lunedì 17 ottobre 2011

Alberghiera, agraria e turismo. Per un anno di pratica nel Sud del mondo

Darsi da fare in un ristorante mozambicano insieme agli ex detenuti che fanno parte del personale di sala, o mettere il naso in una piccola cooperativa di produttori di grano in Bolivia. Oppure scoprire la realtà del turismo solidale o partecipare ad attività di ricerca e formazione per donne e bambini marocchini.
Sono solo alcune delle possibilità offerte da ProgettoMondo Mlal ai 14 giovani tra i 18 e i 29 anni che intendano trascorrere un anno di servizio civile all’estero, in alcuni paesi di America Latina e Africa.
La scadenza per aderire al bando della Focsiv è ormai alle porte, fissata per le 14 di venerdì prossimo, il 21 ottobre, orario e data entro cui negli uffici di ProgettoMondo Mlal, in viale Palladio 16 - 37138 Verona, dovranno essere fisicamente già arrivate le domande in forma cartacea.
Le figure ricercate dall’organizzazione veronese che da oltre 40 anni si occupa di cooperazione allo sviluppo nel Sud del mondo quest’anno sono più varie che mai, e chiamano all’appello anche gli studenti di scuole alberghiere, di agraria o turismo, ciascuno con le proprie competenze da mettere in gioco in esperienze molto diverse le une dalle altre, in 5 lontani paesi.
Marocco e Mozambico quelli proposti su suolo africano. Nel primo l’obiettivo è di promuovere una migrazione responsabile e tutelare i diritti delle donne, mentre in Mozambico la sfida è quella di collaborare alle attività avviate a Nampula (un ristorante e un’azienda agricola) per garantire il reinserimento sociale di ex detenuti.
Tre invece i paesi latinoamericani in attesa di nuovi volontari e della loro energia.
In Bolivia si lavora per i diritti dei bambini lavoratori – come pure in Perù - e, d’altro canto, per sostenere lo sviluppo di un turismo solidale e comunitario. Mentre in Nicaragua, il giovane casco bianco avrà a che fare con lo sviluppo umano, sociale ed economico dei giovani di Chinandega.
Le domande devono essere inviate complete di curriculum vitae, fotocopia di carta d’identità e di codice fiscale e dei due allegati scaricabili dal sito della Focsiv, principale ente di invio di volontari all’estero e federazione di cui ProgettoMondo Mlal fa parte.
Una volta terminate le selezione, entro la fine dell’anno, le giovani reclute partiranno tra febbraio e marzo del prossimo anno.
Per ulteriori informazione scrivere a serviziocivile@mlal.org, o chiamare la sede di ProgettoMondo Mlal allo 045.8102105 e chiedere di Nadia Simeoni.

venerdì 14 ottobre 2011

Il nostro Giavarini volontario dell'anno

Un premio a un amico e a un operatore storico per l’America Latina”. Mario Lonardi, presidente di ProgettoMondo Mlal annuncia con orgoglio che il Premio del Volontariato Internazionale Focsiv 2011 sarà quest’anno assegnato a Riccardo Giavarini, impegnato in Bolivia con la nostra organizzazione per il reintegro nella società dei giovani detenuti di La Paz.
La premiazione, che si terrà la mattina del 3 dicembre a Roma nella Sala degli Arazzi in RAI, vedrà la partecipazione del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.
“Si tratta di un importante premio per una straordinaria storia di impegno personale”, continua Lonardi, "ma anche un riconoscimento all’associazione e al lavoro che, grazie a tanti operatori e volontari, è stato svolto al suo fianco e a supporto del progetto Qalauma e di tanti altri. Riccardo sarà il nostro ambasciatore alla cerimonia di dicembre a Roma ma rappresenterà anche l’intera squadra che, con passione, dedizione e qualche volta persino testardaggine, ha portato avanti l’impegno per un mondo più giusto ed equo”.
Ogni anno la Federazione di Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana in Italia, in vista della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite, promuove il Premio del Volontariato Internazionale.
Quest’anno, nella diciottesima edizione dell’iniziativa, il premio spetta a Giavarini, 56enne originario del bergamasco, che quest’anno compirà 35 anni di impegno ininterrotto in America Latina. Dal giorno del suo arrivo in Bolivia nel 1976 a oggi, il tema dei diritti umani è stato sempre il filo conduttore di ogni sua scelta professionale e umana.
Dal 2005 ha promosso la costruzione e seguito di persona l’avvio delle attività del primo Centro rieducativo per minori della Bolivia, Qalauma a Viacha (La Paz), che prevede percorsi di riabilitazione e di formazione per favorire il reintegro dei giovani detenuti nella società e un loro reale percorso di cambiamento e crescita sociale e personale. Il Centro è stato inaugurato il 22 febbraio di quest’anno davanti alle massime autorità del Paese.
Colto di sorpresa dal premio, con l’umiltà che lo contraddistingue, Giavarini commenta: “Non faccio altro che ripetere con convinzione che la vita vale la pena viverla con intensità per gli altri. E questi altri non sono senza identità, ma chi ha la vita minacciata, impoverita, violentata. Questo riconoscimento va più in là della mia persona. Va a quel modo di fare cooperazione che parte dal basso nel rispetto delle altre culture e tradizioni”.

ProgettoMondo Mlal è presente in America Latina dal 1966, cioè dallo stesso anno in cui viene costituita con sede a Verona. In particolare i progetti attivi nei Paesi Andini, tra cui la Bolivia, riguardano il tema della migrazione e del traffico di persone, del sostegno alle associazioni impegnate nella difesa dei diritti dell’infanzia lavoratrice, dei bambini e degli adolescenti vittime della guerra civile. Significativo è anche l’impegno al fianco delle organizzazioni contadine e per la promozione sociale di realtà emarginate quali appunto i giovani a rischio.

Mangiare bene, mangiare tutti. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione una mostra sul diritto al cibo

Mangiare bene, mangiare tutti”. Questo il titolo della mostra dinamica e coinvolgente che ProgettoMondo Mlal ha realizzato per riflettere sulle molteplici dinamiche che ruotano attorno al nostro piatto.
Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione fissata per il 16 ottobre, la nostra organizzazione ricorda che nel mondo, più di un miliardo di persone non mangia a sufficienza e un altro miliardo di persone soffre per problemi legati al troppo mangiare.
Nel Sud del mondo anche i piccoli produttori di cibo spesso soffrono la fame, così come nel nostro territorio, migliaia di piccole aziende sono costrette a chiudere le loro attività perché faticano a sopravvivere alle leggi del mercato.
Il cibo stesso è in pericolo ovunque: molti piccoli produttori, a Nord come a Sud del mondo, perdono la proprietà sulle sementi e, per questo motivo, alcune varietà alimentari stanno rapidamente scomparendo.
Nemmeno i consumatori sono liberi quanto potremmo pensare. Perché è sempre più difficile ricostruire la strada percorsa dal cibo che ritroviamo a tavola, e quindi, per ciascuno di noi, conoscere, scegliere e ottenere garanzie di qualità su ciò che mangiamo.
La mostra “Mangiare bene, mangiare tutti” presenta con parole semplici la realtà complessa che sta dietro al cibo che mangiamo, accompagnando il visitatore alla scoperta dell’origine e della trasformazione del cibo, ma è anche un’occasione per sapere qualcosa di più sulla fame del mondo e sulle sue cause. Il percorso si compone di 6 pannelli arricchiti da un tappeto orizzontale e da una struttura mobile a piramide, ed è caratterizzato da elementi interattivi che vogliono essere uno strumento e uno stimolo per sentirsi parte del tema e protagonisti nella ricerca di soluzioni possibili.
Una mostra che parla ai grandi come ai piccoli e può essere allestita in svariate location, a scuola per la sua valenza educativa come in spazi pubblici perché la cittadinanza possa essere stimolata a riflettere come i problemi locali hanno orizzonti che vanno anche molto lontano dai propri confini. La serie di pannelli proposti può essere vista con la guida di operatori che aiutano la comprensione dei temi affrontati, ma anche da soli grazie al linguaggio semplice e coinvolgente che è stato utilizzato nei testi e dal grande impatto delle immagini.
Con essi ProgettoMondo Mlal propone anche un video documentario sul progetto di educazione e sicurezza alimentare per i figli dei minatori boliviani (Figli della miniera) e il fotoracconto “Un giorno con Melita” realizzato per parlare ai bambini di lotta alla fame.
Chi fosse interessato a noleggiare la mostra può contattare l’area educazione di ProgettoMondo Mlal scrivendo a educazione@mlal.org o telefonando allo 0458102105.

mercoledì 12 ottobre 2011

Focsiv/Cidse: è tempo di ripensare il sistema alimentare mondiale

Soluzioni urgenti ai problemi strutturali della fame in vista della diminuzione della produzione alimentare dovuta ai cambiamenti climatici, a comportamenti di consumo non sostenibili e a regimi commerciali ingiusti, affinché si possa garantire il diritto al cibo per tutti gli esseri umani.
E’ quanto chiedono FOCSIV e CIDSE(la rete internazionale di agenzie di sviluppo cattoliche legate alle Conferenze Episcopali di Europa e Nord America, di cui anche ProgettoMondo Mlal fa parte) come priorità nelle politiche nazionali e internazionali ai Governi in occasione della 37° sessione del Comitato ONU sulla Sicurezza Alimentare (CFS, 17-22 ottobre 2011) e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre) attraverso le pagine del nuovo documento di posizione sul price volatility in cui si analizza l’andamento della volatilità dei prezzi dal 2007-2008 approfondendone le conseguenze sulle popolazioni ed in particolare sulle famiglie povere dei Sud del mondo.
"Il cibo costituisce una fetta importante dei bilanci delle famiglie povere. Di conseguenza, i prezzi più elevati colpiscono i poveri in maniera sproporzionata aggravando ulteriormente l'ineguaglianza - dice Sergio Marelli, Segretario Generale Focsiv, membro italiano della CIDSE -. Ecco allora che nei paesi in via di sviluppo dove ben il 70% della spesa delle famiglie va in cibo rispetto al 10-20% di quella delle famiglie dei paesi ricchi, la questione assume proporzioni drammatiche. I picchi nei prezzi, inoltre, sono dannosi non solo per i consumatori ma anche per i produttori. Sebbene un prezzo elevato in alcune circostanze può essere vantaggioso per i coltivatori, la volatilità dei prezzi rimane pericolosa sia per loro che per gli altri attori della catena alimentare in quanto aumenta il rischio di perdita degli investimenti in caso di caduta dei prezzi".
“Il nostro sistema alimentare è come un secchio che perde acqua. Non ha senso continuare a rifornirlo senza prima riparare la perdita”, commenta Bernd Nilles, Segretario Generale della CIDSE.
Per questo motivo, in vista della riunione del CFS delle Nazioni Unite, CIDSE e FOCSIV fanno appello ai Governi affinché agiscano urgentemente sulla volatilità dei prezzi del cibo e la corsa all’accaparramento di grandi appezzamenti di terra (il cosiddetto fenomeno del land grabbing) nei paesi in via di sviluppo.
“Dobbiamo tutti mangiare, ma miliardi di persone in tutto il mondo non sono in grado di pagare di più per il cibo se i prezzi continuano ad aumentare. Per una famiglia povera, che spende la maggior parte delle proprie entrate in cibo, la volatilità dei prezzi diventa una questione di vita o di morte. Abbiamo bisogno di politiche agricole e commerciali coerenti che permettano di stabilizzare i prezzi, rigide regole sulla speculazione e la creazione di riserve di cibo utili in caso di emergenze e necessarie per stabilizzare i mercati” afferma Nilles.
“Il CFS è nella posizione giusta per negoziare soluzioni tra i governi e sovrintendere e coordinare l’azione globale sul cibo. Favorendo accordi tra paesi sulla governance della terra mostrerebbe prima di tutto che l’approccio multilaterale funziona. Inoltre, le linee guida sono cruciali nella lotta contro la fame poiché proteggerebbero i diritti dei piccoli produttori la cui terra e risorse naturali sono bersaglio degli investitori” spiega Marelli.
La FAO stima che le impennate dei prezzi hanno incrementato il numero delle persone denutrite portandole dagli 850 milioni del 2007 al miliardo del 2009, e che nonostante un calo dei prezzi tra il 2009 e il 2010, di fatto, il livello dei prezzi non è mai sceso al di sotto di quello del 2007 e fluttua ancora adesso intorno al doppio del prezzo medio del periodo 1990-2006.
In questo contesto, il Comitato ONU sulla Sicurezza Alimentare affronta un test importante sulla sua autorità come organo legittimo di coordinamento globale sulla governance alimentare poiché ha intenzione di adottare le Voluntary Guidelines for the Responsible Governance of Tenure of Land, Fisheries, and Forests.

martedì 11 ottobre 2011

Nuove regole globali per difendere la terra e chi la lavora

Via gli speculatori dalla terra e dal cibo”. “La terra è di chi la lavora e delle comunità locali”. “Sovranità alimentare per tutti”. Sono alcuni degli slogan lanciati a Roma da un centinaio di rappresentanti del Coordinamento internazionale delle organizzazioni contadine la Via Campesina, del International Planning Committee (Ipc) for Food Sovereignty e del Comitato italiano per la sovranità alimentare (Cisa) nel presidio organizzato l'11 ottobre davanti alla sede della Fao per monitorare i negoziati sulle Linee Guida Volontarie sulla proprietà della terra (Voluntary Guidelines on the Responsible Governance of Tenure of Land, Fisheries and Forests in the Context of National Food Security) che si concluderanno venerdì e l’incontro dell’organismo di Governo del sistema alimentare multilaterale (Committee for Food security/Cfs) insediato presso la Fao incentrato sulla grave crisi dei prezzi alimentari in corso.
Ci aspettiamo che alla fine della settimana gli Stati che partecipano ai negoziati sulla terra approvino delle Linee guida che ci sottraggano dalle mani degli speculatori e che assicurino l’accesso e il controllo sulle risorse naturali, incluse la terra, l’acqua, le riserve di pesca e le foreste, ai piccoli produttori, alle popolazioni locali, alle comunità indigene e ai popoli in conflitto”, ha spiegato Mamadou Ba, portavoce del Conseil National de Concertation et de Coopération des Ruraux del Senegal.
La corsa all’accaparramento di terre da parte di imprese europee e multinazionali – ha continuato Jorge Stanley Icaza, indigeno del popolo Kuna a Panama – è una forma di colonialismo che continua, come se quella conquista di Cristoforo Colombo dei nostri territori, ricordata per combinazione proprio qualche giorno fa, il 12 ottobre, che ha portato sottrazione di oro, ricchezze, risorse e vite, si moltiplichi ancora oggi senza che nessuno intervenga”.
E’ inutile, ha sostenuto Rehema Bavuma rappresentante ugandese del Forum mondiale dei pescatori “che le agenzie internazionali levino alti lamenti contro il numero delle persone affamate che cresce, quando ai piccoli produttori e alle comunità locali non viene riconosciuto il diritto di coltivare la propria terra, o di pescare nelle acque davanti la propria casa, come succede alle comunità come la mia, affacciata sul Lago Vittoria. Se non si proteggono i piccoli produttori di cibo dalla voracia di terra dei grandi investitori finanziari, come anche dall’invasione delle piantagioni di agro carburanti, la maggior parte degli abitanti del pianeta non avrà più niente da mangiare e la battaglia contro la fame sarà persa in partenza”.
Una sfida ancor più difficile per le popolazioni nomadi che, come ha raccontato Lalji Desai Marag, presidente indiano dell’alleanza mondiale degli allevatori nomadi, “combattono tradizionalmente la siccità e i cambiamenti climatici spostandosi nei territori. Pratica oggi resa impossibile dalla privatizzazione in corso in Paesi, ad esempio, come il mio, che sta destinando le terre sulle quali eravamo abituati a passare e a fertilizzare nella transumanza a infrastrutture, agro carburanti e cementificazione, mettendo di fatto fuori legge la nostra unica fonte di sussistenza”.
La Delegazione ha consegnato al presidente del Comitato per la sicurezza alimentare Noel De Luna la Dichiarazione di Dakar: una richiesta di impegni contro il Land Grabbing e per il diritto alla terra lanciata al Forum Sociale Mondiale che si è tenuto in Africa e sottoscritta da oltre 700 organizzazioni di tutto il mondo.
Una battaglia che riguarda anche casa nostra: “Denunceremo senza le responsabilità delle imprese italiane nell’accaparramento di terre agricole di alcuni dei Paesi più affamati del pianeta – ha annunciato Luca Colombo del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare - con una specifica campagna che lanceremo a breve. Ma soprattutto denunciamo che anche in Italia, dove in 10 anni hanno chiuso i battenti oltre 1 terzo delle aziende agricole e dove quello agroalimentare rimane il secondo settore industriale del Paese, sono in corso operazioni di speculazioni selvagge a danno dell’accesso alla terra e del diritto alla sovranità alimentare”.
Uno tra i casi più eclatanti rimane quello della Val di Susa, raccontato al presidio dal portavoce del movimento Claudio Giorno: “I vigneti d’alta quota pregiatissimi di Chiomonte e la cantina sociale realizzata con i fondi pubblici delle autorità locali sono circondati dall’esercito. I produttori hanno vendemmiato nel filo spinato, subendo l’identificazione personale all’entrata nei campi e all’uscita. Tutte le operazioni sono state rallentate, difficili, i danni per i produttori ingenti. La nostra presenza qui testimonia che l’Italia deve assumersi le sue responsabilità in casa e fuori per l’accesso alla terra, e che alla vigilia delle manifestazioni del 15 ottobre in tutto il mondo contro la crisi, il mondo contadino sta lottando per avere risposte concrete: in piazza, nei campi come nelle istituzioni internazionali”.

Per il programma completo degli eventi: www.cisaonline.org

venerdì 7 ottobre 2011

+CIBO+ACQUAxTUTTI= ART&EARTH


I bambini mettono in piazza dei Signori il loro impegno per un mondo più giusto

Sabato 8 ottobre a Vicenza, 2000 bambini scendono in piazza per ricordare a tutti che nel mondo ci sono ancora milioni di persone che non possono mangiare a sufficienza e che non hanno accesso all’acqua potabile.
Nel corso dello scorso anno scolastico, 43 scuole di Vicenza, insieme ad altrettante scuole di Czestochowa (Polonia) e Osijek (Croazia) hanno partecipato al progetto “ART&Earth”, promosso dal Comune e dall’associazione ProgettoMondo Mlal. E, dopo aver scoperto che non tutti nel mondo riescono a mangiare e bere adeguatamente, grazie alla partecipazione a laboratori didattici sul diritto al cibo e all’acqua potabile sotto la guida del network Solstizio e dell’artista Giuseppe Stampone, hanno decorato più di 2000 bottiglie di plastica che, unite insieme, andranno a formare una gigantesca scritta che occuperà l’intera piazza dei Signori.
Le bottiglie saranno messe in vendita durante la manifestazione, e il ricavato servirà a migliorare le condizioni di 6 scuole del Burkina Faso.
Sempre nella giornata di domani, oltre all’installazione artistica realizzata con le bottiglie decorate, alcune classi presenteranno alcuni dei lavori prodotti nei laboratori didattici in uno spettacolo curato da Theama Teatro. Mentre, nel pomeriggio, tutti potranno partecipare a workshop proposti da alcune associazioni vicentine .
Partendo quindi da questa piccola e nuova consapevolezza, l’impegno di ciascun bambino si tradurrà in un gesto di concreta solidarietà che, una volta aggiunto a quello di migliaia di altri bambini, potrà produrre un cambiamento, piccolo ma significativo, per atri bambini del Paese africano.
Una solidarietà che non finirà con la giornata di festa. Da qui a giugno, infatti, le stesse scuole saranno impegnate in un programma di scambio con le scuole burkinabè che vedrà coinvolti i bambini nella preparazione di alcune valigie, riempiete di oggetti di uso quotidiano, che verranno poi scambiate tra Europa e Burkina Faso.
Da un gesto a una conoscenza concreta, dunque, con la speranza che in futuro tutto ciò porti a un maggiore rispetto reciproco, tra singoli cittadini e popoli diversi, e a stili di vita più sostenibili e solidali.
per informazioni: ProgettoMondo Mlal – 045.8102105 – educazione@mlal.org

lunedì 3 ottobre 2011

Detenuti sul palco, per il festival "Tambo Tambulani Tambo"

Per la prima volta nella storia del Mozambico un gruppo musicale di soli detenuti ha partecipato a un festival internazionale.
L’idea è stata di Carlos Alberto, responsabile culturale di ProgettoMondo Mlal nell’equipe di “Vita Dentro”, il programma di cooperazione che coinvolge le prigioni della Provincia di Nampula.
Anamavechiwa”, che nella lingua locale macua significa “riabilitato”, “recuperato”, raccoglie un gruppo culturale costituitosi nella Penitenziaria Industriale di Nampula, dove sono reclusi coloro che devono scontare pene particolarmente lunghe. Il gruppo comprende 64 artisti che esprimono diverse aree artistiche: danza, musica, poesia, pittura, teatro.
Al festival di Pemba hanno partecipato i musicisti di Mbira, strumento tradizionale del nord del Mozambico. Durante il festival, il gruppo ha fatto parte di una jam session con altri musicisti mozambicani e riscosso molto successo per la bravura, oltre che suscitato grande ammirazione e curiosità per la condizione di reclusione dei componenti, che hanno avuto anche l’occasione di esibirsi con il prof. Warilla, vero re della Mbira, accompagnandolo in un canto che ha emozionato tutti i partecipanti al festival. Lo stesso Warilla si è alla fine detto molto ammirato dal coraggio e dalla grande forza che hanno saputo trasmettere i nostri artisti!
Un successo che andrà riproposto altrove, perché le buone prassi, sperimentate nel progetto “Vita Dentro”, fanno particolarmente bene a un Paese che, in questo modo, riscopre le proprie risorse anche dove non immaginerebbe di trovare dei talenti così portentosi.

Sara Laruffa
Casco Bianco
ProgettoMondo Mlal Mozambico