lunedì 11 aprile 2011

Gli alunni di Vicenza in viaggio verso Haiti

Sono oltre trecento gli alunni della Scuola Primaria Pertini che hanno avuto la possibilità di viaggiare, seppur virtualmente, attraverso l'oceano fino ad Haiti grazie alla proposta di ProgettoMondo Mlal che li ha avvicinati ai loro coetanei delle scuole di Lèogane, nell’epicentro del terremoto del 12 gennaio 2010. Merito di un laboratorio, ideato e realizzato dal gruppo vicentino di ProgettoMondo Mlal, che è stato accolto con entusiasmo da genitori, ragazzi e corpo insegnante, tanto da essere inserito nel “Progetto Lettura 2011” previsto dalla scuola sul tema della diversità.
Si comincia con un viaggio sul web che parte dalla scuola, si allarga a Piazza dei Signori, poi all’Italia, supera l’oceano e approda sull’isola dei Caraibi. Con l’ausilio di video e immagini gli alunni scoprono poco a poco i suoi abitanti, lo stile di vita, le tradizioni e la cultura. Nella seconda parte dell’incontro i bambini, divisi in tre gruppi, approfondiscono un tema specifico della cultura haitiana (la fiaba, le tradizioni, la geografia) e li ripropongono a tutto il gruppo riunito attraverso differenti attività.
La scuola Pertini non è al primo appuntamento con l'isola, già lo scorso anno infatti genitori e insegnati si erano mobilitati in una raccolta fondi speciale per dare il proprio contributo alla popolazione colpita dal terremoto, sostenendo l'impegno di ProgettoMondo Mlal nella ricostruzione di 4 scuole nell'area di Lèogane, cuore dell'epicentro del sisma. Questa volta è la stessa Haiti ad entrare nelle classi delle scuole vicentine: il primo incontro si è tenuto giovedì 24 marzo con gli alunni del 4° e 5° anno, mentre martedì 29 è toccato alle prime tre classi della primaria.
Un'opportunità unica per incontrare una realtà così diversa, e insieme dare un volto alle tante famiglie sostenute poco più di un anno fa.
All’indomani del terremoto del 12 gennaio 2010 tutti gli occhi erano puntati su Haiti, oggi invece è Haiti che chiede di mostrarsi al mondo, di farsi conoscere non solo per il disastro subito, ma anche per raccontare la propria realtà senz’altro non facile ma non per questo meno affascinante. E comprenderla per noi è il vero modo per aiutare il Paese nella sua ricostruzione.
Per informazioni sul laboratorio: progettomondomlalvicenza@mlal.org e per continuare a sostenere concretamente il programma “Scuole per la rinascita di Haiti” di ProgettoMondo Mlal, versamenti su Banca Popolare Etica IT 65 G 05018 12101 000000512970.

venerdì 8 aprile 2011

Quando stranieri siamo noi

Olinda, Pernambuco, Brasile - Dopo due settimane dal nostro arrivo nella cittadina tropicale di Olinda, nello stato brasiliano del Pernambuco, siamo entrate anche direttamente in contatto con i ragazzi del Progetto Casa Melotto, all’interno del quale, sempre rispettando i tempi brasiliani e il post-resacca carnevalesca, ci stiamo inserendo giorno dopo giorno.
Venerdì 1 aprile, c’è stata la nostra presentazione ufficiale nell’auditorium, alla presenza di tutti i ragazzi, della pedagoga e del vicedirettore della Casa.
Dopo aver mostrato un powerpoint in cui descrivevamo brevemente la nostra formazione, le nostre motivazioni, e obiettivi, ci siamo focalizzate sul ruolo di Progetto Mondo Mlal in Brasile e nel Mondo, con un excursus storico che puntava a spiegare ai ragazzi anche il significato del nostro logo da loro sfoggiato inconsapevolmente ma quotidianamente sulla maglietta, divisa della scuola.
Subito dopo, con grande coinvolgimento dei ragazzi, abbiamo svolto delle dinamiche di gruppo, che attraverso alcuni giochi, hanno evidenziato i sogni e le speranze di questi giovani studenti brasiliani, affamati di cultura e di educazione nelle forme più varie, ma soprattutto dotati di tanta curiosità verso il mondo esterno, che in quel momento rappresentavamo noi tre.
Alcuni, ci hanno confidato per esempio di non aver mai avuto modo di confrontarsi direttamente con un’altra realtà, e il grande entusiasmo e la raffica di domande a cui siamo state sottoposte ne è stata la prova.
È sorta così, l’idea, di un corso di lingua e cultura italiana, fortemente richiesto dalla maggior parte degli alunni. In base alle esigenze didattiche e organizzative, concordate con il direttore della scuola Padre Robson, tale corso verrà attivato nei prossimi mesi, permettendoci così di creare e rafforzare il ponte di interscambio fra l’Italia e la realtà nordestina del Brasile.

Federica Vitello e Clara Venuto
Caschi Bianco ProgettoMondo Mlal

mercoledì 6 aprile 2011

HAITI SOGNA UN FUTURO A RITMO DI KOMPA

Michel Martelly è stato proclamato vincitore del secondo turno delle elezioni presidenziali in Haiti. Ha vinto con il 67,57% dei voti, davanti all’altra candidata Mirlande Manigat, che ha raccolto il 31,74% dei voti. L’annuncio ufficiale è stato dato lunedì 4 aprile.
Benché le elezioni fossero anche legislative, e riguardassero un terzo dei 30 membri del Senato e i 99 deputati, l’interesse del popolo si è comunque concentrato sull’elezione presidenziale. Pochi secondi dopo la proclamazione, in tutta la capitale – come in tutte le piazze del Paese – si è sentito risuonare, a colpi di sparo e fuochi d’artificio, il nome del vincitore.
Michel Martelly è una figura del tutto nuova della politica haitiana. Fino a pochi mesi fa era soltanto un noto cantante di musica kompa, “Sweet Micky”. Pochi gli avrebbero cioè dato delle chanche di successo. Eppure ha fatto il suo cammino elettorale, accompagnato dall’appoggio di tutti i suoi fan. Martelly rappresenta il cambiamento, incarna la speranza dei giovani, in un Paese dove nessuno crede ancora nel potere né nei processi di sviluppo della comunità internazionale.
In particolare ha promesso l’istruzione primaria gratuita per tutti (grandissima sfida), e una ripresa della produzione agricola.
I suoi detrattori tuttavia sottolineano la mancanza di esperienza politica e il suo passato turbolento e vedono la consultazione elettorale solo come un’operazione guidata dalla comunità internazionale. E molti mettono già in conto che la politica haitiana continuerà ad essere vincolata alle forze internazionali, nonché a un parlamento che conterà molti membri del partito Inite del presidente uscente, René Préval, e agli interessi economici delle grandi élite.
Ma oggi sembra prevalere l’euforia, che riempie le strade della capitale ancora sotto le macerie e le città haitiane. La festa è infatti durata tutta la notte per i numerosissimi fan del candidato Tèt Kale (“testa rasata”).
A noi osservatori, tanto entusiasmo pare strano. Ha qualcosa che assomiglia a un entusiasmo per una showstar della canzone, più che l’attenzione per un leader e per le sue capacità e idee politiche.
Ma questo lo si potrà giudicare soltanto dalle sue azioni e pratiche future.
Nel frattempo, ci accontentiamo del fatto che l’occasione non abbia provocato scontri o altro genere di violenza. I risultati dovranno venire confermati il 16 aprile (tempo previsto per presentare eventuali contestazioni elettorali), quindi il presidente assumerà anche ufficialmente la carica il 14 maggio.

Nicolas Derenne
ProgettoMondo Mlal Haiti


Qui sotto un'intervista fatta alla vigilia del ballottaggio a Suzy Castor, nota intellettuale haitiana, appassionata protagonista della vita politica del Paese, con alle spalle anche l’esperienza dell’esilio a cui, ai tempi della dittatura di Francois Duvalier (Papa Doc), era stato condannato, il marito ex deputato, Gérard Pierre Charles. La Castor dirige oggi il Centro per la Ricerca e la Formazione Economico sociale allo Sviluppo (Cresfed) – partner di ProgettoMondo Mlal - fondato con il marito al rientro in patria nel 1986 alla caduta di Jean-Claude Duvalier (Baby Doc).
In questa intervista la Castor offre il suo punto di vista sull'andamento di queste ultime elezioni e su quali siano le priorità di Haiti e degli haitiani nell'ottica di un reale cambiamento.

lunedì 4 aprile 2011

L'arte della percussione dal Brasile in Italia. Al via la tournee scambio con Axelata

La maggior parte dei turisti responsabili passati da Casa Encantada hanno avuto la fortuna di provare a suonare le percussioni, avvicinandosi così a un tamburo tanto temuto, e riuscendo a suonarlo sia con le mani sia con le bacchette. In molti si sono sorpresi nel vedere che ci riuscivano.
Questo per merito anche del nostro amico Nomio, maestro musicista e percussionista che, con capacità professionali e tanta pazienza, è riuscito a trasmettere questa arte anche ai meno preparati.

Col tempo, i vari musicisti italiani che sono riusciti a fare “proprio” il ritmo afro-brasiliano, sfogandosi varie ore a Casa Encantada e con i ragazzi del progetto sociale, hanno voluto che questa esperienza non si concludesse con la fine delle vacanze e il rientro in Italia. Da qui l’idea di continuare a suonare nella propria città, iscrivendosi a una scuola di musica.
E sono loro, gli ex turisti diventati amici Encantados, a chiederci ora di venire in Italia a insegnare le percussioni e la capoeira, proponendo un laboratorio nelle scuole pubbliche e dei workshop nelle scuole di musica.

Oggi, grazie a un anno di lavoro con costanti contatti via e-mail, questo progetto-sogno é diventato realtà. Con la passione e l’aiuto di tanti Encantados, siamo riusciti a stilare un programma tournee di 30 giorni, con una serie di laboratori, workshop, spettacoli, incontri, interscambio e serate di solidarietà che coinvolgeranno tutte le età possibili: dai bambini agli adulti, dal parroco al sindacalista, dall’alunno all’educatore, chi con lo sport e chi con la musica. Potremo in questo modo dimostrare come ci si possa divertire imparando nell’interscambio, e allo stesso tempo parlare di educazione, cittadinanza con solidarietà.
Nel tour italiano di 30 giorni si toccheranno le principali città venete e lombarde, con una puntatina in Emilia Romagna e in Abruzzo.
Sarà anche un’occasione per mostrare ai nostri amici brasiliani il lato straordinario del nostro Paese, i centri storici, la cucina, l’accoglienza e l’amicizia. Infatti grazie all’ospitalità di tanti amici italiani, entreranno nelle case degli ex turisti, saranno ospiti bene accolti, rallegreranno con la loro simpatia e allegria alcune nostre giornate.
Occorre mettere insieme molti sforzi anche in Italia, per coinvolgere tante persone in una programmazione simile, soprattutto in un momento economico non incoraggiante per nessuno.
Ma anche i nostri educatori brasiliani potranno in questo modo capire ancora meglio quanto sia importante il loro impegno in Brasile, al fianco dei figli delle periferie con l’arte e l’educazione, grazie anche alla solidarietà e al sostegno a distanza che verranno rafforzati da questo interscambio profondo, promosso da Casa Encantada e ProgettoMondo Mlal.

Scarica il programma completo in pfd

Loris, Maria, Nomio e Zinho
equipe Casa Encantada
ProgettoMondo Mlal Brasile

Haiti, tra macerie e nuovi progetti

Una settimana ad Haiti, in visita ai tre programmi di cooperazione allo sviluppo cofinanziati dall'Unione Europea che ProgettoMondo Mlal sta portando avanti sull'isola mentre un quarto è in fase di avvio. Giorni dedicati a documentare, con scatti e video interviste, il lavoro dei nostri tre cooperanti in tre diverse zone di Haiti: Nicolas Derenne, a Fonds-Verrettes per il progetto "Viva Haiti", Arnaldo Cubi a Papaye (Hinche) per il progetto "Piatto di Sicurezza 2", Marco Bordignon a Léogane per il progetto (l'unico di ricostruzione) "Scuole per la rinascita".

(Di Chiara Bazzanella) - Spiagge caraibiche, strutture turistiche, palme, ombrelloni e improvvisamente il nulla. Haiti la si riconosce dall'alto, in volo, quando la terra si fa sempre più arsa e marrone, quando il verde scompare e non rimangono che sassi e dirupi. E poi la capitale, Port Au Prince. La si vede atterrando, con le sue manciate di tende, distribuite come su una tovaglia male apparecchiata, senza criterio. Se non la sopravvivenza. Una città che incredibilmente, a distanza di un anno, sembra preservare ancora intatti i segni vivi del terremoto che l'ha devastata. Ferite aperte incapaci di cicatrizzarsi. Macerie su macerie, detriti su detriti, cumuli e rimasugli di case, mattoni, sassi, ferro e cemento su cui la vita, quasi noncurante, ha ripreso a pulsare ai ritmi caraibici e africani insieme, che fanno di Haiti una realtà singolare, a tratti indecifrabile, dalle molteplici contraddizioni.
Stupisce la cura nei vestiti, distribuiti a sacchi dalle organizzazioni (troppe) presenti sull'isola. Stupisce l'aspetto in generale non emaciato (più malnutrito che denutrito) di un popolo che – ce ne si accorge subito – con il terremoto è finito in una cornice solo più pietosa e desolante, incapace però di nascondere i problemi ben più profondi dettati da anni di dittature e malgoverno. La vita pulsa, tra tap tap colorati, colpi di clacson e un traffico paralizzante. Tra cumuli di spazzatura e acqua stagnante. Tra banchetti di artigianato locale e di merendine americane, che fanno da sfondo alla voglia di andare avanti, nonostante un costo della vita sproporzionato e l'incapacità di base di programmare il futuro.
Lo si vede ovunque, anche là dove il sisma non è quasi arrivato, preceduto in ogni caso da passate intemperie e uragani. Come a Fonds-Verrettes, a sud est del Paese, proprio al confine con la domenicana, dove la città-paese che ne è il cuore – a causa anche della grave deforestazione che rende la terra inconsistente e troppo vulnerabile alle piogge - è finita letteralmente a riva, spazzata via dall'ultimo uragano e riemersa quindi tra i sassi bianchi del letto del fiume, vuoto, che ne rende l'aria polverosa e bianca. È qui che ProgettoMondo Mlal, ong veronese presente ad Haiti da oltre dieci anni, ha avviato uno dei quattro progetti attualmente in corso sull'isola (“Viva Haiti”), per tentare di offrire un futuro e qualche risorsa in più ai giovani “esiliati” in quella realtà fatta di pietre, in cui l'unico inaspettato “servizio” si materializza dal nulla in un cyber cafe, realizzato da un giovane ingegnere che è tra i formatori di “Viva Haiti”. Un luogo destinato a quegli stessi giovani costretti a studiare nella capitale, per coronare il sogno di tornare a casa con il camice del medico o le competenze dell'agronomo, e che chiedono alle autorità locali di dar loro quanto meno la possibilità di studiare e specializzarsi per rimettere in piedi la propria comunità, piegata da quella stessa erosione e da una deforestazione incontrollata che fanno da sfondo anche al nuovo programma di sicurezza alimentare avviato da ProgettoMondo Mlal nelle comunità rurali del centro e nord est di Haiti, grazie al cofinanziamento dell'Unione Europea.
Qui il terremoto non è arrivato affatto, e le macerie lasciano il posto a una terra quasi desertica, pronta a trasformarsi in fango argilloso nella stagione delle piogge. Tra vecchie piantagioni di banane e cacao, in questa terra dalla quiete quasi surreale per chi arriva dalla frenesia della capitale, il movimento dei contadini di Papaye (partner locale di ProgettoMondo in “Piatto di Sicurezza 2”) offre corsi di formazione e possibilità di crescita ad agricoltori, allevatori e contadini della zona per garantire la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile delle risorse naturali.
Un'attività con cui l'ong veronese si è già cimentata in un'altra zona dell'isola, salita alle cronache il 12 gennaio del 2010 perché tra quelle più colpite dal sisma: Léogane, là dove convergono le immagini di una distruzione impietosa e ancora una volta la quiete dettata da una vegetazione tropicale e a tratti rigogliosa. Qui ProgettoMondo Mlal ha in corso l'unico dei suoi programmi destinato direttamente alla ricostruzione dell'isola, passando per le scuole, da sempre punto di riferimento e centro nevralgico di qualsivoglia comunità.
Feriscono gli occhi i rimasugli ridotti in briciole e polvere di quelle che un anno fa erano aule e classi gremite di bambini. Aree in cui i più piccoli adesso possono tutt'al più rincorrersi, in attesa che il governo si decida a sbloccare il piano di ricostruzione del Paese. Mentre quelle divise impeccabili e piene di vita chiedono di tornare alla normalità di un tempo, di superare un trauma che, certo, resterà indelebile, ma non per questo riuscirà a frenare quella capacità indiscussa, tipicamente haitiana, di risollevarsi con dignità e naturalezza anche quando il mondo, è il caso di dirlo, le è letteralmente crollato addosso.

Scarica il pdf pubblicato sul giornale "L'Arena"

venerdì 1 aprile 2011

In Burkina è ancora coprifuoco

Ieri il Presidente ha incontrato i militari di rango e i sottoufficiali. Sia dagli articoli dei quotidiani sia dai servizi della RTB (Radio Television du Burkina), emerge che i soldati si ritengono soddisfatti e 'onorati' di essere stati ricevuti direttamente dal Presidente, pur non specificando nulla sui contenuti e dichiarando che su questo sussiste il segreto di Stato.
In mattinata Campaorè ha incontrato gli alti comandanti dell'Arma, ma non ci è ancora dato di sapere niente a riguardo.
Il coprifuoco è in ogni caso confermato e non è ancora stato specificato se e quando verrà sospeso.
Continua intanto la contestazione studentesca a Tenkodogo: stamattina molti studenti si sono riuniti alle 7 e hanno formato un corteo. Presto però la situazione è degenerata: sono state date alle fiamme la sede del Partito CDP (Congrès pour la démocratie et le progrès), le residenze di due Ministri, il Governatorato e la Maison de la Femme. Sono state poi colpiti con pietre e saccheggiati l'hotel Djamou e una stazione di servizio Total.
Qui a Bobo la situazione rimane tranquilla e non abbiamo notizia finora di eventi particolari all'interno del Paese.

Luisa Gelain
Casco Bianco in Burkina Faso

Il Mestiere di Crescere, un impegno per i bambini lavoratori

Sperimentare il dialogo tra le differenti posizioni sulla questione del lavoro infantile e sostenere l’azione dei vari Movimenti con un unico obiettivo comune -la difesa dei diritti dell’infanzia- per aumentare e migliorare incidenza e partecipazione dei bambini e adolescenti a livello locale e nazionale. Questa, in estrema sintesi, la nuova sfida aperta da ProgettoMondo Mlal in Perù, Bolivia e Colombia, con l’avvio ufficiale del nuovo Progetto di cooperazione allo sviluppo, cofinanziato dall’Unione Europea, il Mestiere di crescere.
Il massimo esperto in materia di infanzia, il peruviano Alejandro Cussianovich, collaboratore storico di ProgettoMondo Mlal e relatore alla cerimonia di inaugurazione del Progetto, lo scorso 30 marzo a Lima, ha pubblicamente ribadito quanto sia necessario e prezioso un intervento di questo tipo a fronte delle diverse problematiche, più che mai attuali in ambito educativo, salute e protezione sociale, e più che mai vive in contesti come quelli peruviani, colombiani e boliviani, sia in ambito peri-urbano che rurale. Anche per questo ha perciò salutato con particolare interesse la nuova attenzione che l’Unione Europea con questo cofinanziamento concede a questo particolare aspetto dei diritti dell’infanzia attraverso il cofinanziamento al Progetto Il Mestiere di Crescere. A lui, il capo della cooperazione allo sviluppo della delegazione della UE in Perù, Jean-Charles Fiehrer, ha poi replicato riconfermando sì la ferma posizione contraria espressa dall’Unione Europea in tema di lavoro infantile, ma anche rivelando un'oggettiva nuova preoccupazione per un tema che –ha detto- “va indubbiamente affrontato senza negare una realtà che esiste, con strumenti validi come questo Progetto”, e perciò lasciando intendere un’interessante piccola apertura. Riconoscendo infine pubblicamente come in passato, sempre con ProgettoMondo Mlal, sia stato possibile affrontare temi spinosi e portare avanti progetti su questioni simili con risultati importanti.
Protagonisti centrali del Progetto, sono e rimangono, dunque i bambini e gli adolescenti nelle loro molteplici articolazioni. Lo stesso Cussianovich ha sottolineato la necessità di un articolazione sempre più ampia fra Movimenti di bambini lavoratori e quelli di altri settori, a volte anche più disagiati con problemi di salute, nutrizione o totale abbandono. Le istituzioni partner coinvolte nel Progetto sono infatti: Manthoc (Perù), Fundacion Creciendos Unidos (Colombia), Fudnacion del pequeno trabajador (Colombia), Asociacion CUNA (bolivia).
Ma è indubbio che oggi, la presenza di istituzioni internazionali come ProgettoMondo Mlal e Italianats e Pronats, trasferisce il dibattito tra le differenti posizioni su lavoro infantile in sede europea e contribuisce a facilitare il dialogo tra gli stessi Movimenti che semplicemente difendono in generale i diritti dell’infanzia.
L’auditorio nel quale si è svolto il seminario di apertura del Progetto ha una capienza di 150 posti, occupati per lo più da bambini e adolescenti, lavoratori e non, aderenti ai vari movimenti organizzati presenti in Perù.
Tra gli adulti, il docente di Economia e direttore del Dipartimento di Sviluppo dell’Università del Pacifico, Enrique Vasquez, che ha aperto l’evento ricordando l’importanza della responsabilità, da parte di istituzioni e autorità, nel riconoscere il diritto di partecipazione e incidenza dei bambini e adolescenti, e anche la grande responsabilità, da parte degli stessi adolescenti, nel concentrarsi sempre di più nello studio, in modo da partecipare in modo serio e cosciente alla preparazione di Piani e proposte di qualità in difesa dei diritti dell’infanzia da sottoporre alle autorità municipali, nonché al dibattito generale e alla negoziazione.
Nel corso del seminario sono quindi intervenuti anche due delegati nazionali del Manthoc e il coordinatore del Programma “Il mestiere di Crescere”, chiamati appunto a presentare il progetto nelle sue componenti e obiettivi, evidenziando ciò che raccontano al momento le statistiche dei contesti economici dei 3 diversi Paesi di intervento e della realtà dei NATs e dell’infanzia in generale, negli ambiti di educazione, nutrizione, abuso e maltrattamenti. Dato, quest’ultimo, particolarmente interessante perché evidenzia come la percentuale più alta dei casi di abuso sui minori si registri proprio in famiglia.
Parallelamente, i delegati della rete nazionale di bambini e adolescenti, REDNNA, e del Movimento Nazionale dei Bambini e Adolescenti Lavoratori, MMNNATSOP, hanno ringraziato le istituzioni promotrici dell’evento per aver coinvolto loro e altri movimenti nell’obiettivo di ampliare e rafforzare una la loro articolazione, in modo da far conoscere sempre di più la problematica dell’infanzia all’opinione pubblica e ottenere la giusta attenzione da parte dei vari livelli nazionali e comunali.
Successivamente, l’assessore principale della Commissione di revisione del Codice dei Bambini e Adolescenti del Congresso della Repubblica, German Alvarez Arbulu ha ricordato che, nonostante permangano delle differenti posizioni ideologiche sul lavoro minorile, è importante rimanere uniti per quanto riguarda la difesa dei diritti dell’infanzia, e in questo senso ha sottolineato una completa apertura, da parte della Commissione, a proposte e Piani che verranno presentate delle istituzione coinvolte nel Progetto.
In rappresentanza di due municipalità di Lima coinvolte nel Progetto, la Presidente della Commissione di Educazione e Cultura della Municipalità metropolitana di Lima, (Luisa Martinez Cornejo) e un membro della Commissione dei Servizi Sociali della municipalità di ATE (Vilma Palomino Mora), hanno denunciato il disequilibrio di potere che esiste a tutt’oggi tra adulti e minori, e che influisce negativamente sulle possibilità di incidenza e partecipazione da parte dei bambini e degli adolescenti alla vita sociale. Per tanto –è stato detto- il Progetto sarà un’ottima occasione per sperimentare nuove e diverse forme di coinvolgimento e di partecipazione, grazie anche a una base legislativa che facilita il processo di incidenza, spesso ostacolato dai pregiudizi comuni sulla capacità di elaborazione di proposte coerenti per la difesa dei diritti dell’infanzia da parte degli stessi adolescenti. Anche da loro, quindi, è arrivato un esplicito invito a venire coinvolte nella creazione di Tavoli di lavoro con adulti accompagnatori e bambini e adolescenti. E questo, appunto, con l’obiettivo di elaborare proposte e Piani comunali dedicati alla difesa dei diritti dell’infanzia.
Infine, anche il vicedirettore della Defensorías Dirección de los Niños, Niñas y Adolescentes - Dirección de Familia y Comunidad, Ministerio de la Mujer y desarrollo social – MIMDES, Jhon Gamarra Arellano, ha voluto sottolineare quanto il riconoscimento dei diritti dell’infanzia sia un tema spesso di secondo piano, sia per quanto riguarda l’attenzione dei media sia per quanto riguarda l’impegno dello stesso governo. E come quindi sia di “assoluta importanza – ha rilevato- una formazione rivolta specificatamente agli adulti accompagnatori e ai bambini adolescenti, affinché possano elaborare essi stessi proposte efficaci e fattibili, così da evitare sprechi o errori nelle scelte strategiche del governo su temi nei quali, i primi protagonisti e diretti interessati, sarebbero proprio loro e dai quali, invece, vengono solitamente esclusi.

Marco De Gaetano
coordinatore Il Mestiere di Crescere
ProgettoMondo Mlal Perù