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mercoledì 28 dicembre 2016

La pedagogia della tenerezza in Perù

Irene e Simone, volontari di ProgettoMondo Mlal, hanno appena trascorso un periodo di quasi tre mesi a Cajamarca, nel nord del Perú, nella scuola Jesus Trabajador del MANTHOC, movimento peruviano di adolescenti e bambini lavoratori organizzati.
Scrivono della loro esperienza:
Il MANTHOC di Cajamarca è una realtà viva e presente sul territorio, tutt'altro che statica. La formazione dei collaboratori è incentivata e tenuta in grande considerazione e le occasioni di scambio e confronto sono davvero molte.
La scuola è un progetto ventennale estremamente interessante in cui al primo posto viene messo il benessere dei 120 bambini -lavoratori e non- , provenienti da situazioni di forte povertà e spesso anche di disagio.
Qui vengono valorizzati e supportati e nelle aule viene applicata la Pedagogia della tenerezza per sviluppare nel bambino autostima, fiducia in se stesso e capacita relazionali, in parallelo all'apprendimento scolastico. Importantissimo è considerato anche l'insegnamento pratico, concretizzato nei laboratori di falegnameria e pasticceria. Le famiglie vengono inoltre coinvolte nella gestione scolastica, tramite i turni di cucina e pulizia, e si promuove la condivisione delle responsabilita educative ed economiche, per superare la logica assistenzialista.
Anche se breve, la nostra esperienza di volontariato nella scuola è stata formativa e gratificante. 
Ci siamo occupati principalmente del supporto nella scrittura e nella lettura, dell'insegnamento dell'inglese e della biblioteca scolastica. Siamo stati accolti e guidati ma ci è anche stato lasciato un ampio margine di autonomia, idee e progetti nuovi sono sempre ben accolti!
La nostra permanenza qui si sta per concludere e il bilancio è indubbiamente positivo: abbiamo appreso molto e ripartiamo carichi di entusiasmo. Cosa più importante ancora: ci portiamo dietro un po' meno certezze e molti nuovi dubbi, avendo avuto la possibilità di rimetterci in discussione e confrontarci con una realtà così diversa e tanto stimolante.

Irene Cumino e Simone Gallo, 
volontari di ProgettoMondo Mlal

lunedì 1 agosto 2016

..TRA I BAMBINI LAVORATORI, I CAFETALEROS E LE ROVINE INCA..

L’edizione 2016 di Kamlalaf, un progetto di turismo responsabile del Comune di Piacenza, rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni per promuovere l’incontro e la solidarietà tra Nord e Sud del mondo, ha portato in Perù un gruppo di piacentini che, con la nostra Danila Pancotti  fino al 6 agosto visiteranno i programmi di cooperazione di ProgettoMondo Mlal.
Ecco il racconto di Federica Nembi:
"Dopo un’intensa giornata con i bambini lavoratori nel centro educativo del “Movimiento de Adolescentes y Niños Trabajadores Hijos de Obreros Cristianos – MANTHOC”, abbiamo potuto comprendere bene le parole di Alejandro Cussianovich quando, nell’incontro che abbiamo avuto prima con lui, ci diceva: “la solidaridad es la ternura de los pueblos”.
Infatti i ragazzi ci hanno preso per mano, facendoci osservare con orgoglio, attraverso le vie di Yerbateros, il lavoro dei loro genitori, a cui quotidianamente partecipano, al mercato e, districandosi nei vicoli, ci hanno aperto la porta di casa. Qui il Centro educativo svolge un ruolo importante per lo sviluppo educativo di questi ragazzi, offrendo il servizio di una mensa, organizzando attivitá di dopo scuola e accompagnando la promozione di iniziative per incentivare le politiche pubbliche.
Li abbiamo salutati uno a uno e, per ultima, abbiamo salutato Lima... All’indomani, infatti, ci saremmo risvegliati nella Selva.
Qui a Pichanaki abbiamo potuto conoscere le cooperative locali dei “cafetalores” che ci hanno mostrato l’intera filiera produttiva e introdotto alle differenti situazioni di precarietà e povertà, legate alla scarsa copertura di servizi pubblici in zone rurali e al bassissimo livello di copertura previdenziale.
É in questo ambito che si inserisce il progetto Caffè Corretto, iniziativa promossa da ProgettoMondo Mlal in collaborazione con le principali Federazioni Nazionali di produttori di Caffè di Perù e Bolivia.
Il progetto ha come obiettivo quello di contrastare appunto, in 5 zone di produzione di Perù e Bolivia (nelle regioni di Cajamarca, Junin, Puno, La Paz), gli attuali livelli di precarietà che caratterizzano i lavoratori e le lavoratrici delle filiere di caffè, contribuendo al riconoscimento della dignità del lavoro a partire da un migliore accesso ai servizi pubblici e a forme di previdenza sociale adeguata, nel quadro del rafforzamento del modello associativo rurale.
Dopo questa esperienza abbiamo proseguito alla volta di Cusco dove, mentre visitavamo luoghi dal forte richiamo turistico, abbiamo avuto la fortuna di alloggiare presso l’accogliente centro Yanapakusun, che svolge un importante lavoro con le giovani adolescenti in stato di vulnerabilita’ sociale (per informazioni sul centro ed eventuali prenotazioni in caso di viaggio a Cusco potete aprire il sito www.yanapanakusun.it).
E’ arrivata l’ora di salutare anche Cusco ed entrare nell’altipiano andino peruano!
Tupananchiskama!

Federica Nembi
Kamlalaf – ProgettoMondo Mlal Perú 2016

lunedì 18 luglio 2016

Trentini in Perù, tra i bambini lavoratori


Sara Maffei, Michele Sordo e Martina Perghem sono tre ragazzi di Rovereto che hanno deciso di aderire al progetto “giovani solidali 2016” per avvicinarci e approfondire il mondo della solidarietà internazionale. A marzo sono partiti per il Perù con il MLAL Trentino Onlus, dove hanno avuto la possibilità di fare la loro “esperienza sul campo” per tre settimane.
Martina, impegnata al momento in un periodo di tirocinio al MLAL Trentino, racconta l’esperienza.
“Sicuramente il momento più difficile della nostra esperienza è stato il primo impatto: in poche ore ci siamo trovati catapultati in un mondo completamente diverso da quello in cui siamo abituati a vivere. Tuttavia non è stato difficile ambientarsi: siamo stati subito accolti da persone fantastiche, che hanno reso questo momento meno complesso e faticoso.
Sono già trascorsi quattro mesi dal nostro ritorno, ma ricordiamo ancora con nostalgia le persone che ci hanno accompagnati in questa avventura, sopratutto i bambini del Manthoc che hanno reso la nostra esperienza unica, viva di emozioni, storie e racconti. Ognuno di loro, a suo modo, ci ha insegnato qualcosa.
Ricordiamo i colori caldi dei tramonti sull' oceano, dei murales dipinti dai Nnats (niños, niñas y adolescentes trabajadores) di villa El Salvador, della pelle dei bambini, dei vestiti tipici in selva, dei teli al mercatino indios, delle mille sfumature di verde nella foresta amazzonica e del rosso della terra argillosa in sierra.
Un’esperienza intensa, ricca di visite ma sopratutto di incontri, abbracci, sorrisi, carezze e amicizie. Un’esperienza che ci ha permesso di conoscere tutte le sfaccettature del Perù. Abbiamo infatti potuto apprezzare la città, dove abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo, ma anche posti meno caotici come la Selva, dove per qualche giorno ci siamo immersi nella natura, e ci siamo addentrati in un progetto di ProgettoMondo Mlal, Café Correcto, che si occupa di contrastare gli attuali livelli di precarietà che caratterizzano i lavoratori delle filiere di caffè, contribuendo al riconoscimento di un lavoro dignitoso a questa categoria a partire da un migliore accesso ai servizi pubblici e a forme di previdenza sociale adeguata.
Il progetto che abbiamo maggiormente seguito è stato tuttavia “Il mestiere di crescere”, quello che coinvolge il Manthoc, un movimento di bambini e adolescenti lavoratori, attivo da circa 40 anni, che coniuga tutela dei diritti ed educazione scolastica.
I bambini che aderiscono al movimento hanno la possibilità di richiedere maggiore tutela ai loro datori di lavoro, e di avanzare proposte e progetti alle istituzioni senza l’intermediazione degli adulti. Bimbi e adolescenti si incontrano in strutture dislocate in diversi quartieri di Lima: noi ne abbiamo visitate tre ma abbiamo maggiormente approfondito la realtà della Casa di Yerbateros. Qui i piccoli lavoratori si incontrano per giocare e per seguire diversi laboratori di lingua, informatica, cucina, pittura. Vengono inoltre distribuiti dei pasti completi con un piccolo contributo, solitamente a base di riso e legumi, ai bambini e alle loro famiglie.
Noi abbiamo giocato con i bambini, aiutato nell’organizzazione dei taller (durante uno degli ultimi giorni della nostra permanenza abbiamo organizzato un laboratorio sulla cultura italiana), e aiutato la signora Eva nella preparazione dei piatti. Per una settimana abbiamo poi vissuto con tre diverse famiglie dei piccoli che frequentano il Manthoc: un’esperienza emozionante, irripetibile, preziosa anche se a tratti impegnativa. Ci è stata data l'opportunità di mettere in discussione i nostri valori e modi di vedere, e di comprendere la vita. Il nostro inserimento nel contesto del Manthoc è stato accompagnato da una serie di iniziative che ci hanno permesso di integrarci e meglio comprendere e capire. Interessante e piacevole è stato l'incontro con il Alejandro Cussianovich, coofondatore della teoria della ternuna, alla base del movimento.
È stata un’esperienza indimenticabile, che ci ha permesso di avvicinarci a un mondo nuovo, di aprirci verso nuovi orizzonti con una consapevolezza diversa, ma sopratutto di crescere”.

giovedì 23 giugno 2016

L’impegno di ProgettoMondo Mlal per le comunità peruviane

Il Perù è particolarmente degno d’attenzione nell’operato dell’organizzazione ProgettoMondo Mlal, che opera nel paese andino da oltre quarant’anni.
Questa nazione sudamericana, geograficamente e antropologicamente estremamente diversificata, si estende su un territorio pari a tre volte l’Italia e ospita circa 30 milioni di abitanti.
Paese spesso ritratto in cartolina, convive con luci ed ombre: relativamente democratico sin dal termine delle dittature militari in America latina negli anni ’80, dopo un periodo di crisi attraversa ora un momento di forte crescita economica, basata principalmente sullo sfruttamento delle numerose risorse minerarie. Biologicamente megadiverso e con un grandissimo patrimonio storico-culturale, il Perù è però caratterizzato da una profonda disparità sociale: la popolazione, oltre a essere estremamente giovane, il 50% ha infatti meno di 18 anni, è multietnica e organizzata parallelamente al censo. Ricchissimi, che ostentano il lusso nel centro della capitale, si contrappongono a poverissimi, che spesso abitano le periferie o i centri andini. La maggior parte degli abitanti vive inoltre nella zona costiera, il cui territorio, a natura prevalentemente desertica, viene così sottoposto a uno pesante stress idrico ed ecologico. Anche la capitale Lima, che da sola conta circa 10 milioni di abitanti, non è esente dalla problematica.
ProgettoMondo Mlal è una Ong veronese che sviluppa progetti per la cooperazione allo sviluppo: non opera quindi interventi in emergenza, ma attraverso un’attenta analisi delle problematiche della zona attua un intervento alla radice, coinvolgendo la popolazione locale in progetti che, oltre a portare finanziamenti, includono formazione e sensibilizzazione, arrecando quindi vantaggi duraturi rivolti più alla comunità che al singolo.
Nel paese sudamericano in cui l’organizzazione è presente sin dal ’75, i progetti si adattano ovviamente alle esigenze di questa complessa nazione: progetti come "Café Corecto" o "Economia Solidale" promuovono i diritti dei lavoratori del caffè in aree disagiate e il rafforzo del quadro dell’economia rurale favorendo l’associazionismo e il cooperativismo ed in particolare potenziando il ruolo della donna, fondamentale all’interno della società peruviana. Vengono proposti progetti di formazione sulla migrazione e sul contrasto al traffico delle persone. Storica e fondamentale, all’interno di una società così giovane, è la collaborazione con il Manthoc ed altre organizzazioni nel progetto sul lavoro minorile “Il Mestiere di crescere”. 
Il programma non punta, come nella concezione tradizionale, a mettere fine al lavoro di bambini e adolescenti ma piuttosto, rendendo i ragazzi protagonisti, combatte per la dignità del lavoro, spesso fondamentale per supportare le famiglie, contro lo sfruttamento, per una retribuzione equa e per la loro possibilità di frequentare la scuola. Tramite percorsi formativi e laboratori per questi ragazzi il lavoro da motivo di vergogna diventa fonte di orgoglio.
Numerosi sono i risultati ottenuti nel corso di questa lunga permanenza e numerosi sono ancora gli sforzi da fare.

Margherita Garonzi, studentessa del liceo classico Maffei a Verona
Progetto Alternanza Scuola-Lavoro

Un anno di crescita collettiva


Conoscere una nuova realtà, vivere un’esperienza in tutte le sue sfumature, avere il coraggio di crescere e affrontare le proprie scelte.
Silvia Tizzi
, laureata in pedagogia nel 2014 a Genova è la testimone di questo percorso innovativo e sociale. Una ragazza che ha deciso di vivere un anno in un Paese lontano dal suo, del quale non conosceva niente se non poche informazioni generali, il Perù. La sua scelta è stata personale, appoggiata da amici e parenti sta crescendo professionalmente ma soprattutto umanamente. Il suo sogno di fare un viaggio nell’America del Sud si è realizzato grazie al Servizio Civile di ProgettoMondo Mlal.
È un’esperienza che fa vedere con i propri occhi la vera situazione sociale di una realtà tra le più eterogenee. L’impatto con questo mondo è forte e la curiosità di Silvia le ha fatto notare parecchie differenze culturali rispetto al paese di origine. Una tra le tante è il fatto che in Perù un quarto dei bambini lavora. Questo dato può lasciare basiti, ma bisogna entrare nell’ottica di quella società. I così detti Niños y Adolescientes Trabajadores, infatti, sin da piccoli sono abituati a lavorare in casa o nei mercati per aiutare la famiglia. Ma ormai da 40 anni Manthoc, organizzazione che favorisce il diritto allo studio dei bambini lavoratori, ha aiutato molti ragazzi a valorizzare il loro ruolo all’interno della società. Grazie a un percorso accompagnato infatti, viene loro insegnato che ciò che fanno per la cittadinanza è importante e contributivo. Essi riescono a dire con orgoglio che sono dei lavoratori e sognano di realizzarsi come persone.
Silvia appunto fa parte di questo progetto e si occupa di far visitare ai delegati italiani i diversi centri del Manthoc che sono presenti sul territorio peruviano. Ogni 6 mesi è incaricata di informare la Sede Centrale di ProgettoMondo Mlal di Verona, dei cambiamenti e i progressi che stanno avvenendo all’interno del progetto ‘Il Mestiere di Crescere’.
Grazie a questa sua esperienza che terminerà ad agosto, Silvia ha imparato ad apprezzare altri aspetti di quella che può essere considerata la sua nuova terra. Durante questo anno è riuscita a cogliere una diversa cognizione del tempo: ha imparato a dare la giusta importanza a qualcosa che prima le pareva scontato. Ma nonostante questo possa essere un lato positivo, la non preoccupazione del rispetto del tempo può essere frustrante. Per esempio, per un colloquio di lavoro a Silvia è capitato di aspettare un’ora, e anche nei bar e nei ristoranti, persino un panino può arrivare con tempi biblici.
Tramite l’incontro ravvicinato con i bambini è riuscita anche ad ammirare la maturità con i quale essi affrontano le loro giornate. Sono infatti consapevoli delle loro condizioni familiari e fanno di tutto per cercare di aiutare i genitori. Sono dei piccoli adulti dai quali, secondo Silvia, dovremmo prendere esempio. I bambini occidentali dovrebbero essere informati delle situazioni che esistono nelle altre parti del mondo. Perciò la nostra volontaria al suo ritorno continuerà a diffondere questo interscambio, portando la sua esperienza nelle scuole e nelle associazioni italiane.
Il suo viaggio sta per terminare ma questa esperienza l’ha fatta maturare e si sente orgogliosa di aver intrapreso questo percorso, portando soddisfazione alla sua famiglia, al ProgettoMondo Mlal, ma soprattutto a se stessa.

Demetra Pollinari, studentessa del liceo linguistico Maffei a Verona
Progetto Alternanza Scuola-Lavoro

martedì 8 marzo 2016

Alder: volontario piemontese in Perù, in mezzo ai migranti

Alder Berghino è partito lo scorso dicembre dal suo paesino piemontese, Palazzo Canavese, per vivere un'esperienza di volontariato e solidarietà internazionale tramite ProgettoMondo Mlal. Arrivato in Perù, si è spostato da Lima a Tacna, al confine con il Cile, dove è stata da poco aperta una casa di accoglienza per migranti voluta dalla diocesi di Tacna e Moquegua, SIMN (rete internazionale migratoria degli Scalabriniani), OIM (organizzazione internazio­nale delle migrazioni) e CEI (conferenza episcopale italiana). ProgettoMondo Mlal ha contribuito con un suo operatore a sostegno delle attività della casa.
Tacna è un importante snodo migratorio. Dagli anni ’60 risulta essere un centro di attrazione per i migranti peruviani grazie alla presenza di attività mi­nerarie e commerciali e alla vicinanza con la frontie­ra.
Oggi Tacna rappresenta un luogo sia di destina­zione sia di transito per la migrazione interna e in­ternazionale. Queste caratteristiche la rendono una zona soggetta a una forte presenza di organizzazioni criminali implicate nella tratta di persone e nel traf­fico illecito di migranti. Sono infatti centinaia i mi­granti catturati e sfruttati dalle bande organizzate, ad esempio nel contrabbando, molti dei quali sono profughi e sfollati colombiani, ecuadoriani, domini­cani e haitiani.
Proprio qui, lo scorso novembre, è stata inau­gurata la Casa d’accoglienza del Migrante “Santa Rosa di Lima” per ospitare almeno una ventina di persone, offrire assistenza alimentare, medica e psi­cologica e una formazione per il reinserimento so­ciale.
Alder è tornato in Italia appena in tempo per festeggiare il suo sessantottesimo compleanno.
Silvia Tizzi, casco bianco di ProgettoMondo Mlal in Perù, gli ha fatto qualche domanda. Le foto sono di Michele Sordo, volontario trentino in Perù per qualche settimana con Mlal Trentino Onlus.

Quale percorso ti ha portato a partire?
Nella vita ho viaggiato molto: nel sud-est asiatico per mio conto, in Mozambico per avviare un'esperienza di lavorazione della terra, in Kenya e in Tanzania per costruire piccoli pozzi, in Brasile, in Marcocco... Tutti gli anni fuggo da casa mia perchè d'inverno sono solo, siccome ho conosciuto qualcosa del mondo, prendo il coraggio di andare da qualche parte. Questa partenza è stata fulminea e fortuita, l'idea è venuta sfogliando un libro sulle Ong. Ho contattato ProgettoMondo Mlal, che mi ha presentato la proposta dei Padri Scalabriniani.
Com'è stata l'accoglienza nella casa di Tacna?
Padre Camillo mi ha riservato una buonissima accoglienza, come in una famiglia. È una bella casa, grande, moderna, appena ultimata. Ci sono diverse aree: la chiesa, il cortile, due ampie stanze per i migranti con diversi letti a castello, una cucina ben attrezzata, i bagni e le docce, l'ufficio. Al secondo piano altre stanze per i volontari e i Padri, lavanderia, sala e cucina.
Com'è organizzata la struttura e che funzioni svolgevi?
Aiutavo nelle attività della casa, principalmente con lavori manuali. Ho pulito completamente il tetto, ma senza affaticarmi, con ritmi di lavoro non pressanti. Quando sono arrivato c'erano ancora i muratori per le rifiniture, poi hanno iniziato ad arrivare i migranti. Li accoglievo con lenzuola e coperte nuove, mentre Idè e Padre Camillo se ne prendevano cura, ad esempio aiutandoli a recuperare i documenti. Attualmente le persone ospitate sono una quindicina, vengono mandate dalle parrocchie o dalla polizia, si fermano in media per una settimana, durante il soggiorno sono liberi di uscire ma devono rientrare per la notte, il clima è accogliente e flessibile. Sono andato anche ad Arica, dall'altra parte del confine cileno, per seguire i lavori di costruzione di un'altra casa per migranti.
Chi hai conosciuto?
Ho incontrato migranti peruviani, dominicani, ecuatoriani, venezuelani e boliviani. Mi ha colpito la storia di una donna vittima di tratta. Arrivava da Loreto, nella selva, dov'è stata catturata, trasportata a Tacna e costretta alla prostituzione. È riuscita a scappare e a rivolgersi alla polizia. Quando è arrivata era ancora spaventata, poi ha recuperato un po’ di serenità: nella casa le è stato offerto affetto e comprensione e incontrava regolarmente anche con una psicologa e un'assistente sociale.
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
L’incontro con nuovi Paesi meraviglia sempre tantissimo, e automaticamente concentrato in quello che fai e vedi che non fai rapide riflessioni, analizzi a posteriori. Questa esperienza mi ha permesso di fare qualcosa e di non sprecare il mio tempo, nonostante le difficoltà come la lingua e il furto della carta di credito. E' una possibilità per sviluppare una crescita interiore, per rimettersi in gioco, per sentirti più sicuri di se stessi, attivi e utili.

martedì 9 dicembre 2014

"Siete la Chiesa che si inchina ai poveri". Anche ProgettoMondo Mlal all'udienza di Papa Francesco per la Focsiv

"È stato un incontro molto intenso, Papa Francesco ci trasmette responsabilità, fiducia e serenità". Emozionata e orgogliosa del compito che, nel suo messaggio, Papa Francesco ha riassegnato agli organismi di servizio di volontariato internazionale, la nostra vicepresidente Ivana Borsotto, ci racconta l’esperienza vissuta a Roma. All’udienza del 4 dicembre, Ivana Borsotto rappresentava ProgettoMondo Mlal nella delegazione della Focsiv, Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio internazionale Volontario a cui apparteniamo.
“Abbiamo incontrato vecchi e nuovi amici delle tante Ong con cui, nel corso degli anni, abbiamo lavorato”, ci testimonia la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal. “A tutti noi Papa Francesco ha detto: Siete immagine di una Chiesa che si china a servire i fratelli in difficoltà. I poveri non possono diventare un'occasione di guadagno, ricordandoci che c'è tanto bisogno di testimoniare il valore della gratuità. E ribadendoci che, nel nostro impegno quotidiano, la solidarietà con i poveri significa innanzitutto pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull'appropriazione dei beni da parte di alcuni".

mercoledì 3 dicembre 2014

Papa Francesco incontra il Volontario dell'Anno della Focsiv

Papa_Udienza_FOCSIVSi avvicina la data più importante dell’anno per la Focsiv. In occasione della XXI Edizione del Premio del Volontariato Internazionale, la Federazione propone una giornata ricca di appuntamenti, dall'udienza con Papa Francesco a un pomeriggio di riflessione dedicato al Volontario dell'Anno, sul tema delle relazioni di fraternità. La giornata sarà così scandita.

Papa Francesco incontrerà FOCSIV e i suoi Soci il 4 dicembre in udienza privata, in occasione della XXI edizione del Premio del Volontariato Internazionale. Al Santo Padre sarà presentato il Volontario dell'Anno, selezionato per aver saputo creare "relazioni di fraternità, vera radice della pace" come sottolineato dallo stesso Pontefice.
Il Premio del Volontariato Internazionale è il tradizionale appuntamento promosso da FOCSIV in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, indetta dalle Nazioni Unite il 5 dicembre per riconoscere l'impegno concreto di migliaia di volontari nel mondo.
Visita la sezione del sito dedicata al Premio del Volontariato 2014save_cs
La giornata prosegue con la Conferenza Stampa per la Proclamazione e Premiazione del Volontario dell’Anno 2014.
Il Premio si svolge con l'Adesione del Presidente della Repubblica e la sua Medaglia di Rappresentanza.

Interverranno:
Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV,
Don Michele Autuoro, Direttore della Fondazione Missio,
Paolo Ruffini, Direttore di TV2000,
Don Antonio Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana
Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire.
Modera Luca Collodi, Caporedattore Radio Vaticana

Il pomeriggio si conclude con il seminario
“Nuove relazioni di fraternità: giovani e lavoro, agricoltura familiare, economia sociale”

Auditorium Centro Congressi Augustinianum, Via Paolo VI 25
Proiezione del video realizzato da TV2000 del Volontario dell’Anno
e cerimonia di premiazione

Ne discutono:
Andrea Olivero Vice Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali
Leonardo Becchetti Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”
Roberto Moncalvo Presidente nazionale Coldiretti
Carlo Mango Direttore Area Ricerca Scientifica Fondazione Cariplo
Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV

Nel corso dell'evento sarà lanciata la Campagna FOCSIV “Abbiamo RISO per una cosa seria” 2015

giovedì 13 novembre 2014

IL LIBRO: "PortAperta a La Paz. Dalle Ande, una rete di speranza"

Coriandoli e tamburi degli splendidi carnevali boliviani, i colori struggenti delle albe e i tramonti infuocati sulle Ande, il serpeggiare scosceso delle strade verso la selva. Ma anche tanto dolore e tanto amore, nel Sud America di Che Guevara, Monsignor Romero, Lula, di Videla ed Evo Morales, che non risparmia a nessuno emozioni di alto voltaggio.
È questa la storia di Riccardo Giavarini, il volontario storico del Mlal che vive in Bolivia ormai da quasi quarant’anni, raccontata nel libro fresco di stampa “PortAperta a La Paz. Dalle Ande, una rete di speranza”, a cura di Gisella Evangelisti.
Un racconto che si snoda come un “Quipu”, l’insieme di cordicelle annodate usato dagli Incas per trasmettere messaggi e numeri, con oltre 8 milioni di possibili combinazioni. Alla cordicella-base della storia personale si intreccia la cordicella delle voci dell’America Latina e dell’Italia. Di sottofondo, una terza cordicella riporta note canzoni e balli andini.
“Il bene ostinato” di Paolo Rumiz ha definito la storia e l’impegno di tanti volontari italiani che hanno dedicato qualche anno della loro vita a lavorare in mezzo alla gente di sperduti villaggi o caotiche città nel Sud del mondo, inseguendo un ideale di giustizia.
In “PortAperta a La Paz” si parla di uno di loro, il “nostro” Giavarini appunto, che arrivato ventenne sull’altipiano boliviano, si è identificato con chi ci vive, tanto da decidere di rimanerci per far diventare realtà tanti sogni considerati impossibili.

Originario di Bergamo, Riccardo Giavarini è padre di 5 figli avuti dall’altrettanto battagliera moglie boliviana, Berta Blanco.
Ma per più di 30 anni è stato cento volte padre dei giovani indigeni Mosetenes che rivendicano il rispetto per la terra e la foresta in cui sono nati e cresciuti, dei minatori di Potosì, degli scioperanti di Cochabamba, dei campesinos delle Ande, dei giovani detenuti di La Paz che lo hanno battezzato boliviano "de oro".
Giavarini, che nel 2011 è stato nominato volontario dell’anno Focsiv, in questi anni è arrivato dove neanche la cooperazione italiana può.
Conquistando la fiducia della Diocesi di El Alto, ha avviato attività personali di sostegno e accompagnamento anche quando mancavano i fondi internazionali, riuscendo a vincere una grande sfida con l’inaugurazione del primo Centro di rieducazione minorile della storia boliviana, Qalauma, oggi un programma pilota di ProgettoMondo Mlal riconosciuto dal governo boliviano e sostenuto dal nostro governo italiano e dall’Unione Europea.

Gisella Evangelisti dal 1985 si trova in America Latina come coordinatrice di progetti di promozione sociale e culturale, e come consulente dell’UNICEF. Ha esperienze di lavoro sul campo in Ecuador, Perù, Brasile, Paraguay e in vari paesi del Centro America. Esperta di cooperazione internazionale, ha sempre avuto una particolare attenzione ai problemi della donna e a quelli dei popoli indigeni dell’Amazzonia peruviana. Ha curato una serie di pubblicazioni educative in Italia e in America Latina, parecchi articoli per riviste specializzate, un CD-rom sui popoli indigeni … Di tutto il suo lavoro ricordiamo in particolare, perché in qualche modo si avvicina a questo, il volume “La luna grande dietro le montagne” uscito tempo fa sulla figura di Vittoria Savio, volontaria che opera a Cuzco in Perù con le “trabajadoras dell’ hogar”.

I proventi dalla vendita di questo volume, che può essere acquistato anche contattando Mlal Onlus allo 045.8102105 o scrivendo a info@mlal.org, saranno destinati ai progetti di Riccardo in Bolivia.

martedì 27 maggio 2014

Cercansi giovani creativi e interessati

Chiamare i giovani a rispondere alle sfide dello sviluppo sostenibile con iniziative concrete e pubbliche, costruite a partire dalla loro creatività e con modalità innovative. Questo è l'ambizioso obiettivo del progetto europeo “A possible world” di ProgettoMondo Mlal che già oggi coinvolge giovani dai 15 ai 24 anni di 4 città europee: Verona, Czestochowa, Osijek e Stoccarda.
Sono state perciò programmate due giornate di workshop, venerdì 30 maggio all’Arsenale di Verona e sabato 31 all’Auditorium di Villafranca, dalle 9 alle 14, durante le quali verranno raccolte le istanze dei ragazzi presenti e individuati i criteri utili a rendere più appetibili le proposte di volontariato nel territorio veronese.
Successivamente, con le associazioni interessate e i giovani che si saranno dimostrati più disponibili, si procederà a costruire, sulla base di questi criteri, alcune nuove offerte di impegno. Si tratta sicuramente una sfida per le stesse associazioni promotrici, ma è anche una occasione per rinnovare l’offerta attuale e renderla più efficace.
Dopo una prima fase di sensibilizzazione e di promozione, durante la quale è stato fatto conoscere il progetto e contattato centinaia di ragazzi, si è ora arrivati a una svolta cruciale per il successo dell'iniziativa: individuare nuove proposte di volontariato che siano appetibili per i giovani. Proposte diverse per durata, tipologia, quantità e qualità di impegno richiesto. Proposte che spazino su tutto l'arco dei temi riconducibili alla sostenibilità: ambiente, economia sostenibile, solidarietà sociale, cooperazione internazionale. Per fare questo si vogliono mettere a confronto le esigenze dei giovani con le opportunità offerte dal variegato mondo dell'associazionismo.
Il catalogo dei servizi offerti dalle associazioni a quei giovani che vogliono impegnarsi è già molto vario, ma non sempre le esigenze organizzative incontrano la disponibilità e i desideri dei ragazzi. Con “A possible world” si vogliono quindi costruire delle proposte di volontariato che, da una parte, soddisfino le aspettative dei giovani e dall'altra i bisogni delle associazioni.

info: apossibleworld@mlal.org – www.progettomondomlal.org

 

lunedì 28 aprile 2014

Social Day: i giovani italiani si attivano

ProgettoMondo Mlal crede fortemente nel protagonismo e nell’attivazione dei giovani, per questo ha aderito quest’anno al Social Day, una giornata fortemente simbolica in cui migliaia di ragazzi di diverse città italiane si attivano, sporcandosi le mani e dedicando i proventi della loro giornata di lavoro ad un progetto di solidarietà internazionale.
In occasione della giornata, tenutasi il 5 aprile, le Scuole Secondarie di Rivergaro e di Gossolengo hanno raccolto dunque con entusiasmo l’appello di attivarsi a sostegno di altri bambini e ragazzi nel mondo, promuovendo l’attivazione di 200 studenti, precedentemente formati da Danila Pancotti (referente Mlal Piacenza) con l’ausilio dei loro instancabili insegnanti. Lo hanno fatto dedicando alcune ore ad attività di aiuto e supporto all’interno della propria famiglia o in parrocchia, destinando la paghetta al progetto "Il mestiere di crescere", fondato proprio sull’esigenza di rendere i giovani protagonisti attivi all’interno della società.
Inoltre, coinvolti dalla proposta di attivazione, coordinata dall’insegnante Luisella Daveri, una piccola delegazione di ragazzi della scuola media di Rivergaro si è recata anche nella vicina scuola primaria, per spiegare ai più piccoli il significato del Social Day e coinvolgerli sul tema della sensibilizzazione alla solidarietà internazionale.
Per tenere viva la spinta proattiva, l’impegno proseguirà tra il 3 e il 7 giugno: Rivergaro ospiterà, infatti, la mostra didattica "Mangiare bene, mangiare tutti" per continuare a parlare di diritto
al cibo.
I ciceroni della mostra per genitori e classi della scuola primaria saranno proprio i ragazzi!
Da ProgettoMondo Mlal un grazie di cuore ai ragazzi e alle insegnanti che per un giorno si sono fatti portavoce di un impegno concreto di solidarietà internazionale e appuntamento all’edizione 2015!

martedì 8 aprile 2014

Seminario alla camera dei deputati

Il volontariato costituisce un capitale umano essenziale per la presenza italiana nel mondo e il suo contributo alla pace e allo sviluppo umano è capace di creare relazioni e opportunità di cooperazione, scambio, crescita in un rapporto di gratuità e reciprocità. È il pensiero condiviso da FOCSIV e Centro nazionale per il volontariato (CNV) sul quale si svolge oggi a Roma, alla Camera dei Deputati, il seminario "Volontariato è cooperazione per l'Italia nel mondo", presente anche una rappresentanza di ProgettoMondo.
Il seminario di oggi è un’occasione per approfondire il tema del volontariato e della solidarietà internazionale in un momento molto delicato per il futuro della cooperazione italiana, in cui c’è grande attesa per gli esiti delle discussioni parlamentari sulla Riforma della Legge 49/87 sulla cooperazione internazionale.
"Il volontariato è parte essenziale della cooperazione internazionale, avviata in Italia proprio grazie al contributo di quanti, pionieri, trascorrevano gratuitamente e volontariamente lunghi periodi di impegno all'estero al fianco delle popolazioni povere dei Paesi del Sud del mondo - dice Edoardo Patriarca, Presidente del CNV -. Per questa ragione è impossibile scindere la cooperazione internazionale dal volontariato, ed occorre invece recuperare questa dimensione storica e culturale anche nel disegno di legge attualmente in esame".
“Quando diciamo che il volontariato è cooperazione per l’Italia nel mondo non stiamo pronunciando uno slogan” precisa Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV sottolineando come “soprattutto all’inizio della cooperazione e cioè alla fine degli anni Sessanta i volontari internazionali sono stati, di fatto, ambasciatori dell’Italia nei Paesi del Sud del mondo; figure di riferimento anche per le istituzioni italiane, professionalmente preparate e profondamente motivate, e supplenti delle stesse istituzioni in alcune funzioni importanti, come per esempio quella dei consoli onorari. Nel tempo sono diventati veri e propri accompagnatori e facilitatori di processi e di relazioni per i differenti attori pubblici e privati. La dimensione del volontario non è un retaggio del passato ma una valida soluzione per il futuro se si vuol credere nella logica della sussidiarietà e si vogliono affrontare gli effetti della crisi economica sulla cooperazione internazionale”.
Al seminario intervenivano: Silvia STILLI, Portavoce AOI Cooperazione e Solidarietà Internazionale; Pietro BARBIERI, Portavoce Forum Terzo Settore; Paolo BECCEGATO, Vicedirettore Caritas Italiana; Alberto PIATTI, Presidente Fondazione AVSI; Giulio MARCON, Deputato Sinistra Ecologia Libertà; Alfredo MANTICA, referente per Forza Italia; Giorgio TONINI, Senatore Partito Democratico. Concludeva Lapo PISTELLI, Vice Ministro Affari Esteri.