Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post

giovedì 13 novembre 2014

IL LIBRO: "PortAperta a La Paz. Dalle Ande, una rete di speranza"

Coriandoli e tamburi degli splendidi carnevali boliviani, i colori struggenti delle albe e i tramonti infuocati sulle Ande, il serpeggiare scosceso delle strade verso la selva. Ma anche tanto dolore e tanto amore, nel Sud America di Che Guevara, Monsignor Romero, Lula, di Videla ed Evo Morales, che non risparmia a nessuno emozioni di alto voltaggio.
È questa la storia di Riccardo Giavarini, il volontario storico del Mlal che vive in Bolivia ormai da quasi quarant’anni, raccontata nel libro fresco di stampa “PortAperta a La Paz. Dalle Ande, una rete di speranza”, a cura di Gisella Evangelisti.
Un racconto che si snoda come un “Quipu”, l’insieme di cordicelle annodate usato dagli Incas per trasmettere messaggi e numeri, con oltre 8 milioni di possibili combinazioni. Alla cordicella-base della storia personale si intreccia la cordicella delle voci dell’America Latina e dell’Italia. Di sottofondo, una terza cordicella riporta note canzoni e balli andini.
“Il bene ostinato” di Paolo Rumiz ha definito la storia e l’impegno di tanti volontari italiani che hanno dedicato qualche anno della loro vita a lavorare in mezzo alla gente di sperduti villaggi o caotiche città nel Sud del mondo, inseguendo un ideale di giustizia.
In “PortAperta a La Paz” si parla di uno di loro, il “nostro” Giavarini appunto, che arrivato ventenne sull’altipiano boliviano, si è identificato con chi ci vive, tanto da decidere di rimanerci per far diventare realtà tanti sogni considerati impossibili.

Originario di Bergamo, Riccardo Giavarini è padre di 5 figli avuti dall’altrettanto battagliera moglie boliviana, Berta Blanco.
Ma per più di 30 anni è stato cento volte padre dei giovani indigeni Mosetenes che rivendicano il rispetto per la terra e la foresta in cui sono nati e cresciuti, dei minatori di Potosì, degli scioperanti di Cochabamba, dei campesinos delle Ande, dei giovani detenuti di La Paz che lo hanno battezzato boliviano "de oro".
Giavarini, che nel 2011 è stato nominato volontario dell’anno Focsiv, in questi anni è arrivato dove neanche la cooperazione italiana può.
Conquistando la fiducia della Diocesi di El Alto, ha avviato attività personali di sostegno e accompagnamento anche quando mancavano i fondi internazionali, riuscendo a vincere una grande sfida con l’inaugurazione del primo Centro di rieducazione minorile della storia boliviana, Qalauma, oggi un programma pilota di ProgettoMondo Mlal riconosciuto dal governo boliviano e sostenuto dal nostro governo italiano e dall’Unione Europea.

Gisella Evangelisti dal 1985 si trova in America Latina come coordinatrice di progetti di promozione sociale e culturale, e come consulente dell’UNICEF. Ha esperienze di lavoro sul campo in Ecuador, Perù, Brasile, Paraguay e in vari paesi del Centro America. Esperta di cooperazione internazionale, ha sempre avuto una particolare attenzione ai problemi della donna e a quelli dei popoli indigeni dell’Amazzonia peruviana. Ha curato una serie di pubblicazioni educative in Italia e in America Latina, parecchi articoli per riviste specializzate, un CD-rom sui popoli indigeni … Di tutto il suo lavoro ricordiamo in particolare, perché in qualche modo si avvicina a questo, il volume “La luna grande dietro le montagne” uscito tempo fa sulla figura di Vittoria Savio, volontaria che opera a Cuzco in Perù con le “trabajadoras dell’ hogar”.

I proventi dalla vendita di questo volume, che può essere acquistato anche contattando Mlal Onlus allo 045.8102105 o scrivendo a info@mlal.org, saranno destinati ai progetti di Riccardo in Bolivia.

lunedì 18 novembre 2013

"Nicaragua in Skype. Un mondo mai visto". Un libro di Damiano Cosaro

Tornato in Italia a gennaio, dopo un anno di Servizio Civile trascorso in Nicaragua con ProgettoMondo Mlal, Damiano Cosaro ha scritto un libro sulla sua esperienza, che “fa sognare con speranza”.
Nicaragua in Skype. Un mondo mai visto”, il titolo della pubblicazione, scaricabile dalla rete come eBook.
Appena rientrato dall’America Latina, Damiano confessava, “guardo indietro e rifletto su cosa è stata per me questa esperienza. Un’esperienza vissuta tra alti e bassi, tra insicurezze e voglia di mettermi alla prova, tra incomprensioni e piccole soddisfazioni, scoperte e avventure.
Un’esperienza non sempre facile, ma che penso come a una delle più significative della mia vita”.
I mesi trascorsi in Nicaragua per il giovane hanno significato la necessità di misurarsi con i propri limiti, “imparando a non dare nulla per scontato o dovuto”.
E concludeva: “è stata un’opportunità per arricchire la mia persona grazie al confronto e allo scambio con un Paese e una cultura lontani da quelli di mia appartenenza; un’occasione per dare il mio piccolissimo contributo per un mondo più giusto, lavorando per i giovani e con i giovani di Chinandega”.
In un mondo così contraddittorio e ingiusto, in cui ogni giorno muoiono centomila persone di fame, soprattutto bambine e bambini, non solo abbiamo il diritto di sognare, ma il dovere di sognare e di sperare perché “senza sogni non ci saranno cambi”, e la nostra umanità ha bisogno di cambi radicali. Ecco perché il libro, scritto con Daniela Corzato, fa sognare con speranza.

lunedì 2 settembre 2013

Terzo posto al racconto di Josè, piccolo saggio di Qalauma

“Ripensando un po’ alla mia vita, mi incuriosiva il tema della scelta e di come, ciascuno di noi, prende le proprie decisioni. Così, quando ci è stato proposto di partecipare a un concorso di racconti, ho pensato di scrivere qualcosa proprio su questo tema”.
Ne è nato il racconto breve “El sabio” (Il Saggio) con cui, Jose Marcos Sanjines Berdeja, giovane detenuto nel Centro di Qalauma di La Paz in Bolivia, dove ProgettoMondo Mlal promuove l’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea, “Liberarte”, si è aggiudicato il terzo posto su 800 coetanei partecipanti.
Josè non avrebbe mai pensato di vincere. “No, non ci ho pensato neppure per un secondo", dice. "Scrivo racconti da quando sono in quarta classe, mi piace, mi fa stare bene e anche mi fa crescere”, ha spiegato.
“Il riconoscimento ottenuto mi ha fatto molto piacere – ammette Josè- e mi spinge a continuare a scrivere. Perché questo piccolo successo significa che, quello dello scrivere, finora, non è stato tempo perso”.
E agli altri adolescenti , fuori e dentro il carcere, Josè manda a dire: “Impegnatevi in ciò che più vi piace. Se vi proporrete un obiettivo, qualunque esso sia, lo raggiungerete con l’impegno. Niente a questo mondo è impossibile e tutto, prima o poi, si risolve”.
Parole di Josè, piccolo saggio di Qalauma.

“EL SABIO” (IL SAGGIO)

C’erano una volta due fratelli, Marco e Luis. un giorno Marco disse a suo fratello Luis che conosceva un saggio che sapeva tutto. Luis non gli credette e gli chiese dove avrebbe potuto trovare questo saggio; Marco glielo disse e Luis decise di andarlo a conoscere.
Durante il tragitto raccolse una pietra e arrivato a cospetto del saggio Luis gli chiese:
- Che cosa ho nelle mie mani?
– Una pietra- rispose il saggio.
Luis rimane sorpreso e il giorno seguente tornò con una pianta:
-Saggio cosa ho nelle mie mani? – e lui rispose “una pianta”. Luis allora disse:
- E’ vero che tu sai tutto.
Il giorno dopo ancora, Luis catturò una farfalla e si disse: se il saggio mi dice che è viva , la uccido, se mi dice che è morta, la lascio vivere”.
E così tornò dal saggio:
-Saggio, cosa ho tra le mie mani?- E lui rispose “una farfalla".
Luis chiese ancora: - Ma è viva o morta?-
Guardandolo il saggio rispose: - La decisione spetta a te!-.

Questo e gli altri racconti sono stati raccolti in un volume “Letras de union, racconti di giovani infrattori di Chile e Bolivia, Ediciones Cinosargo (www.cinosargo.com)

Scarica qui il pdf del libro

mercoledì 17 ottobre 2012

Il prete e l'antropologo. Un libro accattivante presentato a Verona il 19 ottobre

Fondazione Nigrizia, Ivres e ProgettoMondo Mlal
organizzano l’incontro sul libro
IL PRETE E L'ANTROPOLOGO
TRA GLI INDIOS DELL'AMAZZONIA


19 OTTOBRE - 16.30
Sala Africa Missionari comboniani, Vicolo Pozzo 1


partecipano
Silvia Zaccaria, antropologa e curatrice del libro; Daniela Marchese, antropologa; Giuseppe Magri, segretario generale Fondazione Nigrizia; Mario Lonardi, presidente ProgettoMondo Mlal, Alessandro Pasi, collaboratore Ivres, Padre Silvano Sabatini (in videointervista), missionario della Consolata

modera
Ismail Ali farah

Un libro dal titolo accattivante in grado di stimolare riflessioni critiche riguardanti la figura del missionario. Il libro instaura un rapporto quasi familiare con il suo lettore, complice il linguaggio dell'autore che rifugge eccessivi tecnicismi, portandolo ad ascoltare la storia della vita di padre Sabatini: una storia alla continua ricerca della verità, in cui l'aspetto critico della ricerca del Dio cristiano si snoda attraverso episodi peculiari, come le anse del grande Rio delle Amazzoni. Silvano Sabatini, missionario della Consolata, inizia la sua vocazione con in mente l'Africa, tuttavia per ragioni di carattere ecclesiastico svolgerà la prima missione in Brasile, terra alla quale dedicherà tutta la propria vita. Sarà l'incontro con i "selvaggi" abitatori della selva amazzonica a segnare inevitabilmente la sua ricerca della verità: egli scopre Dio negli usi e costumi degli indios. Il motivo fondamentale della dittologia "prete e antropologo" - la quale nella comprensione superficiale può apparire ossimorica - risiede nell'insegnamento alla riflessione critica che l'antropologia ci sprona a realizzare. Questo non significa essere sempre certi delle proprie posizioni oppure essere pronti a cambiarle, ma, al contrario, averne rispetto assecondandone con giudizio la trasformazione.
Lo stesso Sabatini risponde alle critiche degli antropologi, attraverso una puntuale citazione di "Evangelizzazione e Culture" di padre Bindo: se da un lato si possano rimproverare i missionari di considerare i popoli unicamente come popoli peccatori da evangelizzare, dall'altro si possono rimproverare gli antropologi di considerare i popoli unicamente come "genuino materiale per i loro studi".
Per concludere citiamo un passo dalla quarta di copertina: "grazie a Gabriel, Davi e Umusin, che gli narrano le mitologie di quei popoli sulla creazione dell'universo, scopre però che Dio è già tra gli indios e ha tanti nomi: Macunaima, Omami e Yebà Burò". Recensione a cura Ivres - AP maggio 2012

Segreteria organizzativa: IVRES, via L.Settembrini 637123 Verona- tel 045.8674665- email: info@ivres.it

lunedì 7 maggio 2012

"Portami con te. Dove l'amore non ha colore né religione". Un libro di Silvia Marceglia

C’è chi spera o crede di poter evitare l’incontro con il diverso magari tappandosi il naso, chiudendo la porta o evitando certi luoghi. E invece quello un giorno ti attraversa la strada, fa amicizia con i tuoi figli, o peggio, te li fa innamorare. Ma che cos’è poi il diverso? Non lo siamo anche tra noi, che facciamo parte di uno stesso gruppo e a volte ci ritroviamo delle insopportabili differenze?
A far riflettere su queste domande ci prova “Portami con te – dove l’amore non ha colore né religione” edito da Gabrielli e scritto da Silvia Marceglia, insegnante e giornalista pubblicista che per anni ha collaborato con ProgettoMondo Mlal come redattrice di Nuoveschiavitu.it.
La storia ha come sfondo Verona e protagonisti due giovani di un noto liceo cittadino: Greta e David, la cui vita scorre tranquilla tra lo studio, gl’incontri con il clan di amici e le scorribanda notturne fino a quando s’incontrano e sono costretti a fare i conti con una religione diversa (cattolica quella di lei e musulmana quella di lui) e con una realtà in parte ostile, una Verona dai tanti volti, dove conflitti e ingiustizie possono trovarsi dietro l’angolo.

Disponibile da fine aprile nelle librerie veronesi, il romanzo è acquistabile anche sul sito della Gabrielli, mentre su Twetter ogni settimana l’autrice inva a un appuntamento con un tweet tratto dal libro.

lunedì 12 dicembre 2011

A Natale non solo favole. Un impegno concreto per l'infanzia

Bambini e bambine saranno gli adulti di domani. Saranno insomma, né più né meno, il futuro di tutti noi. Anche per ProgettoMondo Mlal, cooperare con le giovani generazioni di tutto il mondo perché possano farsi reali protagonisti di un cambiamento che è già oggi nelle loro mani, affinché siano cioè concretamente artefici del proprio sviluppo e di quello delle loro comunità, è il miglior contributo al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.
All’infanzia protagonista, ai sogni dei singoli bambini del Sud e del Nord del mondo,
ProgettoMondo Mlal dedica
dunque la sua strenna di Natale: “Il Vero Mondo delle Favole”, una raccolta di favole illustrate di 12 diversi Paesi, abbinate agli ultimi dati pubblicati dal Rapporto delle Nazioni Unite sulla condizione dell’infanzia e rispetto al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.
Se infatti in ogni Paese del mondo si conta almeno 1 fiaba per bambino, non ogni bambino può vantare 1 vita da… favola.
Così, questo nuovo libricino di favole mette insieme le 2 facce: quella legata alla straordinaria creatività di ciascun Paese, alla ricchezza delle tradizioni e all’amore per la propria cultura, che da sempre accompagnano la crescita degli abitanti più piccoli, e una del tutto indipendente da tanta grandezza, e che anzi molto più scarna: la realtà fatta di numeri e di risultati che ci ricordano quanto manca perché, quegli stessi piccoli abitanti, possano vedere rispettato il loro diritto primario a essere protagonisti del proprio futuro.
Due facce di una stessa medaglia, insomma, che proprio come per fantasia e realtà non
sempre coincidono.
Perché, anche guardando i dati più aggiornati, non c’è dubbio che la povertà comincia fin da bambini e che solo gli interventi effettuati nei primi, cruciali, anni di vita di un bambino determinano lo sviluppo fisico, intellettivo e affettivo dell'adulto di domani. Similmente, investire nell'infanzia di oggi, significa accelerare il raggiungimento dei traguardi futuri in tema di lotta alla povertà.
La scommessa, per l'Organizzazione italiana ProgettoMondo Mlal, è sapere individuare il punto giusto per il buon innesto che rinverdirà il ramo. E le piante, ovvero i progetti di sviluppo in atto in 15 Paesi del Sud del mondo, non mancano: sulle montagne dei massicci dell'atlante marocchino, giovani educatori non formali stanno portando il diritto all'istruzione fin nei più remoti villaggi berberi; nei 22 Centri di Salute pubblica del Burkina Faso, giovani mamme imparano a nutrire i propri figli con gli alimenti indispensabili a garantire sopravvivenza di entrambe; nelle carceri del Mozambico, adolescenti con un'aspettativa di vita che in media non supera i 40 anni, imparano a coltivare la terra, a lavorare il legno, a costruire nei modi più diversi una vita anche fuori dalla loro cella; in Bolivia, così come in Guatemala, l'istituzione nelle scuole di villaggio di serre e mense, stanno restituendo, assieme a un pasto quotidiano, caldo e nutriente, la sicurezza alimentare di cui dovrebbe avere diritto ciascun essere vivente; in Nicaragua e in Argentina, gli adolescenti hanno oggi l'opportunità di provare a dare vita a una piccola loro impresa che saprà dare loro, non solo un sostegno concreto alla povera economia famigliare, ma una prima concreta opportunità per sognare di essere un giorno adulti; in Perù come in Paraguay, si combatte ancora per affermare i diritti dell'infanzia lavoratrice e di strada, per ricostruire un futuro sereno a quanti, figli della guerra civile e della violenza, vivono invece ancora l'incubo della memoria.
Per tutti loro, in fondo, il futuro è dietro l'angolo. Eppure la qualità di questo futuro è ancora nelle mani di tutti noi. Ciascuno per quello che può, ciascuno per ciò che rappresenta nella nostra società, tutti per quanto dobbiamo a noi stessi e a i nostri figli, dovremmo chiedere e ottenere che entro il nuovo Millennio venga fatto molto di più.

Il ricavato della vendita de “Il Vero Mondo delle Favole”, (61 pagg), offerta a partire da 10 euro, andrà a sostenere le nostre attività per l’infanzia.
info: ProgettoMondo Mlal, viale Palladio 16, 37138 Verona – 045.8102105 – sostegno@mlal.org

martedì 29 novembre 2011

Linee guida per la sicurezza degli operatori umanitari e dei viaggiatori nelle aree a rischio

Con l’intento di fornire agli espatriati uno strumento agevole e il più possibile esaustivo, intorno ai problemi della sicurezza nelle regioni del mondo in grave crisi, il manuale di Antonio Kamil Mikhail e Marco Ramazzotti, “Linee guida per la sicurezza degli operatori umanitari e dei viaggiatori nelle aree a rischio”, sviluppa temi cruciali quali il fatto di trovarsi a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza e di quali strategie adottare per far fronte a tale realtà.
ANTONIO KAMIL MIKHAIL si è laureato in scienze politiche all’Università Jean Moulin di Lyon (Francia) con indirizzo in studi strategici e ha frequentato la Scuola Ispettori della Polizia di Stato. Ha lavorato a Roma come investigatore della Polizia giudiziaria, ed è stato assegnato come ufficiale di collegamento della Polizia italiana all’estero. È passato al servizio dell’ONU nel 1996, come consigliere per la sicurezza dell’ACNUR. Dal 2003 è a Roma, a capo della Sicurezza dell’IFAD.
MARCO RAMAZZOTTI si è laureato in diritto internazionale dello sviluppo presso l’Università di Napoli. Ha studiato a New York, Padova e Londra. Socio-economista e antropologo, è Fellow del Churchill College di Cambridge (Regno Unito). In qualità di gestore esperto di programmi, svolge consulenze per tutte le fasi del ciclo del progetto (dall’identificazione alla valutazione). Ha seguito i corsi sullo sminamento commerciale e umanitario della Scuola del Genio dell’Esercito italiano ed è attualmente socio di HDIG, una ONG per progetti e consulenze sullo sviluppo, l’emergenza e lo sminamento umanitario. Ha lavorato per ONG italiane e straniere, imprese di progettazione italiane, inglesi, tedesche e francesi, la Commissione Europea, le Agenzie delle NU, della NATO e la Cooperazione Italiana.

LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA DEGLI OPERATORI UMANITARI E DEI VIAGGIATORI NELLE AREE A RISCHIO - p. 152, euro 25,00 coll. Logiche Sociali, 2011 (978-88-7892-190-X)

martedì 17 maggio 2011

Haiti, dopo il terremoto. Il 31 maggio a Fossano

Il 12 gennaio 2010, giorno del terremoto, per Haiti è diventata una data spartiacque. Chi conosceva il Paese prima, non potrà più dimenticare quel giorno. E chi non aveva conosciuto Haiti fino ad allora, difficilmente potrà (ri)conoscerlo oggi.
Nonostante abbia occupato le prime pagine per settimane, nonostante tra i rappresentanti dei mass media internazionali sino pochi a non esserci ancora stati, Haiti rimane un Paese sconosciuto a tutti, e totalmente diverso da qualsiasi altro. Non è America latina e non è Africa.
In realtà, prima che si abbattesse la furia devastatrice del terremoto e dei successivi uragani, questo pezzo di isola, grande poco più di una regione italiana, ha vissuto una straordinaria storia di movimenti sociali e il tentativo, partecipato da tutta la popolazione, di costruire il proprio destino. Una storia diventata esempio per la società civile di altri Paesi.
Sono queste le motivazioni che hanno spinto Marco Bello e Alessandro Demarchi a scrivere un libro sull’Haiti di oggi: “Haiti, l’innocenza violata” - Infinito Editore, 177 pagg. 13 €
Con una prefazione firmata da Maurizio Chierici (“La scommessa è ricostruire nel pozzo nero di Haiti una società civile in grado di manifestarsi senza piangere la carità”), “Haiti, l’innocenza violata”, ci regala una carrellata di testimonianze e interviste autorevoli, raccolte dai due autori direttamente nel cuore della società civile, e mandate in stampa per il primo anniversario del terremoto che ha sconvolto, per l’ennesima volta, passato e futuro del Paese.
Il libro, patrocinato da Cisv, Associazione migranti Haititalia e dall’Ong veronese ProgettoMondo Mlal, che ad Haiti è impegnata da più di 10 anni con progetti di cooperazione allo sviluppo e oggi anche di ricostruzione post terremoto, sarà presentato alla cittadinanza dai suoi due giovani autori:

martedì 31 maggio
ore 18.00
sede Unione del Fossanese
via Garibaldi 90 Fossano
intervengono gli autori
Marco Bello e Alessandro Demarchi

la vicepresidente ProgettoMondo Mlal Ivana Borsotto
con un aperitivo della Bottega di Commercio Equo e Solidale Todo Mondo
Sarà anche l’occasione per illustrare pubblicamente il lavoro di questi mesi dell’Unione Fossanese con ProgettoMondo Mlal a favore della popolazione haitiana, grazie anche alla collaborazione della Regione Piemonte, dall’Ong ProgettoMondo Mlal nell’ambito del Programma “Viva Haiti”.
Info: ProgettoMondo Mlal Piemonte
Via Bava San Paolo, 52 tel/fax 0172 635633 - ivana.borsotto@mlal.org

Questo evento si inserisce nell'iniziativa "PIEMONTE chiama MONDO 2011 - Un intero mese dedicato alla cooperazione internazionale e all'educazione per una cittadinanza mondiale", organizzato per il 5°anno consecutivo dalle 25 Organizzazioni Non Governative e Associazioni del Consorzio delle Ong Piemontesi. Su www.ongpiemonte.it è disponibile il programma degli oltre 50 eventi organizzati nelle varie località piemontesi.

venerdì 13 maggio 2011

Piemonte e diritti umani

Per il quinto anno consecutivo le Associazioni e le Organizzazioni Non Governative che, come ProgettoMondo Mlal Piemonte, aderiscono al Consorzio delle Ong Piemontesi, promuovono, in collaborazione con enti locali, associazioni, parchi, università e molti altri enti impegnati in progetti di cooperazione internazionale e di educazione per una cittadinanza mondiale, l’iniziativa “PIEMONTE chiama MONDO 2011”, 50 eventi pubblici sul territorio piemontese per parlare di temi legati alla cooperazione e alla solidarietà internazionale, degli squilibri tra Nord e Sud del mondo e dei diritti umani.
ProgettoMondo Mlal Piemonte parteciperà alla manifestazione con 4 iniziative che affronteranno diverse tematiche: quella dei diritti dei bambini lavoratori e quella dei diritti dell’infanzia, quella della sicurezza alimentare e quella dei diritti umani, dando voce in questo caso alla società civile haitiana.

Si parte il 13 maggio a San Salvario a Torino, dove, alla Casa del Quartiere in via Morgari 14, dalle 18 alle 20, si parlerà di sfruttamento minorile nell’ambito del percorso di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia organizzato dal Consorzio delle Ong Piemontesi COP con CIFA Onlus, in collaborazione il Coordinamento dei Comuni per la Pace (CoCoPa) e la Rete dei Comuni Solidali (Recosol). Ad affrontare la delicata questione sarà Elly Zampieri, formatrice per i progetti di educazione allo sviluppo di ProgettoMondo Mlal, che farà luce sulla fondamentale differenza tra sfruttamento e lavoro in schiavitù, e diritto al lavoro che molti bambini e adolescenti nel Sud del mondo chiedono sia loro riconosciuto. Quegli stessi bambini e adolescenti che interverranno all’incontro con un collegamento Skype con un delegato del Manthoc, associazione con cui ProgettoMondo Mlal ha una relazione di scambio che si è sviluppata e si è arricchita nel tempo. In questo modo, verrà raccontata in prima persona la linea di pensiero che vorrebbe l’infanzia e l’adolescenza protagoniste di spazi di partecipazione diretta e non mediata dagli adulti.

Il 25 e 26 maggio ProgettoMondo Mlal sarà poi nella scuola secondaria inferiore Sacco-Boetto-Paglieri di Fossano a Cuneo per coinvolgere i ragazzi sul tema dei Diritti dell’infanzia. Il percorso prenderà avvio dalle conoscenze dirette che i ragazzi hanno nell’ambito dei diritti umani e dalle loro esperienze quotidiane, mettendo in luce come i diritti non sono concetti astratti, che riguardano altre parti del mondo, ma che anzi si riconoscono proprio nella vita quotidiana di ognuno. Nelle due giornate di lavoro, ai ragazzi verrà infine portata ad esempio la testimonianza diretta di una bambina del Burkina Faso che racconta, attraverso una sua giornata “tipo”, i suoi desideri, le sue difficoltà, le sue passioni, gli stessi sogni e bisogni che caratterizzano ogni bambino e ragazzo in qualunque parte del mondo.

E sarà ancora il Burkina il Paese che farà da sfondo, il 27 maggio, a un’altra importante questione: quella della sicurezza e sovranità alimentare.
Nella mattinata su “Buona semina, buon raccolto”, che si svolgerà dalle 9.30 alle 13 nella Sala Polivalente del Castello degli Acaja a Fossano in provincia di Cuneo, ProgettoMondo Mlal, CISV e LVIA parleranno dei loro progetti in Burkina Faso finalizzati alla lotta alla malnutrizione, alla creazione delle precondizioni per la sovranità alimentare di questo Paese, in costante collaborazione con partner locali che hanno fatto di questi temi la loro missione.

L’ultimo appuntamento che vedrà coinvolto ProgettoMondo Mlal in “Piemonte chiama Mondo” si svolgerà il 31 maggio alle 18 all’Unione del Fossanese in via Garibaldi, 90 a Fossano (Cn), con la presentazione del libro di Marco Bello e Alessandro Demarchi edito da Infinito Edizioni dal titolo “Haiti, l’innocenza violata. Chi sta rubando il futuro del Paese?”. Un libro che vuole mettere in luce le caratteristiche del popolo haitiano e sottrarre al lettore l’immagine stereotipata di un popolo sfortunato che può vivere solo con l’aiuto delle grandi potenze.

venerdì 25 febbraio 2011

“HAITI, L’INNOCENZA VIOLATA”. Presentazione a Verona il 5 marzo

Sabato 5 marzo, alle 18.30, verrà presentato a Verona il libro “Haiti, l’innocenza violata. Chi sta rubando il futuro del Paese?. L’opera, edita da Infinito Edizioni, sarà illustrata dagli stessi autori, Marco Bello e Alessandro Demarchi, al Cum – Centro Carraro in Lungadige Attiraglio, 45.

Chiare e inequivocabili le motivazioni che hanno spinto Marco Bello e Alessandro Demarchi a realizzare il libro: “Sui mass media italiani (ma anche stranieri) a parte rare eccezioni, non si è mai presentato il punto di vista degli haitiani di fronte alla tragedia del 12 gennaio. Le testimonianze erano sempre quelle del cooperante, del funzionario delle Nazioni Unite o del missionario. Noi abbiamo voluto invertire questo schema”.
La presentazione del libro sarà naturalmente destinata a tutta la cittadinanza e seguirà al Primo Piano sulle nuove energie che si svolgerà nella prima parte del pomeriggio, sempre al Cum, per i soci e aderenti all’organizzazione, con l’intervento del segretario generale della Focsiv Sergio Marelli.

Haiti, l’innocenza violata” è un’opera patrocinata da Cisv e ProgettoMondo Mlal insieme all’associazione di migranti Haititalia e i cui proventi contribuiranno a finanziare le iniziative che Cisv sta realizzando sull’isola con ProgettoMondo Mlal.

venerdì 18 febbraio 2011

Dualità e poesia, arte e volontariato. Il libro di Maria Altamura per le scuole di Haiti

I versi di Maria Altamura (“Dualità”, edizioni Albatros, 11.50 €) sono fatti di passione. Una passione per tutto ciò che la circonda, e che lei cura con un affetto indefesso e una disponibilità indistruttibile ma che, addentrandosi nella lettura, si rivela passione per la vita stessa: per tutto ciò che di infinitamente piccolo ha ricevuto fin’ora e per tutto ciò che di smisuratamente grande (forse) nel frattempo le è stato negato.
Altamura, poco più che quarantenne, ha già visto, provato e realizzato molto. Nel campo del sociale è un punto di riferimento della comunità di Alba, dove dalla provincia di Reggio Calabria si è trasferita a vivere molti anni fa. E nel campo della poesia e della letteratura è già alla quarta pubblicazione, né non le sono mancati riconoscimenti ufficiali, eppure pare intendere la poesia ancora con spirito di servizio. Di chi scrive per coinvolgere gli altri in orizzonti più ampi.
Racconta di sé (e quando lo fa è al massimo della forza poetica) ma dichiaratamente lo fa per sposare le cause grandi del Sud del mondo.
Anche questa pubblicazione è infatti dedicata agli Altri. “Ai bambini e al loro diritto di crescere”, e nello specifico alle comunità haitiane vittime del terremoto del gennaio del 2010 a cui vuole che vada l’intero ricavato della vendita di questo libro, attraverso un programma di ricostruzione di 4 scuole pubbliche a cura di ProgettoMondo Mlal.
E infine nel campo personale si dimostra ancora una volta portatrice di benessere e felicità. E non solo quando, facendo sue le parole di un’ex bambina di strada, nel frontespizio del libro annuncia: "scrivo per quelli che non arriveranno a leggermi, per chi non ha un soldo nemmeno per comprare un pane o un libro di poesie…”, piuttosto quando ti apre le porte senza spingere il battente, quando ti rivolge tutto il suo sguardo senza attendere per forza che tu glielo restituisca. Grazia ed eleganza sono infatti “non voluta” aurea dell’intera raccolta.
E mai, le tantissime immagini evocate nelle sue poesie si fanno cruda realtà. Tutto rimane levitante, dignitosamente abbozzato, o in sapiente equilibrio, senza che l’accenno dolente perda comunque il suo buon sapore di fondo e acquisti magari il peso grave della sofferenza e del mal di vivere.
“Ogni fiore è dolce di primavera e amaro di tenebra, è caldo di parole e duro di silenzio”. Maria accetta e cavalca l’idea stabile di un’interiorità fatta di forze contrapposte che si oppongono e si compensano. Per cui Maria “sa di amore e sa di rabbia, è pioggia e poi sole, infinito e limite” rispetto ai quali si fa scoglio: “scolpito in queste acque, tra la terra e il cielo, immobile, resisto”.

Chi acquista il volume di Maria Altamura, “Dualità”, editore Albatros,
contribuisce a realizzare il progetto “Scuole per la Rinascita di Haiti” di ProgettoMondo Mlal.
info: sostegno@mlal.org

martedì 11 gennaio 2011

L’iniziativa. PER NON DIMENTICARE HAITI

In occasione dell’anniversario della terribile data che ha segnato per sempre la vita di chi popola la piccola isola caraibica, Aurélie, la giovane sorella del nostro coordinatore ad Haiti, Nicolas Derenne, ha lanciato dal Belgio (Paese di origine di Nicolas) una lotteria internazionale a sostegno della popolazione haitiana e dei progetti di ricostruzione.
L’idea è semplice e non richiede grandi sforzi economici. Iscrivendosi alla lotteria entro il 26 gennaio, con soli 5 euro si parteciperà all’estrazione in programma per il 30 gennaio che vedrà in palio prodotti del variopinto artigianato haitiano!
Per partecipare alla lotteria è sufficiente contattarci telefonicamente allo 045.8102105 – via mail a sostegno@mlal.org o sul nostro sito www.progettomondomlal.org o sulla nostra pagina di Facebook (progettomondo mlal).

Un altro modo per non dimenticare la tragedia di un anno fa, può essere l’acquisto e la lettura del nuovo libro documento, fresco di stampa, “Haiti, l’innocenza violata”, Infinito Edizioni, a firma di Marco Bello ed Alessandro Marchi, giornalista il primo e volontario il secondo, con entrambi una lunga esperienza sul campo ad Haiti
La pubblicazione raccoglie il “punto di vista” degli haitiani, molte testimonianze importanti raccolte nella società civile haitiana, un saggio inedito di Laënnec Hurbon e la prefazione di Maurizio Chierici. Il volume è disponibile presso i nostri uffici (045.8102105 – sostegno@mlal.org) al prezzo di copertina di 13 € più le eventuali spese di spedizione. L’intero ricavato andrà a sostenere i programmi di sviluppo ad Haiti realizzati dalle due Ong ProgettoMondo Mlal e Cisv.

ProgettoMondo Mlal, ininterrottamente ad Haiti da 13 anni, è al momento impegnato nel Paese con 4 programmi di cooperazione allo sviluppo. Tre cofinanziati dall’Unione Europea (Viva Haiti, Piatto di Sicurezza e Nuove Energie) e uno di ricostruzione post terremoto (Scuole per la Rinascita) sostenuto esclusivamente dalla solidarietà italiana:
“Allora, come oggi, è per noi estremamente importante potere lavorare per e con le associazioni haitiane –dice il presidente di ProgettoMondo Mlal, il veronese Mario Lonardi-. Soltanto il coinvolgimento diretto e attivo della società civile può garantire infatti una vera rinascita di Haiti”.
E mai come oggi gli haitiani sono soli. “Il vero dramma, a un anno di distanza dal terremoto – ci conferma il nostro cooperante Nicolas Derenne da Haiti, e quel giorno testimone diretto della tragedia- è che oggi hanno perso la speranza. Gli haitiani non credono più in niente. E d’altra parte nessuno può dire loro che il domani sarà migliore. I traumi, i morti, le perdite, e la paure sono ancora estremamente vivi, in un Paese che non va avanti di un metro. In queste condizioni, è francamente difficile sperare ancora... Lo si è visto durante queste feste: un tempo Natale e Capodanno erano tradizionalmente occasioni di festa, di scambio di calore e di gioia, pure nella poverissima Haiti. Quest'anno è stato difficile persino farsi gli auguri: «Non c'è niente da festeggiare», ti rispondevano sconsolati”.

per donazioni: Banca Popolare Etica
Iban IT 07 J 05018 12101 000000 511320
o con carta di credito
causale “Per non dimenticare Haiti”

IL LIBRO: Haiti, l’innocenza violata. Chi sta rubando il futuro del Paese?

Sui mass media italiani (ma anche stranieri) a parte rare eccezioni, non si è mai presentato il punto di vista degli haitiani di fronte alla tragedia del 12 gennaio. Le testimonianze erano sempre quelle del cooperante, del funzionario delle Nazioni Unite o del missionario. Noi abbiamo voluto invertire questo schema”. Chiare e inequivocabili le motivazioni che hanno spinto Marco Bello e Alessandro Demarchi a realizzare il libro edito da Infinito Edizioni dal titolo “Haiti, l’innocenza violata. Chi sta rubando il futuro del Paese?”.
Un’opera patrocinata da Cisv e ProgettoMondo Mlal insieme all’associazione di migranti Haititalia e i cui proventi contribuiranno a finanziare le iniziative che Cisv sta realizzando sull’isola con ProgettoMondo Mlal.
“L’idea – spiegano i due autori (l’uno giornalista e fotografo ad Haiti per la prima volta nel 1995, e l’altro insegnante volontario sull’isola tra il 1993 e il 1996, entrambi collaboratori del Cisv) - è stata quella di mettere in luce le caratteristiche del popolo haitiano e sottrarre al lettore l’immagine stereotipata di un popolo sfortunato che può vivere solo con l’aiuto delle grandi potenze. Per far questo si presenta il punto di vista di personaggi, leader, della società haitiana a diversi livelli. Vogliamo far conoscere Haiti attraverso una lente diversa: quella di un Paese che rinasce della popolazione locale che vi abita e ne è la linfa vitale. Mostrarne il vero volto facendo parlare gli haitiani che vogliono essere protagonisti di questa ricostruzione: sociologi, intellettuali, artisti, donne impegnate nei movimenti femminili, politici, giornalisti, religiosi, personalità del mondo vudù, leader contadini, ecc. In ogni capitolo si presenta un personaggio e il suo punto di vista sulla ricostruzione e sul futuro del paese. A livello narrativo si costruisce il racconto intorno alla figura del personaggio e il suo ruolo nella società haitiana”.
Parlando di Haiti si pensa a terremoto, colera, uragani. Calamità di ogni genere. Non viene in mente che ci possa essere una società civile organizzata. Ma sfogliando le pagine del libro quello che emerge è un Paese fatto anche di movimenti fondamentali per la sua storia. Il movimento contadino, quello femminista e quello operaio, le associazioni per la difesa dei diritti umani, i media indipendenti, e molti altri.
“I movimenti degli anni ’70-’80 riuscirono a cacciare il dittatore Duvalier e a portare un loro membro a capo del Paese – continuano i due autori del libro -. Fu un caso molto significativo a livello di America Latina, di uno Stato in cui il potere era diventato emanazione della base. Ma anche un esempio troppo “scomodo” per i vicini Stati Uniti. Questa esperienza fu repressa nel sangue e si fece di tutto per indebolire la società civile.
Oggi assistiamo a una tragedia dopo la tragedia. La comunità internazionale, Usa in testa, con la "scusa" della ricostruzione sta mettendo il futuro del Paese sotto tutela. Gli sta, di fatto, rubando l'indipendenza. E il popolo haitiano rischia, ancora una volta, di restare escluso anche dai piani per il proprio sviluppo. Ma la società civile fa sentire la sua voce e noi siamo andati a raccoglierla”.
Una parte del libro è consacrata anche agli haitiani in Italia che, come quelli di Stati Uniti, Canada e Francia si sono subito attivati con sensibilizzazioni sul Paese e raccolte fondi per dare assistenza. “È una realtà, quella dei migranti, che fa parte della nostra società - concludono Marco Bello e Alessandro Demarchi - ma allo stesso tempo ci permette di capire meglio anche Paesi così lontani come Haiti”.

Il libro “Haiti, l’innocenza violata” è disponibile anche presso i nostri uffici a Verona. Può essere richiesto al numero 045.8102105 – sostegno@mlal.org al prezzo di 13 € più spese di spedizione. L’intero ricavato andrà a sostenere i progetti di sviluppo ad Haiti.

giovedì 9 dicembre 2010

"Dualità", la poesia che ci sostiene

Ogni fiore è dolce di primavera
e amaro di tenebra,
è caldo di parole
e duro di silenzio
”.

Maria Altamura è nata a Taurianova (RC) il primo luglio del 1969 e vive ad Alba (CN). Laureata in Scienze dell’Educazione, ha lavorato dal 1989 al 2007 in ambito sociale e attualmente è impegnata nel campo del commercio equo e solidale. È attiva anche nel mondo del volontariato e da tempo sostenitrice di ProgettoMondo Mlal. E proprio a sostegno delle attività della nostra organizzazione, grazie alla sua sconfinata generosità, Maria ha deciso di devolvere ogni singolo centesimo ricavato dalla vendita del suo nuovo libro di poesie dal titolo “Dualità”, edito Albatros.
A lei va il nostro più sincero grazie.

Dal retro di copertina:
“Una favola in versi incorniciata nell’incantevole scenario di paesaggi meravigliati e assorti, declinati in un caleidoscopio di colori, suggestio¬ni emotive e percezioni multisensoriali.
Altamura rivisita e trasfigura i colori, gli odori e le voci della memoria (legate non solo al suolo natio ma anche alle terre straniere che l’hanno accolta e adottata dopo aver lasciato il “nido” materno) perdendosi nella magia al contempo fuggente e folgorante di bagliori metafisici, estatici, sospesi in un limbo onirico e atemporale. Una sorta di empireo imperscrutabile, eterno proprio perché inafferrabile.
Ogni scorcio pittorico, ogni frammento poetico-narrativo (al “profu¬mo di salsedine” alla “fragranza dell’ulivo”, dal “fiore d’alba” al “ramo d’ebano”), ogni emozione evocata da un passato sbiadito nel tempo diventa declinazione e compenetrazione del presente. Ma, soprattut¬to, diventa fonte di ispirazione, e quindi di illuminazione mistica: ogni paesaggio naturale si trasforma, si sublima rivelando la sua dimensione “altra”, ergendosi a simbolo rivelatorio della presenza di uno spirito intangibile, di una divinità disturbata che plasma nell’ombra del suo mistero le alchimie segrete del Cosmo. Dei sentimenti. Dell’anima. Dell’identità individuale, ossia il vero punto d’approdo e porto d’at¬tracco della lunga ricerca spirituale dell’autrice”.

Futuro Glocale. La cooperazione internazionale e gli obiettivi del Millennio

"Futuro Glocale. La cooperazione internazionale e gli obiettivi del Millennio", un libro per riflettere e discutere su diritti umani e cooperazione internazionale. A cura di Vincenzo Pira, edizioni la Meridiana.

"La cooperazione internazionale per un paese come l’Italia non può essere una moda che viene messa nell’agenda politica a secondo delle convenienze del momento. Purtroppo non è mai stata tra le priorità della politica estera anche se ogni tanto, soprattutto durante i vertici internazionali, si fanno promesse di rilancio e di maggior impegno per ridurre il divario esistente tra mondi ricchi e poveri del pianeta.
É importante continuare a difendere il principio che la cooperazione è parte integrante della politica estera italiana. Parte integrante non significa strumento. Vuol dire difendere un ruolo importante degli attori di cooperazione nel pretendere coerenza tra la solidarietà e le altre scelte politiche. Significa non ridursi a un ruolo marginale fatto di elemosine che non incidono sulle cause.
Forse occorre affermare con più forza che la strategia assistenzialista è fallita. Occorre con urgenza investire nell'elaborare nuovi paradigmi per rendere gli aiuti umanitari un momento efficace per superare problemi causati da fattori strutturali che non vengono considerati "nel fare la carità".
Iniziando dalle campagne di comunicazione che anche le ONG fanno per la raccolta fondi. Troppo spesso le "campagne umanitarie" vengono gestite utilizzando «lo spettacolo della sofferenza», inventando emergenze che non esistono, evitando di parlare dei veri motivi che determinano disgrazie e disastri, tappezzando le città di manifesti con richieste di aiuti il cui obiettivo «non è aumentare la consapevolezza di ciò che provoca il disastro ambientale, la fame e la povertà. Ma solo il lisciare il pelo dell'emotività superficiale che porta all'elemosina. Che può sollevarci dal fardello di dover pensare a sollevare il problema della cause, ad affrontare il problema per risolverlo strutturalmente non solo a lenirne gli effetti.
Dambisa Moyo – economista dello Zambia - denuncia che : «Gli aiuti hanno contribuito a rendere più poveri i poveri e a rallentare la crescita. Ciononostante, gli aiuti internazionali restano il pezzo forte dell'attuale politica di sviluppo e una delle idee più radicate del nostro tempo. Il concetto secondo cui gli aiuti possono alleviare la povertà sistemica, e che ci siano riusciti, è un mito. Oggi in Africa milioni di persone sono più povere proprio a causa degli aiuti, la miseria e la povertà invece di cessare, sono aumentate. Gli aiuti sono stati e continuano ad essere un totale disastro politico, economico e umanitario per la maggior parte del mondo in via di sviluppo. La carità che uccide è la storia del fallimento della politica postbellica di sviluppo».
Ma la cooperazione serve. L’Unione Europea è uno dei principali attori nel quadro internazionale. La cooperazione decentrata vede gli enti locali, le associazioni, le ONG, le scuole e università, i media, come protagonisti per promuovere partenariati territoriali come nuovo modo di fare cooperazione.
Come fare bene tutto ciò? Di questo vogliamo discutere partendo da questo libro che vi proponiamo.

Vincenzo Pira, sardo di origini, è stato prima volontario in Brasile e poi responsabile Ufficio Progetti per ProgettoMondo Mlal tra gli anni ’85 e ’90. Sposato con un’ex volontaria Progettomondo Mlal in Ecuador, Ornella Cannone, Pira ha lavorato con noi a Roraima al fianco dei popoli indigeni del Brasile.
Scarica la scheda del libro

giovedì 23 settembre 2010

Un giorno con Melita, per parlare ai bambini di lotta alla fame

Nel mondo si produce tanto cibo quanto ne basterebbe per sfamare tutti per altri vent’anni.
Eppure circa metà della popolazione mondiale soffre la fame.
Melita ha 12 anni e abita in un paesino del Guatemala dove il 72% dei bambini non mangia abbastanza. Sua mamma Roselia è una tipa piuttosto speciale che le sta insegnando tanti piccoli segreti che le permetteranno di crescere meglio.
E anche noi, trascorrendo un giorno qualunque con Melita, scopriremo cosa vuol dire nutrirsi poco o male, capiremo quale fortuna abbiamo nel poter scegliere cosa coltivare e cosa mangiare, o quanto più gustoso sia un frutto fresco rispetto a uno conservato, e ci faremo un’idea più concreta di cosa si possa fare nella vita di ogni giorno per contribuire, seppure solo nel nostro piccolo, a cambiare la nostra vita e, se possibile, un po’ anche quella degli altri.

E’ il quarto fotoracconto della serie “Un giorno con…”, proposto da ProgettoMondo Mlal (dopo Un giorno con Morgan, Un giorno con Josè e Un giorno con Iko), con cui la dolce Melita ci insegna a fare i conti con il diritto al cibo e alla sopravvivenza anche a nome di altri 200 milioni di bambini. Tanti sono infatti i bambini che ad oggi soffrono ancora la fame, oppure mangiano poco e male, il che li espone a gravi malattie o alla morte. Ogni anno infatti muoiono ancora 13 milioni di bambini sotto i 5 anni.
Melita ci invita dunque a visitare la sua casa, la sua scuola, la sua cucina… A conoscere i suoi amici, la sua famiglia e la sua gente.

ProgettoMondo Mlal è in Guatemala da quarant’anni. Tra i temi dei tanti Programmi di sviluppo realizzati fino ad oggi, particolarmente significativi sono quelli sulla sicurezza alimentare perché –come si legge nello stesso fotoracconto- hanno direttamente a che fare con la vita, con il diritto alla sopravvivenza di tutti noi.
Si tratta infatti di interventi davvero capaci di cambiare la vita di una comunità.
Il che, mentre ci prepariamo a celebrare la scadenza del 2015 e a fare perciò anche un po’ tutti i conti sugli Obiettivi più o meno raggiunti, ci aiuta ricordare quanto concreto sia il tema dell’alimentazione, quanti interessi e problematiche ci siano dietro, e quali risultati potrebbero avere in questo senso la cooperazione e dello sviluppo.
Nel paese dove vive Melita, Mlal grazie all’aiuto dell’Unione Europea, ProgettoMondo ha contribuito a ridurre la denutrizione cronica dei bambini, a porre maggiore attenzione alla tutela del territorio dai rischi ambientali, e a costruire le basi per una sicurezza alimentare, ovvero la certezza di mangiare ciascuno nelle giuste quantità.

Il fotoracconto Un giorno con Melita (testi di Lucia Filippi e immagini di Ermina Martini) è disponibile presso la sede ProgettoMondo Mlal in via Palladio 16 – 37138 Verona. O si potrà richiedere per posta, scrivendo a sostegno@mlal.org
I fondi raccolti con questa pubblicazione andranno a sostenere il Programma di Sicurezza Alimentare in Guatemala.

mercoledì 20 maggio 2009

Un fotoracconto per avvicinare i bambini all'Africa

Iko ha 9 anni e vive in un Paese dell’Africa, il Burkina Faso, che è al penultimo posto in classifica al mondo per la situazione di povertà. Eppure la sua vita, in una specie di piccolo condominio africano, dove tutti si danno una mano a tirare avanti, non è per nulla povera e triste, anzi. Nel nuovo fotoracconto proposto da ProgettoMondo Mlal (dopo Un giorno con Morgan e Un giorno con Josè), Iko ci invita a visitare la sua casa, a conoscere i suoi familiari e amici, a giocare, mangiare e sognare con lei. ProgettoMondo Mlal è in Burkina Faso dal 2004. Ha inaugurato il proprio impegno nel Paese realizzando un Programma di ristrutturazione della rete sanitaria pubblica in collaborazione con il Ministero alla Sanità burkinabè. Nel corso degli anni ha rafforzato la propria presenza con altri interventi di cooperazione allo sviluppo mirati al tema del microcredito, alla formazione delle donne, al sostegno di nuove microimprese al femminile. Si tratta di tanti piccoli passi verso il cambiamento del Paese. E la giovane Iko è in parte un primo frutto di questo cambiamento.
Il fotoracconto - con testi di Lucia Filippi e immagini di Claudia Bentivoglio - è disponibile nella sede ProgettoMondo Mlal in via Palladio 16 a Verona. O si può richiedere per posta scrivendo a sostegno@mlal.org. I fondi raccolti con questa pubblicazione andranno a sostenere il Programma Donna Felicità in Burkina Faso.

giovedì 30 aprile 2009

Leggende sulla Grande Terra Maya

Riscoprire il proprio passato attraverso le leggende è il modo più naturale e semplice per leggere il proprio presente. E una leggenda negata è una violenza fatta prima di tutto al proprio passato. ProgettoMondo Mlal ha raccolta 15 leggende Maya Ixil, in segno di solidarietà con le comunità indigene di questa regione guatemalteca, per trent'anni umiliata da ogni tipo di violenza, non ultima quella culturale. Malgrado i soprusi, il popolo Ixil ha mantenuto vivi gli aspetti più forti legati alla tradizione culturale millenaria: le persone parlano l’Ixil, la loro lingua materna, le donne vestono ancora gli abiti tradizionali, le guide spirituali celebrano i culti nelle aree sacre sulla montagna e gli anziani continuano a orientare la vita delle loro comunità trasmettendo oralmente di padre in figlio gli antichi valori maya. I tre comuni in cui sono state raccolte oralmente queste leggende, e che appunto costituiscono la regione Ixil, sono Nebaj, Chajul e Cotzal. Ciascuno rappresenta un’area particolare e identifica una popolazione distinta, con tradizioni culturali proprie, caratteristiche climatiche differenti, usi e costumi riconoscibili.
La traduzione e pubblicazione di queste leggende in una versione anche italiana, rappresentano non solo un omaggio a questa cultura millenaria, ma anche un'opportunità unica, per i nostri bambini, di aprire una finestra su un mondo magico e reale insime: la Grande Terra Maya.
Per informazioni sulla pubblicazione contattare sostegno@mlal.org (tel. 045.8102105). Le offerte raccolte andranno a sostenere il nuovo progetto di sviluppo per le comunità maya in Guatemala.