mercoledì 21 agosto 2013
In Bolivia con la proposta SVE di ProgettoMondo Mlal
Questa volta la destinazione è La Paz, al fianco dei giovani detenuti boliviani. Continuano le proposte di ProgettoMondo Mlal per i ragazzi europei alla caccia di nuove esperienze di crescita personale e formativa.
Ancora una volta l’occasione arriva dal Servizio volontario europeo che offre l’opportunità, a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e non ha già svolto un servizio Sve superiore ai 2 mesi, di volare fino in Bolivia.
La durata del servizio, a cui bisogna candidarsi entro il 13 settembre, è di sei mesi e prevede un’esperienza ad alto contenuto formativo, affiancando gli operatori sul campo nella realizzazione di laboratori artistici e ludico-ricreativi con i giovani detenuti del carcere minorile Qalauma.
In Bolivia il 40% della popolazione ha meno di 15 anni e i giovani delle classi sociali più vulnerabili sono a forte rischio di emarginazione, scambiando la criminalità per una via d'uscita dalla povertà. Una volta che vengono reclusi, sono spesso privati dell’accesso a beni sociali primari, come istruzione, salute e cultura, il che non fa che compromettere le loro capacità di reintegrazione. A fronte di ciò, ProgettoMondo Mlal e ISEAT collaborano alla piena inclusione di attività culturali nel programma di riabilitazione del Centro di recupero giovanile “Qalauma” di La Paz, dove sono attesi due volontari europei: uno italiano e uno polacco.
La partenza è fissata al primo novembre, con ritorno il 30 aprile, e le attività dei ragazzi selezionati, oltre alla pianificazione e all’affiancamento in workshop artistici, prevedono anche la promozione delle attività artistiche e ricreative di Qalauma e la loro visibilità alla comunità, anche tramite aggiornamento del portale web e del blog.
Si tratta della seconda proposta SVE offerta dalla nostra organizzazione, dopo la recente selezione della giovane veronese, Marta Barin, che nei prossimi giorni raggiungerà la Polonia per prestare servizio in un asilo comunale di Czestochowa con attività educative e di pianificazione.
Clicca qui per il link diretto a informazioni e candidatura!
martedì 20 agosto 2013
Il libro: "Gli porterò un vasetto di miele"
“Gli porterò un vasetto di miele”,
è un libro scritto a due mani: da padre e figlia. Il primo,
Aristide Nannini, è uno storico cooperante di ProgettoMondo Mlal che ha
vissuto per anni in Ecuador. La seconda, Sara, è una socia
particolarmente attiva della nostra organizzazione, impegnata con
ProgettoMondo Mlal in Brianza.Sara nasce sanissima, ma da subito, per una disattenzione del personale paramedico, viene infettata da un germe: a partire da questo fatto dovrà subire numerosi interventi, resi difficili e preoccupanti per la criticità della situazione.
Lo stile, apparentemente asciutto,
quasi cronachistico, contribuisce a esprimere l’incertezza e la
precarietà dell’essere umano. Il padre di Sara, autore del libro,
se da una parte cerca di far tacere le sue emozioni e quelle della
sua famiglia, dall’altra riconosce il sostegno morale offertogli da
parenti e amici e soprattutto l’aiuto proveniente da
un’incrollabile fede in Dio.
Un testo sincero e toccante, che è già
stato presentato lo scorso giugno a Villa Mariani a Casatenovo da
ProgettoMondo Mlal e L'Angolo Giro, e che verrà proposto il 30
agosto in Trentino, in occasione del settimo appuntamento con la
Scuola estiva di pedagogia freiriana che si svolge dal 28 agosto
all'1 settembre a Piazzola di Rabbi.
Grazie a un legame ormai consolidato nel tempo tra la nostra organizzazione e gli autori, il ricavato delle vendite del volume va al nostro progetto “Il Mestiere di Crescere”, che promuove la partecipazione di bambini e adolescenti lavoratori organizzati (NATs) di Bolivia, Colombia e Perù alla formulazione di piani municipali per la promozione dei diritti dell’infanzia.
Grazie a un legame ormai consolidato nel tempo tra la nostra organizzazione e gli autori, il ricavato delle vendite del volume va al nostro progetto “Il Mestiere di Crescere”, che promuove la partecipazione di bambini e adolescenti lavoratori organizzati (NATs) di Bolivia, Colombia e Perù alla formulazione di piani municipali per la promozione dei diritti dell’infanzia.
lunedì 19 agosto 2013
Buonismo, scoppia la moda 2013

Tra i fenomeni dell’estate, pare essere esplosa la moda della vacanza “buona”, ovvero quella formula di soggiorno all’estero che, tra un bagno al mare e un’escursione in montagna, è in grado di offrirti anche una mezza giornata in un orfanatrofio o la visita alla cooperativa contadina a 4.000 metri… Quel che basta a “nobilitare” il senso delle nostre ferie e a regalare facile gratificazione da portare come souvenir in Italia.
A confermare il trend “buonista”, è spuntato anche l’annunciatissimo reality di Rai 2 ambientato in un campo profughi del Congo, in cui vip di terza fila saranno chiamati a “sopravvivere” nella povertà e nel disagio allo scopo di sensibilizzare il telespettatore medio circa l’infelicità altrui, e magari provarsi a vincere la nomea del vip più “buono” dell’anno! Le polemiche non mancano ma provengono quasi esclusivamente dall’ambito della cooperazione, degli addetti ai lavori insomma, mentre il pubblico televisivo pare attendere fiducioso…
Approfittando della giovane veronese Martina Adami, rientrata da pochi giorni dal Mozambico, dove per un anno ha lavorato in un progetto di cooperazione nelle carceri di Nampula per conto di ProgettoMondo Mlal, proviamo a capire che impatto e riscontro possano avere, in contesti così complessi, queste nuove tendenze buoniste:
“Due amiche che ho conosciuto in Mozambico lavorano per l’ Unhcr e in un campo a Maratane, a 8 km da Nampula, e si occupano di nutrizione di donne e bambini. Conosco quindi abbastanza la situazione. Pur non volendo entrare nella sfera morale che appartiene a ciascuno di noi, trovo comunque di cattivo gusto irrompere artificiosamente in una situazione di sofferenza! Al di là che sia un campo profughi, una casa per donne che hanno subìto violenza o il reparto di un nostro ospedale, il rispetto per la dignità umana dovrebbe essere assoluto! Tanto più che non ci sarà contraccambio che tenga: sappiamo tutti che un reality in una situazione così “diversa” non potrà essere “realtà”, che nessuna delle parti in gioco avrà alcun desiderio di mostrarsi per quello che è. Quindi necessariamente verranno falsate dinamiche, rapporti, circostanze e iniziative. E il telespettatore stesso cosa ne ricava? La sua eventuale pietà non sarà sinonimo di “giustizia sociale”, come la natura specificatamente “politica della condizione di rifugiato non potrà essere certamente spiegata o approfondita da Albano o la Barale in diretta tv… E allora qual è il senso di tutto ciò?”.
Magari incentivare le donazioni.
“Anche in questo caso bisognerebbe pensarci bene. La carità in sé per sé non cambia il mondo. Lo so, è venuta spesso anche a me la tentazione di tirare fuori la monetina per l’uomo di strada. In Mozambico te la chiedono di continuo. Te la cavi con poco ma al ricevente non risolvi la vita, il giorno dopo starà come prima. E a quei bambini a cui distribuiamo caramelle a piene mani con così evidente soddisfazione, chi pagherà poi il dentista? Tutt’altro è invece contribuire operando alla pari con la popolazione locale, in uno scambio equilibrato, in cui si dà e si riceve. Soltanto questo ci darà, oltre che alla mera gratificazione personale, la garanzia che quello scambio frutterà anche quando avremo girato l’angolo…”.
Facile a dirsi ma cosa consiglieresti di fare ai tanti che vorrebbero rendersi utili in qualche modo?
“L’ottimale sarebbe potere fare un’esperienza all’interno di un progetto strutturato in cui tu porti a casa molto e dai il tuo contributo personale a livello di impegno e competenza. Quindi privilegerei organizzazioni di media grandezza che ti garantiscono capacità qualificata nell’intervento ma anche non eccessivi sprechi di fondi per il mantenimento di megastrutture e del personale. Infine investirei soprattutto nel campo dell’istruzione! Su un’istruzione di qualità che nella maggioranza di questi posti manca del tutto e finisce con condizionare pesantemente la crescita e sviluppo del Paese. Penso al Mozambico dove fanno addirittura 9 turni di 3 ore di lezione al giorno, 40 o 50 bambini per classe… A cosa possono servire? Come arriveranno a insegnare a loro volta? Con ProgettoMondo Mlal abbiamo lavorato in 5 diverse carceri del Paese. E abbiamo puntato molto su alfabetizzazione e formazione. Perché, potere crescere in consapevolezza, esperienza e capacità personale rappresenta in definitiva la vera ricchezza di ciascun essere umano”.
mercoledì 14 agosto 2013
Democrazia dell'Altro Mondo, al Festival del Diritto a Piacenza
La democrazia si è estesa dal nord a sud e a est: qual è la sua capacità di affrontare i mutamenti socioeconomici del mondo? È uguale per tutti o è diversa in realtà diverse? Quale l'efficacia per l'affermazione dei diritti e come strumento contro la povertà e la diseguaglianza?
Questioni che saranno affrontate da ProgettoMondo Mlal e Cisv, associazioni impegnate per la democrazia in Africa e in America Latina, chiamate a dare il proprio contributo al Festival del Diritto che si svolgerà a Piacenza dal 26 al 29 settembre.
Proprio nel giorno di apertura della manifestazione, giovedì 26 alle 17.30, le due organizzazioni interverranno all’Auditorium di Santa Maria della Pace sul tema DEMOCRAZIA DELL'ALTRO MONDO, HAITI, PERÙ, MALI E SENEGAL. Saranno presenti la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal Ivana Borsotto, e Simona Guida del Cisv.
A intervenire, con interviste videoregistrate, saranno anche le voci dei singoli Paesi.
Quella di Suzy Castor da Haiti, storica e militante per i diritti umani, ha fondato il Cresfed (Centre de recherche et formation economique et sociale pour le développement. Francisco Ricardo Soberón Garrido, difensore dei diritti umani in Perù e già vicepresidente della Federazione Internazionale dei diritti umani del Sud America. Babacar Sarr, da sempre impegnato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal, dirige l'Associazione culturale FESFOP. E infine Ousmane Diallo, esperto di gestione delle risorse naturali e del problema del land grabbing.
ognuno di loro parlerà del concetto di democrazia proprio del suo Paese, e dei suoi punti di forza e debolezza.
ProgettoMondo Mlal e CISV sono due ONG che promuovono progetti di cooperazione internazionale in America Latina e Africa finalizzati allo sviluppo locale e alla promozione dei diritti umani. In 45 anni di esperienza in 20 Paesi del Sud del mondo hanno avviato e realizzato oltre 500 progetti grazie all’impegno di più di 1300 volontari.
Questioni che saranno affrontate da ProgettoMondo Mlal e Cisv, associazioni impegnate per la democrazia in Africa e in America Latina, chiamate a dare il proprio contributo al Festival del Diritto che si svolgerà a Piacenza dal 26 al 29 settembre.
Proprio nel giorno di apertura della manifestazione, giovedì 26 alle 17.30, le due organizzazioni interverranno all’Auditorium di Santa Maria della Pace sul tema DEMOCRAZIA DELL'ALTRO MONDO, HAITI, PERÙ, MALI E SENEGAL. Saranno presenti la vicepresidente di ProgettoMondo Mlal Ivana Borsotto, e Simona Guida del Cisv.
A intervenire, con interviste videoregistrate, saranno anche le voci dei singoli Paesi.
Quella di Suzy Castor da Haiti, storica e militante per i diritti umani, ha fondato il Cresfed (Centre de recherche et formation economique et sociale pour le développement. Francisco Ricardo Soberón Garrido, difensore dei diritti umani in Perù e già vicepresidente della Federazione Internazionale dei diritti umani del Sud America. Babacar Sarr, da sempre impegnato per lo sviluppo economico e sociale del Senegal, dirige l'Associazione culturale FESFOP. E infine Ousmane Diallo, esperto di gestione delle risorse naturali e del problema del land grabbing.
ognuno di loro parlerà del concetto di democrazia proprio del suo Paese, e dei suoi punti di forza e debolezza.
ProgettoMondo Mlal e CISV sono due ONG che promuovono progetti di cooperazione internazionale in America Latina e Africa finalizzati allo sviluppo locale e alla promozione dei diritti umani. In 45 anni di esperienza in 20 Paesi del Sud del mondo hanno avviato e realizzato oltre 500 progetti grazie all’impegno di più di 1300 volontari.
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martedì 13 agosto 2013
Marta, volontaria Sve per i bambini della Polonia
È veronese e sta per compiere 21 anni
la giovane selezionata da ProgettoMondo Mlal per un'esclusiva
esperienza di volontariato in Polonia.
Marta Barin, già educatrice in asili
nido e scuole materne, ha un diploma come dirigente di comunità, e a
settembre raggiungerà Czestochowa per la prima proposta SVE della
nostra organizzazione.
L´opportunità, riservata ai giovani
tra i 18 e i 30 anni, prevede proprio di prestare servizio in un
asilo comunale di Czestochowa, la città che ospita il celebre
santuario dedicato alla Madonna nera, con attività quindi educative
e di pianificazione. L´asilo comprende 14 insegnanti e 145 allievi
dai tre ai sei anni e le ore settimanali di servizio sono 35.
La durata dell´esperienza di volontariato internazionale che avrà per protagonista Marta, durerà nove mesi e vedrà la giovane impegnata a collaborare con gli insegnanti, supportandoli nello svolgimento delle attività scolastiche ed extra scolastiche con i bambini.
Le attività giornaliere comprendono lo sviluppo del linguaggio, l´approccio ai concetti matematici, laboratori d´arte, di musica, di ecologia, laboratori per lo sviluppo sociale ed emotivo, attività sportive e all´aperto.
La durata dell´esperienza di volontariato internazionale che avrà per protagonista Marta, durerà nove mesi e vedrà la giovane impegnata a collaborare con gli insegnanti, supportandoli nello svolgimento delle attività scolastiche ed extra scolastiche con i bambini.
Le attività giornaliere comprendono lo sviluppo del linguaggio, l´approccio ai concetti matematici, laboratori d´arte, di musica, di ecologia, laboratori per lo sviluppo sociale ed emotivo, attività sportive e all´aperto.
martedì 6 agosto 2013
Aboliamo il reato di clandestinità. Focsiv aderisce alla campagna di Famiglia Cristiana
Focsiv e i suoi Soci, che lavorano quotidianamente per il rispetto dei diritti di tutti e della dignità umana, aderiscono alla campagna lanciata da Famiglia Cristiana per chiedere l’abolizione del reato di clandestinità.
Roma, 5 agosto 2013. Il reato di clandestinità non serve a contenere l’immigrazione illegale ed è contrario al diritto di asilo per tutte le persone che fuggono da guerre e persecuzioni: è quanto denuncia la campagna promossa dal settimanale cattolico più popolare d’Italia.
Il reato di clandestinità, inoltre, ha aggravato la situazione delle carceri e creato una pesante stigmatizzazione dei migranti associandoli a criminali, quando invece sono innanzitutto persone umane alla ricerca di benessere per sé e la propria famiglia, che peraltro contribuiscono alla ricchezza del nostro paese, anche in questo periodo di crisi.
Il presidente della FOCSIV Gianfranco CATTAI invita tutti a firmare la petizione e aggiunge che “è arrivato il momento di dare un giro di vita a tutta la politica sull’immigrazione a cominciare dalla riforma della legge Bossi-Fini che, assieme al reato di clandestinità, ha solo aggravato la situazione degli immigrati, del mercato del lavoro italiano, così come della sicurezza e della giustizia, stimolando le peggiori pulsioni razziste. E allontanando così l’Italia dal novero dei paesi più lungimiranti e attenti ai diritti umani”.
“Papa Francesco a Lampedusa ha richiamato l’attenzione del mondo su questa problematica e ha chiesto un sussulto di senso di responsabilità contro l’indifferenza. – conclude CATTAI - É tempo che tutta la società civile attenta alla dignità dell’uomo faccia sentire sempre più forte la sua voce.”
La petizione si può firmare al seguente indirizzo: www.famigliacristiana.it/speciali/aboliamo-il-reato-di-clandestinita/default.aspx
lunedì 5 agosto 2013
Integrazione e formazione dei giovani, nel doppio appuntamento con la ministra Kyenge
Un doppio appuntamento con l'integrazione, utile a ribadire
l'importanza del servizio civile per la formazione dei giovani e il
consolidamento di un orizzonte culturale più ampio.
ProgettoMondo Mlal ieri ha fatto il bis. Il nostro presidente, Mario Lonardi, ha infatti incontrato la Ministra Cécile Kyenge, su entrambi i palchi in cui è stata ospite a Verona.
Nel pomeriggio, la Ministra per l’Integrazione – che con la città scaligera ha un legame particolare, data la collaborazione con la la rubrica fissa «Diritti e rovesci» della rivista Combonifem - ha partecipato al taglio del nastro della prima Summer School in Geostrategia africana a Villa Buri, attività di cui ProgettoMondo Mlal è partner. Dopodiché si è recata alla festa del Partito Democratico a Quinzano dove, tra gli altri, ha incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni locali impegnate nel processo di accoglienza e integrazione.
Nell'area verde della villa a est di Verona, la Kyenge ha partecipato all'apertura della settimana della scuola di geostrategia africana a cui sono iscritti 50 allievi, tutti giovani laureati per metà italiani e per metà africani. Con loro erano presenti anche i docenti e i promotori dell'iniziativa che la ministra confida di aver incoraggiato ancora prima di diventare parlamentare. “Per tutto il mio mandato”, ha assicurato, “continuerò a incontrare le persone e ad andare sul territorio per accorciare le distanze”.
Dopo il battesimo del master, avviato ieri, e in programma fino al 10 agosto per promuovere una reale consapevolezza delle opportunità presenti in Africa, la Kyenge si è recata alla festa del Pd. Qui ha ricordato la proposta di legge che appoggia per uno Ius soli temperato, e ha ribadito la necessità di affrontare la questione dell'immigrazione a livello europeo.
A snocciolare le varie problematiche in materia di migrazione e giustizia, si sono succeduti don Marco Campedelli, con un focus e alcune testimonianze sugli sbarchi a Lampedusa, il Cestim, che ha sottolineato l'urgenza di intervenire sulla legge Bossi-Fini e per cambiare l'approccio al tema dell'immigrazione, e infine il nostro Lonardi.
Dopo un excursus storico sull'impegno della nostra organizzazione nella cooperazione allo sviluppo e sui temi della migrazione e della giustizia, il presidente di ProgettoMondo Mlal ha ricordato la nostra collaborazione con il festival del cinema Africano, per evidenziare infine l'importanza dei caschi bianchi da inviare a fianco di cooperanti e volontari nel mondo.
Già a Villa Buri la Kyenge aveva annunciato che il Governo Letta ha destinato 88 milioni di euro per il servizio civile, utili alle partenze di 15mila giovani. “Siamo lontani dai 40mila caschi bianchi del governo Prodi”, commenta Lonardi, “ma è fondamentale garantire l'opportunità di esperienze ai giovani per aprire il loro orizzonte culturale, e con esso quello dell'intera società civile”.
ProgettoMondo Mlal ieri ha fatto il bis. Il nostro presidente, Mario Lonardi, ha infatti incontrato la Ministra Cécile Kyenge, su entrambi i palchi in cui è stata ospite a Verona.
Nel pomeriggio, la Ministra per l’Integrazione – che con la città scaligera ha un legame particolare, data la collaborazione con la la rubrica fissa «Diritti e rovesci» della rivista Combonifem - ha partecipato al taglio del nastro della prima Summer School in Geostrategia africana a Villa Buri, attività di cui ProgettoMondo Mlal è partner. Dopodiché si è recata alla festa del Partito Democratico a Quinzano dove, tra gli altri, ha incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni locali impegnate nel processo di accoglienza e integrazione.
Nell'area verde della villa a est di Verona, la Kyenge ha partecipato all'apertura della settimana della scuola di geostrategia africana a cui sono iscritti 50 allievi, tutti giovani laureati per metà italiani e per metà africani. Con loro erano presenti anche i docenti e i promotori dell'iniziativa che la ministra confida di aver incoraggiato ancora prima di diventare parlamentare. “Per tutto il mio mandato”, ha assicurato, “continuerò a incontrare le persone e ad andare sul territorio per accorciare le distanze”.
Dopo il battesimo del master, avviato ieri, e in programma fino al 10 agosto per promuovere una reale consapevolezza delle opportunità presenti in Africa, la Kyenge si è recata alla festa del Pd. Qui ha ricordato la proposta di legge che appoggia per uno Ius soli temperato, e ha ribadito la necessità di affrontare la questione dell'immigrazione a livello europeo.
A snocciolare le varie problematiche in materia di migrazione e giustizia, si sono succeduti don Marco Campedelli, con un focus e alcune testimonianze sugli sbarchi a Lampedusa, il Cestim, che ha sottolineato l'urgenza di intervenire sulla legge Bossi-Fini e per cambiare l'approccio al tema dell'immigrazione, e infine il nostro Lonardi.
Dopo un excursus storico sull'impegno della nostra organizzazione nella cooperazione allo sviluppo e sui temi della migrazione e della giustizia, il presidente di ProgettoMondo Mlal ha ricordato la nostra collaborazione con il festival del cinema Africano, per evidenziare infine l'importanza dei caschi bianchi da inviare a fianco di cooperanti e volontari nel mondo.
Già a Villa Buri la Kyenge aveva annunciato che il Governo Letta ha destinato 88 milioni di euro per il servizio civile, utili alle partenze di 15mila giovani. “Siamo lontani dai 40mila caschi bianchi del governo Prodi”, commenta Lonardi, “ma è fondamentale garantire l'opportunità di esperienze ai giovani per aprire il loro orizzonte culturale, e con esso quello dell'intera società civile”.
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