Il gruppo Mlal Piacenza si appresta a spegnere 10 candeline! “Sembra ieri, eppure sono già passati dieci anni da quando si è costituito il Mlal Piacenza - spiega Danila Pancotti, cuore centrale del gruppo. Lo definisco un gruppo “mobile”, nel senso che negli anni è stato attraversato da tante persone, da generazioni diverse e che oggi conta su una quindicina di attivisti, alcuni molto giovani, che continuano il loro impegno nella nostra città dopo aver conosciuto ProgettoMondo Mlal grazie all’incontro con i nostri progetti.
Il Mlal è stato presente nel territorio fin dagli anni ’70, grazie ai volontari che partivano e che, al loro ritorno, erano le prime antenne nelle loro città.
A partire dalla fine del ’95, al ritorno dell’esperienza di Danila in Brasile, le attività si fanno più strutturate con la promozione delle prime occasioni di scambio con i bambini di strada di Teresina e le loro attività circensi, con un gruppo teatrale del Nord Est del Brasile e, successivamente, con l’attività educativa “El Ventajo del Tiempo”, che, con l’obiettivo di affrontare il tema di anziani e giovani nel Nord e nel Sud del Mondo, insieme ad altre associazioni del territorio, ha restituito al Palazzo Gotico, cuore della città, il suo ruolo di spazio civico di cittadinanza.
“Nel 2004 è stato anche ufficialmente costituito proprio un gruppo Mlal Piacenza, quando al mio ritorno dall’Ecuador, insieme ad altre 4 persone, durante la Marcia della Pace che si era tenuta a Roma, abbiamo avuto questa idea”- spiega Danila Pancotti. ”Ricordo che i primi anni facevamo tantissimi mercatini e poi, piano piano, abbiamo iniziato a partecipare ai primi spazi di confronto della città: il Coordinamento “Piacenza Città di Pace” (poi Tavolo della Pace) e la Consulta del Comune.
In dieci anni di storia, il Mlal Piacenza si è impegnato nel proporre attività nelle scuole, scambi con testimoni e delegazioni, una presenza costante in tutti i tavoli di riflessione dedicati alla cooperazione internazionale e all’educazione alla cittadinanza, sia istituzionali, con il Comune e con la Provincia, che con il mondo dell’associazionismo, sia nel pregiato e storico appuntamento annuale con il Festival del Diritto. Un impegno, quest’ultimo, che ha portato a Piacenza e nei Comuni della Provincia, i temi e i protagonisti di cui ProgettoMondo Mlal si è sempre fatto portavoce: i diritti umani, il protagonismo dell’infanzia attraverso la voce dai bambini lavoratori, il turismo responsabile, i diritti dell’infanzia, il concetto di cittadinanza.
I giovani che oggi animano il gruppo provengono in gran parte dall’esperienza del progetto Kamlalaf, iniziativa promossa dal Comune con le associazioni locali, per dare l’opportunità ai ragazzi di visitare i progetti di cooperazione di diverse realtà impegnate a Piacenza. Un viaggio organizzato ogni anno che ha portato una ventina di giovani a conoscere i nostri progetti in Brasile, in Bolivia e in Guatemala, e che li ha avvicinati a ProgettoMondo Mlal, in alcuni casi stimolandoli anche a restare accanto alla nostra Ong per proseguire l’impegno nella loro città.
Ed è da qui che si è partiti, per festeggiare i 10 anni del gruppo Mlal Piacenza. Una storia che si intreccia con un’attualità in cui è parso naturale dare spazio alla visione dei giovani e al senso che loro danno alla partecipazione nel gruppo Mlal Piacenza.
Sabato 17 maggio si terrà a Piacenza (dalle 17,30 alle 19,30, presso l’Unione Provinciale Commercianti, Strada Bobbiese, 2), un incontro pubblico dedicato al turismo responsabile “Dagli Appennini alle Ande”, che parte proprio dall’esperienza di viaggio di qualche anno fa vissuto in Bolivia da un gruppo di giovani piacentini che hanno visitato il progetto di turismo comunitario “Bienvenidos”. “E’ un’iniziativa nata direttamente dai nostri giovani- spiega Danila- che hanno conosciuto il nostro modo di lavorare, l’impegno del partner locale TUSOCO e che, da qui, hanno avviato una riflessione parallela sulle nostre montagne che si stanno spopolando. È nata allora l’idea di avviare una riflessione in città per capire se, questa buona pratica avviata in Bolivia, non possa essere seme prezioso per rivalutare e creare nuove occasioni di sviluppo anche nel nostro territorio”. Un mondo che si ribalta, una visione che, come ProgettoMondo Mlal, abbiamo sempre voluto valorizzare: una buona pratica che nasce da un Sud spesso visto solo come vittima, e che invece sa impiantare grandi semi di speranza.
L’incontro pubblico, organizzato in collaborazione con il progetto Policoro, oltre all’intervento di Gianni Cappellotto, operatore di ProgettoMondo Mlal esperto di turismo responsabile, ospiterà la voce de “I Briganti del Cerreto”, bella esperienza italiana di avvio di un progetto di turismo comunitario negli Appennini emiliani, riconosciuto a livello europeo.
“Il traguardo raggiunto in questi 10 anni -conclude Danila Pancotti- credo sia stato quello di aver tenuto insieme le persone, con storie e percorsi diversi e averli accompagnati, a volte anche solo per un breve tratto, nel cammino di impegno di ProgettoMondo Mlal, e l’essere stata, ed esserlo ancora, portavoce con le Istituzioni delle lotte dell’organizzazione, di aver accresciuto queste relazioni, nel segno di un impegno civico che non è mai venuto a mancare”.
Tanti auguri allora al nostro Mlal Piacenza e appuntamento al 17 maggio per un brindisi insieme!!
Marina Lovato
Territori Mlal
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mercoledì 14 maggio 2014
venerdì 11 maggio 2012
Solidarietà a ritmo di samba! Aperitivo con musiche e danze brasiliane per i ragazzi dell’America Latina
Dopo il grande successo dell'anno scorso, tornano a Piacenza i ritmi Bahiani grazie a uno scambio culturale sostenuto da ProgettoMondo Mlal.
Il prossimo giovedì 17 maggio, infatti, l'associazione ospiterà per il secondo anno consecutivo a Piacenza il percussionista Nomio e la ballerina Jossi del gruppo musicale “Axè Lata”, per un'esibizione musicale unica e volta a raccogliere fondi per l’organizzazione dei bambini lavoratori del progetto “Il mestiere di crescere”. Tale progetto, promosso da ProgettoMondo Mlal in collaborazione con diverse associazioni latinoamericane ed europee, ha come obiettivo la partecipazione sociale dei Bambini/e e Adolescenti Lavoratori organizzati (NATs) di Bolivia, Colombia e Perù ed il loro coinvolgimento diretto nella formulazione di piani locali per la promozione dei diritti dell’infanzia.
Il gruppo musicale "Axè Lata" coinvolge i bambini del quartiere Portao di Salvador de Bahia e li toglie dalla strada attraverso attività educative realizzate con il potere della musica: i ragazzi, sotto la guida dei loro insegnanti, costruiscono percussioni riutilizzando i bidoni di latta lasciati abbandonati nei mercati e, suonando in giro per le strade della città, imparano che cosa significa essere cittadini consapevoli dei propri diritti.
ProgettoMondo Mlal da oltre quarant'anni sostiene i progetti di cooperazione e sviluppo nati sui territori dell'America Latina ma anche scambi culturali come questo, avvalendosi dei propri volontari sparsi per il mondo. Tra questi, fondamentale è la presenza a Salvador de Bahia di Loris e Maria, e della loro casa albergo per turismo responsabile "Casa Encantada". Una sosta a Salvador de Bahia presso Casa Encantada, infatti, permette la visita ad alcuni progetti sociali come "Axè Lata", un'opportunità che hanno avuto anche alcuni giovani piacentini partecipanti all'edizione dei viaggi Kamlalaf 2010 e che li ha stretti in un legame di forte amicizia con i giovani percussionisti brasiliani.
Per la seconda volta, dunque, Progetto Mondo Mlal Gruppo Piacenza realizza uno scambio culturale italo-brasiliano e porta nella nostra città i ritmi e i colori della vita a Bahia.
Nomio e Jossi accompagnati da Loris saranno ospiti a Piacenza nelle giornate del 17 e 18 maggio e terranno diversi laboratori di percussioni e danze brasiliane: a Piacenza nella scuola media “Anna Frank” e presso il centri educativo “Calamita” della coop. soc. Oltre, a Carpaneto presso il centro educativo “Spazio Aperto” e a Lugagnano presso il centro di aggregazione “Don Bosco” entrambi della coop. soc. Arco.
Giovedì 17 maggio gli ospiti brasiliani saranno protagonisti di una serata in musica con aperitivo dalle ore 20 presso la coop. agricola e sociale La Magnana via Bubba).
Ingresso ad offerta libera. Il ricavato sarà devoluto al progetto “Il mestiere di crescere”.
L'evento è realizzato in collaborazione con le associazioni del Tavolo per la Pace di Piacenza.
Per maggiori informazioni, contattare il numero 3494038965
ProgettoMondo Mlal Piacenza
Il prossimo giovedì 17 maggio, infatti, l'associazione ospiterà per il secondo anno consecutivo a Piacenza il percussionista Nomio e la ballerina Jossi del gruppo musicale “Axè Lata”, per un'esibizione musicale unica e volta a raccogliere fondi per l’organizzazione dei bambini lavoratori del progetto “Il mestiere di crescere”. Tale progetto, promosso da ProgettoMondo Mlal in collaborazione con diverse associazioni latinoamericane ed europee, ha come obiettivo la partecipazione sociale dei Bambini/e e Adolescenti Lavoratori organizzati (NATs) di Bolivia, Colombia e Perù ed il loro coinvolgimento diretto nella formulazione di piani locali per la promozione dei diritti dell’infanzia.
Il gruppo musicale "Axè Lata" coinvolge i bambini del quartiere Portao di Salvador de Bahia e li toglie dalla strada attraverso attività educative realizzate con il potere della musica: i ragazzi, sotto la guida dei loro insegnanti, costruiscono percussioni riutilizzando i bidoni di latta lasciati abbandonati nei mercati e, suonando in giro per le strade della città, imparano che cosa significa essere cittadini consapevoli dei propri diritti.
ProgettoMondo Mlal da oltre quarant'anni sostiene i progetti di cooperazione e sviluppo nati sui territori dell'America Latina ma anche scambi culturali come questo, avvalendosi dei propri volontari sparsi per il mondo. Tra questi, fondamentale è la presenza a Salvador de Bahia di Loris e Maria, e della loro casa albergo per turismo responsabile "Casa Encantada". Una sosta a Salvador de Bahia presso Casa Encantada, infatti, permette la visita ad alcuni progetti sociali come "Axè Lata", un'opportunità che hanno avuto anche alcuni giovani piacentini partecipanti all'edizione dei viaggi Kamlalaf 2010 e che li ha stretti in un legame di forte amicizia con i giovani percussionisti brasiliani.
Per la seconda volta, dunque, Progetto Mondo Mlal Gruppo Piacenza realizza uno scambio culturale italo-brasiliano e porta nella nostra città i ritmi e i colori della vita a Bahia.
Nomio e Jossi accompagnati da Loris saranno ospiti a Piacenza nelle giornate del 17 e 18 maggio e terranno diversi laboratori di percussioni e danze brasiliane: a Piacenza nella scuola media “Anna Frank” e presso il centri educativo “Calamita” della coop. soc. Oltre, a Carpaneto presso il centro educativo “Spazio Aperto” e a Lugagnano presso il centro di aggregazione “Don Bosco” entrambi della coop. soc. Arco.
Giovedì 17 maggio gli ospiti brasiliani saranno protagonisti di una serata in musica con aperitivo dalle ore 20 presso la coop. agricola e sociale La Magnana via Bubba).
Ingresso ad offerta libera. Il ricavato sarà devoluto al progetto “Il mestiere di crescere”.
L'evento è realizzato in collaborazione con le associazioni del Tavolo per la Pace di Piacenza.
Per maggiori informazioni, contattare il numero 3494038965
ProgettoMondo Mlal Piacenza
lunedì 19 maggio 2014
Turismo, opportunità e ricchezza
Un pubblico numeroso e interessato ha partecipato sabato 17 maggio all’incontro organizzato dal Mlal Piacenza e dal Progetto Policoro: “Dalle Ande all’Appennino. Il turismo comunitario come opportunità di sviluppo per il nostro territorio”.
Un incontro che ha presentato l’idea di un turismo diverso, lontano da canoni tradizionali di accoglienza quantitativa, per promuovere invece un’idea di turismo che promuove l’incontro, la riscoperta e la valorizzazione culturale del luogo visitato, l’impatto economico positivo a favore delle comunità. E si è partiti dalle impervie alture andine, dove il turismo comunitario offre ottimi risultati sotto il profilo sociale ed economico, per approdare alle montagne di Piacenza, gioielli grezzi di immenso valore, poco incentivati, in declino demografico e di risorse.
L’idea di proporre in città questo incontro è nata dai giovani che animano il gruppo Mlal Piacenza che, dopo aver visitato nel 2012 i progetti di ProgettoMondo Mlal in Bolivia, hanno continuato il loro impegno all’interno dell’associazione e soprattutto hanno continuato una riflessione che ieri si è tradotta in questo interessante tavolo di confronto con Istituzioni, cooperative e la nostra ong. La domanda da cui si è partiti, tipica di un mondo al rovescio: “Nelle montagne piacentine, il turismo comunitario come quello del modello boliviano può essere un sentiero da percorrere per rivalutare il nostro territorio?”.
Padrone di casa Danila Pancotti, Mlal Picenza e Federica Lugani, animatrice del Progetto Policoro, hanno aperto la riflessione avviata da Gianni Cappellotto, referente per il turismo di ProgettoMondo Mlal, che ha delineato lo sviluppo turistico a livello internazionale, e in Italia, e il ruolo delle ong su questo tema.
Alberto Rossi del Mlal Piacenza, a partire dalle bellissime immagini scattate durante il viaggio in Bolivia, ha fatto emergere l’analogia tra comunità boliviane e piacentine. “Entrambe soffrono problematiche economiche, umane e demografiche, si assiste ad una continua perdita di risorse, di ricchezza e di identità culturale, di fronte a ciò è necessario un riscatto”- ha sottolineato. Una possibile strada da seguire è stata delineata, molto concretamente, dall’intensa testimonianza di Renato Farina, membro della Cooperativa “I Briganti di Cerreto”, il quale ha spiegato come un’idea di turismo di comunità possa essere realizzata, con fatica e difficoltà, specialmente burocratiche, non in Bolivia o Mozambico, ma nell’Appennino di Reggio Emilia, con risultati semplicemente strepitosi. Renato ha presentato dati oggettivi, che lasciavano poco all’immaginazione: fare un turismo rispettoso della cultura locale, realizzato dalla comunità locale e dalle maestranze autoctone porta benefici in termini di riscoperta identitaria, distribuzione di risorse economiche per il bene del territorio e scoperta di tradizioni storico-architettoniche centenarie, prima in decadenza. E i visitatori apprezzano la semplicità di una notte sotto le stelle o di una cantata in un essiccatoio rivitalizzato, senza pretendere chissà quali confort o servizi.
Utopia? Caso isolato? No, I gentili ‘ Briganti’, nell’incontro di ieri, hanno dimostrato che volontà e determinazione, affiancate da valori e principi, possono ricostruire un paese in rovina (quanti ce ne sono nella Provincia di Piacenza!) e farne un centro turistico di eccellenza europeo, con criteri di sostenibilità, semplicità e attaccamento alla propria terra.
La conclusione dell’incontro è stata affidata a Massimo Castelli, presidente dell’Unione Val Trebbia-Val Luretta, che ha spronato le istituzioni a credere in questa progettualità, con prospettive concrete anche per i giovani e per il bene dell’appennino piacentino.
Doverosi i ringraziamenti, che hanno reso possibile questo risultato. “Confcooperative, Unione Commercianti e il fondamentale appoggio della Caritas diocesana, nonché le istituzioni provinciali e comunali, in primis l’Assessore alle Politiche Giovanili Giulia Piroli e i suoi collaboratori, Michela Riboni e Giuseppe Magistrali”.
Quale modo migliore di festeggiare i 10 anni del Mlal Piacenza, che con tenacia continua il suo impegno a fianco dell’ong veronese e ha scelto di dare spazio e voce proprio ai giovani, che, grazie al loro impegno e al loro entusiasmo, hanno voluto portare nella loro città il grande valore che hanno scoperto grazie al viaggio in Bolivia. Largo ai giovani, si direbbe, ma, per chi ha partecipato all’incontro di sabato e ancora crede nel cambiamento, è stato davvero un bel esercizio di cittadinanza! Auguri Mlal Piacenza e auguri ragazzi per la strada che avete iniziato a tracciare!!
Marina Lovato
ProgettoMondo Mlal
Un incontro che ha presentato l’idea di un turismo diverso, lontano da canoni tradizionali di accoglienza quantitativa, per promuovere invece un’idea di turismo che promuove l’incontro, la riscoperta e la valorizzazione culturale del luogo visitato, l’impatto economico positivo a favore delle comunità. E si è partiti dalle impervie alture andine, dove il turismo comunitario offre ottimi risultati sotto il profilo sociale ed economico, per approdare alle montagne di Piacenza, gioielli grezzi di immenso valore, poco incentivati, in declino demografico e di risorse.
L’idea di proporre in città questo incontro è nata dai giovani che animano il gruppo Mlal Piacenza che, dopo aver visitato nel 2012 i progetti di ProgettoMondo Mlal in Bolivia, hanno continuato il loro impegno all’interno dell’associazione e soprattutto hanno continuato una riflessione che ieri si è tradotta in questo interessante tavolo di confronto con Istituzioni, cooperative e la nostra ong. La domanda da cui si è partiti, tipica di un mondo al rovescio: “Nelle montagne piacentine, il turismo comunitario come quello del modello boliviano può essere un sentiero da percorrere per rivalutare il nostro territorio?”.
Padrone di casa Danila Pancotti, Mlal Picenza e Federica Lugani, animatrice del Progetto Policoro, hanno aperto la riflessione avviata da Gianni Cappellotto, referente per il turismo di ProgettoMondo Mlal, che ha delineato lo sviluppo turistico a livello internazionale, e in Italia, e il ruolo delle ong su questo tema.
Alberto Rossi del Mlal Piacenza, a partire dalle bellissime immagini scattate durante il viaggio in Bolivia, ha fatto emergere l’analogia tra comunità boliviane e piacentine. “Entrambe soffrono problematiche economiche, umane e demografiche, si assiste ad una continua perdita di risorse, di ricchezza e di identità culturale, di fronte a ciò è necessario un riscatto”- ha sottolineato. Una possibile strada da seguire è stata delineata, molto concretamente, dall’intensa testimonianza di Renato Farina, membro della Cooperativa “I Briganti di Cerreto”, il quale ha spiegato come un’idea di turismo di comunità possa essere realizzata, con fatica e difficoltà, specialmente burocratiche, non in Bolivia o Mozambico, ma nell’Appennino di Reggio Emilia, con risultati semplicemente strepitosi. Renato ha presentato dati oggettivi, che lasciavano poco all’immaginazione: fare un turismo rispettoso della cultura locale, realizzato dalla comunità locale e dalle maestranze autoctone porta benefici in termini di riscoperta identitaria, distribuzione di risorse economiche per il bene del territorio e scoperta di tradizioni storico-architettoniche centenarie, prima in decadenza. E i visitatori apprezzano la semplicità di una notte sotto le stelle o di una cantata in un essiccatoio rivitalizzato, senza pretendere chissà quali confort o servizi.
Utopia? Caso isolato? No, I gentili ‘ Briganti’, nell’incontro di ieri, hanno dimostrato che volontà e determinazione, affiancate da valori e principi, possono ricostruire un paese in rovina (quanti ce ne sono nella Provincia di Piacenza!) e farne un centro turistico di eccellenza europeo, con criteri di sostenibilità, semplicità e attaccamento alla propria terra.
La conclusione dell’incontro è stata affidata a Massimo Castelli, presidente dell’Unione Val Trebbia-Val Luretta, che ha spronato le istituzioni a credere in questa progettualità, con prospettive concrete anche per i giovani e per il bene dell’appennino piacentino.
Doverosi i ringraziamenti, che hanno reso possibile questo risultato. “Confcooperative, Unione Commercianti e il fondamentale appoggio della Caritas diocesana, nonché le istituzioni provinciali e comunali, in primis l’Assessore alle Politiche Giovanili Giulia Piroli e i suoi collaboratori, Michela Riboni e Giuseppe Magistrali”.
Quale modo migliore di festeggiare i 10 anni del Mlal Piacenza, che con tenacia continua il suo impegno a fianco dell’ong veronese e ha scelto di dare spazio e voce proprio ai giovani, che, grazie al loro impegno e al loro entusiasmo, hanno voluto portare nella loro città il grande valore che hanno scoperto grazie al viaggio in Bolivia. Largo ai giovani, si direbbe, ma, per chi ha partecipato all’incontro di sabato e ancora crede nel cambiamento, è stato davvero un bel esercizio di cittadinanza! Auguri Mlal Piacenza e auguri ragazzi per la strada che avete iniziato a tracciare!!
Marina Lovato
ProgettoMondo Mlal
mercoledì 15 settembre 2010
In Brasile, dove la bellezza nasce dal niente
Un nuovo racconto su alcune delle realtà incontrate a Rio de Janeiro da chi, ad agosto, ha partecipato al progetto Kamlalaf del Comune di Piacenza. A scriverlo è Federica Lugani, che ha viaggiato in Brasile con ProgettoMondo Mlal.Sono tornata dal Brasile ormai da un po’ …e non posso fare a meno di ricordare. Riguardo i video che ho girato tra Salvador de Bahia e Rio de Janeiro, cerco musiche brasiliane, leggo libri che indirettamente ne parlano, ringrazio il cielo che siamo figli della globalizzazione, e tramite internet, ricerco il contatto con un altro mondo lontano migliaia di km, che ha saputo darmi tanta ricchezza da farmi ammettere: ebbene sì, sono vittima anch’io della famosa saudades!
Sono stata in Brasile insieme ad altri giovani della mia età, grazie al progetto Kamlalaf del Comune di Piacenza,e al gruppo locale ProgettoMondo Mlal di Piacenza che vi ha partecipato, dandoci così l’opportunità di vivere un viaggio di vero turismo responsabile.
Dopo dieci giorni a Salvador de Bahia, ci siamo spostati a Rio de Janeiro. Qui, grazie alla guida di Francesca Menegon, cooperante Mlal, e di Sarah Reggianini, del servizio civile, abbiamo conosciuto iniziative stupende, progetti sociali ammirevoli. Tra questi, il lavoro dell’associazione “Raizes in movimento” della favela “Complexo do Alemao”, un’associazione di giovani impegnata a incentivare l’economia locale della favela attraverso l’utilizzo della pubblicità, della grafica. Michael, uno dei ragazzi di Raizes, è fotografo. Grazie a una borsa di studio ha potuto partecipare a un corso ma, nonostante le opportunità in più ricevute, dice : “io sono nato in favela e desidero rimanere qui”. È risaputo, il cambiamento migliore viene da dentro, e i ragazzi ne sono fortemente consapevoli. Stupisce comunque il loro forte senso di appartenenza, e il desiderio di dedicare la propria arte a un bene comune. Vivere a “Complexo do Alemao” non sembra infatti così facile. La favela si districa lungo una montagna, i trafficanti tengono tutto sotto controllo, mancano diversi servizi, ma il governo sembra non esser mai sceso fin quaggiù, per sentire di cosa abbia veramente bisogno la gente. Non a caso, David, altro responsabile di Raizes, si lamenta per i recenti interventi del Pac, un programma di intervento del governo, perché sembrano imposti dall’alto, senza il coinvolgimento della popolazione. “Stanno costruendo per esempio – ci dice- una teleferica che metterà in comunicazione due punti della città, ma manterrà isolate le favelas in mezzo, e non è un servizio utile alla pari dell’acqua o della luce, che ogni tanto fatica ancora ad arrivare alla popolazione”.
Un altro esempio di come l’intraprendenza dal basso possa arrivare laddove i governi ancora sonnecchiano, è il centro culturale “A historia que eu conto”, situato in un’altra favela di Rio, chiamata Villa Alianza. Qui una vecchia scuola abbandonata è stata spontaneamente occupata qualche anno fa da un gruppo di abitanti, per divenire ben presto il fulcro dell’attività culturale della zona. Il centro infatti, ha una biblioteca, laboratori di graffiti, stampa su maglietta, teatro e danza hip-hop. Dopo aver iniziato in maniera autonoma, ora, come Raizes, il centro gode dell’appoggio di diverse ong locali, tra queste c’è anche FASE, con cui ProgettoMondo Mlal ha collaborato per “Dereichos direitos”, un progetto rivolto ai giovani delle favelas, di cui Piacenza stessa ha avuto un assaggio nel marzo del 2009, quando furono ospiti del Tavolo per la Pace due giovani musicisti brasiliani della band Grupo Zamboo. Ancora una volta rimaniamo stupiti di come possa nascere la bellezza dal niente, grazie all’intraprendenza e alla lungimiranza delle persone. E i frutti poi, sono tanti. Uno dei ragazzi responsabili del gruppo di teatro, ci mostra infatti alcune delle produzioni del gruppo. Alla consegna, “racconta che cosa vorresti fare da grande, qual è il tuo sogno”, una ragazzina risponde: “io vorrei fare la differenza”. Non può che commuoverci una tale promessa di speranza.
E non c’è due senza tre. Un’altra stupenda realtà incontrata a Rio, è quella del circo sociale “Crescer e Viver”. Un tendone situato nelle prossimità di un quartiere periferico di Rio ospita i tanti ragazzi che per tre pomeriggi alla settimana partecipano alle “officine”, i laboratori gratuiti di arte circense. Hanno tutte le età, e già da piccoli si divertono a fare salti, capriole, acrobazie sul trapezio o sull’anello, a girare in monociclo e roteare le palline. Il circo però, anche qui è solo un pretesto per fare educazione, come ci spiegano i responsabili Junior Perim e Vinicius Daumas. Uno un ex-ammazzapolli, l’altro un pagliaccio, che incontrandosi hanno dato vita a un grande progetto artistico ed educativo. Attraverso il circo, infatti, i ragazzi ricevono preziosi insegnamenti dai ragazzi più grandi, come il valore della costanza e dell’impegno. Soddisfano il loro bisogno di riconoscimento da parte della comunità grazie agli spettacoli messi in scena, si sentono capaci e portatori di una grande arte, ma soprattutto di un grande entusiasmo per la vita. “Noi non vogliamo – dice Vinicius - che la gente venga a vedere i nostri spettacoli perché ci sono i “poverini” delle favelas che fanno le acrobazie. Vogliamo che la gente venga perché sappiamo offrire uno spettacolo di grande qualità artistica”. La consapevolezza è tanta, e si capisce perché “Crescer e viver” stia facendo molta strada. Gli spettacoli dei giovani più grandi, sono portati in scena non solo in Brasile, ma anche in Europa, e i temi trattati sono i più disparati, dalla vita dell’artista ad alcuni aspetti della quotidianità di Rio, come le predicazioni del ”profeta della gentileza”. Per questi giovani, da poco è stata anche aperta una vera e propria scuola per diventare operatori dell’arte circense, per poter essere anche più competitivi sul mercato del circo. Educazione, lavoro e intervento sociale, sono tanti quindi gli obiettivi di “Crescer e Viver”, un altro esempio che ci ha arricchito, dimostrandoci come l’arte in Brasile, sappia sempre rivolgersi alla realtà sociale intorno, e come sia forte qui, il monito di un noto poeta: “l’artista deve sempre stare dove sta il popolo”.
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giovedì 16 agosto 2012
Dalla Bolivia in Italia, con la voglia di ricordare emozioni e paesaggi
Mi trovo solo nella stanza del nostro hostal in quel di La Paz, e ripenso all’incontro con Riccardo Giavarini, cooperante del ProgettoMondo Mlal che da oltre trent’anni vive in territorio sudamericano.
In una sala gelida e poco illuminata all’interno dell’ufficio del ProgettoMondo Mlal, Riccardo – che per il suo impegno è stato premiato dal presidente Napolitano nel 2011 – ci ha narrato (a me e al resto dei giovani piacentini arrivati in Bolivia con l’organizzazione veronese) la sua esperienza in terra boliviana, le difficoltà, le scelte e le piccole soddisfazioni che scaldano il cuore e ti fanno andare avanti, insieme a un’incrollabile fede religiosa. Riccardo, nonostante i tanti anni trascorsi in questo contraddittorio Paese, piange quando il suo racconto si sofferma sulle ragazzine di El Alto(periferia di La Paz, ormai municipio a sé stante), costrette a prostituirsi per portare a casa qualche moneta, costrette a prostituirsi per soddisfare gli istinti animali di auctotoni o gringos, dove la polizia non interviene per porre fine all’efferata situazione, ma anzi alimenta il giro cercando di guadagnarci su, tanto per arrotondare il magro stipendio. Sono lacrime di rabbia, impotenza, dolore. Sono lacrime di uomo che come tanti altri nel suo settore non ha mai giorni di riposo, non ha molto tempo da dedicare alla famiglia, non ha ore per staccare la spina e isolarsi; di chi vive sempre tra gli sconfitti, tra gli esclusi di una già povera e ostile società.
L’incontro è ricco di contenuti, la mente fa fatica a elaborare il tutto, sollecitata da mille imput ed emozioni. A un certo punto, Riccardo si alza, chiede scusa, deve andare: i volontari di Qalauma( primo centro in Bolivia di reinserimento nella società per giovani tra i 16 e i 21 anni) necessitano di un passaggio per ritornare alle proprie case. Tocca a lui. Sono le 18.30 di un sabato come molti. Anche oggi finirà di lavorare a notte inoltrata.
Sempre all’interno di una stanza fredda(le basse temperature nelle case sono una costante), Aurelio Danna, coordinatore Paese e anche figura di riferimento del progetto Qutapiquina, e il giovane casco bianco Vanni tirano le somme del nostro viaggio, soffermandosi su alcuni punti e complimentandosi con il gruppo che, modestia a parte, si è in effetti comportato nei migliori dei modi tra le varie vicissitudini del viaggio. Ma la positiva sententia è dovuta soprattutto all’attenzione rivolta ai vari progetti ideati e scritti dal ProgettoMondo Mlal, e alle varie storie che tra una strada sterrata e l’altra abbiamo avuto il privilegio di incontrare.
La discussione e l’analisi si sofferma soprattutto sull’ultima settimana, divisa tra Cordigliera di Apolobamba e Lago Titicaca. Due spazi, due territori completamente diversi che anche temporalmente sembrano lontanissimi e invece vissuti intensamente nel giro di pochi giorni.
Mai al di sotto dei 4800 metri, la zona andina da noi esplorata sembra un degno set per un film o un romanzo d’avventura: zona di minatori e di frontiere, di contrabbando e di assalti, di lotta e di contesa tra Bolivia e Perù. Piccole comunità abitano questi sconfinati e affascinanti luoghi, dove il cielo sembra sempre più vicino e le condizioni climatiche possono cambiare da un secondo all’altro. In lontananza si vedono alpaca, a un’altitudine minore qualche vigogna.
Da queste parti, ProgettoMondo Mlal ha avviato infatti un progetto innovativo, con il sostegno dell’Unione Europea, che unisce alla tutela del territorio la possibilità per determinate comunità di avviare un’attività economica sostenibile e responsabile, basata sulla produzione di fibra appunto di vigogna e alpaca.
Un lavoro meticoloso, difficile, che non tutti sanno fare. Le comunità della zona si contendono l’entrata nel progetto, ma le selezione è ardua. Il tutto è partito da soli sei mesi, Aurelio e Vanni insieme ai compagni locali hanno ancora molta strada da percorrere. In un futuro magari non troppo lontano si pensa a un centro polifunzionale, non solo di raccolta della fibra “eschilata” (termine castigliano per indicare la tosatura dei camelidi), ma anche di realizzazione di prodotti finiti, ora venduti solamente nelle singole e sperdute comunità.
Dimenticavo: tra un acquisto e l’altro di bellissime mantelle e sciarpe lavorate rigorosamente a mano, abbiamo raggiunto i 5030 metri d’altitudine. Tutto documentato, anche i respiri affannosi.
Ore 6.30 del mattino. Il sole spunta e con una luce pura che non ricordavo nemmeno più, inonda il lago Titicaca e le vette della cordigliera che in lontananza si scrutano. La splendida visione ripaga della fatica del viaggio, del percorso compiuto per arrivare a questo grande bacino chiuso, il più alto del mondo a quasi 4000 metri. Vanni ride nel ricordare la seconda ruota bucata dopo il Salar, la benzina che forse c’è, ma è più probabile che non ci sia, la dubbia sicurezza di piccole barchette stipate di turisti che portano all’Isla del Sol, al centro del lago, la fatica di noi viaggiatori (ci tengo a specificare, non siamo stati normali turisti!) che alla fine della giornata andiamo a letto alle 21 spaccate, distrutti da camminate per noi fino a quel momento impensabili. L’alba ha cancellato ogni stanchezza, più o meno. Non racconterò della festa del “campesino” che ha visto sfilare gli alunni del collegio dell’isola con abiti stupendi, sgargianti, tradizionali; non racconterò nemmeno del paesaggio mozzafiato da cui gli occhi non riuscivano più a staccarsi o delle meraviglie archeologiche risalenti agli Inca; tutto è concentrato nella personalità e nel volto di don Esteban, la nostra guida, nei suoi racconti, nei suoi gesti, nelle sue convinzioni e nelle sue lotte. Nella propria comunità (ce ne sono tre sull’isola), i turisti sono visti con un po’ di diffidenza, se non proprio con ostilità: vengono qui, si accampano gratuitamente, lasciano rifiuti vari, non aiutano la gente del posto oppure arrivano e immediatamente ripartono, stretti da tempi incombenti dettati da agenzie di viaggio estere che propongono visite lampo senza approfondire alcunché di questo mistico e sacro luogo andino. Come dargli torto.
Questo turismo, ci spiega il professor Esteban, archeologo e antropologo, ha lacerato le comunità, le ha divise; due hanno sposato la tipologia sopra delineata. Il turismo dei grandi numeri e del non rispetto del luogo. La nostra guida sta portando avanti con ProgettoMondo Mlal un faticoso percorso di accettazione all’interno della sua comunità di un modo diverso di fare turismo, rispettoso dei costumi e delle abitudini, in cui il visitatore si prenda il tempo necessario per scoprire e conoscere, in cui ci si veste adeguatamente data la sacralità del luogo e si offre parte del proprio soggiorno per dare una mano agli abitanti, indaffarati nelle attività fondamentali come la pesca e l’agricoltura.
Esteban ci ammalia con le parole, le sue storie, e in lui troviamo sincera essenzialità, amore per la comunità e tutta la bellezza dell’Isla del Sol.
La stanza è sempre fredda, riemergono ricordi e visioni vissute da poco, ma che sembrano molto indietro nella linea del tempo. Ci attendiamo una sorpresa, magari il dono di altri giorni nella terra del Presidente Evo perché c’è ancora troppo da vedere e da scoprire. Ma non è così, anche se quello che diamo alla Bolivia, più che un adios, è un arrivederci.
Alberto Rossi, giovane viaggiatore piacentino che, insieme a Federico Maccagni, Emanuele Mazzocchi, Cecilia Tirelli e Giulia Antozzi, è arrivato in Bolivia con la storica volontaria di ProgettoMondo Mlal, Danila Pancotti nell’ambito del progetto Kamlalaf patrocinato dal Comune di Piacenza per promuovere percorsi formativi che portino i giovani a confrontarsi con sé e gli altri.
Leggi gli articoli usciti sulla stampa locale:
In una sala gelida e poco illuminata all’interno dell’ufficio del ProgettoMondo Mlal, Riccardo – che per il suo impegno è stato premiato dal presidente Napolitano nel 2011 – ci ha narrato (a me e al resto dei giovani piacentini arrivati in Bolivia con l’organizzazione veronese) la sua esperienza in terra boliviana, le difficoltà, le scelte e le piccole soddisfazioni che scaldano il cuore e ti fanno andare avanti, insieme a un’incrollabile fede religiosa. Riccardo, nonostante i tanti anni trascorsi in questo contraddittorio Paese, piange quando il suo racconto si sofferma sulle ragazzine di El Alto(periferia di La Paz, ormai municipio a sé stante), costrette a prostituirsi per portare a casa qualche moneta, costrette a prostituirsi per soddisfare gli istinti animali di auctotoni o gringos, dove la polizia non interviene per porre fine all’efferata situazione, ma anzi alimenta il giro cercando di guadagnarci su, tanto per arrotondare il magro stipendio. Sono lacrime di rabbia, impotenza, dolore. Sono lacrime di uomo che come tanti altri nel suo settore non ha mai giorni di riposo, non ha molto tempo da dedicare alla famiglia, non ha ore per staccare la spina e isolarsi; di chi vive sempre tra gli sconfitti, tra gli esclusi di una già povera e ostile società.
L’incontro è ricco di contenuti, la mente fa fatica a elaborare il tutto, sollecitata da mille imput ed emozioni. A un certo punto, Riccardo si alza, chiede scusa, deve andare: i volontari di Qalauma( primo centro in Bolivia di reinserimento nella società per giovani tra i 16 e i 21 anni) necessitano di un passaggio per ritornare alle proprie case. Tocca a lui. Sono le 18.30 di un sabato come molti. Anche oggi finirà di lavorare a notte inoltrata.
Sempre all’interno di una stanza fredda(le basse temperature nelle case sono una costante), Aurelio Danna, coordinatore Paese e anche figura di riferimento del progetto Qutapiquina, e il giovane casco bianco Vanni tirano le somme del nostro viaggio, soffermandosi su alcuni punti e complimentandosi con il gruppo che, modestia a parte, si è in effetti comportato nei migliori dei modi tra le varie vicissitudini del viaggio. Ma la positiva sententia è dovuta soprattutto all’attenzione rivolta ai vari progetti ideati e scritti dal ProgettoMondo Mlal, e alle varie storie che tra una strada sterrata e l’altra abbiamo avuto il privilegio di incontrare.
La discussione e l’analisi si sofferma soprattutto sull’ultima settimana, divisa tra Cordigliera di Apolobamba e Lago Titicaca. Due spazi, due territori completamente diversi che anche temporalmente sembrano lontanissimi e invece vissuti intensamente nel giro di pochi giorni.
Mai al di sotto dei 4800 metri, la zona andina da noi esplorata sembra un degno set per un film o un romanzo d’avventura: zona di minatori e di frontiere, di contrabbando e di assalti, di lotta e di contesa tra Bolivia e Perù. Piccole comunità abitano questi sconfinati e affascinanti luoghi, dove il cielo sembra sempre più vicino e le condizioni climatiche possono cambiare da un secondo all’altro. In lontananza si vedono alpaca, a un’altitudine minore qualche vigogna.
Da queste parti, ProgettoMondo Mlal ha avviato infatti un progetto innovativo, con il sostegno dell’Unione Europea, che unisce alla tutela del territorio la possibilità per determinate comunità di avviare un’attività economica sostenibile e responsabile, basata sulla produzione di fibra appunto di vigogna e alpaca.
Un lavoro meticoloso, difficile, che non tutti sanno fare. Le comunità della zona si contendono l’entrata nel progetto, ma le selezione è ardua. Il tutto è partito da soli sei mesi, Aurelio e Vanni insieme ai compagni locali hanno ancora molta strada da percorrere. In un futuro magari non troppo lontano si pensa a un centro polifunzionale, non solo di raccolta della fibra “eschilata” (termine castigliano per indicare la tosatura dei camelidi), ma anche di realizzazione di prodotti finiti, ora venduti solamente nelle singole e sperdute comunità.
Dimenticavo: tra un acquisto e l’altro di bellissime mantelle e sciarpe lavorate rigorosamente a mano, abbiamo raggiunto i 5030 metri d’altitudine. Tutto documentato, anche i respiri affannosi.
Ore 6.30 del mattino. Il sole spunta e con una luce pura che non ricordavo nemmeno più, inonda il lago Titicaca e le vette della cordigliera che in lontananza si scrutano. La splendida visione ripaga della fatica del viaggio, del percorso compiuto per arrivare a questo grande bacino chiuso, il più alto del mondo a quasi 4000 metri. Vanni ride nel ricordare la seconda ruota bucata dopo il Salar, la benzina che forse c’è, ma è più probabile che non ci sia, la dubbia sicurezza di piccole barchette stipate di turisti che portano all’Isla del Sol, al centro del lago, la fatica di noi viaggiatori (ci tengo a specificare, non siamo stati normali turisti!) che alla fine della giornata andiamo a letto alle 21 spaccate, distrutti da camminate per noi fino a quel momento impensabili. L’alba ha cancellato ogni stanchezza, più o meno. Non racconterò della festa del “campesino” che ha visto sfilare gli alunni del collegio dell’isola con abiti stupendi, sgargianti, tradizionali; non racconterò nemmeno del paesaggio mozzafiato da cui gli occhi non riuscivano più a staccarsi o delle meraviglie archeologiche risalenti agli Inca; tutto è concentrato nella personalità e nel volto di don Esteban, la nostra guida, nei suoi racconti, nei suoi gesti, nelle sue convinzioni e nelle sue lotte. Nella propria comunità (ce ne sono tre sull’isola), i turisti sono visti con un po’ di diffidenza, se non proprio con ostilità: vengono qui, si accampano gratuitamente, lasciano rifiuti vari, non aiutano la gente del posto oppure arrivano e immediatamente ripartono, stretti da tempi incombenti dettati da agenzie di viaggio estere che propongono visite lampo senza approfondire alcunché di questo mistico e sacro luogo andino. Come dargli torto.
Questo turismo, ci spiega il professor Esteban, archeologo e antropologo, ha lacerato le comunità, le ha divise; due hanno sposato la tipologia sopra delineata. Il turismo dei grandi numeri e del non rispetto del luogo. La nostra guida sta portando avanti con ProgettoMondo Mlal un faticoso percorso di accettazione all’interno della sua comunità di un modo diverso di fare turismo, rispettoso dei costumi e delle abitudini, in cui il visitatore si prenda il tempo necessario per scoprire e conoscere, in cui ci si veste adeguatamente data la sacralità del luogo e si offre parte del proprio soggiorno per dare una mano agli abitanti, indaffarati nelle attività fondamentali come la pesca e l’agricoltura.
Esteban ci ammalia con le parole, le sue storie, e in lui troviamo sincera essenzialità, amore per la comunità e tutta la bellezza dell’Isla del Sol.
La stanza è sempre fredda, riemergono ricordi e visioni vissute da poco, ma che sembrano molto indietro nella linea del tempo. Ci attendiamo una sorpresa, magari il dono di altri giorni nella terra del Presidente Evo perché c’è ancora troppo da vedere e da scoprire. Ma non è così, anche se quello che diamo alla Bolivia, più che un adios, è un arrivederci.
Alberto Rossi, giovane viaggiatore piacentino che, insieme a Federico Maccagni, Emanuele Mazzocchi, Cecilia Tirelli e Giulia Antozzi, è arrivato in Bolivia con la storica volontaria di ProgettoMondo Mlal, Danila Pancotti nell’ambito del progetto Kamlalaf patrocinato dal Comune di Piacenza per promuovere percorsi formativi che portino i giovani a confrontarsi con sé e gli altri.
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venerdì 12 aprile 2013
Dal Brasile in Italia - Tournee Axe Lata 2013
Insegnare a suonare le percussioni riciclando materiali e proteggendo il nostro ambiente. Questo è l’obiettivo su cui coinvolgiamo i ragazzi delle periferie di Salvador, in Brasile, e perché no, da alcuni anni, anche le scuole italiane.Con il prossimo tour di maggio 2013 si intensifica la collaborazione con le scuole vicentine, entra per la prima volta Trento, si riconfermano le partecipazioni di Puegnago (BS), Codognè (TV), Crema, Calcio (Bg), Piacenza e Padova.
E per il secondo anno consecutivo il nostro caro amico Nomio è già in Italia per portare la sua esperienza di educatore musicista tra gli alunni disabili di Crema e dintorni.
Tutto questo è possibile perché, nel tempo, l’iniziativa ha stimolato la fantasia dei nostri amici italiani. Chi organizzando cene dai sapori brasiliani, chi vendendo torte, chi solo rinunciando a un gelato, a una pizza o alle bomboniere per una cresima, gli “Encantados” e gli stessi genitori stanno attivamente contribuendo all’organizzazione e all’autofinanziamento del tour.
Tanta partecipazione è così straordinaria che viene da chiedersi: cos’è che spinge tante persone avvolte dal freddo italiano, sempre più pressate dai ritmi frenetici del quotidiano e spaventati da una crisi generale che dimentica i valori, a credere in questo micro-progetto? Cosa li spinge a resistere, a confrontarsi tra insegnanti, istituzioni e genitori? Cosa riesce ancora a emozionarli?
Sarà il sorriso degli alunni, saranno i balli o l’esperienza del maestro di musica, sarà che i ritmi percussivi toccano nel profondo dell’anima?
Presto potremo chiederlo a tutte le persone che da un anno si impegnano per questo.
In fondo siamo un po’ tutti… IL FUTURO CHE VOGLIAMO!
Loris Campana
Volontario ProgettoMondo Mlal Casa Encantada
Salvador de Bahia - Brasile
Scarica locandina e programma completo della Tournee Axe Lata 2013
CODOGNE (TV)
2 maggio – laboratorio Scuola Primaria- 13-16
- laboratorio Scuola Media – 8-13
3 maggio – laboratorio Scuola Primaria- 8.30-12
4 maggio - laboratorio Scuola Media – 8 -13
VICENZA (VI)
5 maggio - Equobar, via Medici 91
- laboratorio – 15-18
- concerto – 20
7 maggio – Scuola Media Trissino
- laboratori percussioni – 9-12
Scuola Elementare Pajello
- laboratorio percussioni – 13.30-16
TORRI DI QUARTESOLO (VI)
6 maggio – Palatenda, via Roma
- laboratorio percussioni – 19
8/9maggio – Istituto comprensivo Torri 1
- laboratorio percussioni – 9-16
VALDAGNO (VI)
a cura di coop Itaca, viale Regina Margherita
10 maggio - capoeira e percussioni – 15-17
- cena brasiliana – 20.30
VIGONZA (PD)
a cura de Il cerchio della luna piena, via Cavour 31/c
11 maggio – laboratori percussioni – 11-12/16-19
12 maggio – laboratorio percussioni – 15-17
– serata danzante - 21
PUEGNAGO (BS)
14/15/16/17 maggio – laboratori Scuola B. Munari - 10-13
18 maggio – spettacolo finale – 16
CALCIO (BG)
20 maggio – laboratori Scuola Media - 8-13
– cena solidale – 20
Oratorio Sacro Cuore, p.zza San Vittore 5
21/22 maggio – laboratori Scuola Media - 8-13
PIACENZA
a cura di ProgettoMondo Piacenza
23/24/25 maggio – laboratori Scuole – 8-13
– laboratori Centri – 15
Apericena solidale
CREMA
27 maggio – Scuola Elementare Buon Pastore
– laboratori 14.00-16.00
28 maggio – Scuola Elem Fondazione Manziana
– laboratori 14.00-16.00
27/28/29 maggio - Scuola Materna Offanengo
- laboratori 9.00-12.00
29 maggio – Scuola Elementare Ombriano
- laboratori 14.00-16.00
30/31 maggio - Scuola Elementare Braguti
- laboratori 9.00-12.00
- Festa finale a Scuola – ore 14 – 16.30
MEZZOLOMBARDO (TN)
3 giugno - Scuola Elementare
- laboratori 8.15-16.30
4 giugno - Festa multiculturale Campo sportivo
info: casaencantada@mlal.org
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venerdì 4 settembre 2009
Periferie al Centro, se ne parla a Piacenza
Spesso pensare alle periferie delle città, e del mondo, significa pensare a realtà che vivono emergenze legate al degrado sociale e ambientale, alla povertà estrema, alla mancanza di servizi e di opportunità.Ma il lavoro di cooperazione allo sviluppo nelle periferie peruviane, colombiane, brasiliane, marocchine, ci racconta anche un'altra storia, decisamente più bella.
La nostra esperienza ci racconta il coraggio di quanti sfidano i paramilitari colombiani per organizzare i desplazados che chiedono rispetto per i loro diritti; delle madri peruviane che danno vita ai comedores popular per garantire la sicurezza alimentare anche nella marginalità sociale più profonda; dei movimenti per la difesa del diritto alla casa nelle favelas brasiliane, delle esperienze di economia solidale che riescono a sviluppare iniziative che danno reddito.
Per affrontare insieme il tema delle Periferie tra Nord e Sud del mondo, la loro sofferenza ma anche il segno di speranza che portano in sé, ProgettoMondo Mlal organizza il 12 e il 13 settembre un fine settimana di approfondimento a Casa Piacenza - Missionari Scalabriniani - Istituto Cristoforo Colombo, in via Francesco Torta, 14, Piacenza.
Si inizia sabato mattina alle 9.30. Dopo l'apertura dei lavori affidata al presidente dell'associazione, Mario Lonardi, nel corso della giornata si parlerà di come abitare, capire, vivere e raccontare le periferie, con vari relatori e alcune testimonianze dirette dal Sud del mondo. Domenica mattina l'incontro verterà invece su come “lavorare nelle periferie”. Per il programma dettagliato: www.progettomondomlal.org
giovedì 16 settembre 2010
Premio Nada a Danila Pancotti, donna di rete e cooperazioni
Animazione sociale e sostegno a emarginati, contadini e donne del sud del mondo, oltre alla valorizzazione di chi è immigrato su suolo italiano. Ambiti in cui Danila Pancotti, piacentina doc, nata a Rivergaro, si trova perfettamente a suo agio, grazie a un lavoro di educatrice ormai decennale e all'enorme esperienza acquisita nell'ambito della cooperazione allo sviluppo.Per questo la Consulta Immigrazione e Mondialità del Comune di Piacenza ha deciso all'unanimità di assegnarle il premio Nada 2010, la cui cerimonia si svolgerà il 28 settembre al cinema Iris, dopo la proiezione delle 21.15 del documentario “Manoorè” di Daria Menozzi: un’opera sul lavoro nell’epoca della globalizzazione attraverso la voce di tre donne sindacaliste Awa, Rita e Catherine provenienti dal Senegal, dal Brasile e dalla Malesya.
Partita nel 1989 per un programma di ProgettoMondo Mlal in una delle zone più povere del nord-est brasiliano (a Picos nel Piauì), Danila ha collaborato con varie organizzazioni sociali a scopo umanitario e lavorato in sinergia con le organizzazioni dei quartieri e il Movimento popolare di salute (Mops) sia come educatrice che come animatrice sociale.
Dopo il rientro a metà degli anni '90 - e una pausa in Italia in cui ha messo in campo le sue doti nel lavoro di rete impegnandosi soprattutto nell'ambito dell'educazione allo sviluppo - è del 2000 la seconda esperienza in America Latina, questa volta in Ecuador, dove rimane fino al 2003, al fianco di contadini e donne, e per la costruzione di un acquedotto.
Proprio in quel periodo (nel 2001), l'amministrazione provinciale di Piacenza sceglie di riservarle il Premio per la Pace, appena istituito, intitolato alla memoria di Livia Cagnani.
Seguono anni in cui Danila, dopo aver fondato il gruppo ProgettoMondo Mlal di Piacenza, ha continuato a svolgere - come tutt'oggi continua a fare - le sue attività nel campo del sociale, mettendo insieme e collaborando con diverse realtà del territorio.
Tra queste anche il Tavolo della Pace, cui partecipa attivamente anche per quanto riguarda i progetti di sensibilizzazione dei giovani piacentini che più di una volta ha accompagnato in Brasile, in visita ai programmi di sviluppo di ProgettoMondo Mlal.
Iniziative nelle scuole, sinergie tra diocesi e sindacati, promozione di scambi. Un lavoro portato avanti sempre con il massimo dell'entusiasmo e dell'impegno, senza mai tralasciare di valorizzare e fortemente coinvolgere gli immigrati presenti sul territorio piacentino, latinoamericani e non solo.
lunedì 22 dicembre 2014
Banchetti natalizi e tanta solidarietà per le mamme del Burkina
Fino al 28 dicembre presepi, calendari e tanti articoli di artigianato di America Latina e Africa animeranno il mercatino di Natale in piazza Cavalli a Piacenza. La nostra volontaria, Danila Pancotti, sarà al banchetto di Mlal Piacenza Onlus, allestito nella zona delle casette solidali, con borsellini, collane, zaini in plastica riciclata e i bavaglini della campagna “Io non mangio da solo”, per combattere la malnutrizione di mamme e bambini del Burkina Faso.
Quello a Piacenza è uno dei tanti banchetti che nelle ultime settimane si sono susseguiti in piazze, scuole, aziende private di tutta Italia. Da quello nella sede di Terna a Padova, a quelli nel Trentino, a Rango e Rovereto, fino alla mostra mercato realizzata nella sede della nostra stessa associazione. Ma la solidarietà è arrivata anche sui banchi di molte scuole veronesi: le elementari Giovanni Solinas, l’Istituto Lorgna Pindemonte e, il 23 dicembre, all’Istituto Provolo.
La generosità dei nostri promotori ha fatto il resto. Non solo quella dei singoli volontari che si sono cimentati in iniziative per diffondere la Campagna e le attività di ProgettoMondo Mlal tramite passaparola e contatti personali (in particolare le sostenitrici di Verona, Milano, Sondrio e Rovigo), ma anche quella di attività commerciali, farmacie, consultori che hanno scelto di darci una mano, con convinzione e grande impegno, per aiutarci ad assicurare una cura e un’alimentazione corretta a 60.000 bambini malnutriti del Burkina Faso e insegnare a 60mila mamme a guarire e prevenire la malnutrizione materno-infantile.
Quello a Piacenza è uno dei tanti banchetti che nelle ultime settimane si sono susseguiti in piazze, scuole, aziende private di tutta Italia. Da quello nella sede di Terna a Padova, a quelli nel Trentino, a Rango e Rovereto, fino alla mostra mercato realizzata nella sede della nostra stessa associazione. Ma la solidarietà è arrivata anche sui banchi di molte scuole veronesi: le elementari Giovanni Solinas, l’Istituto Lorgna Pindemonte e, il 23 dicembre, all’Istituto Provolo.
La generosità dei nostri promotori ha fatto il resto. Non solo quella dei singoli volontari che si sono cimentati in iniziative per diffondere la Campagna e le attività di ProgettoMondo Mlal tramite passaparola e contatti personali (in particolare le sostenitrici di Verona, Milano, Sondrio e Rovigo), ma anche quella di attività commerciali, farmacie, consultori che hanno scelto di darci una mano, con convinzione e grande impegno, per aiutarci ad assicurare una cura e un’alimentazione corretta a 60.000 bambini malnutriti del Burkina Faso e insegnare a 60mila mamme a guarire e prevenire la malnutrizione materno-infantile.
lunedì 9 novembre 2009
La strada delle bambine. Se ne parla a Piacenza
I diritti dei minori contro tratta e prostituzione. Questo il tema dell'incontro che si svolgerà giovedì 12 novembre a Piacenza, nel Centro Spazio di via Manzoni 21.La serata, con inizio alle 21, offrirà l'occasione di approfondire il tema della prostituzione minorile, affrontato a Rio de Janeiro da ProgettoMondo Mlal, con il programma “La strada delle Bambine”.
Ma a Rio ProgettoMondo non è solo. Ecco allora che la serata del 12 darà voce alla testimonianza diretta di due protagoniste della lotta al traffico di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione minorile: Rosimere De Souza e Graziela Contessoto-Sereno, entrambe di Projecto Legal, partner di ProgettoMondo e una delle associazioni più attive nell’ambito della denuncia e dell’assistenza legale nella grande periferia di Rio de Janeiro.
A presentarle la nostra vicepresidente, Ivana Borsotto, e Danila Pancotti di ProgettoMondo Mlal Piacenza.
Per saperne di più www.progettomondomlal.org
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brasile,
cittadinanza e iniziative,
sfruttamento sessuale
mercoledì 7 luglio 2010
Giovani alla scoperta dell'altra parte del mondo
Destinazione Brasile per 3 dei venti ragazzi piacentini che hanno aderito al progetto Kamlalaf, patrocinato dal comune di Piacenza in collaborazioni con varie associazioni del territorio - tra cui ProgettoMondo Mlal Piacenza - per promuovere percorsi formativi che portino i giovani a confrontarsi con sé e gli altri. Filippo Ambrosini, Valentina Riscazzi e Federica Lugani, partiranno il 22 luglio da Linate per raggiungere Salvador de Bahia e Rio de Janeiro. Accompagnati da Danila Pancotti di ProgettoMondo Mlal e dall'assessore al Futuro Giovanni Castagnetti, i tre giovani saranno in Brasile fino al 12 agosto per incontrare da vicino la realtà dei ragazzi di strada e il movimento dei Sem terra, due realtà direttamente sostenute dalla nostra Ong, tramite i progetti “La strada delle bambine” e “Casa Encantada”.Un viaggio in realtà lontane e poco conosciute, per stimolare il confronto e la conoscenza reciproca, cogliere diversità e diseguaglianze, ma anche tratti in comune con chi vive dall'altra parte del mondo.
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cittadinanza e iniziative,
turismo responsabile
lunedì 24 settembre 2012
Festival del Diritto: lavoro e dignità dei bambini lavoratori
EL TRABAJO DE CRECER: lavoro e dignità dei bambini lavoratori con ProgettoMondo Mlal e ItaliaNats
Festival del Diritto
venerdì 28 settembre 2012 alle 17
auditorium Santa Maria della Pace (Piacenza)
Mass media e organismi internazionali parlano e scrivono spesso del fenomeno del lavoro minorile, ma solo nella sua accezione negativa che è naturalmente quella del lavoro “sfruttato” e/o “schiavo” (lo sfruttamento sessuale, la microcriminalità, la violenza delle bande, l’inserimento nei meccanismi della grande criminalità).
In questo senso la condanna politica, morale e sociale è, e deve essere, totale e ferma.
Ciò nonostante non dobbiamo chiudere gli occhi sul fenomeno più generale, che è comunque antico come il mondo, e che oggi conta 315 milioni di bambini e adolescenti in tutti i Paesi e non solo al Sud: bambini e adolescenti che, tra i 5 e i 17 anni, svolgono un lavoro più o meno retribuito, più o meno dignitoso, più o meno riconosciuto. Bambini che andrebbero difesi, sostenuti, ascoltati.
La nostra esperienza - di ONG che opera da 45 anni in America Latina e Africa - ci insegna che, paradossalmente, l’abolizionismo, così come per altre misure coattive, può favorire, e nella realtà favorisce, il deterioramento delle condizioni e delle prospettive di vita dei bambini anziché garantirne la tutela.
In queste realtà, infatti, l’attuazione di convenzioni internazionali che innalzano ai 15 anni di età l’obbligo scolastico, senza prevedere alcuna forma di compartecipazione al lavoro, provoca l’effetto perverso di privare molti bambini e ragazzi di un irrinunciabile fonte di reddito o di costringerli a svolgere attività lavorative clandestine e prive di qualunque controllo, o, peggio ancora, attività illegali.
Per questa ragione da anni sosteniamo il protagonismo e la cittadinanza dei NATs (Ninos y adolescentes trabajadores - Bambini e Adolescenti lavoratori nell'acronimo spagnolo), che in Africa, in Asia e nell’America Latina hanno costituito veri e propri movimenti e associazioni per tutelare il loro diritto a un lavoro dignitoso, remunerato e regolato, con cui sostenere le proprie famiglie, frequentare regolarmente la scuola, fare sport e gicoare.
Parallelamente i NATs rivendicano il diritto a essere considerati anche soggetti attivi nel dibattito politico internazionale.
La loro storia, di oltre 30 anni, testimonia che il lavoro in condizioni dignitose ha anche una valenza sociale nel favorire lo sviluppo integrale della persona, nello stimolare i rapporti inter-personali e nel creare identità, cittadinanza, e protagonismo, e diventa strumento di cambiamento in quelle realtà di ingiustizia sociale che lo generano.
Si tratta di un processo di rivendicazione sociale e di partecipazione dal basso che ha storicamente contraddistinto anche le lotte di altri movimenti popolari, come quello operaio, quello delle donne e quello degli indigeni.
Siamo certamente di fronte ad un nuovo approccio alle tematiche dei diritti dei minori. L’esperienza latino-americana ci ha rimandato come parola chiave il “protagonismo”: per i Nats (Ninos y adolescentes trabajadores), affermare il protagonismo dell’infanzia significa concretamente esercitare il proprio diritto di cittadinanza.
L’incontro di venerdì 28 settembre in seno al Festival del Diritto di Piacenza (ore 17, Auditorium Santa Maria della Pace) vuole accendere l’attenzione sul fenomeno del lavoro minorile nella visione degli stessi protagonisti, i bambini e adolescenti lavoratori, a partire dall’esperienza delle organizzazioni di bambini lavoratori (Manthoc in Perù, UNatsBo in Bolivia, UNatsCol in Colombia), attraverso l’esperienza di ProgettoMondo Mlal con il Progetto di cooperazione internazionale Il Mestiere di Crescere e l’impegno in Europa di ItaliaNats.
all’incontro pubblico intervengono
Ivana Borsotto, vicepresidente ProgettoMondo Mlal
Giampietro Schibotto, responsabile ItaliaNats America Latina
offrono la propria testimonianza via skype dal Perù
Olga Rivera Romàn, coordinatrice Movimento Bambini e Adolescenti lavoratori (Manthoc) Perù
e i bambini lavoratori delle Periferie di Lima
per info: progettomondoemiliaromagna@mlal.org – www.progettomondomlal.org
Festival del Diritto
venerdì 28 settembre 2012 alle 17
auditorium Santa Maria della Pace (Piacenza)
Mass media e organismi internazionali parlano e scrivono spesso del fenomeno del lavoro minorile, ma solo nella sua accezione negativa che è naturalmente quella del lavoro “sfruttato” e/o “schiavo” (lo sfruttamento sessuale, la microcriminalità, la violenza delle bande, l’inserimento nei meccanismi della grande criminalità).
In questo senso la condanna politica, morale e sociale è, e deve essere, totale e ferma.
Ciò nonostante non dobbiamo chiudere gli occhi sul fenomeno più generale, che è comunque antico come il mondo, e che oggi conta 315 milioni di bambini e adolescenti in tutti i Paesi e non solo al Sud: bambini e adolescenti che, tra i 5 e i 17 anni, svolgono un lavoro più o meno retribuito, più o meno dignitoso, più o meno riconosciuto. Bambini che andrebbero difesi, sostenuti, ascoltati.
La nostra esperienza - di ONG che opera da 45 anni in America Latina e Africa - ci insegna che, paradossalmente, l’abolizionismo, così come per altre misure coattive, può favorire, e nella realtà favorisce, il deterioramento delle condizioni e delle prospettive di vita dei bambini anziché garantirne la tutela.
In queste realtà, infatti, l’attuazione di convenzioni internazionali che innalzano ai 15 anni di età l’obbligo scolastico, senza prevedere alcuna forma di compartecipazione al lavoro, provoca l’effetto perverso di privare molti bambini e ragazzi di un irrinunciabile fonte di reddito o di costringerli a svolgere attività lavorative clandestine e prive di qualunque controllo, o, peggio ancora, attività illegali.
Per questa ragione da anni sosteniamo il protagonismo e la cittadinanza dei NATs (Ninos y adolescentes trabajadores - Bambini e Adolescenti lavoratori nell'acronimo spagnolo), che in Africa, in Asia e nell’America Latina hanno costituito veri e propri movimenti e associazioni per tutelare il loro diritto a un lavoro dignitoso, remunerato e regolato, con cui sostenere le proprie famiglie, frequentare regolarmente la scuola, fare sport e gicoare.
Parallelamente i NATs rivendicano il diritto a essere considerati anche soggetti attivi nel dibattito politico internazionale.
La loro storia, di oltre 30 anni, testimonia che il lavoro in condizioni dignitose ha anche una valenza sociale nel favorire lo sviluppo integrale della persona, nello stimolare i rapporti inter-personali e nel creare identità, cittadinanza, e protagonismo, e diventa strumento di cambiamento in quelle realtà di ingiustizia sociale che lo generano.
Si tratta di un processo di rivendicazione sociale e di partecipazione dal basso che ha storicamente contraddistinto anche le lotte di altri movimenti popolari, come quello operaio, quello delle donne e quello degli indigeni.
Siamo certamente di fronte ad un nuovo approccio alle tematiche dei diritti dei minori. L’esperienza latino-americana ci ha rimandato come parola chiave il “protagonismo”: per i Nats (Ninos y adolescentes trabajadores), affermare il protagonismo dell’infanzia significa concretamente esercitare il proprio diritto di cittadinanza.
L’incontro di venerdì 28 settembre in seno al Festival del Diritto di Piacenza (ore 17, Auditorium Santa Maria della Pace) vuole accendere l’attenzione sul fenomeno del lavoro minorile nella visione degli stessi protagonisti, i bambini e adolescenti lavoratori, a partire dall’esperienza delle organizzazioni di bambini lavoratori (Manthoc in Perù, UNatsBo in Bolivia, UNatsCol in Colombia), attraverso l’esperienza di ProgettoMondo Mlal con il Progetto di cooperazione internazionale Il Mestiere di Crescere e l’impegno in Europa di ItaliaNats.
all’incontro pubblico intervengono
Ivana Borsotto, vicepresidente ProgettoMondo Mlal
Giampietro Schibotto, responsabile ItaliaNats America Latina
offrono la propria testimonianza via skype dal Perù
Olga Rivera Romàn, coordinatrice Movimento Bambini e Adolescenti lavoratori (Manthoc) Perù
e i bambini lavoratori delle Periferie di Lima
per info: progettomondoemiliaromagna@mlal.org – www.progettomondomlal.org
venerdì 24 luglio 2009
In viaggio a Rio de Janeiro
Un viaggio alternativo, quello dei giovani piacentini partiti per il Brasile insieme alla nostra ex cooperante e referente del gruppo ProgettoMondo Mlal Piacenza, Danila Pancotti. Un viaggio di cui il Comune di Piacenza si è reso copromotore insieme a ProgettoMondo Mlal. Da Rio de Janeiro, dove il gruppo è in visita ai progetti della nostra associazione, uno dei ragazzi, Filippo Mancini, ci ha inviato la sua prima testimonianza.Scrive Filippo: "Riassumere gli aspetti e le impressioni del Brasile è pressochè impossibile. Qui tutto è differente, anche se una cosa si capisce subito: il perché i brasiliani in Italia sono tutti vittime della cosiddetta “saudade”.
Il nostro viaggio, alternativo rispetto a quello di altri, ci sta facendo prendere contatto con tutti gli aspetti del lavoro che ProgettoMondo Mlal svolge a Rio de Janeiro: la città carioca che non dorme mai e che, se ti prende, non ti lascia più.
Parlare del contesto è necessario. Rio de Janeiro, la seconda città del Brasile, è un qualcosa a sè, che non si può giudicare senza vedere. Non è tutto come Ipanema o Copacabana, c'è ben altro. Ci sono favelas che si estendono per chilometri, ci sono zone dove la notte non passa nessuno, dove la polizia è violenta come o peggio di molti criminali. Le favelas controllate dal narcotraffico sono le peggiori. Gente armata presidia gli ingressi, facce scure e sempre tese. Già il fatto di dover di essere accompagnati per entrarvi è qualcosa di cruento. Poi ci sono i racconti.Racconti di morti per gli scontri con la polizia, storie di corruzione, di sfere di influenza e di privazioni.
Ma ci sono anche le lotte al degrado, all´HIV e a tutte le forme di brutalità che l´uomo possa produrre. C'è tanta voglia di fare e tanti giovani - la speranza del mondo - che vogliono questo cambiamento più di qualunque altra cosa.
L'aspetto piú istituzionale del nostro viaggio ci ha portati a vedere tante realtà, ognuna con la sua storia e il suo dolore, le sue lotte e le sue conquiste. Come quella del progetto "Per una regione di nuovi cittadini" (Derechos Direitos), programma con cui ProgettoMondo Mlal e l'associazione Fase hanno portato molti ragazzi delle favelas alla consapevolezza, al bisogno di essere qualcosa di vero: non piú solo abitanti di una favela, ma anche liberi cittadini con diritti che prima non avevano mai avuto.
Poi c'è Trama, partner che lavora insieme a ProgettoMondo Mlal nel programma “La strada delle bambine” per combattere lo sfruttamento della prostituzione, soprattutto minorile, e la tratta degli esseri umani, e ripristinare diritti molto spesso negati.
Con Trama lavora anche l'ong Ibiss, in particolare a Villa Cruzeiro, nota favela a nord della città, dove è nata una struttura di accoglienza per bambini.
Connessi a questi progetti ne abbiamo visti anche altri, che coinvolgono sempre giovani e bambini, stanchi di vivere in realtà problematiche senza muovere un dito.
Il gruppo sta vivendo questo Paese in modo intenso, dalle cose più semplici e strane - come i pagamenti obbligatori dell´autobus o l'aglio sopra ogni cibo - alle cose piú difficili o complesse, come andare in favelas e in posti carichi di tensione: stiamo affrontando tutto in modo incredibile e affiatato, e ad accompagnare le nostre giornate ci sono l’allegria e la felicitá che contraddistinguono ogni buon brasilano.
Per cui saluti a tutti da chi vi scrive, Filippo, e dal resto della truppa: Sara, Luca, Elena e naturalmente Danila".
(Nella foto in alto, insieme a Filippo Mancini e Danila Pancotti, Sara Alberici, Luca Edoardo Moncaleano ed Elena Zagnoni).
mercoledì 14 agosto 2013
Democrazia dell'Altro Mondo, al Festival del Diritto a Piacenza
La democrazia si è estesa dal nord a sud e a est: qual è la sua capacità di affrontare i mutamenti socioeconomici del mondo? È uguale per tutti o è diversa in realtà diverse? Quale l'efficacia per l'affermazione dei diritti e come strumento contro la povertà e la diseguaglianza?
Questioni che saranno affrontate da ProgettoMondo Mlal e Cisv, associazioni impegnate per la democrazia in Africa e in America Latina, chiamate a dare il proprio contributo al Festival del Diritto che si svolgerà a Piacenza dal 26 al 29 settembre.
Proprio nel giorno di apertura della manifestazione, giovedì 26 alle 17.30, le due organizzazioni interverranno all’Auditorium di Santa Maria della Pace sul tema DEMOCRAZIA DELL'ALTRO MONDO, HAITI, PERÙ, MALI E SENEGAL. Saranno presenti la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal Ivana Borsotto, e Simona Guida del Cisv.
A intervenire, con interviste videoregistrate, saranno anche le voci dei singoli Paesi.
Quella di Suzy Castor da Haiti, storica e militante per i diritti umani, ha fondato il Cresfed (Centre de recherche et formation economique et sociale pour le développement. Francisco Ricardo Soberón Garrido, difensore dei diritti umani in Perù e già vicepresidente della Federazione Internazionale dei diritti umani del Sud America. Babacar Sarr, da sempre impegnato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal, dirige l'Associazione culturale FESFOP. E infine Ousmane Diallo, esperto di gestione delle risorse naturali e del problema del land grabbing.
ognuno di loro parlerà del concetto di democrazia proprio del suo Paese, e dei suoi punti di forza e debolezza.
ProgettoMondo Mlal e CISV sono due ONG che promuovono progetti di cooperazione internazionale in America Latina e Africa finalizzati allo sviluppo locale e alla promozione dei diritti umani. In 45 anni di esperienza in 20 Paesi del Sud del mondo hanno avviato e realizzato oltre 500 progetti grazie all’impegno di più di 1300 volontari.
Questioni che saranno affrontate da ProgettoMondo Mlal e Cisv, associazioni impegnate per la democrazia in Africa e in America Latina, chiamate a dare il proprio contributo al Festival del Diritto che si svolgerà a Piacenza dal 26 al 29 settembre.
Proprio nel giorno di apertura della manifestazione, giovedì 26 alle 17.30, le due organizzazioni interverranno all’Auditorium di Santa Maria della Pace sul tema DEMOCRAZIA DELL'ALTRO MONDO, HAITI, PERÙ, MALI E SENEGAL. Saranno presenti la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal Ivana Borsotto, e Simona Guida del Cisv.
A intervenire, con interviste videoregistrate, saranno anche le voci dei singoli Paesi.
Quella di Suzy Castor da Haiti, storica e militante per i diritti umani, ha fondato il Cresfed (Centre de recherche et formation economique et sociale pour le développement. Francisco Ricardo Soberón Garrido, difensore dei diritti umani in Perù e già vicepresidente della Federazione Internazionale dei diritti umani del Sud America. Babacar Sarr, da sempre impegnato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal, dirige l'Associazione culturale FESFOP. E infine Ousmane Diallo, esperto di gestione delle risorse naturali e del problema del land grabbing.
ognuno di loro parlerà del concetto di democrazia proprio del suo Paese, e dei suoi punti di forza e debolezza.
ProgettoMondo Mlal e CISV sono due ONG che promuovono progetti di cooperazione internazionale in America Latina e Africa finalizzati allo sviluppo locale e alla promozione dei diritti umani. In 45 anni di esperienza in 20 Paesi del Sud del mondo hanno avviato e realizzato oltre 500 progetti grazie all’impegno di più di 1300 volontari.
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lunedì 4 agosto 2014
Diario dal Guatemala
Anche quest'anno il progetto Kamlalaf, patrocinato dal Comune di Piacenza in collaborazione con ProgettoMondo Mlal, ha permesso ad un gruppo di giovani italiani di vivere un'esperienza di turismo responsabile in America Latina, più precisamente in Guatemala.
Accompagnati da Danila Pancotti di Mlal Piacenza: Giulia Bosi, Alessandro Ferrari, Samuele Verzi e Martina Visalli sono stati ospiti del Cemoc, il Centro Educativo di Montecristo, dove ha avuto inizio il loro percorso di turismo responsabile.
Raccontano così la loro esperienza:
Solo Oceano. Quando le nuvole si diradano, finalmente la città: Ciudad de Guatemala è una massa densa che si dilata e si comprime; di colpo un barranco, una pausa all’interno del mosaico che si stende a perdita d’occhio.
Su un pulmino ha inizio il nostro viaggio verso Chimaltenango. È ora di punta sulla Panamericana e ci fondiamo nella moltitudine di auto che lasciano la capitale: le persone ritornano a casa dentro il cassone di un pick-up, affollati dentro un vecchio autobus americano o semplicemente camminando al bordo della strada.
La nostra attenzione viene catturata da una miriade di cartelli ed insegne pubblicitarie, sempre troppo grandi per i piccoli edifici su cui si affacciano serrati, rubando ogni brandello di spazio libero, come a voler essere ciascuno il primo della fila sulla lunga linea della strada.
Salendo verso nord ovest la città lascia spazio alla foresta, così si snoda tra piccole baraccopoli dove, davanti alle case in lamiera, le donne si arrangiano vendendo una moltitudine di oggetti su banchi di fortuna.
La nostra attenzione cade sulle transenne e sui sacchi di sabbia disposti disordinatamente ai lati della strada e dietro, sulla vedetta dei militari. Il nostro accompagnatore ci spiega che il governo predispone posti di blocco armati per il controllo del narcotraffico, ma che in realtà il presidente militare ottiene, in questo modo, un controllo della popolazione più diffuso sul territorio.
A Chimaltenango ci allontaniamo dalla strada principale e percorriamo la carretera in direzione Montecristo. Il panorama cambia di nuovo: i piccoli villaggi rurali sono intervallati dai campi di mais, la gente si muove lenta in moto, a piedi o a cavallo sulla strada sconnessa che sale fino al villaggio situato tra le montagne.
Arrivati a destinazione ci troviamo di fronte alla porta di una piccola casa, ad accoglierci ci aspettano Stefano, Elisabetta e Consuelo, qui in Servizio Civile per ProgettoMondo. Ci sediamo a tavola con loro, ma le 24 ore passate in viaggio si fanno sentire ed è ora di riposarci. Per fortuna qui c’è silenzio ed è tutto tranquillo.
Il nostro primo giorno al Cemoc inizia di primo mattino in un breve momento di riflessione assieme ai ragazzi che ci porta a discutere di grandi temi quali pace e libertà; qui apprendiamo che i giovani del centro hanno dagli undici ai sedici anni e sono divisi in tre classi, così come accade nelle nostre scuole medie.
In seguito facciamo colazione e ci viene spiegato che è compito del centro educare i ragazzi a una è fondamentale prevenire la malnutrizione. La giornata prosegue quindi con le lezioni: notiamo quindi che le classi sono composte ciascuna da circa una trentina di ragazzi, con un rapporto equo tra maschi e femmine; ci viene spiegato che questo fattore non è scontato, anzi si tratta di una grande conquista che va contro la tendenza generale di escludere le donne dall’ambiente scolastico.
corretta alimentazione, poiché per una crescita realmente sana
Il piano di studi che seguono è altrettanto degno di nota, poiché oltre alle materie tradizionali come spagnolo, matematica, inglese, i ragazzi seguono anche un corso di Kaqchik, la loro lingua locale, e di Maribma, lo strumento musicale tipico guatemalteco: preservare la loro identità e la loro tradizione è considerato fondamentale.
Nel suo piano formativo il centro mette a disposizione anche dei laboratori di falegnameria, sartoria, cucina, agricoltura e lavorazione del ferro, affinché gli studenti abbiano l’opportunità di sperimentare più ambiti lavorativi e possano comprendere in cosa sono più portati, imparando così già un mestiere con cui possono fornire supporto economico alla propria famiglia.
All’interno del centro è presente anche un ambulatorio, dove due volte alla settimana è presente un dottore a disposizione dell’intera comunità.
Lo spirito del Centro si riassume nella frase “Educando en la verdad desde nuestra realidad”, che ci accoglie all’ingresso. La voglia di cambiamento e quella di rinnovamento sono i sentimenti che percepiamo in chi spera in questo progetto educativo, in chi avendo vissuto i tragici eventi storici del Guatemala, spera che la prossima rivoluzione cominci educando i più giovani a ricercare un futuro migliore: “Educare alla verità a partire dalla nostra realtà”.
I ragazzi di Kamlalaf
Accompagnati da Danila Pancotti di Mlal Piacenza: Giulia Bosi, Alessandro Ferrari, Samuele Verzi e Martina Visalli sono stati ospiti del Cemoc, il Centro Educativo di Montecristo, dove ha avuto inizio il loro percorso di turismo responsabile.
Raccontano così la loro esperienza:
Solo Oceano. Quando le nuvole si diradano, finalmente la città: Ciudad de Guatemala è una massa densa che si dilata e si comprime; di colpo un barranco, una pausa all’interno del mosaico che si stende a perdita d’occhio.
Su un pulmino ha inizio il nostro viaggio verso Chimaltenango. È ora di punta sulla Panamericana e ci fondiamo nella moltitudine di auto che lasciano la capitale: le persone ritornano a casa dentro il cassone di un pick-up, affollati dentro un vecchio autobus americano o semplicemente camminando al bordo della strada.
La nostra attenzione viene catturata da una miriade di cartelli ed insegne pubblicitarie, sempre troppo grandi per i piccoli edifici su cui si affacciano serrati, rubando ogni brandello di spazio libero, come a voler essere ciascuno il primo della fila sulla lunga linea della strada.
Salendo verso nord ovest la città lascia spazio alla foresta, così si snoda tra piccole baraccopoli dove, davanti alle case in lamiera, le donne si arrangiano vendendo una moltitudine di oggetti su banchi di fortuna.
La nostra attenzione cade sulle transenne e sui sacchi di sabbia disposti disordinatamente ai lati della strada e dietro, sulla vedetta dei militari. Il nostro accompagnatore ci spiega che il governo predispone posti di blocco armati per il controllo del narcotraffico, ma che in realtà il presidente militare ottiene, in questo modo, un controllo della popolazione più diffuso sul territorio.
A Chimaltenango ci allontaniamo dalla strada principale e percorriamo la carretera in direzione Montecristo. Il panorama cambia di nuovo: i piccoli villaggi rurali sono intervallati dai campi di mais, la gente si muove lenta in moto, a piedi o a cavallo sulla strada sconnessa che sale fino al villaggio situato tra le montagne.
Arrivati a destinazione ci troviamo di fronte alla porta di una piccola casa, ad accoglierci ci aspettano Stefano, Elisabetta e Consuelo, qui in Servizio Civile per ProgettoMondo. Ci sediamo a tavola con loro, ma le 24 ore passate in viaggio si fanno sentire ed è ora di riposarci. Per fortuna qui c’è silenzio ed è tutto tranquillo.
Il nostro primo giorno al Cemoc inizia di primo mattino in un breve momento di riflessione assieme ai ragazzi che ci porta a discutere di grandi temi quali pace e libertà; qui apprendiamo che i giovani del centro hanno dagli undici ai sedici anni e sono divisi in tre classi, così come accade nelle nostre scuole medie.
In seguito facciamo colazione e ci viene spiegato che è compito del centro educare i ragazzi a una è fondamentale prevenire la malnutrizione. La giornata prosegue quindi con le lezioni: notiamo quindi che le classi sono composte ciascuna da circa una trentina di ragazzi, con un rapporto equo tra maschi e femmine; ci viene spiegato che questo fattore non è scontato, anzi si tratta di una grande conquista che va contro la tendenza generale di escludere le donne dall’ambiente scolastico.corretta alimentazione, poiché per una crescita realmente sana
Il piano di studi che seguono è altrettanto degno di nota, poiché oltre alle materie tradizionali come spagnolo, matematica, inglese, i ragazzi seguono anche un corso di Kaqchik, la loro lingua locale, e di Maribma, lo strumento musicale tipico guatemalteco: preservare la loro identità e la loro tradizione è considerato fondamentale.
Nel suo piano formativo il centro mette a disposizione anche dei laboratori di falegnameria, sartoria, cucina, agricoltura e lavorazione del ferro, affinché gli studenti abbiano l’opportunità di sperimentare più ambiti lavorativi e possano comprendere in cosa sono più portati, imparando così già un mestiere con cui possono fornire supporto economico alla propria famiglia.
All’interno del centro è presente anche un ambulatorio, dove due volte alla settimana è presente un dottore a disposizione dell’intera comunità.
Lo spirito del Centro si riassume nella frase “Educando en la verdad desde nuestra realidad”, che ci accoglie all’ingresso. La voglia di cambiamento e quella di rinnovamento sono i sentimenti che percepiamo in chi spera in questo progetto educativo, in chi avendo vissuto i tragici eventi storici del Guatemala, spera che la prossima rivoluzione cominci educando i più giovani a ricercare un futuro migliore: “Educare alla verità a partire dalla nostra realtà”.
I ragazzi di Kamlalaf
mercoledì 29 settembre 2010
Danila Pancotti: una solidarietà premiata
“Per il suo spirito di solidarietà in aiuto dei più deboli, per le sue attività a sostengo di donne e uomini immigrati e per il suo impegno constante a favore delle persone disagiate nei vari paesi del sud del mondo”. Per questo la Consulta Immigrazione e Mondialità del Comune di Piacenza, martedì 28 settembre, ha voluto assegnare il premio Nada 2010 a Danila Pancotti, già volontaria di ProgettoMondo Mlal in Brasile e in Ecuador e oggi referente di ProgettoMondo Mlal Piacenza. Danila che, come scritto nella motivazione del premio, “giorno per giorno, con semplicità, entusiasmo e tenacia, porta avanti le sue attività senza mai tralasciare di valorizzare e fortemente coinvolgere gli immigrati presenti sul territorio piacentino”, è inoltre impegnata sul territorio con le scuole, le associazioni, e i numerosi banchetti di solidarietà che organizza. Tramite la sua partecipazione attiva al Tavolo della Pace, la volontaria originaria di Rivergaro, partecipa poi a progetti di sensibilizzazione dei giovani piacentini, che più di una volta ha accompagnato alla scoperta del Brasile, insieme agli amministratori locali.Giunto alla settima edizione, il premio ha lo scopo di valorizzare l’operato delle donne a favore di uomini e donne immigrati in difficoltà alle prese con l’inserimento nel nuovo paese. Vuole essere un riconoscimento morale a chi, come Danila, con gratuita e continuità contribuisce a rendere migliore la nostra società sempre più multiculturale.
martedì 7 agosto 2012
Dopo un viaggio tra cultura e bellezze boliviane, i giovani piacentini rientrano in Italia
Dopo 17 giorni trascorsi a rimirare
paesaggi e curiosità andine, i giovani piacentini accompagnanti dalla nostra
volontaria Danila Pancotti rientrano ora in Italia.
Il gruppo, formato da Federico Maccagni, Emanuele
Mazzocchi, Alberto Rossi, Cecilia Tirelli e Giulia Antozzi, si è formato nell’ambito
del progetto Kamlalaf, patrocinato dal Comune di Piacenza per promuovere
percorsi formativi che portino i giovani a confrontarsi con sé e gli altri.
Proprio in quest’ottica, ProgettoMondo Mlal, tramite un programma studiato a
tavolino e coordinato dal suo storico cooperante Aurelio Danna e dal casco
bianco Vanni De Michele, ha offerto ai giovani in viaggio una visuale unica del
Paese latinoamericano, facendoli entrare in contatto con le realtà e i partner
locali che ruotano attorno ai programmi di cooperazione allo sviluppo che l’organizzazione
porta avanti ormai da decine di anni in Bolivia.
Dalle comunità indigene inglobate nella
rete di Tusoco Viajes (tour operator e braccio commerciale di Red Tusoco, a sua
volta partner del progetto Bienvenidos!), in contatto con territori e culture
tipiche e ancora intatte, i ragazzi piacentini si sono trasfetriti direttamente
all’interno della nuova struttura penitenziaria riservata ai minori, Qalauma,
per trascorre una giornata con i coetanei boliviani che per svariati motivi
devono fare i conti con la giustizia, e condividerne le attività.
Ma le giornate sono trascorse anche
affrontando il tema della sovranità alimentare, tramite la visita al panificio
del progetto Vita Campesina, appena concluso, e calati nella realtà dei
camelidi andini, per vedere da vicino l’organizzazione e il sistema di
protezione e di trattamento della vigogna messo in atto dalle comunità locali e
in particolare da quella di Cololo, partner del progetto Qutapiqiña.
Nel presentare e spiegare il lavoro svolto
da ProgettoMondo Mlal non si è perso di vista l’aspetto più ad ampio raggio del
viaggio, mostrando al gruppo le bellezze naturali e la cultura viva del Paese.
Le visite sono state organizzate per far entrare in contatto con i diversi
ecosistemi del territorio boliviano e con la storia e la visione della cultura
andina. I ragazzi hanno quindi potuto visitare e conoscere la puna andina fino
ai 5300m s.l.m., il tropico nel Parque Nacional Carrasco nel dipartimento di
Cochabamba (300m s.l.m.), l’immenso Salar di Uyuni nei dipartimenti di Potosi e
Oruro e il Lago Titicaca, conosciuto come il Lago Sagrado, il più alto lago al
mondo con i suoi 3800m s.l.m. nel dipartimento di La Paz.
Durante le visite sono venuti a conoscenza,
direttamente dalle popolazioni locali, della storia, dei miti e delle leggende
della cultura Aymara, Quechua, Inca e del mistero che avvolge le chullpas di
Alcaya nel municipio di Salinas Garci-Mendoza, entrando maggiormente in contatto
con una realtà ben lontana da quella appresa immaginata sui libri di scuola.
Il giovani piacentini hanno sempre
partecipato attivamente alle varie fasi del viaggio, mostrando un alto
interesse e un sano senso critico durante le attività, e agevolando di fatto il
raggiungimento degli obiettivi del viaggio.
È, quindi un piacere e un dovere,
ringraziare vivamente tutti i ragazzi e l’accompagnatrice Danila Pancotti per
la collaborazione e la disponibilità dimostrata, oltre il comune di Piacenza e
l’organizzazione del progetto Kamlalaf per l’opportunità di interscambio offerta,
auspicando che ciò possa essere monito per future e continue collaborazioni!
Vanni
De Michele
ProgettoMondo
Mlal
Casco
Bianco - Bolivia
lunedì 21 settembre 2009
Quando la memoria è riconciliazione civile
Quando la memoria privata si fa memoria pubblica e collettiva, anche il dolore si fa un po’ meno insopportabile. Il ricordo comune dà nuova speranza e a volte riconcilia passato e presente, riavvicina vittime e carnefici, e nel suo diventare pubblico allontana altro male e altro dolore.Questa la chiave di lettura con cui ProgettoMondo Mlal ha avviato un progetto nella regione di Ayacucho in Perù, zona tra le più colpite dal ventennio di conflitto armato che in questo Paese dell’America latina, tra il 1980 e il 2000, ha contato più di 60 mila morti. Qui, oggi, l’obiettivo è la ricostruzione del tessuto sociale e politico della regione. In particolare il progetto “Yunanapaq, per non dimenticare” vuole assicurare sostegno e attuazione ai Piani integrali di riparazione promossi, al termine del conflitto armato, dal Rapporto della Commissione della Verità e Riconciliazione Peruviana.
Questa esperienza di ricerca e cooperazione sulla memoria sarà condivisa sabato 26 settembre alle 17 al Festival del Diritto di Piacenza, grazie alla presenza di due testimoni particolari. Quella di GABRIELLA CITRONI, dottore di ricerca in Organizzazioni Internazionali all’Università di Teramo e autrice, oltre che di numerosi articoli, del libro “L’orrore rivelato: l’esperienza della Commissione della Verità e Riconciliazione in Perù: 1980-2000”, (Giuffrè, 2004). E quella di IVANA BORSOTTO che, dopo un’esperienza da coordinatrice del Forum Italia-Perù, è oggi vicepresidente di ProgettoMondo Mlal.Il progetto Yunanapaq prevede - oltre all’apertura di 20 biblioteche rurali e all’avvio di microimprese giovanili, il supporto alle amministrazioni locali per l’implementazione di politiche di sviluppo e campagne di iscrizione anagrafica per gli indocumetados. Tra gli interventi anche l’allestimento di un Museo della Memoria e la creazione di un Registro Provinciale delle vittime della regione di Ayacucho in Perù.
Punto di partenza per lo sviluppo di questo Programma, la consapevolezza di quanto “ricostruire la memoria” sia soprattutto un compito pubblico, cioè delle istituzioni nazionali e locali, come del resto ricorda la Commissione della Verità e della Riconciliazione. Non dimenticando che la memoria è anche compagna quotidiana di ciascun cittadino che, rispetto a un certo passato così doloroso e colmo di violenza, deve potere trovare la forza per far riaffiorare il ricordo e l’esperienza di quegli anni e affidarli alla comunità per farli diventare, appunto, memoria comune. Così da gettare le basi per una riconciliazione autentica.
In questi anni il Programma Yunanapaq ha coinvolto almeno 800 persone, vittime dirette o indirette della violenza. Orfani di padre o madre desaparecidos, donne violentate, donne e uomini torturati. Davanti agli occhi ce ne appaiono moltissimi: a partire dal sindaco attuale di Huanta, il cui fratello giornalista fu ucciso in un’imboscata di militari nel 1987. Ma anche il sindaco attuale di Iguaín, il cui zio e già sindaco fu assassinato in piena piazza da Sendero Luminoso nel 1988. Per continuare con Feliciana, di Huamanguilla, donna dinamica e attiva, il cui papà desaparecido e la mamma tra le vittime di stupro, e concludere con una testimonianza di una vittima particolare, oggi simbolo di speranza per tutta la regione: quella di Ruth, 25 anni, il cui papà, maestro, fu arrestato e mai più visto tornare, quando lei aveva solo 5 anni. Da allora, per 20 anni, Ruth ha consacrato ogni suo singolo giorno alla ricerca di quel passato diventando, non solo Presidente della Rete provinciale delle associazioni di vittime della violenza, ma anche la responsabile del Museo della Memoria Yuyanawasi: un museo fatto di oggetti personali quotidiani e foto di persone morte o fatte sparire da Sendero Luminose o l’Esercito.
A queste e altre storie, sarà dedicato l’appuntamento del 26 settembre a Piacenza, quale esempio anche di riconciliazione tra Pubblico e Privato, tema appunto di questa seconda edizione del Festival che si svolgerà dal 24 al 27 settembre.
Storie che ProgettoMondo Mlal ha in parte già raccontato anche nel video documentario "Il futuro nei ricordi", girato da Luci nel mondo nei distretti peruviani di Ayacucho e Huanta.
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