Primo premio per il video di ProgettoMondo Mlal “Un’esperienza di produzione sociale dell’Habitat”. Che sarà proiettato proiettato nel prossimo incontro delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile in programma a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno.
Realizzato in Argentina per documentare il progetto Haibtando avviato da ProgettoMondo Mlal nelle province di Cordoba e Santa Fe, il video si è aggiudicato il podio del “Concorso Regionale di Esperienze Cammino a Río+20”, convocato da HIC-AL nel novembre del 2011 sul tema del "Diritto alla città, sostenibilità e qualità di vita in Amarica Latina” come fase preparatoria al gande incontro di Rio, utile a creare un punto di vista comune su cui ragionare.
Le immagini raccontato l’attività svolta da ProgettoMondo Mlal e dal partner locale AVE nel Municipio di Unquillo, dove la nostra organizzazione ha sviluppato un’esperienza di produzione integrale e sociale dell’Habitat, con le famiglie e le microimprese locali, e il fatto che verranno proiettate all’incontro della Nazioni Unite non può che rimepirci di soddifsfazione e gioia.
Secondo gli organizzatori l’incontro a Rio - che vedrà la partecipazione di centinaia di organizzazioni sociali di tutto il mondo ed è stato battezzato Rio+20 perché cade esattamente 20 anni dopo il primo incontro storico avvenuto nella stessa città nel 1992 - ha come obiettivi garantire il rafforzamento delle decisioni politiche prese rispetto allo sviluppo sostenibile; valutare i risultati ottenuti in questi ultimi vent’anni rispetto agli obiettivi concordati a livello internazionale nel tema dello sviluppo sostenibile e identificare le nuove sfide emergenti.
In particolare, oltre allo sviluppo sostenibile, come si legge nel sito stesso del Foro, l’incontro tratterà un tema specifico: l’economia verde come parte integrante nel processo di eliminazione della povertà.
Come ProgettoMondo Mlal speriamo che questa esperienza possa servire da buona pratica per molte altre esperienze simili, contribuendo a migliorare lo sviluppo sostenibile in un contesto di grandissima importanza come quello dell’habitat.
Nicola Bellin
cooperante "Habitando"
ProgettoMondo Mlal Argentina
mercoledì 6 giugno 2012
Frenare le speculazioni finanziarie. A Trento un incontro per il 40esimo della Focsiv
In occasione del 40° anniversario della FOCSIV, venerdì 8 giugno a Trento, gli Organismi federati ACCRI e Fondazione Fontana, con le sezioni trentine di Ipsia, Mlal e AIFO promuovono un incontro su Economia e Volontariato internazionale. Azioni e campagna per frenare le speculazioni finanziarie.
"A partire dal 2007-2008, periodo in cui si sono registrati i primi forti aumenti dei prezzi delle derrate alimentari, il problema della fame nel mondo ha raggiunto dimensioni di grande preoccupazione. Ciò dimostra come esso non sia legato tanto alla produzione di cibo, quanto alle speculazioni finanziarie e all'eccessiva volatilità dei prezzi", dice il Presidente FOCSIV Gianfranco Cattai. Per questo motivo, "fermamente convinti della necessità che i Governi e la società civile debbano cooperare insieme, come Federazione da sempre conduciamo campagne internazionali di lobbying al fine di individuare soluzioni efficaci e giuste che possano preservare la vita di milioni di persone soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, i più colpiti dal fenomeno".
L'incontro si terrà venerdì 8 giugno 2012 alle ore 18, al Centro di Formazione alla Solidarietà Internazionale, Vicolo S. Marco, 1 a Trento. Ne parleranno RICCARDO MORO, economista e docente universitario e GIANFRANCO CATTAI, Presidente FOCSIV. Introduce: Lia Govannazzi Beltrami (Assessore alla solidarietà della Provincia Autonoma di Trento). Presiede: Marco Pontoni (giornalista)
L'evento è in collaborazione anche con Mandacarù e con il sostegno dell'Assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia Autonoma di Trento.
Salvaguardia del Creato e diritto al cibo, cooperazione e lavoro, missionarietà, immigrazione, giovani, economia, sono i temi principali degli incontri che si stanno svolgendo in tutta Italia nell'ambito del 40° anniversario.
FOCSIV, con i suoi 65 organismi federati, infatti, sta celebrando attraverso eventi territoriali il 40° anniversario della sua costituzione, il 19 maggio 1972, sull'onda del fermento che mosse il laicato cristiano dopo il Concilio ecumenico Vaticano II e come risposta all'Enciclica Populorum Progressio (1967) di Paolo VI dedicata alla cooperazione tra i popoli e al problema dei Paesi in Via di Sviluppo (PVS).
"A partire dal 2007-2008, periodo in cui si sono registrati i primi forti aumenti dei prezzi delle derrate alimentari, il problema della fame nel mondo ha raggiunto dimensioni di grande preoccupazione. Ciò dimostra come esso non sia legato tanto alla produzione di cibo, quanto alle speculazioni finanziarie e all'eccessiva volatilità dei prezzi", dice il Presidente FOCSIV Gianfranco Cattai. Per questo motivo, "fermamente convinti della necessità che i Governi e la società civile debbano cooperare insieme, come Federazione da sempre conduciamo campagne internazionali di lobbying al fine di individuare soluzioni efficaci e giuste che possano preservare la vita di milioni di persone soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, i più colpiti dal fenomeno".
L'incontro si terrà venerdì 8 giugno 2012 alle ore 18, al Centro di Formazione alla Solidarietà Internazionale, Vicolo S. Marco, 1 a Trento. Ne parleranno RICCARDO MORO, economista e docente universitario e GIANFRANCO CATTAI, Presidente FOCSIV. Introduce: Lia Govannazzi Beltrami (Assessore alla solidarietà della Provincia Autonoma di Trento). Presiede: Marco Pontoni (giornalista)
L'evento è in collaborazione anche con Mandacarù e con il sostegno dell'Assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia Autonoma di Trento.
Salvaguardia del Creato e diritto al cibo, cooperazione e lavoro, missionarietà, immigrazione, giovani, economia, sono i temi principali degli incontri che si stanno svolgendo in tutta Italia nell'ambito del 40° anniversario.
FOCSIV, con i suoi 65 organismi federati, infatti, sta celebrando attraverso eventi territoriali il 40° anniversario della sua costituzione, il 19 maggio 1972, sull'onda del fermento che mosse il laicato cristiano dopo il Concilio ecumenico Vaticano II e come risposta all'Enciclica Populorum Progressio (1967) di Paolo VI dedicata alla cooperazione tra i popoli e al problema dei Paesi in Via di Sviluppo (PVS).
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martedì 5 giugno 2012
Violentata e uccisa. Vittima, in Honduras, di una guerra mai dichiarata
Tra loro c’era anche lei, voce strillante in mezzo a un bel numero di ragazzi tra i 15 ed i 20 anni, un gruppo in cui l’amicizia si è mescolata e rafforzata grazie alla presenza del progetto Infanzia in Rete, e alle sue attività promosse proprio nelle comunità di origine dei ragazzi.
Fu uno scambio di chiacchiere piacevoli e sensato: i ragazzi chiedevano dell’Italia e di ProgettoMondo Mlal, dell’Unione Europea, della mia vita mezza nomade.
Io a mia volta domandavo, non essendo mai stato in Amarateca, cosa fosse vivere nel Valle, cosa si facesse nel tempo libero, che facevano i genitori, e quali prospettive vedevano per il loro futuro.
Lei – 20 anni e senza compagno - mi parlò di suo figlio di 5 anni, e la cosa mi sorprese parecchio, data la sua faccina da adolescente alle prime armi nella vita adulta. Una cosa è avere appena avuto un figlio a vent’anni, un’altra è averne uno che si avvicina all’età della scuola elementare quando si è ancora all’ultimo anno delle superiori.
Ricordo il commento che mi fece: “Ero una bambina e avevo già un bambino”. Ricordo che mi raccontò anche della sua prima notte a casa dopo l’ospedale e il parto: si addormentò con il figlio nel letto e venne svegliata dai suoi genitori perché stava rischiando d’utilizzare il bebè appena nato come cuscino … Per lei era un cambio di paradigma radicale, non ne era pronta, e vedeva nel sonno da quindicenne una proiezione dell’infanzia e non la consapevolezza carica di doveri dell’essere mamma.
Tutto qui. Chiacchiere intorno a una bevanda fredda, schivando zanzare.
Poi un giorno, la collega incaricata della zona di Amarateca, è entrata in ufficio in lacrime. La ragazza che poche settimane prima era lì con noi, era scomparsa.
L’hanno ritrovata qualche giorno dopo, su un ciglio di una strada qualunque; gli esami medici post mortem dicono che è stata ripetutamente violentata, e che poi le hanno sparato quattro colpi in piena faccia a chiudere la faccenda.
Uno dei caduti per morte violenta che il Paese, che ha lo stesso numero di abitanti della regione Lombardia, sperimenta tutti i giorni. Uno dei tanti. Oltretutto una persona per nulla famosa e conosciuta. Quindi niente indagini.
Per paura, il padre ha deciso di non sporgere neanche denuncia. Non sia mai che i colpevoli lo scoprano e tornino per regolare i conti anche con lui, o altri componenti della famiglia…
Il figlio di lei crescerà con i nonni, pochi ricordi di una mamma dal viso adolescente, orfano di una guerra sporchissima mai dichiarata.
Alessandro Gambarini
ProgettoMondo Mlal Honduras
Perù: Chiesa e diritti umani nel caso Garatea
Il fatto: l’arcivescovo di Lima, Cardinale Juan Luis Cipriani, membro di spicco dell’Opus Dei a livello internazionale, decide di non rinnovare l’autorizzazione a esercitare il ministero presbiterale nella propria diocesi al sacerdote dell’ordine dei Sacri Cuori (Sagrados Corazones) P. Gastón Garatea. Ex insegnante della Scuola Recolecta, ex parroco di Ayaviri, ex membro della Commissione della Verità e Riconciliazione ed ex presidente della Mesa de Concertación de Lucha contra la Pobreza, attualmente impegnatissimo in spazi di dialogo e di proposta su politiche di inclusione sociale, da sempre uomo, oltre che prete esemplare, di grande passione, seppur misurata da un carattere mite e dialogante, con idee chiare e con fermezza etica, P. Garatea, da poco superati i 70 anni, è il simbolo della difesa dei diritti umani e della vicinanza con i poveri. Uno degli ultimi uomini di Chiesa ancora vicini all’opzione preferenziale per il povero, senza per questo essere forzatamente “schierato”: uno che con il suo impegno quotidiano mostra un cammino di vera conciliazione. Uomo di riferimento del mondo politico, della cultura e dell’opinione pubblica sui temi sociali, visto che una delle sue ultime interviste in televisione - a cui è stato invitato a partecipare proprio perché considerato “voce autorevole” - ha scatenato la rappresaglia del cardinale.
Da tempo infatti P. Garatea dà voce a un settore della Chiesa, sempre più nascosto, intimorito e messo all’angolo, aperto al mondo moderno, cioè aperto ad ascoltare i bisogni e le sofferenze di chi vive umane e quotidiane forme di intolleranza, discriminazione ed esclusione, e prende posizione su temi molto “scottanti” per la Chiesa in generale: unioni civili di omo ed etero, celibato cattolico, pedofilia, perfino aborto. Ha dichiarato spesso non una posizione esplicita “a favore”, ma una comprensione di situazioni su questi aspetti che provocano sofferenza, con la necessità, da parte della Chiesa, di offrire delle risposte, che non siano semplicemente dinieghi e chiusure, che in generale sono le uniche alternative per chi possiede scarsi argomenti, poca sensibilità umana e carenza di “intelligenza”.
P. Garatea è stato parroco ad Ayaviri, un luogo “storico” per ProgettoMondo Mlal, dove sono passati numerosi volontari e cooperanti. Dagli anni ’80 fino ad oggi abbiamo sempre mantenuto una “presenza”, in solidarietà con un mondo complesso, vitale, che spesso ci ha insegnato nuovi cammini.
Ayaviri, a quasi 4 mila metri di altitudine, centro di un’opera attiva da parte di una Chiesa aperta al sociale, con la sua Prelatura è stata per anni protagonista di un cammino di fede dettato dalla vicinanza con gli ultimi, lottando per l’accesso alla terra per i contadini, per la difesa dei diritti umani in tempo di conflitto armato, e di difesa dei diritti delle donne.
E P. Garataea, fino alla fine degli anni ’90, è stato un artefice e un riferimento di quella comunione di Chiesa votato all’opzione preferenziale per il povero. Tornando a Lima è stato nominato membro della Commisione della Verità e Riconciliazione, che ha investigato i crimini perpretati da Sendero Luminoso, MRTA e dalle Forze Armate a conseguenza del conflitto armato. Ed è stato uno dei “comisionados” più autorevoli seppur, anzi proprio per in forza della sua umana semplicità.
Ma Cipriani non è nuovo a questi atteggiamenti; è un “recidivo” dell’intolleranza. Ex arcivescovo di Ayacucho, altra zona dove ProgettoMondo Mlal ha operato con intensità e dove continua a operare con progetti di difesa dei diritti umani, Cipriani è dalla parte delle forze armate, disprezzando con “parole, opere e omissioni” i diritti umani (dichiarando sempre la sua antipatia per il movimento di difesa dei diritti umani, difendendo sempre i militari seppur notoriamente all’epoca zeppi di torturatori e criminali, e impedendo l’opera ad Ayacucho di organizzazioni della Chiesa votate a questo scopo come la Commissione Episcopale di Azione Sociale CEAS).
È opera lunga elencare le occasioni e gli atteggiamenti di questo personaggio ostile a tutto ciò che sia pluralismo o che sappia di cambiamento sociale. Non ultima, la durissima battaglia ancora in corso per obbligare la prestigiosa Pontificia Universidad Católica del Perú a cambiare lo statuto per consentire al Cancelliere (cioé l’arcivescovo di Lima, cioé, per il momento, lui) di nominare direttamente il Rettore: insomma, la lotta per il controllo della PUCP.
E non per meri motivi economici, ma per zittire e controllare quelle voci che non seguono i dogmi di Roma, specie sui temi scottanti già citati. Peché di fatto, la PUCP negli ultimi anni ha costruito un’immagine di laicità che infastidisce la gerarchia, dato che l’appellativo Pontificio dovrebbe automaticamente richiamare all’obbedienza e all’ottemperanza della dottrina ufficiale. Quindi, un personaggio in permanente e costante lotta “contro” gruppi e idee, mai a favore, con umana compassione ed evangelica dolcezza di qualcosa che non siano solo morale e posizione ufficiale della Chiesa.
Canone vs. Vangelo; quest’ultimo sempre ignorato, anche nelle pochissime lettere pastorali, per fortuna lette da pochissimi. E in questi anni di “governo pastorale” il cardinale è stato sempre molto prodigo di “indicazioni” ai parroci della sua diocesi, su come vestirsi, su come organizzare la propria parrocchia, sulla pastorale, insomma una vicinanza che sa di volontà di controllo, dettata dal “timore”.
P. Garatea ha detto che rispetterà la decisione del cardinale, per obbedienza, e anzi ha preso le distanze dalle numerosissime spontanee reazioni di fedeli, militanti di diritti umani o ex alunni, che hanno protestato dinanzi alla Nunziatura Apostolica o con comunicati stampa. Ma è inutile, la Chiesa opera con insondabili, spesso incomprensibili e ancor più inaccettabili ragioni, poco evangeliche e molto secolari.
P. Garatea porge l’altra guancia, come Cristo. Cipriani si straccia le vesti, come i Farisei nel Tempio.
Al di là della portata, in questo caso “limitata” a un solo presbitero, e con un atto apparentemente di “routine” come moltissimi altri, si presenta un nuovo esempio di come la Chiesa vuole stare nella Storia, o meglio come la Chiesa anteponga il Dogma alla Storia; nonostante l’evidenza empirica dimostri che l’umanità sia dentro quest’ultima.
Mario Mancini
ProgettoMondo Mlal Perù
lunedì 4 giugno 2012
Rio+20. Appello all’Italia a rilanciare l’urgenza di decisioni per uno sviluppo davvero sostenibileTitolo del post
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno, il Presidente FOCSIV Gianfranco Cattai rinnova l’appello della Federazione ad “affrontare le cause strutturali dei modelli di sviluppo diseguali e insostenibili ponendo le basi di un’azione internazionale in particolare per la convergenza delle crisi climatiche, dell’insicurezza alimentare, della crescente diseguaglianza economica e della diseguaglianza di genere”.
Dopo la delusione per i risultati dei negoziati di Bonn, in Germania, infatti, ora tocca a Rio+20 cercare di portare a casa qualche progresso in più, nonostante le previsioni siano pessimistiche. Al riguardo, “l’auspicio è che l’Italia possa giocare un ruolo propositivo a livello internazionale, essendo - di conseguenza - a conclusione della conferenza essa stessa coerente e pronta ad assumere quegli impegni che l’intero sistema Italia sarà chiamato a realizzare” sottolinea Cattai.
Per condividere riflessioni, proposte e possibili soluzioni, proprio in vista di Rio+20 FOCSIV ha elaborato un documento pubblicato nella Collana Strumenti 34 -2012 dal titolo “La FOCSIV per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012)” all'interno del quale uno spazio è dedicato ad una lista di raccomandazioni sottoscritte anche dalle principali sigle dell'associazionismo cattolico tra cui Azione Cattolica Italiana, CISL, COLDIRETTI, Movimento Cristiano Lavoratori e Agesci.
Il documento è realizzato insieme alle altre organizzazioni consociate nella CIDSE, la rete delle Organizzazioni Cattoliche di sviluppo legate alle Conferenze Episcopali di Europa e Nord America. Un documento per dare voce a quei miliardi di persone che nei Paesi poveri del Sud del mondo ancora oggi vivono nelle privazioni e nella miseria,
Scarica il testo integrale della collana strumenti (clicca qui).
Dopo la delusione per i risultati dei negoziati di Bonn, in Germania, infatti, ora tocca a Rio+20 cercare di portare a casa qualche progresso in più, nonostante le previsioni siano pessimistiche. Al riguardo, “l’auspicio è che l’Italia possa giocare un ruolo propositivo a livello internazionale, essendo - di conseguenza - a conclusione della conferenza essa stessa coerente e pronta ad assumere quegli impegni che l’intero sistema Italia sarà chiamato a realizzare” sottolinea Cattai.
Per condividere riflessioni, proposte e possibili soluzioni, proprio in vista di Rio+20 FOCSIV ha elaborato un documento pubblicato nella Collana Strumenti 34 -2012 dal titolo “La FOCSIV per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012)” all'interno del quale uno spazio è dedicato ad una lista di raccomandazioni sottoscritte anche dalle principali sigle dell'associazionismo cattolico tra cui Azione Cattolica Italiana, CISL, COLDIRETTI, Movimento Cristiano Lavoratori e Agesci.
Il documento è realizzato insieme alle altre organizzazioni consociate nella CIDSE, la rete delle Organizzazioni Cattoliche di sviluppo legate alle Conferenze Episcopali di Europa e Nord America. Un documento per dare voce a quei miliardi di persone che nei Paesi poveri del Sud del mondo ancora oggi vivono nelle privazioni e nella miseria,
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30° Edizione della MOEA a Cochabamba. Per parlare di fame e sicurezza alimentare
Dal 16 al 19 maggio a Tiquipaya, a pochi km da Cochabamba, si è tenuta la 30° edizione della MOEA, ovvero il Modello dell’Assemblea Generale degli Stati Americani a cui hanno partecipato attivamente rappresentati universitari di 34 paesi del continente. Circa 500 universitari hanno dibattuto con grande entusiasmo e protagonismo proposte concrete di soluzioni al grave problema della fame nel continente americano e dell’accesso all’acqua di qualità quale diritto fondamentale degli esseri umani. Questo Modello ha come obiettivo di sensibilizzare i giovani del continente americano e il popolo boliviano sulle priorità dell’agenda interamericana.L’evento infatti ha preceduto la 42° Assemblea Generale dell’OEA (Organizzazione degli Stati Americani), che si è svolta in questi giorni (dal 3 al 5 giugno) sempre nei pressi di Cochabamba sul tema della sicurezza alimentare e la sovranità dei paesi Americani.
Sabato 19 maggio, giorno conclusivo della MOEA sono state rese note le 200 risoluzioni relative a queste tematiche e altre ancora come il traffico illecito di armi, o ancora incentivi per la micro e piccole imprese in campo agricolo, e inoltre la Dichiarazione sulla Sicurezza Alimentare come Sovranità nella regione. Durante l’inaugurazione dell’evento il segretario delle relazioni estere della OEA, Alfonzo Quiñónez, ha menzionato la necessità di stabilire un Ordine Mondiale Alimentare più giusto, equo e inclusivo come uno degli obiettivi più importanti del nuovo millennio e delle generazioni future.
Questo Ordine secondo Alfonzo Quiñónez deve rispondere alla necessità di promuovere e rafforzare le politiche pubbliche al fine di favorire e implementare investimenti in agricoltura e nei mercati agricoli; integrare i piccoli produttori ai mercati; promuovere il commercio equo; controllare la volatilità dei prezzi dei beni alimentari; sviluppare più programmi per l’accesso al cibo delle popolazioni maggiormente vulnerabili e stabilire parimenti strategie di educazione in sicurezza alimentare e nutrizionale.
All'inaugurazione ufficiale hanno partecipato il governatore di Cochabamba Edmundo Novillo, il sindaco Edwin Castellanos, il rappresentante della OEA in Bolivia, Enrique Reyna, la Coordinatrice del OEA in Bolivia Aylin Oropeza, il presidente della MOEA Isaac Ramírez, il Segretario Generale MOEA Juan David Hincapie, il rappresentazione del governo e ministro dell'Istruzione, Roberto Aguilar. Dopo questa fase di aperture istituzionale i giovani hanno preso il controllo della seduta plenaria per passare successivamente al lavoro congiunto di 5 commissioni.
La prima si è occupata dei meccanismi che garantiscano risposte alla crisi alimentare. Le delegazioni in questa Commissione hanno proposto di creare un fondo economico internazionale per aiutare i paesi a superare la crisi alimentare che dal 2006 ha colpito molti stati vulnerabili dell’emisfero dopo l'aumento dei prezzi del petrolio. Altro tema dibattuto in questa Commissione è stata la lotta alla malnutrizione infantile: secondo Alfonzo Quiñónez ancora circa 19 milioni di bambini nel continente americano soffrono del problema della malnutrizione.
La seconda Commissione è stata incaricata di dibattere sulla questione della sicurezza nell'emisfero con riferimento allo sviluppo di strategie che prevengano la fabbricazione e il traffico illecito di armi da fuoco, munizioni, esplosivi e altri materiali affini. In questo caso l'esperto è stato Carlos Jose Orosco, che ha parlato di questioni relative alle norme internazionali adottate e attuate nei paesi sul tema specifico. Si è inoltre discusso della Convenzione americana sulla trasparenza in Acquisizioni di Armi convenzionali e della Convenzione inter-americana contro la fabbricazione e il traffico illecito di armi da fuoco, munizioni, esplosivi.
La terza Commissione ha dibattuto sulla creazione di incentivi per la micro e piccola agricoltura attraverso il recupero, la promozione e la commercializzazione di colture originarie delle Americhe. Da questa discussione è emerso che l’accesso fisico agli alimenti di qualità deve essere considerato come un diritto fondamentale del vivere bene.
Il lavoro della quarta Commissione si è focalizzato su questioni amministrative e di bilancio e sul Fondo Emisferico per la canalizzazione di risorse provenienti dagli Osservatori Permanenti dell’OEA per progetti prioritari regionali. Si sono affrontate le Norme generali per il funzionamento del Segretariato generale - Capitolo IV - Disposizioni generali di natura finanziaria e di bilancio; mobilitazione di risorse esterne ai paesi Osservatori Permanenti dell’OEA; contributo dei paesi Osservatori Permanenti dell’OEA nel 2011.
La quinta e ultima Commissione, commissione Speciale, ha dibattuto sul tema della tossicodipendenza e delle strategie di lotta contro questa realtà che affligge moltissimi giovani e non giovani dei paesi del continente americano, dai più ricchi ai più svantaggiati.
Alla fine de 4 intensi giorni di lavoro, le delegazioni degli studenti dei 34 paesi americani hanno presentato una propria versione relativa alla Dichiarazione dell'Assemblea Generale della OEA relativamente al tema della sicurezza alimentare come sovranità nell’America. Tale documento è stato presentato dal presidente della MOEA quale rappresentante delle delegazioni presenti, durante la seduta ordinaria della 42° OEA che si è tenuta in Bolivia dal 3 al 5 giugno.
Il rettore della Università del Valle Gonzalo Ruíz, durante la chiusura dell’assemblea si è mostrato soddisfatto per lo svolgimento delle discussioni e per la qualità delle proposte e delle considerazioni che sono emerse, nonché degli scambi positivi che vi sono stati tra studenti provenienti da paesi tanto differenti. Egli inoltre si è mostrato convinto che il ruolo delle generazioni future sarà di primaria importanza per la soluzioni di problematiche tanto gravi che affliggono il pianeta, e che il ruolo delle università del continente americano è quello di formare giovani tecnici ed esperti che possano adeguare la scienza e la tecnologia alle realtà e alle esigenze specifiche di ogni paese. Ruíz ha inoltre sottolineato l’importanza di investire nella formazione e nella preparazione di risorse umane qualificate al fine di trovare soluzioni adeguate e assicurare strategie efficienti che possano garantire acqua, cibo e medicine ai propri popoli.
Infine, il ministro boliviano dell'Istruzione, Roberto Iriarte, ha descritto l'incontro come un evento educativo e uno spazio per la formazione di cittadini, dirigenti, rappresentanti, una tappa fondamentale per la costruzione della futura democrazia.
Solo al termine della 42° OEA, si potrà effettivamente capire quanto saranno tenute in considerazione le proposte e le idee dei giovani popoli americani e se queste incideranno positivamente e concretamente sulle future scelte politiche di tali paesi.
Luca Di Chiara,
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Bolivia
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Il diritto al Gioco. Raccontalo con una foto
Sensibilizzare bambini ed adolescenti, coinvolgendoli in prima persona perché mettano in campo la loro originalità e fantasia, e allo stesso tempo riflettano sui diritti dell’infanzia che sono la tematica centrale del progetto di cooperazione internazionale “Il Mestiere di crescere”, promosso da ProgettoMondo Mlal in Perù, Bolivia e Colombia. Con questo obiettivo è stato lanciato, l’1 giugno dall’America Latina, il primo concorso artistico, che sarà un concorso fotografico con tema il diritto al gioco.
L’idea nasce dalla lettura della stessa Convenzione sui diritti dell’infanzia, lì dove stabilisce che “Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l'organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.” (art 31.2).
Il Progetto internazionale “Il mestiere di crescere” è stato fortemente voluto dall’Unione Europea per lavorare soprattutto in quegli ambiti educativi dei tre Paesi latinoamericani dove è più forte la marginalizzazione dei bambini e adolescenti, ma è anche particolarmente forte la presenza attiva di associazioni e organismi costituiti dagli stessi bambini che da anni si battono per promuovere tra gli adulti i propri diritti. Siano essi allo studio, al cibo, alla formazione, alla salute o anche al gioco…
Potranno partecipare al concorso di “Il mestiere di crescere” tutti i bambini e ragazzi tra i 5 e 17 anni, inviando una foto scattata da loro che rappresenti questo diritto, insieme a una breve spiegazione. Dal momento che è aperto a tutti, indipendentemente dal fatto che siano o meno coinvolti nel Progetto, è stato pubblicato anche sulla pagina web www.eltrabajodecrecer.org, sulla FunPage ed è stato creato un evento su Facebook che è poi lo strumento migliore per diffonderlo tra un pubblico giovanile.
Se l’iniziativa riscuoterà l’attenzione e la partecipazione dei ragazzi, verranno promossi altri concorsi a tema. Proprio perché il loro protagonismo possa esprimersi anche attraverso la creatività.
Scarica il regolamento del concorso: clicca qui
Per informazioni: comunicacion@eltrabajodecrecer.org - www.eltrabajodecrecer.org
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