
È interessante ascoltare l’intervista fatta a Billy Joya da Edgardo Melgar, giornalista di una potente corporazione televisiva, Televicentro, che non ha fatto altro che sostenere a spada tratta il golpe, nonché mentire e nascondere tutto ciò che faceva scomodo all’attuale governo. Se si ha voglia di conoscere il volto attuale di questo assassino e torturatore, il quale giustifica il colpo di stato del generale Augusto Pinochet in Cile e paragona la situazione di quella nazione con l’Honduras attuale, è sufficiente entrare nel sito del nuovo governo honduregno: www.laverdadenhonduras.com. Da qui si passa al blog e, una volta dentro, si cerca l’intervista del 28 giugno a Billy Joya, una “perla” di giornalismo moderno.
Nonostante le volgarità giornalistiche e del governo di Micheletti, in questi giorni continuano le proteste e le manifestazioni a sostegno del rientro di Zelaya. Migliaia di persone si riuniscono a Tegucigalpa per dire no al colpo di stato, voluto dalla oligarchia politica-economica e militare dell’Honduras.
E mentre si manifesta pacificamente per le strade del paese, per trovare una soluzione a questa gravissima crisi istituzionale, a San José di Costa Rica si riuniscono le delegazioni dei due governi: quella che sostiene Micheletti e quella che sostiene Zelaya, con la mediazione del Presidente del Costa Rica e premio Nobel per la pace 1987 Oscar Arias.
Le posizioni di entrambe le delegazioni sono molto distanti. Micheletti è convinto che Zelaya non può e non deve rientrare in Honduras, in quanto l’attuale governo, essendo stato eletto dal congresso, è in una posizione giuridica inattaccabile.
Zelaya, invece, continua deciso nella sua battaglia per rientrare nel paese, e sostiene che bisogna ristabilire l’istituzionalità nel paese, perché ciò che hanno fatto Micheletti e i suoi seguaci, con l'aiuto dei militari, non è altro che un colpo di stato premeditato.
Lo scontro continua, mentre la comunità internazionale, in un primo momento decisa nel sostenere Zelaya, si è assopita in un torpore poco comprensibile, da cui speriamo si risvegli al più presto".
PINO DE SETA, cooperante di ProgettoMondo Mlal in Honduras
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