
Ma il segnale più importante è arrivato oggi e lo pubblica in prima pagina anche il quotidiano Verdade (www.verdade.co.mz). “Dopo le manifestazioni popolari il governo congela l’aumento dei prezzi”. Secondo il ministro della Pianificazione e dello Sviluppo, Aiuba Cuereneia, grazie a una nuova “sovvenzione” il prezzo del pane rimarrà invariato.

Parallelamente, però, anche un segnale opposto: “Servizio di Sms fuori servizio in Mozambico”. Sempre secondo il quotidiano “Verdade” nel corso degli ultimi due giorni si è rivelato per tutti impossibile mandare o ricevere messaggi con il cellulare. La stessa redazione –si legge- è stata subissata di chiamate di protesta o richiesta di spiegazioni. A fronte di questo gli operatori di telefonia mobile hanno già smentito un loro coinvolgimento e/o disservizio.
Ma è andata proprio così. Un’ulteriore indicazione della debolezza del governo e del peso che ha avuto la posizione espressa a livello popolare.
La manifestazione del primo settembre era infatti stata organizzata esclusivamente sulla base del passaparola. Tanti messaggini Sms che in un battibaleno si erano moltiplicati e portando nelle strade migliaia di manifestanti. E nel corso del fine settimana, complice il silenzio del governo, erano ricominciati gli sms con una nuova chiamata a manifestare per le prossime ore.
Di chi sia la responsabilità del blocco degli sms è difficile dirlo. Certo è che suona come una censura. Dall’introduzione della telefonia mobile, anno dopo anno, nel Sud del mondo questo strumento di comunicazione è diventato una vera e propria opportunità di fare rete, di fare sentire la propria voce, di partecipare, appunto.
E dunque la notizia di oggi è anche che la piazza globale del Mozambico fa paura.
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