martedì 10 maggio 2011

REMIDA DAY 2. Il 14 maggio a Genova

Anche quest'anno, nei Cortili di Palazzo Ducale e dintorni, nel centro di Genova, avrà luogo il Remida day 2, la giornata promossa dal Centro Remida Genova di Coopsse onlus, aderente di ProgettoMondo Mlal che opera sul territorio Liguria.
I Remida day sono giornate speciali di maggio, dedicate a reinterpretare i luoghi della città e a rinnovare sguardi curiosi verso i materiali di scarto e gli avanzi della produzione industriale e artigianale.
Quest'anno, sabato 14 maggio, dalle 10 alle 18, per stimolare un diverso approccio alle tematiche ecologiche e una maggiore sensibilità verso l'ambiente, il Remida day sarà dedicato a un materiale importante, per la sua storia, per il suo utilizzo, per il suo riuso: la carta.
L'allestimento degli spazi e la presenza di attività e laboratori , faranno incontrare bambini e adulti con prodotti non perfetti e oggetti senza valore, alla scoperta del materiale di scarto proposto, la carta in tutte le sue forme, per accedere all'idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività, in una logica di sostenibilità e di rispetto dell'oggetto, dell'ambiente, dell'uomo.

Installazione “Il bosco incartato”
– a cura di Emanuela Musso e Alessandra Cavalli
L'atrio e i Cortili di Palazzo Ducale saranno animati da decine di alberi “grafici”, quasi ad altezza naturale, realizzati con carta e cartone, radunati come piccoli boschi o allineati a tracciare percorsi guidati; alcuni alberi/baobab, in Piazza Matteotti, accompagneranno i visitatori alla Mostra “L'Africa delle meraviglie”.
In alcune zone, il pavimento calpestabile sarà di trucioli e sfridi di carta, come un tappeto materico che richiama il sottobosco naturale.
I visitatori avranno la possibilità di prenotare un albero da portarsi via alla fine della giornata e da ricollocare in uno spazio personale e/o collettivo, a scuola o a casa.

Espositori
Nel Cortile minore, saranno allestiti banchi espositivi e di vendita, a cura di espositori selezionati che producono creazioni artistiche e prodotti collegati al materiale “carta”:
• Legatoria Artigiana Chartarius
• Carta e colori– Elena Verardo
• La formica – prodotti intelligenti
• R'incartami – Lucia Di Maggio
• Al Nissà – Creazioni di carta e legno
• Centro di educazione al lavoro – “Tempi moderni” – Coopsse
• Vittorio – cornici e cose in legno
• Offset Shopper – Martina Poiana e Grafiche Stella
• Arisart – Corda e carta di riso
• Tipografia Grafica KC – La prima tipografia ecologica in Liguria

Laboratori
Al mattino e al pomeriggio, sarà possibile partecipare a tre Laboratori tematici:
 “La carta odorosa”, a cura delle operatrici del Laboratorio di Educazione ambientale “Naturalmente” del Comune di Genova - U.O.S.T. Ponente. In questo Laboratorio si potrà costruire materialmente un foglio di carta e personalizzarlo con il gusto e il sapore preferito scegliendo tra gli aromi e le essenze a disposizione.
 "Maschere di carattere”, a cura di Fondazione per la Cultura - Genova Palazzo Ducale – Servizio Didattica. Un divertente laboratorio in cui costruire con sacchetti di carta e colori maschere di forte impatto visivo ispirate alle immagini di arte africana presenti nella mostra L’Africa delle meraviglie
 “Un mare di carta” - Laboratorio a cura di ARCI Genova – Ufficio Infanzia e Adolescenza.
E inoltre.....
Un “corner” speciale

Nell'atrio, ci sarà un luogo dedicato al Laboratorio delle shopper bags, laboratorio di riuso creativo degli ombrelli rotti provenienti dalla raccolta differenziata di AMIU Genova, a cura delle donne detenute nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo. Con la tela degli ombrelli, con abilità e fantasia, verranno confezionate “in diretta”, originali borsine per la spesa, riconoscibili dal marchio ideato dalle stesse donne detenute : Il Girasole – Creazioni al fresco.
Madeamano
Come l'anno scorso, il Progetto Madeamano è presente al Remida day anche quest'anno. Da un'idea del Centro Remida di Reggio Emilia, si promuove il “fare a maglia”come gesto collettivo che si colloca in modo ideale nei luoghi aperti alla comunità.Sarà allestito un punto dove i visitatori , grandi e piccoli, potranno fermarsi e dare il loro contributo alla realizzazione di teli che diventeranno moduli costruttivi per un manufatto tricolore che festeggerà i 150 anni dell'Unità d'Italia. Verranno riutilizzati scarti tessili e filati di recupero messi a disposizione da Remida e dalle aziende che collaborano.Madeamano è la possibilità di favorire nuove relazioni, condividendo l'esperienza con amici ed estranei, creando l'occasione di incontri tra generazioni diverse.
Musicalbus
In Piazza Matteotti, torna il Musicalbus, il Laboratorio sonoro mobile, dell'Associazione Uscita – Ausweg Verein di Bolzano. Saranno a disposizione del pubblico oltre a strumenti musicali noti, altri inusuali e singolari, da indagare alla ricerca del loro funzionamento e delle loro qualità, oggetti comuni e non comuni, che possiedono caratteristiche sonore interessanti.Il Musicalbus sollecita un approccio diretto e spontaneo, dove la mediazione è il suono che non impone significati e facilita la comprensione, la sensibilità, la percezione.
Spazio Remida Genova
Il Centro Remida Genova avrà un suo spazio dove saranno esposti materiali di scarto di diverso tipo e provenienza e dove sarà possibile ritirare in omaggio una piccola scatola di cartoncino che contiene un kit per la costruzione di un piccolo albero di carta.

domenica 8 maggio 2011

Viaggio scambio in Marocco per i ragazzi piemontesi

Il Comune di Cuneo aderisce al Progetto “N.O.I. – Nuovi Orizzonti Interculturali: integrazione ed educazione interculturale tra scuola e territorio” promosso dalla Cooperativa ORSO e dalla ong ProgettoMondo Mlal nelle città di Alba, Bra, Fossano e Torino. Il progetto, le cui iscrizioni sono aperte fino all'11 maggio, prevede l’organizzazione di un campus estivo in Marocco, in programma dal 18 al 26 giugno prossimi, per giovani interessati alla realtà della cooperazione internazionale, alle condizioni di vita e ai modelli di sviluppo socioeconomici dei Paesi del Sud del mondo. Dodici giovani, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, dei Comuni di Alba, Bra, Cuneo e Fossano verranno selezionati tra coloro che presenteranno la domanda, partecipando così al campus “NOI andiamo in Marocco”, che prevede un viaggio nelle province di Beni Mellall e Khouribga. Durante i 9 giorni del campus, nel quale sono in programma incontri con organizzazioni della società civile, rappresentanti di Enti locali e delle Istituzioni marocchine, si visiteranno i progetti “Scuola e sviluppo” e “Bambini in viaggio”, promossi da ProgettoMondo Mlal. In questa importante e significativa esperienza il gruppo sarà accompagnato da operatori di ProgettoMondo Mlal e della Cooperativa Orso. Per prepararsi in modo consapevole al viaggio nella realtà marocchina sono previsti una selezione (che avverrà durante il mese di maggio) e, successivamente, un breve percorso formativo.
Il costo complessivo a persona, di 900 euro (comprensivo delle spese di viaggio, vitto e alloggio, formazione, organizzazione, assicurazione e accompagnamento), sarà coperto in parte dalla Cooperativa e da ProgettoMondo Mlal. Ai partecipanti verrà richiesta la quota di 750,00 euro.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni:
Informagiovani di Cuneo via Bongioanni, 20 tel. 0171 444421-504 – mail: informagiovani@comune.cuneo.it oppure direttamente sul sito www.cooperativaorso.it.

venerdì 6 maggio 2011

8 maggio. UN GIORNO TRA LE MAMME DEL BURKINA

Sono le 8 quando entriamo nel ‘Reparto Maternità’ del Centro di Salute di Norkama e la sala d’attesa è già gremita di donne e di mamme, avvolte nei loro paigne (stoffe pareo) coloratissimi, con i loro bimbi in braccio o legati alla schiena: oggi è giornata di “misurazioni”!
Mi trovo in un villaggio che dista 180 km dalla prima cittadina, Banfora: la strada che porta qui non è asfaltata e, se fino a Koueré la pista è piuttosto scorrevole, per i restanti 70 km il viaggio è molto lento e scomodo. Ieri ho avuto modo di stimare, una volta di più, l’autista per la sua eccezionale capacità di evitare buche inimmaginabili e scegliere sempre il sentiero giusto a ogni bivio, ovviamente privo di qualsiasi tipo di indicazione.
All’internod el Centro mi ritrovo al centro di molti sguardi, in un misto di curiosità, stupore e, in alcuni casi, diffidenza se non proprio paura. Le mamme, alcune delle quali hanno camminato 8-10 km per raggiungere il Centro, hanno già provveduto a creare una lista d’attesa, ammonticchiando i “carnet de santé” sul tavolo.
Iniziamo la mattinata, distribuendo alle mamme le imbragature blu con cui attacchiamo poi i bimbi alla bilancia e, tra urla disperate, rileviamo e registriamo sui carnet peso e altezza.
Le mamme dovrebbero accompagnare qui i figli ogni mese per ripetere quest’operazione, permettendo così di avere un quadro sempre aggiornato e, in caso di malnutrizione, poter intervenire immediatamente. Ma, come ho modo di notare sfogliando i carnet, molte mamme non vengono con regolarità, probabilmente per la distanza da percorrere o perché non ritengono la cosa così necessaria.
Mi colpisce questa cosa dei carnet: quasi tutte le donne lo tengono con cura, avvolto in un sacchettino di plastica e lo estraggono da una tasca nascosta del paigne. Una invece viene ripresa da Salimata, l’infermiera e formatrice che sto accompagnando in questi giorni: il suo quadernetto è semidistrutto. In un momento di pausa ne approfitto per ripararlo io con colla e scotch, così, quando la proprietaria rientra, non lo riconosce e s’inquieta, poi capisce, spalanca un gran sorriso e mi ringrazia.
Finito coi bimbi, Salimata approfitta del tempo rimanente per visitare qualche futura mamma. Le donne parlano solo in dioula, ma Salimata cerca di spiegarmi brevemente i casi.
Diverse donne sono qui per controlli di routine ma arriva anche una ragazza che si è spaventata per delle perdite: ha già subito 3 aborti e dunque ha deciso di consultare il CSPS. Scopriamo che il giorno prima ha fatto 50 km in bicicletta per raggiungere un altro villaggio.
Entra un’altra ragazza che rivela sintomi di cecità notturna. Salimata decide di parlare con il marito per convincerlo ad acquistare delle medicine, spiegando che sono fondamentali per la salute della madre e del bimbo. Il ragazzo capisce e acconsente. Per spiegare il dosaggio Salimata traccia un disegno sul retro della scatola in quanto la gran parte della popolazione del villaggio, soprattutto femminile, è analfabeta.
La mattinata è volata, esco dall’ambulatorio e questa volta le occhiate sono più rilassate e quasi divertite. Balbetto un ‘INICHIE’ che in dioula vuol dire grazie e ripartiamo. Inevitabile per me, ripensare durante il viaggio di ritorno, tra gli innumerevoli scossoni e sobbalzi, all’impegno professionale e umano che ho visto in Salimata e negli altri infermieri nel sollecitare le donne affinché frequentino con regolarità i Centri di salute Pubblica e seguano con attenzione i programmi di vaccinazione e la formazione nutrizionale.
Ma più di tutto ripenso alla tenacia di queste mamme e donne, e al modo, ai miei occhi sconvolgente, di affrontare la gravidanza. Con la tutta la loro rilassatezza e naturalezza, che a noi ‘babou’ (bianchi) a volte può sembrare persino incoscienza.

Luisa Gelain
Casco Bianco Burkina Faso


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giovedì 5 maggio 2011

Contro la tratta e la xenofobia. Al via il Progetto "Perù Migrante"

Venerdì 29 aprile, superati gli innumerevoli vincoli burocratici, politici e di protocollo, e le immancabili sfortunate congiunture, in una delle sale del Congresso di Lima, ha preso ufficialmente il via il Progetto Perù Migrante, grazie anche all’appoggio della Congressista Elizabeth Leon e del suo team.
L’evento ha visto la partecipazione di un pubblico vario -da studenti a ministri, da membri di organizzazioni della società civile a parlamentari- ognuno con una aspettativa e motivazione propria. Infatti, oltre alla presentazione nel dettaglio – da parte dei rappresentanti delle diverse istituzioni coinvolte – di antecedenti, obiettivi, risultati attesi e attività programmate; è stata affrontata la tematica centrale e cruciale del Progetto, ovvero i diritti dei migranti, regolari e non, dal punto di vista accademico e politico.
Ed è stato proprio quest’ultimo –l’aspetto politico–, imprescindibilmente legato al tema della migrazione, ad attirare l’attenzione del pubblico e della stampa.
Forti ed efficaci le parole di Eduardo Vega Luna, Difensore del Popolo, che ha dichiarato la necessità di creare una legge quadro per “gli oltre 3 milioni di peruviani che si trovano all’estero, e che –ha detto- sono spesso vittime di xenofobia, discriminazione, e mancanza di servizi di base”.
E in particolare, come conferma César Cárdenas Lizarbe, Direttore del team di ricerca sui Diritti Umani della Defensoría del Pueblo, è indispensabile una politica pubblica integrale, che copra ogni tappa del processo migratorio e che preveda l’impegno di tutto l’apparato statale. È necessario un quadro normativo che affronti in forma integrale ogni singola tappa del processo migratorio: “prima della partenza, il perché scelgono di partire, quali sono le cause, e cosa fare una volta attraversata la frontiera, cosa deve fare lo Stato all’estero attraverso i consolati, e cosa può fare lo Stato per le persone che vorrebbero rientrare nel paese e reintegrarsi”.
Marco Núñez-Melgar Maguiña, Ministro Direttore della Protezione e Assistenza al Nazionale per il Ministero degli Affari Esteri Peruviano, ha affermato che: “Questo progetto presenta uno studio su nuove politiche che si possono generare sul tema della tratta di persone. È anche un appoggio a tutte le politiche esistenti per combattere la tratta e la mafia che c’è dietro, e che poggia su tre assi fondamentali: prevenzione, lotta, e appoggio alla vittima”.
Inoltre, da molti, è stata affermata e condivisa la necessità di riconoscere e affermare una “nuova idea di solidarietà internazionale basata sulla corresponsabilità sui grandi processi globali”. Corresponsabilità in questo caso da parte dello Stato di origine e degli Stati di arrivo, sia delle istituzioni pubbliche che della società civile, come della stessa popolazione peruviana, migrante e non. Concetto promosso anche da Mario Mancini, rappresentante di ProgettoMondo Mlal in Perú.
Grandi promesse e grandi aspettative, dunque, che si possono riassumere nel commento fatto dalla giornalista del periodico “La República”: “Da oggi, la drammatica e penosa situazione che – ha fatto notare- affrontano quotidianamente le migliaia di immigrati peruviani nel mondo, vittime di xenofobia, abuso, tratta e sfruttamento lavorativo, non potrà piú passare inosservata da parte delle autorità”.
E ora, dopo tante belle parole e promesse, è tempo di passare ai fatti. Bisogna ammettere che è ammirevolmente alto il livello di entusiasmo e di voglia di impegnarsi manifestati da tutte le realtà coinvolte direttamente, e indirettamente, nel Progetto. Dunque, al lavoro!

Daniela Grisi
capoprogetto Perù Migrante

martedì 3 maggio 2011

Fermenti arabi: le rivolte pacifiche

Un mondo arabo nuovo, prima sconosciuto, i cui protagonisti, senza alcuna violenza, rivendicano dignità, giustizia e libertà. Tematiche trasversali e comuni a tutti, che riportano quello stesso mondo arabo dentro la storia, capace anch'esso – con una popolazione composta per il 60 per cento da giovani con meno di 30 anni - di creare autentici cambiamenti. È quanto emerso dal primo piano dedicato ai giovani fermenti del Maghreb organizzato al Centro Carrararo dall'ong veronese ProgettoMondo Mlal, proprio mentre il mondo si preparava alla notizia delle ultime ore che dà per morto il capo di Al Qaeda. “Fino a poco tempo fa il mondo arabo era identificato con la barba di Bin Laden e i giovani carichi di esplosivo”, è intervenuto lo storico iracheno Adel Jabbar. “Ma quanto sta accadendo evidenzia le necessità di ragazzi istruiti, con aspettative alte e che guardano all'Occidente non come a un'area geografica, bensì un modello, uno strumento per decidere della propria vita”. Per capirlo, secondo Jabbar, basta dare uno sguardo alle città, uguali dappertutto per urbanistica, viabilità e simboli pubblicitari. Città in cui, paradossalmente, talvolta è più facile esprime il proprio “islamismo” se sono collocate nella parte del mondo più impensabile. “In Tunisia il vecchio regime ha laicizzato lo Stato all'estremo per assecondare la logica dei finanziamenti antiterrorismo”, ha precisato Yassine Baradai, giovane marocchino operatore di una ong internazionale. “E se in Europa la legge tutela i diritti di ciascuno, a Tunisi solo chi ha più di 50 anni può portare la barba, le donne devono togliere il velo prima di entrare nei luoghi pubblici e per accedere alle moschee ci vuole la tessera”. Ma quella in corso adesso è la rivolta del popolo, con tutti i suoi componenti. La rivolta di gente che non ha bisogno di soldi per mangiare, ma piuttosto che la sua voce sia ascoltata. “In piazza ci vanno uomini e donne, religiosi e non. I fermenti continueranno e la globalizzazione ha rotto ordini e stili di vita. Forse c'è ancora qualche genitore che ha paura per i propri figli, ma quegli stessi figli non hanno più nessuna paura. Chi ha dato la vita per la libertà è preso a simbolo e i social network, insieme ad Al Jazeera, raccontato i fatti 24 ore su 24”. Un punto ben sottolineato anche da Ismail Ali Farah, giornalista italo somalo che vive e lavora a Verona. “In Egitto 20 milioni di persone hanno accesso a internet e i giovani cercano notizie aggirando la censura, anche tramite i cellulari. Io ho saputo della caduta di Ben Alì dal barbiere, dove un cliente tunisino aveva appena ricevuto un messaggio da casa. Gli arabi hanno una padronanza tecnologica alta e la consapevolezza, che manca invece da noi, che basta una video ripresa per raccontare i fatti e smantellare le informazioni diffuse attraverso i classici canali mediatici”. Forme di comunicazione che dimostrano anche quanto i giovani arabi abbiano rotto con la cultura della paura per sposare una dialettica nuova. Ha evidenziato Jabbar: “Nessuno ha bruciato le ambasciate francesi e nello Yemen, dove tutti hanno un arsenale in casa, non ci sono stati spari alla polizia. Il fanatismo religioso si è indebolito, insieme all'ingerenza straniera, e ora domina la consapevolezza di far parte di un mondo che richiede un altro linguaggio”.

Un nuovo linguaggio ben chiaro anche per gli operatori di ProgettoMondo Mlal, che in Marocco, nella regione di Tadla Azilal, hanno già avuto a che fare con oltre 22 mila giovani, accostati nelle mediateche per affrontare con essi il delicato tema della migrazione. E per tutti la cosa più importante all'interno di questi spazi di confronto extra scolastico è stata quella di aver avuto la possibilità di esprimersi. “Durante il seminario di chiusura del progetto “Migrazione, tutti in rete”, racconta il direttore di ProgettoMondo Mlal, Valentino Piazza, “le mani alzate erano troppe per poter dare la voce a ciascun giovane che, incurante di trovarsi di fronte anche a rappresentanti delle istituzioni locali, volevano dire la loro sulla questione dei matrimoni bianchi, sulle necessità che li spingono a lasciare il loro Paese o sulle alternative che vorrebbero trovarvi per invece non abbandonarlo”.
Interventi che non lasciano dubbi sul fatto che siamo solo all'inizio di quella che, a più voci, è vista e definita come la rivolta pacifica dei popoli arabi.

Chiara Bazzanella
Ufficio Comunicazione ProgettoMondo Mlal

Una ventata di allegria ed energia dal Brasile all'Italia

Per una trentina di giorni la tournèe del gruppo Axè Lata di Salvador de Bahia porterà nel nostro Paese una ventata di allegria ed energia con la musica afro-bahaiana di Nomìo e le percussioni di Zinho. Accompagnati da Loris Campana, coordinatore del progetto di turismo responsabile di ProgettoMondo Mlal, Casa Encantada, i due musicisti raggiungeranno le principali città venete e lombarde con una puntatina in Emilia Romagna.
Axè Lata è un’iniziativa solidale nata nel 2007 a Portao, quartiere nell’estrema periferia di Salvador, per promuovere tra i giovani la cultura della condivisione e il rispetto per l’ambiente, attraverso la proposta di attività musicali, sportive e dell’arte del riciclo.
Laboratori, workshop, spettacoli, incontri e serate di solidarietà sono le iniziative attraverso le quali ci trasmetteranno la loro realtà e i loro obiettivi e che, siamo sicuri, riusciranno a coinvolgere tutti: dai bambini agli adulti, dal parroco al sindacalista, dall’alunno all’educatore, chi con il fascino della capoeira e chi con il ritmo delle percussioni.

Qui il programma della tournèe, ma per ulteriori informazioni potete scrivete a educazione@mlal.org oppure telefonate allo 045 8102105.

IL FUTURO GIOVANE DEL SUD DEL MONDO

Il futuro di ProgettoMondo Mlal è Giovane. Questo lo slogan scelto dall’Ong veronese per la sua 45esima assemblea annuale, svoltasi sabato 30 aprile e domenica 1 maggio al Centro Monsignor Carraro. Quasi a sottolineare la sua raggiunta maturità, l’Ong costituita nel 1966 a Verona, su sollecitazione della Conferenza Episcopale Italiana per sostenere l’impegno dei laici nella difesa dei diritti dei popoli in America latina, ha deciso di dare a partire da oggi priorità agli interventi di cooperazione allo sviluppo specificatamente dedicati alla crescita delle nuove generazioni dal punto di vista fisico, psichico, professionale, culturale e sociale. Come ha sottolineato anche in apertura di Assemblea il presidente Mario Lonardi “l’obiettivo di ProgettoMondo Mlal è che i giovani dell’Africa e dell’America Latina possano diventare artefici della propria crescita e dello sviluppo delle loro comunità”.
ProgettoMondo Mlal rifonda dunque la propria missione sullo sviluppo delle capacità personali dei giovani affinché, nelle aree svantaggiate dell’Africa e dell’America Latina, essi possano avere fiducia in sé stessi, nel proprio futuro e in quello delle proprie comunità.
Tutto questo sarà concretamente portato avanti con programmi di miglioramento della salute, sviluppo della personalità, miglioramento del livello di istruzione, avvio al lavoro e all’imprenditorialità, tutela e promozione dei diritti dei giovani, scambi interculturali, che includono attività di turismo responsabile, educazione allo sviluppo e alla mondialità, viaggi di interscambio, iniziative di comunicazione via web e produzioni culturali e artistiche di giovani africani, latinoamericani ed europei. Inoltre, alle nuove generazioni, verrà offerta l’opportunità di rendersi protagonisti di veri e propri percorsi sostenibili di sviluppo della comunità attraverso programmi di partecipazione diretta alla vita pubblica e al governo locale.
ProgettoMondo Mlal è oggi presente in 22 Paesi del sud del Mondo con più di 30 programmi di Sviluppo, 8 dei quali (in Marocco, Haiti, Perù, Bolivia, Colombia e Honduras) appena approvati dall’Unione europea e in partenza in queste settimane. Oltre ai cooperanti già in servizio nei diversi Paesi di intervento, ProgettoMondo Mlal ha inviato quest’anno ben 19 caschi bianco, ovvero giovani tra i 18 ai 28 anni di età che hanno fatto richiesta di svolgere un anno di servizio civile all’estero.
E saranno proprio questi 19 ragazzi a testimoniare con la propria esperienza e il proprio impegno la ritrovata giovinezza di ProgettoMondo Mlal e a confermare la stagione giusta per un ritrovato protagonismo dei giovani di tutto il mondo. In Medioriente come nel Mediterraneo, in America latina come in Africa. Perché a ogni latitudine il dato anagrafico parla ancora chiaro: il nostro futuro è giovane.

Scarica pdf su nuova vision e mission di ProgettoMondoMlal