mercoledì 30 novembre 2016

Marocco: l'impegno per i diritti delle donne

Durante una puntata di “Sabahyate”, programma pomeridiano indirizzato a un pubblico femminile, trasmesso dal canale 2M della televisione di stato marocchina, il 23 novembre, è stato trasmesso un tutorial di trucco nel quale si insegnava alle donne a camuffare le tracce di percosse lasciate da mariti troppo violenti. Le immagini della puntata, andata in onda in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, hanno fatto velocemente il giro della rete.
L’ondata di indignazione che ne è seguita e l’apertura di una petizione online per chiedere all’autorità sulle telecomunicazioni di prendere dei provvedimenti contro la rete televisiva, ha spinto la 2M a pubblicare sul proprio account Facebook un comunicato di scuse ufficiali.
L’incidente ha evidenziato come la violenza contro le donne sia un fenomeno ancora diffuso e generalmente accettato nella società marocchina. Si tratta di un fenomeno che trae origine da stereotipi di genere, dai rapporti di forza che esistono tra uomini e donne e da una cultura patriarcale ancora dominante.
Secondo l’Inchiesta Nazionale sulla diffusione della violenza contro le donne, realizzata dall’Haut-Commissariat au Plan nel 2009-2010, il 62,8 % delle donne marocchine ha subito almeno un atto di violenza, durante i 12 mesi antecedenti l’inchiesta. E’ nel contesto famigliare che si verifica in prevalenza il fenomeno: nel 55 % dei casi l’autore della violenza è rappresentato dal coniuge, mentre nel 13,5 % dei casi è opera di un membro delle della famiglia di origine della vittima. Si tratta di quei contesti in cui la violenza rimane nascosta e silenziosa, in quanto il riconoscimento e l’ammissione di una violenza subita è ancora un tabù molto forte. L’indagine rivela, in secondo luogo, come episodi sessisti o di violenza nei confronti delle donne siano diffusi in tutti i contesti: luoghi pubblici (32,9 %), istituti scolastici (24,2 %) e ambienti professionali (16 %).
Questo quadro allarmante e l’azione di attivisti, organizzazioni non governative, collettivi di donne vittime di violenza, ha spinto il Regno a riformare le proprie leggi in modo da renderle conformi agli standard internazionali, in particolare con l’adozione della nuova Costituzione nel 2011 e con la revisione di alcuni articoli del codice penale e di famiglia. L’evento che ha portato a questi cambiamenti è stata la lunga campagna mediatica condotta dalla società civile nel corso del 2012, seguita al suicidio di Amina Filali, la ragazza di sedici anni costretta a sposare il suo violentatore in virtù dell’articolo 475 del codice penale, norma che consentiva all’autore di uno stupro di evitare la condanna sposando la sua vittima.
Nonostante molti passi avanti siano stati compiuti per proteggere le donne dalle violenze e dalle discriminazioni dal punto di vista giuridico, resta ancora forte il divario tra l’aspirazione reale ai diritti e la loro effettiva applicazione. La pratica dei matrimoni forzati e precoci e gli episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica sono ancora diffusi in Marocco e indicano che la strada della parità e dell’eguaglianza di genere è ancora lunga.
In una società in cui le donne non hanno lo stesso status degli uomini, non sono soltanto le leggi a produrre discriminazione, ma anche le radicate norme sociali. Al di là della legge e del codice, al di là dell’impunità e della non applicazione delle leggi, combattere la violenze contro le donne significa prima di tutto scontrarsi con una forma di dominio sociale, che trae fondamento da una visione stereotipata delle relazioni di genere.
La promozione dei diritti delle donne è sempre stata un punto cardine dell’azione di ProgettoMondo Mlal in Marocco, fin dal suo insediamento nel 2001. Nel corso degli anni sono stati portati avanti, nella regione di Tadla Azilal, programmi di prevenzione dell’ abbandono scolastico femminile, corsi di alfabetizzazione e promozione di attività micro-imprenditoriali femminili.
Il progetto “Uguali a scuola”, promosso da Amnesty International Marocco, in collaborazione con ProgettoMondo Mlal, le cui attività sono iniziate lo scorso ottobre, intende integrare l’approccio genere nelle attività degli istituti scolastici, al fine di promuovere l’uguaglianza tra i sessi, e contribuire alla creazione di una società dove uomini e donne possano godere di eguali possibilità in materia di educazione, di impiego e di accesso al potere e alle risorse. Il progetto è indirizzato a 50 insegnanti provenienti da 25 scuole medie inferiori e superiori della provincia di Béni Mellal, che sono coinvolti in 6 ateliers di formazione in materia di pregiudizi e di discriminazioni di genere.
La provincia di Béni Mellal, che si trova nel cuore del Marocco, tra le montagne del Medio Atlante, costituisce un contesto particolarmente a rischio con indicatori sociali ed economici riguardanti la realtà femminile ben al di sotto della media nazionale. In particolare, il tasso di analfabetismo femminile sfiora il 60 % e il tasso di abbandono scolastico delle ragazze è del 45 %. Inoltre, in base a uno studio svolto nell’ambito del progetto “La forza delle donne” di ProgettoMondo Mlal, è stato stimato che all’interno degli istituti scolastici si verifichino almeno 1000 episodi sessisti nell’arco di un anno.
Tra le attività che il progetto propone, è in programma, nel mese di marzo del 2017, un atelier di formazione in materia di violenza nei confronti delle donne, finalizzato a promuovere una comprensione profonda del fenomeno nelle sue differenti implicazioni da parte degli insegnanti e a rafforzare le loro capacità di prevenzione e di individuazione degli episodi di violenza.
Attraverso un approccio pedagogico partecipativo e interattivo gli insegnanti saranno accompagnati ad identificare e analizzare le rappresentazioni stereotipate delle identità e delle costruzioni di genere che sono alla base della violenza contro le donne e che nella maggiorparte dei casi tendono ad essere accettate e giustificate.
Il progetto si inserisce nel quadro del Programma d’urgenza (2009 -2012), varato dal Ministero dell’Educazione Nazionale per includere la questione dell’uguaglianza di genere nelle attività parascolastiche organizzate dalle scuole e riposa sul riconoscimento del ruolo centrale che ProgettoMondo Mlal attribuisce al sistema educativo come vettore di cambiamento sociale e diffusore dei valori e dei principi dei diritti umani.

Marco De Cesari
Servizio civile
ProgettoMondo Mlal Marocco

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