Modera l’incontro Giancarlo Beltrame, giornalista, e docente di Semiologia del Cinema all’Università di Verona.
Il Festival compie quest’anno 29 anni e ha deciso di celebrare questa importante ricorrenza dedicando il tema dell’edizione 2009 alla New Africa, una sorta di rénaissance rappresentata da uomini e donne africane che in ogni settore della società sembrano avere un comune denominatore: quello di essere fieri del proprio continente, simbolo di speranza, cultura, intelligenza e vocazione all'innovazione.
Allo stesso tempo, in qualità di “nuovi italiani”, hanno anche la consapevolezza di poter far parte del nostro Paese, contribuendo alla sua crescita grazie alle proprie qualità e al ruolo che compete loro come protagonisti della diaspora africana in veste di artisti, scrittori, pensatori, intellettuali e businessmen. La tavola rotonda di martedì farà il punto su questa realtà dinamica e versatile.
Segue degustazione di prodotti tipici del Carso triestino.

Con Trapped Dream di Ubaka Joseph Ugochukwu (alle 20.30 allo Stimate), una delle nuove voci del cinema delle Afriche formatosi nel polo produttivo nigeriano di Nollywood, una delle realtà più attive al mondo dopo Hollywood e Bollywood, affronteremo i dilemmi morali del protagonista Chike, diviso tra il sottobosco del narcotraffico e la relazione con la giovane Amy.
Due nuove opere si aggiungono alla competizione per il miglior corto: Blind Date di Shams Bhanji, inspirato al mito della creazione del popolo Baganda in Uganda, e La Bulle di Mamihasina Raminosoa, surreale tête-à-tête tra un uomo e un insetto intraprendente. Entrambi saranno proiettati allo Stimate dopo Trapped Dream e Me, myself & I.
Nella sezione documentari, la cronaca che ben conosciamo migra dagli schermi televisivi dei tg a quelli cinematografici: U Stisso Sangu di Francesco Di Martino e Sebastiano Adornò tratta infatti degli sbarchi delle carrette del mare sulle coste sudorientali della Sicilia, mentre Via Anelli di Marco Segato si concentra sulla vicenda del noto “ghetto” padovano, uno dei luoghi più immaginati ma meno conosciuti del nordest. I duce documentari potranno essere visionati al Mazziano a partire dalle 20.30.
Ma la programmazione è tutt’altro che finita: chi avesse perso alcune delle pellicole già proiettate, oggi potrà godersi in replica Melagwu, Mon Histoire papy, La jeune femme et l’instit, che, con una variazione di programma, saranno nella sala del Mazziano alle 17.30, invece che al Santa Teresa, dove invece sarà proiettato Sheherazade Tell me a Story seguito, alle 21, da Nothing but the truth e La residence Ylan Ylang.
E per non concludere la serata al termine delle proiezioni, da non perdere l’Afro Party alle 22.30 al Bar Camelot Irish Pub di Via Leoncino 7: serata dance africana con DJ Alix (afriradio.it).
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