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venerdì 8 agosto 2014

La giustizia cresce


Passi da gigante in Bolivia. Il sistema di giustizia combia volto, viene approvata al Senato la riforma del Codice Niña, Niño y Adolescente (Codice dei Bambini e Adolescenti) e si aprono prospettive rivoluzionarie: un sistema penale specializzato per i giovani adolescenti.
Il vecchio Codice dispone una “responsabilità civile” per i minori di 16, prevedendo misure socio-educative come la pena per chi commette un delitto, mentre al di sopra dei 16 anni di età si ha la piena responsabilità penale e si è giudicati come adulti.
La novità sta nel fatto che il nuovo Codice prevede una “responsabilità penale attenuata” (art. 268 CNNA) per i minori dai 14 ai 18 anni che stabilisce “I.La responsabilità penale della o dell’adolescente sarà attenuata in quattro quinte parti rispetto alla massima pena corrispondente al delitto stabilita nella norma penale. II. Per i delitti la cui massima pena sarà tra i quindici (15) anni e i trenta (30) anni nella Legge Penale, la sanzione si deve compiere in un centro specializzato in privazione di libertà. III. Per i delitti la cui massima pena è inferiore a quindici (15) anni nella Legge Penale, si applicheranno misure socio-educative con restrizione di libertà o in libertà”.
La situazione attuale dei giovani e delle giovani dai 16 ai 18 anni giudicati in base al Codice Penale vigente è critica in quasi tutto il Paese. I ragazzi e le ragazze vengono detenuti in recinti penitenziari con gli adulti per mancanza di centri specializzati. Qalauma (a La Paz) e CENVICRUZ (a Santa Cruz) sono gli unici centri per detenuti adolescenti che operano nel Paese fino ad ora.
Con il nuovo Codice Niña, Niño y Adolescente d’ora in poi i minori di 18 anni non saranno più reclusi con gli adulti, e soprattutto la detenzione sarà, come deve essere, l’extrema ratio (Art. 287, 288, 289 CNNA) e verrà accompagnata da misure socio-educative che aiuteranno l’adolescente nello sviluppo psico-fisico ed emozionale.
La grande rivoluzione di questo Codice è la previsione, da parte della norma, di un TITOLO IV dedicato esculsivamente all’applicazione dei principi e dei meccanismi della Giustizia Restaurativa. Già applicata in altri Paesi dell’America Latina, come Perù, Ecuador e Colombia, la Giustizia Restaurativa è entrata in pieno diritto anche in Bolivia. Il dibattito si è aperto durante l’elaborazione del Progetto di Legge del Codice Niña, Niño y Adolescente, promosso dai componenti del Tavolo di Giustizia Penale Giovanile, tra cui ProgettoMondo.
Quindi sì, ci prendiamo un piccolo merito sulla rivoluzione che si sta realizzando nel Sistema di Giustizia, un sistema penale specializzato per adolescenti qualche anno fa era pura utopia mentre oggi è realtà.
Questo ci insegna a credere nei sogni e ad impegnarci nella realizzazione di quello che ci sembra impossibile. Qalauma è un modello in tutta la Bolivia, le parole degli stessi operatori di giustizia (Giudici e Pubblici Ministeri) descrivono il Centro come l’unica possibilità che i ragazzi hanno di riabilitarsi e reinserirsi nella società. Era un sogno, oggi è la realtà.
Il Nuovo Codice regala una gradissima opportunità di cambiamento, e ora sta a tutte le Istituzioni coinvolte impegnarsi per far sì che non resti solo un’altra bella legge inapplicata.
Il cambiamento è responsabilità di tutti.

Eleonora Banfi
Casco Bianco a La Paz
ProgettoMondo Bolivia


venerdì 28 marzo 2014

Il neoministro della Giustizia visita Qalauma

"Oggi porto via con me un’impressione forte, e per tutto ciò che è di nostra competenza, come ministro di Giustizia, confermo l’impegno a sostegno di questa iniziativa. Mi piacerebbe infatti molto potessimo in futuro contare su altri centri di riabilitazione come questo, in tutte le regioni della Bolivia". Questa la dichiarazione rilasciata ai giornalisti dal ministro Sandra Gutiérrez che, accompagnata dal suo capogabinetto, Cecilia Bolivar, lo scorso 22 febbraio ha visitato il Centro Qalauma ricevuta dal coordinatore Paese di ProgettoMondo Mlal Aurelio Danna e dal responsabile del Programma Qalauma, Roberto Simoncelli. In mattinata, prima della visita vera e propria a padiglioni e attività, c’era stata una breve conferenza organizzata nella biblioteca del carcere a cui partecipavano, oltre ai responsabili della struttura, della polizia e delle attività, anche 6 ragazzi detenuti che, portando all’attenzione del ministro la propria esperienza personale, hanno via via sollevato le questioni più cruciali rispetto al tema della giustizia minorile: l’interminabile detenzione preventiva che, ancora oggi riguarda circa il 90% degli ospiti di Qalauma in attesa di giudizio, le lungaggini burocratiche che impediscono un regolare iter processuale, il continuo passaggio di mano tra giudici e sedi giudiziarie per cui i procedimenti si arenano per mesi e mesi tra i fascicoli. Inoltre, anche se espresso in maniera più diplomatica dai presenti, è emerso come emblematico anche il nodo della formazione degli operatori di polizia che lavorano a Qalauma: "Il continuo ricambio e andrivieni di personale non adeguatamente formato per lavorare a un progetto pilota come quello in atto a Qalauma –è stato detto dal responsabile educativo Javier Enriquez– crea necessariamente disorientamento tra operatori e detenuti che, loro malgrado, si trovano costretti a riadattarsi continuamente a regimi detentivi e metodi rieducativi estremamente diversi".
"Rispetto a un sistema giudiziario ancora molto macchinoso e in grave difficoltà – ha confermato il rappresentante di ProgettoMondo Mlal a Qalauma, Simoncelli – il drammatico sovraffollamento delle strutture (400-500%) e l’aumento della violenza all’interno delle strutture tradizionali, la "mano dura" comunque non paga e, anzi, al contrario, rischia continuamente di interrompere il percorso educativo del giovane trasgressore che viene spedito in carcere per tempi indefiniti in attesa di processo anche per piccoli reati che meriterebbero misure alternative alla privazione di libertá".
Ed è questo il quadro attuale in cui lavora ProgettoMondo Mlal e in cui cominciano ad apprezzarsi i piccoli ma significativi passi avanti. In concerto con tutte le istituzioni governative e pubbliche coinvolte nella vita detentiva e post detentiva, ProgettoMondo Mlal è riuscito a inserire un programma estremamente innovativo per le politiche nazionali, e cioè il concetto di "giustizia riparativa", secondo cui il giovane che ha commesso un crimine instaura con la propria vittima un nuovo rapporto alla cui base c’è la richiesta di perdono e la riparazione del danno.
Lo stesso ministro Guitérrez ne ha dovuto riconoscere l’alto valore sociale e politico: "Forse domina ancora una vecchia mentalità –ha dichiarato ai microfoni– però credo che non sia impossibile: con questi esempi molto positivi, speriamo sul serio che si possa applicare la formula di "giustizia riparativa" con questi giovani e anche con tutti gli altri detenuti".
Infine il ministro ha pubblicamente ringraziato la cooperazione, e dunque ProgettoMondo Mlal che, grazie ai finanziamenti di Ministero degli Affari Esteri italiano, Unione Europea, Cei, Intervida e altri ancora, sta "collaborando e offrendo questi nuovi e buoni esempi".
Proprio nei mesi scorsi, infatti, ProgettoMondo Mlal, forte dell’esperienza pilota di Qalauma, si è visto approvare due nuove iniziative che riguardano il miglioramento dell’assistenza legale ai giovani detenuti, un accompagnamento post-detenzione nel reinserimento sociale e lavorativo e lo studio di misure alternative al carcere per i reati minori, nonchè ha avviato una nuova collaborazione con il Centro di riabilitazione minorile Cenvicruz (Santa Cruz), proprio con l’obiettivo di influire direttamente sulle politiche nazionali e dunque fare adottare dallo stesso governo boliviano, il programma di giustizia riparativa e la metodologia rieducativa basata sulle attività educative e culturali in carcere.
"Sono molto, molto, commossa –ha concluso– per ciò che ho visto di persona e per avere toccato con mano il desiderio di cambiare di questi giovani, la loro voglia di continuare a vivere, e di andare avanti".

Lucia Filippi
Comunicazione ProgettoMondo