lunedì 15 novembre 2010

Women Generations

Continuano gli incontri fuori dalle sale tra Generations e gli spettatori del Festival di Cinema Africano di Verona. Il pomeriggio di martedì 16 novembre il ciclo di tavole rotonde dedicato all’approfondimento dà voce all’Africa femminile e al “ruolo della donna durante e dopo il cinquantenario dell’indipendenza africana”.
Il secondo dei tre appuntamenti in programma in quest’edizione del 2010 porta il titolo di Women Generations: tavola rotonda sul ruolo della donna durante e dopo il cinquantenario dell’indipendenza africana. A condurre l'incontro, che si terrà alle 17.30 nella sala Fondazione Cariverona ex-chiesa S. Pietro in Monastero (via Garibaldi, 3), sarà Malice Omondi (originaria del Kenya, Malice è speaker e autrice di programmi radiofonici su Afriradio.it).
Tre le protagoniste:
Cécile Kyenge è un medico, originaria della Repubblica democratica del Congo, è responsabile immigrazione del Pd dell’Emilia Romagna e consigliere provinciale a Modena. Fa parte della Rete della Diaspora nera in Italia- Redani. Cécile parlerà della Partecipazione politica delle donne africane nei Paesi di origine e di accoglienza, e presenterà il Progetto Women in Progress – piattaforme trasversale per la promozione della partecipazione politica delle donne in Italia.
Bridget Yorgure lavora come assistente sociale al Comune di Rovigo, è originaria della Nigeria. Bridget è portavoce in Italia del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop) del Delta del Niger ed è coordinatrice della Diaspora africana per la Provincia di Rovigo. Il tema del suo intervento sarà: Impatto sulle donne dello sfruttamento delle materie prime nei Paesi africani: quali prospettive di sopravvivenza? In particolare farà riferimento a Nigeria e Repubblica democratica del Congo
Haram Sibide, economista, originaria del Mali, lavora come consulente per la cooperazione decentrata ed è rappresentante del Forum Africa Siena. Haram si soffermerà sul tema: Donne africane, quale dialogo costruttivo con la cooperazione internazionale?

Le proiezioni dei film continuano seguendo il programma sul sito www.cinemafricano.it, e la serata proseguirà alle 22.30 con il secondo appuntamento del Festival afro party con dj Alix, presso il bar Time out in zona universitaria, via Campofiore 3.

Ieri, oggi e domani del sogno indipendente africano

E’ arrivato il momento per Generations di incontrare gli spettatori del Festival di Cinema Africano di Verona fuori dalle sale. Inizia oggi pomeriggio, alle 17.30, il ciclo di tavole rotonde dedicato all’approfondimento di questi trent’anni di storia della rassegna scaligera e dei temi che ruotano attorno non solo alla cinematografia afro, ma alla storia di un continente che accelera il passo.
La prima delle tre tavole rotonde in programma in quest’edizione del 2010 è dedicata ai 30 anni e alla città di Verona che si è imposta come crocevia storico del cinema d’Africa. A condurre l’incontro, che si terrà nella sala Fondazione Cariverona ex-chiesa S. Pietro in Monastero (via Garibaldi, 3), sarà un’esperta del settore: Annamaria Gallone, regista, produttrice, scrittrice e fondatrice del Festival di Cinema Africano, d’Asia e d’America Latina di Milano, nonché regista di molti dei nostri video documentari sui progetti che realizziamo in America Latina e Africa.
A parlare del passato della storia del cinema delle Afriche e dei film che hanno attraversato la rassegna scaligera, ripercorrendo i personaggi chiave dell’indipendenza nella storia del cinema, saranno poi i critici Tahar Chikaoui (tunisino) e Thierno Ibrahima Dia (senegalese).

Thierno Ibrahima Dia e Raja Amari (tunisina, regista di fama internazionale, e membro della giuria ufficiale di questa edizione) si soffermeranno su quel che è oggi il cinema africano e su quali siano le tendenze che si vanno consolidando. In tal senso, sarà di grande interesse sentire Jordan Stone, un nome importante, legato a quello di Francis Ford Coppola, Spike Lee, Arnold Schwarzenegger, Robert De Niro, Bruce Willis, Michelle Pfeiffer, Tony Scott… e, non ultimo, Sofia Coppola, di cui ha prodotto la parte italiana del film vincitore del Leone d’oro alla 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Somewhere.
Spetterà alla presidente di Giuria, Mane Cisneros (fondatrice del Festival del Cinema Africano di Tarifa) spiegare in quale direzione vada il futuro della cinematografia delle Afriche. Quali le prospettive, le distribuzioni e le produzioni che si fanno avanti.
Chiuderà l’incontro Vanessa Lanari (curatrice di WikiAfrica Cinema per la Fondazione Lettera 27), il cui compito sarà presentare la pubblicazione dedicata ai Trent’anni, voluta dal Comitato promotore del Festival. Un testo che si candida a diventare un manuale di riferimento per addetti ai lavori e studenti, un libro con cui percorrere la storia del cinema africano, i linguaggi, l’evoluzione, le tendenze e i generi. Parte del testo è stato redatto in collaborazione con WikiAfrica e Wikimedia e sarà consultabile online su Wikipedia.

Le proiezioni dei film continuano intanto nelle sale della città, e il programma è disponibile sul sito www.cinemafricano.it.

giovedì 11 novembre 2010

A Verona, un altro volto dell'Africa

Trent’anni di Festival di Cinema africano e un titolo che vuole riassumere in uno slogan l’edizione pensata dalla Direzione artistica per il 2010. “Generations: ieri oggi e domani del sogno indipendente africano” è un titolo-tema evocativo di quel che vuol raccontare la rassegna cinematografica, lo spiega il direttore di Nigrizia Multimedia, padre Fabrizio Colombo.

«Abbiamo voluto celebrare il passato, mostrando una selezione di quei registi che sono oramai considerati le pietre miliari del cinema africano – penso a Djibril Diop Mambéty, Roger Gnoan M’Bala, Abderrahmane Sissako, Hailé Gerima, Sembène Ousmane, Souleymane Cissé, Flora Gomez, Idrissa Ouédraogo –, ma allo stesso tempo non volevamo dar vita a un’operazione nostalgia, abbiamo voluto lasciar spazio alle nuove Afriche che stanno emergendo e facendo scoprire nuovi generi – ne vedremo alcuni –: fantasy, thriller, polizieschi. Più commerciali, più fiction».

Come accade in tutte le società anche l’Africa vive uno scontro generazionale. «Speriamo che questa tensione, che è una tensione positiva, venga fuori durante la tavola rotonda che abbiamo voluto dedicare ai giovani. Quel che sembrano voler dire questi ragazzi è “sediamo sul passato, che non dimentichiamo, ma vogliamo staccarci dai vecchi schemi”. Le differenze tra le generazioni si vedono, questi film sono più urbani, meno legati alla tradizione del villaggio – che comunque vedremo rappresentata in alcune proiezioni –. D’altra parte basti vedere che inizialmente il cinema era completamente al maschile, mentre oggi (quest’edizione lo conferma) sono tante le registe, provenienti per lo più dall’Est, che emergono e che sembrano essere una parte importante del futuro di questa cinematografia».

Verona si conferma “capitale” del cinema africano. «Con il tempo siamo diventati un punto di riferimento, basti pensare che i padri del cinema africano sono passati da qui. Verona – la Selezione Speciale Trent’anni lo mostra – è stata un crocevia importante. Quest’anno festeggiamo una passione che si rinnova e che ha fatto conoscere, attraverso il cinema africano, la città scaligera a livello nazionale e internazionale. Lo dimostrano le collaborazioni che nascono, i film che transitano per Verona e arrivano in altri Festival importanti».

Verona, città che spesso arriva alle cronache per episodi di razzismo, è la prima realtà italiana ad ospitare il cinema d’Africa. «Quando ci chiedono perché non organizziamo il Festival di Cinema Africano a Venezia rispondiamo che un po’ è per fedeltà alla storia di questa rassegna, ma soprattutto è la sfida di affrontare tematiche “politicamente scorrette” in un contesto difficile; proporre un’alternativa, mostrare un altro volto dell’Africa, un volto che serve per combattere i pregiudizi. L’Africa non è solo fame, aids, bambini soldato. È questo il senso della nuova Sezione Viaggiatori e Migranti. Tanti dei film africani parlano di Diaspora. Il cinema africano è sempre più voce della Diaspora, molti dei registi abitano in Europa, vivono tra l’Africa e l’America. Questa nuova Sezione è sembrata necessaria, ha una sua valenza politica importante. Per questo siamo particolarmente contenti che si sia creata una giuria ad hoc che diffonda il messaggio fondamentale del Cartello “Nella mia città nessuno è straniero”.

mercoledì 10 novembre 2010

GENERATIONS: Ieri, oggi, domani

Presentata oggi in Provincia la 30esima edizione del Festival del Cinema Africano dal titolo “Generations. Ieri, oggi e domani del sogno indipendente africano”, in programma dal 12 al 21 novembre nelle sale cittadine.
Marina Lovato di ProgettoMondo Mlal si è soffermata sulla parte della rassegna dedicata alle nuove generazioni scaligere, gli studenti della città: “L’attuale edizione del Festival di Cinema africano conferma l'attenzione verso il mondo della scuola e l'importanza del cinema come strumento di promozione e sensibilizzazione delle tematiche interculturali. Durante il festival si terranno delle proiezioni mattutine per le scuole, cui seguiranno approfondimenti e incontri con i registi e con alcuni critici. Inoltre sono stati previsti laboratori didattici dedicati ai bambini della scuola primaria e workshop riservati ai docenti in cui si parlerà anche del ruolo che svolgono i media nell'influenzare la creazione di nuovi linguaggi tra i giovani”.

Nel corso dell’appuntamento con la stampa locale, Padre Fabrizio Colombo, direttore artistico del Festival, ha presentato ai giornalisti l’edizione 2010: “Per festeggiare l'anniversario, quest'anno il Festival ha previsto una sezione ad hoc chiamata per l'appunto 'Generation Speciale 30 anni': dieci film di cinque registi contemporanei provenienti da diverse aree, selezionati insieme a un gruppo di critici africani. Inoltre, la novità dell'edizione 2010 è costituita dalla sezione 'Viaggiatori e migranti', dedicata al tema dell'immigrazione, che raccoglie il meglio della produzione italiana sia sull'argomento migranti sia sulla diaspora africana in Italia. Infine, è prevista l'uscita di un volume dedicato ai Trent'anni che racconta attraverso articoli, interventi e immagini d'archivio tutto quello che è stato e che ancora offre il Festival di Cinema Africano”.

“Anche quest'anno Verona si confermi la capitale italiana del cinema africano - ha affermato durante la conferenza stampa l’assessore al Volontariato della Provincia di Verona, Marco Luciani, che ha sottolineato come l'edizione 2010 sia particolarmente importante non solo perché coincide, per diversi Paesi d'Africa, con la ricorrenza delle origini dell'indipendenza, ma soprattutto perché è giunta alla sua trentesima edizione. Il rappresentante della Provincia, che ha come competenza anche l’Istruzione, ha tenuto a precisare l'attenzione riservata al mondo delle scuole. “Da quest’anno prende il via l'esperienza della “Giuria studenti”. Un gruppo di sei studenti, dopo aver seguito un ciclo di incontri dedicati all'analisi del linguaggio cinematografico, avrà il compito di valutare i film proposti nella Sezione scuole e assegnare un premio alla migliore pellicola. Un'esperienza pensata per valorizzare il ruolo della scuola e per offrire ad alcuni studenti la possibilità di vivere il Festival più da vicino”.

martedì 9 novembre 2010

Mariley, un piccolo ristorante per non emigrare

Mariley ha 25 anni, un grande sorriso e una voce argentina. Ho avuto l’opportunità di scoprire la sua cucina durante la Fiera Dipartimentale della Piccola e Media impresa promossa dal’Impyme e da ProgettoMondo Mlal tramite il programma di sviluppo avviato in Nicaraguael Futuro es Joven”: da allora è diventata il mio comedor preferito per i numerosi pranzi chinandegani.
Già madre di un bambino di tre anni, Mariley vive con il marito, la mamma e le sorelle nella stessa costruzione in cui ha abitato dalla prima infanzia e che ora ospita la tavola calda “Comedor Doña Leti.
Dopo essersi laureata in Amministrazione di Impresa all’Università Nazionale Autonoma del Nicaragua di León, è tornata a Chinandega per occuparsi della piccola impresa familiare di ristorazione che però fino a poco tempo fa lavorava solamente su incarico, non avendo uno spazio adeguato ad accogliere la clientela. Attraverso il progetto “Futuro GiovaneMariley è riuscita a ristrutturare la sua abitazione tanto da poter ospitare tutti quelli che rimangono conquistati dai gustosi piatti preparati dalle donne della famiglia; per di più, oltre che a mettere a disposizione la sua abilità per numerosi eventi, negli ultimi mesi ha iniziato a servire regolarmente i pasti dei corsi dell’Istituto Nazionale Tecnologico. Con l’aiuto della madre, che lavora come cuoca da più di vent’anni, della sorella e di una collaboratrice, ora la famiglia può contare su un’entrata sicura.
Al corso di formazione Mariley ci racconta di aver imparato soprattutto a valutare le situazioni e il proprio mercato, in maniera da non comprare mai più del necessario e avere un costante ricambio di alimenti: ha imparato ha gestire le entrate, sa dove comperare la carne e la verdura migliore e sa che la qualità è un elemento imprescindibile per il buon andamento dell’attività.
Mariley continua a coltivare il sogno di poter un giorno trovare un impiego relazionato ai suoi studi, veramente difficile in questo momento economico. Ma in questo momento è soddisfatta, le piace il suo lavoro e soprattutto è contenta di non essere stata costretta a emigrare, prospettiva che le sembrava quasi inevitabile prima di conoscere il progetto. Oggi invece sta già pensando ad affittare un locale più ampio, data la crescente affluenza, ma ha deciso di aspettare ancora un po’: ha imparato a essere prudente e valutare attentamente le circostanze nel suo complesso. Per il momento continua a offrirci pranzetti saporiti nel clima accogliente della sala antistante la casa, mentre il suo bambino gioca sereno tra i tavoli sotto gli sguardi vigili della famiglia.

Marianna Tamburini,
casco bianco ProgettoMondo Mlal in Nicaragua

venerdì 5 novembre 2010

Con l’Africa, a scuola di cinema

Nuove generazioni e 30 anni di proiezioni: il Festival del Cinema Africano tornerà a breve a riempire le sale di Verona, e non senza entusiasmanti novità specie per i più giovani. Sono loro infatti i veri protagonisti della kermesse dedicata all’Africa che prenderà il via il 12 novembre: quei bambini e adolescenti che, come ogni anno, ProgettoMondo Mlal accompagna e coinvolge in laboratori realizzati ad hoc per avvicinarli alla filmografia dell’Africa, con un’attenzione particolare rivolta soprattutto ai più piccoli che, nel 30esimo anniversario della rassegna cinematografica, potranno immergersi nella magia del cinema grazie a specifici laboratori didattici. “Souko, le cinematographe en carton” il titolo del film proposto durante le attività nelle scuole primarie tra il 15 e il 19 novembre, per comunicare ai bambini la dimensione del sogno e della fantasia che il cinema offre, senza tralasciare una lettura più approfondita legata al contesto del villaggio del Burkina Faso in cui il protagonista vive e affronta le difficoltà quotidiane.
Ma le novità in arrivo dalla scuola sono molte e non si fermano qui. Oltre alle proiezioni animate per le scuole secondarie inferiori e superiori tra il 13 e il 19 novembre, grazie ai contatti accumulati negli anni da ProgettoMondo Mlal con le strutture scolastiche del territorio, il protagonismo dei giovani quest’anno sarà valorizzato ad ampio raggio. Per la prima volta sarà infatti formata una giuria di giovani studenti, su misura per la rassegna. Sei in tutti i ragazzi coinvolti, due per ciascuno dei 3 istituti coinvolti: licei Maffei e Messedaglia e il centro servizi formativi Enaip. Per loro ad attenderli ci sono giornate impegnative sotto il grande schermo, in cui la costanza e il coinvolgimento sono d’obbligo per arrivare a decretare il vincitore della kermesse. Giornate in cui, al proprio fianco, la giovane giuria potrà godere del supporto degli stessi africani che vivono a Verona, grazie alla partecipazione di alcuni membri dell’associazione degli studenti africani dell’Università scaligera.
In questi anni la nostra organizzazione ha sottolineato più volte come è mutato il contesto sociale in cui viviamo e che ritroviamo riflesso sui banchi di scuola. Generations è un tema in cui è facile ritrovarsi se si parla di scuola e di Festival di Verona. Generations di una filmografia che purtroppo spesso non entra in città e che in questi anni ha fatto scoprire ai giovani studenti la bellezza dei paesaggi, delle sue genti, ha avvicinato a ritmi sconosciuti, affrontato storie difficili, ma anche comunicato messaggi di speranza e di dialogo. I film hanno aiutato spesso ad accorciare le distanze, a far sentire i ragazzi più vicini all’Africa e ai suoi temi così apparentemente lontani.
Ma non solo a loro
. Oltre alle 20 scuole e i circa 1500 studenti che parteciperanno alle attività proposte da ProgettoMondo Mlal, ci sono infatti anche più di 100 insegnanti ben intenzionati ad affrontare il tema delle minoranze rapportato ai mass media. Una riflessione già emersa nel corse delle esperienze passate e che quest’anno verrà proposta nel seminario di formazione realizzato dal festival in collaborazione con la rete Tante Tinte. Quali fattori ci condizionano nella lettura della realtà, riflessa anche sui banchi di scuola? Come il sistema mass mediatico diffuso impedisce la revisione di un linguaggio che potrebbe facilitare il processo di comprensione e comunicazione? Accompagnati da Karim Metref, formatore in educazione interculturale e giornalista, il workshop – che si snoderà tra il 18 e il 19 novembre nella Sala Africa di vicolo pozzo 1 - porterà a riflettere, attraverso momenti di approfondimento e momenti esperienziali interattivi, sul concetto di minoranza, sul linguaggio dei media e sui condizionamenti che questo ha sulle nostre menti e sui nostri comportamenti.

Per informazioni sui laboratori per le scuole e il seminario per gli insegnanti: PROGETTOMONDO MLAL- Ufficio Educazione e Formazione 045.8102105 scuole@cinemafricano.it
Per informazioni sulla programmazione del festival: http://festivalafricano.altervista.org/festival/

giovedì 4 novembre 2010

La cooperazione che collabora

Cooperazione sociale e cooperazione internazionale: due metodologie di lavoro, due punti di vista, ma soprattutto due opportunità di sviluppo pronte a collaborare. E il dibattito europeo da Bruxelles arriva anche a Verona. Mercoledì 10 novembre il Segretario Generale del CICOPA e componente del CECOP coordinamento europeo cooperative Bruno Roelants, incontrerà infatti la dirigenza di ProgettoMondo Mlal per condividere i risultati emersi dal recente seminario organizzato dal CICOPA a Bruxelles, e per concretizzare le riflessioni fatte in questi anni da ProgettoMondo Mlal insieme ai partner Consorzio Trait d'Union della Valle d'Aosta, Cooperativa ORSo di Torino e Coop COOPSSE di Genova, e altre singole cooperative.
Un’occasione unica per, ancora una volta, confrontarsi e aprire ulteriori tavoli di lavoro nell’ottica di nuovi interventi da destinare ai paesi del Sud del mondo.