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martedì 15 ottobre 2013

Giovani paraguegni a raccolta!

In Paraguay è nata la Federazione Nazionale degli studenti per approfondire e valorizzare i temi della partecipazione dei giovani nella vita democratica del Paese. Vision è mission dell’Unepy sono state presentate in occasione del primo convegno nazionale dei Centri degli studenti degli Istituti secondari organizzato da “La voz del Futuro”, il progetto di cooperazione allo sviluppo promosso in Paraguay dalla Casa de la Juventud in collaborazione con ProgettoMondo Mlal.
Al convegno hanno partecipato la vicepresidente della Camera dei deputati, i rappresentanti delle federazioni studentesche cilene e colombiane, gli esperti del settore, tra i quali, arrivati dall’Italia, il coordinatore nazionale e il responsabile del gruppo “Giovani” di Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani e Luigi Turco.
Il convegno si è simbolicamente tenuto nel Congresso Nazionale della capitale. Le conseguenze di 35 anni di dittatura, terminata solo nel 1989, sono a tutto oggi ancora visibili infatti nel tessuto sociale del Paese. Secondo un’ultima inchiesta nazionale sulla gioventù, realizzata due anni fa, il 29% dei giovani ritiene che “vivere in dittatura o in democrazia è la stessa cosa”, il 15% degli intervistati dichiara la sua preferenza per un regime dittatoriale e il 10% risponde che ”non sa”.
In Paraguay i giovani rappresentano il 60% della popolazione totale, ma solo il 38% dei giovani partecipa in attività di gruppi sociali (principalmente legate alle attività delle parrocchie) e appena il 40% degli aventi diritti si reca alle urne.
Inoltre, non esistono politiche pubbliche rivolte a questo target e l’educazione non costituisce di fatto un diritto universale.
Nonostante la situazione risulti drammatica, la nascita di questo nuovo soggetto sociale (Unepy) e l’entusiasmo dimostrato dai giovani per la nostra proposta progettuale, potrebbe rappresentare una svolta per il futuro del Paese perché, parafrasando le parole dello scrittore Julio Cortazar (“Yo parezco haber nacido para no aceptar las cosas tal como me son dadas”), i giovani sembrano nati apposta per non accettare le cose così come gli vengono proposte!

Roberto Simoncelli
ProgettoMondo Mlal Paraguay

martedì 3 luglio 2012

L'esclusione del Paraguay apre il Mercosud al Venezuela

A una settimana dal golpe, nella riunione dei capi di Stato del Mercosud, a cui non partecipavano i rappresentanti del governo golpista del Paraguay, le delegazioni di Brasile, Uruguay e Argentina hanno deciso di sospendere politicamente il Paraguay in base a quanto stabilito dal protocollo di Ushuaia. Tale protocollo è nato proprio per tutelare l'ordine democratico del blocco regionale e autorizza gli stati membri, previa consultazione e analisi del caso, a sospendere quei Paesi che attentano all'ordine democratico della regione.
Questa decisione apre automaticamente l'ingresso al blocco regionale al Venezuela, come membro ordinario, visto che il potere di veto politico imposto dal parlamento paraguayano non ha più valore legale fino ad agosto 2013, quando il Paraguay potrà essere riammesso di nuovo nel Mercosud, in quanto con elezioni politiche regolari avrà un nuovo governo.
Parallelamente continuano le iniziative popolari di protesta contro il golpe: il ponte tra Argentina e Paraguay è stato chiuso da manifestanti di entrambi i Paesi, quello tra Brasile e Paraguay si è trasformato in uno spazio di rifiuto al golpe.
Iniziative simili si stanno diffondendo un po’ dovunque, con biciclettate di manifestanti che attraversano la città, un festival popolare permanente di musica e ballo e la scelta sempre più condivisa tra i cittadini di restituire la tessera di adesione a quei partiti che sostengono i golpisti.

Francesco Anichini
ProgettoMondo Mlal Paraguay

mercoledì 27 giugno 2012

Resistenza ironica contro il golpe

Le persone iniziano a resistere in modo pacifico, in molti dichiarano sempre più apertamente il loro rifiuto al golpe e ai parlamentari che in maggioranza hanno organizzato la destituzione di Lugo.
Il programma “Microfono aperto” della Tv pubblica, strenuamente difeso dai manifestanti contro i tentativi della polizia di censurare la programmazione televisiva, permette a qualsiasi cittadino a favore o contro il golpe di manifestare la propria opinione.
Quelli a favore del Golpe rilanciano slogan del tipo: “Il Paraguay è sovrano rispetto al Mercosur e fa quello che vuole. Chi si oppone oggi – è l’accusa prima rivolta ai leader di sinistra nel Paese- è comunista, violento e gay".
Dall’altra parte, i manifestanti in difesa della democrazia dichiarano attraverso le reti sociali, il loro ripudio al golpe, attraverso piccoli eventi di visibilità, ispirati alla cultura o ironici, come ad esempio spettacoli di danza popolare realizzati da bambine, canti popolari, spettacoli degli artisti di strada, semplici testimonianze in favore del Presidente destituito o dei poveri del Paese. Questi ultimi sembrano infatti essere la preoccupazione principale di molti manifestanti che saranno i primi a soffrire le conseguenze del golpe.
Molti insistono nel volere denunciare la regia degli USA e della Monsanto, i cui interessi economici erano prima ostacolati dal governo di Lugo; molti sorridono della debolezza del nuovo governo che sa reagire solo con la repressione violenta e la censura (l'agenzia informativa per internet IPParaguay mostra solo notizie del governo golpista).
Per festeggiare San Giovanni Battista, festa popolare molto diffusa in Paraguay, avranno luogo davanti alla sede della Tv Pubblica una serie di festival in favore del presidente Lugo e del popolo paraguayo.
Nelle reti sociali dilaga l'ironia, soprattutto nei confronti del deputato colorado Oscar Tuma (l'avvocato d'accusa nominato in parlamento contro Fernando Lugo, che sta arrivando a minacciare le persone che lo criticano in tweeter o facebook, e che pur essendo avvocato, inviato nei programmi televisivi, fatica anche giuridicamente a sostenere un confronto con l'avvocato difensore di Lugo).
Purtroppo il popolo paraguayano è diviso in 3: esiste un numero significativo ma non sufficiente che organizza la resistenza, un numero esiguo a favore del golpe (per interesse economico o vincolo politico) e una massa ancora neutra, passiva che resta in attesa dell'evolversi della situazione.
Perché tanta passività? Per paura della repressione, per convenienza del benessere consumista e per timore di rappresaglie da parte del vincitore in questa battaglia per la democrazia...
In poche parole vivono la sensazione di essere tornati all'epoca di Stroessner.

Francesco Anichini
ProgettoMondo Mlal Paraguay

martedì 26 giugno 2012

Paraguay. Dietro e davanti il colpo di stato

A pianificare il golpe, la destra del Paraguay, forse una delle più arretrate, reazionarie e servili dell’America Latina, e prodotto del particolare sviluppo capitalista nel Paese e della sua storica vocazione autoritaria. Un colpo di stato, poco più raffinato di quello già realizzato in Honduras, ed eseguito a tempo di record.
La strage di Curuguaty è stata pianificata in anticipo
, attuandola quando si era certi di raccogliere voti sufficienti in Parlamento.
La nuova forma di colpo di stato non richiede i carri armati
, si fa oggi con la magniloquenza di chi ha venduto il suo seggio nel Parlamento nazionale, con il supporto logistico dei media commerciali di disinformazione, i portavoce delle associazioni imprenditoriali. Non importa a quale partito essi appartengano, non è un'alleanza politica, è un'alleanza chiara della classe dirigente dominante.
La leadership del Partito Radicale Liberale Autentico tradisce le proprie basi. E la storica lotta di questo partito per la democrazia, fin dai tempi della dittatura, ha scavato la sua fossa politica. Sono caduti nella trappola del Partito Colorado, per le ansie di Federico Franco di fare il presidente, anche per nove mesi,persino a costo di rompere il processo democratico.
I parlamentari - rappresentanti della grande industria piuttosto che delle sue basi - hanno ricorso a mezzucci per rimuovere illegittimamente il governo del presidente Lugo, hanno violato i minimi requisiti giuridici per fornire formalità alla pagliacciata realizzata per entrambe le camere del Parlamento, accompagnato dalla sfrontatezza dei ministri che erano stati per giorni parte attiva del governo deposto e lo accusa di "scarso rendimento".
Il governo Lugo ha avuto una simile performance dei suoi predecessori ma è stato l'unico giudicato. Seppure alcuni progressi in materia di politiche pubbliche siano stati fatti, ha promesso molto più di quanto realizzato, non ha mantenuto la promessa di una riforma agraria, e durante la sua amministrazione la logica del agrobusiness e la logica di estrazione del capitale ha continuato ad avanzare, sempre ignorando le richieste dei settori popolari, e contribuendo alla loro smobilitazione. Anche se questi erano gli unici in questi quattro anni che hanno dato tutto per mantenere il suo governo.
Certo, la vittima era il presidente Fernando Lugo, ma il colpo ha lo scopo di smobilitare e cercare di smantellare la forza elettorale che la sinistra paraguayana, riunita nel Frente Guazú, ha accumulato in questi 4 anni di democrazia in Paraguay. Dal giorno in cui Lugo ha assunto la presidenza, minacciavano con un impeachment - colpo di stato istituzionale - di attuare politiche che toccassero gli interessi economici dei proprietari terrieri e/o dei signori della soia. Ironia della sorte è stato processato per "scarso rendimento", che ha impedito di adempiere le sue promesse elettorali. Lo "scarso rendimento" è stato il pretesto per rompere il processo democratico, mentre le vere ragioni di impeachment sono state: il veto del Presidente di un aumento di budget per assumere attivisti politici (150.000 milioni di Guarani: poco più di 50 milioni di dollari) a pochi mesi dalle elezioni; l'inizio della discussione su circa otto milioni di ettari di terra illeciti (distribuito illegalmente dal dittatore Stroessner e ai suoi successori Colorado) attualmente utilizzati per la coltivazione di soia GM e le azioni di SENAVE che ha bloccato la diffusione commerciale di altri GM. Non potevano mettere a repentaglio gli interessi delle grandi multinazionali come Cargill e Monsanto; perché il governo popolare di Fernando Lugo potrebbe essere capitalizzato dal Frente Guazú alle prossime elezioni di aprile 2013.
Contrariamente all'obiettivo iniziale, il colpo di stato potrebbe generare le condizioni per rafforzare il settore democratico, progressista e di sinistra, già consolidato nel Fronte per la Difesa della Democrazia, che rifiuta e condanna il governo golpista di Federico Franco, e chiama a difendere il processo democratico e le istituzioni della Repubblica con la mobilitazione permanente.
La lotta per il ripristino della democrazia è iniziata con assemblee dei diversi gruppi e organizzazioni in tutto il Paese, con la difesa della televisione pubblica, con occupazioni di terre e con pareti dipinte nel centro della città, azioni che sono accompagnate da una vasta solidarietà internazionale.
Gli scenari aperti sono molti, ancora rispetto a un fresco colpo di stato. Alcuni elementi portano a credere che se Franco occupa il Palazzo del Governo fino al 2013, nonostante le proteste per il ripristino della democrazia e la pressione internazionale, l'elezione sarà polarizzata tra le forze democratiche e il Partito Colorado (che è stato 60 anni al potere e appoggio il dittatore Stroessner). Difficilmente gli altri golpisti potranno alzare la testa.
Una variante potrebbe essere che le classi dirigenti continuano ad agire come tale e fino a formare un unico fronte per il partito Colorado per sconfiggere le forze democratiche. L'anticipo delle elezioni non cambierebbe questa tendenza.
Il colpo di stato non è finito, le organizzazioni democratiche e le persone continueranno a muoversi e non riconosceranno quelle che sostengono di essere oggi le autorità nazionali. L’attenzione è ora puntata sulla repressione e la decapitazione delle organizzazioni popolari, affinché, come si è già verificato in Honduras, questo non si ripeta anche in Paraguay.
Fonte: Base IS (ONG impegnata nello Sviluppo Rurale e Sicurezza Alimentare, fondata per il Sociologo Tomas Palau recentemente scomparso)

Francesco Anichini
ProgettoMondo Mlal Paraguay

lunedì 25 giugno 2012

Golpe in Paraguay, tagliata la luce alla TV di Stato

Sabato 23 giugno, alle 5 di pomeriggio, il governo golpista invia la polizia nella sede della Tv di Stato (l'equivalente della nostra Rai, con soli 6 mesi di funzionamento al aire) per ordinare a giornalisti e operatori di chiudere la programmazione attuale.
La notizia si diffonde rapidamente e un gruppo di giovani, studenti di giornalismo e comunicazione, e professionisti indipendenti del settore, si raduna in strada dando inizio a una piccola manifestazione pacifica contro il governo golpista.
Da parte sua la Tv Pubblica comincia a trasmettere quanto sta succedendo in strada e spontaneamente si aggiungono via via sempre più persone, fino a trasformare l’happening in una vera e propria manifestazione di piazza in cui, ciascun cittadino si sente libero di manifestare la propria opinione e ripudio alla dittatura.
La festa continua fino all’una di notte, quando sul posto si presenta anche il presidente destituito Fernando Lugo, dichiarando che i golpisti vanno considerati responsabili per avere riportato il Paese all'epoca della dittatura, che vanno considerati anche collusi con mafia e narcotraffico (in allusione aperta a Horacio Cartes, uno dei leader del partito Anr, noto imprenditore) e quanto sta accadendo aumenterà la povertà estrema della popolazione. La trasmissione continua fino alle 4 della mattina di domenica mentre, in parallelo, le immagini della manifestazione e le dichiarazioni degli intervenuti vengono trasmesse in streaming per i compatrioti emigranti in Argentina, Brasile, Spagna etc etc.
Così, i Paesi del Mercosur iniziano a dare forti segnali diplomatici in segno di protesta contro il golpe, che culminano con il richiamo del corpo diplomatico presente in Paraguay, l'invito alla riunione del MERCOSUR rivolto solamente al presidente destituito Lugo, a cui, domenica 24, inviano un aereo personale per portarlo in Argentina, sede della riunione.
Anche i governi di Venezuela, Colombia, Bolivia, Chile condannano il golpe, e nello specifico il Venezuela richiama il corpo diplomatico, sospende le forniture di petrolio al Paraguay (Venezuela è il principale fornitore di petrolio del Paraguay).
Intanto, a livello locale, la protesta continua con un festival organizzato spontaneamente dai cittadini di fronte alla sede della Tv pubblica, con programmazioni aperte e musiche di protesta, il tutto diffuso in diretta fino alle 3 di domenica quando il governo ordina all'Amministrazione Nazionale di Elettricità di sospendere l’erogazione di elettricità alla Tv di Stato… Con questo atto si consacrano anche pubblicamente la natura dittatoriale e l'atteggiamento di censura adottati dal governo golpista. Ritorna lo spettro delle dittature militari.

Francesco Anichini
ProgettoMondo Mlal Paraguay

sabato 23 giugno 2012

Golpe in Paraguay, inizia la repressione

Funzionari della Televisione di Stato del Paraguay circondati da forze polizia che impediscono di lavorare e uscire dai locali della Televisione. Inizia la repressione del nuovo governo golpista in Paraguay.
È ufficiale il circo istituzionale montato dal Parlamento termina con un Golpe al presidente Lugo, contrariamente alla volontà del popolo sovrano, delle forze armate e della polizia nazionale e della diplomazia regionale (UNASUR).
È l'ultimo pezzo di puzzle di una perversa macchinazione iniziata il 15 giugno con un massacro di innocenti tra polizia e contadini nella località di Curuguaty, Dipartimento di Canindeyu. Si tratta di una proprietà fiscale usurpata da un proprietario terriero di nome Blas N. Riquelme, ex membro della cupola della dittatura di Stroessner, dove un gruppo di contadini, in nome della Riforma Agraria, stava rivendicando il proprio diritto di accesso alla terra e la polizia stava compiendo l'ordine di sgombero della "proprietà".
La proprietà in questione in realtà è dello stato e Riquelme figura come accusato da istituzioni statali e dalla Commissione Verità e Giustizia di aver ottenuto tale terra (2.000 ettari su piu di 300.000 che possiede) in modo illegale.

Francesco Anichini,
ProgettoMondo Mlal Paraguay

martedì 21 dicembre 2010

Viaggio scambio in Paraguay. E come maestri, i contadini guaranì

Sulla base del nostro comune interesse per le tematiche dell’agricoltura, della natura e dell’economia nei Paesi in via di sviluppo, in maggio siamo stati scelti dal gruppo ProgettoMondo Mlal Brianza per partecipare a un viaggio di scambio con il Paraguay.
Siamo in 5: Irene Calvo, logopedista e capo scout, Chiara Ferrari Melillo laureanda in Scienze Umane, dell’Ambiente e del Paesaggio, Osea Pennati laureato in Scienze naturali, agricoltore biologico e socio del gruppo ambientalista locale “Valle della Nava”, Ilaria Villa, laureata in Scienze e Cultura dell’Ambiente e del Paesaggio e presidentessa di “Valle Nava”, e infine io, “ El abuelito“ (Antonio Cirinnà) del gruppo ProgettoMondo Mlal Brianza, in qualità di accompagnatore.
Ad attenderci ad Asunción Marco De Gaetano, capoprogetto di Terra e Sviluppo, che ci ha guidati per tutto il tempo con simpatia, entusiasmo e l’abile pazienza dell’interprete e del mediatore.
Tra i tanti ricordi, la visita al progetto “La Voz de la Memoria“ dedicato alla diffusione delle esperienze vissute durante la dittatura del generale Stroessner, che ProgettoMondo Mlal porta avanti in collaborazione con la Casa della Joventud; una gita in barquito lungo il Paraguay con la maestosità del fiume, la favela che costeggia la riva e che è a soli 200 metri dalla casa presidenziale. Così Osea ci ha spiegato come la diffusione della soia sia tra le cause della rovina dei piccoli coltivatori che, sperando in una soluzione mai avveratasi, si sono spostati in città.
Da Asunción il viaggio si è poi snodato sino a Concepcion, alla base del Gran Chaco, circa 500 chilometri più a nord, lungo autostrade simili a provinciali e strade in terra battuta. Accolti sempre con grandi sorrisi e dalla splendida ospitalità dei contadini che parlavano sempre sia spagnolo che joparà (il dialetto nato dallo spagnolo e dal guaranì).
Siamo poi ridiscesi nella regione del Caaguazù, dove abbiamo visitato altre cooperative agricole, come quelle del R3 Corrales, dove si coltivano pomodori che, grazie al sostegno di Fecoprod, partner di ProgettoMondo Mlal, trovano un largo mercato interno. L’esperienza ha particolarmente soddisfatto Osea che racconta: ”Mi parlavano da contadino a contadino, così ci scambiavamo tecniche e prezzi, impressioni e speranze di lavoro..!”. E Antonio aggiunge: “Tra le immagini di questo viaggio, quella della colta Chiara mentre comunica a gesti con un tecnico della Fecoprod. Sembrava proprio volesse anche lei imparare a far crescere meglio una pianta...”.
Rientrati in Italia, lo scorso 26 novembre, abbiamo realizzato una mostra fotografica e proiettato il filmato realizzato da Osea in cui scorrevano le immagini delle cascate di Iguazù, tra Argentina e Brasile, una delle meraviglie del mondo e degna conclusione di un viaggio profondamente istruttivo.
Tra i suoi frutti, la decisione di Chiara di fare del mondo contadino guaranì l’oggetto della sua tesi di laurea, il desiderio di Osea di organizzare un nuovo viaggio da Asunción fino in Bolivia. Mentre Ilaria, Irene e Chiara stanno organizzando con il gruppo Brianza un cineforum con film sudamericani, per raccogliere fondi per il progetto “Terra e Sviluppo”.

Antonio Cirinnà
ProgettoMondo Mlal Brianza

giovedì 14 ottobre 2010

Il Paraguay dalla parte dei giovani

Raccogliere informazioni valide e concrete sui giovani del Paese, in relazione ai loro diritti, valori e percezioni, in modo da conoscerne meglio le condizioni di vita, le dinamiche di partecipazione e individuarne le necessità primarie.
Questo l’obiettivo con cui il Vice Ministro della Gioventù in Paraguay ha realizzato la prima indagine nazionale della gioventù, per arrivare alla progettazione di politiche pubbliche che abbiamo come fine quello di migliorare le condizioni di vita e di coesione sociale dei più giovani. Un lavoro che segna una pietra miliare nella storia del governo: è la prima volta infatti che il Paese ascolta direttamente i propri giovani per renderli protagonisti della realtà in cui vivono anche tramite politiche nazionali specifiche che vadano incontro alle loro necessità.
Tra queste senza dubbio anche quella di conoscere il proprio passato e superarlo, per un vero processo di crescita democratica del Paese.
ProgettoMondo Mlal è in Paraguay proprio per questo, per promuovere nelle scuole dei dipartimenti Central e Cordillera - e in collaborazione con la Casa de la Juventud - il lavoro svolto dalla Commissione per la Verità e Giustizia.
Quasi vent’anni dopo il rovesciamento del regime dittatoriale, è infatti sempre più evidente la mancanza di memoria storica e il senso generale di ignoranza su ciò che è successo in quegli anni tragici e che cosa ha rappresentato per il Paraguay di ieri, ma soprattutto che cosa questo rappresenta per il Paraguay di oggi. Ciò risulta più evidente nelle giovani generazioni, figlie del periodo democratico ma caratterizzate da un’elevata percentuale di astensionismo dai processi elettorali e di allontanamento dalla politica e dalla partecipazione democratica.
E proprio per promuovere i Diritti Umani e di Cittadinanza dei giovani del Mercosur e Cile, la nostra organizzazione di recente ha anche realizzato il progetto conclusosi lo scorso anno “Per una regione di nuovi cittadini”, che ha avuto come obiettivo quello di coinvolgere i settori giovanili maggiormente vulnerabili di Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Cile, prendendo in considerazione coloro che vengono identificati come soggetti principali di azioni di lotta contro l’esclusione sociale, la discriminazione e il disagio giovanile.

martedì 27 luglio 2010

Sudan e Paraguay. La fotografia che scatta il confronto

Una mostra fotografica che mette a confronto e traccia parallelismi tra le comunità rurali del Sud Sudan e culture e usanze tipiche del Paraguay. Un percorso esposto di recente ad Asuncion e realizzato dal nostro cooperante Marco De Gaetano, attualmente capoprogetto del programma di sicurezza alimentare “Terra e Sviluppo”, promosso da ProgettoMondo Mlal e destinato a 12 mila famiglie di agricoltori nelle zone rurali più depresse del Paraguay.
“L’idea di mostrare foto del Sud Sudan e del Paraguay nasce dal desiderio di raccontare attraverso immagini la mia esperienza di vita personale e professionale come cooperante tra il continente africano e quello sudamericano negli anni compresi tra il 2007 ed il 2010”, spiega De Gaetano.
Paesi lontani, eppure scenari di realtà comuni. Prime fra tutte le guerre estenuanti che hanno arrecato sofferenze ancora vive in entrambi i paesi, se pur in periodi diversi.
Queste foto sono state scattate durante la implementazione di progetti di sicurezza alimentare e sviluppo rurale -prosegue De Gaetano -. Sono immagini che vogliono rendere omaggio alle comunità rurali Murle che vivono nello stato di Jonglei in Sud Sudan e ai contadini del nord est paraguayano che, nella loro grande umanità e ospitalità, hanno condiviso con me giorni indimenticabili”.

Per saperne di più, Parauy.com

venerdì 25 giugno 2010

Que paso’ con Italia?

Asuncìon - Fa davvero impressione seguire una partita dell’Italia proprio nel Paese che ne è anche il primo avversario! E poi i paraguayani si erano presentati all’appuntamento molto, molto carichi, viste le ottime prestazioni della loro squadra nelle fasi di qualificazioni ai Mondiali.
Perciò da parte dei tifosi non mancava la speranza di poterci anche battere anche se dicevano di rispettarci molto in quanto campioni del mondo (non più) in carica.
Così, lunedì 14, ho deciso di guardare la partita Italia - Paraguay con amici e colleghi di lavoro. Davanti alla tv eravamo misti, un po’ paraguayani un po’ italiani. E anche per questo motivo il risultato di pareggio alla fine ha soddisfatto tutti. E con una birra e un’ottima cena tutto in fondo è andato per il meglio.
Poi la sconfitta dell’Italia, e l’uscita dal Mondiale, e qui tutti a chiedermi “Que paso’ con italia???” ... Ora davvero non mi rimane che fare il tifo per il Paraguay!!

Marco De Gaetanto
ProgettoMondo Mlal Paraguay

venerdì 26 marzo 2010

La voce della memoria per il futuro del Paraguay

La Casa de la Juventud è uno spazio aperto ai ragazzi tra i 15 e i 30 anni che vivono nelle zone urbane più marginali di alcune città del Paraguay. Aperta per promuovere il protagonismo dell’associazionismo giovanile, la Casa ambisce alla costruzione di un’alternativa di società futura in cui equità, responsabilità e intere pluralità generazionali possano diventare un modello per il futuro del Paraguay.
La cerimonia di inaugurazione della nuova struttura, articolata nelle tre diversi sedi di Asunción, San Lorenzo e Caacupé, si è svolta lo scorso 16 marzo nell’ambito del nuovo Programma triennale “La voce della Memoria”, promosso da ProgettoMondo Mlal con un cofinanziamento dell’Unione Europea, partito nelle scorse settimane.
L’obiettivo del Programma è contribuire al riscatto e alla ricostruzione della memoria storica del Paraguay, restituendo alle nuove generazioni dati e notizie su quanto accaduto realmente nel periodo della dittatura di Alfredo Stroessner Matiauda (1954-1989).
Imput e strumento principale dell’intero progetto, che sarà cuore e sfondo di ogni iniziativa, è la Relazione Finale elaborata, su incarico del governo paraguayano, dalla Commissione della Verità e Giustizia.
In questo modo il progetto La Voce della Memoria offrirà anche visibilità all’esperienza della Casa della Gioventù, una Fondazione (da cui lo spazio prende il nome) che vanta da anni un impegno importante su questi temi, contribuendo così a sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul mondo giovanile e sulle opportunità che esso stesso potrebbe offrire allo sviluppo del Paese.
Quattro i temi attorno a cui sono organizzate le attività della Casa: la promozione di nuove politiche giovanili, con la creazione di gruppi in rappresentanza delle diverse comunità che collaborino con il governo locale e regionale attraverso i Consigli della gioventù; un’area educativa per potenziare il grado di apprendimento, conoscenza e approfondimento di ragazzi tra i 16 e i 18 anni rispetto alla costruzione di una cittadinanza attiva; un laboratorio di comunicazione alternativa tra giovani, e per i giovani, che sperimentino anche iniziative concrete come l’organizzazione di una trasmissione radiofonica; una proposta di cultura alternativa che raccolga e promuova idee e forme di espressione, che altrimenti non trovano spazio negli ambienti tradizionali, anche grazie alla creazione di una specifica campagna di sensibilizzazione sociale sul ruolo e i diritti dei giovani.
L’iniziativa si rivolge per lo più a studenti universitari o a giovani lavoratori che vivono situazione di povertà o emarginazione. La sede di Asunción sorge in un quartiere particolarmente popolato, ma anche le sedi distaccate di Caacupé e San Lorenzo sono frequentate da un elevato numero di giovani che partecipano quotidianamente alle varie attività.
Grazie alle singole iniziative e al sostegno offerto alla Casa della Gioventù, il progetto La Voce della Memoria si propone di educare la popolazione più giovane, in collaborazione con il Ministero alla Gioventù paraguayano, al significato di democrazia, perché venga compreso a fondo cosa è stato il periodo di dittatura, e quali sono state dal punto di vista storico e politico le concause e le corresponsabilità che hanno comunque appoggiato o tollerato il regime Stroessner.
La Fondazione Casa de la Juventud, partner di ProgettoMondo Mlal in questo Programma, lavora già da tempo su questi temi, con campagne come “Ni Olvido Ni perdón” del 2004 e “Contra el Olvido y el Silencio” del 2009, oltre che attraverso l’Agenda Joven del 2009 che ha coinvolto 5.000 giovani di Asunción nella commemorazione del ventennale del ritorno della democrazia.

Informazioni anche su americalate

martedì 29 dicembre 2009

Video appelli dall'America latina.. per un Natale più buono!

Tre brevi video interventi per ascoltare, direttamente da chi è sul campo, la realtà dei programmi di sviluppo che ProgettoMondo Mlal porta avanti in tre paesi dell’America latina.
Mario Mancini ci parla dei diritti umani in Perù, e di come la nostra associazione sia impegnata in progetti di tutela e risarcimento delle vittime della guerra civile che ha afflitto il Paese fino al 2000: l’ultimo è “Yunanapaq, per non dimenticare”.
Marco De Gaetano, capoprogetto di “Terra e sviluppo” in Paraguay, ci racconta invece delle condizioni di vita e di lavoro dei contadini del luogo e delle organizzazioni di piccoli produttori associate alla Copep in 10 regioni del paese.
Infine, da Haiti, Nicolas Derenne offre una panoramica sull’emergenza alimentare nel paese e sui risultati già raggiunti dal progetto “Piatto di sicurezza”.
Si tratta dei tre progetti che più hanno bisogno di essere sostenuti. Quelli a cui, più che ad altri, saranno devoluti i fondi raccolti dalla campagna di Natale di quest’anno, per un Natale più buono!





venerdì 6 novembre 2009

Insieme per un Natale più Buono!

Il numero degli affamati nel mondo è aumentato del 9% rispetto all'anno scorso, il livello più alto dal 1970. Secondo i dati Fao di quest'anno un sesto dell'intera popolazione mondiale è malnutrita o soffre la fame, pari a 1,2 miliardi di persone, di cui 53 milioni in America Latina e Caraibi, 42 milioni nel Vicino Oriente e Nord Africa e ben 265 milioni nell'Africa sub-sahariana.
Per questo ProgettoMondo Mlal ha scelto di dedicare la campagna natalizia di quest'anno al tema del diritto al cibo. Per tendere una mano a chi non ha accesso sufficiente agli alimenti necessari per vivere. E ha voluto farlo in maniera semplice, aprendo una finestra su realtà diverse dalla nostra.
Oltre a un calendario fotografico zeppo di dati, curiosità e ricette tipiche di 12 Paesi di America Latina e Africa, l'associazione ha realizzato nuovi simpatici biglietti di auguri illustrati da una disegnatrice.


Lo slogan è “Per un Natale più Buono”, perché con il biglietto solidale le nostre tavole si possano arricchire di nuovi amici e sapori e il nostro gesto possa garantire un piatto sicuro alle popolazioni del Sud del Mondo. Acquistandoli sarà infatti possibile mandare i propri auguri ad amici e parenti e, nel contempo, sostenere il diritto all’alimentazione in uno dei Paesi in cui opera l'associazione.

Nel corso dell'ultimo decennio il numero delle persone sottonutrite è aumentato in modo lento ma costante. E questo aumento, che si è verificato anche nei periodi di sviluppo, mostra la debolezza del sistema mondiale di controllo della sicurezza alimentare.
Ma forse, insieme a voi, il Natale sarà per tutti un po' più Buono.

I nostri progetti sulla sicurezza alimentare:
PIATTO DI SICUREZZA (Haiti - Repubblica Dominicana) per garantire la sicurezza
alimentare e promuovere una produzione agricola equa e sostenibile.
TERRA E SVILUPPO (Paraguay) per aumentare e migliorare le capacità produttive delle
piccole realtà rurali contadine colpite dalla siccità e dall’assenza di pianificazione e gestione
integrata.
EMERGENZA ALIMENTARE (Guatemala) per ridurre la denutrizione cronica e promuovere la sovranità alimentare delle comunità Mam

Con l'acquisto del biglietto sarà inoltre possibile sostenere altri progetti dell'associazione nei vari paesi del sud del mondo (in particolare in Marocco, Perù e Brasile).

Per maggiori informazioni sui nostri progetti e per l'acquisto dei biglietti scrivere a sostegno@mlal.org o telefonare allo 045-8102105.

Il prezzo di un singolo biglietto è di 3 €
10 biglietti a 28 €
50 a 135 €
100 a 250 €
oltre 200.....2 € l’uno!

E per il calendario ... offerta libera!

venerdì 2 ottobre 2009

Paraguay, l'assenza dello Stato e il potere dei grandi produttori

L'attuale modello produttivo del Paraguay è caratterizzato da due poli opposti, regolati da forze di natura economica e politica che si attraggono e respingono a seconda della convenienza reciproca. Un polo si basa sulla grande produzione per esportazione, principalmente soia e carne bovina e, a seguire, fagioli, yerba mate e sesamo. Il mercato della produzione o vendita di questi prodotti viene controllato dalle grandi transnazionali e dai poteri economici e politici locali.
L'altro polo è costituito dalla piccola produzione, destinata all'auto-sussistenza, o a soddisfare fabbisogni alimentari interni al Paese. Questa produzione è caratterizzata principalmente da ortaggi, frutta, fagioli, manioca, canna da zucchero e piante medicinali e aromatiche.
Protagonista di questo polo produttivo è il piccolo produttore, che si trova a relazionarsi con il grande imprenditore, in una dipendenza reciproca e dinamica tra conflitto e sopravvivenza.
Il grande imprenditore agricolo del Paraguay occupa vasti spazi e contamina l'ambiente con insetticidi ed erbicidi, applicati senza rispettare le regole e le leggi ambientali vigenti e con la complicità implicita (per assenza territoriale) o esplicita (per corruzione) delle strutture statali.
Il piccolo produttore, con la sua scarsa produzione, non riesce a costituirsi come forza economica riconosciuta nel paese, né a professionalizzare il suo sistema produttivo, facendolo riconoscere del punto di vista normativo.
La relazione tra le due parti si gioca nel campo del sistema produttivo adottato. Da un lato il piccolo produttore si orienta a una produzione agroecologica e biologica, come strategia di rivendicazione sociale del suo ruolo economico e di reazione ai danni materiali provocati dall'uso indiscriminato dei prodotti chimici (contaminazione dei corsi d'acqua e problemi di salute dei bambini). Dall'altro il grande produttore realizza pressioni sociali per entrare in possesso delle superfici agricole utilizzate dai piccoli produttori.
Molti piccoli produttori scelgono però di coltivare prodotti agricoli per le esportazioni gestite dalle grandi transnazionali, o di vendere la propria terra al grande proprietario, come unica strategia economica per migliorare la loro condizione. Producono soia, arance, pomodori, consapevoli del fatto che sono coltivazioni con il mercato assicurato dalle grandi imprese locali e dove i rischi di perdita economica sono ridotti.
Naturalmente un simile schema produttivo trasforma il ruolo sociale del produttore, privandolo della sua caratteristica economica di agricoltore diretto e trasformandolo in un semplice mezzadro: il produttore ci mette la terra e il capitale lavoro, mentre l'imprenditore la semente/piante, alcuni mezzi operativi come fertilizzanti o prodotti fitosanitari e assicura l'acquisto del prodotto solo se vengono rispettate le condizioni di contratto stipulate con il piccolo produttore.
Il grande produttore limita l'autonomia produttiva dei piccoli sfruttando le loro debolezze e capacità per imporre strategie economiche in base ai mercati internazionali, senza contribuire in alcun modo alla crescita del Paese.
Per questo i piccoli produttori rivendicano maggior considerazione del loro ruolo economico nel Paese. Rivendicano la riforma agraria come migliore distribuzione della terra e programmi specifici orientati alle loro necessità, ma nello stesso tempo sono inseriti in un contesto economico in cui il loro unico ingresso dipende del gioco di regole economiche dettate dai grandi produttori nazionali. Dall'altro lato i grandi produttori proteggono i propri interessi, usando la loro influenza economica e politica per ostacolare il processo di riforma agraria e manipolando l'opinione pubblica a loro favore, con la minaccia di una rovina economica se il modello attuale viene cambiato.
In questa relazione pesa decisamente l'assenza dello Stato e di imprese socialmente responsabili che sappiano conciliare i loro interessi economici con le necessità della società contadina e articolare nuove forme di relazione dove l'obbiettivo non sia solamente massimizzare profitti economici.

Francesco Anichini
, già cooperante di ProgettoMondo Mlal in Paraguay, oggi in Guatemala nel progetto "Emergenza Alimentare"

giovedì 16 luglio 2009

Paraguay: quello di Lugo è un governo pieno di ostacoli

Il Paraguay è uno dei paesi dell'America Latina che è sempre stato limitato nella sua espressione sociale, economica e ambientale. Dopo la sanguinosa guerra conclusasi nel 1870, ha vissuto un processo di ricostruzione che si è rapidamente orientato in un controllo totale delle risorse economiche, delle strutture sociali e delle risorse ambientali, concentrate in mano a un’oligarchia nobiliare - e successivamente politica – che, nelle decadi della dittatura, si è manifestata in un controllo totale dell'apparato statale da parte di un unico partito: l'Alleanza Nazionale Repubblicana o Partito Colorado.
Questo fino all’aprile del 2008 quando, per la prima volta dal 1945, nelle elezioni generali per la presidenza della repubblica è stato eletto presidente un personaggio fuori dal contesto del partito: Fernando Lugo, ex vescovo della Chiesa Cattolica.
La vittoria di Lugo ha significato la vittoria di settori sociali che prima non avevano molta libertà di espressione o che erano comunque stanchi delle false promesse del sistema politico uscente. Ma è una vittoria simbolica, che non rappresenta un reale cambiamento di un sistema perfezionato in mezzo secolo da un unico partito. Si tratta piuttosto di un tenero germoglio di democrazia, che inizia timidamente a spuntare nel suolo arido dopo la prima pioggia, lottando contro il duro terreno e la mancanza di mezzi e nutrimenti favorevoli alla sua crescita.
Lugo è il presidente del Paraguay, appoggiato da un’Alleanza di movimenti sociali, partiti di sinistra e il partito Liberale. Quest’ultimo alla data di oggi ha però ufficialmente ritirato il suo appoggio politico al presidente.
Il nuovo governo fin dall'inizio ha dovuto affrontare molti ostacoli. Lugo e i suoi ministri (il potere esecutivo) si sono orientati in un programma di leggi e interventi che sono andati sempre incontro agli interessi del potere legislativo e giudiziario. Nel parlamento eletto, la maggioranza dei seggi è in mano a esponenti del partito Liberale, Colorado e UNACE (partito militarista di estrema destra). Una classe dirigente ed economica del paese che non vede di buon occhio numerose iniziative del potere esecutivo, ostacolando e bloccando con molta efficienza il lavoro del nuovo governo.
Il potere giudiziario è sotto controllo totale del partito Colorado, il che rende complicate le azioni di lotta alla corruzione e le iniziative di giustizia sociale che il nuovo governo ha iniziato ad applicare. Sono numerosi gli esempi di ostacoli posti dai due poteri. Il parlamento ostacola per esempio l’approvazione di una legge sul controllo dell'uso dei pesticidi da parte del settore agricolo, legge che obbliga a cambiare pratiche produttive poco sostenibili per l'ambiente e le popolazioni rurali, ma che comunque garantivano alta efficienza economica.
Il parlamento e l'informazione pubblica - controllata da settori industriali e imprenditoriali del paese - pongono sotto controllo costante tutte le attività dei ministri di Lugo di orientamento politico di sinistra, con atteggiamenti chiaramente parziali e rendendo molto complicato il lavoro che quest'ultimi svolgono.
Il governo di Lugo ha di fronte a sé la grande sfida di superare le difficoltà che vengono poste dagli altri settori dello stato, di resistere e mantenersi saldo nelle loro linee di azione, sempre e considerato che, per compiere il suo programma almeno parzialmente, deve ricorrere a continui meccanismi di mediazione politica con il parlamento e i settori economici che controllano il paese.

Francesco Anichini, cooperante di ProgettoMondo Mlal

venerdì 22 maggio 2009

A Verona la proposta di un Fondo per dare acqua al mondo

Attivare meccanismi di solidarietà perché l'acqua sia un diritto di tutti. È quanto sta cercando di fare il Comitato “Acqua Bene Comune” di Verona. La proposta è quella di istituire un Fondo di Solidarietà Internazionale nell'Ambito Territoriale Ottimale Veronese, da finanziare con il prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata a cura del gestore del Servizio Idrico Integrato. Spiega Francesco Avesani del Comitato: “Avevamo già avanzato la proposta un anno fa, ma scadeva il mandato del Cda dell'Aato. Entro l'estate contiamo di riproporre la questione, coinvolgendo il maggior numero di associazioni e ong veronesi”.
Tra quelle che hanno già aderito all'iniziativa – circa una trentina – non poteva mancare ProgettoMondo Mlal, negli anni impegnata per migliorare l'approvvigionamento dell'acqua in diverse realtà locali di alcuni paesi dell'America Latina e dell'Africa: in particolare Guatemala, Bolivia, Paraguay e Burkina Faso.
Se il Fondo dovesse essere approvato, potrebbe raccogliere una somma pari a circa 2 euro all'anno per ognuno degli 800 mila cittadini di Verona e Provincia, da impiegare appunto in progetti delle varie organizzazioni no profit, che prevedano l'accesso all'acqua potabile nei Paesi poveri. Progetti che verrebbero selezionati da un apposito Comitato di supporto al Fondo, e di cui la cittadinanza verrebbe informata, attraverso azioni di comunicazione che stimolino la partecipazione e la solidarietà sul tema della risorsa acqua.
Nel video un nostro progetto sull'acqua in Bolivia

lunedì 6 aprile 2009

Un minestrone etnico, per una cittadinanza attiva e responsabile

Giovani e partecipazione sociale, per realizzare una cittadinanza attiva e responsabile. È il tema prescelto quest'anno dal Tavolo provinciale per la Pace di Piacenza che attualmente riunisce oltre 40 realtà tra associazioni, scuole ed enti locali per costruire in maniera condivisa progetti e iniziative sui temi della pace, dei diritti umani, della cooperazione internazionale e dell’educazione allo sviluppo. Una delle associazioni coinvolte è progettomondo Mlal che, con il suo progetto “Per una regione di nuovi cittadini” a fine marzo ha reso possibile l'incontro tra giovani piacentini e alcuni ragazzi sudamericani: due musicisti brasiliani impegnati in diversi progetti per migliorare le situazioni locali, in particolare delle favelas, e una giovane educatrice del Paraguay, coinvolta in progetti di promozione sociale. Spiegano le referenti del Tavolo per la pace: “ci siamo per così dire "serviti" delle testimonianze di diversi giovani impegnati nelle loro realtà per stimolare altrettanto entusiasmo e impegno tra i giovani piacentini”. L'iniziativa ha coinvolto anche due ospiti provenienti dalla Bosnia che, tramite l'associazione Sezam, si dedicano a un'educazione di pace nelle scuole interetniche di Zenica, dove molti alunni si trovano ancora a dover fare i conti con alcune problematiche forti di convivenza, lascito della guerra. Concludono le referenti: “un minestrone etnico che ha saputo dimostrare come si possa condividere un impegno pur essendo così diversi per etnia, religione, cultura”.

mercoledì 25 marzo 2009

A scuola di diritti ... "per una regione di nuovi cittadini"

Far diventare i giovani dei soggetti promotori di diritti, e non semplici fruitori di diritti concessi. È quanto accade in alcuni paesi dell'America Latina, dove Progettomondo Mlal tre anni fa ha dato vita al progetto "Per una regione di nuovi cittadini". Uno dei paesi coinvolti è il Brasile, dove si lavora con partner il Fase. Secondo Aercio Barbosa de Oliveira, che ne è il rappresentate, al di là dei singoli risultati l'aspetto più interessante del progetto è stato quello della metodologia di lavoro: rigorosamente di gruppo, con analisi collettive per individuare un diritto specifico prioritario per il gruppo stesso. Il tutto succeduto da azioni concrete e pubbliche per richiamare l'attenzione sia della comunità che delle amministrazioni. Nonostante la diversità delle problematiche specifiche di ogni paese coinvolto (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Cile) i giovani sono riusciti a intendersi durante i 2 grandi momenti di incotro organizzati prima in Argentina e poi in Brasile. Soprattutto se i diritti da difendere sono quelli all'educazione, al lavoro e alla cultura. E mentre Aercio Barbosa è in partenza per Madrid dove approfondirà la sua conoscenza di progettoMondo Mlal, partecipando al seminario A scuola di Solidarietà, dal Ses, partner argentino di "Per una regione di nuovi cittadini", ci arriva una sorpresa: un video sul progetto con musiche realizzate dai giovani coinvolti!