mercoledì 27 giugno 2012

Resistenza ironica contro il golpe

Le persone iniziano a resistere in modo pacifico, in molti dichiarano sempre più apertamente il loro rifiuto al golpe e ai parlamentari che in maggioranza hanno organizzato la destituzione di Lugo.
Il programma “Microfono aperto” della Tv pubblica, strenuamente difeso dai manifestanti contro i tentativi della polizia di censurare la programmazione televisiva, permette a qualsiasi cittadino a favore o contro il golpe di manifestare la propria opinione.
Quelli a favore del Golpe rilanciano slogan del tipo: “Il Paraguay è sovrano rispetto al Mercosur e fa quello che vuole. Chi si oppone oggi – è l’accusa prima rivolta ai leader di sinistra nel Paese- è comunista, violento e gay".
Dall’altra parte, i manifestanti in difesa della democrazia dichiarano attraverso le reti sociali, il loro ripudio al golpe, attraverso piccoli eventi di visibilità, ispirati alla cultura o ironici, come ad esempio spettacoli di danza popolare realizzati da bambine, canti popolari, spettacoli degli artisti di strada, semplici testimonianze in favore del Presidente destituito o dei poveri del Paese. Questi ultimi sembrano infatti essere la preoccupazione principale di molti manifestanti che saranno i primi a soffrire le conseguenze del golpe.
Molti insistono nel volere denunciare la regia degli USA e della Monsanto, i cui interessi economici erano prima ostacolati dal governo di Lugo; molti sorridono della debolezza del nuovo governo che sa reagire solo con la repressione violenta e la censura (l'agenzia informativa per internet IPParaguay mostra solo notizie del governo golpista).
Per festeggiare San Giovanni Battista, festa popolare molto diffusa in Paraguay, avranno luogo davanti alla sede della Tv Pubblica una serie di festival in favore del presidente Lugo e del popolo paraguayo.
Nelle reti sociali dilaga l'ironia, soprattutto nei confronti del deputato colorado Oscar Tuma (l'avvocato d'accusa nominato in parlamento contro Fernando Lugo, che sta arrivando a minacciare le persone che lo criticano in tweeter o facebook, e che pur essendo avvocato, inviato nei programmi televisivi, fatica anche giuridicamente a sostenere un confronto con l'avvocato difensore di Lugo).
Purtroppo il popolo paraguayano è diviso in 3: esiste un numero significativo ma non sufficiente che organizza la resistenza, un numero esiguo a favore del golpe (per interesse economico o vincolo politico) e una massa ancora neutra, passiva che resta in attesa dell'evolversi della situazione.
Perché tanta passività? Per paura della repressione, per convenienza del benessere consumista e per timore di rappresaglie da parte del vincitore in questa battaglia per la democrazia...
In poche parole vivono la sensazione di essere tornati all'epoca di Stroessner.

Francesco Anichini
ProgettoMondo Mlal Paraguay

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