta di una piccola casa, ad accoglierci ci aspettano Stefano, Elisabetta e Consuelo, qui in Servizio Civile per ProgettoMondo. Ci sediamo a tavola con loro, ma le 24 ore passate in viaggio si fanno sentire ed è ora di riposarci. Per fortuna qui c’è silenzio ed è tutto tranquillo.
Il nostro primo giorno al Cemoc inizia di primo mattino in un breve momento di riflessione assieme ai ragazzi che ci porta a discutere di grandi temi quali pace e libertà; qui apprendiamo che i giovani del centro hanno dagli undici ai sedici anni e sono divisi in tre classi, così come accade nelle nostre scuole medie.
In seguito facciamo colazione e ci viene spiegato che è compito del centro educare i ragazzi a una è fondamentale prevenire la malnutrizione. La giornata prosegue quindi con le lezioni: notiamo quindi che le classi sono composte ciascuna da circa una trentina di ragazzi, con un rapporto equo tra maschi e femmine; ci viene spiegato che questo fattore non è scontato, anzi si tratta di una grande conquista che va contro la tendenza generale di escludere le donne dall’ambiente scolastico.
corretta alimentazione, poiché per una crescita realmente sana
Il piano di studi che seguono è altrettanto degno di nota, poiché oltre alle materie tradizionali come spagnolo, matematica, inglese, i ragazzi seguono anche un corso di Kaqchik, la loro lingua locale, e di Maribma, lo strumento musicale tipico guatemalteco: preservare la loro identità e la loro tradizione è considerato fondamentale.
Nel suo piano formativo il centro mette a disposizione anche dei laboratori di falegnameria, sartoria, cucina, agricoltura e lavorazione del ferro, affinché gli studenti abbiano l’opportunità di sperimentare più ambiti lavorativi e possano comprendere in cosa sono più portati, imparando così già un mestiere con cui possono fornire supporto economico alla propria famiglia.
All’interno del centro è presente anche un ambulatorio, dove due volte alla settimana è presente un dottore a disposizione dell’intera comunità.
Lo spirito del Centro si riassume nella frase “Educando en la verdad desde nuestra realidad”, che ci accoglie all’ingresso. La voglia di cambiamento e quella di rinnovamento sono i sentimenti che percepiamo in chi spera in questo progetto educativo, in chi avendo vissuto i tragici eventi storici del Guatemala, spera che la prossima rivoluzione cominci educando i più giovani a ricercare un futuro migliore: “Educare alla verità a partire dalla nostra realtà”.

I ragazzi di Kamlalaf

mercoledì 25 giugno 2014

Ultimi giorni per iscriversi all'African Summer School

C’è tempo ancora fino al 27 giugno 2014 per iscriversi ai corsi formativi estivi che presentano l’Africa come terra di opportunità sia culturali che d’impresa, organizzati dalla scuola estiva veronese African Summer School (ASS).
Sono disponibili 10 posti per chi desidera partecipare anche solo a una singola giornata di lezione come uditore libero; il termine ultimo per la prenotazione di questi posti è il 31 luglio 2014.
Giunta alla sua seconda edizione e patrocinata dal Comune e dall’Università di Verona, ASS mira a concorrere alla diffusione di una concezione equilibrata del continente africano, con lo scopo di stimolare e facilitare il lancio di nuove attività economiche in un continente che negli ultimi anni sta sperimentando alti livelli medi di crescita, trasferendo ai partecipanti nuove conoscenze e competenze in ambito storico, economico e geopolitico. Le lezioni, seguite da tre mesi di attività formative individuali o di gruppo, si svolgeranno dal 3 al 10 agosto 2014 a Villa Buri, una villa settecentesca veronese.
Per raccontare un’Africa protagonista della storia umana dal neolitico fino ad oggi e non più solo come terra di missione, ma come un luogo pieno di opportunità, gli organizzatori hanno selezionato due docenti africani: José do Nascimento, che insegnerà Storia generale dell’Africa, e l’esperto in marketing e blogger tra i più influenti del continente, Mawuna Koutonin, che insegnerà Afro-business.
Ancora oggi, infatti, per molti l’Africa è un continente a-storico e per altri, invece, la sua storia sembra aver inizio con l’epoca della schiavitù. Rettificare tali tendenze è importante sia dal punto di vista scientifico che culturale: da una parte, infatti, risulta cruciale ribadire come l’Africa sia stata la culla dell’umanità, dal momento che tanti dei fenomeni sociali conosciuti hanno avuto origine proprio lì; dall’altra, capire l’Africa sotto una prospettiva storica può aiutare a lottare contro quegli stereotipi e quei fenomeni di razzismo che ancora oggi persistono nelle società occidentali.
Questo insegnamento è importante non solo per favorire il dialogo interculturale, ma anche e soprattutto per la costruzione identitaria delle cosiddette “seconde generazioni” (giovani di origine africana nati o cresciuti in Italia), che hanno la necessità di aver accesso a riferimenti culturali dei paesi di origine dei loro genitori.
Inoltre, se da un lato la scarsa conoscenza del continente africano da parte della compagine europea genera falsi preconcetti culturali, dall’altro è anche responsabile della mancanza di consapevolezza riguardo alla crescita economica che sta effettivamente avvenendo in queste regioni: le trasformazioni in atto, sia nell’economia mondiale che locale, offrono infatti contro ogni previsione numerose opportunità di realizzazione di micro-imprese gestite/gestibili dai giovani e la sfida di oggi sta appunto nel trovare il giusto modo per incoraggiare i giovani africani e di tutto il mondo a cogliere tali opportunità creando appositi percorsi di accompagnamento necessari alla realizzazione delle loro idee imprenditoriali.
Uno degli intenti dell’iniziativa è, infatti, proprio quello di creare le condizioni per lo sviluppo e la realizzazione di almeno un progetto di business in Africa, che sarà realizzato stimolando i partecipanti africani ed italiani a scrivere dei progetti d’impresa durante i tre mesi che seguiranno la settimana formativa. I progetti saranno quindi inseriti all’interno del concorso “Business Incubator 4 Africa“, dove un comitato di selezione, composto da rappresentanti dei nostri partner e da esperti in materia, selezionerà la miglior idea, la quale sarà premiata ed accompagnata nella sua fase di incubazione.

Iscrizione come studente

Iscrizione come uditore libero

Comunicazione ProgettoMondo Mlal

lunedì 9 giugno 2014

Haiti, inaugurata l'ultima scuola

In una cornice di festa, il 16 maggio scorso, sotto un tendone montato nel giardino della scuola come riparo prima dal sole e poi dalla pioggia, ProgettoMondo Mlal e FCA hanno ufficialmente consegnato l’ultima struttura scolastica “Myrdud” alla Comunità di Sarbousse, che si trova nella provincia di Léogâne, città costiera del Dipartimento Ovest di Haiti ed epicentro del terremoto del 12 gennaio del 2010, e inoltre hanno presentato a popolazione ed autorità i risultati dei rispettivi interventi  realizzati in ambito educativo e di assistenza sul territorio.
Persino il direttore dell’impresa incaricata della realizzazione della nuova scuola non è voluto mancare alla cerimonia destinando anche un piccolo budget per le spese dell’evento e poi presentando alla comunità le metodologie antisismiche seguite nella costruzione della nuova struttura scolastica. Erano poi presenti naturalmente le principali autorità locali: da quelle pubbliche, rappresentate dal CASEC, a quelle religiose, presenti in vece delle diverse chiese evangeliche e cattoliche della zona; fino ai rappresentanti dell’Ispettorato del Ministero dell’Educazione di Léogâne.
In questa occasione, il direttore della scuola, il Comitato dei genitori e gli insegnanti hanno pubblicamente ringraziato le istituzioni che hanno permesso la ricostruzione della scuola. Quindi hanno confermato il loro impegno a utilizzare la nuova struttura nel miglior modo possibile, con il desiderio di fornire accesso a un’educazione completa ai bambini della comunità, nel rispetto della destinazione principale degli spazi scolastici.
Questa, infatti, disporrà  sia di energia elettrica, fornita da un grande pannello solare, sia di nuovi servizi igienici, realizzati grazie al contributo del progetto Haiti Verde promosso sempre da ProgettoMondo Mlal nella stessa area d’intervento.
Inoltre erano presenti una delegazione di donne appartenenti al CESCAL, il Centro di Trasformazione dei prodotti agricoli che ha allestito un banchetto per informare, promuovere e nel contempo vendere i principali prodotti di stagione da loro preparati (marmellate, farine, noccioline tostate, creme a base di frutta).
I veri protagonisti della festa, però, sono stati senz’altro gli alunni della scuola che, sia piccoli che grandi, hanno presentato spettacoli di danza, canto e teatro, pensati e preparati appositamente nelle ultime settimane con l’aiuto degli insegnanti.
La costruzione della scuola era stata ultimata alla fine del 2013, in tempo per permettere l’apertura del nuovo anno scolastico e rendere sin da subito disponibili, ad alunni e insegnanti della comunità, i nuovi spazi e le nuove aule.
Si è comunque preferito aspettare le ultime settimane dell’anno scolastico per l’inaugurazione vera e propria della nuova scuola per attendere la chiusura formale del contratto di costruzione con la ditta, che anche 6 mesi dopo la consegna provvisoria delle chiavi, in questo periodo ha apportato piccole correzioni alla costruzione, e anche per organizzare l’inaugurazione in un momento dell’anno meno carico di impegni scolastici e consentire il regolare corso delle lezioni.
La comunità si è sentita molto orgogliosa del risultato del progetto e, durante la cerimonia, l’atmosfera di festa ha contagiato tutti, fino alla momento della chiusura della giornata avvenuta con un abbondante rinfresco preparato con prodotti e specialità locali: maiale fritto, insalate, e montagne di riso con fagioli!
Al termine dell’inaugurazione, senza perdere tempo, l’intera comunità è tornata operativa: gli adulti a lavorare i propri appezzamenti per sfruttare l’inizio della stagione delle piogge; gli studenti a preparare gli esami di fine anno, poiché la scuola di Myrdud è un istituto di natura comunitaria e perciò alla fine di ogni anno scolastico gli alunni devono sostenere un esame statale che convalida il percorso formativo svolto.
L’anno scorso, pur avendo fatto lezione tutto l’anno in strutture provvisorie, i risultati degli esami sono stati eccellenti, e più del 80% degli studenti li ha superati con esito positivo. Ora che la struttura è ultimata, ci si aspetta di consolidare questo percorso, affinché la scuola di Myrdud diventi un punto di riferimento per l’intera comunita’.

Alessandro Gambarini
Responsabile “Scuole per la rinascita”
ProgettoMondo Mlal Haiti                  


venerdì 6 giugno 2014

Quanto pesa la spazzatura?

Quanto pesa la spazzatura sul nostro pianeta? La settimana scorsa con i ragazzi di terza media del Centro Monte Cristo in Guatemala, abbiamo scoperto che anche in una piccola comunità come questa può avere un peso rilevante: partendo infatti dalla strada su cui si affaccia la scuola, abbiamo raccolto 41,8kg di plastica, 0,8kg di vetro e 8,5kg di carta, per un totale di 51,11kg di spazzatura.
L’iniziativa, proposta da noi ragazze del Servizio Civile con il progetto Edad de Oro Monte Cristo, in collaborazione con Don Gonzalo, che promuove un corso di agricoltura per gli studenti, è partita da una semplice chiacchierata su come coinvolgere i ragazzi sui “grandi temi” della sostenibilità ambientale e su come trasmettere l’interesse in maniera attiva e divertente.
Una chiacchiera tira un’idea e dall’idea è nato “Limpiamos Nuestro Mundo”, un’iniziativa che vede coinvolti tutti i ragazzi della scuola che, divisi per corso, si impegnano a rendere un po’ più bello il luogo in cui vivono.
Durante l’attività civile, tra gli argomenti di discussione si è deciso di inserire la Giornata Internazionale dell’Ambiente. Con un gruppo di ragazzi di terza media quindi abbiamo dato vita ad un piccolo teatro di mimi che ha inscenato il deterioramento della Terra, dovuto ai comportamenti irresponsabili dell’uomo come l’inquinamento delle risorse idriche, la deforestazione e la produzione indiscriminata di rifiuti che non vengono poi smaltiti. Al termine dello spettacolo, uno degli attori ha lanciato la nostra proposta concreta all’inevitabile domanda: come possiamo fare noi a trasformare lo slogan “Un Mondo Migliore” in una buona pratica quotidiana? Nel nostro piccolo, quel che abbiamo pensato è che un’azione alla portata di tutti, come evitare di buttare rifiuti a terra e pulire se possibile da quelli già buttati dagli altri, potesse essere la risposta.
Armati di sacchetti dell’immondizia e di improvvisazione, la settimana scorsa siamo così andati per le vie di Monte Cristo e, sotto gli sguardi curiosi degli abitanti, abbiamo raccolto plastica, vetro e cartacce, ottenendo un risultato più positivo di quanto ci aspettassimo: i ragazzi si sono sentiti molto coinvolti sulla tematica e hanno lavorato duro, sorprendendosi per primi della quantità di rifiuti raccolta.
Potremmo fare mille riflessioni sulla riuscita dell’iniziativa, ma credo che si possano riassumere tutte nelle semplici parole di Sergio che, intento a raccogliere i singoli pezzettini di plastica e carta che tappezzavano le strade del suo paese, di fronte al mio complimento su come lavorasse bene, mi ha guardato sorridente e mi ha detto: “Qui io ci vivo. È più bello pulito e se posso contribuire, beh, lo faccio!”.
Un ragionamento che fila, in effetti... Ed è grazie a ragazzi come Sergio che si può realizzare ciò che altrimenti rischierebbe di rimanere soltanto uno slogan. La settimana prossima si continuerà la pulizia anche con gli studenti di prima e di seconda media... vi terremmo aggiornati su quanto peso avremo tolto dal mondo.
 
Elisabetta Caglioni
Servizio Civile Edad de Oro
ProgettoMondo Mlal Guatemala

lunedì 26 maggio 2014

Scuola di Afro-business a Verona

Dopo il successo avuto nel 2013 si terrà anche quest’anno tra il 3 e il 10 agosto a Villa Buri (Verona) la seconda edizione dell’African Summer School, con l'appoggio anche di ProgettoMondo Mlal.
La prima training school in business con un focus tutto africano, è rivolta a cinquanta giovani ed è caratterizzata da una didattica interculturale, dove i partecipanti, oltre a seguire le lezioni, potranno alloggiare e mangiare nella struttura, trascorrendo momenti di convivialità e favorendo l’interscambio culturale.
Sarà possibile iscriversi fino al 13 giugno, compilando il modulo d'iscrizione e firmando il regolamento e inviandoli a info@africansummerschool.org. Ai candidati che saranno selezionati, sarà richiesta una quota di partecipazione di 280 euro, se si intende pernottare a Villa Buri, di 210 euro in caso contrario. Sono previste, inoltre, borse di studio parziali per i candidati posizionati ai primi tre posti della graduatoria.
I temi principali del percorso formativo saranno due: “Storia Generale dell’Africa” e “Afro Business”, condotti rispettivamente dal professor José Do-Nascimento e dall’imprenditore Mawuna Koutonin. Il primo, storico e politologo, è direttore dell’Associazione di Ricerca sulle Prospettive della Modernità in Africa; il secondo, blogger molto influente sul continente africano, è anche fondatore del sito di play marketing, goodbuzz.net.
Uno degli intenti del percorso formativo, che beneficerà anche della presenza di docenti italiani, è favorire una nuova concezione del continente africano in Italia tramite la valorizzazione del sapere prodotto dagli intellettuali africani, esaminando la “Questione Africana” con attenzione al punto di vista degli africani stessi, fattore poco presente nel quadro composto dai nostri mass media che spesso trasmettono invece una visione sfalsata dell’Africa, caratterizzata da stereotipi che non tengono conto della voce di chi in prima persona vive quei contesti politico-economici e socio-culturali.
Concluso il corso avrà luogo la successiva fase di tre mesi in cui i partecipanti dovranno stendere degli elaborati finali in forma di tesine umanistiche o business-plan, che saranno poi valutati e selezionati nell’ambito del concorso interno “Business Incubator 4 Africa”, che mira a premiare le migliori idee imprenditoriali e ad accompagnare la loro realizzazione.
Usando le parole del dott. Fortuna Ekutsu Mambulu, direttore della 2° edizione dell’African Summer School: "Con African Summer School, la nostra associazione (Africafriends, n.d.a.) intende istituire un percorso formativo atto a trasferire ai giovani italiani e stranieri delle competenze interculturali e imprenditoriali in grado di assicurare loro un’agevole navigazione nei mercati africani. In sostanza, ci prefiggiamo di essere una regia e un ponte capace di accompagnare in Africa il know-how e il lavoro italiano".

Per info:
Iscrizione
Brochure
Manifesto
Tel : 3462282254 (dott. Fortuna Ekutsu Mambulu)

Comunicazione ProgettoMondo


martedì 13 maggio 2014

Al fianco di Esquivel

 «Un uomo che ha le sue radici in America Latina e che rappresenta, non solo simbolicamente, un continente giovane, vitale, che fu definito da Papa Paolo VI come il Continente della Speranza».
Così la neo-presidente Ivana Borsotto ha presentato all'assemblea dei soci Mlal il Premio Nobel per la Pace argentino, Adolfo Pérez Esquivel.  L'occasione di questo incontro ha permesso di tornare tutti, volontari ed ex-volontari, nel Paese che, continua Ivana, «ha rappresentato 50 anni fa per il Mlal l'inizio di un cammino straordinario nel quale abbiamo incontrato compagni e amici che ci hanno insegnato la solidarietà, la passione civile, il coraggio e la dignità.
Un posto che in quei tempi era il luogo dell'ingiustizia, della povertà, della violenza perpetrata dalle dittature, ma anche dell'educazione popolare, delle comunità di base, dei comitati dei quartiere, delle donne che si organizzavano, delle battaglie per avere l'acqua, la luce, la scuola, per essere riconosciuti come cittadini.
In quell'America Latina, Adolfo Pérez Esquivel ha testimoniato la sua fede nel carcere e tra le torture, ma le sue azioni hanno testimoniato anche la forza immensa della nonviolenza ispirata da una salda e profonda radice cristiana. Un uomo la cui voce è "una piccola voce tra coloro che non hanno voce", la cui voce "vuole avere la forza della voce degli umili"; che ha camminato "insieme al popolo e ai miei fratelli, i poveri, i perseguitati, gli affamati ed assetati di giustizia, che soffrono per colpa dell'oppressione, angosciati dalla vista della guerra, che sono oggetto di aggressioni e violenza o vedono rimandati i propri diritti fondamentali".
Ieri come oggi, Esquivel ci insegna che " per costruire una nuova società dobbiamo rimanere con le mani aperte, fraterne, senza odio e senza rancore, per ottenere la riconiciliazione e la pace, ma con molta risolutezza, senza scontri e in difesa di Verità e Giustizia. Perché so che nessuno può seminare con i pugni chiusi. Per seminare le mani devono essere aperte"
La sua testimonianza e il suo impegno non si sono mai fermati. E mi permetto di ricordare come le sue battaglie siano un esempio e un riferimento per il lavoro del Mlal: nella difesa dei diritti umani, che Esquivel interpreta come diritti sociali ed economici di fronte alla crisi economica, in difesa della dignità di bambini, anziani, donne, giovani che soffrono povertà ed esclusione sociale.
Così ProgettoMondo Mlal è impegnato nella lotta alla malnutrizione in Burkina, per la sovranità alimentare in Bolivia, a fianco delle organizzazioni di bambini lavoratori nell'area andina e per rendere più umane le carceri del Mozambico e in difesa dei diritti dei migranti in Marocco, in Perù o sulla frontiera tra Haiti e Domenicana.

Nella salvaguardia dell ambiente, dove denuncia la devastatrice attività estrattiva delle multinazionali minerarie straniere che spogliano i paesi dell'America Latina a costo zero, inquinando aria, ghiacciai e fonti d'acqua e incrinando delicati equilibri ambientali e contro cui ha proposto in Argentina la riforma della Ley de Minería che disciplina l'attività estrattiva, perché non c'è rispetto dei diritti umani se si saccheggiano le risorse dei popoli.Cosi come il ProgettoMondo Mlal si è impegnato per la salvaguardia della foresta amazzonica a fianco dei Mosetenes in Bolivia e degli indios Shipibo in Peru', per la difesa dei diritti sociali dei Mapuche in Cile e oggi per la riforestazione e la diffusione di energie alternative ad Haiti.
Nella promozione dell'educazione alla mondialità e della memoria: ogni anno Pérez Esquivel incontra migliaia di giovani per ricordare quello che sono state le dittature: "i giovani hanno il diritto di sapere cosa è successo nei loro Paesi in un passato non lontano", per alimentare il lungo e faticoso percorso della memoria, della giustizia, delle responsabilità.
Così il Mlal da sempre è impegnato nelle scuole e nelle comunità locali in cui sono presenti i nostri volontari con percorsi didattici di educazione alla cittadinanza mondiale, creando occasioni di interscambio tra nord e sud del mondo e siamo a fianco della Casa delle Gioventu' in Paraguay, dei giovani in Honduras o della Comision de la verdad in Perù per contribuire ai percorsi di riconciliazione e risarcimento delle comunità colpite dal conflitto armato degli anni 90.
L’edificazione della memoria e la sua alimentazione sono fondamentali se non decisivi per impedire che le tragedie del passato si ripropongano.
I percorsi di riconciliazione e di pace, infatti, cosi come quelli del lavoro e della lotta per la costruzione dei diritti umani, devono avvenire creando coscienza , creando sensibilità e cercando un equilibrio tra le esigenze della giustizia e quelle della pace.
»

Comunicazione ProgettoMondo

Ascoltando Adolfo Pérez Esquivel

Ascoltando Adolfo Pérez Esquivel mi sono resa conto ancora una volta quanto sia importante che la solidarietà e la cooperazione internazionale abbiano questa ottica di scambio, di reciproco apprendimento e che, anzi senza questo sguardo la cooperazione non ha senso.
Ho preso atto di quanto il Mlal abbia imparato dall’America Latina, nel costruire il suo Progetto Mondo. Ad esempio nel sentire la terra come la nostra casa, la Pacha Mama, che ci avvolge come un mantello di protezione e amore.
Anch’io ho avuto grandi maestri, come ha detto Adolfo, i contadini del Brasile che vedevano la scuola solo da lontano e per qualche mese, che dicevano “la terra è come il Padre Nostro: ci da il pane di tutti i giorni; la terra deve riposare, la terra è di Dio, noi l’abbiamo in prestito”. Un pane che non solo sazia la fame di cibo, ma anche di relazioni, di senso della vita.
O gli indigeni del Guatemala, orgogliosi Maya, tanto impegnati nella difesa accorata della loro terra, fino al punto di affrontare la violenza e la morte per difenderla.
Forse mi colpisce ancora di più l’ottimismo e la speranza che scaturiscono dalle parole di Adolfo Perez Esquivel. Io, infatti, che mi sono trovata dentro un conflitto violento per la proprietà della terra, che ho conosciuto persone che sono state torturate, posso dire con lui che “è quando la notte è più oscura che comincia l’alba”, e che non bisogna mai abbandonare l’utopia e la speranza del cambiamento. Con determinazione e testardaggine, con la volontà di cambiare se stessi e il mondo. Con la capacità di ricominciare, con il coraggio di mettersi sempre in gioco, con la fiducia nelle persone, non con la diffidenza continua, ma ricorrendo alla critica sana e anche all’autocritica. Il cammino di liberazione non è solo una ricchezza che abbiamo ereditato dall’America Latina: è un cammino che esiste oggi se abbiamo la forza di scoprirlo, illuminati da quella luce dell’alba che ci ha condotti fuori dalle tenebre.
Termino con una frase di Victor Hugo, che ci dovrebbe accompagnare nel nostro personale e collettivo percorso di liberazione:
L’utopia di oggi è la realtà di domani. 

Emilia Ceolan
Mlal onlus

mercoledì 30 aprile 2014

I ragazzi di Portogruaro ci raccontano il Marocco

Arrivati a Casablanca, provati dal viaggio e dalla stanchezza, le emozioni che abbiamo vissuto sono state contrastanti. Prima di arrivare, infatti, credevamo di imbatterci in una città molto più spartana; giunti sul luogo, invece, siamo stati piacevolmente sorpresi trovandola viva, caotica e caratterizzata da elementi tipicamente occidentali.
Quando dalla città ci siamo poi spostati nelle zone rurali, abbiamo avuto il piacere di conoscere alcune donne coinvolte nel progetto “La forza delle donne”, che ci hanno accolto con un banchetto ricco di pietanze tipiche marocchine, facendoci sentire i benvenuti con la loro calorosa ospitalità.
Giunti a Meknes siamo stati accolti in una cooperativa di donne e qui abbiamo conosciuto Viera, la referente del progetto che assieme alle altre operatrici ci ha mostrato attraverso un filmato la testimonianza di una donna marocchina vittima di violenze.
A Beni Mellal siamo stati ospiti di un’altra cooperativa dove, in un ambiente molto sobrio, ci è stato presentato il progetto “Bambini in viaggio”, che opera principalmente all’interno delle scuole per promuovere la cultura della migrazione responsabile. In questa occasione abbiamo conosciuto i ragazzi di una scuola di Beni Mellal, che ci hanno intrattenuto con uno spettacolo di loro ideazione, durante il quale abbiamo avvertito il loro forte sentimento religioso e l’impegno e la curiosità con cui i ragazzi hanno dedicato il loro tempo alle attività scolastiche ci ha lasciati fortemente colpiti.
Oltre ad attività di interscambio culturale, questo viaggio ci ha offerto momenti di turismo molto affascinanti: tra essi siamo rimasti impressionati dagli aromi molto forti e dal trambusto incessante che permeava ogni angolo della Medina (città antica) di Fès; un luogo, a nostro parere, molto complesso per chi, come noi, non è abituato a frequentare mercati così affollati.
In conclusione, l’esperienza ci ha lasciato molto sotto ogni aspetto, soprattutto nell’osservare come il lavoro delle operatrici nelle associazioni ha avuto un impatto fondamentale all’interno della società marocchina; cosa che ha lasciato una fonte di ispirazione molto forte per chi di noi ha intenzione di intraprendere nel futuro un percorso nel mondo della cooperazione.

I pensieri dei ragazzi:

Penso che sia un’esperienza talmente forte e unica che dovrebbe essere vissuta da molte più persone. È un viaggio che sarebbe utile a molti occidentali per superare gli stereotipi e i pregiudizi negativi spesso attribuiti all’intero paese, che non permettono il dialogo indispensabile per conoscere persone cordiali che, invece, com’è successo a noi, hanno accolto venti ragazzi che non conoscevano in casa propria senza pensarci due volte.
Paesaggi e tramonti, ricchezza e povertà, sapori e odori. In Marocco c’è tutto. Come ultima cosa, non meno importante, ci tengo a dire che la forza di tutte le donne che abbiamo incontrato è davvero ammirevole.
Debora

Prima di partire per questo viaggio non avevo molte aspettative, ma tornata ho potuto riflettere su un’altra cultura e modi diversi di vivere. Mi ha stupito molto il fatto che nella loro semplicità e sobrietà siano tuttavia una popolazione molto cordiale e ospitale.
Grazie a questo viaggio ho rivalutato una popolazione che, nel pensiero comune, viene spesso fatta oggetto di pregiudizi ingiusti.
Elisa

Prima di partire mi aspettavo un paese molto più arretrato, ma visitandolo ho scoperto un paese molto più “moderno” rispetto a quanto credevo. Soprattutto le città di Rabat e Casablanca.
Ciò che mi ha colpita maggiormente è stata l’ospitalità con cui tutti ci hanno accolto, dalle signore che lavoravano nelle cooperative ai ragazzi della scuola di Beni-Mellal. Sono rimasta sorpresa da tutti i paesaggi stupendi che ho visto.
Questo viaggio mi ha permesso di capire maggiormente questa cultura che, altrimenti, avrei fatto fatica a comprendere.
Mery

Le mie aspettative prima della partenza erano diverse dalle sensazioni che questo viaggio mi ha dato. All’inizio ero solo entusiasta di visitare un paese diverso da quelli che solitamente possiamo vedere, tuttavia ora posso dire che questa esperienza è stata davvero importante perché mi ha permesso di ampliare il mio punto di vista ed eliminare alcuni dei miei pregiudizi.

Cristina

È stata una bella esperienza, anche se prima di partire non avevo molte aspettative. Mi ha sorpreso molto l’ospitalità delle persone e anche la loro gentilezza. E’ stato bello stare a contatto con la cultura marocchina, anche se in alcuni momenti è stata dura, ad esempio durante la visita delle Medine.
Giada

Mi è piaciuta molto questa esperienza ed è stato molto interessante stare a contatto con un’altra cultura totalmente diversa dalla nostra. Il Marocco è un paese molto legato alle sue tradizioni e alla religione che è alla loro base. Stare a contatto con realtà come queste ti aiuta a non avere stereotipi.
Erika

Il viaggio permette di conoscere e di vedere ciò che altrimenti non si riuscirebbe a comprendere. In Marocco la religione è il valore fondamentale che costituisce la loro cultura. Questa esperienza ci ha permesso di rivalutare una popolazione che è spesso oggetto di pregiudizi e stereotipi negativi. Ciò che più mi ha colpito è l’ospitalità con cui siamo stati accolti nelle cooperative e nei vari luoghi visitati, ma anche la forza che le donne ci hanno dimostrato.
Lireta

Durante questo viaggio attraverso le città e la cultura del Marocco ho potuto constatare nei vari luoghi e paesi, che la donna viene spesso messa in un angolo, senza essere presa in considerazione. Io ritengo che siano proprio le donne la vera forza di questo paese, ma esse vengono sempre sottovalutate ed anche maltrattate.
Beatrice

lunedì 28 aprile 2014

Social Day: i giovani italiani si attivano

ProgettoMondo Mlal crede fortemente nel protagonismo e nell’attivazione dei giovani, per questo ha aderito quest’anno al Social Day, una giornata fortemente simbolica in cui migliaia di ragazzi di diverse città italiane si attivano, sporcandosi le mani e dedicando i proventi della loro giornata di lavoro ad un progetto di solidarietà internazionale.
In occasione della giornata, tenutasi il 5 aprile, le Scuole Secondarie di Rivergaro e di Gossolengo hanno raccolto dunque con entusiasmo l’appello di attivarsi a sostegno di altri bambini e ragazzi nel mondo, promuovendo l’attivazione di 200 studenti, precedentemente formati da Danila Pancotti (referente Mlal Piacenza) con l’ausilio dei loro instancabili insegnanti. Lo hanno fatto dedicando alcune ore ad attività di aiuto e supporto all’interno della propria famiglia o in parrocchia, destinando la paghetta al progetto "Il mestiere di crescere", fondato proprio sull’esigenza di rendere i giovani protagonisti attivi all’interno della società.
Inoltre, coinvolti dalla proposta di attivazione, coordinata dall’insegnante Luisella Daveri, una piccola delegazione di ragazzi della scuola media di Rivergaro si è recata anche nella vicina scuola primaria, per spiegare ai più piccoli il significato del Social Day e coinvolgerli sul tema della sensibilizzazione alla solidarietà internazionale.
Per tenere viva la spinta proattiva, l’impegno proseguirà tra il 3 e il 7 giugno: Rivergaro ospiterà, infatti, la mostra didattica "Mangiare bene, mangiare tutti" per continuare a parlare di diritto
al cibo.
I ciceroni della mostra per genitori e classi della scuola primaria saranno proprio i ragazzi!
Da ProgettoMondo Mlal un grazie di cuore ai ragazzi e alle insegnanti che per un giorno si sono fatti portavoce di un impegno concreto di solidarietà internazionale e appuntamento all’edizione 2015!

lunedì 14 aprile 2014

Investire sull’infazia

Dopo quasi 5 anni dall’ultima, si è tenuta, a Bari il 27 e 28 marzo scorsi, la 4° Conferenza Nazionale sull’Infanzia e sull’Adolescenza organizzata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
L'appuntamento, dall’incoraggiante titolo "Investire sull’infanzia", e dedicato quest'anno a Cocò e Domenico, i due bambini uccisi dalle cosche mafiose a Cassano Jonio e Palagiano, ha voluto richiamare l'attenzione sull'importanza di un investimento precoce sui bambini in termini di ritorno economico per la comunità e ha rappresentato un importante momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione sui temi che interessano, non solo gli addetti ai lavori, ma anche bambini, ragazzi e famiglie.
Invece degli 800 partecipanti previsti, la segreteria ha registrato circa 1400 presenti, tra operatori, amministratori, studiosi, rappresentanti di istituzioni, associazioni e altre realtà, esperti del settore, gruppi di giovani e studenti desiderosi, come noi, di capire come si muoverà il Governo a proposito del prossimo Piano Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza.
Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha affermato che investire sull'infanzia "è una scelta fondamentale per ogni comunità e che occorre pensare al futuro, costruire politiche che ci aiutino ad arrivare agli obiettivi". Obiettivi che possono realizzarsi –ha sostenuto il Ministro–  solo con "una grande collaborazione tra tutti i soggetti che si occupano di infanzia e adolescenza" e ha sottolineato che "investire sull"infanzia non è solo una scelta di ordine etico, ma è conveniente", e ha parlato di temi cruciali, quali il calo delle nascite, la povertà minorile, la dispersione scolastica e l'emergenza educativa.
"La relazione educativa è sempre una relazione di reciprocità. I bambini non sono solo persone da educare, ma anche persone da cui apprendere", ha poi ricordato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, confermando la posizione che sul tema "infanzia" ha abbracciato da sempre anche la nostra organizzazione.
Nel pomeriggio si sono tenute invece quattro sessioni parallele, dedicate ad argomenti legati tra loro dal tema del convegno "Investire sull'infanzia", filo rosso della conferenza: Bambini e povertà delle famiglie; Bambini e ragazzi fuori dalla propria famiglia; Dall'integrazione all’inclusione; Servizi socio educativi per la prima infanzia: pari opportunità di partenza?
Come associazione Mlal abbiamo partecipato nello specifico al terzo atelier dove abbiamo ritrovato esperti che già conoscevamo e che ci hanno accompagnato nel nostro percorso sull’educazione all'intercultura e allo sviluppo, al protagonismo e alla partecipazione delle nuove generazione a Sud come a Nord del mondo.
L'evento è proseguito il giorno dopo con un intervento dei ragazzi coinvolti nel progetto "Partecipare, infinito presente", promosso dal "Pidida", Coordinamento per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a cui aderisce anche ProgettoMondo Mlal. Due ragazze poi si sono fatte portavoce di tutti i giovani che hanno partecipato al percorso svolto in alcune regioni italiane, dove ormai da qualche anno si sono costituiti i gruppi Pidida regionali: ad esempio Liguria e Veneto sui quali anche noi siamo coinvolti.
A seguire molto interessante è stata la restituzione dei lavori di gruppo (che potrete trovare a questo link qui) e una tavola rotonda a cui hanno preso parte i referenti di alcuni network (Pidida – Per i diritti dell’Infanzia e Adolescenza, Batti il 5 - Agesci, Arciragazzi, Cgil, CNCA, Ordine Assistenti Sociali, Save the Children Italia, UNICEF Italia, Gruppo CRC – Gruppo di Lavoro sulla Convenzione dell’Infanzia e Adolescenza) che hanno dato voce al mondo dell'associazionismo nazionale e internazionale perché fosse rimarcata la necessità di istituire un Osservatorio Nazionale sull'Infanzia e Adolescenza, fin troppe volte promesso e mai realizzato, ed esposto le aspettative rispetto al Piano nazionale infanzia annunciato dal Ministro Poletti.
L'affermazione, trasversale nella successiva restituzione dei quattro gruppi di lavoro e dei network del mondo associativo, è stata la necessità di una cultura dei diritti umani più diffusa e su cui investire, anche in termini economici.
Questo perché siano esigibili i diritti dei bambini soprattutto in un momento come questo, dove la crescita delle diseguaglianze sociali è in aumento e nel quale la crisi colpisce soprattutto l'educazione, rendendo fragile il nostro capitale umano.

Rossella Lomuscio
Mlal Onlus

martedì 1 aprile 2014

Ritmi afrobrasiliani: Tournee Casa Encantada

Dal 21 aprile al 12 giugno tornano in Italia gli Axe Lata con i ritmi afrobrasiliani per grandi e piccini. Soprattutto piccini. L’equipe di Salvador, guidata dai nostri cooperanti di Casa Encantada, Loris e Maria, porteranno infatti nelle scuole di ogni grado (dalla materna alle Superiori di secondo grado) laboratori di percussioni e danza promossi dal maestro Nomio. La tournee 2014 ha un fitto programma: partirà il 21 aprile da Livigno (Sondrio) per poi proseguire tra Vigonza (Padova), Vicenza e provincia, Belluno, Bergamo, Crema, Codognè (Treviso), Piacenza, Puegnago (Brescia) e San Vito Chietino (Chieti), per incontrare scolaresche, famiglie, giovani dei centri di aggregazione, parrocchie e gruppi di volontari ProgettoMondo Mlal. Il tema educativo e musicale per i laboratori/ spettacoli di quest’anno sarà: "La ricchezza della diversità".
La diversità comporta pazienza, difficoltà, tolleranza. Ma se si guarda la realtà come un "bicchiere mezzo pieno" -come ci insegnano i brasiliani- allora è possibile conviverci e apprezzarla. Allora ci si diverte a mescolare vari “ingredienti”, con fantasia e allegria.
La diversità è nei tratti tipici della terra brasiliana, come nella “fejoada (piatto tradizionale), che ha un moltissimi ingredienti mescolati insieme, nel sincretismo tra cattolici e animisti che possiamo notare spessissimo nelle espressioni di fede dei bahiani, o nella composizione stessa del popolo brasiliano fatto di persone di origine indios, portoghese e africana.

Ecco allora che la proposta educativa e musicale prende spunto da tre tipi di danza e musica brasiliani, diversi tra loro ma tutti e tre espressione della cultura e anima brasiliana.
  • L'indio ci insegna il rispetto della Madre Terra, e quindi verrà proposta (preferibilmente per le classi 1° e 2° elementare) attraverso una danza con canto indio-brasiliano, accompagnata da suoni e ritmi di percussioni create con l'utilizzo di lattine, barattoli e bottiglie PET e dei semi o sassolini. Potrà essere fatto costruire agli alunni lo strumento che suoneranno ballando e cantando l'inno all'Amazzonia.
  • Sarà poi fatta ballare (preferibilmente alle classi 3° elementare) una danza afro con il samba reggae di Salvador e con le sue origini africane.
  • Inoltre (preferibilmente alle 4 e 5 elementare) verrà insegnata la danza-lotta Maculelè, che trae origine sempre dagli schiavi africani. Con due bastoni di 50 cm in bambù, o di un manico di scopa, si può imparare l'antica danza lotta e costruirsi il proprio costume.
  • Si riprodurranno, come in passato, ritmi percussivi tipici della musica di Bahia anche costruendo strumenti con materiale riciclato.
  • Si potrà ballare tutti assieme la musica nordestina, con il più famoso Forrò che verrà velocemente insegnato a tutti (ad alunni, insegnanti e genitori). Il personaggio con il cappello nella maglietta rappresenta il sertanejo del Sertao, zona semi-arida, con i suoi personaggi, la sua storia e la sua resistenza. Saranno perciò sufficienti un cappello di paglia per i ragazzi e le treccine per le ragazze.
La proposta, ben articolata per fasce di età e molto educativa, sarà adattata a seconda delle esigenze delle scuole, del tempo a disposizione e del numero di alunni coinvolti.

Link al programma

Cinema, giovani e alimentazione: Premio Speciale a ProgettoMondo

La seconda edizione del Cinechildren Festival di Schivenoglia (Mantova) –sei giorni di proiezioni per scuole e adulti con seminari di approfondimento e altri appuntamenti culturali tenutisi negli ultimi due week end di marzo- ha visto premiato per la sezione “corti e alimentazione” il documentario di ProgettoMondo Mlal “Piccoli sogni che s’avverano”, realizzato dalla Kenzi Productions (regia di Annamaria gallone) in Bolivia nel 2011.
Ma anche altri due documentari di ProgettoMondo, “Bienvenidos (Bolivia 2012) e “Haiti nella terra” (2013) hanno ottenuto il 2° e 3° posto nella classifica generale. Grande quindi la soddisfazione tra gli operatori che in questi Paesi lavorano con dedizione e impegno per far sì che il cibo sia davvero diritto di tutti, e perché ogni Paese possa vedersi riconosciuto il diritto a produrre, trasformare e commercializzare i propri prodotti affinché qualità e ricavo economico assicurino dignità e sovranità alimentare alla popolazione.
I due documentari girati in Bolivia raccontano infatti l’impegno dell’ong ProgettoMondo a sostegno delle organizzazioni economiche contadine per la trasformazione di prodotti locali, quali grano, mais, frutta e latte e di piccole comunità che, sempre per il proprio autosostentamento, propongono itinerari di viaggio alternativi alle rotte battute dal turismo internazionale e alle attività.
Sul tema della sicurezza e sovranità alimentare era anche il documentario arrivato terzo che testimonia l’immane sforzo del movimento nazionale dei contadini haitiani per trovare nell’altipiano Centrale nuove opportunità di sopravvivenza e di sviluppo per il loro Paese martoriato da povertà endemica e ogni tipo di avversità naturale, primo tra tutti il devastante terremoto del 2010.
Nei sei giorni di proiezioni sono state proiettate tutte le 45 opere finaliste, individuate fra le 250 pervenute da 30 differenti Paesi. Le proiezioni avevano come tema “I giovani e l’alimentazione”, sul rapporto degli adolescenti con il cibo, toccandone anche tutte le problematiche collegate, quali i disturbi alimentari, la corretta dieta alimentare, i cibi spazzatura e la sicurezza alimentare.
Nel pomeriggio di domenica 30 marzo si è svolta appunto la cerimonia di premiazione, ospiti i vincitori e i rappresentanti di scuole e amministrazioni pubbliche che appoggiavano l’iniziativa.
ProgettoMondo Mlal ha dunque ritirato, direttamente dai bambini che hanno partecipato numerosi alla rassegna, un attestato che riconosce, oltre alla bellezza delle immagini, il valore educativo del documentario “Piccoli sogni che si avverano”. Il che equivale a riconoscere che anche il diritto al cibo della lontana popolazione contadina boliviana riguarda in fondo tutti noi.
Il Festival era organizzato da AMET Associazione Musica E Tecnologia, dall'etichetta discografica "Progetti e Dintorni" e dall'associazione "Cercando il cinema”, con i patrocini, tra gli altri, di Regione Lombardia ed Expo 2015.
link: www.cinechildren.it

giovedì 27 marzo 2014

Torna il sole sulla scuola di Myrdud


La ditta Sopec Plus, incaricata dei lavori di costruzione della scuola comunitaria di Myrdud, ha chiuso formalmente i lavori e consegnato le chiavi della struttura educativa al direttore e alla comunità di Myrdud già nel mese di ottobre. Ad aprile vi sarà però una verifica sullo stato della costruzione a 6 mesi dalla prima consegna delle chiavi, per dichiarare definitivamente conclusa la tappa di realizzazione della scuola.
Così, già dalla seconda metà di ottobre, i bambini di Myrdud sono entrati nella nuova struttura e hanno iniziato il nuovo anno scolastico senza ritardi rispetto alle tabelle ministeriali. Il progetto "Scuole per la rinascita" ha inoltre contribuito all’installazione del sistema elettrico e dei pannelli solari della scuola, e all’equipaggiamento dell’istituto grazie ad una donazione di mobili scolastici e materiali ludici e didattici. Sono state implementate inoltre diverse formazioni destinate prevalentemente al personale docente della scuola, per migliorare l’approccio pedagogico e rafforzare le conoscenze didattiche d’insegnanti e maestri.
Grazie a una sinergia con il progetto "Haiti Verde", sempre promosso da PMM nell’area rurale di Leogane, s’è poi generata l’opportunità per realizzare la costruzione delle toilettes della scuola, offrendo in questo modo ai bambini e agli insegnanti servizi igenici di qualita e accesso all’acqua.
Con questo importante passo avanti, ProgettoMondo Mlal, chiude una lunga tappa che ha permesso d’intervenire, non senza fatiche e complessità, nella costruzione di 3 scuole: due scuole in muratura (Aspam e Myrdud) e una scuola semi-permanente in legno (Deslandes). In relazione a quest’ultima scuola le negoziazioni condotte da PMM hanno consentito e facilitato la sottoscrizione di un accordo tra la comunità di Deslandes, Nazioni Unite, e l’ONG finlandese FCA; tale accordo prevede l’intervento di Nazioni Unite per il completamento della costruzione in muratura della scuola.
In quest’ultimo caso i lavori sono iniziati in febbraio e si protrarranno fino alla seconda metà del 2014 sotto la responsabilità esclusiva di Nazioni Unite.

Alessandro Gambarini
Scuole per la Rinascita
ProgettoMondo Haiti

mercoledì 26 marzo 2014

Assemblea d'Istituto "Educ-attiva"

Siamo spesso abituati a pensare alla scuola solo come al luogo di trasmissione di competenze tecniche e di formazione professionale, ma è piacevole ricordarsi a volte che essa è anche lo spazio in cui i giovani passano la maggior parte del proprio tempo, lo spazio dove, quindi, si formano come esseri umani ed assimilano molti dei valori che li accompagneranno nella loro vita.
Ed è piacevole soprattutto vedere una scuola che si adopera affinché i suoi studenti prendano coscienza del proprio ruolo nella società, come cittadini attivi e responsabili.
Ne è un esempio il Liceo Rosmini di Rovereto (TN) che, in vista dell'Assemblea d’Istituto tenutasi il 21 marzo 2014, grazie all’appoggio del dirigente Francesco De Pascale, ha dato spazio a un laboratorio di "educ-attivazione" in collaborazione con l’APSS, chiamato "In punta di piedi sul pianeta", dove gli studenti delle classi 1° BM e 1° CS, coordinati dalla professoressa Cinzia Azzolini e guidati da un’operatrice di Mlal Trentino Onlus, Federica Manfrini, hanno affrontato in sede di lezione un percorso di approfondimento legato alle tematiche ambientali, agli stili di vita e al concetto di cittadinanza attiva, a livello sia locale che globale, grazie in particolare allo spunto offerto dall’analisi di due progetti di cooperazione internazionale realizzati ad Haiti da ProgettoMondo, l’Ong di cui Mlal Trentino Onlus è anche tra i soci fondatori: "Haiti nella terra" e "Nuove Energie".
Durante il lavoro in aula, che ha preceduto l'Assemblea d’Istituto, i giovani hanno realizzato dei cartelloni sui temi dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità ambientale, che hanno poi esposto il 21 marzo in uno stand collocato nell'atrio dell'edificio scolastico. Da questa postazione, i ragazzi si sono quindi impegnati a coinvolgere gli altri studenti di passaggio a partecipare allo scambio di idee, attraverso attività creative e divertenti, come il test on-line sulla sostenibilità ambientale di A Possible World – uno specifico progetto di ProgettoMondo che intende appunto sollecitare la costruzione di una rete di sensibilizzazione sui temi cruciali del 7° obiettivo del millennio – oppure con il semplice gesto di apporre la sagoma della propria mano su un cartellone, come impegno tanto a continuare la collaborazione in eventi futuri, quali la "Notte Verde" di Rovereto e la giornata "Conto anch’io" del 2015, quanto, soprattutto, a farsi portavoce essi stessi di quell’idea di cittadinanza attiva che parte in primo luogo dalla scuola.
I giovani che hanno animato lo stand – Arianna Benedetti, Jacopo Benedetti, Irene Caporali, Matteo Dalle Vedove, Cesare Delucca, Enrica Emanuelli, Fabio Furchi, Antonio Innecco, Pietro Passarella, Lorenzo Rizzello, Giulia Ruscazio e Alessandra Zanvettor – insieme a tutti gli altri che hanno partecipato durante l’assemblea, hanno dimostrato che anche temi di tanta rilevanza possono essere affrontati con entusiasmo e protagonismo in una scuola che pone la crescita dello studente al centro del proprio interesse.

Filippo Fratta Pasini
ProgettoMondo Italia

lunedì 24 marzo 2014

CineChildren - Tre film di ProgettoMondo in finale

http://youtu.be/KLV4KVPWue0
Sono tre i documentari di ProgettoMondo arrivati in finale alla seconda edizione di Cinechildren, il Festival internazionale di cinema dedicato ai giovani che si tiene a Schivenoglia in provincia di Mantova nello scorso e nel prossimo week end (21-23 e 28-30). Nella sezione “Corto documentario” sono stati, infatti, selezionati “Bienvenidos”, “Piccoli sogni che si avverano” e “Haiti nella terra”, tutti diretti dalla regista Annamaria Gallone e realizzati dalla Kenzi Productions in collaborazione con ProgettoMondo Mlal che in questi Paesi ha altrettanti progetti di cooperazione internazionale. I due documentari girati in Bolivia raccontano l’impegno a sostegno di piccole comunità che per il proprio autosostentamento propongono itinerari di viaggio alternativi alle rotte battute dal turismo internazionale e le attività delle organizzazioni economiche contadine per la trasformazione dei prodotti locali nell’ottica di garantire un giorno una
http://youtu.be/oDYvff8YtuU
sovranità alimentare al loro Paese. Sul tema della sicurezza e sovranità alimentare anche il terzo documentario che testimonia l’immane sforzo del movimento nazionale dei contadini haitiani per trovare nell’altipiano Centrale nuove opportunità di sopravvivenza e di sviluppo per il loro Paese martoriato da povertà endemica e ogni tipo di avversità naturale, primo tra tutti il devastante terremoto del 2010.
Verranno proiettate le 45 opere finaliste, individuate fra le 250 pervenute da 30 differenti Paesi. Le proiezioni sono tutte a ingresso gratuito e hanno come tema “I giovani e l’alimentazione”, sul rapporto fra ragazzi e cibo con i disturbi alimentari, la corretta dieta alimentare, i cibi spazzatura e la sicurezza alimentare.
http://youtu.be/MlmhM0U8MXg
Sono quattro le sezioni del concorso: Corti di animazione, Corto di finzione, Corto documentario, Pellicole realizzate dalle scuole. Nella giornata di venerdì 28 marzo si terrà anche un convegno dal titolo “I giovani e l’alimentazione”, organizzato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia, e a seguire, l'incontro con il giornalista Amedeo Goria e il cantautore Lorenzo Piani.
Il Festival è organizzato da AMET Associazione Musica E Tecnologia, dall'etichetta discografica "Progetti e Dintorni", e dall'associazione "Cercando il cinema". Molti sono i patrocini istituzionali, fra cui Regione Lombardia e Expo 2015.