Il progetto Habitando volge a conclusione dopo oltre 3 anni di attività su e giù per la Pampa argentina. Sono stati tre anni di grande intensità, nei quali abbiamo potuto lavorare con oltre 48 Municipi delle province di Cordoba e Santa Fe (un territorio grande come l’Italia), formando le equipe tecniche locali su una nuova visione della costruzione dell’Habitat, partecipativa, inclusiva, che tenga conto delle necessità delle famiglie e dei lavoratori, insomma una costruzione... sociale.
La richiesta di sostegno e formazione da parte dei Municipi, che puntano dalla città più grande al paesino più piccolo a migliorare la qualità della vita di molte famiglie, è stata altissima. Sono stati promossi e realizzati 32 seminari di formazione sui temi legati alla gestione delle terra, alla pianificazione territoriale, all’autocostruzione e sulla scrittura di progetti di edilizia popolare integrali (in tutto ne sono stati scritti 34 che potenzialmente potranno favorire oltre 5.800 famiglie).
Un altro importante partner con cui abbiamo lavorato sono state le oltre 40 piccole imprese e i gruppi informali del settore della costruzione che, insieme ad Habitando, si sono rafforzate e, in alcuni casi hanno trovato un lavoro, partecipando attivamente alla realizzazione di piani di edilizia popolare.
Insieme a Municipi e piccole imprese è stato possibile anche avviare importanti progetti di edilizia integrale e partecipativa che andranno a migliorare la vita di oltre 500 famiglie con la costruzione di una nuova casa o il miglioramento dell’attuale.
In particolare uno di questi progetti, quello nel paese di Unquillo, dopo cinque mesi di febbrile lavoro si è felicemente concluso: le cinque mamme e i loro figli hanno visto realizzate le nuove case che ufficialmente sono state già consegnate loro con atto notarile.
Un altro importante risultato raggiunto da Habitando è stato quello di incidere nelle politiche pubbliche a livello nazionale per fare in modo che la produzione sociale dell’habitat diventi poco a poco una priorità per il governo appena rieletto.
Lo scorso 3 ottobre, nella città di Buenos Aires, l’associazione “Habitar Argentina”, formata da ong, organizzazioni di base, università, politici, e alla quale partecipa anche il progetto Habitando, ha presentato alla società civile e al governo 2 nuove proposte di legge sulla “Produzione Sociale dell’Habitat” e sulla “Pianificazione territoriale”.
Le due proposte di legge, frutto di una lunga e intesa elaborazione alla quale ha partecipato l’equipe del progetto Habitando, hanno l’obiettivo di favorire l’attuazione di piani di edilizia integrali, dove le famiglie siano protagoniste assieme ai municipi, le microimprese locali, le ong, e vedano valorizzate le proprie capacità nell’organizzarsi e nell’autocostruzione. Si vuole inoltre offrire a Municipi e governi provinciali e nazionali, nuovi strumenti per la promozione di uno sviluppo urbano integrale, che tenga conto delle necessità della maggioranza della popolazione, che rispetti l’ambiente e che sia libero dalle logiche di mercato favorendo il maggior numero di persone possibile nella costruzione di una città inclusiva.
ProgettoMondo Mlal chiuderà la sua presenza a Cordoba lasciando al suo partner AVE il compito di continuare il percorso iniziato nel dicembre del 2008. Vi è ancora molta strada da fare e siamo contenti di sostenere AVE in questo pezzo di percorso che, insieme allo sforzo di molte altre organizzazioni in Argentina, sta poco a poco portando a migliaia di famiglie l’opportunità di essere protagoniste di un importante cambiamento verso un vita migliore.
Nicola Bellin
capoprogetto Habitando
ProgettoMondo Mlal
martedì 24 aprile 2012
giovedì 19 aprile 2012
Quel 5 per mille che aiuta il mondo. Governo a sostegno del volontariato
E' stato approvato lunedì sera dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sulla delega fiscale con lo scopo di correggere alcuni aspetti critici del sistema fiscale italiano per renderlo più equo, trasparente e orientato alla crescita economica.
Si tratta di “un segno importante da parte del Governo, un piccolo grande contributo alle nostre attività e a sostegno del volontariato” commenta Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV. Grazie al 5x1000, infatti, "le nostre ONG hanno potuto implementare progetti importanti nei sud nel mondo. I 15 milioni di contribuenti che utilizzano questo strumento sono consci del fatto che destinano una parte della loro imposta sul reddito a favore di organizzazioni che quotidianamente si impegnano per la lotta alla povertà e la giustizia sociale.”
In un momento di grave crisi economica in cui i tagli dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo continuano a colpire la cooperazione internazionale, “a maggior ragione, anche un piccolo gesto dei cittadini può dire tanto per gli enti no profit e in particolare per le ONG” sottolinea Cattai.
Un piccolo gesto che può significare molto anche per ProgettoMondo Mlal che grazie a ogni singolo sostegno potrà contribuire allo sviluppo di centinaia di comunità in Africa e America Latina lavorando al fianco delle donne, delle associazioni di agricoltori, con le famiglie e nelle scuole, per i bambini e gli adolescenti in difficoltà, nei villaggi di montagna del Marocco come nelle valli andine e nella selva peruviana, per assicurare un’alimentazione quotidiana e sicura, l’accesso alla salute e a un posto di lavoro, il diritto all’istruzione e alla partecipazione alla vita sociale e politica nei rispettivi Paesi.
In questo senso la solidarietà italiana garantirà a ProgettoMondo Mlal di portare avanti con maggiore serenità i vari programmi che la vedono impegnata nel sud del mondo.
Un aiuto in più che darà forza al sostegno quotidiano e costante di quanti aderiscono al Programma di Sostegno a distanza o finanziano il Fondo Amico Mlal, o, ancora, scelgono il nostro artigianato per bomboniere e idee regalo.
Per donare il 5 per mille è sufficiente in fase di dichiarazione dei redditi inserire, nell’apposita casella dedicata alle Onlus, di 740, Unico e Cud, il codice fiscale n. 80154990586.
Si tratta di “un segno importante da parte del Governo, un piccolo grande contributo alle nostre attività e a sostegno del volontariato” commenta Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV. Grazie al 5x1000, infatti, "le nostre ONG hanno potuto implementare progetti importanti nei sud nel mondo. I 15 milioni di contribuenti che utilizzano questo strumento sono consci del fatto che destinano una parte della loro imposta sul reddito a favore di organizzazioni che quotidianamente si impegnano per la lotta alla povertà e la giustizia sociale.”
In un momento di grave crisi economica in cui i tagli dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo continuano a colpire la cooperazione internazionale, “a maggior ragione, anche un piccolo gesto dei cittadini può dire tanto per gli enti no profit e in particolare per le ONG” sottolinea Cattai.
Un piccolo gesto che può significare molto anche per ProgettoMondo Mlal che grazie a ogni singolo sostegno potrà contribuire allo sviluppo di centinaia di comunità in Africa e America Latina lavorando al fianco delle donne, delle associazioni di agricoltori, con le famiglie e nelle scuole, per i bambini e gli adolescenti in difficoltà, nei villaggi di montagna del Marocco come nelle valli andine e nella selva peruviana, per assicurare un’alimentazione quotidiana e sicura, l’accesso alla salute e a un posto di lavoro, il diritto all’istruzione e alla partecipazione alla vita sociale e politica nei rispettivi Paesi.
In questo senso la solidarietà italiana garantirà a ProgettoMondo Mlal di portare avanti con maggiore serenità i vari programmi che la vedono impegnata nel sud del mondo.
Un aiuto in più che darà forza al sostegno quotidiano e costante di quanti aderiscono al Programma di Sostegno a distanza o finanziano il Fondo Amico Mlal, o, ancora, scelgono il nostro artigianato per bomboniere e idee regalo.
Per donare il 5 per mille è sufficiente in fase di dichiarazione dei redditi inserire, nell’apposita casella dedicata alle Onlus, di 740, Unico e Cud, il codice fiscale n. 80154990586.
lunedì 16 aprile 2012
Il ritmo brasiliano ritorna in Italia, con il tour degli Axe Lata
Con la passione e l’aiuto di tanti Encantados, ecco il programma che ProgettoMondo Mlal e il suo progetto Casa Encantada di Salvador de Bahia, dal 28 aprile al 3 giugno, porterà in Italia anche quest’anno: laboratori, workshop, spettacoli, incontri, interscambio e serate di solidarietà che, grazie all’animazione di un’assortita equipe brasiliana guidata dal nostro operatore Loris Campana, coinvolgeranno tutte le età: dai bambini agli adulti, dal parroco al sindacalista, dall’alunno all’educatore. Potremo così dimostrare come, anche con lo sport e con la musica, ci si possa divertire imparando nell’interscambio, e allo stesso tempo parlando di educazione, intercultura, cittadinanza e amicizia.
Sono stati proprio i turisti, che durante il loro soggiorno a Casa Encantada sono riusciti a fare “proprio” il ritmo afro-brasiliano, sperimentandosi con i ragazzi del Progetto, a volere che questa esperienza venisse riproposta anche in Italia.
E così, ospiti di Scuole, Associazioni, gruppi, amici di Casa Encantada e di ProgettoMondo Mlal in giro per l’Italia, l’equipe di Axe Lata entrerà nelle classi per lavorare con studenti e insegnanti, offrirà spettacoli di percussioni e capoeira nelle piazze e nei locali, per concludere con una due giorni di festa Encantada, nel giardino della Fondazione Piccini di Calvagese in provincia di Brescia.
Sarà per tutti una nuova occasione per constatare di persona quanto siano importanti nella cooperazione internazionale anche progetti di sviluppo che prevedano l’arte, la musica e la danza quali strumenti educativi nel lavoro con i ragazzi delle periferie.
Il ricavato della Tournee contribuirà infatti anche al finanziamento delle attività del maestro Nomio per i suoi 50 ragazzi della periferia di Salvador.
Loris, Maria, Nomio e Jossi
equipe Casa Encantada
ProgettoMondo Mlal Brasile
SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DEL TOUR
Scarica l'articolo del 14 aprile su "Il Nuovo Torrazzo"
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In cucina con gli ex detenuti
Il ristorante Prato Feliz, nato in seno al Progetto e al lavoro con gli ex detenuti "Vita Dentro", non ha nulla di europeo. E' piccolino, molto mozambicano come stile, semplice, accogliente. Si mangia molto bene, dal frango con chima o arroz, al cabrito; dalla sopa di patata a quella di fagioli; dal bife con batata e salada al panino con uovo o formaggio; dalla chamussa di carne e pesce, alla cachora di cocco. I camerieri sono ex reclusi, o detenuti che hanno ottenuto la libertà condizionale. Hanno storie simili e differenti allo stesso tempo. Nonostante il mio portoghese sia ancora rudimentale, nei momenti di calma ci facciamo delle gran chiacchierate, durante le quali mi raccontano un po' la loro vita. Chi si sta faticosamente costruendo una famiglia; chi non riesce a trovare una donna che non lo pianti in asso rubandogli tutto, soldi, telefono, vestiti, sedie; chi è finito in carcere perché tradito da quelli che credeva amici e ora non vuole più avere nessun amico, sceglie di stare solo, si lascia andare ad una risata con i colleghi, trascorre le domeniche con la famiglia, ma niente più amici. "Com'è la vita in carcere mi chiedi? Vai a vedere".
In carcere hanno scoperto la poesia, la danza, il teatro, la scultura, il desiderio di coltivare quest'arte fino a farla diventare un giorno una professione.
Al ristorante si gestiscono i turni e le spese. Vivono tutti in periferia, chi lavora di sera spesso non torna a casa, dorme lì, aspetta l'alba. Abitano in zone pericolose, non di rado violente dopo una certa ora, quindi si fermano al Prato Feliz e tornano a casa a riposare quando è già giorno. Sono stati responsabilizzati, è stato loro insegnato, e tutt'ora si insiste su questo tema, che non stanno lavorando nel ristorante degli italiani, ma nel loro ristorante, è la loro vita, la loro seconda chance per evitare la strada e di conseguenza anche la delinquenza. Mi è parso fin da subito chiaro come il ristorante rappresenti la loro alternativa, una possibilità concreta per il futuro. E la sensazione che ho è che ci tengano.
Il venerdì sera il Prtato Feliz propone musica dal vivo. E'una serata che riscuote successo tra mozambicani e non. Una delle ragazze portoghesi con cui vivo mi ha detto che il venerdì al Prato Feliz è quanto di più divertente e piacevole ci sia a Nampula. E non lo pensa solo lei visto il numero di persone che riempiono il locale, ballando, cantando e bevendo fiumi di cerveja. Deve essere una bella soddisfazione aprire frighi completamente vuoti il sabato mattina, ed essere quasi obbligati a chiedere in prestito una macchina, perchè dopo il venerdì, la spesa è piuttosto consistente e sarebbe impossibile caricare tutta quella roba su una bicicletta.Francesca Grego
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal
Progetto Vita Dentro, Mozambico
Un colpo di clacson, e ti risvegli in Africa
Sapevo che stavo per raggiungere l'Africa, che Nampula è una città che non ha nulla di europeo… ma che strana emozione ho provato quando dall'aereo, atterrando, vedevo solo distese di baobab interrotte da qualche tetto di paglia. E' Africa. L'Africa che a volte rimane senza luce, altre senza acqua.
E' l'Africa della terra rossa e del verde della vegetazione. E' l'Africa delle lunghe e interminabili distanze, chilometri di asfalto e di argilla senza quasi incontrare un'anima, salvo venditori di frutta, di cajù e piri piri che si piazzano in mezzo alla strada fino a quasi farsi investire pur di pubblicizzare in qualche modo i loro prodotti. E' l'Africa delle case di fango, dei bambini con le ceste sulla testa, delle spiagge bianche e deserte, del silenzio dei pescatori, dei ritrovi della popolazione all'ombra di imponenti alberi per condividere il pesce fresco. E' l'Africa che si alza al sorgere del sole e va a dormire al tramonto, l'Africa che, pur non avendo niente, riesce a trasmettere la sua serenità.
Passando e osservando queste zone, ho avuto quasi paura di disturbare quella quiete, quella pace. E sorridono gli africani dell'Africa rurale quando ti vedono. Ti guardano e ad un tuo cenno di saluto rispondono con calore, oserei dire ospitalità. Nampula è caotica. Si guida all'inglese, particolare che non mi aspettavo. Piano piano si impara l'arte di attraversare la strada senza farsi uccidere. Qui vige una guida sportiva, ma in caso di temporaneo smarrimento del pedone nel bel mezzo della rua, ci pensa il suono del clacson a risvegliarlo dal suo sonnambulismo.
Francesca Grego
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal
Progetto , Mozambico
giovedì 12 aprile 2012
Ong nello sviluppo rurale
Come opera un'ong sul terreno? Quali sono le sue strategie, gli approcci i metodi di lavoro? Il nuovo libro “Con i piedi per terra” di Capocchini e Perotti unisce teoria e pratica raccontando esperienze innovative di collaborazione tra ong e associazioni contadine in Africa e America Latina. E oggi diventa anche un corso di formazione on line della scuola Ong 2.0. Partendo dalle esperienze concrete di cooperanti sul terreno in 5 diversi paesi del mondo questo ciclo di webinar permette di capire il lavoro svolto dalle ong in ambiente rurale. Gli incontri, promossi in collaborazione con l'ong Cisv, coniugano teoria e pratica dello sviluppo, presentando modelli di esperienze innovative, condotte in diversi paesi di Africa ed America Latina.
Introdotti da un incontro iniziale che affronterà linguaggi e senso della cooperazione delle ong oggi, in un’ottica critica, saranno approfondite e descritte, con la presenza dei cooperanti in azione nei paesi e degli esperti della sede italiana, esperienze di sostegno al mondo contadino, ed alle società rurali in Burkina Faso, Senegal, Brasile, Guatemala, e il ruolo della ong nei diversi processi, con enfasi specifica su alcune tematiche e approcci di lavoro (agricoltura, pastoralismo, microfinanza, sostenibilità ambientale, genere e diritti umani).
Scopo del corso è fornire alcune conoscenze di base sull’azione delle ong nella cooperazione internazionale, le metodologie e gli approcci utilizzati nei progetti e nel sostegno alle comunità e partners locali nell’ambito dello sviluppo rurale e illustrare l’agire concreto di una ong di sviluppo, presentandone la visione, le strategie e l’operatività in alcuni paesi.
Il corso è rivolto a studenti, operatori, volontari o semplici cittadini che desiderano operare nel mondo della cooperazione internazionale.
Per saperne di più visita il sito di Vps o clicca direttamente qui.
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venerdì 6 aprile 2012
Bolivia, la scommessa del pane
Sull’autobus “J” (Jota) oggi non c’è molta gente. È un autobus di origine nord-americana, colorato esternamente di rosso, giallo e blu, una marmitta da cambiare, sedili e ammortizzatori del tutto discutibili. In compenso c’è in radio una buona musica latina, dunque prendiamo posto, almeno dove ci sto con le gambe. Qui le fermate degli autobus non esistono, quando lo vedi passare alzi il braccio e questo si ferma, così come quando vuoi scendere, l’autista ti fa scendere quando gli fai cenno con una frase del tipo “voy a bajar”, oppure “a la esquina por favor”. Scendiamo all’angolo, dove via Ayacucho incrocia perpendicolarmente via Heroinas, due vie che tagliano in due la città e che sono fondamentali per orientarti, soprattutto nelle città trafficate, grandi, che sono divise tutte alla stessa maniera…
Io e Luca, attraversiamo il centro, passando per la piazza principale, ovvero piazza 14 Settembre. Abbiamo da sbrigare alcune commissioni per la nostra Ong, e poi i nostri percorsi si dividono: Luca va verso l’ufficio di Red Tusoco (nostro partner per quanto riguarda il Progetto di turismo comunitario Bienvenidos!) e io mi avvio con il bus 18 nel Barrio El Molino, zona “Valle Hermoso” verso la sede dell’A.P.T., l’Associazione Produttori di Grano che ospita a piano terra anche la panetteria dove, in qualità di Casco Bianco ProgettoMondo Mlal, sto prestando da un mese il mio servizio civile, e che ogni giorno produce pane, le famose empanadas, e i biscotti integrali.
La sede è a sud della città di Cochabamba, in periferia, un quartiere povero dove non c’è una strada asfaltata. La panetteria, avendo l’Apt appena cambiato il proprio direttivo, è ancora molto disorganizzata, a volte non sa quanto pane fare, il personale non osserva troppo rigorosamente l’orario di lavoro, e la mattina non si inizia mai a lavorare davvero presto... Inoltre è anche poco tempo che usano la macchina per produrre il pane e non sanno usare quella per fare i biscotti, in compenso però già si sfornano delle ottime pagnotte e delle empanadas ripiene al formaggio.
Così, man mano che mi avvicino, il profumo del pane caldo inizia a metterti l’acquolina in bocca, il negozietto è già aperto con appesi all’esterno i vari manifesti per incentivare l’attenzione di nuovi clienti mentre, le commesse, molto timide dentro al negozio, se ne stanno quasi nascoste.
Il pane è pronto, dunque prendiamo i cesti di pane e iniziamo a fare il giro delle case e dei piccoli negozietti che circondano il quartiere.
Anche qui in Bolivia la cultura del pane è molto sentita. Ogni giorno si compra pane, e una pagnotta corrisponde più o meno al fabbisogno di una persona. Perciò il pane si vende bene, visto anche il numero consistente di bambini: in media ne vanno via 4-5 pagnotte per famiglia. Però la gente è abituata a ricevere il pane direttamente a casa, e anche se facciamo presente ai nostri clienti che il negozio della panetteria è a soli 100 metri da loro, non cambiano abitudini e non vengono fino al negozio, aspettano che siamo noi a portarglielo. Fino a quasi il tramonto vendiamo tutto il pane e le empanadas.
Torniamo al negozio, diamo una pulita alla panetteria.
Ormai sta calando la sera, ed è meglio prendere il piccolo autobus perché si sa, di sera non è il massimo spostarsi a piedi, soprattutto nei quartieri periferici.
Un pò alla volta, ma con convinzione, insieme a tutto lo staff della panetteria, e soprattutto grazie all’impegno della responsabile del Progetto, Anna Alliod, e grazie al sostegno dell’equipe ProgettoMondo a Cochabamba (il coordinatore Aurelio Danna e i miei colleghi Luca Di Chiara e Martino Bonato, impegnati in altri Progetti), riusciremo senz’altro a far ripartire la panetteria alla grande!
Stefano Scrocco
Casco Bianco ProgettoMondo Mlal Bolivia
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