lunedì 14 gennaio 2013

Un impegno di solidarietà per il nuovo anno. Un click di solidarietà che non costa niente

Se non lo hai ancora fatto, hai tempo fino al 10 febbraio 2013 per votare l’iniziativa solidale che ti sta più a cuore sul sito “Il Mio Dono”. UniCredit ha messo in palio 100.000€ per la solidarietà che verranno distribuiti tra i progetti presenti sul sito che otterranno più preferenze.
Esprimere la propria preferenza è semplice e non costa nulla: basta andare sul sito "Il Mio Dono", scrivere il proprio nome, cognome e indirizzo mail. Riceverai via mail un codice da inserire sul link del progetto scelto... Ed ecco fatto!
Con un semplice click potrai scegliere tra i progetti della campagna Io Non Mangio da Solo:

Burkina Faso - Progetto Mamma!  Per sostenere 50 mila madri e altrettanti bambini da 0 a 5 anni nella prevenzione e cura della malnutrizione, promuovendo l'educazione alimentare e rafforzando il ruolo del personale locale dei Centri di Salute Pubblica.
  
Bolivia - Progetto Bolivia Campesina Per creare, al fianco delle Organizzazione economiche contadine (Oecas) un ciclo virtuoso di produzione, trasformazione, commercializzazione e sostenibilità dei prodotti locali, improntato ai principi di sovranità alimentare, tutela del territorio, giustizia sociale ed economica.

Haiti- Progetto Piatto di Sicurezza
Per contribuire al rafforzamento delle Organizzazioni di contadini, donne e produttori locali e per lo sviluppo di sistemi agricoli innovativi centrati su una gestione sostenibile delle risorse naturali e idriche a partire dalle parcelle famigliari

BurkinaFaso - Progetto Amici di Keoogo
Per garantire ai bambini e alle bambine di Ouagadougou, che vivono in situazioni disagiate, l'opportunità di accedere e frequentare la scuola pubblica.

martedì 8 gennaio 2013

La Bolivia più Afro

Una delle caratteristiche più interessanti della Bolivia è sicuramente la sua forte e predominante varietà etnica e culturale. Tra le etnie più importante ci sono quella Quechua (che si trova anche in altri paesi della regione Andina), la Aymara e la Guaranì (quest’ultima presente anche in Brasile).
Queste tre etnie costituiscono senza ombra di dubbio la maggioranza della popolazione boliviana; ma al di là di mere questioni numeriche non va dimenticata la comunità Afroboliviana.
Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di conoscere da vicino le interessanti radici culturali di questa comunità, partecipando a un festival di Saya (ballo tipico afroboliviano) in Tocaña, nello Yungas di La Paz, dove è stato festeggiato l’arrivo del nuovo anno. È stata un'esperienza meravigliosa, frutto di un vero e proprio intercambio culturale e di una forte partecipazione di tutti i presenti, boliviani, afro e, come nel mio caso, stranieri. Un’intera giornata di danze tipiche, prelibatezze locali, canti, gioia e voglia di stare insieme al di là delle differenze e del colore della pelle.
La comunità Afroboliviana discende dagli antichi schiavi neri portati forzatamente dai conquistatori spagnoli dalle proprie terre dell’Africa, principalmente dal Congo o dall’Angola, ma anche dal Centroamerica come nel caso delle Antille; questi hanno costituito una importante forza lavoro nelle ricche miniere di minerali, come argento, oro, zinco nelle haciendas, o ancora come servitù di ricche famiglie spagnole. Le condizioni di vita nelle miniere erano durissime, sia per il lavoro in sé, che per le condizioni climatiche e di altitudine a cui tali persone non erano minimamente abituate. Moltissimi morirono a causa di malattie dovute alle esalazioni tossiche a alla durezza del lavoro e degli agenti atmosferici. Si stima che circa 8 milioni di africani e nativi morirono tra il 1545 e il 1825, anno dell’indipendenza della Bolivia. Con la consistente riduzione dei minerali nelle miniere del paese e con l’emancipazione degli schiavi ottenuta nel XIX° secolo, questi si spostarono in massa verso zone più calde del Paese, come lo Yungas nel dipartimento di la Paz. Ciononostante continuando a lavorare come schiavi per i padroni delle haciendas, lavorando nei campi coltivando soprattutto coca, frutta e manioca. Col tempo il lavoro nelle haciendas andò migliorando in favore dei diritti dei neri. Nel 1945 l’allora presidente Gualberto Villarroel promulgò l’importantissimo Decreto Supremo N° 319, che dichiarò l’abolizione dei servizi di schiavitù e servitù, e qualche anno dopo assegnò agli afroboliviani terre in cui ancora attualmente vivono e lavorano in armonia e serenità. Oggi vivono circa 25 mila afroboliviani nei territori dello Yungas, mentre un numero cospicuo vive nelle grandi città come La Paz e Santa Cruz, in cerca di migliori condizioni e remunerazioni lavorative.
Attualmente la comunità afroboliviana vanta forti radici culturali, basate sul patrimonio lasciatole dagli antenati emigrati dall'Africa. Le sue più grandi espressioni culturali si basano sul canto, sulla danza e sulla cucina. La cultura afroboliviana ha deposto le proprie tradizioni all'interno della cultura della Bolivia, e le sue influenze principali sono la Saya, danza oggi ballata in tutto il paese, che rifletteva le preoccupazioni sociali del tempo con versi rima e un gran ritmo africano fatto di tamburi e altri strumenti tipici dell’Africa.
Le lingue e le variazioni dialettiche, la musica, l'atteggiamento e il modo di essere dell’afro-boliviano, restituiscono una speciale miscela di nero, aymara e meticci creoli, con una forte e specifica personalità. Nonostante la forte influenza cristiana, si conservano ancora elementi dei riti Macumba e Vuh-duh, soprattutto in popolazioni di Mururata e Chicaloma, dove alcune tradizioni sopravvivono ancora oggi.
Uno degli impegni del Governo Morales, che ha posto come punto cardine del proprio programma e della propria agenda di governo la difesa dei gruppi nativi e indigeni e delle minoranze etniche, è quello di riuscire ad assicurare maggiori diritti lavorativi e più in generale sociali alla comunità afroboliviana, eliminando le ancora forti componenti razziali presenti nel paese.

Luca Di Chiara
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Bolivia

mercoledì 2 gennaio 2013

Qalauma, portavoce dei diritti umani

In occasione del 64° anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” promossa dalle Nazioni Unite nel 1948, lo scorso 8 dicembre, nella centralissima piazza San Francisco a La Paz, ong e istituzioni rappresentanti della società civile si sono date appuntamento per informare la popolazione sui diritti umani in generale, e su quelli del lavoro, oltre che sugli sforzi che quotidianamente vengono svolti a riguardo. In questa decima edizione dell’evento hanno partecipato ben 27 organizzazioni, tra cui il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef), la Defensoria del Pueblo Boliviana e il Centro di reinserimento sociale per giovani e minori in conflitto con la legge, Qalauma.
Durante tutta la giornata, la partecipazione del pubblico è stata piuttosto forte, raggiungendo un picco nel pomeriggio quando, dopo una breve parola di benvenuto da parte del Defensor del Pueblo, Rolando Villena, si è dato inizio al festival artistico-culturale dove sono intervenute famose band boliviane come “Entre dos Aguas”, “Octavia”, “Uma Nina”, “Ballet Folklorico de La Paz”, “Saya afro-boliviana” e tanti altri. Vale la pena sottolineare che, a metà pomeriggio, sul palco della manifestazione è salito anche Rodrigo: un giovanissimo ex ospite del centro Qalauma, che dopo aver raccontato come la sua vita adesso abbia preso una piega ben differente dalla passata, ha intonato un pezzo rap scritto e pensato da lui stesso per l'occasione.

Rosilde Brizio
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Bolivia

lunedì 24 dicembre 2012

Un concorso per le scuole in memoria di Melgari

UN CONCORSO
IN MEMORIA DI ENZO MELEGARI
RIVOLTO ALLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO
DELLA PROVINCIA DI VERONA
Globalizzazione, cooperazione, sostenibilità
L’alfabeto di Enzo Melegari oggi

Nel luglio di 10 anni fa Verona perdeva un educatore, pensatore e protagonista del movimento di solidarietà e cooperazione internazionale dagli anni Settanta fino agli anni 2000. Nel decennale della sua scomparsa, ProgettoMondo Mlal, Organismo di volontariato internazionale di cui Enzo Melegari è stato dirigente e presidente fino al giorno della sua scomparsa, propone per ricordarlo un concorso a premi rivolto agli studenti che si apprestano a diventare, o che sono appena diventati, maggiorenni: cioè cittadini a pieno titolo del Mondo.
Uomo di pensiero, mediazione, dialogo, scambio e ascolto, dopo una lunga esperienza di volontariato in Sudamerica, Enzo Melegari è stato autore di molti progetti di Educazione allo sviluppo rivolti a scuole e giovani, in America latina come in Europa, sui temi appunto dei Diritti Umani, protagonismo dei giovani, solidarietà e cittadinanza attiva.
L’idea è quindi restituire spazio e valore a quegli insegnamenti ancora così attuali in un’epoca in cui le giovani generazioni cercano appunto nuovi orizzonti su cui esercitare il proprio protagonismo e proiettare le proprie ambizioni. La finalità del concorso indetto da ProgettoMondo Mlal è dunque fare tornare a vivere “l’alfabeto di Enzo”, i concetti-chiave su cui egli ha fondato il suo impegno di intellettuale cristiano, di cooperante e soprattutto di educatore, e rinnovarne il significato di fronte alle sfide globali di questo inizio di secolo.

Le classi o i gruppi di studenti che intendano partecipare al concorso potranno iscriversi entro il 31 gennaio 2013 richiedendo il modulo a info@mlal.org.
In relazione al numero di classi/gruppi aderenti, ProgettoMondo Mlal organizzerà poi un incontro centrale, o più incontri decentrati nelle varie scuole, per facilitare gli studenti e i loro insegnanti nell’approccio all’ “alfabeto di Enzo” e agli scenari contemporanei entro cui le sue parole-chiave trovano oggi valore e cittadinanza.
Entro il 15 maggio 2013 le classi/gruppi aderenti dovranno poi elaborare un lavoro di ricerca (project – work) sotto forma di testo, di Presentazione Power Point, di ipertesto, di video, di mostra, di brano musicale o di qualunque altra forma di comunicazione che abbia carattere mono, multi o interdisciplinare e che prenda spunto da una delle parole-chiave dell’alfabeto di Enzo Melegari, attualizzata nel contesto locale e /o globale del secondo decennio del Duemila.
Tra queste parole-chiave, richiamate nel libro “Spiccioli di Saggezza” che verrà consegnato alle scuole aderenti, ricordiamo in particolare: Diritti umani; Esclusione; Globalizzazione; Guerra; Migrazioni; Obiezione di coscienza; Paura; Protagonismo; Solidarietà; Sostenibilità; Sviluppo; Volontariato.
Ovviamente ciascun project work, pur vertendo su una o più di queste parole, ne potrà richiamare altre che ne sono in logica connessione.
Tutti i lavori dovranno non solo esplorare il campo di ricerca, ma anche interrogarsi su cosa possono fare oggi i giovani italiani per affrontare la sfida locale/globale che è sottintesa alle parole chiave prescelte.
Una giuria composta dal Presidente di ProgettoMondo Mlal, 1 rappresentante del mondo accademico veronese, 1 rappresentante del mondo politico veronese, 1 giornalista e da Grazia Melegari, sorella di Enzo, attribuirà tre premi: 1.000 al primo e 500 a due ex aequo, per complessivi di 2000 euro ai 3 lavori giudicati più interessanti sotto il profilo dei contenuti e della proposta.
La presentazione di tutti i lavori svolti e la premiazione dei vincitori avverrà durante una cerimonia pubblica prevista per metà anno 2013.

mercoledì 19 dicembre 2012

E per capodanno la lotteria solidale Chievo-Perù

L’impegno dell’AC ChievoVerona e di ProgettoMondo Mlal a favore di bambini e adolescenti della periferia di Lima continua, questa volta sugli spalti dello stadio Bentegodi di Verona.
Il 16 dicembre ha infatti preso il via la lotteria solidale Chievo-Perù, per la quale l’AC ChievoVerona ha messo in palio numerosi premi: giornate in compagnia della squadra, maglie autografate, abbonamenti, biglietti in poltronissima e tantissimi altri gadget e premi.
Il banco di prova è stato la partita Chievo-Roma, dove la preziosa vittoria della squadra veronese si è arricchita grazie al contributo solidale di tifosi e famiglie presenti allo stadio Bentegodi.
I volontari di ProgettoMondo Mlal hanno promosso sugli spalti la vendita dei biglietti, raccogliendo così un prezioso sostegno alla crescita e formazione dei bambini e adolescenti peruviani di Amauta, Lima. Tra le iniziative da realizzare anche la costruzione di un impianto sportivo multidisciplinare per riaffermare ancora una volta il valore sociale dello sport come strumento di crescita e di prevenzione da situazioni di disagio.
C’è ancora tempo per dare il proprio contributo, acquistando i biglietti della lotteria (€ 2 cadauno) o la t-shirt Chievo-Perù (10 €): sono infatti previsti altri appuntamenti di raccolta fondi, prima dell’estrazione dei premi in data 19 febbraio, durante le seguenti partite:

Chievo-Atalanta 06.01.2013
Chievo-Parma 20.01.2013
Chievo-Juve 03.02.2013
Chievo-Palermo 17.02.2013

E’ anche possibile dare il proprio contributo –e così assistere alle partite– in qualità di volontario, aiutandoci a promuovere la vendita dei biglietti in pre-partita e durante l’intervallo.
Per informazioni chiamare lo 045.8102105 o scrivere a info@mlal.org.

martedì 18 dicembre 2012

A Qalauma l’anno scolastico si chiude con 9 giovani successi


Come per la maggior parte degli adolescenti, di certo conseguire questo traguardo non è stato semplice; tuttavia dopo un anno di studio e duro lavoro, ce l’hanno fatta. Per la prima volta dalla sua inaugurazione, il 6 dicembre scorso a Qalauma si è tenuta la cerimonia di consegna dei diploma di maturità.
E’ stata una giornata piuttosto lunga per i nove ragazzi reclusi nel primo vero carcere minorile in Bolivia inaugurato ufficialmente a febbraio dello scorso anno. I ragazzi, già a partire dalle prime ore della mattinata, aspettavano eleganti e belli come non mai di essere chiamati per potersi recare a ricevere la prova della loro fatica.
In una biblioteca agghindata per l’occasione con tanto di fiori, podio e bandiera nazionale, alla presenza di mamme commosse, padri compiaciuti e amici sorridenti, allo scoccare del mezzogiorno il padrino dell’evento, nonché responsabile del Programma Qalauma per ProgettoMondo Mlal Roberto Simoncelli, ha dato inizio alla cerimonia prendendo per primo la parola e dando il benvenuto a tutti i presenti.
Dopo un breve discorso da parte del dirigente scolastico e un “in bocca al lupo” del direttore del Centro, è stata la volta del sub-direttore che ha chiuso le formalità e invitato tutti i presenti a felicitarsi con i giovani diplomati, stimolando il pubblico a fare un brindisi, rigorosamente analcolico, in loro onore. Si è dato così inizio alla consegna vera e propria dei certificati: sulle facce dei 9 giovani diplomati finalmente un sorriso rilassato e compiaciuto.
In un’atmosfera gioiosa, tra abbracci, regali e decine di scatti di fotografie, la festa, accompagnata anche da succulenti spiedini di carne e verdure preparati dai ragazzi dei laboratori di panetteria e gastronomia, si è prolungata fino al tardo pomeriggio.

Rosilde Brizio
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Bolivia

venerdì 14 dicembre 2012

"E poi soltanto un uomo". Un libro di Gianfranco Testa

Quarant'anni di America Latina raccontati da un missionario, Gianfranco Testa, vissuto più di 4 anni nelle carceri argentine ai tempi della dittatura dei colonnelli, e poi migrato in Nicaragua e Colombia.
Anni intensi e raccolti nelle pagine del libro autobiografico “E poi soltanto un uomo”, presentato di recente a Fossano dalla vicepresidente di ProgettoMondo Mlal, Ivana Borsotto insieme al settimanale locale “La fedeltà”.
“Credo che mi sia stata assegnata questa responsabilità di riflettere e discutere sul libro di Padre Testa perché ho conosciuto l’America Latina in diversi viaggi del mio lavoro con ProgettoMondo Mlal in Colombia, Perù , Argentina, Bolivia, Haiti, Nicaragua e ancora oltre”, commenta Borsotto.
“So bene che le mie esperienze sono state più superficiali della lunga e intensa vita missionaria di Padre Testa che ha gironzolato per anni in America Latina, ma ho visto in presa diretta le periferie, i campi bruciati dalla siccità, le bambine abbandonate, le bande giovanili, le carceri, e anche l’impegno, il lavoro, la speranza e le delusioni di donne e uomini che lottano per il riscatto e la dignità della persona. E allora un po' ho capito che l’America Latina è per noi  uno specchio, un banco di prova, uno stimolo al cambiamento e all’azione”.
La presentazione del libro per la nostra vicepresidente ha rappresentato quindi un grande onore, focalizzato nel cercare di promuovere una lettura che, a sua detta, “appassiona e fa riflettere. Non solo sull'America Latina, ma ancor più su noi stessi”.
È un libro di fede e speranza, da cui impariamo che la carità è lotta, cioè un impegno diretto, personale a sporcarsi le mani e, come dice Don Ciotti, a lavorare con i poveri. È un libro che ci mostra la vita reale, i paesaggi, le processioni e la festa delle candeline, le case dei preti, le bastonate e le torture, una caduta da cavallo e una gita al mare, cosa può fare un televisore o un camion in viaggio da Achuapa a Leon, il ghiaccio contro il mal di denti nelle carceri, la paura, i morti nascosti nelle sterpaglie. È un libro di incontri, di amici: Padre Joaquin, Enrique Erro, Monsignor Distefano, Suor Josefina, i confratelli e le consorelle, il cavallo Payo e il cane Amigo. È un libro di formazione, con le parole generatrici di pensiero, con i corsi di alfabetizzazione in cella e quelli sul perdono e la riconciliazione, con le parole della Bibbia sempre meditata. Con l’Esodo in Argentina, Esdra e Neemia in Nicaragua, i Profeti in Colombia. È un libro di fiducia nell’amore e di speranza nella giustizia della Chiesa, con Paolo IV che a Bogotà nel ’68 afferma che “il povero è sacramento di Dio” ma con il Nunzio Apostolico che gioca a tennis con il dittatore Massera, con la lavata del capo in Segreteria di Stato a Roma da parte di un futuro Cardinale (al rientro dall’Argentina) e con il “ringraziamento a Dio per non aver più dovuto tornare lì. Un libro, quindi, che ci assicura che è bello vivere cantando sempre le lodi del Signore”.